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Teatro San Carlo, 11 indagati per la passata gestione: c’è ex sovrintendente Lissner

(Adnkronos) – Finanzieri al Teatro San Carlo di Napoli: ci sono 11 indagati per la passata gestione. Figurano anche l'ex sovrintendente Stephane Lissner e l'ex direttore generale Emmanuela Spedaliere tra le 11 persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli che oggi ha disposto, attraverso un decreto, una serie di perquisizioni al Teatro San Carlo, il sequestro dei telefoni agli indagati e una serie di acquisizioni documentali. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli e delegate ai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso.  
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Fiorello chiama la vera Giorgia Meloni, lei risponde: “Che succede?”

(Adnkronos) – Nella puntata di oggi de 'La Pennicanza', Fiorello chiama (davvero) la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in viva voce fa ascoltare il telefono che però squilla a vuoto. Ma con grande sorpresa dello showman, improvvisamente, arriva un messaggio di risposta della premier, e Fiorello incredulo lo legge: "Non posso rispondere, che succede?", scrive Meloni. E lui, replica con un vocale: "Giorgia, scusa, siccome siamo in diretta radio, nessuno credeva che io avessi il numero del presidente del Consiglio e ho detto: 'Adesso chiamerò il presidente del Consiglio solo per salutare e per dire 'ciao' e poi avrei chiuso, solo per sentire cosa sta succedendo con l'amico Donald (Trump, ndr). Tutto qua Giorgia".  A quel punto Biggio, visto il botta e risposta a distanza aggiunge, rivolgendosi alla premier: "Se vuoi mandare anche un vocale a noi ci basta", e Fiorello conclude con una battuta, "Ci saluti Zelensky, grazie", tra gli applausi del pubblico in studio.   
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‘Una nuova primavera’, da Schlein a Fratoianni centrosinistra schierato per il libro di Giuseppe Conte

(Adnkronos) – Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Roberto Gualtieri, Roberto Fico, Alessandro Onorato, Dario Franceschini, oltre ad alcuni big del Movimento 5 stelle come Mariolina Castellone, Riccardo Ricciardi, Mario Turco, Federico Cafiero de Raho in prima fila nella presentazione del libro di Giuseppe Conte, ‘Una nuova primavera’, alla Galleria Borghese a Roma. Tra le seconde file, ci sono poi vari esponenti dem ed ex ministri come Roberto Speranza, Francesco Boccia, Paola De Micheli, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro. Nel pubblico anche il segretario dei Socialisti Enzo Maraio.   "Io mi sono trovato con il primo Trump e bisogna dare atto che era un Trump diverso", ha spiegato l'ex premier "C'è stata tra noi una simpatia personale, gli piaceva che io fossi un aoutsider, uno che veniva dalla socità civile e io ho sfruttato questo rapporto per ottenere vantaggi per il nostro Paese". Al contrario Giorgia Meloni "è andata a cercare di accreditarsi con Trump. Credo le abbia fatto velo anche l'affinità ideologica con Trump e Netanyahu e questo per lei è venuto prima dell'interesse nazionale, il suo è un sovranismo domenicale, della domenica pomeriggio. E per accattivarsi Trump ha detto sì alle armi americane, al gas americano, ha detto no alle tasse ai giganti del web. Ora Meloni ha dovuto constatare il fallimento della politica estera. Con lo stop all'accordo con Israele ammette il fallimento. C'è da capire se questo di Meloni è un calcolo elettoralistico o se invece c'è una rivisitazione consepavole e seria di una politica estera fallimentare che paghiamo tutti noi". "Meloni ha detto" rivolgendosi alle opposizioni che "è facile parlare stando seduti sul divano. Presidente Meloni, sul divano c'è stata lei che in questi 4 anni non ha fatto nulla e l'unica riforma che ha fatto è stata bocciata sonoramente dai cittadini", l'accusa del leader M5S.  "Non l'avessi mai detto, da quando l'ho detto mi chiedete sempre di primarie… Non è che ci potete chiedere ogni giorno di questo, anche perchè siamo tutti d'accordo che prima va costruito un progetto condiviso che non parte da zero. Ci sono punti già condivisi, c'è una base di programma da definire. Non è che abbiamo pettinato le bambole in questa legislatura", ha precisato Conte. "Se perdo le primarie? Io non mi suiciderò e neanche Elly. Certo che le primarie possono essere divisise, starà a noi costruire un percorso, con i nostri rispettivi elettorato, per non renderle divisive", continua. "Alle primarie ci si deve arrivare dopo la condivisione del progetto. E si candiderà alle primarie chi condivide il progetto". Così non ci saranno "personalismo divisivi. E' sarà un percorso chiaro, trasparente e fatto in modo inclusivo che ci consentirà di definire un progetto che rimarrà unitario a prescindere da chi prevale nelle primarie".   "Noi oggi siamo fra i pochi a dire che non puoi andare a comprare il gas russo. Noi per le sanzioni ci siamo sempre stati e ci siamo. Descalzi è un operatore economico, ma la politica estera non la può fare l'Eni. Dobbiamo prima concludere un accordo, per comprare il gas russo. Adesso l'accordo non c'è, ci sono le sanzioni", spiega il leader pentastellato. 
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Conti pubblici, Giorgetti: “Approccio prudente è necessità”

