[…] Due mesi fa Lotito invocava Castellanos in campo, Immobile confermava e rilanciava ogni offerta estiva dall’Arabia («Sono rimasto solo per la Nazionale e la Champions, vedremo a gennaio»), ma ora Ciro è tornato al centro del progetto, più di Luis Alberto, l’unico a cui è stato rinnovato il contratto («Se l’è meritato», diceva a luglio il patron), salvo ritrovarsi a combattere con certi exploit del Mago banditi da tempo.
LE NUOVE MOTIVAZIONI, IMMOBILE TORNA AL CENTRO
In questo caos auto-prodotto di parole, opere, ritrattazioni e omissioni, comunque andrà, sarà per tutti un successo. Ma bisognerebbe prima ritrovare quello fondamentale in trasferta, dove la Lazio ha incassato 5 ko e racimolato appena 7 punti su 21. Nemmeno a Verona è stato sfatato il tabù con un misero pareggio. Tutta colpa del mal di gol, che Immobile vuole curare al più presto. Questo è vero, Ciro è di nuovo responsabilizzato, ora Immobile torna al centro («Mi ha detto che resterà, ha dato e darà ancora tanto al club», le parole di Fabiani dopo un confronto col capitano) e stra-motivato per risollevare le sorti della Lazio. Lo si è visto nella corsa a perdifiato contro l’Inter, nonostante due occasioni sciupate per un soffio. In Serie A, il bomber ha segnato solo 4 reti e deve ritrovare la porta su azione, non succede addirittura da metà agosto. Al Via del Mare l’ultimo (inutile) timbro, prima dei penalty trasformati contro Monza, Fiorentina e Salernitana dal dischetto.
LE OCCASIONI SCIUPATE
Al Castellani serve il Ciro formato Champions, decisivo contro Feyenoord e, con una doppietta da subentrato, contro il Celtic Glasgow. Immobile ha messo da parte tutto, anche i social e ogni cattiveria sul suo conto: è stato l’unico a non postare le foto della festa di Natale per rispetto della tifoseria, amareggiata per il momento no. Ora deve tornare letale come un tempo, solo lui può cambiare le statistiche della Lazio. Le palle-gol della stagione 2022/23 erano 54,31 (media 1,42 a partita), quest’anno sono 22,01 (media 1,37 a incontro). Praticamente il dato è quasi lo stesso, i biancocelesti creavano poche occasioni anche l’anno scorso. La differenza è che all’epoca le chance si erano trasformate in 60 reti (+5,69), in queste 16 giornate la percentuale realizzativa è di appena 16 timbri (-6,01). Solo l’Udinese ha fatto peggio. Solo Immobile può cambiare questo scenario a Empoli, dopo essere rimasto a digiuno all’andata e al ritorno l’anno scorso: in 8 gare di Serie A, Ciro ha collezionato 3 centri contro i toscani, di testa, su rigore e di destro. Serve un tiro mancino. Se nulla di nuovo è come sembra, lo scopriremo presto. Il Messaggero