Categorie
Adnkronos News

Italia ai Mondiali? L’inviato Usa Zampolli: “Più del 50% di possibilità, decidono Trump e Infantino”

(Adnkronos) –
"Che percentuale c'è per la partecipazione dell'Italia ai Mondiali? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump". Così Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente Usa Donald Trump, al microfono de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento – oggi, lunedì, 27 aprile – in merito ad un eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali. Zampolli ha aggiunto: "Vedevo che l'Iran non era ancora confermato a causa della Guerra. Ho chiesto di una possibilità a Infantino di un ripescaggio dell'Italia. Inoltre i visti sono molto difficili da avere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano delle persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d'America è meglio che non vengano. Con Trump non ho parlato direttamente ma non si è sbilanciato. I giocatori iraniani sono molto molto benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d'America. Se l'Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere". 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Spagna, Sanchez e la Mauritania come Meloni con Albania: progetti simili

(Adnkronos) – Una Spagna che segue il modello Italia sui migranti? La risposta parrebbe un sì se si guarda alla cooperazione esterna con la Mauritania, pensata per fermare le partenze verso le Canarie, un approccio che richiama – seppur con tempi e modalità diverse – il modello Italia-Albania recentemente "promosso" dal parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue Nicholas Emiliou. Dall’altro lato, però, il premier socialista Pedro Sánchez ha da poco approvato un piano di regolarizzazione interna di fino a 500.000 migranti, una misura criticata duramente dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.  
Il pilastro esterno del sistema spagnolo è l’intesa tra Unione Europea e Mauritania, siglata nel marzo 2024 e rafforzata dall’azione diretta di Madrid. L’accordo mobilita oltre 200 milioni di euro per il controllo delle frontiere, il sostegno alle autorità locali nelle intercettazioni e il contrasto alle reti di traffico di esseri umani. In concreto, la cooperazione si traduce in pattugliamenti, operazioni congiunte e gestione dei migranti direttamente sul territorio mauritano, con l’obiettivo di bloccare le partenze verso le Canarie prima che raggiungano acque europee. 
In questo quadro si inseriscono due centri inaugurati lo scorso ottobre a Nouadhibou e Nouakchott, finanziati con fondi europei e costruiti dall’agenzia pubblica Fiap, legata al ministero degli Esteri spagnolo. Formalmente destinati alla "prima accoglienza temporanea" per un massimo di 72 ore, sono stati descritti da El Diario, riprendendo un’inchiesta di El Salto, come "due carceri per migranti". Le strutture dispongono anche di culle per bebè e possono trattenere minori accompagnati, possibilità vietata nei centri analoghi in Spagna. La gestione resta alle autorità mauritane, con supporto operativo e know-how spagnolo. 
Non mancano differenze rilevanti rispetto al modello italiano. L’accordo Italia-Albania interviene dopo il soccorso in mare: alcuni migranti vengono trasferiti in centri costruiti e gestiti dall’Italia in territorio albanese, dove si svolgono procedure accelerate di asilo e rimpatrio. La strategia spagnola, invece, punta a intervenire prima, nei Paesi di transito e prima che i migranti raggiugano le coste europee, delegando gran parte della gestione alle autorità locali, sostenute da fondi, mezzi e formazione europea. 
