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25 aprile, Vannacci: “Vado al mare, non mi riconosco in ‘Bella ciao’ e tiritere antifasciste”

(Adnkronos) – Il 25 aprile resta, nel dibattito pubblico e politico, nonostante gli 81 anni trascorsi, una ferita per alcuni ancora aperta. In attesa che le piazze si riempiano -come ogni anno- di bandiere e canti partigiani, c’è chi rivendica il "diritto a una memoria diversa" che non si adegua "alla narrazione unilaterale della storia". Il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, intervistato dall'AdnKronos, è uno di quelli che vorrebbe cambiare quella 'storia': "Vorrei una riconciliazione vera, capace di onorare tutti i caduti, al di là delle divise, di chi era partigiano o repubblichino, di chi era da una parte o dall'altra". Perché "quelli erano tutti figli della stessa nazione", sottolinea l'ex capo dello Folgore. 
Cosa farà lei il 25 aprile, generale Vannacci?
 "Il 25 aprile festeggio San Marco, patrono della città che ha dato vita alla Repubblica più longeva della penisola italica. Se invece si riferiva alla Festa della Liberazione, mi dispiace deluderla: no, non la festeggerò".  
Quindi, dove sarà e cosa farà?
 "Andrò al mare, a correre, forse a nuotare. Mi dedicherò alla famiglia: starò con le mie figlie, alle quali dedico sempre troppo poco tempo e troppe rare attenzioni. Onorerò la mia casa: mi occuperò di qualche lavoro domestico, sono indietro con alcune riparazioni elettriche e idrauliche. Le faccio da solo, perché sono convinto che anche una casa ordinata e funzionante vada meritata, senza dover chiamare nessuno. Se mi avanzerà tempo, allenerò la mente: proverò a scrivere qualche pagina. Ho un libro da terminare e, prima o poi, ce la farò". 
Per quale motivo non parteciperà alle celebrazioni ufficiali?
 "Non mi riconosco nelle bandiere rosse, in “bella ciao”, né nell’arroganza di chi, ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, continua a marcare la distanza tra due schieramenti. Senza contare che eravamo tutti italiani, molti dei quali morti con onore per la Patria, sebbene da prospettive diverse". 
Quali condizioni dovrebbero esserci, secondo lei, per rendere questa data una festa davvero condivisa?
 "La festeggerei se si facesse davvero pace con la storia, che ci racconta di un Paese prima in gran parte fascista e poi in gran parte antifascista e se segnasse un punto di ripartenza dopo una sconfitta", avrebbe senso "se fosse il momento in cui tutti gli italiani si sentono ancora più uniti e si promettono di andare avanti insieme, per il bene, il prestigio e l’onore dell’Italia". 
Cosa critica dell'attuale narrazione della Festa di Liberazione?
 "Si assiste sempre alle solite tiritere sull’antifascismo, senza considerare che il fascismo è terminato ottant’anni fa. Si risentono le invettive sui crimini fascisti, dimenticando il sangue dei vinti, come successo a Malga Porzûs, ad esempio, o dei cosiddetti 'fascisti', uccisi a guerra finita, come il signor Ascari, solo per citarne uno dei tanti, seviziato e segato in due da vivo perché benestante da chi si definiva un combattente per la libertà. Sentiamo i discorsi sulla resistenza che avrebbe liberato l’Italia, dimenticando che l’Italia è stata invece liberata dagli Alleati. Vediamo i giusti sguardi affranti di fronte ai morti nelle stragi naziste, dimenticando le vittime civili, molto più numerose, sotto i bombardamenti alleati e infine le riverenze ai partigiani come portatori di democrazia, trascurando che la maggior parte di loro aspirava a un’Italia soggiogata da una dittatura comunista che facesse riferimento a Stalin". 
Dunque non la vedremo mai in piazza per il 25 aprile?
