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Ucraina, ok da Coreper a sblocco prestito Ue da 90 miliardi e nuove sanzioni alla Russia

(Adnkronos) – Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato sia l'erogazione del prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia. Lo rende noto una portavoce della presidenza di turno cipriota del Consiglio dell'Ue, spiegando che entrambi i dossier ora passeranno attraverso una procedura scritta, che dovrebbe terminare domani, per la loro adozione finale da parte del Consiglio. 
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Iran-Usa, la tregua di Trump dura solo 5 giorni: “Accordo con Teheran è possibile”

(Adnkronos) –
Una mini-tregua supplementare. Il presidente americano Donald Trump è disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco all'Iran, un breve lasso di tempo per trovare un accordo su una controproposta coerente. A delineare lo scenario è il sito Axios, analizzando con l'aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell'annuncio sull'estensione del cessate il fuoco. "Non sarà a tempo indeterminato", chiariscono.  La decisione di Trump si spiega con il fatto che i negoziatori di Trump ritengono ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e affrontare la questione di ciò che resta del programma nucleare iraniano. Tuttavia, temono anche di non trovare a Teheran nessuno con l’autorità necessaria a dare il via libera all'intesa. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei comunica a malapena. I generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ora controllano il Paese, e i negoziatori civili iraniani sono apertamente in disaccordo sulla strategia da seguire. "Abbiamo constatato che all'interno dell'Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde", spiega un funzionario statunitense. Queste divisioni sono cominciate ad emergere dopo il primo round dei colloqui di Islamabad, quando è diventato chiaro che il comandante dell'IRGC, il generale Ahmad Vahidi, e i suoi vice avevano respinto gran parte di ciò che i negoziatori iraniani avevano discusso.  
La spaccatura è venuta pienamente allo scoperto venerdì scorso, quando il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’IRGC si è rifiutato di attuarla – e ha iniziato ad attaccarlo pubblicamente. Nei giorni successivi, l’Iran non ha dato alcuna risposta sostanziale all’ultima proposta statunitense e si è rifiutato di impegnarsi in un secondo round di colloqui in Pakistan. Secondo Axios ad aggravare le divisioni interne al paese è stato anche l'assassinio, avvenuto a marzo, di Ali Larijani, l'ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Larijani aveva l'autorità e il peso politico necessari per tenere insieme il processo decisionale iraniano. Il suo sostituto, Mohammad Bagher Zolghadr – il cui compito è quello di garantire il coordinamento tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), la leadership civile e la Guida Suprema – non è altrettanto efficace, ha affermato un funzionario statunitense. Le ultime 48 ore sono state estremamente frustranti per la Casa Bianca, in particolare per il vicepresidente JD Vance, che aveva già preparato le valigie per recarsi a Islamabad e guidare un secondo ciclo di colloqui di pace. Invece, si è ritrovato ad aspettare che i generali dell'IRGC, in posizioni di controllo in Iran, permettessero al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e ad Araghchi di recarsi in Pakistan per incontrarlo. Lunedì sera, gli iraniani sembravano aver dato il via libera ai mediatori pakistani per i colloqui. Martedì mattina, quel segnale era svanito, sostituito dalla richiesta che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale. 
L'Air Force Two è rimasto per ore sulla pista della Joint Base Andrews, pronto a partire, finché non è diventato chiaro che il viaggio non si sarebbe fatto. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, che avrebbero dovuto volare da Miami a Islamabad, sono invece saliti su un aereo governativo diretto a Washington. Martedì pomeriggio, Trump si è riunito con il suo team di sicurezza nazionale: Vance, Witkoff, Kushner, il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il presidente degli Stati maggiori riuniti Gen. Dan Caine e altri alti funzionari.   All'inizio, alcuni degli stessi consiglieri di Trump non sapevano in quale direzione si sarebbe andati: un massiccio attacco alle infrastrutture energetiche dell'Iran o più tempo per la diplomazia? Alla fine è stata scelta la seconda opzione. "La gravità della frattura è diventata evidente negli ultimi giorni, e la domanda era: ha senso andare a Islamabad in queste condizioni?", ha spiegato ad Axios un funzionario statunitense. "Quindi la decisione è stata quella di concedere un po' più di tempo agli sforzi diplomatici".
