I numeri di Felipe Anderson
Highlander, duttile, risorsa Felipe Anderson. Sarri ha riportato a Roma un giocatore diverso rispetto a quello che partì in direzione Londra. Il brasiliano è diventato un punto fermo del 4-3-3 Sarrista. Da Ala, su entrambe le fasce all’occorrenza e spesso anche da punta. Contro l’AZ toccherà verosimilmente le 85 partite consecutive dal suo ritorno a Roma. Domenica sarà in campo per il derby della Capitale. L’assenza di un vero vice Immobile ha ‘spianato’ la strada al brasiliano. Felipe è entrato in un nuovo sistema che lo vede al centro del gioco laziale, in assenza dei Capitano Immobile. Per valutare il suo rendimento, abbiamo analizzati i numeri (da attaccante centrale e da ala, suo ruolo naturale). Ciò che impressiona, duttilità a parte, è l’efficacia. E’ chiaro che anche per il brasiliano, la stanchezza è un fattore da considerare. Highlander sì, ma sempre umano.
Highlander Felipe e l’analisi dei gol
In 37 presenze, fra campionato e Coppe, il brasiliano ha messo a segno 8 gol e 6 assist. Di queste 8 reti, 3 ne ha segnate da attaccante esterno, le altre 5 da prima punta. I gol all’Inter, Feyenoord, Empoli da ala. Da falso nove invece ha punito: Atalanta, Roma, Bologna (in Coppa Italia) Sassuolo (dopo l’infortunio di Immobile) e Milan. In campionato Felipe non segna dal 24 gennaio. Una vera punta di riserva non c’è. Sarri ha letteralmente inventato l’ex Santos in quel ruolo. Il suo esordio da punta risalire addirittura ad un Lazio-Genoa della scorsa stagione. Ne ha fatta di strada el Pipe.