 "Il giorno in cui il 25 aprile non sarà più una festa 'contro', ma una ricorrenza capace di unire tutti gli italiani, quando diventerà un momento di condivisione e partecipazione, quando celebrerà con solennità tutti coloro che si sono coraggiosamente sacrificati per la Patria, senza distinzioni di campo o di colore, allora scenderò in piazza, fiero del nostro passato e pronto a impegnarmi per un futuro nazionale sempre più prospero e radioso". (di Francesco Saita)
 
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Giornata spondiloartrite assiale, Apmarr promuove ‘Conoscere per riconoscere’

(Adnkronos) – Spesso invisibile, difficile da diagnosticare, ma capace di incidere profondamente sulla qualità della vita, la spondiloartrite assiale è una patologia reumatologica cronica infiammatoria che in Italia colpisce circa 40mila persone. In occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia, che si celebra il prossimo 2 maggio, Apmarr-Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare promuove una serie di iniziative di sensibilizzazione, tra cui un webinar 'Conoscere per riconoscere' – in programma il 4 maggio alle ore 18 – in diretta streaming sui canali Apmarr Facebook e YouTube. L’appuntamento – informa una nota – vedrà il contributo di specialisti e pazienti, con l’obiettivo di fare luce su diagnosi, terapie e gestione quotidiana della malattia. Proprio la diagnosi rappresenta oggi una delle principali criticità. “Il sintomo principale è il mal di schiena e, in assenza di segni evidenti di infiammazione, la malattia è difficile da riconoscere – spiega Salvatore D’Angelo, professore associato di Reumatologia presso il dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi della Basilicata – Per questo i pazienti arrivano spesso alla diagnosi dopo 6-7 anni, passando da diversi specialisti prima di giungere al reumatologo”. Nonostante i progressi diagnostici, come l’utilizzo della risonanza magnetica, il ritardo resta significativo. “Il problema oggi non è fare la diagnosi – aggiunge – ma arrivarci in tempo: diagnosi precoce e trattamento efficace devono andare di pari passo”. Negli ultimi anni, infatti, le opzioni terapeutiche hanno rivoluzionato la gestione della malattia. “Oggi – chiarisce l’esperto – disponiamo di tre classi di farmaci avanzati – biologici anti-Tnf e anti-interleuchina 17, oltre ai Jak inibitori – che consentono di controllare la malattia nella maggior parte dei pazienti. Possiamo non solo gestire il dolore, ma prevenire il danno e bloccare l’evoluzione della malattia. Con cure adeguate, anche dopo molti anni i pazienti possono avere una qualità di vita del tutto normale”. Resta, però, fondamentale migliorare l’accesso ai percorsi di cura. “Servono più formazione e canali rapidi per indirizzare i pazienti al reumatologo – sottolinea – La ricerca deve continuare, puntando su nuove molecole e su terapie sempre più personalizzate”.  Tra gli interventi del webinar anche quello di Andrea Bernetti, professore prdinario di Fisiatria presso l’Università del Salento e Segretario Generale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa Simfer, che evidenzia l’importanza di un approccio integrato. “La riabilitazione – illustra Bernetti – deve rappresentare un pilastro imprescindibile nella gestione della spondiloartrite assiale, accanto alla diagnosi precoce e al trattamento farmacologico. È essenziale un percorso personalizzato e multidisciplinare, che coinvolga reumatologo, fisiatra e team riabilitativo”. Secondo l’esperto, l’esercizio terapeutico è un elemento chiave per mantenere la mobilità, ridurre la rigidità e prevenire complicanze. “Dagli esercizi di stretching e mobilità alle tecniche respiratorie, fino all’attività aerobica e al rinforzo