Il programma migratorio di Sánchez non si ferma alla dimensione esterna: appena due settimane fa il premier socialista ha avviato una regolarizzazione straordinaria che potrebbe riguardare circa 500.000 migranti già presenti in Spagna. Il provvedimento si rivolge a chi è entrato prima del 2026, può dimostrare una permanenza continuativa di almeno cinque mesi e non ha precedenti penali. È sufficiente avere un lavoro (o un’offerta), legami familiari o una situazione di vulnerabilità per ottenere un permesso di soggiorno e lavoro di un anno, rinnovabile. Il 18 aprile, pochi giorni dopo l’approvazione del decreto, l’Ecr ha inviato una lettera formale a Ursula von der Leyen e al commissario per gli Affari Interni, avvertendo che la "mancanza di rigore" della sanatoria spagnola rischia di generare un "flusso costante e imparabile di persone" in tutta l’Ue, con effetti di 'pull factor' e movimenti secondari verso altri Paesi Schengen. Un elemento che distingue il caso spagnolo è il profilo dei beneficiari: oltre il 70% sono migranti latinoamericani, prevalentemente ispanofoni da Colombia, Perù, Venezuela, Honduras ed Ecuador, e in larga maggioranza cattolici. Questo bagaglio linguistico e religioso può favorire una maggiore integrazione rispetto a quanto avviene in altri Paesi come l'Italia, destinazione di flussi irregolari che presentano una quota molto più elevata di migranti di religione musulmana. Secondo gli osservatori, la lingua comune contribuisce a ridurre le barriere immediate, mentre l’appartenenza al cattolicesimo facilita l’accesso alle reti della Chiesa spagnola (Cáritas e parrocchie), che hanno sostenuto la regolarizzazione.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Elezioni comunali Venezia, sei bengalesi nelle liste del Pd. Speranzon: “Che ne pensano le donne Dem?”

(Adnkronos) – Sono sei i candidati bengalesi che il Partito Democratico ha presentato nelle sue liste in vista delle elezioni comunali di Venezia, dove si presenta come sindaco il segretario regionale dem Andrea Martella. Si tratta di Kamrul Syed e Rhitu Miah per Venezia, Ali Afay e Sumiya Begum per la municipalità di Mestre Carpenedo, Tanzima Akter Nisha per quella di Chirignago Zelarino e Ali Hossain per quella di Favaro Veneto.   
La comunità bengalese è una delle più numerose in Laguna e da tempo sta impegnando, anche con raccolte fondi – come avvenuto durante la festa di fine Ramadan – per la costruzione di una moschea a Mestre, che dovrebbe sorgere sul terreno di un’ex falegnameria in via Giustizia. Della comunità bengalese fa parte anche Prince Howlader, che in un primo tempo si diceva fosse in corsa per essere candidato nelle liste di Fratelli d’Italia, candidatura che poi è saltata. "Nulla contro l'integrazione, ma questa lista, per come si presenta, sembra il riconoscimento di fatto di una separetezza, messa in piedi da una comunità che cerca di rappresentare se stessa e non la città di Venezia", dice all'AdnKronos, Raffaele Speranzon, senatore veneziano di Fratelli d'Italia. "Se le persone vogliono integrarsi e diventare nostri cittadini, nel percorso della legge, non ci sono problemi, ma i problemi nascono invece se se si vuole solo rivendicare la propria diversità, di costumi, usanze e tradizioni che a volte confliggono con quello che caratterizza invece la nostra cultura, la nostra identità".  
Speranzon accusa il partito democratico per una operazione "chiaramente strumentale". "Vogliono cercare di avere il voto di tutta la comunità dei bengalesi presenti nel territorio". Mentre noi pensiamo "che le comunità possano avere tante sensibilità, che tra l'altro non credo possano essere ben rappresentate dal Pd, che su alcuni temi, come la famiglia, i diritti Lgbt, le adozioni, l'utero in affitto, si fa portatore di idee radicalmente diverse proprio da quelle della comunità che vorrebbbero rappresentare".  Quindi "solo strumentalizzazione e nulla più", sottolinea il senatore meloniano. "Il rispetto del valore del ruolo della donna -avverte Speranzon- per noi non è negoziabile, ci sono concezioni della donna lontane anni luce dai principi della nostra Costituzione. Vorrei capire come faranno le donne del partito democratico a condividere la loro lotta politica con chi quei principi li nega…".     
