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Berardi (One Health Foundation), ‘555 visite in 2 giorni sulla Nave della salute, risultato strepitoso’

(Adnkronos) – "Con 555 visite effettuate in soli 2 giorni, si può parlare di un risultato davvero notevole, per non dire strepitoso. A bordo della 'Nave della salute' di One Health Foundation, sulla tratta Ancona-Durazzo-Ancona, sono state erogate prestazioni che, se quantificate economicamente, supererebbero i 100mila euro. Ma il dato più significativo è un altro: è stato possibile individuare persone a rischio sia per malattie cardiovascolari sia per familiarità oncologica". A dirlo è Rossana Berardi, direttrice Clinica Oncologica Aou Marche, presidente di One Health Foundation e presidente eletto di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), che con l'Adnkronos Salute traccia un bilancio dell'iniziativa giunta alla sua terza edizione . Il viaggio è iniziato giovedì 23 aprile dal porto di Ancona, con ritorno il giorno dopo da Durazzo. Per 2 giorni sono stati attivi 10 ambulatori (2 di cardiologia, genetica oncologica, medicina vascolare, oculistica, dermatologia, ecografia addominale, nutrizione clinica, neurochirurgia e screening per Hiv, Hcv, Hbv e sifilide) e 17 medici specialisti hanno visitato i passeggeri. In totale sono state svolte 23 visite neuro-chirurgiche, 89 visite ed esami cardiologici, 45 visite dermatologiche, 44 test per Hiv, sifilide ed epatite B e C. Sono anche state eseguite 35 visite nutrizionistiche, 44 visite di consulenza oncologica e visite senologiche, 57 ecografie all'addome, 101 ecodoppler e 94 visite oculistiche. Sempre durante la traversata dell'Adriatico, a un uomo di 78 anni (con passaporto italiano) è stato diagnosticato un infarto in atto. "Tutto questo ha permesso di avviare i pazienti, in gran parte passeggeri albanesi, prevalentemente automobilisti, con un’età media tra i 50 e i 60 anni, verso percorsi di monitoraggio più approfonditi, dopo essersi sottoposti a screening e controlli gratuiti", sottolinea Berardi. "Dopo questo successo – conclude Mauro Boldrini, vicepresidente di One Health Foundation – abbiamo deciso di intensificare queste campagne, perché abbiamo visto come la 'Nave della salute' rappresenti un esempio virtuoso che può essere esportato e diffuso. Fondamentali per noi rimarranno i progetti di prevenzione con l'Albania, dati i rapporti istituzionali avviati col ministro della Salute e con il rettore dell'università di Tirana". 
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One Health Foundation, al via progetto prevenzione in 36 centri estivi in Albania 

(Adnkronos) – Prosegue e si rafforza la collaborazione Italia-Albania sul tema della prevenzione e sensibilizzazione agli stili di vita sani. Quest'estate partirà un nuovo progetto in 36 centri medici estivi del Paese balcanico dove verranno effettuati esami di screening e attività di sensibilizzazione. La decisione è stata presa durante la terza edizione della 'Nave della salute', l'iniziativa promossa da One Health Foundation. Per 2 giorni a bordo dell'imbarcazione, sulla tratta Ancora-Durazzo-Ancona, sono stati svolti più di 550 visite e test gratuiti per i passeggeri.  "Ringraziamo One Health Foundation per tutto quello che finora ha fatto in Albania – dichiara Evis Sala, ministro della Salute della Repubblica d'Albania – Durante l'incontro con la delegazione italiana, partita dalle Marche, abbiamo deciso di avviare un nuovo progetto sul nostro territorio nazionale. L'idea è affiancare medici italiani ai giovani medici albanesi durante l'attività estiva dei centri, con il fine di creare una proficua collaborazione. In Albania al momento sono disponibili diversi programmi di prevenzione che però vanno rafforzati anche per ridurre l'impatto delle malattie sul sistema di cure ospedaliere. Da anni sono attivi gli screening per il tumore della mammella e del collo dell'utero e abbiamo introdotto anche la vaccinazione anti-Hpv per gli adolescenti maschi. I tassi d'adesione sono ancora bassi e, ad esempio, per il carcinoma mammario sono fermi al 50%. Dobbiamo poi avviare altri programmi per la diagnosi precoce delle malattie cardio-vascolari e di quelle metaboliche. Siamo pronti a partire e intendiamo creare uno scambio di know-how con l'Italia che duri nel tempo". "Bisogna anche rafforzare i rapporti di collaborazione tra Italia ed Albania e gli scambi tra i due Paesi sul fronte sia della ricerca che della formazione – afferma Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) – Abbiamo perciò sottoscritto un protocollo d'intesa tra l'università di Medicina di Tirana e l'università Politecnica delle Marche per favorire gli scambi tra docenti e studenti e i rapporti di collaborazione scientifica. In quest’ottica si inserisce il progetto nei centri estivi che rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale per la prevenzione. Ringraziamo tutti i rappresentanti delle istituzioni albanesi per la fiducia, il sostegno e per aver reso possibile la terza edizione della 'Nave della salute' e anche l'amico e armatore di Adria Ferries Alberto Rossi".  "E' stato un grandissimo successo e per le prossime edizioni vogliamo ampliare ulteriormente l'offerta con altri ambulatori – commenta Mauro Boldrini, vice presidente di One Health Foundation e direttore Comunicazione Aiom – Siamo già al lavoro per attivare il progetto estivo e sviluppare altre campagne a 360 gradi che coinvolgano tutte le fasce della popolazione". Il viaggio di questa terza edizione ha visto la collaborazione con Fondazione Quotidiano Sanita. E' iniziato giovedì 23 aprile dal porto di Ancona, con ritorno il giorno dopo da Durazzo. Per 2 giorni sono stati attivi 10 ambulatori e 17 medici specialisti hanno visitato i passeggeri. Quindi il rientro in Ancona sabato 25 aprile.  
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Carenza di personale al tribunale di Milano: solo attività prioritarie nell’ufficio gip-gup

(Adnkronos) –
Emergenza personale al Tribunale di Milano: la carenza di amministrativi e addetti all’ufficio del processo costringe la sezione gip-gup a riorganizzare le attività, dando priorità solo ai procedimenti più urgenti fino a fine giugno. A lanciare l’allarme è la presidente della sezione, Vincenza Maccora, che ha messo nero su bianco le indicazioni per svolgere le “attività prioritarie” della sezione dal 15 maggio al 30 giugno alla luce delle ridotte presenze. “Nei prossimi mesi di maggio e giugno la sezione gip- gup si troverà a operare con la presenza, ridottissima, di personale amministrativo”. Negli ultimi anni, inoltre, “l’ingresso di personale a tempo determinato (funzionari Aupp, funzionari tecnici di amministrazione e operatori data entry), ha supplito in parte alle difficoltà connesse all’insufficiente presenza del personale a tempo indeterminato, ma la ‘provvisorietà’ dell’incarico li ha indotti a scegliere nuovi e più appetibili obiettivi di crescita professionale – si legge nel documento che è stato inviato tra gli altri anche al presidente della Corte d’Appello, al presidente del tribunale, al procuratore e ai magistrati dell’ufficio gip-gup – in assenza di certezze sulla stabilità del rapporto di lavoro e considerando che, ancora oggi, non è stato chiarito il loro futuro profilo professionale in caso di stabilizzazione che dovrebbe avvenire dopo il 30 giugno 2026 (attualmente il Tribunale di Milano registra complessivamente una scopertura del 40% dell’iniziale contingente di Aupp)”.  Alla luce di questa situazione la presidente gip-gup Maccora ha indicato quali attività prioritarie da assicurare nel periodo dal 15 maggio al 30 giugno 2026 “tutti i provvedimenti connessi ai turni (convalide arresti/fermi), le misure cautelari personali e reali, e le misure di sicurezza, le attività di intercettazioni e di acquisizione tabulati, i procedimenti già calendarizzati in udienza o da fissare a carico di imputati con misure cautelari o misure di sicurezza in esecuzione, i procedimenti relativi a reati da codice rosso di cui all’art. 132 bis lett. a-bis disp. att. c.p.p. la cui trattazione il giudice valuti essere urgente, gli incidenti di esecuzione che comportano la scarcerazione del condannato, ciò che il prudente apprezzamento del giudice consideri rivestito dall’urgenza a provvedere”.  Le restanti attività potranno, “se necessario, essere ricalendarizzate nei mesi successivi al 30 giugno 2026 – si spiega – quando ci si augura che la presenza del personale amministrativo ritornerà ad essere adeguata alla quantità e qualità del volume degli affari che grava sulla Sezione”. Si tratta di una scelta organizzativa “necessitata dall’esigenza di garantire lo svolgimento uniforme dei servizi essenziali – conclude la presidente Maccora – assicurare che i magistrati e il personale amministrativo svolgano i loro compiti con la competenza e attenzione necessaria e nel rispetto di quel benessere organizzativo che il Consiglio Superiore della Magistratura pone tra i compiti dei presidenti di sezione”. 
