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Ricordate Bresciano? Vive in Australia e investe in mattone e… cannabis!

“La crème della comunità italo-australiana di Melbourne s’è data appuntamento nella sede di un concessionario di lusso in pieno centro. Tra prosecchi e prosciutti, Ferrari e Maserati, i figli degli immigrati che negli Anni Sessanta sbarcarono qui e fecero fortuna si sono riuniti per raccogliere fondi per l'ospedale Cabrini, una struttura fondata 70 anni fa da suore italiane emigrate agli antipodi. Mark Bresciano se ne sta in disparte. Ascolta in silenzio il racconto di una sorella venuta appositamente dagli Stati Uniti. Esattamente 20 anni fa aveva cominciato a muovere i primi passi da calciatore a poche centinaia di metri da qui, nel quartiere di Carlton, il più italiano della capitale del Victoria”. Inizia così l'intervista della Gazzetta dello Sport a Mark Bresciano, 38 anni, visto in Italia con le maglie di Empoli, Parma, Palermo e Lazio; con i biancocelesti 20 presenze in A più tre gettoni in Coppa Italia nella stagione 2010-2011 con un gol e 2 assist. Il centrocampista di Melbourne, 85 gare con i canguri, appese le scarpe al chiodo nella stagione 2014-2015 giocando con i qatarioti dell'Al Gharafa Sports Club, ha intrapreso una particolare attività. Bresciano vive in patria, non si nutre di social, gioca con le figlie Alessia e Montana, entrambe nate in Sicilia. «Mi è un po’ passata la passione per il calcio – racconta -. Sarà che qui non è lo sport nazionale, che quel mondo sembra ancora più distante, che l’australiano non ti riconosce, non ti ricorda costantemente chi sei stato. E se anche lo fa, ti lascia in pace».  «Del calcio non mi manca nulla, a parte il pallone. Faccio investimenti nel settore immobiliare e mi occupo di… cannabis. In italiano si dice cannabis, vero? Mi sono messo in società con un amico, stiamo lavorando per arrivare a produrre entro un anno farmaci a base di marijuana». Un settore che secondo qualche stima entro il 2020 dovrebbe raggiungere un giro di affar di 22 miliardi di dollari in tutto il mondo. «Questo progetto mi dà lo stimolo per alzarmi tutti i giorni. Mi fa letteralmente godere – racconta Bresciano, che sul biglietto da visita dell’azienda ha scritto Direttore – Per capirne di più ogni tanto vado anche in Canada e negli Stati Uniti». E pur di portare a termine la missione in tempi brevi rinuncia – tra le altre cose – a seguire il calcio italiano. «Continuo a tifare per tutte le squadre nelle quali ho giocato, ma il fuso orario mi impedisce di guardare le partite. Mi dovrei alzare di notte e quando lo faccio accuso tutto il giorno. Mi concedo poche eccezioni, magari per i play off di B del Palermo, per Parma-Juve o Lazio-Inter che vale la qualificazione Champions. Ma non seguo gli incontri. Ormai mi limito a leggere i risultati quando mi sveglio e nel caso a commentare con qualche amico».