muscolare – avverte – ogni intervento deve essere calibrato sui bisogni della persona”. Accanto alla voce degli specialisti, nel webinar troverà spazio anche quella dei pazienti. Irene Avaltroni, 36 anni, racconta un percorso comune a molti: sintomi fin dall’infanzia e una diagnosi arrivata solo nel 2022, dopo anni di visite e incertezze. “Per anni ho cercato risposte senza trovarle, arrivando perfino a dubitare di me stessa – racconta Avaltroni – Mi sentivo dire che non avevo nulla, e questo ti porta a mettere in discussione quello che provi. Nessuno ci aveva mai indirizzato verso lo specialista giusto”. La diagnosi ha rappresentato un momento di svolta. “È stata dolorosa ma anche liberatoria – osserva – finalmente tutto aveva un senso. Sapere cosa si ha aiuta anche psicologicamente”. Oggi, convivere con la malattia significa trovare un equilibrio quotidiano tra momenti di benessere e fasi in cui dolore e stanchezza incidono sulla vita personale e professionale. “È una condizione che spesso dall’esterno non si vede, ma che pesa molto nella quotidianità”. Anche nel mondo lavorativo, rimarca, “molti pazienti non sono pienamente consapevoli dei propri diritti e incontrano difficoltà nel conciliare terapie e lavoro”. Fondamentale, per Avaltroni il rapporto con i medici: “Sentirsi ascoltati e avere fiducia nel proprio team cambia completamente la prospettiva. Molte persone però tendono a sottovalutare i sintomi o a considerarli disturbi comuni – puntualizza – Questo porta spesso a isolamento e a un ritardo nella diagnosi”. È proprio sul fronte della consapevolezza che si gioca una delle sfide principali. “Oggi molte persone sono convinte che si tratti di un semplice mal di schiena, ma molto spesso non è così – ribadisce Antonella Celano, presidente Apmarr – Il punto è conoscere per riconoscere: senza una corretta informazione sui sintomi, il rischio è quello di arrivare tardi alla diagnosi. I pazienti tendono a rivolgersi inizialmente ad altri specialisti e arrivano al reumatologo solo in un secondo momento, quando invece dovrebbe essere il primo riferimento. Serve più cultura sulle malattie reumatologiche e sul ruolo dello specialista, perché oggi gli strumenti per diagnosticare e trattare la patologia esistono – assicura Celano – Investire in informazione e sensibilizzazione è fondamentale per ridurre i tempi di diagnosi e migliorare la qualità di vita delle persone”. 
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Iran, dalle spaccature al messaggio di Khamenei: così sono saltati i nuovi colloqui con gli Usa

(Adnkronos) – Spaccature interne alla leadership iraniana e il 'nodo' del nucleare. Sono fonti di Iran International a raccontare il retrscena sulla mancata ripresa dei colloqui tra Iran e Usa nella capitale pakistana Islamabad. L'annuncio sul nuovo possibile incontro aveva riacceso le speranze per una tregua dopo quasi due mesi di guerra.   Le fonti, si legge, parlano di tensioni tra alleati del presidente iraniano Masoud Pezeshkian e persone vicine all'ufficio della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che all'ultimo minuto avrebbero fatto saltare la partenza della delegazione iraniana alla volta della capitale pakistana.  Secondo le fonti, la delegazione era pronta a mettersi in viaggio quando sarebbe arrivato un messaggio dell'entourage di Khamenei con un 'no' categorico alla possibilità di colloqui sul nucleare e un 'rimprovero' per i rappresentanti della diplomazia iraniana per i precedenti colloqui.  In queste circostanze, prosegue il racconto di Iran International, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avrebbe avvertito che partecipare ai colloqui non sarebbe servito a nulla e avrebbe compromesso di fatto ogni possibilità di progressi.   
