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Ischia, donna azzannata da pitbull: amputata una gamba

(Adnkronos) – Una donna è stata aggredita da un pitbull nella giornata di ieri, domenica 26 aprile, a Barano d'Ischia, uno dei Comuni dell'isola, in provincia di Napoli. Ricoverata in codice rosso all'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, nella notte ha subito l'amputazione di una gamba.  La donna, compagna del proprietario del cane, aveva portato da mangiare all'animale nella zona dello Schiappone, quando il pitbull l'ha azzannata al volto e a una gamba, non mollando la presa. Le urla hanno richiamato l'attenzione di alcune persone che hanno chiesto l'intervento della Polizia. Giunti sul posto, gli agenti hanno deciso di sopprimere il cane che non lasciava la presa.  La donna è stata subito soccorsa dal personale del 118 e ricoverata: in nottata le è stata amputata la gamba.  
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Sardegna: ricerca, è l’isola del tempo ritrovato

(Adnkronos) – In un’Italia sospesa tra il 'tutto e subito' e il bisogno crescente di dedicare il 'giusto tempo' a ciò che conta davvero, la Sardegna si distingue come un territorio che anticipa il resto del Paese nel rapporto con il tempo. I dati dell’indagine 'Gli italiani e il tempo ritrovato' condotta da AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, raccontano infatti un’isola dove il 'tempo giusto' è più spesso una realtà vissuta, e non solo un obiettivo da raggiungere. A commissionare lo studio è Ichnusa, la birra sarda che da sempre racconta un territorio dove il tempo si vive con intensità e rispetto, lo stesso principio che ispira 'Ichnusa Metodo Lento', l’ultima nata dello storico birrificio di Assemini che ha scelto di dedicare più tempo al cuore del processo birrario, la fermentazione, esprimendo al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti. Se in Italia oltre 1 persona su 3 (38%) si percepisce immersa in ritmi frenetici, in Sardegna questo dato si ferma a circa il 24%, il più basso a livello nazionale. Un segnale concreto di un rapporto più equilibrato con il tempo, coerente con una cultura che da sempre conosce il valore del tempo vissuto con rispetto e attenzione. Anche la pressione sociale appare più contenuta: quasi 7 italiani su 10 (67%) sentono di vivere seguendo una “tabella di marcia decisa da altri”, mentre in Sardegna questa quota scende al 61%, confermando un approccio più libero rispetto alle aspettative esterne. Non è un caso che Ichnusa, nata e radicata in quest’isola, abbia scelto di raccontare proprio il valore del tempo. La ricerca lo conferma: se c'è un luogo che incarna il desiderio di rallentare, per gli italiani è innanzitutto il mare (il 40% lo sceglie come destinazione ideale per “vivere a un ritmo diverso e più giusto”) Guardando più da vicino il contesto sardo, emerge un insieme di esperienze che gli abitanti dell’isola associano al “tempo ritrovato”: un aperitivo al tramonto vista mare ad Alghero (37%), il silenzio nella natura tra i boschi del Supramonte (22%), una cena lenta nell’entroterra della Barbagia sotto le stelle (19%), e una birra con amici sulla spiaggia a Stintino dopo una giornata al mare (18%). Quattro immagini, un unico filo: il piacere del tempo che si dilata.  Per circa 1 italiano su 4 (27%), il segreto per ritrovare il proprio tempo risiede nell’approccio mentale, cioè nella capacità di vivere di più nel presente. In Sardegna questo dato sale a circa il 29%, a conferma di una cultura che conosce il valore del fare le cose con cura, pur confrontandosi con le stesse accelerazioni del mondo contemporaneo. Quando si guarda a cosa si vorrebbe dedicare più tempo, tra gli italiani guidano le relazioni profonde (58%), la cura del corpo (57%), passioni e hobby (53%) e il contatto con la natura (51%). In Sardegna il podio resta invariato, ma tutti i valori risultano più elevati: spiccano in particolare la cura del corpo e le passioni, entrambe sopra il 60%, seguite dal contatto con la natura, leggermente superiore alla media nazionale. Un quadro che rafforza l’idea di un territorio dove il benessere personale e il piacere delle piccole cose hanno ancora il giusto peso. L’idea che dedicare il giusto tempo migliori i risultati raccoglie un consenso quasi unanime: l’85% degli italiani si dichiara d’accordo. In Sardegna l’adesione è ancora più alta (87%), tra le più elevate a livello nazionale, a conferma di una cultura che attribuisce grande valore al tempo vissuto con attenzione e autenticità. 