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Grazia a Nicole Minetti, Quirinale: “Chiesta verifica a ministero della Giustizia”

(Adnkronos) –
La Presidenza della Repubblica con una lettera al ministero della Giustizia chiede chiarimenti urgenti sugli elementi che hanno portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti dopo le rivelazioni di stampa che gettano ombre sulla veridicità di alcuni fatti. Le due versioni – quella dei legali che hanno presentato istanza e quella emersa dall'inchiesta del Fatto quotidiano – "non sono conciliabili", spiega chi ha studiato la domanda di grazia concessa "per motivi umanitari". La grazia, in linea teorica, potrebbe essere revocata. La Presidenza della Repubblica – ha fatto sapere una nota del Colle – ha inviato una lettera al ministero della Giustizia: "In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa". La richiesta del Quirinale mira a chiarire rapidamente la correttezza dei dati alla base del provvedimento di grazia, alla luce delle contestazioni emerse pubblicamente.   Secondo fonti del Quirinale la richiesta di approfondimenti sui requisiti per la concessione dell'atto di clemenza nei confronti di Minetti è stata rivolta al ministero della Giustizia, che è competente in via esclusiva a svolgere l'attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come sancito dalla Corte Costituzionale (sentenza numero 200 del 2006). Il Presidente della Repubblica, in sostanza, fanno notare le stesse fonti, non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che gli vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti, che gli vengono sottoposti, nonchè sulle valutazioni formulate a tal proposito dall'autorità giudiziaria e dal dicastero di via Arenula. A quanto si apprende il ministero della Giustizia, sulla base della richiesta del Quirinale, ha aperto un’istruttoria interna sul caso e sta operando tutte le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti anche alla luce delle recenti notizie di stampa.  La Procura generale di Milano (che aveva espresso parere positivo sul caso) è in attesa di una delega del ministero della Giustizia per svolgere accertamenti all'estero (non concessi in una prima fase di valutazione) nei confronti di Minetti.  "In relazione alla procedura di grazia che ha interessato la signora Nicole Minetti, il ministero della Giustizia dà notizia che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura" comunica lo stesso ministero in una nota. "Alla domanda dell'atto di clemenza, proposta dall’interessata alla Presidenza della Repubblica, ha fatto seguito l’istruttoria di rito, in esito alla quale il Procuratore generale di Milano ha espresso parere favorevole. A esso hanno fatto seguito – in assenza di elementi di connotazione negativa a carico della Minetti – analogo parere della competente Direzione del Ministero della Giustizia e il conseguente parere favorevole espresso dal Ministro e trasmesso alla Presidenza. Il ministero – concludono – ha rappresentato oggi alla Procura generale presso la Corte d’appello di Milano, conformemente alle sue richieste in data odierna, la necessità di acquisire ogni informazione ed elemento utile a consentire l’opportuna valutazione circa le notizie comparse su organi di stampa".  "In riferimento alle notizie apparse sul quotidiano Il Fatto Quotidiano", Nicole Minetti ha voluto precisare che "le informazioni diffuse risultano prive di fondamento e gravemente lesive della propria reputazione personale e familiare. Per tale motivo, la scrivente ha conferito mandato ai propri legali affinché procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata, intimando l’immediata cessazione della diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive". "Contestualmente, è stato altresì conferito incarico ai legali di procedere con le opportune azioni legali nei confronti dei giornalisti e della testata giornalistica coinvolta, nelle sedi competenti. Si confida altresì nell’intervento delle competenti autorità affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari", conclude Minetti.  La vicenda fa insorgere l'opposizione che va all'attacco del Guardasigilli. “Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”, attacca dal Pd la responsabile Giustizia Debora Serracchiani. “Quanto sta emergendo – sottolinea la deputata dem – è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce".  E da Avs Angelo Bonelli annuncia un'interrogazione parlamentare a Nordio "anche alla luce dell’inchiesta giornalistica, per sapere quali verifiche siano state effettuate e se vi siano state omissioni o informazioni non corrette nella domanda di grazia. La grazia è un atto delicatissimo che non può poggiare su zone d’ombra. Il Paese ha diritto alla verità".   "Prima di chiedere le mie dimissioni Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in Giurisprudenza, l'articolo 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia" ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio rispondendo a Deborah Serracchiani che ne ha invocato le dimissioni in merito al caso Minetti. 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Milan, frattura allo zigomo per Modric: dovrà operarsi (e rischia il Mondiale)

(Adnkronos) – Non arrivano buone notizie dall'infermeria per il Milan, dopo il pareggio in campionato contro la Juventus. Gli esami strumentali effettuati oggi dal centrocampista rossonero Luka Modric hanno evidenziato una frattura dello zigomo sinistro che richiederà un intervento chirurgico, previsto nelle prossime ore. Il quarantenne croato si è infortunato in uno scontro con il centrocampista della Juventus Manuel Locatelli, durante il match di ieri sera, domenica 26 aprile, allo stadio San Siro. Per il croato, sarà corsa contro il tempo anche in vista del Mondiale di quest'estate tra Stati Uniti, Canada e Messico.   
