Categorie
Adnkronos News

Biennale Arte, riprese ispezioni del ministero a Ca’ Giustinian

(Adnkronos) – Sono riprese oggi a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, le ispezioni disposte dal ministero della Cultura nell’ambito delle verifiche sull’organizzazione della 61esima Esposizione internazionale d’Arte 2026 (9 maggio – 22 novembre). Gli ispettori del Collegio romano, quattro funzionari guidati dal direttore della Creatività contemporanea del Mic Angelo Piero Cappello, secondo quanto risulta all'Adnkronos, sono tornati per il secondo giorno consecutivo di controlli nel palazzo sul Canal Grande a pochi passi da piazza San Marco, dopo una prima giornata segnata da un lungo lavoro di acquisizione documentale e da un clima di crescente tensione istituzionale. Le verifiche, avviate nel pomeriggio di ieri e proseguite fino a sera inoltrata, si concentrano su un ampio spettro di attività della Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, con particolare attenzione alla gestione amministrativa, ai rapporti con i Paesi partecipanti e alle procedure adottate dalla giuria internazionale della Biennale Arte. L’ispezione, secondo quanto riferito all'Adnnkronos da fonti vicine al dossier, non sarebbe limitata a un controllo formale ma mirerebbe a ricostruire in modo puntuale l’intero iter decisionale che ha portato alla definizione dell’edizione 2026, in particolare con il previsto ritorno della Federazione Russa, sotto sanzioni europee per l'aggressione all'Ucraina, intenzionata a riaprire il proprio padiglione di proprietà ai Giardini seppur per soli tre giorni (6-8 maggio), per poi chiuderlo dal 9 maggio, giorno dell'inaugurazione ufficiale.  Al centro dell’attenzione resta anche la controversa decisione della giuria di escludere dalla premiazione la Federazione Russa e lo Stato di Israele, in quanto stati che sarebbero stati denunciati "per crimini contro l'umanità" alla Corte penale internazionale; una scelta che ha aperto un fronte giuridico e politico di particolare delicatezza. La decisione avrebbe infatti provocato la diffida degli avvocati dell’artista israeliano Belu-Simion Fainaru, rappresentante del padiglione dello Stato di Israele, che contesta una presunta discriminazione e ha annunciato la possibilità di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’artista, in dichiarazioni rese nei giorni scorsi, sostiene di essere vittima di una discriminazione su base etnica e culturale e ipotizza anche profili di antisemitismo, una ricostruzione che si inserisce in un contesto particolarmente sensibile e che ha ulteriormente alimentato la polemica. La giuria della Biennale, tuttavia, avrebbe motivato la propria decisione con la volontà di colpire due Stati i cui leader sono oggetto di accuse internazionali per crimini contro l’umanità, secondo quanto contestato dalla Corte penale internazionale.  La diffida presentata dagli avvocati dell’artista sarebbe stata trasmessa non solo alla Fondazione ma anche al ministero della Cultura e a Palazzo Chigi, contribuendo a rendere la vicenda un caso istituzionale di primo piano. Da qui l’intervento del Collegio romano e l’avvio delle ispezioni, già ventilate nei mesi precedenti ma divenute operative alla vigilia dell’apertura della rassegna. Sul piano giuridico, il nodo principale riguarda l’interpretazione del regolamento della Fondazione, che secondo una prima lettura non prevederebbe la possibilità per la giuria di escludere Stati dai riconoscimenti, indipendentemente dalle motivazioni politiche o etiche alla base delle decisioni. Un punto che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano amministrativo e potenzialmente anche contenzioso. Parallelamente, si è aperto anche un fronte politico e diplomatico. Nel tardo pomeriggio di ieri il commissario europeo alla Cultura Glenn Micallef ha annunciato che non parteciperà agli eventi inaugurali della Biennale “fino a quando la Russia sarà invitata”, una posizione che ha assunto immediata rilevanza a livello europeo e che si accompagna a valutazioni su possibili revisioni del sostegno economico comunitario alla Fondazione. La presa di posizione del commissario europeo si inserisce in un contesto già fortemente polarizzato, nel quale la presenza del padiglione russo ai Giardini, riaperto dopo anni di chiusura, è diventata uno dei principali elementi di tensione. Il Padiglione sarà attivo per alcuni giorni durante la vernice dell’Esposizione, alimentando ulteriormente il dibattito politico e istituzionale. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe cercato nelle ultime ore di ridimensionare la portata politica dell’ispezione, definendola un’attività di controllo ordinaria e necessaria al corretto funzionamento delle istituzioni culturali. Una lettura non condivisa ai vertici della Biennale, dove il presidente Pietrangelo Buttafuoco avrebbe manifestato irritazione per la tempistica e le modalità dei controlli ministeriali, ritenuti particolarmente delicati a pochi giorni dall’inaugurazione della 61/a Esposizione.  Sul piano operativo, gli ispettori stanno esaminando anche la documentazione relativa ai rapporti con i Paesi considerati sensibili, tra cui Russia, Israele e Iran, con particolare attenzione alle comunicazioni ufficiali, alle autorizzazioni e alla gestione logistica dei padiglioni. L’obiettivo sarebbe quello di verificare la correttezza delle procedure adottate e la conformità alle normative nazionali e internazionali. Particolare attenzione è rivolta al padiglione della Federazione Russa ai Giardini, destinato a riaprire dopo anni di chiusura legata alle sanzioni europee. I lavori di allestimento sono in corso e la sua presenza è uno degli elementi più controversi dell’intera esposizione, anche in relazione alle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina. Agli artisti russi sono stati concessi i visti e sono in arrivo a Venezia. La Biennale, dal canto suo, ha ribadito in una nota ufficiale “l’assoluto rispetto delle norme vigenti e delle procedure amministrative”, sottolineando di aver agito “in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali”. Nessuna irregolarità, secondo la Fondazione, sarebbe emersa nelle verifiche preliminari già svolte nei mesi scorsi. Resta tuttavia alta la tensione in vista dell’inaugurazione prevista per il 9 maggio, con un clima segnato da defezioni annunciate, prese di posizione istituzionali e possibili ripercussioni diplomatiche. Nei giorni della Vernice sono attese intorno alle 22.000 persone da ogni parte del mondo, tra cui oltre 3.000 giornalisti. Almeno 50 sono i ministri della Cultura attesi a Venezia e altrettanti i rappresentanti ministeriali dei restanti Paesi partecipanti alla Biennale Arte, per un totale di 100 nazioni. Il ministro della Cultura, Alessandroo Giuli, ha già annunciato che non sarà presente all'inaugurazione, mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio, ha confermato la sua presenza. (di Paolo Martini) 
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Biennale Arte, commissario Ue Cultura Micaleff ringrazia ministro Giuli per posizione chiara su Russia