 Diversi funzionari statunitensi e collaboratori di Trump sono giunti alla stessa conclusione: il presidente ritiene che gli Stati Uniti abbiano raggiunto il massimo risultato possibile sul piano militare e vuole uscire da una guerra sempre più impopolare. Non riprenderà i combattimenti finché non avrà esaurito ogni altra opzione. "Sembra proprio che Trump non voglia più ricorrere alla forza militare e abbia deciso di porre fine alla guerra", ha affermato una fonte statunitense a lui vicina. Se però i mediatori pakistani non riusciranno a garantire la partecipazione iraniana entro i tempi previsti da Trump, l’opzione militare tornerà sul tavolo, prevede Axios, citando una fonte regionale a conoscenza degli sforzi di mediazione e una fonte israeliana informata sulle discussioni che spiegano come funzionari statunitensi e mediatori pakistani stiano aspettando che Khamenei rompa il silenzio nei prossimi due giorni e dia ai suoi negoziatori una chiara direttiva per tornare al tavolo.  
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Attacco a Meloni, Tajani convoca ambasciatore Paramonov: “Insulti dalla tv russa sono inaccettabili”

(Adnkronos) – All'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ricevuto questa mattina alla Farnesina, "abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico, quale è l'Italia". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia, all'indomani dell'attacco violento contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Vladimir Solovyov, noto volto televisivo e propagandista vicinissimo al Cremlino, che ha insultato la premier con una raffica di offese, tra cui "vergogna della razza umana". "Gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili. L'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto. L'ambasciatore russo ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno, ma quando si parla attraverso la televisione russa e i canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo", ha aggiunto Tajani. Ieri sera Meloni aveva risposto agli insulti con un post su X: "Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine".  Per il senatore Pd, Filippo Sensi, "se il governo italiano avesse un minimo di spina dorsale, l’ambasciatore russo uscito dalla Farnesina si dovrebbe recare immediatamente a Fiumicino per un volo solo andata per Mosca. Così non è stato. Anzi si permette anche di rilanciare. Contento Tajani, contento il Cremlino", ha commentato Sensi sui social.  
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Usa, almeno 10 scienziati morti o scomparsi: indaga Fbi. Coinvolti laboratori nucleari e Nasa

(Adnkronos) – Almeno 10 scienziati legati a programmi sensibili nel campo nucleare e aerospaziale sono morti o scomparsi negli ultimi tre anni negli Stati Uniti. Nessun collegamento evidente tra i casi, ma una serie di episodi che ha alimentato ipotesi, teorie e speculazioni. La Casa Bianca ha confermato che le agenzie federali stanno lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i casi, includendo anche l’ipotesi — ancora non supportata da evidenze — di possibili interferenze esterne o accessi a informazioni sensibili. "È una questione piuttosto seria, si spera sia una coincidenza", ha dichiarato il presidente Donald Trump.  Il caso ha raggiunto anche il Congresso americano: la Commissione di vigilanza della Camera ha annunciato l’apertura di un’indagine formale, chiedendo aggiornamenti a Fbi, Dipartimento della Difesa, Dipartimento dell’Energia e Nasa. L’obiettivo dichiarato è verificare se esista un possibile elemento comune tra le morti e le sparizioni, alcune delle quali ancora irrisolte, degli individui, che a suo dire avevano accesso a informazioni scientifiche sensibili. Parallelamente, l’Fbi ha confermato di aver avviato un lavoro di coordinamento con altre agenzie federali e autorità locali "per cercare collegamenti" tra le varie vicende. Le verifiche sono ancora in corso e, secondo quanto riferito dalle autorità, al momento non è stato stabilito alcun collegamento concreto tra le persone coinvolte.  Alcuni episodi si concentrano in particolare in California, nella contea di Los Angeles. Qui si registrano quattro casi che coinvolgono figure legate alla ricerca scientifica e spaziale: Carl Grillmair, astrofisico dell’Infrared Processing and Analysis Center del Caltech; Michael David Hicks e Frank Maiwald, entrambi collegati al Jet Propulsion Laboratory della Nasa; e Monica Jacinto Reza, ingegnere aerospaziale scomparsa nel giugno 2025 durante un’escursione nei pressi di una foresta della zona. Grillmair è morto nel febbraio 2025 all’età di 67 anni, mentre Hicks e Maiwald sono deceduti rispettivamente nel 2023 e nel 2024. Un altro caso sotto osservazione è quello del generale in congedo William Neil McCasland, 68 anni, ex comandante dell’Air Force Research Laboratory e figura chiave nelle ricerche aerospaziali del Pentagono. L’uomo è scomparso nel febbraio 2025 dalla sua abitazione di Albuquerque, nel New Mexico.  