(Adnkronos) – "Un approccio prudente alle finanze pubbliche non è un'opzione ma una necessità, soprattutto nel contesto caratterizzato da incertezza e volatilità. È essenziale per mantenere la fiducia del mercato e rafforzare la nostra capacità di rispondere eticamente agli shock esterni". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti nel corso del suo intervento al Wilson Center a Washington davanti a una sala gremita. "Vorrei sottolineare che l'economia italiana ha dimostrato un solido grado di resilienza nonostante il difficile contesto nazionale, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive e dal rallentamento del commercio globale. È in questo contesto che l'Italia continua a perseguire un percorso di responsabilità fiscale”, ha dichiarato davanti alla platea del Wilson Center. Lo scopo dell’evento al Wilson Center è stato quello di celebrare l’importanza dei 165 anni di relazioni Usa-Italia e Giorgetti ha preso la parola per sottolineare cosa abbia in serbo la collaborazione fra i due paesi a livello d’investimenti e innovazione nei prossimi anni. “La profondità e la solidità dei nostri legami – economici, commerciali e interpersonali – come questo evento dimostra chiaramente, affondano le radici nelle nostre vene comuni; esse costituiscono le fondamenta su cui costruiamo il nostro rapporto. Tuttavia, come accade in qualsiasi relazione, dobbiamo riconoscere che vi sono momenti di stretto allineamento, così come fasi in cui le nostre prospettive potrebbero non essere pienamente condivise”, ha detto il Ministro, esordendo. Le sfide sono parecchie, dice Giorgetti: “Oggi, questa partnership opera in un contesto globale dinamico e complesso, plasmato dalla frammentazione geopolitica, dalla competizione tecnologica, dalla transizione energetica e dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento globali. In tale scenario, l'apertura di un dialogo continuo — anche in ambito economico — diviene ancor più essenziale”. E soprattutto quali sono le necessità, guardando al futuro. "L'Italia e gli Stati Uniti condividono un interesse comune nella riduzione delle dipendenze critiche nell'ambito di catene di approvvigionamento fondamentali, affidabili e trasparenti. In settori quali l'energia, i semiconduttori, i prodotti farmaceutici e le materie prime critiche, il rischio di dipendenza impone risposte coordinate da parte di partner che condividono la stessa visione”, ha affermato il ministro. Un approccio, secondo Giorgetti, che guarda ai membri del G7 e punta a rafforzare la trasparenza, la diversificazione e la sicurezza dell'accesso a risorse di interesse strategico. “Tale percorso richiede altresì un più stretto coinvolgimento del continente africano, quale partner chiave in questo sforzo condiviso”, sottolinea il membro della Lega. La vera sfida, afferma il ministro dell’Economia, è trovare il giusto equilibrio, garantendo maggiore sicurezza e resilienza delle catene di approvvigionamento senza compromettere l'efficienza, l'apertura e la competitività del sistema economico occidentale in questa fase complessa per l'Ue e l'economia globale. Il ministro, a fine evento, non si è soffermato a parlare con i giornalisti, uscendo dal Wilson Center attraverso una porta sul retro. Tuttavia, una frase alla fine del discorso del ministro Giorgetti ha sottolineato una priorità per il governo italiano con quello statunitense. “Il mondo in cui viviamo sta cambiando molto rapidamente. In questo contesto, il dialogo tra governo, imprese e comunità accademiche, come quello che abbiamo oggi, è essenziale”. Nel 2025, l'interscambio commerciale complessivo tra Stati Uniti e Italia ha superato la soglia dei 100 miliardi, attestandosi a circa 118 miliardi di dollari, come ha sottolineato il ministro. Gli export americani verso il Bel Paese sono aumentati di 11,3 miliardi di dollari rispetto al 2024, con un focus soprattutto sull’energia (petrolio e gas per 7,3 miliardi) e sui prodotti farmaceutici (4,4 miliardi). Allo stesso tempo, l'export italiano verso gli Usa ha mostrato segnali contrastanti: mentre alcune stime indicano una crescita del 7,2%, alcuni settori tradizionali hanno registrato flessioni specifiche (circa -3,7%) dovute all'impatto dei nuovi dazi imposti dal presidente Donald Trump. Nel dettaglio, si è verificata una riduzione dell'import dall'Italia di circa 1,9 miliardi di dollari, portando a un miglioramento del saldo commerciale a favore di Washington per un valore di 13,2 miliardi. Nonostante la guerra dei dazi, Giorgetti è sicuro: “Le aziende americane trovano in Italia un ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, una solida competenza tecnica e una crescente apertura all'innovazione. Allo stesso tempo, le aziende italiane vedono negli Stati Uniti un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico all'avanguardia e un partner fondamentale per la crescita internazionale”. (di Iacopo Luzi) 
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Made in Italy, raggiunti 100 marchi storici: fatturato da quasi 94 mld

(Adnkronos) – Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale ha raggiunto il traguardo dei 1000 Marchi Storici iscritti: un ecosistema composto da 780 imprese titolari che generano un volume d’affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 addetti. È quanto emerge dal rapporto ‘L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del Made in Italy’, presentato oggi a Palazzo Piacentini in occasione della giornata del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso. L’evento è stato anche l’occasione per illustrare il nuovo strumento finanziario introdotto con la riforma del Fondo Salvaguardia Imprese, pilastro della nuova strategia della crescita e del consolidamento delle imprese Marchio Storico di Interesse Nazionale.  "Celebriamo oggi il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l’identità economica e manifatturiera del nostro Paese. Un traguardo significativo aver raggiunto i Mille Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un risultato che, peraltro, giunge a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy 2026 e ne rafforza il valore", ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. "Parliamo, dunque, di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso”. “Il traguardo dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale rappresenta un risultato di grande valore per il sistema produttivo italiano. Non è solo un numero, ma il riconoscimento concreto di un patrimonio industriale che continua a generare occupazione, competitività e identità per il Paese”, ha commentato Massimo Caputi, presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “In un contesto di tensioni protezionistiche e nuovi accordi internazionali come il Mercosur, i Marchi Storici sono tra gli asset più esposti: senza adeguate clausole di salvaguardia nei trattati europei che ne certifichino l’autenticità, rischiamo un’erosione della nostra identità e del valore del Made in Italy. In questa direzione, la nascita del nuovo Strumento Finanziario che favorisce la crescita dei Marchi Storici segna un cambio di paradigma, trasformandosi da strumento difensivo in leva di sviluppo industriale. Grazie alla possibilità di co-investire per acquisizioni intra-filiera, favoriamo la nascita di poli di Marchi Storici solidi e competitivi, capaci di rafforzare le filiere e mantenere il valore ancorato al territorio.”  Il cuore pulsante di questo sistema è rappresentato dalle "4 A" del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo), che da sole valgono 76,1 miliardi di euro (l'81,3% del totale economico rilevato), con una netta prevalenza della filiera agroalimentare (53,7 mld euro).  “Il Rapporto evidenzia con chiarezza che i Marchi Storici non sono solo un patrimonio identitario, ma una componente strutturale dell’economia italiana. Parliamo di imprese radicate nei territori, capaci di generare valore economico e occupazione e di presidiare le principali filiere del Made in Italy”, ha aggiunto, Gianluca Brozzetti, consigliere vicepresidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “Allo stesso tempo, emerge l’esigenza di accompagnare questo patrimonio in una nuova fase di sviluppo: le imprese chiedono maggiore visibilità, strumenti di valorizzazione condivisi e una più forte capacità di fare sistema, anche sui mercati internazionali. È su questo passaggio che si gioca la competitività futura dei Marchi Storici”. La distribuzione regionale conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l'Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un'incidenza delle "4 A" vicina o superiore all'80%. Sotto il profilo settoriale, il Registro ha una natura strutturalmente industriale: l’88% delle imprese opera nel manifatturiero, dove l'Agroalimentare (44% del totale) e l'Automazione-Meccanica (25%) mantengono il ruolo di pilastri economici e numerici.  L’80% delle imprese assegna al Marchio Storico un valore strategico elevatissimo. Il 70% lo integra nei materiali istituzionali e il 46% direttamente sul packaging. Nonostante l’uso della versione internazionale "Italian Historical Trademark" sia ancora limitato al 25%, quasi la metà delle imprese (46%) ne prevede un utilizzo futuro, segnalando una forte volontà di crescita sui mercati globali come strumento di contrasto all'Italian Sounding.  “Guardiamo al futuro dei Marchi Storici nel mondo: dobbiamo preservare una tradizione e allo stesso tempo renderla attuale”, conclude Armando De Nigris, vicepresidente vicario dell’Associazione Marchi Storici d’Italia e presidente gruppo giovani dei Marchi Storici. “Siamo fiduciosi sull’adozione sempre più diffusa dell’Italian Historical Trademark così come auspichiamo un sempre maggior ricambio generazionale che valorizzi l’heritage. I giovani imprenditori e manager hanno oggi la responsabilità di trasformare il patrimonio industriale italiano in una leva di sviluppo, con nuove competenze, nuovi linguaggi e una maggiore apertura internazionale. È così che i Marchi Storici possono continuare a essere protagonisti anche nei prossimi decenni”. 
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Marina Berlusconi: “Fantomatica idea di mia discesa in campo, attacchi del Fatto da cavernicoli”