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Settimana Velica internazionale, Livorno accoglie le marine estere con una parata suggestiva

(Adnkronos) – La Settimana Velica Internazionale 2026 (Svi 2026) ha preso ufficialmente il via con la parata delle Marine Estere, un evento che ha trasformato Livorno in un palcoscenico internazionale di sport, cultura marittima e diplomazia. Le delegazioni di 33 Paesi hanno sfilato lungo le vie cittadine, partendo dall’Accademia Navale e percorrendo il suggestivo lungomare fino al Comune di Livorno, attraversando la celebre Terrazza Mascagni, composta da 34.800 piastrelle a scacchiera affacciata sul mare. I delegati sono stati ricevuti dal Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha commentato: “accogliere rappresentanti di così tante Marine è stato un onore per la nostra città. Questa parata non ha celebrato solo la vela, ma anche l’amicizia, la diplomazia sportiva e la nostra vocazione marittima. Livorno ha aperto le sue porte al mondo con orgoglio e ospitalità.” Il Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale, ha aggiunto: “vedere sfilare le Marine estere lungo il lungomare di Livorno e la Terrazza Mascagni è stata un’emozione straordinaria. Questa parata ha rappresentato l’eccellenza della nostra tradizione navale e la capacità di costruire ponti tra Paesi e culture attraverso la vela. La Svi 2026 conferma l’Accademia come centro di formazione internazionale e di dialogo tra giovani marinai di tutto il mondo.” Domani prenderanno ufficialmente il via le regate delle Marine Estere segnando l’inizio effettivo delle competizioni sportive della Svi 2026. L’evento clou seguirà il 25 aprile con l’attesissima partenza della Ran 630, che partirà da Nave Duilio, mettendo alla prova gli equipaggi su uno dei percorsi più affascinanti del Mediterraneo. Il Contrammiraglio Tarabotto ha dichiarato: “domani Livorno si trasformerà in un vero campo di regata internazionale. La partenza della Ran 630 da Nave Duilio rappresenta il cuore pulsante della nostra tradizione velica e la straordinaria occasione per confrontare giovani talenti e marinai esperti provenienti da tutto il mondo.” 
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Cannes senza italiani, così la Mostra del cinema di Venezia rischia l’overbooking

(Adnkronos) – Con gli ultimi annunci del cartellone di Cannes, che certificano la sostanziale esclusione di titoli italiani, si prepara una pioggia di candidature tricolori alla Mostra del Cinema di Venezia. L'unica presenza italiana nel programma del festival francese resta quella del cortometraggio 'Oh Boys!' di Antonio Donato alla Quinzaine. Poi bisogna accontentarsi del cameo di Erri De Luca nel film 'A Woman’s Life' di Charline Bourgeois‑Taquet ("Ho una piccola parte, un ruolo su misura: un anziano scrittore che vive ritirato in montagna che riceve la visita delle due protagoniste per un’intervista", aveva detto lo scrittore all'Adnkronos parlando del suo ruolo) e di Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi, Martina Scrinzi, Ornella Muti, Franco Nero, Michele Bravi, Alessio Gallo e Tea Falco al fianco di Marion Cotillard nel cast di 'Roma Elastica' diretto da Bertrand Mandico. Gli altri due gesti d'attenzione di Cannes per il nostro cinema sono la presenza della regista Laura Samani nella giuria di Un certain regard e la regista e sceneggiatrice Margherita Spampinato insignita del Women in Motion Emerging Talent Award per il suo lungometraggio 'Gioia Mia', premio accompagnato da una sovvenzione di 50.000 euro a sostegno del suo prossimo film.  Stando così le cose, i tanti, tantissimi film italiani pronti o in postproduzione tenteranno la via del Lido, con il rischio di un overbooking per la mostra lagunare, che quest'anno si terrà dal 2 al 12 settembre.  Tra i titoli fortemente indiziati per una candidatura veneziana, ci sono sicuramente: 'Succederà questa notte' di Nanni Moretti (liberamente tratto dal libro 'Legami' di Eshkol Nevo) con Louis Garrel e Jasmine Trinca; 'Nessun dolore' di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea; 'Scherzetto' di Mario Martone con Toni Servillo; 'Idda' di Irene Dioniso con Romana Maggiora Vergano, Tecla Insolia e Giuseppe De Domenico; 'Una storia', l'esordio alla regia dell'attrice Anna Foglietta, interpretato da Alba Rohrwacher e Guido Caprino; 'Leila', opera terza di Ginevra Elkann, ambientata nella famosa residenza degli Agnelli a Marrakech, nota come Aïn Kassimou, e interpretata da Fanny Ardant; il thriller psicologico 'L'estranea' di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Questo solo per citare alcuni titoli che più facilmente aspireranno ad un posto nel cartellone della laguna.  Ma l'elenco delle candidature, con l'approssimarsi delle settimane calde della selezione veneziana, è certamente destinato ad aumentare. E l'impressione è che quest'anno il lavoro di Alberto Barbera, confermatissimo alla direzione per altre due edizioni (dopo la prossima), e dei suoi collaboratori sarà particolarmente difficile.  