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Mieloma multiplo, rimborso per Car-T cilta-cel nella seconda linea di trattamento

(Adnkronos) – Nel trattamento del mieloma multiplo è oggi rimborsata in Italia la terapia Ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel) a base di cellule T con recettore dell'antigene chimerico (Car-T), sviluppata da Johnson & Johnson. Il trattamento, ad oggi unica terapia avanzata utilizzabile in linee precoci di trattamento – spiega l'azienda in una nota – è indicato in pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che hanno ricevuto almeno una precedente terapia, inclusi un agente immunomodulante e un inibitore del proteasoma, nei quali si è verificata progressione della malattia durante l'ultima terapia e che sono refrattari a lenalidomide.  Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo ed è causato dalla proliferazione incontrollata delle plasmacellule neoplastiche, ricorda J&J. Seppur con un'incidenza nel complesso stabile, con circa 5.700 nuove diagnosi ogni anno, la mortalità è in calo, grazie ai progressi della ricerca scientifica. Si tratta di una malattia caratterizzata dal susseguirsi di recidive e trattamenti, periodi di remissione sempre più brevi e l'aumento dei tassi di tossicità e comorbidità man mano che si susseguono le linee di trattamento.  "Avere la possibilità di trattare un paziente che ha ricevuto solo una linea di terapia, a differenza di pazienti in recidiva dopo almeno 3 linee di terapia – attuale approvazione delle Car-T in Italia – significa intervenire in una fase di malattia in cui ci si aspetta una maggiore efficacia dei trattamenti, sia per una minor potenziale resistenza alle terapie, sia perché ci si avvale di un sistema immunitario meno compromesso rispetto a uno sottoposto a molteplici trattamenti terapeutici", afferma Francesca Gay, professore associato di Ematologia, Dipartimento di Biotecnologie e Scienza per la salute, università degli Studi di Torino, Divisione di Ematologia dell'azienda ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino. "I dati disponibili – continua – mostrano un'efficacia di trattamento anche nei pazienti che hanno mostrato refrattarietà alla lenalidomide, parte ormai integrante della maggior parte dei trattamenti di prima linea. Questa modalità di cura one-shot è destinata a cambiare l'approccio alla malattia: per anni il trattamento dei pazienti affetti da mieloma multiplo si basava su un trattamento continuativo, virtualmente proseguito fino a ripresa di malattia o finché tollerato. Questo nuovo approccio terapeutico, con alti potenziali di risposta, per la prima volta consentirà finalmente un intervallo libero da trattamento con conseguente miglioramento potenziale anche della qualità di vita dei pazienti. Grazie a queste innovazioni, inoltre, si sta parlando sempre più frequentemente del concetto di cura anche nel mieloma multiplo, dove l'obiettivo è garantire il controllo della malattia a lungo termine, consentendo al paziente di condurre una vita il più possibile normale e in assenza di terapia". Cilta-cel è un'immunoterapia basata sulla riprogrammazione genetica dei linfociti T di un paziente, illustra la nota. Attraverso l'integrazione di un transgene codificante per un recettore chimerico dell'antigene (Car), queste cellule vengono istruite a identificare ed eliminare le cellule che esprimono l'antigene di maturazione delle cellule B (Bcma), proteina altamente espressa su quelle di mieloma. Proprio per la sua complessità, cilta-cel, come altre terapie a base di Car-T, può essere somministrata solo in centri trapianti specializzati e certificati sul territorio nazionale.  "Il percorso Car-T è un vero e proprio viaggio di medicina personalizzata che trasforma il sistema immunitario del paziente in un farmaco vivo – descrive Stefania Bramanti, caposezione Terapie cellulari, Irccs Istituto clinico Humanitas, Milano – Tutto inizia con l'aferesi, il prelievo dei linfociti T del paziente, che vengono poi inviati a laboratori specializzati per essere 'riprogrammati' geneticamente. Contemporaneamente, al paziente viene somministrata una terapia ponte per evitare la progressione della malattia. Dopo un ciclo di chemioterapia, le cellule potenziate vengono reinfuse nel paziente, ma non prima che vengano effettuati rigorosi controlli di qualità sulle cellule stesse: è qui che inizia la sorveglianza attiva per monitorare la risposta immunitaria del paziente. La procedura stessa di sviluppo del farmaco è articolata: il passaggio dall'aferesi alla reinfusione non è immediato: ci sono altri quattro passaggi fondamentali che garantiscono l'effettiva fruibilità della terapia. Proprio data la loro complessità l'erogazione di Car-T richiede un coordinamento a livello medico e a livello logistico per renderle effettivamente operative: serve una certificazione rigorosa dei centri e una formazione specifica di tutto il personale per garantire un'equa accessibilità alla terapia su tutto il territorio nazionale".  