(Adnkronos) – "Desidero esprimere il mio pieno sostegno al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per la sua posizione chiara e di principio. Una posizione che io condivido pienamente e per questo devo dire: grazie Alessandro". Così ieri, nella seduta plenaria del Parlamento europeo, il Commissario alla Cultura Glenn Micallef ha ringraziato in italiano il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, durante il dibattito sul rischio di normalizzazione delle relazioni con la Russia, per la sua posizione chiara sul tema, con chiaro riferimento al Padiglione russo della Biennale Arte. 
"https://cms.radiosei.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2026/05/Glenn_Micaleff_ringrazia_Ministro_Giuli.mp4"—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione 

(Adnkronos) – C’è un volto, segnato dal tempo, dall’esperienza e dall’emozione, che oggi campeggia sulle pagine dei quotidiani italiani. È quello di Massimo Ponzini, da 33 anni in Barilla e capo area manutenzione del pastificio Barilla di Parma, il più grande e sostenibile al mondo. La sua espressione e il pacco di pasta che tiene in mano raccontano di decenni passati tra impianti, controlli e interventi per far funzionare le linee produttive dove la pasta Barilla nasce, prende forma e viene inviata in tutto il mondo. Dentro questa quotidianità c’è una memoria e una passione che va lontano, abbastanza da aver incrociato anche lo sguardo e la visione di Pietro Barilla, portando con sé un senso di continuità che attraversa il tempo e le generazioni.  Barilla ha scelto questo volto e questa storia – catturata dalla lente del fotografo Enrico Costantini – per dare forma a un messaggio semplice ma potente: la “emozionata gratitudine” espressa dall’azienda a tutti i fornitori, i clienti, e le persone che con fiducia acquistano i prodotti Barilla. Una storia di connessioni profonde lunga quasi 150 anni che, per il terzo anno consecutivo, è stata riconosciuta anche nel Global RepTrak 100, dove Barilla si conferma prima azienda nel settore alimentare al mondo per reputazione e, per la prima volta, entra nella top 10 globale, al nono posto.  Questo ringraziamento pubblico, unito alla promessa di continuare a dare il meglio, è stato declinato in una campagna sulle edizioni digital e print di circa 30 media italiani nazionali e locali, toccando anche i territori in cui Barilla opera con i suoi impianti produttivi. Perché il racconto di Massimo Ponzini parla di molti: di quasi 9000 persone Barilla che ogni giorno fanno crescere e portano verso il futuro una storia iniziata a Parma nel 1877. Una storia fatta di passione per i prodotti e dell’impegno per portare sulle tavole la più alta qualità possibile.  Il Global RepTrak 100 stila ogni anno la classifica delle 100 aziende più reputate al mondo. A realizzarlo è RepTrak, il leader globale nella reputation intelligence che dispone del più ampio database al mondo di benchmark reputazionali.  Nel ranking 2026, il Gruppo Barilla raggiunge il 9° posto complessivo, guadagnando 16 posizioni rispetto al 2025 (quando era al 25° posto) ed entrando così nella top 10 globale. Il risultato riflette la capacità di Barilla di coniugare qualità dei prodotti, visione industriale e responsabilità sociale, elementi sempre più centrali nella valutazione della reputazione aziendale.  Lo studio considera, infatti, dimensioni chiave come performance, innovazione, governance, sostenibilità e capacità di generare fiducia nel tempo. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Ucraina-Russia, Putin propone tregua per 9 maggio. Zelensky: “Chiederò chiarimenti agli Usa”

