Lezioni sospese fino a lunedì prossimo dunque: la proroga è stata decisa con una ordinanza firmata da Cirio, sentito il ministero della Salute. Il presidente spiega che, a fronte della decisione di riapertura delle scuole decisa dal Governo a partire da oggi, la Regione Piemonte aveva ritenuto necessario un percorso più cauto e graduale per il proprio territorio, alla luce della sua posizione di confine e delle interconnessioni con la vicina Lombardia, l'area più colpita dal contagio da coronavirus. Era stata così decisa la sola riapertura degli edifici scolastici oggi e domani per una igienizzazione straordinaria delle aule e degli ambienti comuni, ma anche per avere due giorni in più di tempo per valutare l'evolversi del contagio. Nei giorni scorsi, spiega il presidente, si sperava di poter tornare da mercoledì a una situazione di normalità totale, dando la possibilità a tutti gli studenti di riprendere regolarmente le lezioni. Oggi, però, sono state acquisite le valutazioni dei sanitari dell'Unità di Crisi che «valutata la situazione epidemiologica non ancora stabilizzata del Piemonte, a fronte di una situazione con evolutività non prevedibile nelle regioni confinanti, considerato il doveroso criterio di cautela nei confronti della popolazione scolastica e dei relativi nuclei familiari» hanno comunicato alla Regione l'opportunità di sospendere l'attività scolastica per l'intera settimana. A questa posizione, sottolinea la Regione Piemonte, si sono aggiunte le considerazioni delle associazioni più rappresentative di medici e pediatri, che hanno rimarcato la necessità di non abbassare la guardia contro il virus e di proseguire con lo stop delle lezioni scolastiche. Per questa ragione, spiega il presidente, si è voluto continuare a essere prudenti, «consapevoli che in gioco c'è la salute dei nostri figli». «Abbiamo docenti e allievi che arrivano dalla Lombardia. Non credo che se anche ci fosse un caso su un milione di rischio contagio le famiglie vorrebbero correrlo», aggiunge Cirio. Intanto, per fronteggiare la situazione sanitaria, si stanno richiamando i medici in pensione. «Abbiamo censito tutti i medici che sono andati in pensione e proprio oggi verrà diramata allerta per richiamarli nel caso ci fosse c'è bisogno. Il sistema sanitario piemontese è in grado di reggere l'emergenza se si continua con il contenimento», aggiunge Cirio.
Juve-Milan di Coppa Italia a porte aperte
Si giocherà invece a porte aperte l’incontro tra Juve e Milan di Coppa Italia, in calendario mercoledì 4 marzo all’Allianz Stadium. Per tutta la giornata si sono rincorse voci su una possibile decisione di far svolgere il match a porte chiuse, proprio per il nuovo peggioramento della situazione in Piemonte. Alla fine però la Lega Calcio ha fatto chiarezza: a meno di un intervento del governo la partita si svolgerà regolarmente, ma allo stadio non potranno accedere i residenti in Lombardia, Veneto ed Emilia.
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