Nel complesso percorso delle Car-T, le associazioni di pazienti hanno un ruolo "fondamentale per integrare l'eccellenza scientifica con un sistema di informazione trasparente e un supporto emotivo costante per il malato e la sua rete familiare – evidenzia Davide Petruzzelli, presidente dell'associazione La Lampada di Aladino Ets – Se il progresso scientifico avanza rapidamente, a volte invece il sistema sanitario fatica a tenere il passo per quanto riguarda la gestione, l'organizzazione dei servizi e la loro accessibilità, anche a causa di limiti procedurali e di pianificazione. Per questo è necessario migliorare il supporto ai pazienti che devono spostarsi e avvicinare i servizi al territorio. Come associazione, ci impegniamo per fornire supporto completo alle persone colpite dal cancro, inclusi malati, ex malati, familiari, caregiver e lungoviventi, offrendo assistenza a 360 gradi grazie a un'equipe multidisciplinare che propone interventi personalizzati finalizzati al recupero di una buona qualità di vita". L'auspicio, per Matilde Cani, responsabile Progetti istituzionali Ail – Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, Milano Monza Brianza, è che "l'accesso a questa e alle altre terapie innovative possa essere sempre più rapido ed equo su tutto il territorio nazionale". L'associazione "da oltre 50 anni è al fianco dei pazienti ematologici con l'obiettivo di sostenere la ricerca, l’assistenza e sensibilizzare l’opinione pubblica contro i tumori del sangue. Attraverso l'opera delle 83 sezioni provinciali, il nostro impegno ultimo è di contribuire a curare al meglio i pazienti". Il via libera al rimborso da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – riporta la nota – si è basata sui risultati dello studio di fase 3 Cartitude-4 che ha valutato l'efficacia e sicurezza di cilta-cel in pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che hanno ricevuto da una a tre linee di trattamento precedenti, tra cui un inibitore del proteasoma e un agente immunomodulante, nei quali si è verificata progressione della malattia durante l'ultima terapia e che presentano refrattarietà a lenalidomide, rispetto alle terapie standard di pomalidomide, bortezomib e desametasone o daratumumab, pomalidomide e desametasone. Nello specifico, al cut-off dei dati a 33,6 mesi dell'analisi intention-to-treat è stata riscontrata una riduzione del rischio di progressione del 71%, supportata da un dato statisticamente significativo di riduzione del rischio di morte del 45%. Le terapie Car-T necessitano di un processo produttivo molto complesso, per ottimizzare il quale J&J ha affrontato una serie di investimenti finalizzati alla realizzazione e apertura di un nuovo sito produttivo dedicato allo sviluppo queste terapie a Gand, in Belgio, volto a soddisfare la richiesta di cilta-cel in tutta Europa, compresa l'Italia. "Da oltre 30 anni Johnson & Johnson investe nella ricerca scientifica per lo sviluppo di farmaci innovativi che rispondano ai bisogni di cura dei pazienti e per essere al fianco di medici nel trattamento dei tumori ematologici e solidi – dichiara Alessandra Baldini, direttrice medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia – L'arrivo in Italia di questa terapia rappresenta per noi un nuovo passo verso la nostra missione di trasformare il decorso di questa malattia devastante. Questo traguardo enfatizza anche la centralità della medicina personalizzata, nella ricerca e sviluppo di Johnson & Johnson, con l'idea di costruire un percorso terapeutico personalizzato affinché tutti i pazienti ricevano il trattamento più giusto e più efficace, sulla base dei bisogni di ciascuno, contribuendo a costruire una medicina del futuro basata sulla personalizzazione delle cure". Aggiunge Jacopo Murzi, amministratore delegato, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia: "Da molti anni lavoriamo con passione e dedizione per combattere il mieloma multiplo, rinnovando la nostra volontà di guidare l'innovazione terapeutica e ridefinire i paradigmi di trattamento. In Johnson & Johnson consideriamo la salute come un investimento, necessario per rispondere con efficacia e tempestività ai bisogni di cura insoddisfatti dei pazienti. Come partner del sistema salute, collaborando con istituzioni, comunità scientifica e associazioni pazienti, continuiamo a investire in Italia in innovazione e studi clinici – soprattutto in ambito onco‑ematologico – per trasformare la scienza in benefici tangibili per i pazienti". 