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Magis, Russo: “200 mln di Ebitda nel 2025, record storico”

(Adnkronos) – "Il 2025 è un anno in cui abbiamo concluso cinque operazioni straordinarie, abbiamo cambiato nome diventando Magis e abbiamo fatto più di 200 milioni di euro di Ebitda, raggiungendo il record storico mondiale”. E’ quanto affermato da Alessandro Russo, Consigliere Delegato Gruppo Magis, nel corso dell’incontro con la stampa, organizzato da Gruppo Magis, presso la propria sede a Verona, per presentare i risultati finanziari e di sostenibilità raggiunti a fine 2025. Nello stesso periodo è inoltre aumentata la produzione da fonte rinnovabile: “Benvenuta transizione è il nostro slogan – aggiunge Russo – Noi crediamo che il futuro sia sempre più green e vogliamo investire sulle rinnovabili. Per questo abbiamo acquisito e realizzato tantissimi impianti eolici e fotovoltaici nel corso del 2025. E non ci fermeremo, anzi. Ciò che sta accadendo in questo periodo ci spinge ad essere ancora più impegnati in questo percorso di transizione”. “Oggi Magis è il primo fornitore della Pubblica amministrazione. in Italia. Le gare si rinnovano di anno in anno, per cui è una classifica transitoria, ma siamo comunque particolarmente orgogliosi perché la nostra dimensione nazionale esce rafforzata anche da questo percorso – prosegue – La Pa è quindi molto vicina al nostro piano industriale. È ancora presto per parlare di bilancio 2026, ma siamo convinti che tutti gli investimenti fatti nel 2025 porteranno dei benefici anche per quest’anno. Inoltre, credo che dopo i risultati degli ultimi due anni tutte le persone che lavorano nel Gruppo, che vorrei ringraziare, siano più consapevoli della nostra reale potenzialità. Grazie a questo entusiasmo possiamo puntare in alto senza avere paura”.  “La proposta del consiglio d'amministrazione prevede che una parte della performance ottenuta serva anche per i Comuni soci e per i nostri azionisti. È un periodo complicato per i Comuni – conclude – e pensiamo di poter così compiere appieno la nostra missione: dare una mano ai nostri azionisti nel percorso di attenzione al territorio. Questo si tradurrà in un aumento del 10% degli utili da destinare al Comune di Verona e al Comune di Vicenza”. 