(Adnkronos) – Il Cremlino conferma la proposta della Russia per una tregua in Ucraina il 9 maggio, il giorno in cui viene celebrata la Vittoria sulle forze nazista al termine della Grande guerra patriottica. I dettagli concreti "saranno annunciati", ha precisato il portavoce, Dmitry Peskov. L'idea di una tregua, negli interessi di Mosca che ha ridimensionato i festeggiamenti nel timore di raid di droni ucraini, è emersa nel corso della telefonata di ieri fra Donald Trump e Vladimir Putin.  Dal canto suo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha anticipato che il suo governo chiderà agli Stati Uniti maggiori informazioni sulla proposta di Vladimir Putin. "Ho dato istruzioni ai nostri rappresentanti di contattare il 'team' del presidente degli Stati Uniti per chiarire i dettagli della proposta russa per un cessate il fuoco di breve durata. L'Ucraina persegue la pace e sta facendo il lavoro diplomatico necessario per porre davvero fine a questa guerra", ha scritto Zelensky. 
Lunga telefonata ieri tra Putin e il presidente Usa Donald Trump. Nel corso del colloquio, definito "franco e pragmatico" e durato circa un'ora e mezza, il leader russo si è detto pronto a una tregua in Ucraina in coincidenza con la Giornata della Vittoria. Tregua a cui il tycoon si sarebbe detto favorevole. L'ultima chiamata tra lo 'zar' e il tycoon era stata il 9 marzo scorso. Il Pentagono ha nel frattempo stanziato un pacchetto di aiuti militari per l'Ucraina del valore di 400 milioni di dollari. Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Nel corso di un'audizione davanti alla Commissione per le Forze armate della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Hegseth ha confermato che i fondi erano stati sbloccati dopo la risoluzione di ostacoli burocratici. "I fondi sono stati sbloccati ieri", ha dichiarato Hegseth ai parlamentari. Il pacchetto da 400 milioni di dollari era già stato approvato dal Congresso, ma era rimasto bloccato al Pentagono per mesi, suscitando critiche sia da parte dei legislatori repubblicani che democratici, i quali hanno accusato il Dipartimento della Difesa di ritardare un supporto cruciale per Kiev. Intanto raid sono stati condotti dalle forze di Mosca contro la città ucraina di Odessa nella notte. Almeno 18 persone sono rimaste ferite. Fra loro, un ragazzo di 17 anni, hanno reso noto le autorità locali. Due feriti sono in gravi condizioni. Sono stati colpiti e danneggiati nei raid abitazioni civili, infrastrutture, un asilo, un albergo e un centro commerciale. Droni ucraini hanno invece colpito due elicotteri russi nell'oblast' di Voronež, a oltre 150 chilometri dalla linea del fronte. Secondo la 414ª Brigata dell'esercito di Kiev, quattro elicotteri russi stavano effettuando un rifornimento rapido e controlli tecnici quando un attacco di droni ucraini a lungo raggio ha colpito due di essi: un Mi-28 di fabbricazione sovietica e un Mi-17. L'unità ha affermato che gli attacchi, condotti da piloti di droni appartenenti a diverse unità, tra cui la 429ª Brigata Achilles, hanno colpito la parte centrale posteriore del vano motore, uccidendo almeno un tecnico addetto alla manutenzione degli elicotteri. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Madrid, Fils pensa alla semifinale con Sinner: “Sarà divertente, ha vinto qualcosa?”

