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Torna il Premio Giovani comunicatori per giovani talenti Icch

(Adnkronos) – Torna nel 2026 il Premio Giovani comunicatori Icch, il contest nazionale dedicato a studenti universitari e giovani professionisti tra i 18 e i 35 anni che desiderano mettersi alla prova con sfide reali nel campo della comunicazione e del Public Affairs. Giunto alla sua nona edizione, il Premio si conferma un punto di riferimento per le nuove generazioni interessate a costruire il proprio futuro professionale nel settore. Nato nel 2015 su iniziativa di Agol-Associazione giovani opinion leader, network che riunisce giovani professionisti della comunicazione e del Public Affairs, il Premio ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il talento under 35, stimolare il dialogo intergenerazionale e favorire un confronto diretto con aziende e professionisti del settore. Con oltre 1.500 iscritti e 80 vincitori nelle precedenti edizioni, il Premio ha coinvolto importanti realtà aziendali e numerose università italiane, consolidandosi come una piattaforma concreta di accesso al mondo del lavoro. Tra le opportunità offerte ai vincitori figurano stage presso aziende partner, borse di studio per master di alto profilo, premi in denaro e la possibilità di presentare i propri progetti direttamente ai top manager. “Siamo entusiasti di aver rilanciato il Premio giovani Comunicatori, un contest che pone la meritocrazia al centro. Offre a studenti e giovani professionisti l’opportunità di mettere concretamente alla prova il proprio talento, sviluppando progetti a partire dai brief proposti dalle principali aziende italiane. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare i profili più meritevoli e facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro, supportando al contempo le aziende nell’individuazione di nuovi talenti”, Pierangelo Fabiano, segretario generale Icch.  Al centro dell’iniziativa vi sono i brief di gara, strumenti fondamentali attraverso cui i partecipanti sono chiamati a sviluppare proposte innovative e soluzioni concrete alle sfide aziendali. In vista dell’edizione 2026, l’International Corporate Communication Hub ha definito linee guida strutturate per la redazione dei brief, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza, coerenza e uniformità.  “Questo premio è molto più di un riconoscimento: è un’occasione per allenare le competenze che fanno davvero la differenza nella comunicazione di oggi. Dalla capacità di trasformare un brief in azione, all’incontro tra creatività e strategia, fino al lavoro di squadra. Un’esperienza da vivere e valorizzare”, Stefania Romenti, prorettrice alla didattica e professoressa di strategic communication alla Iulm. Il Premio si articola in due categorie – Studenti Under 25 e Giovani Professionisti Under 35 – che si confronteranno sugli stessi brief, garantendo uniformità nella competizione ma con criteri di valutazione differenziati. Per gli studenti, l’attenzione sarà rivolta soprattutto a creatività, originalità e visione strategica; per i giovani professionisti, invece, saranno determinanti anche la fattibilità, la gestione delle risorse e la misurabilità dei risultati. Le sfide progettuali copriranno diverse aree della comunicazione, tra cui brand activation, advocacy & public affairs, sport communication, media relations & digital pr e health education and awareness, offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con casi reali e sviluppare competenze immediatamente spendibili. Accanto ai premi di categoria, anche riconoscimenti speciali, come il Premio alla carriera e il Premio Storyteller, dedicati a valorizzare percorsi di eccellenza e talenti emergenti. Con un format sempre più strutturato e orientato alla qualità progettuale, il Premio Giovani comunicatori Icch si conferma un laboratorio di innovazione e un ponte concreto tra formazione e impresa, capace di accompagnare le nuove generazioni nel loro percorso professionale. In questa edizione, il Premio si avvale del contributo di prestigiosi brief owner, tra cui Amgen, Enel, Geely, Juventus e Unipol. Il network accademico si rafforza grazie alla collaborazione con importanti atenei italiani, tra cui Università Lumsa, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università della Calabria e Iulm. A supporto dell’iniziativa anche il coinvolgimento di realtà associative di primo piano come Una-Aziende della Comunicazione Unite e il Consiglio Nazionale dei Giovani. Il Premio si svolge inoltre con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Università e della Ricerca, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, e si avvale della media partnership dell’agenzia Adnkronos.  Informazioni sul premio: https://icch.it/premio-giovani-comunicatori-2/
 – Modulo di registrazione: https://icch.it/registrazione/
 
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Lavoro, Biscaro: “Impegno su formazione giovani geometri per nuove sfide mercato”

(Adnkronos) – “Il mercato richiede professionisti altamente qualificati che possano affrontare le sfide dell'intelligenza artificiale, il Bim (Building Information Modeling) e l'utilizzo di strumentazioni avanzate come droni e laser scanner. Per raggiungere questo obiettivo bisogna formarsi in modo tale da avere poi maggiori possibilità di successo nel mercato e più ampie prospettive di reddito. Tutto ciò porta anche a una sostenibilità maggiore, non solo a livello numerico ma anche a livello reddituale, della nostra categoria. Quella dei geometri è una categoria forte, solida, che ha visto negli ultimi anni un incremento a due cifre dei propri redditi e fatturati". Lo ha dichiarato Paolo Biscaro, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati a margine dell’approvazione del bilancio consuntivo della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti. "Il ricambio generazionale è al centro delle nostre politiche – ha commentato Biscaro – Stiamo puntando molto sulla formazione, sull’aumento delle iscrizioni e sulla nuova generazione che dovrà specializzarsi con lauree professionalizzanti. L’obiettivo, insieme alla Cassa geometri, è arrivare a stabilire e a stabilizzare questa forte presenza sul mercato. Attualmente registriamo infatti una grande richiesta di professionisti geometri e su questo dovremo investire sempre di più negli anni per arrivare a intercettare al meglio le richieste del mercato". 
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Imprese, Movimprese: “Quasi 700 in più nel I trimestre 2026”

(Adnkronos) – Il sistema imprenditoriale italiano apre il 2026 con un segnale di vitalità inatteso: sono 690 le imprese in più tra gennaio e marzo, frutto della differenza tra 105.051 iscrizioni e 104.361 cessazioni. Un risultato in controtendenza considerando che il primo trimestre è storicamente penalizzato dal consolidamento delle chiusure maturate a fine anno. L'unico precedente dell'ultimo decennio risale al 2021, ma in un contesto eccezionale, distorto dalle dinamiche pandemiche. Il saldo di oggi nasce invece in condizioni ordinarie e, in particolare, come frutto di una significativa contrazione delle chiusure, a fronte della stabilità delle aperture rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di crescita trimestrale si attesta così a +0,01%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo sia del 2025 (-0,05%) che del 2024 (-0,18%). Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in Italia ha raggiunto 5.811.877 unità. Questi i dati che emergono da Movimprese, l'analisi statistica condotta da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio. “Il risultato del bilancio trimestrale tra aperture e cessazioni riflette il clima di attesa delle imprese, che, in una situazione di incertezza diffusa, prima di compiere una scelta definitiva, aspettano di capire l’evoluzione del contesto” ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Bene il risultato del Mezzogiorno, che conferma una dinamica di sviluppo delle regioni meridionali attestata anche da altri indicatori economici”.  Il saldo positivo del trimestre è interamente sostenuto dal dinamismo delle società di capitali, che registrano +15.739 unità (tasso di crescita +0,80%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,70%). Questa performance compensa le flessioni delle imprese individuali (-9.669 unità, -0,33%) e delle società di persone (-4.879, -0,61%), confermando una tendenza strutturale: l'imprenditoria italiana si sposta progressivamente verso forme giuridiche più strutturate e capitalizzate. L’analisi settoriale – che per la prima volta adotta la nuova codifica delle attività economiche Ateco 2025 – racconta il progressivo spostamento dell'economia italiana verso i servizi. Le migliori performance si registrano nelle Attività finanziarie e assicurative (+2.301 imprese, +1,55%) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+3.168 unità, +1,25%). Crescono anche le Attività immobiliari (+1.836, +0,56%) e le attività di supporto operativo alle imprese (+1.243, +0,54%). Sul fronte opposto, i comparti più tradizionali continuano a faticare: il Commercio cede 9.617 unità (-0,77%), l'Agricoltura perde 6.141 imprese (-0,91%) e la Manifattura si contrae di 2.517 unità (-0,52%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+1,70%). l Sud e Isole registra il risultato migliore in valore assoluto: +1.673 imprese (+0,08%), trainato dalla Campania (+1.193) e dalla Sicilia (+638). La crescita percentuale più alta spetta al Centro (+0,12%, pari a +1.506 imprese), trascinato quasi interamente dal Lazio: +2.477 unità, il dato regionale più alto d’Italia, con un tasso del +0,42%. Chiudono in negativo entrambe le ripartizioni settentrionali. Il Nord-Est flette dello 0,15% (-1.694 unità), mentre il Nord-Ovest limita le perdite allo 0,05% (-795 imprese), grazie alla Lombardia, che va controcorrente rispetto alla sua macro-area, con un saldo positivo di +722 imprese. A livello provinciale, in termini assoluti i migliori risultati vengono da Roma (+2.391), Napoli (+1.192) e Milano (+1.093). 
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Liste d’attesa nella sanità, Magi (Sumai): “”Non si abbattono riducendo i tempi delle visite”

(Adnkronos) – "Le Case di comunità sono ancora in fase di avvio, in molti casi si procede in una corsa contro il tempo per renderle operative con équipe multiprofessionali e multidisciplinari. Inoltre, il numero degli specialisti sul territorio è diminuito. Il rischio, quindi, è che per abbattere le liste d'attesa si intervenga comprimendo il tempo dedicato a ciascun paziente. Aumentare il numero di prestazioni riducendo la durata delle visite non è una soluzione: compromette la qualità dell'assistenza e il rapporto medico-paziente". Lo dichiara all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali, che torna sul tema delle liste d'attesa, centrale nel dibattito sulla sanità italiana. Alcuni giorni fa il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva ribadito il legame tra riduzione dei tempi d'attesa e rafforzamento della sanità territoriale, sostenendo che "l'80,9% delle visite specialistiche avviene nei tempi previsti dalla legge". Ma secondo Magi "la situazione non sarebbe così incoraggiante". "I dati in nostro possesso, compresi quelli Agenas, non corrispondono a quanto dichiarato dal ministro. La sanità territoriale – spiega – è ancora in fase di organizzazione: le Case della comunità sono in apertura e si sta lavorando per renderle pienamente operative. Non risulta quindi un reale miglioramento strutturale dei tempi". Per Magi, il problema resta anche "il progressivo calo degli specialisti sul territorio". Inoltre, avverte sul rischio che alcune misure per ridurre le liste d'attesa possano avere effetti controproducenti: "E' fondamentale evitare che, per abbattere le liste, si riduca il tempo dedicato dal medico a ciascun paziente. Più prestazioni nello stesso tempo significano meno qualità e un rapporto medico-paziente compromesso".  A questo si aggiungono due criticità strutturali: la medicina difensiva e la burocrazia. "La medicina difensiva e il carico burocratico incidono pesantemente sull'attività clinica quotidiana", sottolinea Magi che, sul tema dell'appropriatezza delle prescrizioni, indica la "necessità di intervenire sul sistema di responsabilità professionale. Bisogna eliminare l'azione penale nei casi di errore medico senza dolo, mantenendo però il diritto al risarcimento del paziente. Oggi la medicina difensiva costa circa 13 miliardi di euro l'anno. Se queste risorse fossero reinvestite nel Fondo sanitario nazionale, potremmo garantire più prestazioni appropriate". Per il segretario Sumai, un modello utile potrebbe essere quello assicurativo: "Come per l'incidentistica stradale, la copertura dei danni dovrebbe essere garantita senza automatismi penali, salvo i casi di dolo o grave negligenza". Un altro nodo riguarda i pazienti cronici e la gestione delle agende. Anche su questo punto il giudizio è netto: "Siamo ancora a zero – afferma – La presa in carico del paziente cronico potrebbe alleggerire il sistema e ridurre le liste d'attesa, ma mancano specialisti e organizzazione sul territorio". Il problema principale, avverte Magi, è "la carenza di personale specialistico e la fase ancora incompleta di attuazione delle Case della comunità, spesso affidate ai medici di medicina generale. Ma il medico di base non è uno specialista e non può gestire da solo i pazienti complessi". Per il segretario Sumai "l'assetto ideale sarebbe quello delle équipe integrate: lavorare insieme tra medici di medicina generale, specialisti, pediatri e infermieri migliorerebbe l'appropriatezza delle cure e ridurrebbe le prescrizioni inutili". Resta infine il tema delle forti disuguaglianze territoriali. "Le differenze tra Regioni sono enormi. Il problema è anche la distribuzione delle risorse e la mobilità dei professionisti, che rischia di accentuare lo squilibrio tra Nord e Sud", osserva Magi. E conclude con un richiamo all'urgenza dell'attuazione del Pnrr: "Il tempo è ormai scaduto. Entro il 30 giugno avremmo dovuto avere il sistema a regime, ma mancano ancora i contratti per i medici del territorio. Senza questi passaggi, sarà difficile rispettare il Dm 77 e realizzare davvero la riforma". 