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Magis, Fracasso: “Così lavoriamo per sostenibilità sociale, territoriale e ambientale”

(Adnkronos) – "Ci stiamo muovendo in tutte le direzioni della sostenibilità, sia all'interno dell'azienda che all'esterno. Questo significa prima di tutto ridurre le nostre emissioni di gas climalteranti e incrementare la nostra produzione da fonti rinnovabili, ma anche assicurare parità di genere e responsabilità sociale. Inoltre, siamo impegnati a certificare tutti questi risultati ai nostri clienti, ai nostri fornitori e al sistema del credito. È un impegno non solo formale ma sostanziale e riteniamo possa essere un valore in più per i nostri soci e per il nostro territorio”. Lo ha affermato Stefano Fracasso, Vicepresidente Gruppo Magis, intervenendo nel corso della conferenza stampa, organizzata da Magis presso la propria sede a Verona, nel corso della quale sono stati presentati i risultati finanziari e di sostenibilità raggiunti dal Gruppo a fine 2025.  “Le prospettive sono quelle di continuare a crescere sulla produzione di rinnovabili e in ottica di efficienza energetica. Stiamo lavorando molto con gli istituti che gestiscono gli alloggi popolari per realizzare interventi di riduzione dei consumi e miglioramento della qualità dell'abitare. Queste – conclude – sono per noi due linee di azione molto significative”. 
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Vaccino combinato Covid e influenza, il via libera in Ue: chi potrà farlo

(Adnkronos) –
Via libera in Ue al primo vaccino combinato anti influenza e Covid. Moderna ha annunciato oggi che la Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di questo vaccino combinato a mRna per l'utilizzo in persone di età pari o superiore a 50 anni.  L'ok arriva dopo il parere positivo del Comitato per i medicinali a uso umano Chmp dell'Agenzia europea del farmaco Ema ed è valido in tutti i 27 Stati membri dell'Ue, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia, informa l'azienda. Il prodotto è il quarto autorizzato di Moderna. "Accogliamo con favore l’approvazione della Commissione Europea per il primo vaccino combinato influenza più Covid-19 al mondo – ha dichiarato Stéphane Bancel, Ceo di Moderna – Combinando la protezione contro due importanti virus respiratori in una singola dose, il nostro vaccino mira a semplificare l'immunizzazione per gli adulti, in particolare quelli ad alto rischio. Questo prodotto offre una nuova importante opzione per la popolazione europea, contribuendo al contempo a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari in Europa".  Il nuovo vaccino combinato sarà reso disponibile in tutta l'Unione europea, spiega Moderna, subordinatamente alle procedure normative e di accesso nazionali, e l'azienda – si legge in una nota – collaborerà strettamente con le autorità nazionali per supportare l'accesso e l'implementazione a livello locale. Il vaccino, spiega Moderna, si basa sui progressi derivanti dallo sviluppo clinico del vaccino Covid e di quello antinfluenzale stagionale sperimentale dell'azienda, attualmente in revisione nell'Ue, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.  Il via libera della Commissione europea si basa sui risultati dello studio clinico di fase 3, randomizzato, in cieco per l'osservatore e controllato attivamente, che ha valutato sicurezza, reattogenicità e immunogenicità di mRNA-1083 combinato in due coorti indipendenti di circa 4mila adulti ciascuna. Una coorte includeva adulti di età pari o superiore a 65 anni e confrontava il vaccino combinato con la somministrazione concomitante del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, e del vaccino Covid autorizzato di Moderna. La seconda coorte includeva adulti tra i 50 e i 64 anni e confrontava mRNA-1083 con la somministrazione concomitante di un vaccino antinfluenzale a dose standard, e del vaccino Covid autorizzato di Moderna. Tutti gli endpoint primari che dimostrano la non inferiorità delle risposte immunitarie sono stati raggiunti, informa la casa farmaceutica. Dopo una singola dose, mRNA-1083 ha indotto risposte immunitarie "statisticamente significativamente più elevate" contro 3 ceppi influenzali (A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria) e contro Sars-CoV-2 in entrambe le coorti di età. Il ceppo B/Yamagata, che non è più raccomandato per l'inclusione nei vaccini antinfluenzali stagionali, è stato l’unico per cui non è stata osservata una risposta immunitaria significativamente superiore negli adulti di età pari o superiore a 65 anni rispetto ai vaccini di confronto somministrati insieme.  Il vaccino combinato ha dimostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile, continua l'azienda. La maggior parte delle reazioni avverse segnalate è stata di grado 1 o 2 in termini di gravità ed è risultata coerente con i vaccini autorizzati utilizzati nello studio.  "L'autorizzazione del primo vaccino combinato al mondo rappresenta un passaggio cruciale nell'evoluzione della medicina preventiva per l'adulto", ha commentato Cinzia Marano, Ad di Moderna Italia. "Questa innovazione introduce un cambio di paradigma nella gestione delle patologie respiratorie in oggetto proponendo una soluzione integrata, capace di ottimizzare i percorsi vaccinali, ridurre la complessità organizzativa e migliorare l'allocazione delle risorse. Grazie a tecnologie avanzate come l'mRna, è oggi possibile sviluppare strumenti più flessibili ed efficienti, che semplificano l'accesso per i cittadini e supportano concretamente la sostenibilità operativa del sistema. In Moderna Italia siamo impegnati a guidare questa trasformazione, mettendo a disposizione strumenti sempre più efficaci, flessibili e accessibili. Il nostro obiettivo è contribuire a un sistema sanitario più resiliente, in grado di proteggere in modo proattivo le fasce adulte e più vulnerabili della popolazione, oggi e negli anni a venire". 
