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Pnrr, ok Commissione europea a nona rata. Meloni: “Italia consolida primato Ue”

(Adnkronos) – La Commissione europea ha comunicato oggi la valutazione positiva al pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro. Questo pagamento porterà nelle prossime settimane a 166 miliardi di euro il totale delle risorse complessivamente ricevute dall’Italia, confermando "il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi programmati", sottolinea Palazzo Chigi. “Con l’approvazione del pagamento della nona rata, legata al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del Pnrr per risorse ricevute e risultati raggiunti: 416 traguardi e obiettivi, tra riforme e investimenti strategici per la crescita, con ricadute concrete su famiglie e imprese. Il modello italiano del Pnrr ha segnato il passaggio da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali. È questa la strada che guiderà le politiche di sviluppo dopo il 2026, per un’Italia più forte, coesa e protagonista nelle sfide globali”, dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “I numeri ufficiali del Piano dell’Italia – commenta il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti – sono eloquenti: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati all’Italia, 655.677 progetti finanziati, oltre 541 mila interventi conclusi e circa 100.000 in fase di esecuzione o completamento. Con l’approvazione della penultima rata è stato raggiunto il 73% degli obiettivi previsti dal Piano, un dato che va ben oltre la media europea. L’Italia del Pnrr, con la nuova Governance, attraverso la collaborazione sinergica di tutte le istituzioni preposte, ha superato le debolezze strutturali che hanno rallentato la Nazione per decenni e ha rimosso gli ostacoli cronici alla crescita, assicurando uno sviluppo più duraturo e rappresentando un esempio da seguire dopo la positiva esperienza del Piano”. Tra i cinquanta obiettivi conseguiti con l’approvazione del pagamento della nona rata, di particolare rilevanza, il supporto educativo a oltre 800.000 studenti a rischio e in dispersione scolastica, interventi socioeducativi a oltre 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie.  Inoltre, tra gli obiettivi raggiunti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con più di 3.800 nuovi veicoli ecologici, la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 km di reti, l’attuazione del programma Gol con il coinvolgimento di 3 milioni di beneficiari e la formazione di almeno 600.000 persone, il potenziamento di 326 Centri per l’impiego, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività destinati a 4.000 imprese turistiche complessive e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. A questi si aggiungono diverse riforme, l’adozione del rapporto finale del Piano di audit per la riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e investimenti strategici, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari, del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera e per la Facility Parco Agri-Solare. In campo giudiziario, è stato conseguito l’importante risultato connesso alla riduzione dell’85% dell’arretrato dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato. 
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Braccialetti elettronici, linee guida: Commissione du femminicidio approva relaizone

(Adnkronos) –
La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere nella seduta plenaria odierna ha approvato all’unanimità la relazione sui 'Braccialetti Elettronici', della quale sono relatrici la presidente, deputata Martina Semenzato, le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia.  La stesura della relazione è stata curata dal consulente della Commissione, Francesco Menditto, già procuratore della Repubblica di Tivoli. Hanno contribuito ai lavori le consulenti esterne Claudia Segre, economista e Libera Cesino, avvocata.  La Commissione ha svolto un ciclo di audizioni puntuali e tecniche e sono state depositate 5 memorie e alcuni materiali in regime di segretezza. La relazione ha confermato l’importanza del braccialetto elettronico quale mezzo di protezione delle vittime, in particolare da delitti di violenza di genere, domestica e contro le donne.  L’inchiesta fotografa in maniera puntuale le modalità di funzionamento dei dispositivi e gli interventi fatti per superare le criticità grazie ai recenti interventi del legislatore. Resta comunque imprescindibile, secondo la Commissione, la corretta valutazione del rischio di letalità da parte del magistrato che affida la tutela della vittima a misure diverse da quella della custodia cautelare in carcere, quando invece ricorrono i presupposti che ne legittimano la applicazione.  Sono quattro i macro indirizzi: interventi migliorativi del funzionamento dei braccialetti elettronici; accelerazione delle procedure; verifica prioritaria dei malfunzionamenti; aggiornamenti organizzativi e tecnologici.  Sedici le indicazioni di dettaglio tra cui: una adeguata e dettagliata informazione alla persona offesa sul funzionamento e sui limiti del braccialetto elettronico; una individuazione di una zona di preallerta; l’aumento dei dispositivi attivabili mensilmente; di avvalersi di una Sala Operativa Centralizzata in grado di smistare le segnalazioni e introduzioni di “Linee guida nazionali” per le Forze dell’Ordine, solo per citarne alcune.  “Questo risultato, come per le precedenti relazioni approvate all’unanimità, rappresenta un segnale concreto dell’intensa attività di indagine che sta svolgendo in questa XIX Legislatura la Commissione che ho l’onore di presiedere. Un lavoro utile e pratico a disposizione di tutti gli operatori a vario titolo coinvolti”, dichiara Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. 