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Inchiesta arbitri, la nota dell’Aia: “Rammarico per caso Rocchi, verrà assicurata continuità funzione tecnica”

(Adnkronos) – "L’Associazione Italiana Arbitri esprime il proprio rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa in relazione alla vicenda che coinvolge il designatore arbitrale della Can A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni. Il Comitato Nazionale, nella seduta odierna, provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica della citata Commissione". Così l'Associazione Italiana Arbitri (Aia) ha precisato la propria posizione sull'inchiesta in una nota. "Quanto alla specifica vicenda – si legge nel comunicato – il Presidente dell’Aia, Antonio Zappi, ricevuto l’esposto presentato dal sig. Domenico Rocca dispose immediatamente l’invio della documentazione pervenuta alla Procura Federale della Figc. Successivamente, l’Associazione ha preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo. Il nuovo regolamento tecnico dell’Aia, in vigore dal 1 luglio 2025, dispone ora che il Responsabile della Can, in occasione di ogni turno di gara dei campionati di Serie A e Serie B e nelle altre competizioni con Var, può designare, secondo le proprie valutazioni, un supervisore tra i componenti della Commissione, incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara e di redigere una relazione sull’attività svolta, rimessa alla facoltà del Responsabile della Can". 
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Medicina in Albania cresce, 500 nuovi studenti l’anno e sinergia con l’Italia sulla One Health

(Adnkronos) – "In Albania la professione medica è particolarmente ambita. Ogni anno la Facoltà di Medicina di Tirana accoglie circa 500 nuovi studenti, che rappresentano il numero massimo sostenibile in base alle risorse disponibili, tra docenti e strutture. Solo 5 anni fa gli iscritti erano circa 260 all'anno: l'aumento è stato necessario per rispondere al fabbisogno crescente di medici nel nostro sistema sanitario nazionale. Nel complesso, considerando tutti i 6 anni di corso, gli studenti iscritti al programma di Medicina generale sono circa 3.000. Si tratta del percorso più richiesto all'interno dell'offerta formativa". Lo ha detto Xheladin Draçini, rettore dell'università di Medicina di Tirana, in occasione della firma di un protocollo di intesa con l'università Politecnica delle Marche, che contribuirà a promuovere progettualità condivise e a rafforzare la collaborazione tra i due atenei in ottica One Health. L'accordo è stato siglato a Tirana lo scorso 24 aprile alla presenza di Rossana Berardi, professore ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche e presidente di One Health Foundation, che ha portato il documento già sottoscritto dal rettore Enrico Quagliarini. "Per sostenere questo impegno formativo – ha spiegato Draçini – le collaborazioni internazionali giocano un ruolo fondamentale, contribuendo a migliorare la qualità della didattica e a condividere competenze. Parallelamente, il Governo albanese ha messo in campo strategie per trattenere i giovani professionisti nel Paese. Dopo la laurea, i medici hanno infatti la possibilità – ma anche l'obbligo – di lavorare per un periodo compreso tra 1 e 3 anni nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. A questo si affianca un sistema di 36 scuole di specializzazione collegate all'università di Medicina, che permette di proseguire il percorso formativo". "Per noi le università italiane rappresentano un partner fondamentale nelle collaborazioni con le università straniere. Questo anche per una ragione molto semplice: una parte significativa dei nostri docenti si è formata proprio in Italia – ha ricordato Draçini – Ciò facilita enormemente il dialogo perché condividiamo un contesto culturale simile, un approccio comune e, spesso, anche problematiche analoghe, in particolare nel campo della salute".  Per il rettore, "resta però una sfida importante: colmare la distanza tra conoscenza e comportamento. Sappiamo tutti – ha sottolineato – che il tabacco è dannoso, eppure il suo consumo resta diffuso. Proprio per affrontare queste contraddizioni, la nostra università ha sviluppato un polo di salute pubblica di grande rilievo, in stretta collaborazione con l'Istituto di sanità pubblica dell'Albania. Questo ci permette non solo di fare informazione, ma anche di raccogliere dati e studiare i comportamenti che incidono negativamente sulla salute. In questo contesto, esistono ampie possibilità di sviluppare progetti comuni, anche a distanza, da realizzare contemporaneamente in Albania e in Italia, favorendo lo scambio di studenti e docenti. Si tratta di collaborazioni che possono essere attivate rapidamente e senza particolari ostacoli. Anzi, riteniamo che queste esperienze possano essere molto utili anche per gli studenti italiani, offrendo loro l'opportunità di confrontarsi con problematiche di salute pubblica diverse da quelle che incontrerebbero nel proprio Paese, e quindi di arricchire il proprio percorso formativo".  "A 1 anno dalla precedente missione, la 'Nave della salute' di One Health Foundation è tornata a Tirana, confermandosi non solo come progetto sanitario, ma anche come esperienza di cooperazione accademica e culturale – ha evidenziato Berardi – Un'iniziativa che unisce assistenza, formazione e ricerca, e che vede coinvolte università e istituzioni di diversi Paesi. Come One Health Foundation abbiamo stretto un accordo con FederCusi, la Federazione dei Cus, Centri universitari sportivi in Italia, e auspicabilmente potremo sottoscriverne anche un altro a livello europeo. Il nostro obiettivo è formare gli 'ambasciatori della salute', giovani che possano parlare ai giovani, giovani studenti di Medicina che adottano buone pratiche, pratiche sportive, stili di vita sani".  La visita della delegazione della 'Nave della salute' nella sede dell'ateneo di Tirana è coincisa con il secondo congresso delle scienze della salute, un'occasione per ribadire un cambio di prospettiva: non più solo medicina intesa come cura della malattia, ma salute come bene da preservare e promuovere. Un approccio che si inserisce nella visione One Health, in cui la salute umana è strettamente legata a quella dell'ambiente e del pianeta. "Non possiamo pensare alla medicina solo in termini di ospedali e patologie – hanno concluso Draçini e Berardi – ma dobbiamo guardare alla salute in senso più ampio, come equilibrio tra uomo, ambiente e società". 
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Ministro Albania: “Più screening e diagnosi precoce con One Health già in estate”

(Adnkronos) – "Ringrazio One Health Foundation per il suo lavoro in Albania. Abbiamo fatto un brainstorming molto rapido e da questo è nata un'idea che spero di poter concretizzare già da questa estate, con l'apertura delle guardie mediche estive per turisti nel Paese". Lo ha detto il ministro della Salute della Repubblica d'Albania, Evis Sala, che a Durazzo il 24 aprile ha incontrato sulla 'Nave della salute' la delegazione di One Health Foundation.  "In Albania sono attive 36 guardie mediche estive e, in vista della stagione, è in corso una selezione di giovani medici. Sarebbe bello avviare una collaborazione con One Health Foundation – ha aggiunto Sala al fianco di Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) – per integrare attività di screening e sensibilizzazione sugli stili di vita e sui fattori di rischio, insieme a un lavoro di educazione sanitaria rivolto alla popolazione. Potremmo includere anche semplici strumenti diagnostici, come l'ecografia, che è portatile e permette di portare la medicina direttamente al cittadino", ha sottolineato il ministro, precisando che l'obiettivo è la prevenzione e la diagnosi precoce. "Sono molto ottimista – ha detto – L'idea è nata oggi e vogliamo portarla avanti per questa stagione estiva. Magari non riusciremo a realizzarla subito in modo completo, ma siamo determinati a farlo". Sul tema più generale della prevenzione, Sala ha spiegato che l'Albania sta già sviluppando diversi programmi. "Una parte importante della mia visione – ha illustrato il ministro della Salute – è spostare il sistema sanitario dalla cura ospedaliera alla prevenzione primaria. Dobbiamo investire nel capitale umano, che è importante non solo per la salute delle persone, ma anche per l'economia".  Nel Paese delle Aquile, ha ricordato Sala, "sono attivi programmi di screening per il tumore al seno, per il tumore del collo dell'utero e altre patologie, oltre ai programmi di vaccinazione. Recentemente è stata ampliata anche la fascia d'età di alcuni screening ed è stato introdotto il vaccino Hpv per i ragazzi. Tuttavia – ha osservato – c'è ancora molto da fare perché l'adesione agli screening è ancora intorno al 50%. Inoltre, mancano ancora programmi strutturati per la prevenzione delle condizioni legate agli stili di vita, come diabete, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici. Su questo dobbiamo lavorare ancora molto. E' un progetto di lungo periodo, ma possiamo costruirlo insieme". Il ministro ha infine sottolineato il valore dell'esperienza italiana: "In Italia i programmi di prevenzione e le figure professionali dedicate agli stili di vita, come il nutrizionista, sono molto sviluppati. Mi piacerebbe portare questo know-how anche in Albania, per costruire una collaborazione stabile e duratura". 
