Se il sintomo persiste, consultare il medico. Da mesi la Lazio ha un serio problema offensivo. Delle prime nove in classifica la squadra di Sarri è quella che ha segnato meno: l’Inter ha già fatto più del doppio dei gol (50-24). Manca un singolo che dia la scossa (il miglior marcatore in campionato è Immobile con 4 centri, in Serie A ben 33 giocatori hanno fatto meglio di lui), mancano trame e type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Un’opzione, sulla quale inizialmente la Lazio puntava, è Kamada. Nella rosa della Lazio, tolti Immobile e Pedro, nessuno ha mai segnato 16 gol in una singola stagione come ha fatto il giapponese con l’Eintracht Francoforte nel 2022-23. In Germania però Kamada giocava o da ala sinistra o da trequartista. Veniva utilizzato molto più vicino alla porta avversaria. Nelle ultime quattro partite disputate (contro Roma, Lecce, Inter e Napoli) i biancocelesti hanno segnato appena due gol complessivi. Kamada però è rimasto seduto in panchina. Il giapponese, che a fine anno può liberarsi e trasferirsi a parametro zero, probabilmente quando ha visto che il suo inserimento a Roma era più complicato del previsto ha staccato la spina. Non ha cercato di imporsi con tutte le forze, rassegnato al proprio destino. Eppure, con la squadra che nella trequarti campo avversaria evapora, forse avrebbe potuto dare un contributo. Invece viene completamente ignorato, questo benché Sarri, a inizio mercato, avesse detto pubblicamente che se il giapponese avesse partecipato alla Coppa d’Asia e se l’infortunio di Luis Alberto fosse stato più serio, allora sarebbe stato necessario acquistare un giocatore a centrocampo. Poi però non lo utilizza.
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Lazio, cercasi gol da tutti: dove è finito Kamada?