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Re Carlo da Trump, royal editor Jobson: “È la prova del fuoco del suo regno”

(Adnkronos) – “Il vento tra Regno Unito e Stati Uniti è cambiato, si è fatto molto più burrascoso, e Re Carlo è consapevole che avrà l’arduo compito di tenere il timone ben saldo per non rischiare di intaccare ulteriormente i delicati rapporti tra Londra e Washington”. Intervistato dall'Adnkronos, Robert Jobson, tra i più acuti osservatori delle dinamiche della Corona, non usa giri di parole per descrivere la complessità della visita di Stato che il Monarca si appresta a compiere da oggi negli Stati Uniti, ospite del presidente Donald Trump. Il riferimento non è solo a quanto accaduto nei giorni scorsi in occasione della cena dei corrispondenti, un evento che ha alzato ulteriormente il livello di sicurezza attorno al presidente degli Stati Uniti, rendendo ancora più complessa la macchina organizzativa proprio in vista dell’arrivo dei Windsor.  “L'aria che si respira oltreoceano sembra carica di un'elettricità che va ben oltre il protocollo diplomatico. Si tratta di una visita che cade in un momento di fragilità geopolitica senza precedenti”, sottolinea Jobson, firma storica del The Sun, Daily Express e News of the World, e volto noto di “Good Morning America” sul canale americano Abc, secondo cui nei prossimi quattro giorni il mondo assisterà a una coreografia istituzionale impeccabile che dovrà però fare i conti con una realtà brutale: “Non si sarebbe potuto scegliere un tempismo migliore. Nemmeno un romanziere di successo del New York Times avrebbe osato tanto".  Il riferimento è alla coincidenza quasi surreale tra l'arrivo del Re e le recenti fughe di notizie dal Pentagono che hanno scosso le fondamenta dell'alleanza atlantica, compreso anche il ruolo di Londra agli occhi di Washington. L'agenda ufficiale prevede i massimi onori, dalla cena di Stato alla Casa Bianca fino al discorso congiunto al Congresso, il primo per un monarca britannico dal 1991, quando a tenerlo fu proprio la madre Elisabetta II ospite dell’allora presidente George W. Bush. Jobson lo definisce “il momento di soft-power più importante e delicato del giovane regno del Re".  Tuttavia, dietro le quinte del cerimoniale, il clima a Londra è tutt’altro che sereno. Molte voci autorevoli avevano suggerito di rimandare il viaggio, temendo che la Corona possa essere strumentalizzata in un momento di scontro aperto tra Downing Street e Washington. Citando le preoccupazioni espresse da figure come David Dimbleby, storico presentatore di 'Question Time', programma di dibattito politico della Bbc, e Sir Ed Davey, leader dei Liberal Democratici britannici, Jobson sottolinea come molti considerino la visita “un uso improprio del Monarca da parte del governo di Keir Starmer in un pessimo momento politico. Il timore è che il Re possa trovarsi coinvolto, suo malgrado, in quello che potrebbe essere un colpo diplomatico a favore di Donald Trump”.  Il nodo della questione è squisitamente costituzionale. Il Re agisce su consiglio dei suoi ministri e la sua figura dovrebbe restare protetta dalle contese politiche. Invece, Jobson osserva che “mandare Sua Maestà a Washington, dove il presidente ha passato settimane a insultare il nostro Primo Ministro, le nostre truppe e la nostra capacità militare, spinge la Corona proprio laddove la costituzione era stata concepita per tenerla fuori. La situazione è precipitata ulteriormente negli ultimi giorni con la diffusione di una email interna del Pentagono in cui si ipotizzano ritorsioni contro gli alleati Nato restii a sostenere il conflitto in Iran, arrivando persino a mettere in discussione il supporto americano su territori storicamente sensibili come le Falkland”. Per Carlo III, il compito si preannuncia arduo come sottolinea ulteriormente il royal editor: “Si troverà a brindare con un leader che ha definito il Primo Ministro britannico codardo e che sembra pronto a riaprire ferite che Londra considerava chiuse dal 1982. Eppure, nonostante le provocazioni e il fatto che Sir Keir Starmer sia stato escluso dalla lista degli ospiti, Carlo III non ha margine di manovra politica. Il Re conosce il suo lavoro. Sorriderà. Leggerà il discorso. Alzerà il calice. La diplomazia reale, in questo contesto, diventa un atto di resistenza stoica”. Mentre il mondo si interroga se queste frizioni siano solo passeggere o il preludio a uno smantellamento di decenni di cooperazione atlantica, il Re entra direttamente nell'occhio del ciclone. “Il vento è cambiato: il Re deve navigare queste acque turbolente senza compromettere la neutralità della Corona. Sarà la vera prova del fuoco del suo regno in un momento in cui la musica, tra i due Paesi, è decisamente cambiata”. (di Alessandro Allocca) 
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Teatro delle Vittorie in vendita, Fiorello: “Un crimine contro la storia dello spettacolo”

(Adnkronos) – "Un crimine contro la storia dello spettacolo italiano". Fiorello diventa 'testimonial' di una crociata contro la vendita del Teatro delle Vittorie, storico tempio del varietà e dell'intrattenimento Rai. Lo showman, questa mattina, ha postato sui social un video in cui appariva davanti al teatro con Fabrizio Biggio, che con lui conduce 'La Pennicanza' per annunciare che la nuova settimana dello show radiofonico di Radio2 partirà oggi alle 13.45 proprio da questo tema. Solo ieri, in un'intervista al 'Messaggero', Renzo Arbore indicava in Fiorello l'unico che poteva salvare il Teatro Delle Vittorie. E la risposta di Fiorello non è tardata ad arrivare. Lo showman e Biggio hanno affisso due cartelli sulle porte del Teatro delle Vittorie con messaggi inequivocabili: "Questo Teatro non si dovrebbe vendere" e “Questo Teatro non è in vendita!". Fiorello, nel video diffuso sui suoi social, dichiara: "Oggi inizieremo la puntata de ‘La Pennicanza’ proprio da qua, dal Teatro delle Vittorie. Io lo chiamo un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non si dovrebbe vendere e non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro, per la storia dello spettacolo italiano, per i grandi varietà – aggiunge lo showman -. Il grande ‘Fantastico’ di Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mina. Tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua dentro". 
Il teatro è tra gli immobili che la Rai ha messo in vendita come previsto nel piano immobiliare votato dal precedente Cda Rai e confermato da quello attuale. Nel piano è prevista la vendita di 15 immobili della Rai, compresi, oltre al Delle Vittorie, la sede di Corso Sempione a Milano e Palazzo Labia a Venezia. Sul Teatro delle Vittorie – a quanto apprende l'Adnkronos – pesa il fatto che l'immobile, che richiederebbe una ristrutturazione importante e molto costosa, non risponderebbe comunque ai nuovi standard richiesti e alle nuove esigenze produttive, mentre a Saxa Rubra è in fase di ultimazione un nuovo studio che risponde a tutte le nuove esigenze e corredato dalle più moderne tecnologie.  "La messa in vendita del Teatro Delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company", sottolinea la Rai in una nota, mentre da ambienti vicini all'azienda, l'Adnkronos apprende che la stima per una ristrutturazione del teatro era stata quantificata in costi per oltre 7 milioni di euro e almeno tre anni di lavori. "Per quanto riguarda il Teatro Delle Vittorie – pezzo importantissimo della storia Rai – tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all’interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati. Per questi motivi, sommati ai costi milionari di manutenzione, la sua vendita era stata già deliberata dal precedente Cda nel luglio 2022", si legge ancora. "L’obiettivo della Rai – prosegue la nota aziendale – non è, dunque, quello di cancellare la propria storia, ma di declinarla al futuro, razionalizzando al meglio le proprie strutture, investendo in profondi cambiamenti, come sta accadendo con il potenziamento tecnologico e d’avanguardia di Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini – attesa da decenni – con il concomitante utilizzo della sede di Via Alessandro Severo, già concepita con criteri d’avanguardia – e il completamento degli interventi in via Teulada. Il tutto per introdurre un modello immobiliare più flessibile e adattato alle reali esigenze produttive di un broadcaster moderno, migliorando l’utilizzo degli spazi e la qualità degli ambienti di lavoro per i propri dipendenti". 
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Nuovi ritrovamenti a Pompei, due uomini in fuga dall’eruzione del 79 d.C.

(Adnkronos) –
Nuovi ritrovamenti emergono dagli scavi della necropoli di Porta Stabia, a Pompei, dove gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di due uomini morti durante le fasi dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che distrusse l'antica città in meno di 24 ore, mentre tentavano di mettersi in salvo verso la costa. Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero deceduti in momenti diversi della stessa eruzione: uno colpito da una corrente piroclastica, l’altro raggiunto dalla caduta di lapilli.  Un uomo è stato ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il gesto richiama le descrizioni di Plinio il Giovane, testimone oculare, che in una lettera riferisce come le persone in fuga dal vulcano cercassero di difendersi dal materiale eruttivo con cuscini legati sulla testa. Il rinvenimento è avvenuto durante recenti scavi nell’area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica Pompei, condotti nell’ambito del completamento dell’indagine sulla tomba a schola di Numerius Agrestinus Equitius Pulcher. Gli archeologi impegnati sul campo hanno portato alla luce i resti di due uomini che tentarono di fuggire verso la costa durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I due individui, morti in momenti diversi dell’eruzione, offrono nuovi elementi per comprendere le dinamiche dell’evento e le condizioni affrontate dagli abitanti nelle vie di fuga. Uno di loro, più giovane, fu probabilmente travolto da una corrente piroclastica, ovvero una nube ardente di cenere e gas tossici, mentre tentava di allontanarsi dalla città. L’altro, più adulto, morì qualche ora prima sotto una fitta pioggia di lapilli, cercando di proteggersi la testa con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo, con evidenti segni di frattura. Inoltre, portava con sé una lucerna in ceramica per orientarsi in condizioni di scarsa visibilità, un piccolo anello in ferro al mignolo sinistro e un gruzzolo di dieci monete in bronzo. Il modello digitale, che propone una ricostruzione della seconda vittima, è stato generato attraverso una combinazione di software di intelligenza artificiale e tecniche di fotoritocco, con l’obiettivo di restituire un’immagine scientificamente fondata ma accessibile a tutti. La ricostruzione rappresenta un prototipo sperimentale, pensato per rendere i risultati delle ricerche archeologiche maggiormente accessibili a un pubblico di non specialisti.  “L'Italia storicamente ha sempre fatto della cultura classica un ingrediente fondamentale dell'innovazione. – dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli – A Pompei l'intelligenza artificiale, tema che il Ministero della Cultura sta seguendo con attenzione, aiuta non solo nella tutela dell'immenso patrimonio archeologico, ma anche nel racconto, coinvolgente e accessibile, della vita antica; un modello che potrà essere ulteriormente sviluppato a Pompei e oltre, per supportare le attività di tutela e valorizzazione su tutto il territorio nazionale, anche relativamente all'archeologia preventiva e urbana, fermo restando che al centro di ogni attività culturale resta sempre l'essere umano". “La vastità dei dati archeologici a Pompei e oltre è ormai tale che solo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale saremo in grado di tutelarli e valorizzarli adeguatamente – ha affermato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel – Ed è importante che noi archeologi ce ne occupiamo in prima persona, perché altrimenti lo faranno altri al posto nostro che non hanno le basi umanistiche e scientifiche necessarie. Se usata bene, l’IA può contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo classico in maniera più immersiva. Visitare Pompei o imparare il latino, essenzialmente, significa fare un’esperienza profonda, unica e bellissima, e le ricostruzioni ci aiutano a coinvolgere più persone in questa avventura". "Il progetto apre una riflessione più ampia sull’impiego dell’IA in archeologia – ha aggiunto il professore Jacopo Bonetto dell’Università di Padova – una tecnologia che può contribuire alla produzione di modelli interpretativi e al miglioramento degli strumenti di comunicazione, ma che richiede un uso controllato e metodologicamente fondato, sempre in integrazione con il lavoro degli specialisti".  Proprio sul tema dell’intelligenza artificiale, a luglio nel Parco Archeologico di Pompei, è in programma l’edizione 2026 di “Orbits – Dialogues with Intelligence. Habitat – Disegnare la società post-AI” che riporta l’etica e la filosofia al centro del dibattito tecnologico, promuovendo un uso consapevole del digitale. Tra i protagonisti, il professore Luciano Floridi, founding director del Digital Ethics Center a Yale, che ha commentato così la novità: “L'uomo di Pompei fuggiva con un mortaio sul capo, una lucerna in mano, e dieci monete: portava ciò che gli sembrava utile per orientarsi nel buio. Duemila anni dopo, l'IA ci aiuta a ricostruire i suoi ultimi momenti. Il caso parla a tutte le discipline umanistiche. L'IA non sostituisce l'archeologo. Sotto il suo controllo, ne amplia e approfondisce le potenzialità; e rende accessibile a molti ciò che prima era leggibile solo per pochi. Senza l'IA, gran parte del patrimonio rischia di restare inesplorato per chi fa archeologia, e muto per chi la ama. Marguerite Yourcenar, nei taccuini delle «Memorie di Adriano», descriveva il suo «esercizio» come «un piede nell'erudizione, l'altro nella magia»: quella magia che consiste nel trasportarsi col pensiero dentro qualcun altro. È esattamente ciò che l'archeologia fa da sempre: ricostruire scientificamente dal di dentro un mondo scomparso, e permetterci di immaginarlo. L'IA accelera la resa di quella ricostruzione, ma la magia resta umana. Una tecnologia così potente porta con sé rischi reali. L'IA produce ipotesi, non verità. Le ipotesi vanno riviste, discusse, corrette, integrate, approvate. La responsabilità scientifica non si delega. Ma il rischio non è che l'IA sbagli: è che smettiamo di pensare usandola. Le discipline umanistiche ci insegnano proprio questo, a distinguere la ricostruzione dalla fantasia. Pompei, ancora una volta, è il grande laboratorio che ci istruisce". 
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Roma, misure anti-zanzare in vista dell’estate: cosa dice l’ordinanza

(Adnkronos) – Iniziano le giornate calde e con esse tornano le zanzare. A Roma sono già in corso i trattamenti antilarvali a cura del Comune, ma con un'ordinanza il Sindaco Roberto Gualtieri ricorda che la collaborazione dei cittadini è sempre determinante per l'efficacia degli interventi messi in campo per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori, in particolare dalle zanzara tigre e dalla zanzara comune.   Il provvedimento, al fine di tutelare la salute pubblica dei residenti nel territorio di Roma Capitale, dispone le misure necessarie per contrastare la diffusione nei condomini e nelle aree private. Tra le disposizioni per limitare la proliferazione delle zanzare vi è quella di effettuare interventi preventivi antilarvali e privilegiare prodotti biologici, non abbandonare oggetti e contenitori su balconi e terrazzi o coprirli se non rimovibili, evitare innaffiamenti continui e pulire le grondaie.   Roma Capitale ha lanciato anche la campagna di sensibilizzazione 'Meglio prevenire che zanzare', diffusa attraverso i canali e il circuito della comunicazione istituzionale. "Anche quest’anno l’ordinanza firmata dal sindaco dispone tutte le misure necessarie che i privati devono adottare per la tutela della salute pubblica – dichiara Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale – La collaborazione dei cittadini, infatti, concorre in maniera determinante alla limitazione della proliferazione delle zanzare nel territorio urbano. Proprio con questo obiettivo, il Dipartimento Tutela Ambientale ha già avviato sulle aree pubbliche i trattamenti sulle caditoie e i tombini, eseguiti con prodotti naturali, in tutti i Municipi. Il primo ciclo dei sei trattamenti è iniziato e marzo e l’ultimo terminerà a novembre". 
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Inchiesta escort a Milano, al via interrogatorio degli arrestati

(Adnkronos) – Giornata chiave nell’inchiesta sul presunto giro di prostituzione legato a clienti facoltosi e personaggi noti, tra cui calciatori di Serie A. Si tengono oggi, al Palazzo di giustizia di Milano, gli interrogatori dei quattro indagati finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 
Davanti alla giudice per le indagini preliminari Chiara Valori sono comparsi Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti dagli inquirenti i promotori dell’organizzazione. Secondo l’accusa, la coppia – legata sia nella vita privata che negli affari – avrebbe coordinato l’attività, impartendo direttive operative a Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz, che – stando alle indagini – si sarebbero occupati della gestione diretta dei rapporti con i clienti, tra cui figurerebbero anche calciatori di Serie A. Gli interrogatori si svolgono al settimo piano del tribunale, in un’area sorvegliata dai carabinieri. L’inchiesta punta a chiarire l’organizzazione e i flussi di denaro legati al presunto sistema. 
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Chiara Ferragni torna tra i follower: “Finalmente possiamo parlare”

(Adnkronos) –
Il ritorno di Chiara Ferragni. L'imprenditrice digitale, dopo la chiusura della vicenda giudiziaria con il proscioglimento per il Pandoro gate, è tornata attivissima sui suoi profili social, lanciando un messaggio diretto ai suoi follower nel gruppo privato su Instagram. "Ciao ragazzi, non ci sentiamo da tanto", ha scritto, in inglese, Ferragni, "penso sia arrivato il momento di tornare a parlare un po', finalmente direi. Come state?". Un altro piccolo passo verso la normalità per l'imprenditrice digitale, tornata a instaurare un rapporto diretto con i suoi follower. Ferragni è reduce da un viaggio in Namibia, un momento che le è servito per ricaricarsi e lasciarsi alle spalle gli anni complicati: ""Questo viaggio in Namibia", ha scritto Ferragni, "non è stato solo un'avventura: per me ha significato chiudere un cerchio".  "Mi sono trovata a contatto con la natura, mi sono sentita presente e amata e ho capito davvero perché le cose dovevano andare in un certo modo per essere 1000% più felice e me stessa di quanto io sia mai stata". Ferragni ha poi raccontato di aver pianto di felicità durante questo viaggio che ha definito "uno dei più belli che ho mai fatto".  
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Inchiesta arbitri, il caso si allarga: altre partite attenzionate per interventi Var

(Adnkronos) – Il calcio italiano torna nel caos per l'inchiesta arbitri. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva (per alcuni episodi della stagione 2024/25) e nelle scorse ore gli è stato notificato un avviso di garanzia. L'accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e di aver scelto direttori di gara graditi all'Inter. La novità di oggi, lunedì 27 aprile, è che il caso potrebbe riguardare anche altri direttori di gare e altre partite. Come riportato dal quotidiano

La Stampa
, l'inchiesta condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione si sta allargando a tutto il mondo arbitrale. Ecco cosa sappiamo finora. Breve riassunto di quanto successo in questi giorni. I fatti al centro dell'inchiesta – fin qui – si rifanno alla passata stagione: al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. Gli investigatori vogliono vederci chiaro anche su Inter-Verona del 2023-24: in particolare per l'episodio della gomitata di Bastoni a Duda. Tra gli indagati, oltre al designatore Rocchi, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni (entrambi si sono autosospesi dai rispettivi ruoli). Rocchi e Gervasoni sono indagati per concorso in frode sportiva: si presume quindi che nella lista degli indagati figurino altri soggetti, visto che il reato in questione coinvolge almeno due attori. (QUI LA SPIEGAZIONE)  Oltre alle decisioni in sala Var (sotto la lente di ingrandimento degli investigatori), si sa anche che la polizia giudiziaria negli ultimi mesi ha acquisito spese e rimborsi di arbitri e addetti al Var per vederci chiaro sulle 'presenze' a Lissone. Questo a certificare che sarebbero dunque diverse le interferenze al vaglio.  
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Iran, effetto guerra sui conti degli italiani: in due mesi ‘in fumo’ 1,7 miliardi tra bollette, carburante e mutui

(Adnkronos) –
Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, carburante e mutui, oltre 1,7 miliardi di euro in più. Il dato arriva dall’analisi di Facile.it, che ha calcolato quanto sia effettivamente pesata sulle tasche dei consumatori la guerra ad oggi.  Ormai tutti sappiamo che le bollette luce e gas sono salite a causa del conflitto in Iran, ma di quanto? Secondo le stime di Facile.it, per gli italiani con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero l’aumento si tradurrà in un aggravio di oltre 40 euro tra marzo e aprile. Più nello specifico, a salire maggiormente saranno le bollette del gas; guardando ai consumi di una famiglia tipo (consumo pari a 1.100 smc), per le utenze di marzo e aprile la spesa media sarà di circa 263 euro, vale a dire più o meno 36 euro in più (+16%) rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero aumentate. Minore l’impatto sulle bollette della luce; per una famiglia tipo (consumo pari a 2.000 kWh), le bollette di marzo e aprile arriveranno a 110 euro, in aumento del 5% rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe fossero rimaste stabili. È possibile stimare che gli aumenti di luce e gas di questi soli due mesi peseranno sulle tasche degli italiani con un contratto variabile, complessivamente, fino a 500 milioni di euro. Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell'energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno 2.165 euro tra luce e gas, vale a dire l’11% in più (217 euro) rispetto ai 1.948 euro previsti prima che scoppiasse il conflitto. Nonostante la Bce non sia ancora intervenuta sui tassi – gli esperti si aspettano il primo aumento a giugno – le rate dei mutui variabili hanno ripreso a crescere. La ragione è l’Euribor, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che da prima dello scoppio del conflitto ad oggi è salito di circa 15 punti base, con picchi di +25 punti base (Euribor a 3 mesi). Questi movimenti si traducono in un aumento di circa 5 euro nella rata di aprile e di ulteriori 5 euro in quella di maggio, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile). E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 23 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dagli attuali 620 euro ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 660 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata mensile del mutuo variabile standard salirebbe quindi di quasi 40 euro.  Soffermandoci su tassi offerti ai nuovi mutuatari, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni al 70%, oggi i migliori Tan disponibili partono dal 2,99% per il fisso e dal 2,35% per il variabile. Possibile immaginare che se la situazione di crisi continuerà, i valori cambieranno nei prossimi mesi. La spesa che è cresciuta maggiormente, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, è quella per il carburante; secondo le stime elaborate a due mesi dallo scoppio del conflitto, per fare rifornimento di benzina e diesel nei mesi di marzo e aprile gli italiani hanno speso 1,2 miliardi di euro in più rispetto a quanto avrebbero fatto se le tariffe fossero rimaste uguali a quelle pre-conflitto. L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a marzo 2026 (pari a 744.000 tonnellate di benzina e 1,25 milioni di tonnellate di gasolio) e le variazioni settimanali del prezzo di diesel e benzina. A marzo 2026 per rifornirsi alla pompa gli italiani hanno pagato, in media, 4,7 miliardi di euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero cresciute a causa del conflitto. Ad aprile invece, a parità di consumi, il totale dovrebbe arrivare a sfiorare, se non addirittura superare, i 4,9 miliardi, circa il 17% in più rispetto a febbraio. Nello specifico, il prezzo medio mensile della benzina alla pompa è passato da 1,65 euro/litro di febbraio intorno a 1,77 euro/litro di marzo e dovrebbe chiudere aprile a circa 1,76 euro/litro, rincaro che, nei due mesi, si tradurrebbe in un aggravio di circa 215 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è salito da 1,70 euro/litro di febbraio a 1,99 di marzo e potrebbe chiudere aprile a circa 2,1 euro/litro, valori che peserebbero sulle tasche degli italiani per oltre 1 miliardo di euro in costi extra.  Per un pieno di benzina (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a 88 euro di marzo e aprile; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro di febbraio a 99 euro di marzo raggiungendo, ad aprile, i 105 euro. Secondo le stime di Facile.it, considerando il prezzo del carburante aggiornato al 26/4/2026 e una percorrenza di 10.000 km, un automobilista spende in benzina, in un anno, circa 1.147 euro, vale a dire il 5% in più (+50 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026). Se si considera il prezzo del diesel, invece, la spesa annua è di 1.132 euro, in aumento del 20% (+192 euro). L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende 262 euro in più, vale a dire 1.544 euro. 
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