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RASSEGNA STAMPA

Solo 9 punti in 8 partite: un cammino quasi da retrocessione

Il 10 novembre, dopo aver battuto 1-0 il Monza col primo guizzo in serie A di Romero, la Lazio era seconda con 30 punti insieme al Milan (a -8 dal Napoli). L’Atalanta ne aveva 27 come l’Inter, la Roma 26. C’era anche la Juventus in piena lotta per la Champions League, ma con 28 punti poi più che dimezzati dal -15. Sarri aveva la miglior difesa del campionato con 8 gol subiti; Provedel era reduce da 8 clean sheet su 9, unica «macchia» le 3 reti prese dalla Salernitana. In trasferta la Lazio non aveva mai perso, i 2 soli ko erano arrivati all’Olimpico. Nei successivi 8 incontri sono arrivati appena 9 punti, con 3 sconfitte e 2 vittorie, il 2-0 piuttosto sofferto in casa del Sassuolo e il clamoroso 4-0 al Milan ridimensionato però dal terribile gennaio dei campioni d’Italia. In questo periodo la Lazio sarebbe molto più vicina alla zona retrocessione: ha perso punti (tanti) su tutte le rivali per la Champions; il piazzamento parziale di queste 8 partite è appena un 12° posto, quello nella classifica reale è diventato il 6° ma senza penalizzazione anche la Juve sarebbe davanti. Il Monza battuto quel 10 novembre non ha più perso, conquistando addirittura altri 16 punti. L’Atalanta il giorno prima era andata ko a Lecce schierando appena 3 titolari sugli 11 che sabato hanno distrutto la Lazio; gli scatenati (all’Olimpico, e non solo) Lookman e Hojlund entrarono nel finale. Sarri gioca quasi sempre con gli stessi: ha utilizzato 21 giocatori, il minimo in tutta la serie A, di cui 6 per non più dei 366 minuti di Basic. E il conto sta diventando salato.

Corriere della Sera

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