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Lazio, che controsenso: ci si appella alla sfortuna, ma…

La Lazio va male, molto male in campionato. La squadra biancoceleste è ottava in classifica ed è ormai lontanissima dalle prime quattro posizioni. La situazione è critica, al punto che sono tutti sotto accusa. Società, allenatore e giocatori. A Formello si attaccano anche alla sfortuna, perché molti giocatori importanti (come Zaccagni, Patric e Rovella) sono venuti a mancare, per tante partite, proprio quando la Lazio doveva giocare tanti scontri diretti in pochi giorni. La rosa è così stata spremuta. Il centrocampo, da diverse partite, è sempre lo stesso: Luis Alberto-Cataldi-Guendouzi. L’attacco (Isaksen-Immobile-Felipe Anderson) pure. E così la squadra è arrivata a questi impegni senza energie. La realtà però è che in casa Lazio le assenze pesano di più. In Europa non c’è una squadra che abbia utilizzato meno giocatori dei biancocelesti in campionato (21). Perfino squadre senza impegni internazionali hanno più risorse. Ed ecco che se alla Lazio mancano giocatori, si va in difficoltà. Giusto quindi appellarsi anche alla sfortuna, perché le assenze si sono verificate nel periodo con tanti scontri diretti ravvicinati. Ma è stata la Lazio a prestare il fianco alla sfortuna non strutturandosi come un club impegnato su più fronti.

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