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Sprovieri (Ast Fermo): “Glaucoma e maculopatie senza sintoni, servono screening mirati”

(Adnkronos) – "Ogni anno la nostra attività di screening si è concentrata su una patologia oculistica con forte impatto sociale, con l'obiettivo di realizzare interventi di prevenzione mirati. Le malattie dell'occhio ad alta incidenza e potenzialmente invalidanti, infatti, sono quelle per cui la prevenzione risulta più efficace". Così all'Adnkronos Salute Carlo Sprovieri, direttore Uoc Oculistica ospedale Murri Ast Fermo, tra i 17 medici a bordo della 'Nave della salute' di One Health Foundation, che da Ancona a Durazzo e ritorno ad Ancona il 23 e 24 aprile hanno effettuato in 10 ambulatori visite e controlli gratuiti ai passeggeri. L'obiettivo: promuovere a 360 gradi la salute e il benessere, ma soprattutto la prevenzione secondaria di patologie importanti. "Molte di queste patologie – spiega Sprovieri – sono di tipo degenerativo e hanno un andamento lento e spesso silenzioso. Un esempio è il glaucoma, una malattia oculare subdola che, nelle fasi iniziali, non presenta sintomi percepibili dal paziente. Per questo motivo, uno screening esteso a diverse fasce d'età può permettere diagnosi più precoci e quindi una maggiore possibilità di trattamento", sottolinea. "Nel corso delle attività – riferisce lo specialista – sono state individuate anche forme iniziali di maculopatie completamente sconosciute ai pazienti, in prevalenza giovani adulti albanesi, e ancora non percepibili sul piano clinico. In questi casi si è potuto indirizzare le persone verso controlli periodici e follow-up specialistici. Sono emerse inoltre situazioni di forte predisposizione al glaucoma, che hanno reso necessario l'invio a esami di approfondimento per una diagnosi più precisa, non sempre immediata nella fase iniziale della malattia". In una precedente edizione dell'iniziativa, ricorda Sprovieri, "l'attenzione si era invece concentrata sulle patologie della cornea, un ambito in cui la prevenzione attraverso la visita oculistica di base risulta particolarmente efficace. Si tratta infatti di condizioni spesso individuabili già con un semplice controllo clinico, se effettuato in tempo". Un "dato significativo" registrato negli ultimi 2 anni "riguarda la scarsa abitudine ai controlli oculistici: nella quasi totalità dei pazienti albanesi visitati sulla 'Nave della salute' di One Health non risultavano precedenti visite specialistiche, anche in persone che svolgono attività lavorative quotidiane come la guida. Solo in rari casi i pazienti avevano effettuato 1 o 2 controlli nel corso della vita; nella maggior parte, invece, non vi era mai stato un contatto con lo specialista". Queste iniziative, "insieme ad altre esperienze di medicina vascolare e prevenzione sul territorio, rappresentano però solo una parte di un fabbisogno molto più ampio – precisa l'esperto – Sono interventi importanti, ma ancora limitati rispetto alle necessità complessive. Nel campo dell'oculistica, in particolare, esistono già diverse esperienze di prevenzione itinerante realizzate anche attraverso ambulatori mobili e iniziative promosse da associazioni e strutture sanitarie. Tuttavia – fa notare Sprovieri – la prevenzione resta ancora insufficiente rispetto alla domanda". Il "limite principale resta quello dei costi: la prevenzione richiede investimenti costanti, ma rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto delle malattie nel lungo periodo", conclude. 
