Difficoltà oggettive. La Lazio in Europa continua a mostrare due volti diversi fra campionato ed Europa League. Specie per quel che riguarda la solidità difensiva. In Italia, infatti, i biancocelesti sono i meno perforati del campionato (al pari dell’Atalanta), con 5 gol subiti in 9 partite. Vale a dire poco più di mezza rete subita a gara di media. In campo internazionale i gol incassati sono invece 9 in 4 uscite. Vale a dire poco più di due di media a incontro. Non solo: la squadra di Sarri ha la peggior difesa del proprio girone ed è la 30esima più perforata fra le 32 che compongono la fase a gironi. Più della Lazio hanno preso gol solo Nantes (10) e Zurigo (14), per il resto dal Nicosia (9), al Larnaca (6), fino allo Sheriff (7) e il Qarabag (5), anche squadre molto meno blasonate stanno incassando meno. Dopo la trasferta in Austria di una settimana fa Sarri ha ammesso che la squadra soffre il ritmo, più alto in Europa League che non in Serie A. Non un caso che dal 2017 (quando la Lazio vinse il girone con Nizza, Zulte Waregem e Vitesse), Immobile e compagni non siano mai riusciti a finire primi nel proprio gruppo. Nella passata stagione arrivò dietro al Galatasaray, nel 2020 (in Champions) al Dortmund, nel 2019 venne perfino eliminata da Celtic e Cluj, mentre nel 2018 arrivò seconda a -9 dall’Eintracht primo. Quando, nella fase a eliminazione diretta, si incontrano rivali blasonati (Porto, Bayern, Siviglia, solo per citare gli ultimi) l’eliminazione è quasi automatica. Tanto che contro tutti gli avversari citati i biancocelesti hanno subito gol sia all’andata che al ritorno. Palesando difficoltà che in Italia quest’anno non sembra più avere…
Corriere della Sera