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Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 17 aprile

(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, venerdì 17 aprile. Centrati invece sei '5' che vincono 24.640,69 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 151,7 milioni di euro. Si torna a giocare domani, sabato 18 aprile, nell'ultimo appuntamento della settimana. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 13, 27, 45, 53, 57, 84. Numero Jolly: 34. Numero SuperStar: 63. 
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Sassuolo-Como 1-2: altro stop per Fabregas, la Champions si allontana

(Adnkronos) – Il Sassuolo batte 2-1 il Como nell'anticipo della 33esima giornata di Serie A oggi, venerdì 17 aprile. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia succede tutto nei minuti finali del primo tempo, con in padroni di casa in gol con Volpato al 42' e Nzola al 44', Nico Paz accorcia le distanze al 47'. Dopo il ko contro l'Inter, per i lombardi arriva così un altro stop, che complica la corsa al quarto posto Champions League. Si complica così la corsa Champions degli uomini di Fabregas. In classifica, i lombardi restano fermi a quota 58 in quinta posizione, a -2 dal quarto posto della Juventus. Gli emiliani salgono invece al nono posto con 45 punti, scavalcando di una lunghezza la Lazio. 
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Sondaggio Tg3, centrodestra avanti di un soffio

(Adnkronos) – Testa a testa tra centrodestra e centrosinistra oggi secondo il sondaggio Emg, per Linea notte del Tg3 diretto da Pierluca Terzulli, con le intenzioni di voto in caso di elezioni oggi 17 aprile. Il centrodestra si attesta al 45%, in calo dello 0,2%, e ha un vantaggio minimo sul centrosinistra, stabile al 44,9%. L'affluenza stimata, secondo le rilevazioni, è al 62%.  Per quel che rigurda i singoli partiti, nell'area di governo Fratelli d'Italia è al 27,2%, Forza Italia all'8,2%, la Lega all'8%, Noi moderati all'1,6%. Nell'opposizione, il Pd è al 22,1%, M5S al 12,5%, Avs al 5,9%, Italia viva al 2,6%, +Europa all'1,8%. Il totale del Centro è a 3,8% (-0,1%) con Azione al 2,5% e Pld all'1,3%. Al di fuori delle coalizioni, spicca Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: il partito dell'ex generale sale al 3,9% (+0,3%) con un peso potenzialmente decisivo. Democrazia sovrana popolare è all'1,2% (-0,2%). Altra lista è 1,2% (+0,2%).  Sono al 38% i giudizi positivi sul governo guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Alla domanda 'lei quanta fiducia ha nel governo Meloni', un 10% ha risposto 'molta', una 28% 'abbastanza', un 22% 'poca', un 40% 'per nulla'. 
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Serie A, oggi Inter Cagliari – La partita in diretta

(Adnkronos) – Torna in campo l'Inter in Serie A. Oggi, venerdì 17 aprile, i nerazzurri sfidano il Cagliari nell'anticipo della 33esima giornata di campionato. La squadra di Chivu è reduce dal successo contro il Como, battuto al Sinigaglia con un pirotecnico 4-3, mentre i sardi hanno battuto la Cremonese 1-0 in casa conquistando fondamentali punti salvezza. 
Dove vedere Inter-Cagliari? La partita sarà trasmessa in diretta tv sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su Sky Sport. La partita sarà inoltre disponibile in streaming sulla piattaforma web di Dazn, sull'app SkyGo e su NOW.  Nella prossima giornata di campionato, domenica 26 aprile, l'Inter affronterà il Torino in trasferta alle 18. Il Cagliari se la vedrà invece all'Unipol Domus con l'Atalanta, lunedì 27 alle 18:30. 
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Pengwin-Kean, lo scontro continua: “Minacce e parole gravi, la Fiorentina doveva intervenire”

(Adnkronos) – "In relazione a quanto accaduto negli ultimi giorni, sento il dovere di intervenire pubblicamente per chiarire, con fermezza, la mia posizione. Anzitutto, è necessario chiamare i fatti con il loro nome. Quello che è avvenuto non è stato un diverbio, non è stato uno scontro tra due persone che si sono affrontate ad armi pari, non è stato un semplice momento di tensione reciproca". Inizia così una lunga nota del noto tipster Kristian Pengwin, protagonista negli ultimi giorni di un acceso confronto con l'attaccante della Fiorentina Moise Kean.  Pengwin, che aveva ricevuto alcuni messaggi molto duri dal centravanti azzurro sui social dopo averlo criticato per la prestazione in Nazionale contro la Bosnia, ha avuto un confronto di persona con Kean (organizzato da Le Iene) e la situazione è degenerata: "Si è trattato – scrive Pengwin – di una aggressione verbale unilaterale nei miei confronti, nel corso della quale Moise Kean ha pronunciato parole gravi e minacciose, travalicando in modo evidente ogni limite del confronto, anche acceso, che può fisiologicamente accompagnare il mondo del calcio e del commento sportivo. Ed è proprio questo il primo punto che non può essere ridimensionato né confuso: io non ho preso parte a una lite tra pari, ma ho subito un comportamento intimidatorio e verbalmente aggressivo, che avrebbe meritato da subito ben altra consapevolezza e ben altra presa di posizione".  "Tuttavia, per quanto quelle minacce siano state gravi e inaccettabili, c’è un aspetto che, sul piano umano e civile, mi ha colpito ancora più profondamente. Mi riferisco alle espressioni utilizzate da Moise Kean con riferimento alla mia presunta non italianità" aggiunge Pengwin, con riferimento all'attacco verbale di Kean, che lo ha definito "polacco". "Parole di questo tipo – aggiunge – non rappresentano una semplice offesa personale, ma evocano un contenuto ben più pesante, perché colpiscono la dignità della persona e richiamano un criterio di esclusione identitaria che non dovrebbe trovare alcuno spazio né nello sport né nel dibattito pubblico. Si tratta di parole tanto più dolorose in quanto provenienti da chi, per storia personale e per il ruolo pubblico che ricopre, dovrebbe avere particolare sensibilità verso il peso dei pregiudizi, delle etichette e delle discriminazioni. Proprio per questo, da Moise Kean ci si sarebbe aspettati maggiore lucidità, maggiore responsabilità e soprattutto la capacità di comprendere fino in fondo la gravità di certe espressioni". Il tipster tira in ballo anche la Fiorentina: "Non posso poi non evidenziare la posizione della Fiorentina. Dinanzi a parole così gravi e a una aggressione verbale così evidente posta in essere da un proprio tesserato, ci si sarebbe aspettata una presa di distanza chiara, un richiamo serio, una stigmatizzazione inequivoca. Nulla di tutto questo è avvenuto con la forza e la nettezza che la situazione avrebbe imposto. Il fatto che Moise Kean sia successivamente comparso in un’intervista realizzata nei campi di allenamento della Fiorentina, in un ambiente completamente brandizzato e immediatamente riconducibile alla società, senza una contestuale e chiara condanna delle parole pronunciate, ha dato l’impressione che si sia voluto trasformare un episodio gravissimo in un’occasione di visibilità, anziché in un momento di responsabilità. Ed è proprio questo che trovo inaccettabile".   In chiusura, Pengwin ribadisce la gravità di quanto accaduto: "Le parole hanno un peso. Le minacce hanno un peso. Le allusioni discriminatorie hanno un peso ancora maggiore. E quando tutto questo viene tollerato o anche solo non chiaramente condannato, il messaggio che passa è devastante. Nonostante l’amarezza che questa vicenda mi ha lasciato, continuerò a fare il mio lavoro con la stessa libertà, la stessa serietà e la stessa passione di sempre. Non ho alcuna intenzione di alimentare ulteriormente questa storia, né di trasformarla in uno scontro permanente. Ho detto ciò che ritenevo doveroso dire e, per quanto mi riguarda, finisce qui.  
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Kanye West, la diffida del Codacons: “Annullare il concerto a Reggio Emilia”

(Adnkronos) – Dopo Londra e Marsiglia, potrebbe saltare anche la tappa italiana di Kanye West a causa delle controversie legate a dichiarazioni antisemite del rapper. Con una diffida urgente inviata al Prefetto di Reggio Emilia il Codacons ha chiesto oggi lo stop al concerto atteso il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, nell’ambito dell’Hellwatt Festival.  Dopo la decisione del Regno Unito di revocare il permesso d’ingresso al rapper americano, che era atteso al Wireless Festival di Londra, a causa di alcune sue dichiarazioni giudicate 'antisemite', il caso dell'artista è esploso anche in Italia. "La presenza dell’artista è attualmente al centro di una diffusa e crescente controversia internazionale, determinata da dichiarazioni e condotte pubbliche dello stesso, già oggetto di forti reazioni istituzionali – scrive il Codacons nell’istanza – Una partecipazione che potrebbe generare tensioni, manifestazioni di protesta e potenziali situazioni di disordine pubblico. Un rischio che appare concreto, attuale e prevedibile, alla luce di elementi oggettivi e convergenti: il clamore mediatico internazionale, i precedenti divieti e rinvii adottati in altri Paesi europei per ragioni di ordine pubblico, nonché la prevedibile mobilitazione di gruppi contrapposti in occasione di un evento di rilevanza straordinaria e ad altissima affluenza". "In tale contesto, trova piena applicazione il principio di precauzione, che impone all’Autorità amministrativa di intervenire anche in presenza di un rischio potenziale, quando siano coinvolti beni primari quali la sicurezza e l’incolumità pubblica. Non può essere tollerato che un evento già ritenuto problematico sotto il profilo dell’ordine pubblico in altri Paesi europei venga autorizzato in Italia in assenza di una rigorosa valutazione preventiva”. Per tali motivi il Codacons ha diffidato la Prefettura di Reggio Emilia a "disporre l’immediato annullamento dell’evento in oggetto, evitando che il territorio nazionale divenga teatro di criticità già ritenute incompatibili con il bene pubblico in altri ordinamenti europei. Si ritiene che l’Italia, in questo momento storico segnato da forti tensioni sociali e internazionali, non ha bisogno di eventi divisivi e potenzialmente destabilizzanti, ma di scelte responsabili, improntate alla massima tutela dell’ordine e della sicurezza collettiva". 
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Notti in Pronto soccorso, vite in corsia. Medici e infermieri si raccontano nel podcast ‘Globuli bianchi’

(Adnkronos) – "Un viaggio dentro il cuore pulsante della sanità". Si presenta così 'Globuli Bianchi', il "primo podcast interamente realizzato da un ospedale pubblico". A promuoverlo è l'Asst Valle Olona, che ha scelto di "condividere esperienze, sfide, emozioni e racconti di chi lavora ogni giorno per proteggere la salute" delle persone. La sanità vista con gli occhi di chi la vive da dentro. Il progetto, spiegano oggi i promotori durante la presentazione del nuovo podcast istituzionale, nasce per "avvicinare i cittadini al mondo della sanità pubblica attraverso storie reali" e "competenze di professionisti sanitari, sociosanitari e amministrativi".  Un racconto pensato per rendere la sanità più comprensibile, accessibile e vicina, ideato e narrato dal giornalista Simone Girardin, dirigente della comunicazione di Asst Valle Olona, che ha scelto per i contenuti un linguaggio semplice, "ma – assicurano dall'Asst – rigoroso, nel pieno rispetto della privacy". Poco dopo la mezzanotte, quindi a partire da sabato 18 aprile, sarà 'on air' la prima puntata. Ognuna durerà 10 minuti. "Raccontiamo ciò che spesso resta dietro le quinte: le persone, le scelte, le responsabilità e l'impegno quotidiano di chi lavora nella sanità", spiega Girardin parlando direttamente dalla sala podcast realizzata all'interno dell'ospedale. "La prima serie si intitola 'La febbre del venerdì sera' ed è ambientata nei nostri pronto soccorso durante le notti del fine settimana". Un'immagine: voci e sirene in lontananza, luci al neon e lunghe attese, introduce il trailer: "E' venerdì sera e, mentre la città va a dormire, il Pronto soccorso dell'Asst Valle Olona si popola di storie". Questa serie di puntate del podcast porta gli ascoltatori "dove nessuno lo ha mai fatto prima – dice Girardin nell'audio 'prefazione' – dove la scritta 'accesso vietato ai non addetti' vale per tutti, ma non per noi e neanche per voi". 'La febbre del venerdì sera', continua il giornalista, "attraverso le voci di medici e infermieri, offre uno sguardo autentico – a tratti ironico, a tratti toccante – su ciò che accade nelle ore più intense". Ogni episodio è "una storia vera, a volte incredibile, a volte surreale", ma capace di emozionare. Una finestra sul mondo degli operatori che "vivono la notte, tra situazioni improbabili, casi assurdi e momenti di pura umanità".  Obiettivo dell'iniziativa? "Vogliamo costruire un rapporto più diretto con i cittadini, basato su fiducia, trasparenza e ascolto", commenta il direttore generale Daniela Bianchi che ha fortemente voluto questo progetto. Interamente realizzato e prodotto dall'Asst grazie al team della Comunicazione (Anna Maffucci e Chiara Colombo), 'Globuli Bianchi' sarà disponibile ogni sabato sulle principali piattaforme podcast, sul canale ufficiale YouTube e sui canali digitali di Asst Valle Olona. E dopo l'estate, preannunciano dalla struttura lombarda, si partirà anche con il vodcast (video podcast). Titolo: 'Fuori orario'.  
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Claudia Conte, parla il legale: “Zero rivelazioni choc, zero illegalità o favoritismi, zero complotti e zero ricatti”