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Magis, Testa: “Crescita forte nel settore delle rinnovabili”

(Adnkronos) – “Come Gruppo Magis diamo lavoro a tante imprese e tante persone sul territorio veneto. In questa fase, inoltre, abbiamo scelto di aumentare i nostri trasferimenti nei confronti del non profit e di chi assiste le persone in difficoltà economica e diamo dividendi ulteriori ai Comuni allo stesso scopo. L’altro valore è quello di essere usciti da una dimensione di galleggiamento, spesso tipica di queste aziende, e di essere passati ad una fase di crescita forte nel settore delle rinnovabili”. A dirlo Federico Testa, Presidente Gruppo Magis, alla conferenza stampa, organizzata da Gruppo Magis presso la propria sede a Verona, per presentare i risultati finanziari e di sostenibilità raggiunti dal Gruppo a fine 2025.  "Penso ad esempio alla geotermia, che vogliamo sviluppare, o al convogliamento nella nostra rete di teleriscaldamento del calore prodotto dall’acciaieria Pittini sul lungo Adige. Stiamo provando a fare lo stesso anche nel vicentino – spiega – dove ci sono altre due acciaierie, al fine di non disperdere quel calore, abbassando l’inquinamento e migliorando anche i nostri conti".  "Ci impegniamo, e lo abbiamo sempre detto, a garantire ai nostri clienti la migliore offerta di medio periodo, ossia garantendo il più possibile i prezzi costanti nel tempo, diversamente da come accade in altri contesti in cui per due mesi si offre energia a prezzi stracciati per poi, scaduto quel termine temporale, vanificare il risparmio con una tariffa superiore -. precisa – È poi naturale che molto dipende da cosa succede su larga scala. Noi non possiamo determinare cosa succede nelle alte sfere". 
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Sinner, allenamento a Madrid e Cerundolo… si infuria

(Adnkronos) –
Jannik Sinner fa 'infuriare' Francisco Cerundolo a Madrid. Il tennista argentino si è allenato con l'azzurro sui campi della capitale spagnola, dove il numero 1 del mondo farà il suo esordio venerdì 24 aprile contro il francese Bonzi. Per prepararsi al secondo Masters 1000 sulla terra, dopo il trionfo di Montecarlo, Sinner ha scelto di allenarsi con Cerundolo, che però si è lasciato andare a qualche momento di frustrazione. Durante il set che ha chiuso la sessione infatti, Sinner ha sfoggiato il suo pieno repertorio: ace, vincenti e anche qualche palla corta, lasciando poco e niente all'avversario.  Cerundolo si è rivolto più volte verso il suo angolo, allargando le braccia e sfogandosi. Il tutto è stato ripreso in un video diventato rapidamente virale su X.  
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