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Roma, conferito dal Municipio I il Premio Presidio Culturale Italiano a Luciana Romoli

(Adnkronos) – Si è svolta oggi nella sede della presidenza del Municipio I Roma Centro di via Petroselli, la cerimonia di conferimento del Premio Presidio Culturale Italiano, in riconoscimento dell’impegno istituzionale nella promozione della memoria storica e dei valori antifascisti, che è stato conferito a Luciana Romoli. La storia della "Partigiana Luce" è profondamente intrecciata con quella della città di Roma, che ha fatto da sfondo alla sua infanzia segnata dalla guerra e alla sua precoce scelta di campo: quella "dalla parte giusta della storia". Già a otto anni si oppose all’ingiustizia rifiutando l’esclusione di una compagna ebrea dalla scuola fascista. A soli tredici anni divenne staffetta partigiana della Brigata Garibaldi nella VI zona di Roma, affrontando rischi estremi con coraggio e determinazione. Oggi la Staffetta Luce è una delle ultime testimoni dirette dell’occupazione nazifascista della Capitale. La sua vita, tuttavia, non si è fermata alla Liberazione: ha continuato a incarnare i valori della Resistenza attraverso lo studio, l’impegno civile e sociale, l’attività sindacale e la collaborazione con importanti figure della cultura italiana. Laureata in biologia, ha dedicato il suo tempo all’educazione e alla trasmissione della memoria, incontrando generazioni di studenti in tutta Italia, che ama chiamare affettuosamente “nipotini” e “nipotine”. Tra i suoi numerosi impegni, anche l’attività nell’Associazione Ragazze d’Italia, nell’Udi, l'Unione Donne in Italia, e nella segreteria di Enrico Berlinguer. Fino a un gesto recente, potente e simbolico: a novant’anni ha accolto nella propria casa uno studente rifugiato del Gambia, dando concreta testimonianza di una Resistenza che continua a vivere nella solidarietà quotidiana. Il Premio Presidio Culturale Italiano, promosso dall’associazione Cultura Italiae, assume così un significato particolarmente profondo: riconoscere nella cultura un presidio democratico e uno spazio di responsabilità collettiva, in cui la memoria si trasforma in coscienza civile. Per la presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi, "conferire questo premio a Luciana Romoli significa riconoscere non solo il valore della sua testimonianza storica, ma la straordinaria coerenza di una vita interamente dedicata alla giustizia, alla libertà e alla dignità umana. La sua storia ci richiama ogni giorno alla responsabilità di custodire la memoria e di tradurla in impegno concreto. Luciana non rappresenta soltanto il passato della nostra città, l’impegno delle donne della Resistenza".   Per l'assessore alle Periferie e ai servizi Delegati Pino Battaglia, "oggi rendiamo omaggio a Luciana Romoli, che il suo comandante chiamò ‘Luce’ quando, a soli tredici anni, divenne staffetta partigiana della Brigata Garibaldi. Cresciuta in una famiglia antifascista, tra Casalbertone e Torpignattara, quartieri popolari e operai, ha portato nella Resistenza un impegno che si è trasformato, negli anni, in una testimonianza continua, capace di rendere la memoria un patrimonio vicino alle nuove generazioni. Il conferimento del Premio Presidio Culturale Italiano riconosce questo percorso e ribadisce la gratitudine che le dobbiamo: soprattutto nelle periferie, dove il suo esempio ha aiutato tante ragazze e ragazzi a comprendere il valore concreto della democrazia nata dalla lotta antifascista". Il conferimento del premio nel territorio del Municipio I assume un valore simbolico particolare. Roma, città della Resistenza e della Liberazione, porta incise nella propria identità le ferite dell’occupazione nazista e della persecuzione razziale, ma anche la forza della riscossa antifascista e della rinascita democratica. In questo contesto, la testimonianza di Luciana Romoli continua a essere un punto di riferimento fondamentale. Ancora oggi, anche attraverso incontri in videochiamata, prosegue il suo dialogo con i più giovani, dimostrando come la memoria possa e debba restare viva, capace di parlare al presente. Il premio conferito oggi rappresenta un segno di profonda gratitudine da parte delle istituzioni e della cittadinanza, ma anche un impegno collettivo: quello di custodire, trasmettere e rendere attuale l’eredità morale e civile della Resistenza. "Perché, finché memoria, responsabilità e coscienza continueranno a guidare la nostra comunità, la luce di Luciana Romoli continuerà a camminare insieme a noi". 
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Grande Fratello Vip, stasera nuova puntata: dal confronto Elia-Caruso alla coreografia di Manzini

(Adnkronos) – Nuova puntata stasera, mercoledì 22 aprile, con 'Grande Fratello Vip'. Dagli esiti del voto del pubblico al confronto di fuoco tra Antonella Elia e Paola Caruso, fino ad Alessandra Mussolini in versione Cupido. Il reality show, prodotto da Endemol Shine Italy, è condotto da Ilary Blasi. Con lei, in studio, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. 
Antonella Elia è la prima finalista di Gf Vip: nella Casa scoppia il caos. Paola Caruso va su tutte le furie, stasera un confronto di fuoco le metterà una di fronte all'altra.  
Francesca Manzini alle prese con una coreografia: talento incontenibile o egocentrismo senza misura? La Casa è divisa tra chi la difende e chi l’attacca senza mezzi termini i suoi 'tecnicismi' e non solo… Stasera potrà rispondere alle accuse dei suoi nemici, dopo le scintille della notte tra lei e Alessandra Mussolini.  
Alessandra Mussolini versione Cupido tra Raul Dumitras, Lucia Ilardo e Renato Biancardi: i suoi consigli amorosi hanno portato scompiglio tra dubbi, cambi di rotta ed effusioni inaspettate mentre tra lei e Renato è scontro aperto. E stasera anche sua mamma Nuccia avrà qualcosa da dirgli molto chiaramente.  
Il 'Raimondo conteso': Todaro da sempre è oggetto delle attenzioni di Francesca, ma le altre donne non ci stanno. E parte un piano di Alessandra Mussolini, Adriana Volpe e Antonella Elia per dividere la coppia. Ci riusciranno? Il pubblico sta votando per regalare l’immunità a una concorrente e per condannarne un’altra al prossimo televoto per l’eliminazione. Ma non sarà l’unica conseguenza della votazione. Una tra Alessandra Mussolini, Adriana Volpe e Paola Caruso vivrà una emozione davvero imprevista. Cosa succederà? 
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Chicco presenta linea Meraviglia all’Adi

(Adnkronos) – In occasione della Design Week 2026, Chicco ha presentato oggi all’Adi Design Museum la linea Meraviglia e il proprio approccio al design evolutivo nel corso di un panel dedicato a come cambiano lo spazio domestico e il progetto nel tempo. L’incontro si inserisce all’interno di una presenza più ampia del brand alla Design Week, con un’installazione che rende visibile il concetto di “casa che cresce” come ambiente dinamico, chiamato ad adattarsi alle trasformazioni della vita familiare e delle sue routine quotidiane. Al centro del confronto, la trasformazione della casa contemporanea che, insieme al modificarsi della famiglia, cambia funzione e significato: non più spazio stabile, ma luogo in continua evoluzione, nel quale funzioni, tempi e relazioni si sovrappongono. Un cambiamento che supera l’idea del prodotto come risposta a una singola esigenza e apre a una logica di progetto capace di accompagnare l’evoluzione nel tempo. In questo contesto Chicco porta il proprio contributo al tema del design evolutivo, un approccio progettuale oggi al centro del dibattito sullo spazio domestico, che riconosce nell’osservazione e nel tempo due dimensioni fondamentali. Un metodo che, applicato allo spazio domestico e all’infanzia, consente di tradurre la complessità della quotidianità in soluzioni flessibili, pensate per integrarsi nei contesti d’uso reali ed evolvere armonicamente seguendo le diverse fasi di crescita di un bambino, mantenendo coerenza tra progetto, uso ed esperienza.  “Essere alla Milano Design Week, per la prima volta come Chicco – ha spiegato Alberto Rivolta, ceo di Artsana Group -significa portare nel dibattito sul design un tema che ci riguarda da sempre: progettare per l’infanzia con responsabilità e attenzione alla persona. Siamo un brand di design italiano con una forte vocazione internazionale; il design per noi non ha una connotazione solo estetica, ma rappresenta una vera cultura del progetto. Il nostro impegno è rivolto a costruire fiducia e continuità nella vita quotidiana delle famiglie, anticipandone bisogni e aspettative. La nostra ambizione è quella di contribuire a generare un cambiamento culturale nella crescita dei bambini, delle famiglie e, di conseguenza, della società”. Una visione che trova conferma anche nei comportamenti delle famiglie. Oggi il 93%dei genitori riconosce che la casa cambia nel tempo, mentre oltre la metà evidenzia la difficoltà di far convivere funzioni diverse negli stessi ambienti e il 54% segnala la complessità di utilizzare gli stessi spazi per attività differenti. Dati che restituiscono un quadro chiaro: la casa non è più uno spazio stabile, ma un ambiente in continua trasformazione, chiamato a rispondere a bisogni sempre più articolati nel tempo. In questa prospettiva, il confronto ha messo in evidenza come la trasformazione dello spazio domestico rifletta un cambiamento culturale più ampio nel modo di abitare e di progettare per l’infanzia, in cui il progetto è chiamato ad accompagnare nel tempo nuovi equilibri e nuove modalità di relazione. Una lettura che, dal punto di vista della marca, si traduce in un preciso posizionamento progettuale, come ha sottolineato Roberto Lobetti Bodoni, Chief Marketing & Digital Officer Chicco: “Per Chicco il design è il linguaggio attraverso cui la visione di marca diventa esperienza concreta. È il modo in cui interpretiamo i cambiamenti della quotidianità e li traduciamo in progetto, lavorando sull’integrazione nello spazio domestico e sulla capacità degli oggetti di accompagnare nel tempo le persone. In questo senso, innovazione e design non sono ambiti separati, ma un unico metodo: partire dall’osservazione, definire criteri chiari e costruire soluzioni coerenti, capaci di restare significative nel tempo. Meraviglia rappresenta esattamente questa logica: un sistema evolutivo che rende visibile un modo di fare marca fondato su continuità, integrazione e responsabilità”.  A partire da questa evidenza, il panel ha approfondito il ruolo dell’osservazione come fondamento del progetto, attraverso il contributo di Rossana Gonella, psicologa esperta del Chicco Research Center, che ha richiamato l’attenzione sul legame tra esperienza, relazione e ambiente: "Il bambino attraversa fasi evolutive diverse, ciascuna con bisogni specifici: inizialmente di protezione e sicurezza, poi di relazione, esplorazione e, progressivamente, di autonomia. La crescita non è un evento lineare, ma un processo fatto di passaggi delicati, tempi personali e trasformazioni profonde. Quando spazi e oggetti sono progettati a partire dall’osservazione reale di queste fasi, diventano strumenti che non solo facilitano la quotidianità, ma accompagnano il bambino nello sviluppo delle sue competenze sostenendo l’autonomia in modo graduale e rispettoso, senza forzature. In questo senso, l’ambiente domestico non è un semplice contenitore, ma una risorsa attiva che partecipa al percorso di crescita.” A completare il