Tra le vicende analizzate figura anche quella dello scienziato Jason Thomas, direttore di Novartis, scomparso nel dicembre scorso in Massachusetts. Il suo corpo è stato ritrovato tre mesi dopo e la polizia non ha rilevato elementi che indichino un reato. Attenzione anche sul caso di Amy Eskridge, ricercatrice morta nel giugno 2022 in Alabama per una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Eskridge lavorava all’Institute for Exotic Science e aveva recentemente parlato pubblicamente di pressioni e presunte “guerre psicologiche” legate al suo lavoro sull’antigravità. Nel dicembre 2025 è stato ucciso anche lo scienziato Nuno Loureiro, professore del MIT e direttore del Center for Plasma Science and Fusion. È rimasto vittima di una sparatoria nella sua abitazione in Massachusetts, durante un attacco più ampio avvenuto alla Brown University. Nell’elenco figurano infine anche le sparizioni degli esperti Melissa Casias, Anthony Chavez e Steven Garcia, tutti collegati a centri di ricerca o strutture scientifiche statunitensi.  La varietà dei casi è ampia: omicidi accertati, morti per cause non chiarite e persone scomparse senza tracce evidenti. In alcuni episodi non emergono segni di attività criminale, mentre in altri le indagini restano aperte. Il dibattito politico si è acceso, con alcuni rappresentanti che parlano apertamente di possibile “minaccia alla sicurezza nazionale”, mentre altri sottolineano come, al momento, si tratti di episodi indipendenti tra loro.  Nonostante l’attenzione crescente anche sui social media, le istituzioni mantengono una linea prudente. La Nasa ha dichiarato di collaborare con le indagini e ha precisato che, allo stato attuale, “non esistono indicazioni di una minaccia alla sicurezza nazionale”. L’Fbi ha dichiarato che, se dovessero emergere prove di attività criminali o cospirative, verranno adottate tutte le misure necessarie. Anche alcuni membri del Congresso invitano alla cautela: la comunità scientifica coinvolta nel settore nucleare e aerospaziale è composta da migliaia di professionisti, e secondo diverse valutazioni non emergerebbe alcun elemento che suggerisca un’azione coordinata o mirata.  
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Buffon: “Più facile vedere mille alieni che Italia senza Mondiali per tre volte. E invece…”

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"Il terzo Mondiale mancato dall'Italia? È stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per me stesso. Se mi avessero detto che sarebbe successo 12 anni fa, avrei risposto che sarebbe stato molto più facile vedere mille alieni intorno a me piuttosto che l'Italia non qualificata per tre tornei consecutivi. Ma questa è la realtà. Per superare tutto questo dobbiamo capire perché ci sono certe difficoltà. Dobbiamo cambiare. Se siamo lucidi in questa analisi, abbiamo il potenziale per creare un futuro migliore. Ma se neghi che ci sia un problema, allora quel problema rimarrà lì". Gianluigi Buffon, leggenda del calcio italiano e portiere campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, ha parlato così – in un'intervista al Guardian – della terza qualificazione al Mondiale fallita dalla Nazionale italiana.  Buffon ha cercato anche di spiegare le ragioni del fallimento: "La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di essere molto competitive e il livello medio di gioco è aumentato molto. In secondo luogo, fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo tatticamente più forti dei nostri avversari. E in terzo luogo, abbiamo dei giocatori fantastici, ma quello che manca è il talento veramente creativo come Baggio, Del Piero o Totti, che un tempo ci aiutava a prevalere". Buffon ha raccontato anche alcuni aneddoti relativi alla sua carriera da calciatore. Tra questi, il celebre episodio della testata di Zidane a Materazzi nella finale dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia: "Ero a circa 15 metri di distanza e sentii il tonfo. Se l'avesse fatto a chiunque altro, sarebbero finiti al tappeto. Il guardalinee non vide nulla. L'unico testimone ero io. Così corsi verso l'arbitro e l'assistente per attirare la loro attenzione. Materazzi era a terra, Zidane era immobile, io protestavo, e finalmente il gioco si fermò. Ero scosso e combattuto tra emozioni contrastanti. Sapevo che era l'ultima partita di Zidane, ed era uno dei giocatori più grandi e di classe nella storia del calcio. Mi dispiaceva che per lui stesse finendo in quel modo”. "È colpa mia", scherza poi Buffon in inglese, ricordando l'incredulità di Zidane dopo che alla parata dell'italiano era seguito il colpo di testa (e la testata). 