(Adnkronos) –
Arthur Fils approda in semifinale a Madrid e si prepara alla super sfida con Jannik Sinner per un posto nell'ultimo atto del Masters 1000 spagnolo. Ieri, mercoledì 29 aprile, il tennista francese ha avuto la meglio contro Jiri Lehecka, regalandosi il match con il numero uno del ranking Atp: "Cosa aspettarsi? Sarà molto divertente" ha detto il numero 21, chiudendo con una battuta: "Parliamo di un campione straordinario, il numero uno al mondo. Ha appena vinto qualcosa? Indian Wells, Miami, Montecarlo…".   Fils ha poi spiegato come intende prepararsi alla sfida: "Farò del mio meglio, cercherò di esprimermi al massimo e godermi il momento in campo. Sarà divertente, è bello scendere in campo da sfavoriti. Andiamo…". La semifinale tra Sinner e il francese è in programma domani, venerdì 1 maggio: l'orario è ancora da definire.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Israele intercetta la Flotilla diretta a Gaza: “175 attivisti ora su nostre imbarcazioni”

(Adnkronos) – Israele intercetta al largo di Creta le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza. Dopo la denuncia sui social della stessa Flotilla, la conferma del ministero degli Esteri israeliano, che sui social ha pubblicato un filmato che – afferma – mostra "gli attivisti mentre si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane". "Circa 175 attivisti di oltre 20 imbarcazioni della 'Flotilla dei preservativi'", che erano diretti verso la Striscia di Gaza, "sono ora diretti pacificamente in Israele", è quanto si legge nel post su X. Nelle scorse ore lo stesso ministero degli Esteri israeliano, sempre in un post su X, aveva pubblicato un video che, secondo Tel Aviv, è stato effettuato a bordo di una barca della flotilla. Secondo il ministero, "l' 'assistenza medica' trovata" sarebbe costituita da "preservativi e droga". Sui suoi canali social, Global Sumud Flotilla parla invece di un "violento raid in acque internazionali" durante il quale "le forze navali israeliane hanno intercettato, imbarcato e sistematicamente disattivato varie imbarcazioni". Poi, "dopo aver distrutto i motori" i militari "si sono ritirati—lasciando intenzionalmente centinaia di civili bloccati su vascelli privi di energia e danneggiati, direttamente sul percorso di una massiccia tempesta in avvicinamento. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state disturbate, interrompendo la loro capacità di coordinarsi o di segnalare aiuto". 
"L'esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari. Questa è pirateria internazionale", così la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Si tratta – continua – nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa.Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo.L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali''. "Questa operazione illegale dell’IDF – dice Schlein – deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati.Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Inzaghi: “Scioccato da inchiesta, arbitri hanno penalizzato Inter. Con la Champions sarei rimasto in nerazzurro”

