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Madre e figlia morte a Campobasso, chiesti nuovi esami al Maugeri dopo conferma ricina

(Adnkronos) – Giallo di Pietracatella: nel giorno dell'esame irripetibile sui vetrini delle biopsie, al Policlinico di Bari, arriva anche la notizia del nuovo incarico al Centro Antiveleni del Maugeri di Pavia. Lo ha chiesto la procuratrice Elvira Antonelli, probabilmente per cercare ulteriori elementi.  I primi esami del Maugeri hanno certificato la presenza di ricina nel sangue di madre e figlia, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ma ora la procedura giudiziaria vuole risposte circostanziate a quesiti precisi e per questo la procuratrice ieri si è incontrata a Pavia con i responsabili del centro antiveleni, consegnando loro una serie di domande, a cui il Maugeri risponderà ufficialmente e relativamente all'indagine per omicidio. Intanto, a Bari, alle 15.30 al policlinico, è iniziato l'esame irripetibile sui vetrini delle autopsie. "Sulle modalità dell'intossicazione non sappiamo ancora nulla. Oggi semplicemente andiamo a ricercare i reperti compatibili con questa intossicazione". Dall'autopsia in "alcuni casi si può risalire alle modalità e ai tempi", ha detto il medico legale incaricato dalla Procura di Larino, in provincia di Campobasso, Pia Benedetta De Luca, parlando con I giornalisti a Bari, prima dell'esame istologico al microscopio che è iniziato nell'istituto di anatomia patologica del policlinico di Bari, alla presenza di altri consulenti di parte. "Non è detto che per evidenziare l'intossicazione da ricina debba esserci la necrosi in tutti gli organi", ha poi precisato. "Ci sono alcuni reperti comunque compatibili con l'intossicazione". 
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Teatro Delle Vittorie in vendita, Giuli: “Se riusciremo a realizzare un Teatro Sinfonico, Beatrice Venezi alla direzione”

(Adnkronos) – Il ministro della Cultura Alessandro Giuli interviene sul caso del Teatro delle Vittorie. E lo fa in diretta con Fiorello, che da giorni si batte contro la vendita del teatro da parte della Rai, tirando in ballo anche Beatrice Venezi. "Eccellentissimo Fiorello, posso assicurare che faremo tutto il possibile. Ora conteremo i pochi piccioli a disposizione del Ministero della Cultura e parleremo con la Rai. Se riusciremo con l’impresa potremmo realizzare un grande Teatro Sinfonico ed io nominerò Beatrice Venezi alla direzione", ha detto il ministro intervenendo in diretta nel corso della puntata di oggi de 'La Pennicanza'. Fiorello, durante la puntata, aveva lasciato un audio indirizzato direttamente a Giuli. "Abbiamo saputo che le Belle Arti tutelano il Teatro delle Vittorie – aveva scandito lo showman siciliano -. So che anche la vigilanza Rai oggi ha presentato un’istanza per poter intervenire sulla questione del Teatro. Abbiamo avuto un’idea, potrebbe comprarlo lo Stato e darlo in concessione alla Rai… Costa poco, che cosa sono per lo Stato 14 milioni?" E poi la proposta di Fiore: "A noi piacerebbe anche un Teatro per farci i varietà intitolato a Pippo Baudo". 
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Scuola, Anief ‘apre’ a giovani insegnanti: dare più tutele

(Adnkronos) – Insegnare in Italia? È per lavoratrici mature. Già, perché l’80% è donna e over 45 prima di entrare nei ruoli, ma il cursus honorum è lungo. Si inizia a insegnare come precaria a 30 anni, qualcuna anche prima e dopo anni e anni di supplentite si entra di ruolo, spesso senza essersi mai interrogati sul proprio cedolino e sul proprio contratto di lavoro. Quasi sempre si ignora la normativa europea, ci si disinteressa di quella contrattuale pur coltivando da esperta la propria disciplina. Secondo il giovane e rappresentativo sindacato Anief è un paradosso tutto italiano: si parte dalla mortificazione dei diritti e non dalla valorizzazione di chi chiama in cattedra da precario prima dell’agognato ruolo, salvo poi negare il diritto alla famiglia coi trasferimenti. Spesso il sindacato è latitante, a volte indifferente: Anief ha scelto di scendere in campo per rappresentare quelle giovani e quei giovani la cui vocazione deve essere accompagnata da riconoscimento professionale e tutela sindacale fin dai primi anni di studio universitari e durante i corsi di accesso all’insegnamento. Alessandro Albergoni, membro del board di Cesi Youth (confederazione europea che rappresenta 7 milioni di laboratori in Europa), presieduta da un altro dirigente sindacale nazionale di Anief Antonello Pietrangeli, è stato nominato coordinatore nazionale Anief della sezione giovani da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e della Academy Cesi Europe, in occasione del convegno nazionale svolto a Palermo presso la Lumsa oggi. “Il tema della formazione degli insegnanti è uno dei temi più affascinanti, però per portare avanti questa missione al meglio bisogna essere sempre consapevoli dei propri diritti, lo dico partendo dalla mia esperienza personale. Quando ho iniziato a insegnare, più di 25 anni fa, nessuno mi aveva detto quello che mi aspettava: nessuno in tutti gli anni di precariato mi aveva detto che cosa era un contratto, quali erano i miei diritti, cosa potevo fare, se potevo chiedere delle ferie, se potevo chiedere dei permessi, quale erano gli aumenti stipendiali. L’Anief vuole invertire questa tendenza e formare una classe di insegnanti e personale Ata consapevoli. La consapevolezza ti dà la possibilità di essere più incisivo, ti permette di avere più soddisfazione, ti permette anche di pianificare meglio la tua vita e tutto questo ha ricadute nel lavoro”, ha detto Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief. “Oltre a fare questa campagna informativa vogliamo anche affrontare il tema della conoscenza di diritti e doveri: questo significa fare sindacato a 360 gradi. Vogliamo portare la questione dei lavoratori della scuola anche in Europa”, ha concluso Pacifico. 
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Sparatoria in periferia a Foggia, morto uno dei quattro feriti

(Adnkronos) – È morta una delle quattro persone ferite nella sparatoria avvenuta su una strada di periferia intorno a mezzogiorno, in via Cerignola a Foggia. Le condizioni degli altri feriti non sono al momento note. Sul posto sono accorse diverse ambulanze e auto della Polizia di Stato.  
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Caro carburante, Salvini: “Riserve aeroporti fino a tutto maggio, no emergenza”

(Adnkronos) – "Le riserve italiane garantiscono operatività almeno fino a tutto maggio", "non siamo di fronte a un'emergenza che mette a rischio voli". Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al question time alla Camera sulla carenza di carburante per gli aerei a causa dello stop dello Stretto di Hormuz per la guerra contro l'Iran. Salvini ha spiegato che la prossima settimana ci sarà il tavolo a Mit per gli aeroporti. "La pressione sui costi del carburante è fortissima" e "il rischio è di una riduzione dei voli e un aumento delle tariffe che al momento siamo riusciti a bloccare" ma servono misure a livello Ue, ha sottolineato il vicepremier, chiedendo a livello europeo "maggiore coordinamento" delle politiche e "il coraggio di rivedere alcune scelte del green deal che al momento rischiano di aggravare una situazione già complicata", come gli Ets. Per Salvini "una deroga ai vincoli del Patto di Stabilità Ue potrebbe essere una soluzione" per finanziare le misure contro il caro carburante.  "Abbiamo un Consiglio dei ministri domani ed è in quella sede che sarà realizzata la misura per consentire di tenere sotto controllo il prezzo dei carburanti nel nostro Paese, come abbiamo saputo fare in questi primi mesi di guerra in cui il costo dei carburanti è aumentato ovunque nella nostra Europa; in Italia meno, molto meno degli altri Paesi europei", ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell'assemblea di Unioncamere. "Siamo stati più efficaci, più previdenti, più tempestivi di altri e continueremo ad esserlo anche nelle prossime settimane, intervenendo in maniera chiara, specifica e selettiva laddove è necessario farlo, soprattutto per evitare conseguenze sul tasso di inflazione", ha aggiunto. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo la conferenza 'Obiettivo Export' a Torino, ha ricordato che "ci sono 4 milioni di piccole e medie imprese nel nostro Paese, e per far sì che i costi dell'energia non aumentino lavoreremo ancora una volta sulla questione del costo, soprattutto del gasolio, per cercare di aiutarvi e lo faremo come governo credo domani".
 
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Madrid, oggi Sinner-Jodar ai quarti – La partita in diretta

(Adnkronos) – Jannik Sinner a caccia della semifinale a Madrid. Oggi, mercoledì 29 aprile, il tennista azzurro sfida Rafa Jodar nei quarti del Masters 1000 spagnolo. Sinner arriva all'appuntamento dopo aver superato Bonzi, Moller e Norrie negli ottavi. Il baby fenomeno di casa invece, partito dalle qualificazioni, è riuscito ad arrivare fino ai quarti battendo De Jong, De Minaur, Fonseca e Kopriva. Si comincia alle 16. 
Dove vedere Sinner-Jodar? La sfida sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.   I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera: quello di oggi è il loro primo incrocio.  
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Incidente al luna park di Siviglia: il cavo si spezza, la cabina precipita

(Adnkronos) – Pauroso incidente al luna park di Siviglia. È successo pochi giorni fa, venerdì 24 aprile 2026, intorno alle 20:20, nella Calle del Infierno, l'area attrazioni della Feria de Abril. La giostra in questione è la 'Steel Max', nota anche come 'la fionda'. All'interno della capsula – quando uno dei due cavi si è staccato – c'erano due minorenni, uno di undici e l'altro di diciassette anni.  
Cos'è successo? Qual è stata la dinamica di questo incidente? Dopo la rottura del cavo, la capsula ha perso simmetria, urtando uno dei piloni e rimanendo inclinata a 5 metri di altezza. L'attrazione è stata in seguito sequestrata e la Policia Nacional ha aperto un'indagine. Sono stati 4 i feriti lievi: oltre ai due ragazzi sulla giostra, anche due persone a terra, colpite da alcuni piccoli 'pezzi' della giostra, volati via dopo l'impatto.   
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Bufera calcio, ex arbitro Abbattista: “Inchiesta è risarcimento morale, Aia stuprata da mestieranti”

(Adnkronos) – “A chi pensa che questa inchiesta mi renda felice dico che mi risarcisce moralmente, ma sono sempre stato e sono mosso solo da senso di giustizia”. Eugenio Abbattista, l’unico direttore di gara che in quasi 115 anni di storia dell’Aia (Associazione italiana arbitri) si è dimesso “per valori non negoziabili”, si limita – contattato dall’Adnkronos – a poche parole mentre il suo nome compare tra quelli dei testimoni sentiti dal pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione che coordina l’indagine che vede indagato, tra gli altri, per frode sportiva il designatore Gianluca Rocchi.  Abbattista dribbla sul contenuto delle domande fatte dal magistrato, come sui nomi tirati in ballo nei diversi esposti, ma lascia parlare la sua storia. Il tono è di chi sa di aver ragione da due anni e ora quella lettera d’addio, del marzo 2024, suona profetica nei confronti di un’associazione (l’Aia) “stuprata da mestieranti della poltrona e del voto” che cambia perché nulla cambi e dove “il ‘nuovo’ significa reati certificati, sportivi e non e minacce più o meno velate. Le ho subite in prima persona e non mi ci sono mai piegato”. Barese di Molfetta, 43 anni, dopo aver trascorso 11 anni nella Commissione arbitri nazionale (Can) e aver dedicato 24 anni all’arbitraggio, Abbattista – dopo essere stato al centro di sospetti e polemiche – rinuncia al fischietto e a tutto quello che ne consegue per la propria immagine “professionale e manageriale, la mia famiglia e dare un insegnamento ai miei figli, che se hai la coscienza pulita sei sempre libero delle tue azioni e deliberazioni”.  Nessuna rivalsa, ma solo amor proprio per chi si reputa “graniticamente retto e inricattabile”. “L’olezzo non lascia nessuno se non si scende in tempo, ma ci vogliono attributi e moralità, merce rara me ne rendo conto. Non è per tutti. Anzi. Nell’Associazione attuale stuprata da mestieranti della poltrona e del voto – scriveva ai colleghi – servono quelle per essere veramente liberi di essere se stessi e esprimersi”. (di Antonietta Ferrante) 
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Usa-Gb, Re Carlo ricuce i rapporti? Cosa è successo al Congresso americano

(Adnkronos) –
Che rapporto c'è tra Usa e Regno Unito? E' ancora presto per dire se la 'relazione speciale' fra i due Paesi sia ancora viva, però un avvicinamento c'è stato e lo ha dimostrato Re Carlo, parlando ieri al Congresso degli Stati Uniti, dove il sovrano britannico, fra riferimenti a Oscar Wilde, a Henry Kissinger, a Charles Dickens, ad Abraham Lincoln e a Theodore Roosevelt, ha saputo abilmente rinsaldare l'amicizia fra i due Paesi, dopo l'allontanamento dovuto alle divergenze per la guerra in Iran. Il successo del soft power del Re è stato sancito dagli applausi e dal minuto di ovazioni che ha ricevuto alla fine del suo discorso. Un intervento che ha accennato a temi delicati come quello della Nato, da cui Trump ha di recente minacciato di voler uscire, ma il cui art. 5 – ha ricordato Charles – è stato invocato l'11 settembre 2001. O come il caso Epstein, per il quale, senza nominarlo, il monarca ha parlato in generale di "sostenere le vittime di alcuni mali che, così tragicamente, ancora esistono".   Carlo non ha parlato né di Iran, né di Israele, né di immigrazione, né di clima, né di ambiente: tutte questioni scottanti dell'era Trump. Il Re ha invece offerto una magistrale lezione di sobrietà – scrive il Guardian – sottolineando i legami comuni che risalgono alle precedenti amministrazioni e che dureranno a lungo, anche dopo quella dell'attuale presidente americano. Indossando un abito blu e una cravatta grigia a fantasia, Carlo, accompagnato dalla regina Camilla, è entrato nell'aula alle 15,06 (le 21,06 in Italia) tra scrosci di applausi. Nemmeno i presidenti ricevono un'accoglienza simile quando vanno al Congresso per pronunciare il discorso sullo Stato dell'Unione. Il Re ha iniziato il suo discorso esprimendo gratitudine al Congresso e al popolo americano per averci "accolto negli Stati Uniti in occasione del 250 anni della Dichiarazione d'Indipendenza" e subito l'aula è esplosa in un fragoroso applauso e in una standing ovation. "E per tutto questo tempo – ha proseguito – i nostri destini di nazioni sono stati intrecciati. Come disse Oscar Wilde, 'Oggigiorno abbiamo davvero tutto in comune con l'America, tranne, naturalmente, la lingua!'". Subito dopo, ha aggiunto: "Questa è una città che simboleggia un periodo della nostra storia comune, o quello che Charles Dickens avrebbe potuto definire 'Una storia di due George' (il primo presidente americano George Washington e Re Giorgio, ndr)". "Re Giorgio – Charles ha scherzosamente tranquillizzato i presenti – non ha mai messo piede in America e, vi prego di stare tranquilli, non sono qui per fare parte di qualche astuta azione per tornare indietro!". Re Carlo ha affermato che la Magna Carta, il documento del 1215 considerato la base dello stato di diritto, è stata citata in almeno 160 casi della Corte Suprema dal 1789, "non ultimo come fondamento del principio secondo cui il potere esecutivo è soggetto a controlli ed equilibri". I democratici hanno accolto con particolare entusiasmo il riferimento del sovrano, come una possibile frecciatina alle ambizioni autoritarie di Trump. Il Re ha insistito, definendo il Congresso "non come espressione della volontà di uno solo, ma della deliberazione di molti". Ha ricordato inoltre di aver servito con "immenso orgoglio" nella Royal Navy, la stessa che Trump ha recentemente denigrato. E ha parlato infine della “risolutezza incrollabile necessaria per la difesa dell’Ucraina e del suo popolo coraggiosissimo”. Insomma, in 20 minuti di discorso, Carlo ha affrontato con garbo e ironia tutti i temi del rapporto fra Regno Unito e Usa, anche quelli più spinosi. E sembra che il suo tentativo di ricucire con Washington sia riuscito, a giudicare dalle strette di mano e dai sorrisi che si non visti alla fine del suo intervento. Anche se è difficile pensare a Trump come a un presidente finalmente 'addomesticato' dal Re, che, dall'altra parte dell'oceano ha portato una ventata di saggezza nel 250esimo anniversario dell'indipendenza americana dalla monarchia britannica.  
—internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Oggi in tv torna ‘Mare Fuori’, cast e trama dei primi due episodi della sesta stagione