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Harry, omaggio silenzioso per il centenario della nascita della nonna Elisabetta II

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Il principe Harry ha inviato dei fiori al luogo di sepoltura della Regina Elisabetta in onore del suo centenario della nascita. Lo ha appreso People. Dopo la morte, avvenuta nel 2022, la regina fu sepolta nella Cappella di San Giorgio al Castello di Windsor accanto al marito, il principe Filippo, con cui fu sposata per 73 anni e che scomparve nel 2021. Vi riposano anche i suoi genitori, il re Giorgio VI, deceduto nel 1952 e la Regina Madre, scomparsa nel 2002, nonché la sorella, la principessa Margaret, anch'essa morta nel 2002. Il rapporto fra il Duca di Sussex e la nonna fu affettivamente sempre molto intenso. E, secondo quanto afferma il biografo reale Robert Hartman, il matrimonio con Meghan aveva dato grande gioia alla nonna. "La Regina ha sempre adorato Harry", sostiene lo scrittore nel recente 'Elizabeth II: In Private. In Public. The Inside Story'. Quando i Sussex lasciarono il Regno Unito per gli Usa, pur dispiaciuta, Elisabetta decise di lasciare la porta di casa comunque aperta, auspicando sempre il ritorno del nipote, considerato un risorsa importante per il Palazzo. Il principe Harry partecipò ai funerali di sua nonna insieme alla moglie, dopo essersi ritirato dai ruoli reali e si fosse trasferito in California due anni prima. In seguito, tornò a rendere omaggio alla nonna visitando il suo luogo di sepoltura durante le sue visite nel Regno Unito. Nella sua dichiarazione personale, pubblicata sul sito web della Archewell Foundation dopo la sua scomparsa, il Duca di Sussex affermò: "Nel celebrare la vita di mia nonna, Sua Maestà la Regina, e nel piangere la sua perdita, ci viene ricordato quanto sia stata una guida per molti, grazie al suo impegno al servizio e al dovere. Era ammirata e rispettata in tutto il mondo. La sua incrollabile grazia e dignità sono rimaste immutate per tutta la vita e ora rappresentano la sua eredità eterna. Facciamo nostre le parole che pronunciò dopo la scomparsa di suo marito, il Principe Filippo, parole che possono essere di conforto a tutti noi ora: 'La vita, naturalmente, è fatta di addii definitivi così come di primi incontri'." "Nonna, sebbene questo addio definitivo ci addolori profondamente – aggiunse Harry – ti sarò per sempre grato per tutti i nostri primi incontri: dai miei primi ricordi d'infanzia con te, al primo incontro in cui sei diventata il mio Comandante in Capo, fino al primo momento in cui hai conosciuto la mia adorata moglie e abbracciato i tuoi amati pronipoti", ha continuato. "Conservo con affetto questi momenti condivisi con te e i tanti altri momenti speciali che ci sono stati nel mezzo. Ci manchi già moltissimo, non solo a noi, ma al mondo intero. E per quanto riguarda i primi incontri, ora onoriamo mio padre nel suo nuovo ruolo di Re Carlo III". 
