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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non è solo un calo ma un limite

Non è solo un calo. Perché gli scivoloni sono troppi e frequenti. La Lazio ha trovato continuità, ma nella discontinuità. Dopo l’undicesima giornata di campionato, quando la squadra di Maurizio Sarri vinse a Bergamo, sono arrivati appena 15 punti in 11 partite. In seguito al successo in casa dell’Atalanta i biancocelesti erano terzi in classifica, indipendentemente dalla penalizzazione della Juve, ora sarebbero settimi. Il calo è dovuto a diversi fattori, intanto la difesa: nelle prime 11 giornate in ben sette occasioni Romagnoli e compagni avevano mantenuto la porta inviolata, nelle successive 11 è successo appena quattro volte. Stanno inoltre mancando i gol di Immobile: il capitano della Lazio era arrivato a quota sei gol (e tre assist) nelle prime 11 di Serie A, bottino che, limitato dagli infortuni, ha incrementato solo di una rete (senza passaggi decisivi) nelle successive 11 partite. Il calo della squadra è stato netto: 24 punti conquistati nelle prime 11, appena 15 in quelle successive. Sta inoltre mancando l’apporto di metà degli acquisti fatti in estate (e curiosamente quelli più costosi): se Provedel e Romagnoli sono riusciti a inserirsi subito in squadra e Casale all’undicesima giornata già aveva cominciato a dare un contributo (ne aveva giocate quattro da titolare), i vari Maximiano, Gila, Marcos Antonio e Cancellieri giocano poco, quasi per nulla. Le energie dei titolari inevitabilmente calano nel corso dell’anno, non averne di fresche da immettere è un limite non di poco conto. La Lazio è la squadra ad aver utilizzato meno giocatori fra le 98 che compongono i maggiori campionati europei, Sarri, inoltre, sostituisce poco (meno di tutte le avversarie per la Champions). Anche questo incide. Ed è il motivo per il quale quello della Lazio non è solo un calo, ma un limite.

Corriere della Sera

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