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Affitti, boom dei prezzi nei centri universitari: Milano città più cara, rialzi a Bari e Palermo

(Adnkronos) – Negli ultimi sei anni (marzo 2026 vs. marzo 2020), i prezzi delle stanze singole in Italia sono cresciuti significativamente in tutti i principali centri universitari italiani, con i picchi più marcati a Bari, Cagliari e Palermo. Lo evidenzia l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia. Lo studio ha approfondito la tematica dell’accesso al mercato immobiliare da parte di studenti e giovani lavoratori, esaminando le variazioni dei prezzi delle stanze singole nella Penisola e in alcune delle più importanti città universitarie del Paese. "Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato immobiliare, e la crescita dei prezzi più significativa, sostenuta a sua volta da una domanda particolarmente elevata, confermano questo primato", afferma Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. "Tuttavia, il settore presenta un elemento di criticità – aggiunge – ovvero che lo stesso target responsabile della domanda come studenti e giovani lavoratori non dispone di redditi adeguati a supportare il costo di un affitto, contribuendo ad allargare la forbice fra capacità di spesa e canoni richiesti e a rendere in generale il mercato delle stanze poco accessibile. Ciononostante, negli ultimi mesi hanno iniziato a verificarsi i primi segnali di assestamento, che potrebbero indicare un progressivo riequilibrio del mercato nel corso dell’anno". 
Le città che accolgono i dieci mega atenei statali del Paese hanno visto i prezzi delle stanze singole aumentare, in media, del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026, un valore di ben 10 punti percentuali più alto rispetto all’incremento dei monolocali nello stesso periodo, nei medesimi centri. I due rialzi più rilevanti si sono verificati a Bari e Palermo, che hanno fatto segnare rispettivamente un +59% e un +55%. Terzo posto per Padova e Firenze, con un +46% per entrambe. Appena fuori dal podio si piazza Torino (+45%), mentre a Roma i prezzi sono saliti del 40%. Anche Bologna, Napoli e Milano mostrano incrementi rilevanti, tra il 30% e il 40%: nel capoluogo emiliano-romagnolo, chi volesse affittare una stanza oggi dovrebbe prevedere una spesa media del 37% superiore rispetto a marzo 2020, mentre a Napoli e Milano la crescita ammonta rispettivamente al 36% e al 31%. La variazione meno marcata tra i mega atenei si registra a Pisa, dove i costi di una stanza singola sono aumentati del 16% nell’arco temporale analizzato. Guardando agli altri importanti atenei statali, gli aumenti dei prezzi delle stanze singole negli ultimi sei anni si attestano al +31%, e sono dunque mediamente meno marcati rispetto a quelli rilevati nelle città dei mega atenei. Spicca il +58% di Cagliari, che precede Messina (+46%) e Genova (+41%), ma non si notano altri incrementi superiori al +40%. Trento e Catania rimangono appena al di sotto di tale soglia (+39% in entrambi i casi), mentre Venezia e Perugia crescono entrambe del 35%. Seguono Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). Solo in tre casi gli aumenti sono stati inferiori al +20%, anche se si tratta comunque di crescite a doppia cifra. Nella fattispecie, a Modena i prezzi di una stanza singola sono saliti del 15% in sei anni, mentre Siena e Udine sono le due città che hanno visto i prezzi alzarsi in maniera più contenuta, con un +12% in entrambe le città.  Anche nei centri che ospitano i grandi e medi atenei, comunque, la crescita dei prezzi delle stanze è stata superiore rispetto a quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano il 22% in più. 
Alla fine di marzo 2026, Milano si conferma la città più cara per affittare una stanza, con una media di 729 euro/mese. Il capoluogo lombardo precede Firenze, al secondo posto con 625 euro/mese, Roma e Bologna, in terza e quarta posizione con prezzi molto simili (609 e 599 euro/mese rispettivamente). Padova chiude la top 5, anche se, con i suoi 490 euro/mese, resta molto distante dalle prime quattro città. All’opposto, due capoluoghi siciliani, vale a dire Messina e Catania, sono i meno costosi per prendere in locazione una singola, con una richiesta media di 284 euro/mese per entrambe. Solo in questi due casi, peraltro, i costi non raggiungono i 300 euro/mese. Il terzo centro meno caro è Perugia (proprio con 300 euro/mese), che precede Palermo (309 euro/mese) e Udine (310 euro/mese). 
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UniCamillus, aperti bandi per test ammissione a Medicina e Odontoiatria 2026-2027

(Adnkronos) – Sono aperti i bandi dell'università UniCamillus per i test di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria per l'anno accademico 2026/2027. L’offerta formativa – informa l'ateneo in una nota – si articola in più percorsi: Medicina e chirurgia in lingua inglese presso la sede di Roma; Medicina e chirurgia in lingua italiana nelle sedi di Roma, Venezia e Cefalù; Odontoiatria e protesi dentaria in lingua italiana nella sede di Roma. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il portale dello studente Gomp (al link https://unicamillus-studenti.gomp.it/), entro le ore 13 del 13 maggio 2026.  La selezione avverrà tramite una prova scritta a risposta multipla della durata di 60 minuti, composta da 60 quesiti suddivisi tra ragionamento logico, materie scientifiche (biologia, chimica e fisica) e tematiche umanitarie coerenti con la missione dell'ateneo. Le prove si svolgeranno in modalità telematica home-based da remoto, comodamente dal proprio dispositivo, nelle date: 18 maggio per Medicina e chirurgia in lingua italiana; 19 maggio per Medicina e chirurgia in lingua inglese e per Odontoiatria e protesi dentaria. I risultati saranno pubblicati entro il 22 maggio 2026 sul sito istituzionale dell'ateneo. Possono partecipare i candidati in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado o iscritti all'ultimo anno delle superiori. In fase di candidatura per Medicina e chirurgia in lingua italiana sarà possibile indicare una o più sedi in ordine di preferenza: questo consente ai candidati, in caso di mancata ammissione nella graduatoria della prima scelta, di concorrere automaticamente per le altre sedi indicate. Gli ultimi dati AlmaLaurea – riporta la nota – mostrano che l'89,5% degli studenti UniCamillus si laurea in corso, il 95,2% dei laureati si ritiene "pienamente soddisfatto del percorso" e l'81,9% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e ateneo. Uno degli elementi distintivi di UniCamillus è l'esperienza formativa immersiva, rappresentata dai laboratori UniLabs: ambienti avanzati e tecnologicamente attrezzati che permettono di simulare procedure mediche e scenari clinici reali. A questo si affianca un modello di tirocinio diffuso, basato su una rete ampia e qualificata di strutture sanitarie e ospedali, che consente un contatto costante con la realtà professionale e un'esperienza diretta del lavoro in ambito sanitario. Per il corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, l'ateneo offre inoltre un valore aggiunto, grazie all'esclusiva Clinica Odontoiatrica universitaria interna, dove gli studenti possono seguire pazienti reali sotto la supervisione dei docenti, vivendo un'esperienza formativa sempre più vicina alla pratica professionale. E' proprio dall'integrazione tra didattica, simulazione avanzata e pratica clinica sul campo – conclude la nota – che nasce il valore distintivo di UniCamillus: un percorso che permette di sviluppare competenze concrete, immediatamente applicabili nel contesto professionale sanitario. 
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Malattie rare, al via campagna ‘She SpeaXX’ per dare voce alle donne con malattia di Fabry

(Adnkronos) – Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le donne, e promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi spesso sottovalutati e non riconosciuti: con questo obiettivo è stata presentata oggi a Roma la campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell'Associazione italiana Anderson-Fabry (Aiaf). L'iniziativa nasce nel mese dedicato alla Malattia di Fabry e punta a colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile. La malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da un deficit dell'enzima α-galattosidasi A, che comporta un accumulo progressivo di sostanze nei tessuti e un coinvolgimento multisistemico, in particolare a carico di rene, cuore e sistema nervoso, con importanti ricadute sullo stato di salute e sulla qualità di vita. Per lungo tempo considerata impropriamente una malattia quasi esclusivamente maschile, oggi è noto che anche le donne possono sviluppare manifestazioni cliniche significative: fino a pochi anni fa venivano considerate portatrici sane della patologia, in quanto eterozigoti, mentre oggi è noto che circa l'80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia. E il ritardo diagnostico può arrivare fino a 20 anni rispetto agli uomini. A sottolineare il valore dell'iniziativa nel portare l'attenzione sulla medicina di genere anche nell'ambito delle malattie rare, e sull'impegno dell'azienda nel migliorare la conoscenza e la presa in carico delle pazienti, è intervenuta Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean di Chiesi Global Rare Diseases: "Con SheSpeaXX riaffermiamo il nostro impegno nel promuovere una maggiore attenzione alle specificità della malattia di Fabry nelle donne, dove la complessità e la variabilità delle manifestazioni richiedono un monitoraggio costante e accurato. L'iniziativa si inserisce in una visione più ampia che integra medicina di genere e presa in carico lungo tutto l'arco della vita, accompagnando le pazienti anche in fasi cruciali come la gravidanza e la maternità. In questo contesto, Chiesi Global Rare Diseases si impegna a favorire modelli di gestione sempre più personalizzati e proattivi, con l'obiettivo di migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate". Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come, specialmente nelle donne, la patologia presenti caratteristiche peculiari lungo tutto l'arco della vita, con manifestazioni che possono emergere in età adolescenziale o adulta e coinvolgere diversi organi in modo progressivo. "La questione di genere è rilevante nella malattia di Fabry, sia dal punto di vista clinico, che psicologico – ha spiegato Irene Motta, professoressa associata di Medicina interna all'università degli Studi di Milano – Le donne, infatti, risultano ancora oggi sottodiagnosticate: non di rado i tempi per arrivare a una diagnosi sono spesso più lunghi rispetto agli uomini e l'identificazione avviene nell'ambito di screening familiari avviati a partire da un probando maschile. Persiste inoltre l'idea che la donna sia meno gravemente colpita, nonostante la letteratura dimostri chiaramente che anche le pazienti possono presentare quadri clinici sovrapponibili a quelli maschili. Questa percezione – ha sottolineato Motta – è legata in parte alla grande eterogeneità delle manifestazioni cliniche e, in parte, a una conoscenza ancora non del tutto adeguata della malattia. Le criticità riguardano anche le diverse fasi della vita: dal desiderio di maternità alla gestione della genitorialità, fino alla menopausa e alle complicanze legate all’invecchiamento. A questo si aggiunge un ulteriore aspetto spesso trascurato: molte donne si trovano a ricoprire contemporaneamente il ruolo di paziente e quello di caregiver, sostenendo un carico emotivo significativo e talvolta duplice, che merita la stessa attenzione riservata alle manifestazioni organiche della malattia". Particolare attenzione è stata dedicata alle complicanze d'organo, in particolare a livello cardiologico e renale, che rappresentano una delle principali cause di morbilità nelle pazienti. In merito al coinvolgimento cardiaco e alla necessità di una diagnosi tempestiva, è intervenuta Cristina Chimenti, professoressa associata di Cardiologia alla Sapienza università di Roma, referente cardiologico Malattia di Fabry, Policlinico Umberto I, Roma. "Nelle donne con malattia di Fabry – ha evidenziato – il coinvolgimento cardiaco non è un'evenienza rara, ma una manifestazione clinica frequente, caratterizzata da ipertrofia ventricolare sinistra e fibrosi miocardica progressive. Poiché i sintomi compaiono spesso più tardi rispetto agli uomini, una diagnosi tempestiva è fondamentale per instaurare precocemente le terapie specifiche capaci di rallentare l'accumulo di substrato ed evitare danni strutturali irreversibili. Fare prevenzione oggi significa riconoscere i segnali precoci per proteggere il cuore e cambiare radicalmente la qualità e l'aspettativa di vita delle pazienti". Le complicanze possono riguardare anche altri organi, come nel caso del rene. "Nella malattia di Fabry, il rene rappresenta uno degli organi bersaglio più critici", ha aggiunto Eleonora Riccio, ricercatrice in Nefrologia presso l'Aou Federico II di Napoli, sottolineando "il ruolo cruciale del monitoraggio nel tempo per individuare precocemente il danno renale e intervenire in modo appropriato. L'accumulo progressivo di glicosfingolipidi innesca un danno che, se non intercettato tempestivamente, evolve dalla microalbuminuria verso l'insufficienza renale terminale. Oggi però lo scenario è profondamente mutato. Lo stato dell'arte ci vede impegnati in una medicina di precisione che affianca al consolidato trattamento eziologico con terapia enzimatica sostitutiva o con terapia chaperonica l'uso di emergenti terapie di supporto, che mirano alla stabilizzazione della funzione renale nel lungo periodo".  Proprio il monitoraggio regolare e multidisciplinare rappresenta uno degli elementi chiave nella gestione della malattia: controlli periodici e una presa in carico specialistica consentono infatti di intercettare precocemente l'evoluzione della patologia e ridurre il rischio di complicanze. Accanto agli aspetti clinici, è stato affrontato anche l'impatto psicologico e sociale della malattia, che nelle donne può essere amplificato da ritardi diagnostici, difficoltà nel percorso di cura e non ultimo dal peso, ovvero dal senso di colpa, della trasmissione genetica.  A proposito delle difficoltà vissute quotidianamente dalle pazienti e dai caregiver è intervenuta Stefania Tobaldini, presidente Aiaf. "Per troppo tempo la malattia di Fabry è stata letta attraverso una lente maschile, considerando le donne come portatrici sane: un preconcetto che ha causato ritardi diagnostici e una diffusa sottovalutazione dei sintomi, confusi con stress o sovraccarico psicologico. Le donne invece non sono spettatrici della malattia – ha precisato – ma sono a tutti gli effetti delle pazienti che affrontano manifestazioni subdole e spesso non riconosciute tempestivamente, e per le quali un monitoraggio accurato e costante sarebbe l'unica via per prevenire danni d'organo irreversibili. Questa sfida clinica – ha proseguito – si intreccia poi con un impatto sociale profondo: la donna riveste spesso un doppio ruolo, quello di paziente e di caregiver non solo dei propri figli, ma spesso anche del genitore, proprio per la natura ereditaria della patologia che può coinvolgere più persone in uno stesso nucleo familiare. Promuovere l'empowerment femminile significa offrire alle donne ciò che serve per trasformare un peso silenzioso in un ruolo attivo e consapevole". La campagna 'She SpeaXX', che nasce simbolicamente nel mese di aprile, ha dunque l'obiettivo di rispondere a queste esigenze: informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti concreti per riconoscere i segnali della malattia, dialogare con i medici e partecipare in modo più consapevole al proprio percorso di cura. L'evento ha rappresentato un momento di confronto tra clinici, l'associazione di pazienti e gli organi di stampa presenti, con l'obiettivo condiviso di contribuire ad aumentare la conoscenza della malattia di Fabry e favorire quindi un percorso diagnostico più tempestivo ed equo, anche in un’ottica di medicina di genere. 
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WMF 2026, tra imprese e delegazioni internazionali spazio AI & tech dal mondo

(Adnkronos) – Prende forma l’area fieristica del WMF-We Make Future, Fiera Internazionale B2B certificata sull’innovazione AI, Tech e Digital, in programma dal 24 al 26 giugno 2026 a BolognaFiere. Con l’annuncio dei primi espositori e sponsor e le prime anticipazioni sull’area fieristica, la manifestazione svela le molteplici opportunità di business e scoperta che offrirà anche quest’anno in quanto piattaforma B2B di riferimento internazionale per l’incontro tra imprese, startup, centri di ricerca e istituzioni. Già importante la presenza internazionale, con oltre 20 delegazioni estere annunciate in collaborazione con Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, provenienti da diversi Paesi tra cui Belgio, Regno Unito, Arabia Saudita, Corea del Sud, Paesi Bassi, Estonia, Albania, Guatemala e Grecia, che si affiancheranno ai primi espositori e sponsor già confermati. Attive anche le collaborazioni con la rete delle Camere di Commercio italiane all’estero, tra cui quelle di Salonicco, Belgrado e Zagabria, grazie alle quali saranno presenti ulteriori delegazioni di startup e imprese internazionali. Tra i diversi padiglioni internazionali che animeranno la manifestazione già annunciate anche la Turchia, con la partecipazione di Invest in Turkey e Boğaziçi Ventures, e i territori palestinesi, rappresentati da Flow Ventures e presenti grazie alla collaborazione con Aics-Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo di Gerusalemme, per la promozione internazionale di startup e aziende dell’area. Tra le realtà già annunciate tra espositori e sponsor dell’edizione anche Dell Technologies e Intel, Qonto, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Esa – European Space Agency e Cnr – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Credem Banca, Bnp Paribas, Netval, Invitalia, Agenzia Ice, AB Innovation Consulting, Kahuna, Alten Italia, Cosmofarma, Openapi, Avask, Arsenalia insieme a realtà come humans.tech, all’ateneo Unibo, Alma Mater Studiorum di Bologna, presente con l’evento Startup Day, e a un network internazionale di istituzioni, centri di ricerca come IIT – Istituto Italiano di Tecnologia. In mostra dunque soluzioni innovative tech e AI applicate a diversi settori, in coerenza con le 14 industries individuate da WMF e su cui la manifestazione si sviluppa. Largo allora a soluzioni e servizi di Robotica ed AI, fintech e space industry, o ancora agritech e mobility, cleantech, tourism ed health, fino a e-commerce e retail, digital business e media, delineando le principali direttrici di sviluppo dell’innovazione nei diversi settori produttivi e industriali. “L’Area Fieristica del WMF rappresenta un luogo di incontro concreto tra imprese, startup, pmi, centri di ricerca e istituzioni, in cui l’innovazione diventa opportunità di sviluppo, collaborazione e crescita per i diversi attori coinvolti” afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – We Make Future. “Un contesto che incentiva connessioni tra competenze, tecnologie e modelli di business, facilitando l’incontro tra industry e mercati internazionali e la nascita di progettualità condivise”.  In questa direzione l’area fieristica amplia infatti le opportunità di incontro e collaborazione durante la tre giorni, grazie a spazi e format dedicati al business matching, all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con il servizio di Digital Job Placement, e al networking con eventi dentro e fuori la fiera. Aziende, startup, istituzioni e centri di ricerca presenti al WMF potranno entrare in contatto diretto e organizzare incontri B2B, con l’obiettivo di avviare nuove collaborazioni, sviluppare progetti condivisi e generare opportunità commerciali con mercati da tutto il mondo. A rendere l’esplorazione dell’Area Fieristica ancora più articolata e accessibile è la sua organizzazione in distretti tematici, dedicati ai principali ambiti dell’innovazione e pensati per favorire l’incontro tra imprese, startup, PMI, centri di ricerca e investitori. Tra questi, l’AI District e il Manufacturing & Automation District rappresentano il cuore tecnologico dell’evento, con soluzioni avanzate legate a intelligenza artificiale, robotica e automazione industriale, affiancati da spazi dedicati a tecnologie emergenti, mobilità e automotive. I distretti martech, fintech, digital agency ed e-commerce offrono invece una panoramica sulle evoluzioni dei servizi digitali e dei modelli di business, mentre un’area specifica sarà dedicata all’intrattenimento e alla cultura digitale, con focus su gaming ed editoria. Tra i punti di riferimento dell’area fieristica, lo Startup & VC District si conferma uno dei principali hub a livello internazionale, con startup selezionate da tutto il mondo e la presenza di investitori istituzionali e privati, offrendo opportunità concrete di incontro e sviluppo per l’ecosistema dell’innovazione. L’area Sports & Gaming, di oltre 300 mq, arricchisce l’Area Fieristica con un’offerta esperienziale che unisce intrattenimento digitale, cultura videoludica e attività sportive. Tra tornei competitivi e postazioni di gioco di ultima generazione – tra cui PlayStation, Xbox e Nintendo Switch – i partecipanti potranno vivere un percorso che integra gaming contemporaneo e grandi classici.  Fulcro dell’esperienza sarà la Gamers Arena, spazio immersivo con simulatori di realtà virtuale e installazioni interattive, affiancato da attività che coniugano sport, innovazione e inclusione. Il programma coinvolge federazioni e realtà nazionali come Vero Volley, Figh-Federazione italiana gioco handball, Fipav comitato territoriale di Bologna e Aero Club Pavullo, insieme a progetti dedicati allo sport inclusivo come Baskin, promosso dall’Ente Italiano Sport Inclusivo, e le attività di Grd-Associazione Genitori Ragazzi Down e In.Da.Co. Tra gli appuntamenti più attesi torna il Drone Soccer, disciplina che unisce robotica e competizione sportiva: dopo l’espansione internazionale del progetto, il WMF 2026 ospiterà il primo torneo europeo, affiancato da aree dimostrative dedicate al pilotaggio dei droni. Il Future Show rappresenta lo spazio più sperimentale dell’area fieristica, dove il pubblico può interagire direttamente con robot umanoidi e quadrupedi, sistemi di intelligenza artificiale conversazionale e installazioni immersive. Tra le esperienze anche la moto volante made in Italy Eflyke, dedicata alla mobilità aerea sportiva, e One Love Machine, band robotica realizzata con materiali riciclati che propone performance musicali tra ingegneria e creatività, Vitruvian, simulatore a movimento 360°, e Extraceleste, installazione dell’artista Marco Nereo Rotelli, in cui AI e sensori biometrici generano poesie in tempo reale reagendo al contatto umano e al battito cardiaco del visitatore. Tra le dimostrazioni più spettacolari del Future Show, torna al WMF l’esibizione della Jet Suit sviluppata da Gravity Industries, che consente il volo controllato del corpo umano attraverso una tuta propulsiva. Una tecnologia che rappresenta una delle più avanzate sperimentazioni nel campo della mobilità personale e dell’ingegneria aerospaziale applicata. Sul tema della mobilità del futuro, i partecipanti potranno vivere esperienze dirette grazie a test drive dedicati con veicoli Tesla e simulatori di guida che permetteranno di mettersi alla prova su mezzi da competizione, da due a quattro ruote. A completare l’offerta, le attività sviluppate dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna, con la presentazione di prototipi realizzati nell’ambito di competizioni internazionali come la Solar Challenge e la Rocket Challenge, progetti orientati a sfide tecnologiche legate a sostenibilità, energie rinnovabili e riduzione dell’impatto ambientale. Studenti e docenti accompagneranno il pubblico in un percorso interattivo che illustrerà i principi ingegneristici alla base dei veicoli, dalla progettazione alla realizzazione, Queste prime anticipazioni rappresentano solo una parte dell’Area Fieristica del WMF 2026, che nelle prossime settimane si arricchirà con nuovi espositori, sponsor e contenuti. Un percorso che conferma la dimensione internazionale della manifestazione, dopo l’edizione 2025 che ha registrato oltre 700 espositori e sponsor e più di 70.000 presenze da 90 Paesi. WMF – We Make Future è ideato, organizzato e prodotto da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il Patrocinio della Commissione Europea, della Regione Emilia-Romagna e in partnership con Visit Emilia-Romagna, con il supporto del Maeci – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. Con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 Dell Technologies e Intel. 
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Trump, fucile in mano e messaggio all’Iran: “Il Bravo ragazzo non c’è più”

(Adnkronos) –
Donal Trump con la mitragliatrice in mano, sullo sfondo di un paesaggio devastato da bombardamenti. E' l'immagine dai toni forti che accompagna l'ultimo avvertertimento del presidente Usa all'Iran. Il regime "non riesce a darsi una mossa. Non sanno come firmare un accordo non-nucleare. Farebbe bene a svegliarsi presto", scrive Trump in un post su Truth con allegato un fotomontaggio — apparentemente generato con intelligenza artificiale — che lo ritrarre occhiali da sole indossati, fucile mitragliatore imbracciato davanti a una catena montuosa sconvolta da esplosioni e scenari di guerra. A colpire è anche la didascalia scelta per l’immagine: "No more Mr. Nice Guy!" ("il Bravo ragazzo non c'è più"), già utilizzato in precedenti post per sottolineare un cambio di tono nella sua posizione internazionale. Il contenuto è stato pubblicato nelle ore notturne a Washington, quando erano circa le 4 del mattino, e riprende una serie di messaggi recenti in cui l’ex presidente invoca una linea più dura nei confronti di Teheran sul dossier nucleare.  