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Due squali avvistati a Gallipoli e a Terracina, l’esperto: “Evento raro nei nostri mari”

(Adnkronos) – Un incontro raro, quello con gli squali nelle nostre acque, ma che può accadere. Due sono stati gli avvistamenti ieri, uno a Gallipoli nel Leccese in Puglia e l'altro a Terracina sul litorale laziale. "Non c'è nessun tipo di rischio per la balneazione né per il turismo" ha detto all'Adnkronos Umberto Scacco, ricercatore Ispra, esperto di pesci cartilaginei, parlando in particolare di quanto accaduto a Gallipoli, dove alcuni diportisti che hanno segnalato la presenza di un esemplare che ha urtato la loro imbarcazione. Il tutto documentato in un video poi condiviso sui social.  Sul litorale laziale, invece, il filmato è stato condiviso da una turista sul gruppo 'Sei di Terracina se'.   "Dalle immagini che ho potuto vedere" sui social nell'avvistamento pugliese "si tratta di uno squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus. Un esemplare abbastanza grosso, intorno ai 3-4 metri di lunghezza, probabilmente attirato dalle esche della pesca d'altura. Questi animali non sono aggressivi nei confronti degli esseri umani. Quando sono incuriositi da qualcosa che potrebbe essere una fonte di cibo, la prima cosa che fanno è un contatto diretto con l'oggetto o con la preda, se la preda è ferma. Credo sia il caso di questa barca, quindi l'animale si è avvicinato, ha urtato la barca per capire che cosa fosse e poi evidentemente si è allontanato", spiega il ricercatore.  L'incontro con esemplari di squalo mako "così grandi è abbastanza raro, nel caso di animali più piccoli un po' meno raro, ma può accadere. Sono animali che frequentano gli ambienti pelagici delle acque".  "Un evento di questo tipo, con uno squalo di queste dimensioni – osserva – è, senz'altro, molto raro perché questi animali stanno diminuendo, gli esemplari adulti sono pochi. Tuttavia, non è infrequente, soprattutto nel mondo dei pescatori, registrare catture accidentali di esemplari più piccoli della stessa specie". Il ricercatore ci tiene a "togliere un po' di ombre negative su questi animali che purtroppo li hanno condannati a un'estinzione sempre più importante: gli squali non stanno messi molto bene in tutte le acque mondiali, compreso il Mediterraneo, ed in particolare questa specie, protetta dalla liste rosse dell'Unione internazionale per la conservazione della natura".  Quanto ai rischi per l'uomo, l'esperto, impegnato nel progetto Life Prometheus per la riduzione del bycatch di squali e razze pelagiche tramite deterrenti magnetici, chiarisce: "Farci il bagno vicino sicuramente lo eviterei, ma per i bagnanti direi che il rischio è praticamente pari a zero. Sono animali che frequentano le acque offshore, che predano tonni, quindi non siamo nel loro menu. Qualora ci fossero degli incidenti, deriverebbero da una confusione dell'animale. E' più pericolosa la verdesca, soprattutto per chi va sott'acqua. Mentre il mako è un animale che frequenta le acque superficiali e non è in nessun modo interessato a interagire con noi". Come bisogna comportarsi nel caso di incontri come quello segnalato in questi giorni in Puglia? "Bisogna cercare di non interagire troppo, di non stimolare la curiosità dell'animale, di allontanarsi con il motore al minimo e cambiare direzione. Quindi, dopo aver fatto foto o video di rito, come generalmente accade in questi casi, allontanarsi e lasciarli in pace", spiega Scacco. Qualora si peschi, invece, "il discorso è differente, perché è un animale protetto. Quindi se, per esempio, si è attaccato a una lenza, la cosa migliore da fare è tagliare la lenza. Un amo in bocca in sé non è un grosso problema per un animale di questo tipo, se l'abbocco ovviamente è superficiale. Un abbocco profondo, invece, può generare dei problemi più seri di salute all'animale e causare morte successiva, se la ferita è profonda". Per quanto riguarda la presenza nel Mediterraneo, Scacco spiega che "questa specie viene avvistata un po' ovunque perché è un animale che si sposta. Probabilmente c'è anche un contatto tra le popolazioni di tipo Mediterraneo e quelle di tipo Atlantico, quindi, c'è uno scambio di individui tra il grande oceano e il nostro mare. Per cui possono essere avvistati un po' dappertutto. Certo, soprattutto in zone particolarmente protette, dove questi animali trovano gli habitat giusti e soprattutto le loro prede".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Sindrome di Lennox-Gastaut, nasce Fondazione per migliorare gestione grave epilessia

(Adnkronos) – Patologia rara, complessa e altamente invalidante, che incide in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, la sindrome di Lennox-Gastaut è una grave encefalopatia epilettica che interessa circa 2,8 neonati ogni 10mila nati vivi e rappresenta dal 3% all'11% delle epilessie infantili. In questo contesto nasce la Fondazione Lennox-Gastaut Ets, evoluzione dell'associazione Famiglie Lgs Italia Onlus, attiva dal 2015 nella promozione della conoscenza della patologia, nel sostegno alle famiglie e nella collaborazione con istituzioni e comunità scientifica a livello nazionale e internazionale. La presentazione ufficiale della Fondazione si è svolta venerdì a Genova presso Villa Quartara, sede della Gaslini Academy, a sottolineare il legame con l'ospedale pediatrico Istituto Giannina Gaslini, centro di eccellenza a livello nazionale e internazionale nel campo della neurologia pediatrica e delle malattie rare. "La nascita della Fondazione rappresenta un passaggio fondamentale del nostro percorso – afferma Katia Santoro, presidente della Fondazione Lennox-Gastaut Ets – In questi anni abbiamo lavorato al fianco delle famiglie, ascoltandone i bisogni, costruendo relazioni con la comunità scientifica, impegnandoci nella divulgazione. Oggi vogliamo rafforzare questo impegno, sostenendo con più forza la ricerca e contribuendo a creare una rete sempre più solida tra pazienti, clinici e istituzioni, affinché nessuno si senta solo di fronte alla complessità della malattia". La sindrome di Lennox-Gastaut, una grave encefalopatia epilettica e dello sviluppo, è caratterizzata da crisi epilettiche frequenti e spesso farmacoresistenti, associate a importanti compromissioni cognitive e disturbi comportamentali. "La Lgs è una condizione altamente complessa, che può manifestarsi già nei primi anni di vita e accompagnare la persona lungo tutto il suo percorso di vita", spiega Giuseppe Gobbi, già direttore della Uoc di Neuropsichiatria infantile dell'Oospedale Bellaria-Irccs Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna, vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Lgs. "Le crisi sono quotidiane, molto numerose, spesso imprevedibili e associate a un elevato rischio di traumi – precisa – A questo si aggiunge una compromissione dei processi di apprendimento, che determina una disabilità intellettiva significativa". L'impatto della malattia non riguarda solo i pazienti, ma coinvolge profondamente anche le famiglie. "Ci troviamo di fronte a quello che può essere definito un vero e proprio dramma esistenziale – prosegue Gobbi – La diagnosi impone una rielaborazione profonda della genitorialità, dell'identità personale e di coppia. Si affronta il lutto del figlio immaginato e la consapevolezza della fragilità umana, con un rischio concreto di isolamento". In risposta a questa complessità, la Fondazione si propone di promuovere un approccio integrato alla presa in carico, rafforzando il dialogo tra ospedale e territorio e sostenendo lo sviluppo di percorsi assistenziali multidisciplinari. "Per garantire una reale presa in carico è fondamentale costruire una rete capillare a livello nazionale: anche per questo l'associazione ha voluto intraprendere il percorso di trasformazione in Fondazione", sottolinea Antonino Romeo, primario emerito di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale Fatebenefratelli, Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano e coordinatore dei comitati regionali della Fondazione Lgs. "I comitati regionali – rimarca – rappresentano in questo senso un elemento chiave per assicurare continuità assistenziale, supporto alle famiglie e sviluppo di progetti personalizzati lungo tutto l'arco della vita, oltre a dare voce alle esigenze locali dei pazienti e dei caregivers e rappresentare la Fondazione presso le istituzioni locali".  Accanto alle attività di supporto, sensibilizzazione e divulgazione, la Fondazione pone al centro anche il tema della ricerca, avviando alcuni primi progetti in collaborazione con la comunità scientifica e le case farmaceutiche. "La ricerca è uno strumento essenziale per migliorare la comprensione della malattia e sviluppare approcci terapeutici sempre più mirati – conclude Pasquale Striano, presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione e direttore Uoc di Neurologia pediatrica e malattie muscolari, Irccs Giannina Gaslini e Dinogmi, università di Genova – L'integrazione tra competenze neurologiche, genetiche e neuropsicologiche rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per offrire risposte concrete ai pazienti". 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Food, Metro Italia consegna le targhe ‘Guida Michelin 2026 ai ristoranti del Lazio

(Adnkronos) – Metro Italia, partner d’eccellenza per il mondo HoReCa e da sempre a supporto dei professionisti della ristorazione italiana, ha consegnato ai 31 ristoranti laziali le Targhe ufficiali 'Guida Michelin 2026'. La consegna è avvenuta nel corso di un evento organizzato presso Terrazza degli Aranci, Waldorf Astoria Rome Cavalieri, che ospita lo Chef Heinz Beck e il suo ristorante 'La Pergola'. Tra le realtà del Lazio premiate per il 2026, 27 hanno ottenuto una Stella e 3 due Stelle. L’ambito riconoscimento delle tre Stelle Michelin è andato al Ristorante 'La Pergola' di Roma, sotto la trentennale direzione dello chef tedesco Heinz Beck, padrone di casa della cerimonia. “Consegnare le Targhe ufficiali Guida Michelin 2026 ai ristoranti stellati del Lazio, uno dei cuori pulsanti – dichiara Guido Cassago, direttore Sales & Operations di Metro Italia – della ristorazione italiana, è per noi un grande onore. Da nove anni siamo al fianco di Michelin e premiare i 31 ristoranti laziali che si sono distinti per creatività e qualità è l’emblema del nostro impegno quotidiano nel sostenere i professionisti della ristorazione. Lo facciamo quotidianamente attraverso un’offerta multicanale in grado di rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti, insieme ad una offerta di prodotti che si distingue per ampiezza e qualità”. Tra certezze e nuovi ingressi, il nutrito gruppo di ristoranti premiati dalla 'guida rossa' ribadisce nuovamente l’eccellenza del Lazio nel panorama gastronomico italiano. Grazie al talento degli chef e a un patrimonio enogastronomico locale dalla rinomata varietà e qualità, il Lazio si impone come riferimento per i professionisti della ristorazione nonché per tutti gli appassionati del gusto. Nel 2026 Metro Italia consegna, per il nono anno consecutivo, le targhe ufficiali 'Guida Michelin' e, per la prima volta, anche le targhe 'Bib Gourmand' che identificano i ristoranti che si distinguono per offrire esperienze gastronomiche d’eccellenza a prezzi accessibili.