(Adnkronos) – Dall'esplosione del caso mediatico legato al suo rapporto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Claudia Conte ha scelto di non rispondere ai media, annunciando di essersi rivolta a un legale per tutelare la sua persona. Oggi l'avvocato Domenico Forgione del foro di Napoli scrive una lettera al direttore dell'Adnkronos Davide Desario in cui chiarisce la posizione della giornalista, annunciando azioni legali e smentendo l'uscita di rivelazioni o di libri-confessione.

 “La dott.ssa Claudia Conte, mia assistita, in questi ultimi giorni, nonostante il linciaggio mediatico subito, non è mai voluta intervenire per non alimentare il gossip sulla sua persona. E tuttavia proseguono insolenze e attacchi inaccettabili, oltre a varie offerte di spazi di visibilità che non le interessano in alcun modo. Rispetto a tutto questo, la mia assistita chiede il rispetto della sua privacy e della sua persona. Non intende rilasciare né oggi né in futuro dichiarazioni o interviste sulla sua vita privata. Tantomeno ha intenzione di scriverne un libro scandalistico con improbabili rivelazioni choc su chicchessia, come pure sostiene in maniera del tutto infondata qualche organo di informazione che per questo sarà chiamato a risponderne in tribunale”, si legge nella lettera all’Adnkronos. “Claudia Conte rispetta le persone e chiede rispetto, un suo diritto che chiedo formalmente di osservare. A sua tutela sto intraprendendo le necessarie azioni legali, in corso di deposito, che saranno portate avanti nei confronti di chi – sui mass media e sui social media – ha sostenuto fatti diffamatori, come ad esempio riguardo all’assenza di titoli di studio appropriati o che abbia ricevuto incarichi per intervento illecito di esponenti di governo o peggio ancora che abbia mai avuto intenzioni ricattatorie verso chicchessia”, prosegue il legale. “Hanno vivisezionato la sua carriera e non è emerso un solo incarico, ancorché gratuito, riconducibile a illecite sollecitazioni o a favoritismi da parte di chicchessia, men che meno da parte di esponenti di governo. Più scandagliano e più trovano lavori risalenti nel tempo con committenti diversi tra loro, il più delle volte riferibili a diversi ambiti politici ed istituzionali. Senza contare che, in tutti i casi emersi, chi le ha dato gli incarichi ha spiegato di averla scelta autonomamente per i suoi meriti e senza condizionamenti di sorta. La sua carriera si è dunque sviluppata del tutto autonomamente”, scrive ancora Forgione nella sua lettera all'Adnkronos. “Quanto al tema ricatti, la mia assistita non ha né l’indole né l’intenzione né tantomeno ha elementi o informazioni per condizionare qualcuno al fine di ottenere un tornaconto di qualsivoglia natura. Né ha senso alimentare l’attesa di chissà quali rivelazioni che non ci saranno mai, per il semplice motivo che non c’è nulla da rivelare. Chi insiste nell’affermare il contrario verrà chiamato a risponderne. L’unica cosa che chiede è, come detto, quella di essere lasciata in pace per poter vivere e lavorare con tranquillità, come merita e come ha diritto”. “Così come sono del tutto inaccettabili le allusioni a una vicinanza di Claudia Conte ad ambienti della criminalità, fatto destituito di qualsiasi fondamento fattuale che oltretutto offende il suo impegno personale da sempre finalizzato alla difesa della legalità. Anche la tesi dell’adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo è completamente infondata, talmente ridicola che non si può nemmeno commentare”, prosegue il testo. “I diffamatori si rassegnino al fatto che ci sono zero rivelazioni choc, zero illegalità, zero complotti e zero ricatti da utilizzare per poter portare ancora avanti questa campagna di stampa denigratoria, infondata e strumentale su un tema che peraltro non dovrebbe suscitare alcun reale interesse pubblico. Chiaramente tutti quelli che hanno sostenuto o anche fatto allusioni diffamatorie su questi aspetti ne risponderanno nelle sedi appropriate”. “Riguardo l’ultimo paradossale gossip, cavalcato con “interpellanze urgenti” anche da esponenti politici, la mia assistita non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l’Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi e completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo, conseguendo il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza”, si legge nella lettera all'Adnkronos. “Il diritto di cronaca non può e non deve diventare dileggio, come peraltro prevede il codice deontologico dell'ordine dei giornalisti. Il tentato accostamento con precedenti casi è del tutto infondato, non essendoci alcuna analogia sul piano dei fatti, delle dinamiche, dei comportamenti personali e della postura mediatica. La compostezza e il silenzio della mia cliente sulla propria vita privata – ora e per il futuro – ne sono la riprova”, conclude il legale. 
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Energia, D’aprile (Mase): “Distribuire omogeneamente data center per sicurezza nazionale”

