Pierino Tulli, imprenditore nel settore della Logistica, nel luglio 2004 fu l'unico vero rivale di Claudio Lotito nella corsa all'acquisto delle quote della Lazio. Il club capitolino, come è noto, fini all'imprenditore che agiva nel settore della pulizia negli ospedali, asl e altro. Settanta anni, Tulli si racconta in un'intervista al Corriere della Sera, questi i passaggi riguardanti il suo approdo sfumato alla Lazio:
Come andò la scalata alla Lazio?
«Il funzionario della Unicredit che aveva ereditato il crac di Cragnotti mi disse: “Noi a Lotito non gliela vogliamo dare, dacci 24 milioni di euro ed è tua. Fecero anche una verifica sulle mie società».
Lei aveva già avuto guai con il fisco.
«Quaranta contenziosi tutti vinti. Unicredit si convinse che avevo la liquidità necessaria. Però dovevo prendere un mutuo per circa 400mila euro al mese. Eppure ero quasi deciso per il sì. Sono laziale».
Che accadde allora?
«Mi chiamò Francesco Storace, allora era presidente della Regione. Mi disse “ritirati, sponsorizzo Lotito”».
Siamo sicuri di questa versione?
«Era la mezzanotte del 18 luglio 2004 quando squillò il telefono. Era lui. Gli dissi “va bene”. Fu uno sbaglio».