Patto di servizio, per il momento: tutto puntato sul campo, sulle grandi corse a tappe da vincere, sul presente, non ancora sul futuro. La Lazio e Baroni si riuniscono per confrontarsi e riorganizzarsi, per lanciare l’assalto finale su tre fronti. Mai s’erano sentiti così stretti e assediati nella corsa Champions (Juve pari per punti e le altre in risalita) mentre all’orizzonte s’intravedono i quarti di Coppa Italia contro l’Inter e marzo porterà gli ottavi d’Europa League. Un patto di massima stabilità sarà alla base dell’incontro che è nell’aria da giorni e che in settimana vedrà protagonisti il diesse Fabiani e il tecnico. Un vertice per fare il punto dopo il mercato, la cui chiusura ha disteso di nuovo le corrispondenze, c’erano stati alcuni urti e rumoreggiamenti (sempre smentiti da Formello). Si erano creati durante le trattative, iniziate con l’assalto a Fazzini (che Baroni attendeva), chiuse con l’arrivo di Belahyane, Provstgaard e prima ancora di Ibrahimovic. «Mercato di prospettiva», la frase usata da Baroni per valutarlo, il sintomo di qualche malumore. Mai però Lotito, pur senza soldi cash, s’era mosso così tanto a gennaio.
Sarà un vertice utile anche per valutare gli infortuni, l’ultimo pesantissimo di Castellanos, il rientro di Vecino (slittato dopo Venezia), l’esclusione di Pellegrini (il cui rientro è a discrezione dell’allenatore) e tutte le dinamiche annesse alla gestione di una rosa che la società considera all’altezza delle sfide finali che la aspettano e che per i grandi meriti del tecnico è diventata ambiziosa accorciando i tempi di crescita. Non è un segreto che a Formello sperano nella crescita esponenziale di Dele-Bashiru.
L’unica bussola per adesso è il campo. In estate era nata una complicità straordinaria tra la Lazio e Baroni, tutta fondata sulla fiducia e sull’efficienza. Il legame va rafforzato ancora di più e a tempo debito si parlerà di futuro, di contratto, eventualmente del rinnovo. Se non in primavera, subito dopo a meno che non si scelga di aspettare il termine della stagione. E’ un punto da approfondire. Baroni è legato alla Lazio fino a giugno 2026, non ci sono opzioni che regolano il secondo anno di panchina, era già compreso nella firma. La convivenza appare scontata, ma vanno chiariti i termini della prosecuzione del rapporto. Tutti, la società e l’allenatore, puntano a riportare la Lazio in Champions. Corriere dello Sport