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Ascolti tv martedì 28 aprile, la replica di ‘Montalbano’ vince prima serata

(Adnkronos) – 'Il Commissario Montalbano' con la replica dell’episodio 'Par condicio' ha vinto la prima serata di ieri, martedì 28 aprile, con il 17,4% di share. La serie di Rai1 con Luca Zingaretti ha incollato allo schermo 3.007.000 telespettatori. Su Canale 5, 'Grande Fratello Vip' ha intrattenuto 1.829.000 telespettatori, pari al 15,5%. Su La7, 'DiMartedì' è stato visto da 1.533.000 telespettatori, pari al il 9,8%. Su Rai2, l'ultima puntata di 'Belve' ha conquistato 1.502.000 telespettatori e il 10,2%.  Su Italia 1, 'Le Iene presentano: Inside' ha radunato 977.000 telespettatori, pari all'8,1%. Su Rai3, 'FarWest' ha totalizzato 627.000 telespettatori e il 4,2%. Su Rete 4, 'È Sempre Cartabianca' ha ottenuto 398.000 telespettatori e il 3,1%. Su Tv8 'Italia’s Got Talent' è stato visto da 292.000 telespettatori, pari all'1,8%, mentre sul Nove, 'Chernobyl – Nuove Verità' 223.000 telespettatori e l’1,3%. Nella fascia access prime time, su Rai1 'Cinque Minuti' ha registrato 4.007.000 telespettatori e il 21%, mentre 'Affari Tuoi' 4.848.000 telespettatori e il 23,4%. Su Canale 5, 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.603.000 telespettatori e il 22,2%. 
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Cial, Corepla e Ricrea portano il riciclo al Comicon 2026

(Adnkronos) – In occasione della XXVI edizione del Comicon – International Pop Culture Festival, in programma dal 30 aprile al 3 maggio 2026 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, Cial – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, Corepla – Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, e Ricrea – Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio, in qualità di ecopartner della manifestazione, lavorano fianco a fianco per fare del Festival un punto di incontro tra cultura pop e impegno ambientale, animando la manifestazione con installazioni interattive, laboratori educativi e storie a fumetti. Per l’occasione è prevista un’area interamente dedicata al riciclo, attività educational per i più piccoli, installazioni creative e una mostra a fumetti per celebrare il valore della raccolta differenziata, in linea con l’impegno crescente di Comicon per un’edizione sempre più green. Cial porta anche quest'anno la sua firma colorata al Comicon di Napoli con l'Arcobaleno Cial realizzato con Airlite da Graphic Service: una tecnologia ecoattiva che riduce fino al 90% degli agenti inquinanti presenti nell’aria, ispirandosi al meccanismo della fotosintesi. In fiera non mancheranno i giovani volontari di 'Ogni Lattina Vale' (il progetto internazionale promosso in Italia da Cial), riconoscibili dai loro zaini-contenitori: passeranno tra gli stand raccogliendo le lattine vuote delle bevande, testimoniando concretamente come l'alluminio possa rigenerarsi all'infinito attraverso semplici abitudini quotidiane. Corepla sarà presente con il LabCorepla 'Giochiamo riciclando!', uno spazio ludico-didattico dedicato a grandi e piccoli, con attività interattive pensate per sensibilizzare sul valore del riciclo degli imballaggi in plastica e sulla loro trasformazione in nuove risorse. Durante la giornata, i visitatori potranno partecipare a diverse attività, tra cui il Memory del riciclo, il percorso tattile dei materiali, quiz interattivi e laboratori creativi, ricevendo anche gadget in plastica riciclata. Il personale Corepla sarà inoltre attivo in tutta l’area del Comicon con attività di raccolta delle bottiglie e momenti di animazione, coinvolgendo il pubblico in modo diretto e partecipativo. Ricrea sarà presente con Capitan Acciaio, protagonista di un’area ricca di attività pensate per coinvolgere il pubblico sui temi del riciclo degli imballaggi in acciaio. Accanto al supereroe e alla sua statua, i laboratori offriranno esperienze educative e creative dedicate alla sostenibilità. Tra le attività proposte, 'Steel The Beat – Il ritmo del riciclo' trasformerà la raccolta differenziata in un’esperienza interattiva e musicale, mentre 'Full Metal Flipper' metterà alla prova precisione e rapidità dei partecipanti attraverso un gioco ispirato al flipper. Spazio anche alla creatività con 'Ricrea il tuo giocattolo', il laboratorio pensato per i più piccoli, che potranno realizzare nuovi oggetti a partire da imballaggi in acciaio. I tre Consorzi portano inoltre al Comicon un progetto di comunicazione visiva firmato dal fumettista Massimo Giacon, che attraverso una serie di vignette ironiche e immediate racconta il valore del riciclo degli imballaggi. I contenuti, diffusi all’interno della manifestazione attraverso totem a cubo e installazioni grafiche distribuite negli spazi della fiera, accompagnano i visitatori in un percorso leggero e coinvolgente, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni con il linguaggio diretto del fumetto. 