(Adnkronos) –
Simone Inzaghi torna a parlare. L'ex tecnico dell'Inter, oggi allenatore dell'Al Hilal in Arabia Saudita, ricorda – in un'intervista alla Gazzetta dello Sport – i successi e le delusioni in nerazzurro, toccando anche temi d'attualità come l'inchiesta arbitri: "Mi ha scioccato. L’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti". L'ex tecnico nerazzurro ha parlato così dei due scudetti 'mancati', nel 2022 (vittoria del Milan di Stefano Pioli) e nel 2025 (trionfo del Napoli di Antonio Conte): "Non si possono avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori. Mi hanno sempre dato tutto quello che avevano". E ancora, sulla passata stagione, chiusa senza trofei: "Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno, il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto, l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. La finale di Monaco? Ci fa male ancora aver perso così, ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa". Inzaghi ha poi raccontato la sua verità sull'addio all'Inter, una decisione maturata dopo la sconfitta in finale di Champions: "Due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter". Al tecnico non manca l'Italia: "Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia". Spazio anche per i complimenti a Cristian Chivu, a un passo dallo scudetto con i nerazzurri: "Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia". 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

“Chiara Poggi ha respinto Sempio, lui l’ha uccisa sulle scale”, le accuse della procura

(Adnkronos) –
Una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale. Cambia la scena dell'omicidio di Garlasco e cambia l'autore del delitto di Chiara Poggi, uccisa con un'arma che resta sconosciuta la mattina del 13 agosto del 2007. E' quanto sostiene la Procura di Pavia, che ha chiesto di interrogare il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, unico indagato del delitto al posto del condannato in via definitiva Alberto Stasi.  Nell'atto, la Procura spiega che Sempio ha ucciso Chiara Poggi, "con l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Nell'atto della Procura di Pavia, in possesso dell'Adnkronos, il movente viene esplicitato in modo chiaro e vedrebbe l'indagato Sempio repinto da Chiara Poggi, sorella dell'amico Marco. Si tratta di un punto inedito nell'indagine sul delitto che nel 2015 ha portato in carcere l'allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Per la Cassazione, "anche se il movente dell'omicidio di Garlasco è rimasto sconosciuto", è la scena del crimine "ad individuarlo in quel rapporto di 'intimità scatenante una emotività' che non può che appartenere ad un soggetto emotivamente legato alla vittima".  "Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra". Quindi, "la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina" e, dopo che la ventiseienne "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" sempre alla testa "facendole perdere i sensi".  A seguito di ciò, "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" ancora alla nuca, "cagionando" a Chiara Poggi "lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". Nel nuovo impianto investigativo non vengono citati altri possibili complici né si fa riferimento ad Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio. La Cassazione aveva infatti stabilito che il delitto fu commesso da una sola persona. 
La posizione di Sempio si basa su diversi elementi ancora al vaglio: una consulenza genetica che lo collegherebbe indirettamente a tracce trovate sulla vittima, un’impronta attribuita all’assassino nella scena del crimine e lo scontrino usato come presunto alibi, ritenuto dagli inquirenti non decisivo. La nuova accusa segna un cambio di direzione rispetto alle prime fasi dell’indagine riaperta nel 2025, quando si ipotizzava un concorso con ignoti o con lo stesso Stasi.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Omicidio di Catenanuova, svolta nelle indagini: arrestato 23enne

(Adnkronos) – Svolta nelle indagini per l'omicidio di Salvatore De Luca, il 57enne morto lo scorso 15 dicembre all'ospedale 'Cannizzaro' di Catania a causa delle gravissime lesioni riportate durante un'aggressione avvenuta poche settimane prima a Catenanuova, nell'Ennese. I carabinieri della sezione Operativa della Compagnia di Enna hanno eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un 23enne. Il pestaggio avvenne lo scorso 3 dicembre in piazza Riggio, la vittima, raggiunta da una scarica di pugni, finì a terra, ma l'aggressore continuò a colpire il 57enne alla testa con dei calci, fino a fargli perdere i sensi. Immediatamente soccorso, l'uomo fu trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Cannizzaro di Catania, dove dopo alcuni giorni morì. Gli investigatori dell'Arma, coordinati dalla Procura di Enna, dopo diversi interrogatori e svariati accertamenti tecnici sono riusciti a risalire al 23enne, anch’egli di Catenanuova. Alla base del pestaggio ci sarebbero state "complesse vicende familiari". Il giovane è stato rintracciato a Lecce, dove si era trasferito temporaneamente per ragioni di lavoro. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Meteo Italia, brusco cambio: freddo e venti forti. Ma il Ponte del Primo Maggio è salvo