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Catalini (Ast Macerata): “Colesterolo alto, tra i giovani scarsa percezione del rischio”

(Adnkronos) – Il caso del paziente 78enne soccorso sulla 'Nave della salute' richiama l'attenzione sulla prevenzione secondaria per ridurre il rischio di un nuovo evento cardiovascolare in chi ha già avuto un infarto o una malattia cardiaca. "Ma iniziative come questa sono importanti anche per sensibilizzare i più giovani: il processo che può portare a infarto o ictus dopo i 50-60 anni spesso inizia già intorno ai 20, anche per fattori genetici. Il problema è che il colesterolo alto non dà sintomi, e quindi resta invisibile per anni, e tra i giovani non è percepito come un pericolo". Così all'Adnkronos Salute Roberto Catalini, direttore Uoc Medicina interna Ast Macerata, ospedale di Macerata, tra i 17 medici a bordo della 'Nave della salute' di One Health Foundation per effettuate in 10 ambulatori visite e controlli gratuiti per 2 giorni (23-24 aprile) ai passeggeri sulla tratta Ancona-Durazzo-Ancona. L'obiettivo: promuovere a 360 gradi la salute e il benessere, ma soprattutto la prevenzione secondaria di patologie importanti. "Diventa quindi essenziale intervenire precocemente – sottolinea Catalini – soprattutto tra le nuove generazioni, sempre più esposte a cattive abitudini: consumo di cibo ultraprocessato, bevande zuccherate, sedentarietà e aumento di sovrappeso e obesità. Tutti fattori che avranno un impatto sulla salute in età adulta". Il nodo centrale per l'esperto resta la prevenzione, "che però richiede investimenti e, soprattutto, un cambiamento culturale. Non si tratta di 'medicalizzare' la società, ma di promuovere scelte consapevoli nella vita quotidiana. In questo senso, anche piccoli gesti fanno la differenza", assicura Catalini: "Camminare regolarmente è una delle attività più semplici ed efficaci per mantenersi in salute – raccomanda – Allo stesso tempo, è importante limitare il consumo di zuccheri. Quanto ad alimenti come la pasta, spesso demonizzati, è bene ricordare che possono far parte di una dieta equilibrata". Sulla 'Nave della salute' un'attenzione particolare "è stata rivolta a una categoria spesso trascurata: gli autotrasportatori, uomini con un'età media tra i 50 e i 55 anni che viaggiano regolarmente tra Italia e Albania – spiega Catalini – Dai controlli effettuati lo scorso anno e in questa edizione, è emerso un dato significativo: molti di loro non avevano mai eseguito un ecocolordoppler, un esame semplice, ma fondamentale che consente di 'aprire una finestra' sul sistema vascolare. Questo tipo di indagine permette di verificare se fattori di rischio come colesterolo alto, ipertensione, fumo e diabete abbiano già causato danni alla circolazione. Il problema è che patologie come l'aterosclerosi si sviluppano lentamente e in modo silenzioso: quando compaiono i sintomi, spesso il danno è già avanzato". Le manifestazioni più note sono l'ictus, l'infarto e l'arteriopatia degli arti inferiori. Tuttavia, "queste condizioni rappresentano la fase finale di un processo che può durare decenni. Intervenire prima della comparsa dei sintomi – avverte il medico – è quindi cruciale per prevenire conseguenze gravi. La prevenzione resta infatti l'arma più efficace. Le malattie cardiovascolari sono ancora oggi la principale causa di morte a livello globale, superando anche i tumori. E se in passato colpivano soprattutto gli uomini, oggi si osserva un aumento significativo anche tra le donne, complice il cambiamento degli stili di vita: ad esempio, il fumo è sempre più diffuso anche nella popolazione femminile". Iniziative come la 'Nave della salute', conclude Catalini, "vanno proprio in questa direzione: portare la prevenzione direttamente alle persone. Un impegno che si affianca ad altre esperienze sul territorio, come il progetto 'Carotidi in piazza', promosso da anni nelle Marche. Solo lo scorso anno a Macerata sono stati eseguiti 714 screening, con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione su patologie ancora troppo spesso sottovalutate. Persistono infatti convinzioni errate, come l'idea che il colesterolo alto sia un problema 'normale' o inevitabile perché presente in famiglia. In realtà, quando si manifestano le malattie, le conseguenze possono essere molto serie". 
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Dell’Utri e la moglie a processo per 42 milioni di euro ricevuti da Berlusconi

(Adnkronos) – La giudice per l'udienza preliminare di Milano Giulia Marozzi ha mandato a processo l'ex senatore di Fi, Marcello Dell'Utri, e la moglie Miranda Ratti per le presunte donazioni (una parte prescritta) pari a circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi. La prima udienza si terrà, davanti alla seconda sezione penale del Tribunale, il prossimo 9 luglio.  L'inchiesta trasferita da Firenze a Milano per competenza territoriale – in base a una eccezione sollevata dalla difesa, gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci – è stata coordinata dal pm della Dda Pasquale Addesso e il procuratore capo Marcello Viola. Secondo la Procura di Firenze, quei soldi donati dal fondatore di Forza Italia all'ex manager di Publitalia sarebbero serviti per garantirgli l'impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del 1993. 
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