Una stagione sfortunata. Marcos Antonio non riesce a trovare l’episodio favorevole. Lui l’acquisto della scorsa estate che suscitava maggiore curiosità, di conseguenza lui anche quello che al momento ha deluso di più le aspettative. Per lui la Lazio potrebbe pagare fino a 10 milioni (bonus compresi), garantendogli uno stipendio iniziale di 1,3 milioni, ma che aumenterà di stagione in stagione fino alla scadenza del 2027. Aveva giocato allo Shakhtar, con cui, in Champions League, aveva sbancato il Bernabeu facendo venire il mal di testa a Casemiro. Un curriculum interessante. La Lazio però voleva inserirlo in un centrocampo diverso, più adatto a lui. A inizio stagione, dopo la partita di Europa League vinta all’Olimpico col Feyenoord, Sarri disse che “stavo per inserirlo, ma Romagnoli e Marusic hanno chiesto il cambio e ho dovuto fare scelte diverse”. Soprattutto però quella sera il tecnico precisò che “Marcos Antonio ha qualità e tecnica, ma è scadente a livello fisico”. Quello il suo punto debole. Il brasiliano è leggero, troppo, e Sarri non vuole regalare altri centimetri e chili agli avversari. Serve quindi un centrocampo che possa sopperire a un punto debole così evidente. L’idea del club, a inizio mercato, era quella di prendere Ilic e di cedere Luis Alberto. Le trattative non sono andate in porto e il brasiliano, preso in fretta anche perché stava salendo la tensione per l’iniziale immobilismo del club, non si ritrova in un centrocampo adatto a lui. Nel corso della stagione, inoltre, l’ex Shakhtar è stato sfortunato: con la Sampdoria, alla quarta di campionato, un suo errore è costato il pareggio. Giovedì, nella sesta gara giocata dall’inizio, è stato tolto dopo soli 15 minuti per l’espulsione di Patric. Trovare continuità così è difficile. E lo è anche far girare il vento.
Corriere della Sera