(Adnkronos) – Meteo di oggi, 30 aprile 2026, segnato da un brusco cambio del tempo: venti di Bora e Grecale portano un calo termico fino a 10°C al Sud e qualche pioggia sparsa, ma il Ponte del Primo Maggio resta salvo su gran parte d’Italia. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore assisteremo al passaggio di precipitazioni distribuite "a macchia di leopardo", un'espressione metaforica usata per indicare fenomeni (in questo caso le piogge) che colpiscono il territorio in modo estremamente irregolare e discontinuo, ricordando proprio la distribuzione disordinata delle macchie sul manto del celebre felino. Questi rovesci sparsi si concentreranno in particolar modo sul versante adriatico, al Sud e sui rilievi montuosi del Nord-Ovest. I venti settentrionali accompagneranno un sensibile calo delle temperature massime, decretando in modo ufficiale la fine dell'Estate d'Aprile, la fase meteorologica anomala appena trascorsa, durante la quale un promontorio di alta pressione nordafricana ha spinto i termometri italiani su valori tipici di giugno, con picchi diffusi di 27-28°C, ben oltre le medie stagionali. 
Maggio si aprirà dunque con temperature più fresche e gradevoli. Il mese d’altronde prende il nome dalla dea romana Maia, divinità della terra, dell'abbondanza e del risveglio primaverile della natura. E il risveglio primaverile avverrà con il nuovo mese in compagnia del sole: il Primo Maggio prevarrà il tempo buono su gran parte della Penisola, sebbene accompagnato da un clima fresco e da una residua ventilazione (specialmente al Centro-Sud). Gli unici acquazzoni residui e poco diffusi interesseranno le Isole Maggiori e la Bassa Calabria. 
Sabato il tempo migliorerà ulteriormente ovunque. Avremo cieli sereni e massime in ripresa fino a 24-25°C (localmente anche qualche punto in più). Attenzione: il sole inizia a scaldare sul serio! L'inclinazione dei raggi solari di inizio maggio è fisicamente identica a quella di metà agosto. Crema solare e ombrelloni sono caldamente raccomandati. Infine domenica 3 Maggio, salvo un parziale aumento della nuvolosità tra la Sardegna e il Nord-Ovest, il tempo si manterrà buono e con temperature stabili sopra la media del periodo. Se il weekend lungo ci regalerà ampie soddisfazioni, dalla nuova settimana è confermato un cambiamento meteo significativo. Una perturbazione di origine atlantica raggiungerà la nostra Penisola, riportando piogge diffuse e a tratti consistenti al Nord Italia e in Toscana, per poi estendersi gradualmente alle restanti regioni centrali (in modo particolare sul versante tirrenico).  Al contrario, il Sud si troverà a fare i conti con un forte richiamo di aria calda meridionale, innescato proprio dalla perturbazione in transito: qui i termometri schizzeranno nuovamente verso l'alto, raggiungendo picchi di 27-28°C.  
NEL DETTAGLIO
 
Giovedì 30. Al Nord: nubi irregolari, piogge locali sulle Alpi specialmente occidentali, calo termico e vento. Al Centro: più instabile sui settori adriatici e sul Lazio, calo termico e vento. Al Sud: peggiora con rovesci e locali temporali. 
Venerdì 1. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato, ma ventoso. Al Sud: ventoso, isolati acquazzoni sulla Sicilia meridionale. 
Sabato 2. Al Nord: soleggiato. Al Centro: bel tempo. Al Sud: soleggiato, ma un po’ ventoso. 
Tendenza: domenica stabile e soleggiata, ma con nubi in aumento al Nordovest. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)