ROMA La Lazio si tiene stretta il quarto posto. Settimo successo in undici gare di campionato. Con le medio piccole non c'è storia, i biancocelesti le vincono tutte o quasi. E poco importa a questo punto che le big siano un tabù perché così facendo in Champions ci si arriva lo stesso. Una strada più lunga ma comunque redditizia. Spal travolta per 4-1. Nessun problema. Applausi anche dal ct dell'Italia, Roberto mancini che in tribuna si è gustato lo show di Immobile. Già, Ciro. Un trascinatore. Implacabile. Infallibile. Doppietta e otto centri in campionato. Addirittura e 76 in 102 gare in biancoceleste. In Europa nessuno ha fatto meglio di lui: 7 gol nelle ultime 7 gare. Superato Van Basten tra i bomber di tutti i tempi di serie A, Valentino Mazzola è A -1. Bella la reazione dei ragazzi di Inzaghi sei giorni dopo il pesante ko in casa contro l'Inter. Le nubi che si stavano nuovamente addensando dalle parti di Formello sono state squarciate dai graffi di Ciro e dai bolidi di Cataldi e Parolo. Pesante passo indietro per la Spal, soprattutto dal punto di vista del gioco. I ferraresi speravano in un altro blitz dopo la vittoria contro la Roma. Niente da fare la Lazio è stata più squadra. Una sola distrazione, fatale. Quella sul momentaneo pareggio di Antenucci. Altro blackout difensivo. Stavolta però non ha avuto contraccolpi. I biancocelesti hanno reagito con rabbia e orgoglio ribaltando immediatamente il risultato.
SCELTE VINCENTIIl campo reso pesante dalla pioggia battente induci il tecnico laziale a cambiare formazione: dentro Caicedo e non Correa in avanti. Un attacco più pesante che dà subito i suoi frutti. Felipe si divora una chance incredibile ma è bravo a duettare con Immobile in occasione della seconda rete di Ciro (decisiva la deviazione di Costa). Applausi di tutto lo stadio. Il bomber biancoceleste è sempre più il leader di questa squadra: «Con l'Inter non siamo entrati da Lazio, dopo le critiche questo lo interpreto come un segnale di maturità. Adesso è importante guardare dentro di noi, mantenere la continuità, al dì là della classifica. Ci manca la vittoria con le big, pesano perché ne abbiamo perse quattro, serve uno step mentale in più». Nessun messaggio al ct ma la dedica è per la sua Jessica: «Mancini mi conosce, mi stima e mi ha sempre convocato. Ha dovuto fare delle scelte, mi farò sempre trovare carico. Dedico i miei due gol a mia moglie che mi segue sempre, anche in trasferta. La amo».
OMAGGIO A BUFFONGià ma chissà cosa avrà pensato il ct per la prima rete di Ciro, un gol alla Mancio verrebbe da dire. Ma lo sguardo lo hanno rubato anche Cataldi, partita bellissima condita da un gol spettacolare (l'ultima marcatura con la maglia biancoceleste risale addirittura a 805 giorni fa: Atalanta-Lazio 3-4 del 21 agosto 2016) e Parolo un motorino inarrestabile. Corsa e volontà premiate con la rete del definitivo 4-1, bellissima tanta che Inzaghi ha mimato il gesto di togliersi il cappello. Esultano i tifosi, ruggisce la curva Nord che rende omaggio a Gigi Buffon che in settimana aveva confidato di aver pensato di trasferirsi proprio alla Lazio: «Saluti laziali». Meno avvincente, invece, il duello tra i fratelli Milinkovic. Sergej fa il lavoro sporco e in avanti si fa vedere molto poco mentre Vanja sbaglia due uscite clamorose e non para mai. Male anche l'arbitro Guida che non tira fuori il rosso per il fallo da ultimo uomo di Vicari su Immobile lanciato a rete. La Lazio stavolta è stata più forte di tutto. Un'iniezione di fiducia importantissima in vista della gara di Europa League di giovedì contro il Marsiglia (un successo spalancherebbe le porte della qualificazione con due turni d'anticipo) e la sfida di domenica prossima in casa del Sassuolo prima della sosta. Alla ripresa lo spareggio Champions con il Milan. Un'altra grande sul cammino. Vietato sbagliare.
Il Messaggero