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Governo, da cdm ok ai nuovi sottosegretari: Balboni, Cannella, Barelli, Dell’Utri, Bizzotto

(Adnkronos) – Via libera ai nuovi 5 sottosegretari durante riunione del cdm in corso a Palazzo Chigi. Alberto Balboni va alla Giustizia e Giampiero Cannella alla Cultura, a completare la squadra di sottogoverno Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell'Utri di Noi Moderati al ministero degli Esteri e per la Lega Mara Bizzotto al Mimit.  Sul tavolo del governo Meloni anche il testo del Dfp, il documento di finanza pubblica atteso a Bruxelles. 
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Natale di Roma, da Elon Musk 1 milione di dollari per patrimonio archeologico della Capitale

(Adnkronos) – "In occasione del 2779esimo anniversario della fondazione di Roma, celebrato ieri, 21 aprile, Elon Musk ha destinato un nuovo milione di dollari a sostegno del patrimonio archeologico e culturale della civiltà romana". Lo comunica in una nota lo staff dell'imprenditore statunitense. "Con questa donazione sale a circa 4 milioni di dollari il contributo complessivo di Elon Musk in meno di due anni per la tutela e lo studio del patrimonio dell'antica Roma. Le risorse sono arrivate a chi lavora concretamente sul campo: archeologi, restauratori, gruppi di studio e ricerca, università e istituzioni culturali, in Italia e in altri Paesi del bacino del Mediterraneo un tempo parte dell'Impero. I fondi hanno sostenuto scavi, interventi di conservazione e restauro, progetti di documentazione digitale – come scansioni e mappature 3D di monumenti e siti – e attività di ricerca specialistica", conclude la nota. 
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Restauro della Trasfigurazione di Tiziano per l’altare maggiore di San Salvador

(Adnkronos) – La parrocchia del Santissimo Salvatore e Santo Stefano di Venezia, in collaborazione con l’organizzazione non profit americana Save Venice, annuncia l’avvio del restauro della Trasfigurazionedi Tiziano Vecellio, pala dell’altar maggiore della Chiesa di San Salvador. La grande tela fu dipinta da Tiziano nel terzo quarto del XVI secolo come copertura della Pala d’argento, opera orafa dei secoli XIV-XVincassata nell’ancona dell’altare realizzata da Guglielmo dei Grigi (1530). Il dipinto,raffigurante la Trasfigurazione, venne concepito per una precisa funzione liturgica e devozionale: una copertura ordinaria della pala, inserita in un articolato meccanismo che ne agevolasselamovimentazione consentendo lo svelamento scenografico della preziosa Pala d’argento collocata alle sue spalle. Ciò avveniva – e avviene tutt’oggi – in tre particolari occasioni dell’anno liturgico – la Pasqua, il Natale e la festa della Trasfigurazione, titolo di San Salvador – e in altre straordinarie occasioni. Il meccanismodi movimentazione in uso fino a pochi mesi fa, composto da ruote dentate, catenee contrappeso, era un rifacimento della seconda metà del Novecento basato su soluzioni precedenti. Esso permetteva lo scorrimentocontrollato della pala del Tiziano all’interno della struttura dell’altare, favorendo, senza la necessità di grandi manovre, l’ostensione dell’opera gotica retrostante. L’intervento di restauro a guida del celebre restauratore Ottorino Nonfarmale che a fine anni Novanta ha coinvolto l’insieme di altare e tela – lavori sostenuti al tempo da Save Venice – non implicò direttamente il meccanismo di movimentazione. Quest’ultimo, a causa di un recente malfunzionamento, ha provocato danni alla tela tizianesca, rendendo necessario l’attuale intervento conservativo.  Ancora Save Venice, in particolare grazie al generoso sostegno di Arnold M. Bernstein, ha permesso l’avvio del nuovo intervento di restauro, iniziato a gennaio 2026 e affidato alla restauratrice Valentina Piovan, con la collaborazione di Carlotta Dal Santo.  