(Adnkronos) – "La distribuzione dei data center è ormai una questione di sicurezza nazionale, non solo di digital divide. Concentrare queste infrastrutture in un’unica area aumenta i rischi fisici e cyber. Dobbiamo invece favorire una distribuzione che valorizzi le reti già presenti al Sud, dove le richieste in Lazio e Puglia sono in aumento, puntando con decisione sul recupero delle aree industriali dismesse che sono già infrastrutturate e pronte all'uso". Lo ha dichiarato Laura D’Aprile, capo Dipartimento Sviluppo sostenibile del Mase – Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, intervenendo alla presentazione dello studio di Engie e Key to Energy a Milano. E aggiunge: “Il decreto bollette, in particolare l'articolo 8, rappresenta una prima risposta per mettere ordine in un settore che ha vissuto una fase iniziale di confusione. L’obiettivo è accelerare la realizzazione di infrastrutture che sono essenziali non solo per lo sviluppo tecnologico e industriale, ma anche per quello sociale, poiché tutti noi utilizziamo dati che devono essere allocati quotidianamente. Con l'introduzione dell'autorizzazione unica – ha spiegato D'Aprile – stabiliamo tempi certi di dieci mesi, prorogabili solo in casi eccezionali, definendo chiaramente le competenze. Il testo è definitivo e in via di pubblicazione, frutto di un lavoro chirurgico e coordinato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha permesso di migliorare sensibilmente la norma". Secondo l'esponente del Mase, la regolamentazione passerà anche per strumenti di normativa secondaria: "Possiamo utilizzare atti di indirizzo e linee guida, come avviene nei paesi anglosassoni. Le linee guida sulla sostenibilità del 2024 sono in fase di aggiornamento, così come quelle per l'attrazione degli investimenti elaborate con Mimit e Mur (Ministero dell'Università e della Ricerca). La sostenibilità non è solo ambientale, ma riguarda anche i consumi energetici e i relativi costi, tema su cui il governo è impegnato proprio in questi giorni a Bruxelles nel confronto sugli Ets (Emissions Trading System)", conclude. 
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Nek: “Con il mio tour porto un po’ di Sassuolo in Europa”

