Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri vede e Provedel: dall’innamoramento alla scelta (giusta)

La prima convocazione, dopo la tempesta: «La chiamata di Mancini è stata inaspettata, perché arrivata dopo la brutta sconfitta in Europa». Il viso di Provedel si illumina nella prima conferenza con l’Italia. Venerdì mattina era in ritiro a Piacenza, con il morale stritolato fra i guantoni dopo la cinquina incassata in Danimarca. Ora è già acqua passata, non è successo nulla. Niente scalfisce Ivan, uno abituato a lottare con ben altro nella sua carriera. Sembrava non arrivare mai la grande chance, la rottura della tibia a Empoli aveva frenato la sua esplosione definitiva. Quindi lo splendido rilancio allo Spezia: Sarri già a gennaio scorso lo aveva inserito nella lista insieme a Kepa, Carnesecchi e Vicario per il dopo Strakosha. In 7 giornate Provedel ha già mantenuto tre volte la porta inviolata, vanta un terzo dei clean sheet (9) dell’intera scorsa annata. È anche e soprattutto merito di Ivan se la Lazio ha subito addirittura sette gol in meno (5 contro 12) a questo punto rispetto alla stagione passata e vanta la miglior crescita in difesa dell’intera Serie A davanti ad Atalanta (-6), Juve (-5), Udinese (-4) e (-1) Roma. Pazzesca l’ultima parata da terra a Cremona su Sernicola. 

L’INNAMORAMENTO

La resa è meglio dell’aspettativa. «Un finimondo per un portiere biondo», è il nuovo coro della Curva. Ne è valsa la pena battersi per un mese con lo Spezia in quella trattativa estiva infinita: «La più difficile della mia presidenza – ha confessato Lotito – ma volevo accontentare Sarri sulla sua scelta». Alla fine, un affare da appena 2 milioni, complice il contratto quasi in scadenza. Incredibile comunque la cifra per un portiere diventato già primo indiscusso, dopo appena 6’ della prima giornata. L’espulsione di Maximiano (costato invece 10,5 milioni) ha spianato un’ascesa comunque già scontata e programmata. Sarri lo ha detto a Lotito, sul portoghese va fatto un lavoro specifico in ogni seduta: Grigioni ha sbagliato l’indicazione, non è pronto ancora per la Serie A. Dunque niente alternanza, Provedel non esce più dai pali nemmeno in Coppa. Perché il tecnico si è invaghito del portiere friulano, dei suoi piedi e della sua personalità. Maurizio è squalificato, non sarà in panchina al rientro dalla sosta contro lo Spezia, ma dalla porta avrà un altro allenatore a guidare la squadra. 

LA REGIA DA DIETRO

Contro l’Inter è scoccato il colpo di fulmine. Provedel decisivo in ogni momento saliente. Quindi, esce al centro dell’area con le braccia alzate a prendersi addirittura un fallo laterale: Maurizio si gira verso la panchina e lo applaude. Non solo, Ivan è diventato fondamentale come estremo difensore playmaker. Ha una media di oltre 40 passaggi a gara, l’85% di precisione, da dietro è fondamentale la sua impostazione. Per non parlare dei lanci in profondità per Immobile: «Che bello non doverci giocare più contro, ma insieme. È il bomber più forte». Provedel se ne intende: «Sino a 15 anni ho fatto l’attaccante. Poi ho visto Toldo, il mio idolo, e dopo la semifinale di Euro 2000 mi sono detto voglio essere come lui e ho desiderato fare solo il portiere». A 28 anni vuole dimostrare tutto il suo valore. Meglio tardi che mai, anche in Nazionale: «Si respira entusiasmo e per me è una grande emozione». È un premio al sacrificio e alla dedizione. Non solo Sarri, Mancini vede e Provedel. Il Messaggero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *