Categorie
RASSEGNA STAMPA

Tare: “Fieri dei risultati raggiunti in questi anni. Vogliamo salire di livello”

Orgoglio, e testa bassa. Per continuare a rendere. Senza disconoscere qualche errore. La Lazio ambisce a crescere, anche se, nel caso in cui non cambiasse la strategia societaria, ci vorrà tempo. Anni. Perché il club biancoceleste semina, e spesso raccoglie. Considerando gli ultimi 10 campionati completi la Lazio ha vinto 4 trofei (Coppa Italia nel 2013 e 2019 e Supercoppa nel 2017 e nel 2019), conquistando un titolo in media ogni 71,6 milioni spesi (al fronte di 286,7 milioni investiti). Meno di tutti in Italia. Ovviamente la statistica non tiene conto del valore del trofeo, ma resta significativa. La Juventus, che in queste 10 stagioni ha trionfato 17 volte (compresi 8 scudetti…) è seconda con una media di 87 milioni a titolo. Ultima, fra le sei italiane ad aver vinto, è la Roma, che ha speso circa quattro volte in più rispetto ai biancocelesti. Anche se si considera il costo annuo della rosa, espresso dalla somma del monte ingaggi lordo e la quota di ammortamento dei cartellini (tenendo conto dei bilanci del 2021, pubblici di tutte le società), la Lazio sta intorno ai 135 milioni, l’Inter oltre i 250, la Juve supera i 415. Differenze non riscontrabili dalla classifica attuale. In società sono consapevoli di aver perso alcune opportunità di far cassa (particolarmente importante, considerando che Lotito, a differenza dei fondi che gestiscono i club, non ricapitalizza), motivo per il quale sono certi che Milinkovic non andrà via a zero. Se propedeutici, gli errori sono positivi. “I risultati raggiunti, per i soldi investiti, sono ottimi, ne siamo orgogliosi – spiega il ds biancoceleste Tare -. Ma vogliamo salire di livello. Sarebbe importante entrare in Champions per qualche anno di fila”. Serve consapevolezza. Aver fatto bene negli ultimi 10 anni non vuol dire che si otterranno gli stessi risultati in futuro. Con gli introiti Champions il divario economico dalle altre società può aumentare. Quindi o Lotito aumenterà gli investimenti (come fatto nell’ultima estate), oppure gli errori dovranno esser ridotti al minimo. Vale per le cessioni (è giusto vendere di fronte a offerte congrue) come per gli acquisti. Vavro e Muriqi non hanno reso come da aspettative (in A hanno trovato poco spazio, ma all’estero fanno bene, al punto che il kosovaro in Liga ha segnato meno solo di Lewandowski) e devono essere un monito: se si investono cifre alte, il risultato deve essere certo. Per questo la Lazio è sì orgogliosa dei traguardi raggiunti, ma deve tenere la testa bassa e pedalare.

Corriere della Sera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *