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Auto in fiamme sulla superstrada Siena-Grosseto, morto 37enne

(Adnkronos) – Incidente sulla superstrada Siena-Grosseto, morto un uomo di 37 anni. Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco di Siena dall’auto, dopo che le fiamme che avevano coinvolto il mezzo sono state domate. L’incidente è avvenuto al chilometro 57+600, nel territorio comunale di Sovicille. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, la polizia stradale ed il personale Anas. I vigili del fuoco erano intervenuti poco prima della mezzanotte, con l'intervento iniziato alle 23.55 di domenica 26 aprile. 
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Madrid, domani Sinner-Norrie agli ottavi: orario, precedenti e dove vederla

(Adnkronos) –
Jannik Sinner torna in campo a Madrid. Domani, martedì 28 aprile, il fuoriclasse azzurro affronta il britannico Cameron Norrie negli ottavi di finale del Masters 1000 spagnolo. Il numero uno del ranking Atp arriva dall'agile successo contro Moller, mentre il suo avversario ha eliminato l'argentino Tirante nel terzo turno. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.  Sinner affronterà Norrie agli ottavi domani, martedì 28 aprile, in orario ancora da definire. Non ci sono precedenti tra due: la sfida sarà una prima volta per entrambi i giocatori.  
Sinner-Norrie, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv 
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Paura a Gallipoli, grosso squalo attacca un’imbarcazione

(Adnkronos) –
Momenti di terrore al largo di Gallipoli, in provincia di Lecce in Puglia, dove alcuni diportisti si sono trovati 'faccia a faccia' con un grande esemplare di squalo mako. L'animale ha urtato violentemente la loro imbarcazione mentre si trovavano non troppo distanti dalla costa.  Il tutto è stato documentato in un video poi condiviso sui social, condiviso da Giuseppe Zacà. "Con un movimento improvviso, potente, ha cambiato direzione e ha colpito sotto la barca. Un tonfo secco, seguito da una vibrazione che ci è salita dalle scarpe fino alla testa. La prua ha sobbalzato e il motore ha fatto un rumore metallico, come se qualcuno gli avesse dato una mazzata", si legge nel post che accompagna il filmato su Facebook. "Uno colpo di coda. Diretto al motore di prua. Per un attimo nessuno ha respirato. Ci siamo guardati, occhi spalancati, metà tra lo stupore e quella paura primitiva che ti prende quando capisci che non sei tu al comando. Lo squalo è rimasto lì ancora qualche secondo, poi, come se si fosse stancato del gioco, ha virato lentamente ed è scomparso nel blu scuro da cui era venuto. Il silenzio è tornato, ma non era più lo stesso", conclude. . 
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Serie A, oggi Lazio-Udinese: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – La Lazio torna in campo in Serie A. Oggi, lunedì 27 aprile, la squadra di Sarri ospita l'Udinese all'Olimpico nel monday night della 34esima giornata di campionato. I biancocelesti stanno vivendo un momento molto positivo, dopo il successo nell'ultimo turno contro il Napoli e in semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta (grazie a una prestazione super ai rigori del portiere Edoardo Motta, valsa la finale). I bianconeri arrivano invece dal ko della scorsa settimana contro il Parma. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  Ecco le probabili formazioni di Lazio-Udinese, in campo oggi alle 20:45:  
Lazio (4-3-3): Motta; Lazzari, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Cancellieri, Maldini, Zaccagni. All. Sarri 
Udinese (3-4-2-1): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Zarraga, Kamara; Ekkelenkamp, Atta; Zaniolo. All. Runjaic Lazio-Udinese sarà visibile in tv su Dazn, ma anche su Sky Sport (al canale 251). Partita visibile in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn.  
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Settimana velica Accademia Navale di Livorno, Usa vincono Naval Academies Regatta

(Adnkronos) – 360 miglia verso Capri, Porto Rotondo e ritorno. Alle 14, con un leggero ritardo a causa della debolezza del vento, è partita la Regata dell’Accademia Navale: la più lunga del Mediterraneo, a cui quest’anno partecipano 34 imbarcazioni. 127 i velisti imbarcati, tra cui una dozzina di donne. L’arrivo è previsto fra alcuni giorni, a seconda delle condizioni meteomarine. La partenza è stata data a sud di Livorno, da un colpo di cannone sparato dal cacciatorpediniere Caio Duilio. A bordo, erano presenti l’ammiraglio comandante dell’Accademia Navale, Alberto Tarabotto, e il presidente della regata e del Circolo Velico di Livorno, Gianluca Conti.  L’assenza di vento in mattinata ha condizionato anche le altre classi in gara oggi. In particolare, la Naval Academies Regatta, che si svolge su imbarcazioni della classe “Tridente 16”, ha potuto effettuare una sola manche, che è stata vinta dall’equipaggio dell’Accademia Navale. Gli Allievi livornesi hanno così dimezzato lo svantaggio dal team degli Stati Uniti, che conserva il primato a una sola giornata dal termine. Al terzo posto si conferma l’equipaggio del Circolo Velico di Trieste. Quarti, ma medaglia di bronzo fra i militari, i ragazzi della Scuola Sottufficiali della Marina di Taranto. Nessun problema invece per il primo degli open day dell’Accademia Navale. Nelle due finestre disponibili, al mattino e al pomeriggio, sono state complessivamente 140 le persone che hanno visitato il più importante degli Istituti di formazione della Marina Militare. Sempre la mattina, all’interno dell’Accademia è transitata anche la ciclovia: una cinquantina di appassionati, che si sono spostati in bicicletta lungo la costa per osservare da terra i campi di regata. Al Villaggio della Vela sono invece proseguite le attività conoscitive della Marina, con la mostra sul Vespucci e quella storica sui sommergili nell’Oceano Atlantico durante la Seconda guerra mondiale. In programma anche attività sportive: pensate per i ragazzi, ma aperte a tutti. Mentre la Regata dell’Accademia Navale proseguirà in direzione del Mar Tirreno meridionale, domani si concluderanno le competizioni del week-end di apertura della Settimana Velica Internazionale.   Alle 17:30, nella sala principale dell’Accademia Navale, si è tenuta la cerimonia di premiazione della Naval Academies Regatta, dei Flying Junior e dei Windsurf. Alla stessa ora, presso il Circolo Nautico di Quercianella, saranno premiati i vincitori della classe Fireball. Tutte le imbarcazioni scenderanno in mare tra la mattina e il primo pomeriggio per disputare le ultime, combattutissime, manche. Per le attività a terra, nel porto di Livorno sarà presente il cacciatorpediniere Caio Duilio. Il pubblico potrà visitarlo, senza prenotazione, dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 19. L’open day in Accademia sarà invece dalle 10 alle 12 e dalle 15:30 e dalle 17:30. I visitatori del mattino potranno assistere anche al tradizionale raduno delle auto storiche e quelli del pomeriggio a quello delle moto. Quattro manche vinte su sei, con un secondo posto e il lusso di poter scartare un terzo posto come peggior risultato. La Regata delle Accademie navali 2026 è stata caratterizzata dal dominio incontrastato del team degli Stati Uniti: andati in testa fin dalle prime raffiche di vento e mantenutisi leader giorno dopo giorno. Dopo la prima edizione vinta dalla Spagna nel 2017, i tre successi consecutivi dell’Italia a cavallo della pandemia e le tre vittorie di fila della Grecia dal 2023 al 2025, per la prima volta il trofeo challenge dell’Accademia Navale esce quindi dall’Europa. I tre allievi della U.S. Navy Jackson Lubalin, Lauren Aaby e Gregory Robillard, che si sono aggiudicati anche il trofeo under 23, sono stati premiati dall’Ammiraglio comandante dell’Accademia navale italiana, Alberto Tarabotto. Al secondo posto l’equipaggio dei padroni di casa, composto dai frequentatori Maxime Winand Argazzi, Tommaso Fabbri e Sara Zappitello, che hanno preceduto l’equipaggio cinese, formato dai colleghi Wang Yi, Geng Weiguo e Yan Jiale. Al quarto posto, e primi nella classifica avulsa valida per il campionato italiano della classe Trident 16, tre studenti del CUS dell’Università di Trieste: Luca Centazzo, Nicolò Coslovich e Anna Tesser. Nella stessa cerimonia, sono stati consegnati anche i riconoscimenti per le classi Flying Junior e Windsurf, mentre i vincitori della classe Fireball sono stati premiati presso il Circolo Nautico di Quercianella.  L’agenda di lunedì 27 aprile – Vela senza disabilità e incontro con Luna Rossa: Le uniche barche in mare saranno quelle impegnate nella Regata dell’Accademia Navale, che proseguiranno verso sud-est facendo rotta su Capri. Molti invece gli eventi all’interno dell’Accademia Navale. Alle 14:30, presso il porticciolo di San Leopoldo, sarà presentata Malupa: una barca di nuova concezione, inclusiva, capace di avvicinare alla vela ogni tipo di disabilità. Saranno presenti il proprietario del prototipo e il progettista. Nella sala conferenze, invece, nel primo pomeriggio la fondazione Francesca Rava illustrerà i risultati della storica collaborazione con la Marina Militare. A seguire, si parlerà di diritto dello sport. Gran finale, alle 18, con un incontro sulla Coppa America di vela. Un percorso iniziato oltre un secolo fa, che nel 2027 vedrà riaccendersi la combattutissima competizione nelle acque di Napoli. Sara Paesani, del team Luna Rossa, racconterà come si stanno preparando all’appuntamento e i successi ottenuti negli ultimi anni: la conquista della Prada Cup 2021 (secondo titolo fra gli sfidanti dopo la Louis Vuitton Cup del 2000), la vittoria nella prima edizione della Women America’s Cup nel 2024 e quella nella Youth America’s Cup nello stesso anno. L’open day in Accademia sarà invece dalle 10 alle 12 e dalle 15:30 e dalle 17:30. I visitatori del mattino potranno assistere anche al tradizionale raduno delle auto storiche e quelli del pomeriggio a quello delle moto. 
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Inchiesta arbitri: dall’autosospensione di Rocchi alla posizione dell’Inter e i possibili sviluppi, cosa sappiamo

(Adnkronos) – Il calcio italiano piomba (di nuovo) nel caos. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25: nelle scorse ore gli è stato notificato un avviso di garanzia. Ma cosa sta succedendo in Serie A? Per quanto riguarda Rocchi, l'accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e di aver scelto direttori di gara graditi all'Inter. Ecco cosa sappiamo – fino a oggi, lunedì 27 aprile – sull'inchiesta, condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione. I fatti al centro dell'inchiesta si rifanno alla passata stagione. Al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. Gli investigatori vogliono vederci chiaro anche su Inter-Verona del 2023-24: in particolare per l'episodio della gomitata di Bastoni a Duda. Tra gli indagati, oltre al designatore Rocchi (che si è autosospeso dal suo ruolo), anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. (QUI L'ARTICOLO COMPLETO) Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva. Ma di cosa si tratta? Questo reato si configura quando si offre o promette denaro, altra utilità o vantaggio, a qualcuno dei partecipanti a una competizione organizzata dalle federazioni riconosciute dal Coni, dall’Unire o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato. Lo scopo? Raggiungere un risultato diverso da quello relativo al corretto e leale svolgimento della competizione. Si tratta di un reato punito con la reclusione da due a sei anni e con multa fino a 4mila euro. Tutto viene fuori da una denuncia nella primavera 2025 dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca ad Antonio Zappi, ex presidente degli arbitri, che inoltrò la segnalazione alla Procura della Figc. Il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva però ritenuto che non ci fossero gli elementi per proseguire, optando per l’archiviazione. Per l'archiviazione è necessario l’avallo della Procura generale dello Sport del Coni, presieduta da Ugo Taucer, che aveva confermato. Adesso anche Taucer ha chiesto a Chiné di farsi inviare gli atti da Milano. L'inchiesta della Figc, ora, può però essere riaperta. La procura federale ha chiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano e sul tema è intervenuto il procuratore federale Chiné: “Poiche' in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma". (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO) Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi – ha detto ieri il numero uno del club nerazzurro a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino -. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. "Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”. (LE DICHIARAZIONI DI MAROTTA)  Al momento l'Inter non rischia nulla, visto che nell’inchiesta non risultano coinvolti o indagati tesserati o dipendenti del club nerazzurro Ma è possibile un commissariamento della Federcalcio relativamente alle indagini della Procura di Milano? Sul tema è intervenuta anche la Lega, con una nota: "Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove". Lo Statuto del Coni chiarisce i termini per il commissariamento di una federazione sportiva (COSA DICE IL REGOLAMENTO) ma, al momento, la situazione è molto delicata. In primis, perché oggi le violazioni di cui Rocchi è accusato non sono accertate. Rocchi, poi, non fa parte degli organi direttivi della Figc. 
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Trump: “Viviamo in un mondo folle. Aggressore ispirato dai No Kings”

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"Non ero preoccupato. Capisco come va la vita. Viviamo in un mondo folle". Così il presidente Usa Donald Trump a qualche ora dalla sparatoria avvenuta a Washington durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca. Interpellato dalla Cbs su quanto accaduto, allorché un individuo armato ha tentato di infiltrarsi alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il Presidente ha quindi definito il presunto aggressore come un "ragazzo piuttosto malato". Ci sono voluti dieci secondi perché il tycoon fosse corcondato dalla sicurezza, e poi "venti secondi" perché fosse portato fuori. Sembrava una situazione caotica. "Quello che è successo è … in parte è stata colpa mia. Volevo vedere cosa stesse succedendo e non gli stavo rendendo le cose facili. E a quel punto abbiamo iniziato a renderci conto che forse era un problema grave, un problema diverso dal normale rumore di una sala da ballo, che si sente sempre. E probabilmente li ho fatti agire un po' più lentamente. Ho detto 'Aspettate un attimo, aspettate un attimo. Fatemi vedere. Aspettate un attimo', ha affermato il tycoon. Il presidente Usa ha inoltre affermato che il presunto attentatore era stato "radicalizzato". Ha aggiunto: "La sua famiglia era molto preoccupata. Probabilmente era un ragazzo piuttosto malato". Aveva account sui social media con contenuti anti-Trump e anti-cristiani. "L'aggressore era un cristiano, poi si è radicalizzato ed è diventato anticristiano – ha detto ancora – Da quanto ha scritto stava attraversando un periodo difficile, era una persona molto disturbata", ha aggiunto. Alla domanda su quali potrebbero essere stati i motivi che lo hanno portato al gesto, Trump ha affermato: "Beh, vedi, loro… il motivo per cui ci sono persone del genere è che ci sono persone che partecipano a No Kings. Io non sono un re. Quello che sono… se fossi un re non avrei a che fare con te."  Il presidente degli Stati Uniti ha anche categoricamente smentito le affermazioni formulate dal 31enne: "Non sono un pedofilo". E ha quindi aggiunto: "Non sono uno stupratore. Non ho stuprato nessuno".  
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Attentato a Washington, Allen e il manifesto contro Trump: “Stop ai suoi crimini”

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Un manifesto contro Donald Trump per annunciare l'attentato a Washington. Cole Tomas Allen, il 31enne che ha aperto il fuoco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha messo nero su bianco i motivi che lo hanno spinto ad agire. L'uomo, che oggi comparirà in tribunale per l'udienza preliminare, ha condiviso con alcuni familiari un documento in cui ha elencato gli obiettivi dell'attacco poi compiuto nella serata americana di sabato e legato soprattutto alla figura del presidente degli Stati Uniti. "Potrei aver sorpreso molti di voi. Permettetemi innanzitutto di chiedere scusa a tutti coloro di cui ho abusato della fiducia. Passiamo ora al perché ho fatto tutto questo: sono un cittadino degli Stati Uniti d'America. Le azioni dei miei rappresentanti si riflettono su di me. E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini", le parole di Allen, come ha riferito per primo il New York Post. "E' una persona malata, odia i cristiani. Il fratello o la sorella si lamentavano di lui, aveva grossi problemi", l'analisi laconica di Trump. L'uomo ha indicato come obiettivi i "funzionari dell'amministrazione" escludendo dall'elenco dei target "il signor Patel", il direttore dell'Fbi. "Sono obiettivi, classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso", ha detto. Allen non è riuscito a raggiungere la sala dove era in corso la cena. E' stato bloccato dagli agenti del Secret Service dopo aver sparato tra 5 e 8 colpi. Un proiettile ha centrato un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Il 31enne, a giudicare dal testo, considerava gli agenti "obiettivi solo se necessario, e da neutralizzare con metodi non letali, se possibile (ovvero, spero che indossino giubbotti antiproiettile perché colpire il centro del corpo con un fucile a pompa è pericoloso per chi non li indossa)". Stesso discorso per la "sicurezza dell'hotel: non sono obiettivi, se possibile (ovvero, a meno che non sparino a me)". Nel manifesto, Allen ha inserito repliche 'preventive' ad eventuali critiche e obiezioni. "Obiezione 1: Da cristiano, dovresti porgere l'altra guancia", ha scritto. La replica: "Porgere l'altra guancia si fa quando si è oppressi. Io non sono la persona violentata in un campo di detenzione. Non sono il pescatore giustiziato senza processo. Non sono uno scolaro fatto saltare in aria, un bambino morto di fame o un'adolescente abusata dai tanti criminali di questa amministrazione", ha concluso, firmandosi"Cole 'Forza Fredda'" e "'Amichevole Assassino Federale' Allen".  Nel testo, con un post scriptum, l'attentatore ha mostrato la propria sorpresa per il dispositivo di difesa a dir poco lacunoso: "Che diavolo sta combinando il Secret Service? Scusate, ora mi sfogo un po' e abbandono il tono formale. Mi aspettavo telecamere di sicurezza a ogni angolo, stanze d'albergo sotto controllo, agenti armati ogni tre metri, metal detector a non finire. Quello che ho trovato (chissà, magari mi stanno facendo uno scherzo!) è niente. Nessuna sicurezza. Nemmeno sui mezzi di trasporto. Nemmeno in hotel. Nemmeno all'evento".  Ed in effetti, Allen si è potuto registrare nell'albergo sede dell'evento senza controlli particolari: nessuno si è accorto del suo fucile a pompa, della sua pistola e dei suoi coltelli: "Entro con diverse armi e nessuno lì dentro pensa minimamente che io possa rappresentare una minaccia. La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sugli arrivi, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno arrivasse il giorno prima".  
Il manifesto di Allen offre elementi utili alle indagini ma non pone fine al lavoro degli investigatori, che agiscono a Washington e in California, con perquisizioni nella casa di Torrance, dove il 31enne vive. Allen è arrivato a Washington dopo aver attraversato gli Stati Uniti in treno. Prima ha viaggiato da Los Angeles a Chicago, quindi dalla città dell'Illinois ha raggiunto Washington. Si è registrato dal Washington Hilton, uno o due giorni prima della cena a cui ha partecipato il presidente, come ha ricostruito Todd Blanche, ex avvocato personale del presidente diventato procuratore generale ad interim dopo l'uscita di scena di Pam Bondi. Dai registri risulta che Allen ha acquistato un fucile a pompa Maverick calibro 12 nell'agosto del 2025. Gli stessi documenti fanno riferimento all'acquisto di una pistola semiautomatica Armscor Precision calibro 38 nell'ottobre del 2023. Alcuni testimoni, dall'interno della sala, hanno riferito di aver sentito 4 colpi: prima uno sparo, poi una sequenza di altri 3. Secondo Blanche, l'attentatore ha "sparato un paio di colpi" ed è stato "immediatamente neutralizzato". Un agente del Secret Service, colpito e protetto dal giubbotto antiproiettili, è stato trasferito in ospedale e rapidamente dimesso. Blanche ha precisato che Trump ha parlato con l'agente colpito: "Non ci sono dubbi, il Secret Service ha fatto il suo lavoro la notte scorsa", ha detto rispondendo alla domanda su eventuali falle dal punto di vista della sicurezza. "L'obiettivo – ha sostenuto – non è fermare ogni singola cosa, ma creare un ambiente molto sicuro". 
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Attentato a Washington, il tweet misterioso del 2023: coincidenza o ‘profezia’?

(Adnkronos) – Per gli amanti delle teorie del complotto, dopo l'attentato a Washington arriva un dettaglio a dir poco particolare. L'attacco armato nell'hotel che ospitava la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, con Donald Trump e tutti i principali esponenti dell'amministrazione, è stato commesso da Cole Tomas Allen, un 31enne della California. L'uomo, fermato dagli agenti del Secret Service, ha aperto il fuoco colpendo un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Il nome di Allen è salito alla ribalta nelle ultime 24 ore. Eppure, online era già rimbalzato due anni e mezzo fa. Su X spunta un tweet misterioso pubblicato su un profilo di 'Henry Martinez'. L'account ha pubblicato un unico messaggio il 22 dicembre 2023. Il testo? Solo due parole, 'Cole Allen'. Vale a dire, il nome dell'attentatore di Washington.   Inutile dire che il cinguettio, ignorato da tutto il social per 28 mesi, in poche ore è diventato a dir poco virale. Ha collezionato oltre 30 milioni di visualizzazioni, migliaia di risposte e di retweet da utenti che esprimono stupore. Una coincidenza? Un incredibile spoiler per svelare un 'copione' noto a qualcuno? "Henry, l'Fbi vorrebbe parlarti", il commento ironico (per ora…) di tanti utenti. D'altra parte, come fa notare il New York Times, sono decine di migliaia i post – sulle varie piattaforme – che alludono ad un complotto. La parola 'staged', per indicare che l'attacco è stato una messa in scena, comprare in oltre 300mila messaggi secondo i dati elaborati da TweetBinder. La teoria più gettonata? Trump avrebbe organizzato tutto per distrarre l'opinione pubblica dai dati negativi degli ultimi sondaggi e dalla complicatissima gestione della guerra con l'Iran. In molti casi, a onor del vero, i post contengono affermazioni che bocciano l'ipotesi di un evento 'staged'. 
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Trump: “Iran ha 3 giorni per evitare disastro petrolifero”. Teheran parla con Putin

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Donald rump prevede l'"esplosione" dell'Iran nel giro di 3 giorni. Teheran, intanto, dice no all'accordo sul nucleare e cerca sponde in Russia. I negoziati per chiudere definitivamente la guerra rimangono impantanati, il dialogo tra Stati Uniti e Iran non decolla in una partita a scacchi che rischia di complicarsi nuovamente. Trump rimane in posizione d'attesa. Il presidente americano ha congelato la missione dell'inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, suo genero e emissario: niente viaggio in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Inutile fare un volo di 18 ore per non concludere nulla", la sintesi di Trump. "Se vogliono parlare, possono venire da noi oppure possono chiamarci. Sapete, esiste il telefono. Abbiamo linee sicure e affidabili", ha detto il numero 1 della Casa Bianca a Fox News. I paletti degli Stati Uniti, d'altra parte, sono noti: l'Iran deve rinunciare al progetto di dotarsi di armi atomiche, lo Stretto di Hormuz resterà sigillato dal blocco navale americano fino alla firma di un accordo.  
"La guerra con l'Iran finirà molto presto, e ne usciremo nettamente vincitori", dice il presidente degli Stati Uniti proponendo un repertorio già arcinoto. Il copione di Trump non cambia granché, la prospettiva di arrivare al primo maggio – con la prospettiva di dover ottenere l'autorizzazione del Congresso per un'eventuale prosecuzione delle operazioni militari – non turba il numero 1 della Casa Bianca. La novità è rappresentata da una profezia 'tecnica' che, secondo Trump, rappresenta di fatto un ultimatum per Teheran. Il blocco navale nello Stretto di Hormuz, dice il presidente degli Usa, impedisce alla Repubblica islamica di incassare 500 milioni di dollari al giorno. E, soprattutto, sta saturando l'intera industria iraniana del petrolio che rischia di andare in tilt. "Grandi quantità di greggio continuano ad accumularsi nel sistema, ma le linee sono ferme perché non si possono utilizzare navi o container. Il sistema, a livello meccanico o nel sottosuolo, semplicemente esplode. Hanno 3 giorni per evitare una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente. E' impossibile ricostruirlo e ripristinarlo in maniera integrale, potrebbero arrivare al 50% della capacità attuale. Gli iraniani sono sotto pressione", la previsione di Trump.  Il quadro delineato da Trump, in realtà, al momento non sembra avvicinare l'Iran al tavolo dei negoziati. Teheran non sarebbe più interessata a un accordo con gli Stati Uniti che preveda limitazioni al suo programma nucleare, riferisce l'agenzia Tasnim, tradizionalmente vicina ai Pasdaran e all'anima militare del paese. La Repubblica islamica indica come priorità la questione dello Stretto di Hormuz, l'allentamento delle sanzioni, il risarcimento dei danni e la revoca del blocco navale statunitense. Solo in un secondo momento, secondo le fonti iraniane, l'arricchimento dell'uranio diventerebbe un tema da discutere con Washington. Un simile programma rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo in un dialogo già complesso. Come se non bastasse, l'Iran non sembra apprezzare lo sforzo del Pakistan come mediatore. ''Il Pakistan è un buon vicino e un buon amico ma non è un mediatore adatto per i negoziati e manca della credibilità necessaria. Tiene sempre in considerazione gli interessi di Trump", scrive su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano. Teheran sta cambiando approccio diplomatico e si muove su più tavoli con le missioni e i contatti affidati al ministro degli Esteri. Dopo le tappe in Pakistan e Oman, il numero 1 della diplomazia vola in Russia per incontrare Vladimir Putin nell’ambito di una visita durante la quale farà il punto sulla crisi. Araghchi discuterà con "i responsabili russi della situazione più recente dei negoziati, del cessate il fuoco e degli sviluppi correlati", e presenterà "un resoconto dei colloqui" alle autorità di Mosca, spiega l'agenzia Isna. Rischia di passare inosservata, in queste ore, la telefonata tra Araghchi e il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot. Come si legge in una nota del ministero degli Esteri di Teheran condivisa su Telegram, Araghchi ha sottolineato ''l'importanza del ruolo costruttivo'' che possono svolgere i Paesi europei per la pace nella regione. Bisogna trovare l'accordo con Trump, ma sulla scacchiera ci sono anche altri pezzi.  
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