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Allarme cognomi in Italia, i 13 che rischiano l’estinzione

(Adnkronos) –
Scatta l'allarme cognomi in Italia. Secondo uno studio di MyHeritage infatti, alcuni cognomi, tredici per la precisione, sono a rischio estinzione e potrebbero quindi scomparire per sempre. Le cause sono diverse ma legate tra loro, tra cui il calo della natalità nel nostro Paese e i cambiamenti in atto nella struttura stessa della famiglia. L'indagine ha preso in esame archivi anagrafici e registri italiani, confermando la crisi demografica italiana. L'Italia è infatti uno dei paesi con un livello di fecondità più basso d'Europa e questo contribuisce a mettere a rischio la sopravvivenza di alcuni cognomi. Ma quali sono quelli che rischiano l'estinzione?  I cognomi in questione sono i seguenti: Aguglione, tipico cognome fiorentino che risale al XIII secolo e già oggi è considerato rarissimo; Cantarutti, questo di origine friulana è legato alla musica ed nasce da contesti popolari legati a Udine; Diotallevi, chiaramente dai connotati religiosi, è diffuso (ma non più così tanto) soprattutto nel centro Italia; Bellagamba invece, altro cognome a rischio estinzione si trova tra Toscana ed Emilia-Romagna e arriva dal Medioevo, quando si voleva indicare, in modo piuttosto didascalico, una ben definita caratteristica fisica. La lista continua ancora: un altro cognome che rischia di scomparire è Incognito, così come Mangiaterra, che sembra essere legato a una 'stirpe' di proprietari terrieri. Legista invece deriva dal latino per indicare una professione giuridica, e rischia di scomparire proprio come Mazzasalma e Prencipe, che come si può immaginare veniva associato a figure nobiliari. 
Proietti è in rapida decadenza nel Lazio e in Umbria proprio come Scantamburlo e Vespasiani, che richiama l'imperatore romano Vespasiano. A rischio anche il cognome Zappacosta, che arriva dal Sud e richiama il lavoro della terra.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Domenica In, Sal Da Vinci in lacrime per la madre: “Sentimento non cambia mai”

(Adnkronos) –
Sal Da Vinci in lacrime a Domenica In. Il cantante napoletano, vincotore del Festival di Sanremo 2026, è stato ospite nel salotto di Mara Venier domenica 26 aprile: "Ho atteso così tanto tempo che ora mi godo tutto", ha detto, "c’è qualcosa di miracoloso in tutto questo”.  La dedica è chiara: "Canto per chi ha perseverato nei sogni, sia per chi li ha realizzati sia per chi non ci è riuscito", poi Sal Da Vinci ha esposto la sua visione dell'amore, al centro di 'Per sempre sì': "L’amore è un mestiere e va frequentato. Noi abbiamo il sacrosanto dovere di crescere i nostri figli verso questa direzione", ha detto lanciando un appello ai genitori, "se i ragazzi hanno questa rabbia continua, significa che noi genitori abbiamo sbagliato". Da Vinci si è poi emozionato quando Venier gli ha mostrato un filmato della madre: "Quale mamma non ama i propri figli? Mia mamma non fa eccezione, è una mamma. Alla fine noi siamo fatti di questo", ha detto in lacrime, "cambiano i modi, i linguaggi, ma il sentimento non cambia mai".  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)