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Una Coppa per non avere più rimpianti

Lazio-Milan è soprattutto Inzaghi contro Gattuso. Giovani, emergenti e con tanta voglia di vincere. Un attaccante e un centrocampista. Il primo ha vinto lo scudetto in biancoceleste con una Lazio tra le più forti di sempre. L’altro con la maglia del Diavolo si è cucito addosso tutti i trofei possibili. Pippo Inzaghi il trait d’union tra i due. Si conoscono, si stimano. Non lo hanno mai negato. Stasera si ritroveranno contro per la quinta volta. L’equilibrio regna sovrano. Tre pari e un successo per 2-1 in campionato la scorsa stagione. Simone ha il dente avvelenato, quella volta la differenza la fece un colpo di mano di Cutrone. In Coppa Italia invece decisero i calci di rigore. Cerca vendetta. E soprattutto la svolta positiva di una stagione che sta virando sempre più al grigio. C’è bisogno di ritrovare le tinte biancocelesti, anche perché il trofeo Nazionale è diventato l’obiettivo principale. L’eliminazione in Europa League e una lotta per il quarto posto sempre più in salita hanno deviato la strada. Centottanta minuti per capire davvero che Lazio è. Il modo in cui ha perso a Siviglia ha lasciato un retrogusto amaro. Una sorta di rimorso per quello che poteva essere e non è stato.
SENZA RIMPIANTI
Questo è il momento di non avere più rimpianti. Una gran parte della stagione si decide nella semifinale d’andata in programma stasera. Lo stesso vale per il Milan sempre più creatura identica al suo allenatore. Non gioca un gran calcio ma non molla mai. Ha fame e rabbia. Non è un caso che Gattuso ora sia padrone del quarto posto e faccia sogni di gloria più grandi. Il campionato ancora lungo e l’Europa League salutata in modo troppo affrettato hanno trasformato la Coppa Italia in un obiettivo da centrare ad ogni costo. Lo scorso anno il sogno è stato distrutto dalla Juve cannibale. Stesso discorso per la Supercoppa di più di un mese fa. Il fatto che dall’altra parte ci siano Atalanta e Fiorentina rende il tutto più ghiotto. Inzaghino come Ringhio viaggiano da tempo sul quel confine sottile che divide affermazione e “fallimento”. Ecco perché vogliono a tutti i costi essere all’Olimpico nella finale di maggio. Come in uno strano gioco crudele Lazio e Milan si trovano di nuovo agli opposti. Nella sfida di novembre in campionato erano i rossoneri ad avere l’infermeria piena. Stasera saranno i biancocelesti a presentarsi con gli uomini contati. In particolar modo in difesa. «Siamo in emergenza e cercheremo di ovviare. In questi ultimi allenamenti abbiamo provato a cambiare per vedere chi può adattarsi ai ruoli scoperti» ha sottolineato Inzaghi che poi ha indicato la via: «Abbiamo avuto 4 giorni per lavorare e dobbiamo farci trovare pronti e dovremo dare il massimo. Sarò soddisfatto se vedrò la mia Lazio fare una grande gara, concedendo poco ai rossoneri. Sappiamo che sono micidiali nelle ripartenze e dovremo essere bravi a fare la partita, tenendo il campo nel migliore dei modi». Gattuso non nasconde il vento a favore ma avverte: «Sicuramente stiamo attraversando un buon momento, però sappiamo che sarà una partita difficile da affrontare. La vittoria della Coppa Italia manca dal 2003? Pensiamo a preparare bene questa partita, al resto ci penseremo dopo. Entusiasmo nello spogliatoio e tra i tifosi merito di Piatek e Paquetà? Merito della squadra, così come merito loro che stanno facendo bene. Siamo contenti che ci sia entusiasmo da parte dei nostri tifosi. Dobbiamo essere bravi noi a tenere alto l’entusiasmo e poi vedremo dove arriveremo». Non ci sarà la cornice delle grandi occasioni, *visto che saranno meno di 30 mila i tifosi presenti all’Olimpico. Una scelta che non è piaciuta molto alla società biancoceleste: ci si aspettava una risposta maggiore in una gara che vale tantissimo per il club. Coppa Italia e Derby due sfide che non possono avere uno stadio con spazi vuoti perché a rimetterci è la squadra in campo e nessun altro. Il Messaggero