confronto, il contributo di Giulio Ceppi, designer e membro del board Adi, che ha riportato l’attenzione sul progetto come strumento operativo per leggere e tradurre la complessità contemporanea: “Progettare per la crescita significa partire dallo spazio e da come viene vissuto: posture, altezze, passaggi, soglie che cambiano nel tempo. Non si tratta di oggetti che prescrivono un comportamento, ma di sistemi che offrono possibilità e lasciano che l’esperienza accada. Quando il progetto riesce a restare aperto e significativo nel tempo, diventa realmente parte della vita delle persone”. A dare forma concreta a questo approccio è la linea Meraviglia, pensata come sistema di prodotti evolutivi in grado di accompagnare nel tempo le diverse fasi della vita quotidiana. Non singole soluzioni, ma oggetti progettati per trasformarsi, integrarsi nello spazio domestico reale e mantenere continuità d’uso e di significato. La Sedia Evolutiva Meraviglia accompagna il bambino dalla nascita, evolvendo nel tempo fino a diventare una sedia vera e propria, capace di restare nella casa anche oltre le prime fasi della crescita. La Torre di apprendimento evolutiva sostiene la partecipazione alla vita quotidiana, permettendo al bambino di osservare, collaborare e imparare facendo, senza imporre una funzione unica. Il sistema evolutivo per il sonno Next2Me Meraviglia completa il percorso, accompagnando in modo graduale il passaggio dalla prossimità all’autonomia. Un sistema di soluzioni progettate per accompagnare nel tempo l’evoluzione dello spazio domestico e delle relazioni che lo abitano, portando il design evolutivo dal dibattito progettuale alla vita quotidiana delle famiglie. 
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Madrid, Berrettini subito fuori al primo turno contro Prizmic

(Adnkronos) – Giornata da dimenticare per Matteo Berrettini nel Masters 1000 di Madrid. Il tennista azzurro esce subito di scena dal torneo nella capitale spagnola oggi, mercoledì 22 aprile. L'azzurro, numero 92 Atp, è stato battuto all'esordio dal croato Dino Prizmic, numero 87 al mondo e proveniente dalle qualificazioni, in due set con il punteggio di 6-3 6-4 in un'ora e 39 minuti.  Per Berrettini, scarico dal punto di vista fisico, match in salita fin da subito: l'azzurro dovrà adesso ritrovare le energie in vista degli Internazionali d'Italia, torneo di casa a cui è legato da sempre. 
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A Roma nuova sede per la Fno Tsrm e Pstrp

(Adnkronos) – La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) ha inaugurato la sua nuova sede a Palazzo Balestra, in piazza Santi Apostoli a Roma. Un patrimonio architettonico di grande pregio che si integra con la missione della Federazione, rappresentativa di 165mila professionisti che operano su tutto il territorio nazionale. "Con il recupero di questo luogo ci sentiamo parte attiva nella valorizzazione del patrimonio artistico", sottolinea il presidente Diego Catania. "Si tratta di una dimora storica dal valore inestimabile", da cui "abbiamo portato alla luce e restaurato gli affreschi, i dipinti e le opere d’arte al suo interno". Una sede al centro della città, nel cuore delle istituzioni. "Da oggi – continua Catania – i nostri professionisti saranno più vicini ai luoghi in cui si assumono le decisioni, una vicinanza che è insieme fisica e istituzionale e che ne rafforza la rappresentanza, affinché il loro impegno sia sempre visibile, ovunque e da chiunque. In quest'ottica auspichiamo che le nostre professioni abbiano il giusto riconoscimento e maggiore autonomia: questa è la missione che ci accompagnerà per il prossimo futuro". Al taglio del nastro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, autorità civili, militari e religiose, oltre a esponenti del mondo sanitario e culturale. La senatrice Beatrice Lorenzin, promotrice della legge 3 del 2018, che ha istituito la Federazione e ordinato le professioni afferenti, ha ricordato il "percorso cominciato insieme ormai tanti anni fa e che va avanti. Questa è la soddisfazione massima: siete diventati grandi e spero che possiate dare sempre un contributo costruttivo e operativo alle evoluzioni di cui noi abbiamo bisogno nel Servizio sanitario nazionale, per farlo essere sempre resiliente rispetto alle tante trasformazioni che abbiamo". Il taglio del nastro è stato accompagnato dalla benedizione dei locali impartita da don Massimo Angelelli, direttore dell'Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza episcopale italiana (Cei), rimarcando che la nuova sede è la casa di chi ha scelto di prendersi cura dell'altro, richiamando la vocazione dei professionisti della salute a essere, nel loro operare quotidiano, autentici costruttori di pace.  Palazzo Balestra nasce nel '400 come dimora della famiglia Muti Papazzurri, in cui ha trovato asilo Jacques Francis Stuart, l'erede al trono d'Inghilterra in esilio nella Capitale. La nuova sede della Federazione, dunque, si pone come ponte tra la cura della persona e la cura del patrimonio, tra benessere e bellezza. 