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Athora Italia, 30% over 55 rimpiange adesione tardiva a previdenza complementare

(Adnkronos) – Tra coloro che hanno aderito a una soluzione di previdenza complementare, quasi un over 55 su tre (30%) prova rimpianto per averla sottoscritto troppo tardi.  Lo rileva la prima wave 2026 dell’Osservatorio look to the future di Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora. Tra gli italiani che hanno sottoscritto strumenti come fondi pensione e Pip, il livello di soddisfazione è pressoché totale (91%). Emerge, tuttavia, un elemento critico legato al timing: il 26% ritiene di aver aderito troppo tardi, con una percezione più diffusa nel Centro Italia (30%).  L’indagine, realizzata in collaborazione con Nomisma, evidenzia come genere, età e residenza geografica siano fattori determinanti nel definire gli approcci degli italiani verso la longevità e la previdenza pubblica e integrativa, mostrando sostanziali differenze sia nei sentimenti, sia nei comportamenti, così come nella percezione del loro presente e futuro. La prospettiva di una vita più lunga genera emozioni contrastanti che variano sensibilmente lungo la penisola e tra le generazioni. Se la gioia e l’ottimismo (dichiarati dal 27% del totale) sono più diffusi tra gli uomini (30%) e nel Centro Italia (30%), i giovani under 35 appaiono i più vulnerabili, registrando i livelli più alti di ansia (15%) e preoccupazione (22%). Questa fragilità generazionale si riflette anche nelle preoccupazioni economiche, sentite dal 33% della fascia più giovane (18-34 anni) e con un picco del 34% tra i 35-54enni, contro appena il 19% degli over 55, segnale di una maggiore precarietà percepita nelle fasi centrali della vita. Il timore della non autosufficienza emerge come una questione prioritaria per il 73% degli italiani, soprattutto per la componente femminile (81%) e per i più anziani (76% degli over 55). A destare le maggiori preoccupazioni è il peso dell’assistenza sui familiari (72%) e i costi correlati (68%). Per contrastare questi rischi e prepararsi all’avanzare dell’età, i comportamenti divergono tra aree geografiche e fasce d’età: se la cura della salute fisica è la strategia principale per gli over 55 (75%) e per i residenti al Centro Italia (67%), chi vive al Nord è più propenso all’accumulo di risorse economiche (50%), così come gli over 55 (52%). Malgrado ciò, gran parte della popolazione rimane inattiva, e in particolare il 23% dei giovanissimi tende a rimandare il tema al futuro. Tra chi non accumula risorse, le barriere finanziarie restano un ostacolo insormontabile per il 53% degli italiani, in particolare per il 64% delle donne e della fascia 35-54 anni.  Il divario demografico si conferma netto anche nell’ambito della previdenza. La sfiducia nel sistema pubblico accomuna il 66% degli italiani, ma l’attivazione di strumenti complementari resta una prerogativa maschile e degli over 55 (31%) e geograficamente localizzata al Nord (34%). Al contrario, i giovani mostrano un forte ritardo nell’adesione a strumenti di lungo periodo (solo il 18%), pur manifestando l’interesse potenziale più alto: il 49% degli under 35 ha infatti valutato soluzioni integrative senza ancora concretizzarle. Anche le aspettative sulla rendita variano per area geografica e fascia d’età tra coloro che conoscono gli strumenti di previdenza complementare: se nel Sud Italia e nella fascia tra i 35-54 anni si auspica una pensione integrativa superiore ai 700 euro mensili -rispettivamente, 41% e 39% – la capacità di versamento effettivo è ridotta a meno di 100 euro al mese, soprattutto tra le donne (42%) e gli over 55 (43%). I dati dell’Osservatorio evidenziano come la previdenza complementare non sia più un’opzione, ma una necessità strutturale per garantire la tenuta del proprio tenore di vita negli anni della pensione. Eppure, persistono ancora comportamenti 'primitivi', che portano a non avere un’idea di futuro e a non costruire un progetto concreto di lungo periodo. Il paradosso tra l’elevata soddisfazione di chi ha già sottoscritto un piano e il diffuso rimpianto per averlo fatto troppo tardi deve quindi incoraggiare, specialmente le giovani generazioni, a uscire dall’inerzia e riconoscere che il momento per iniziare a disegnare il proprio domani è adesso. Aderire il prima possibile a strumenti di lungo periodo permette infatti di massimizzare i benefici del tempo, creando antidoti all’incertezza e trasformando la longevità da fonte di ansia a opportunità di vita protetta e pianificata. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)