(Adnkronos) – Stasera torna su Rai 2 'Mare Fuori'. Dopo una serie di rinvii, è arrivato il momento: oggi, in prima serata, debutta la sesta stagione della serie (già disponibile su RaiPlay) co-prodotta da Rai Fiction e Picomedia. Protagonisti i giovani detenuti dell'Ipm di Napoli che cercano di trovare la loro strada tra le sfide e le ombre della reclusione e la luce del mondo esterno. La serie nasce da un’idea di Cristiana Farina, che insieme a Maurizio Careddu firma anche il soggetto originale. Alla regia si alternano Beniamino Catena e Francesca Amitrano, che dirigono Carmine Recano (Massimo O'Comandante), Lucrezia Guidone (Sofia Durante), Maria Esposito (Rosa Ricci), Vincenzo Ferrera (Beppe), Giovanna Sannino (Carmela Valestro), Alfonso Capuozzo (Simone), Manuele Velo (Tommaso), Antonia Truppo (Maria Ricci), Virginia Bocelli (Stella), Francesco Panarella (Luigi Di Meo "Cucciolo"), Giuseppe Pirozzi (Raffaele Di Meo "Micciarella"), Salahudin Tidjani Imrana (Diego "Dobermann"), Artem (Pino O'Pazzo) e Yeva Sai (Alina).  Al centro delle vicende c’è ancora Rosa Ricci (Maria Esposito), l’ultima e invidiatissima erede del boss don Salvatore, che navigherà tra complessi conflitti familiari, vendette incrociate del clan Di Salvo e la ricerca di un domani fatto di redenzione. L’arrivo tra le detenute di tre sorelle assetate di potere alimenterà dinamiche e storie segnate dal crimine, ma anche dalla possibilità di invertire la rotta. Tra i nuovi ingressi anche Stella (interpretata dalla new entry Virginia Bocelli, figlia del tenore Andrea), una ragazza di buona famiglia che ha commesso un errore imperdonabile, e una giovane detenuta straniera dal passato misterioso. Parallelamente, altri ragazzi affronteranno le conseguenze delle proprie azioni, costruiranno relazioni significative e lotteranno per un futuro diverso, mentre le pressioni e i pericoli del loro ambiente di origine continueranno a minacciarli. Nella prima puntata saranno trasmessi i primi due episodi. Ne 'La legge del più forte' Simone e Carmela si incontrano in ospedale dove sono accorsi per avere notizie di Rosa e Tommaso. I due fanno conoscenza e la donna gli rivela qualche segreto di troppo. In IPM tutti si interrogano su chi possa essere stato ad attentare alla vita di Rosa. Tre sorelle con ambizioni criminali legate a Carmela entrano nell’IPM alterandone gli equilibri. Simone ha preso in mano le redini del clan di Salvo ma qualcuno non sembra essere d’accordo. Sofia è angosciata per la fuga della figlia che, insieme ai milanesi, ha fatto perdere le sue tracce. Cucciolo e Micciarella sono in pena per le sorti della madre. Dobermann vuole riconquistare Sonia che non appare disposta a perdonarlo. Il rapporto tra Massimo e Maria diventa sempre più stretto. Una sorpresa scuote l’amore tra Alina e Pino.  Nel secondo episodio, dal titolo 'Una colpa da espiare', Tommaso e Rosa si confrontano su quanto accaduto e il ragazzo ha un sospetto su chi possa essere il killer. Simone, in tribunale per un’udienza, incontra di nascosto qualcuno di inaspettato. Massimo cerca di convincere Rosa a cambiare vita. Alina e Pino devono fronteggiare un grande problema che mette a dura prova il loro rapporto. Angelo riflette sulla decisione di proteggere sua sorella. 
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