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Crisi carburante, Ryanair: “C’è chi rischia di fallire”. Lufthansa taglia 20mila voli

(Adnkronos) – La crisi carburante colpisce il traffico aereo mentre si avvicina il periodo delle vacanze. Lufthansa ha annunciato una drastica riduzione dei voli a causa della carenza di carburante. Fino a ottobre verranno cancellati 20.000 voli a corto raggio, la maggior parte dei quali operati dalla controllata regionale Cityline.  La compagnia punta a ottimizzare l'offerta estiva attraverso i propri sei hub di Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma. Ulteriori aggiustamenti sulla pianificazione a medio termine sono attesi tra fine aprile e inizio maggio. 
Ryanair invece assicura che almeno per maggio non ci saranno cancellazioni. Se la guerra in Medio Oriente dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, la compagnia aerea stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. "Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi" avverte Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair. L'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna "che dipende direttamente dal Kuwait", fa sapere. Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti – Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità regna sovrana: "Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità". Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre. Nonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% 'unhedge' sta subendo impennate vertiginose: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un costo che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. Se la situazione non dovesse migliorare e il prezzo rimanesse bloccato a 150 dollari al barile per 12 mesi. "Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni" spiega il ceo.  Una pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: "Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air – che vorrebbe querelarmi ma non avrà il tempo di farlo – e Air Baltic potrebbero fallire". Un'"ottima notizia" per il business della compagnia rilandese. Ma il mercato è nervoso: "Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran". Difficile fare previsioni sull'andamento delle operazioni di Ryanair, nessuno ha la sfera di cristallo: "Non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare del prossimo inverno". E non sono solo i prezzi del carburante a pesare sul fronte viaggi, la guerra in Iran infatti ha portato a grandi cambiamenti. L'Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria fa sapere che emerge una nuova geografia turistica. Secondo l'aggiornamento, realizzato ieri 21 aprile, su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale, e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima, oltre all’annullamento pressoché totale del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione Usa resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano. Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%); Europa – short break – 18,1%; crociere 12,9%. Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza, secondo l'Osservatorio, il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento; il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione. Gli agenti di viaggio in questo momento, poi, avvertono di vedere pubblicamente riconosciuto il loro ruolo dalle istituzioni (49,1%), il bisogno di linee guide ufficiali da condividere con i clienti (35,5%) e di poter utilizzare più accessibili salvaguardie assicurative (9,35). "I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale", dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria. "In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato", conclude. Nonostante il contesto geopolitico, il cliente delle agenzie di viaggi continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio. Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore: il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in sé (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%). Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%). Secondo l'indagine, il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte Secondo Aidit, "si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto". "Questo genera: maggiore complessità nella gestione commerciale; aumento dei tempi di consulenza; ulteriore rallentamento delle decisioni. Le agenzie diventano sempre più un punto di riferimento per: interpretare il contesto; rassicurare il cliente; guidare le scelte", conclude l'associazione. 
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