Uno spreco. Inaccettabile in questi termini. Se le partite durassero appena 45 minuti, la Lazio sarebbe prima. Di più: sarebbe quasi in fuga. I biancocelesti avrebbero infatti 47 punti, con il Napoli secondo a 43. Nei secondi tempi la Lazio viene però spesso raggiunta, a volte perfino ribaltata. Dal 46′ in poi la squadra di Maurizio Sarri ha perso 8 punti, da situazione di vantaggio (compresi i gol incassati nei primi 45 minuti) addirittura 17. Un’inversione di tendenza evidentissima, considerando che negli ultimi due anni con Simone Inzaghi in panchina la squadra decideva spesso le partite negli ultimi minuti. Nel 2020-21 la Lazio dall’88’ in poi segnò 5 gol, conquistando 8 punti. Nel 2019-20 ne fece 6, aggiungendo alla propria classifica 10 preziosissimi punti. In questa stagione invece la Lazio evapora. “Dobbiamo risolvere il problema individualmente”, ha detto Nicolò Casale al termine della gara col Verona. “Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un solo giocatore ma venticinque teste”, ha invece sottolineato Sarri. Fatto sta che da quando la Sampdoria, lo scorso 31 agosto, ottenne il pareggio nel finale, la Lazio, nel campionato in corso, non ha mai reagito alle reti subite. In tutto il parziale, da quel momento in poi, è di 15 gol incassati e nemmeno uno realizzato. Non importa che subisca nel primo o nel secondo tempo, stando in vantaggio o in una situazione di pareggio. Se prendono gol, i ragazzi di Sarri non segnano più. All’interno dello spogliatoio della Lazio si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: essere primi in classifica al 46′, significa che effettivamente la squadra è forte. Per migliorare però bisogna ritoccare i propri punti deboli, e quello della Lazio è particolarmente evidente. Nelle ultime due di campionato (con Verona e Fiorentina), dopo esser stati raggiunti, i biancocelesti hanno perfino concesso altre grandi occasioni agli avversari: sia i veneti che i toscani hanno colpito un legno, e avrebbero punto perfino vincere la partita. I punti persi da situazione di vantaggio sarebbero così 19 e non 17. Ma pure così lo spreco resta inaccettabile.
Corriere della Sera