Il restauro della Trasfigurazionedi Tiziano si inserisce come ultimo capitolo di una lunga serie di interventi promossi da Save Venice nella chiesa di San Salvador. Tra questi si annoverano il recente trattamento della Madonna Grandadi Girolamo Campagna e dell’altare della Vergine del Rosario, oltre ai numerosi interventi realizzati nei decenni scorsi su opere di Alessandro Vittoria, Jacopo Sansovino, Guglielmo dei Grigi, Vittore Carpaccio, Francesco Vecellio, Francesco Fontebassoe molti altri maestri. Le indagini preliminari sulla Trasfigurazionehanno evidenziato la presenza diffusa di uno strato di vernice ingiallita, nonché di estese integrazioni pittoriche alterate, oltre ad accumuli superficiali di polvere e sporco che compromettevano la leggibilità e l’equilibrio cromatico dell’opera. Sono state inoltre riscontrate puntuali perdite della pellicola pittorica. Particolarmente critico è risultato lo stato di conservazione dei tessuti lungo i bordi, e in modo più marcato in corrispondenza delle estremità del bordo inferiore, dove si rileva un grave degrado riconducibile ad attacco entomologico, con fenomeni di erosione, lacune del supporto e conseguente compromissione del vincolo meccanico tra la tela e il sistema di intelaiatura. L’intervento prevede un consolidamento localizzato delle aree danneggiate, la stuccatura delle lacune e una puntuale integrazione pittorica, finalizzati al recupero dell’unità estetica dell’opera. Parallelamente, sarà realizzato un nuovo telaio e verrà completamente riprogettato il sistema meccanico di movimentazione, al fine di garantire condizioni di sicurezza e conservazione ottimali nel tempo; tali opere saranno eseguite dall’impresa Alfier di Venezia.Il progetto si inserisce nel più ampio impegno di Save Venice per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico veneziano, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni locali e realtà internazionali nella salvaguardia dei capolavori della città.  
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Donna si lancia dal balcone con i tre figli, Crepet: “Non è gesto d’impeto, ma disagio della solitudine”

(Adnkronos) – "Non chiamatelo un semplice gesto d'impeto, perché allora chiunque di noi potrebbe lanciarsi dal balcone stasera stessa, anche io e lei con i nostri figli. Non diciamo fesserie". Così lo psichiatra Paolo Crepet, sentito dall'Adnkronos Salute, interviene sulla tragedia che si è consumata nella notte a Catanzaro. Una donna si è lanciata dal terzo piano di un edificio insieme ai suoi tre figli. Morti sul colpo la donna e due bambini; la terza figlia, di 6 anni, è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese in condizioni gravi. Ignote al momento le cause del gesto disperato. La 46enne, secondo la stampa locale, viene descritta dai vicini come "schiva e molto religiosa"; "soffriva di lievi disturbi psichici", ma "nulla che lasciasse presagire un tale epilogo". "Dobbiamo smetterla – continua Crepet – anche con la retorica della 'donna molto religiosa': è il segno che non abbiamo capito nulla. Questa madre era semplicemente sola, profondamente sola. Il suo disagio non è stato intercettato da nessuno. Se avesse avuto anche solo un'amica presente, forse quel dolore sarebbe stato colto e lei sarebbe stata aiutata". Lo psichiatra punta il dito sulla solitudine profonda che spesso si cela dietro l'apparente normalità di chi viene descritto dai vicini come "schivo" o "riservato". Per Crepet il fulcro del problema non è la fede o la condotta morale, ma l'assenza di una rete di supporto reale. L'esperto respinge con forza "le consuete letture superficiali che accompagnano questi eventi. Non se ne può più, ci vuole rispetto per il dolore delle persone che non ci sono più". Nonostante le cronache locali accennino a "lievi disturbi psichici", Crepet sottolinea che "l'elaborazione di un dolore insopportabile è un processo umano complesso che non può essere liquidato con definizioni sbrigative. Dobbiamo avere il coraggio di dire che oggi la solitudine totale è il vero problema, e non mi riferisco al luogo della tragedia – precisa – perché è un fenomeno che riguarda il Paese intero, tutti sui social e zero relazioni umane". Conclude lo psichiatra: "Io non so se la donna fosse seguita o no, non lo posso sapere, ma dire che era una 'brava donna' non serve a nulla. Serve riconoscere che siamo esseri umani, non macchine, e che il dolore richiede tempo e presenza per essere gestito. Certamente l'elaborazione di un dolore così insopportabile non avviene in poche ore".  
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