(Adnkronos) – Da Parigi a Stoccarda e poi Zurigo, Berna, Lussemburgo, Bruxelles passando per Londra fino alle ultime due tappe spagnole di Madrid e Barcellona in programma il 23 e 24 aprile. Il tour europeo di Filippo Neviani, in arte Nek, prosegue a pieno ritmo attraverso live che stanno toccando le principali città del continente. Ed è proprio nella capitale inglese che il cantautore questa mattina si è concesso per un fuori programma, un incontro con i fan, organizzato dall’Istituto italiano di Cultura di Londra, prima del concerto di questa sera sul palco della prestigiosa Union Chapel, una chiesa funzionante, famosa sia come luogo per eventi live (qui si sono esibiti, tra gli altri, Amy Winehouse, Nick Cave, Oasis, Prince e i Pearl Jam) ma anche per le messe domenicali.  "L'Europa è sempre una spugna che assorbe culture musicali diverse – racconta Nek all'Adnkronos prima del meet and greet all’Istituto italiano di Cultura – e muoversi in questo contesto permette a me, ma anche a tanti altri miei colleghi, di percepire l’essenza dei diversi generi musicali, delle diverse lingue in una costante fusione che diventa poi un modo per entrare in connessione con le radici di ogni singolo paese. Tante diversità che, unite tra loro, generano una enorme forza". Il pensiero di Nek sul concetto di una 'Europa musicale' si estende alla percezione di questo grande territorio non solo come palcoscenico diffuso dove esibirsi, mercato dove lanciare nuove canzoni, dare vita a iniziative di vario genere, ma come spazio di condivisione culturale su grande scala, soprattutto in un momento storico dove i rapporti tra paesi si stanno sempre più irrigidendo per divergenze politiche, sociali ed economiche. "È sempre bello quando c’è un’apertura, quando c’è la possibilità di condividere, di mischiarsi, in questo caso musicalmente e quindi, mi viene da dire, culturalmente". Questo approccio ha permesso al cantautore, proprio in occasione del suo tour fuori dai confini italiani, di riscontrare una "Europa aperta, dove la musica tradizionale si fonde con i generi più diversi, dal pop al rock, al reggae, al jazz. In questo scenario, l'identità italiana mantiene un ruolo centrale, fungendo da pilastro per la proposta artistica nazionale oltre confine. Nel mio piccolo, anch'io contribuisco: nelle mie canzoni porto un po' di Sassuolo, un po' di Emilia Romagna e quindi anche un po' di Italia", sottolineando come il riconoscimento internazionale dell'italiano passi attraverso la lingua, la melodia e il patrimonio storico e culturale universalmente riconosciuto ed apprezzato. E non si può parlare di Europa senza fare accenno all'Eurovision Song Contest in programma tra meno di un mese, dal 12 al 16 maggio a Vienna. Un evento che ha subìto recentemente un radicale cambio di paradigma, soprattutto tra il pubblico italiano. "Non ho mai sentito parlare così tanto dell’Eurovision come negli ultimi anni – continua Nek – e devo ammettere che noto molte similitudini con il nostro Festival di Sanremo che, come è ben noto, ha recuperato una centralità strategica nel mercato discografico, ma anche nell’interesse stesso del grande pubblico. Ma un tempo si andava a Sanremo considerandolo come un'ultima spiaggia. Oggi la situazione è totalmente mutata al punto che gli artisti fanno a gara per esibirsi lì. Merito di una visione artistica più moderna iniziata con le edizioni condotte da Carlo Conti nel 2014 e 2015 e proseguite grazie all'intervento di colleghi illustri nella direzione artistica, tra tutti Claudio Baglioni, che hanno saputo trasformare la gara in una vetrina d'eccellenza capace di generare un rinnovato sentimento di appartenenza. Proprio come sta accadendo con l’Eurovision che, per noi italiani, diventa un modo per rinvigorire quel senso di appartenenza verso il nostro territorio, la nostra storia e cultura ma in senso molto ampio, più continentale".  Per Nek, il legame tra la tradizione melodica e la proiezione musicale su scala globale del nostro Paese, trova oggi in Sal Da Vinci un interprete d'eccezione, dato che il cantautore napoletano rappresenterà il Bel Paese in occasione del contest. "Sal è la nostra Italia, e lui ha una grande capacità di rappresentarla sul piano musicale quanto su quello culturale. E la sua 'Per sempre sì', sono certo, confermerà le aspettative del pubblico internazionale. Perché Sal, nel suo modo di esprimersi, è di fatto l’Italia: un grande lavoratore, con una solida esperienza maturata nel mondo teatrale e musicale, con un profilo tecnico che si sposa perfettamente con l'amore viscerale per le proprie radici. La sua forza rappresentativa risiede nel fatto che ama Napoli, ama la tradizione italiana, elementi identitari che ha già saputo esportare con successo in diverse tournée in tutto il mondo. La presenza di Sal Da Vinci sui palchi internazionali è la prova che il Festival di Sanremo rimane la fotografia dell’Italia. La stessa che mostreremo con orgoglio all’imminente Eurovision; una sintesi tra solidità tecnica e identità culturale necessaria per competere su palcoscenici di questa importanza". (di Alessandro Allocca) 
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