(Adnkronos) – "Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me – i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto 'dialogue coach' per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei 'cavernicolo'". Queste le parole di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in una precisazione affidata a 'Dagospia'.  "Per non parlare – continua la figlia di Berlusconi – di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero 'body shaming'. Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente 'patriarcali' – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza. Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca".  "Certo – affonda -, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante", conclude la presidente Fininvest. 
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Colta da malore in classe, insegnante muore durante la lezione

(Adnkronos) – Dramma a Palermo dove un'insegnante di 59 anni, Giovanna Somma, è morta a scuola, colta da un improvviso malore mentre era in classe con i suoi studenti. La tragedia è avvenuta nel liceo classico Vittorio Emanuele II. La professoressa di italiano e latino si sarebbe sentita male mentre stava facendo lezione e ogni tentativo di rianimarla è stato vano. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri.  
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A Rieti la terza tappa della Giornata regionale delle dipendenze, percorso di ascolto con le istituzioni e le associazioni

(Adnkronos) – Dopo Viterbo e Frosinone, la prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze è arrivata a Rieti per continuare l'ascolto e il dialogo con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio. L'obiettivo è strutturare una vera e propria rete che rafforzi le politiche di prevenzione e inclusione sociale nell'ambito del fenomeno delle dipendenze, che oggi include non soltanto l'uso di sostanze, ma anche forme di dipendenza digitale che coinvolgono sempre più precocemente i minori. A dare l'avvio è stato il presidente dell'Asp Isma, Antonio De Napoli, insieme al sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, al prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio, al presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, e ai consiglieri regionali Eleonora Berni e Michele Nicolai. La prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze – nata in attuazione della legge regionale numero 5 del 2025, che ne istituisce la celebrazione annuale il 6 maggio – è promossa dall'Asp Isma – Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio. La prossima tappa sarà a Latina, Palazzo Comunale, giovedì 23 aprile. L'evento conclusivo si svolgerà a Roma, mercoledì 6 maggio all'Opificio Italiacamp.  Il quadro delle dipendenze nel territorio di Rieti. Nel 2025 sono state 791 le persone seguite dall'Asl di Rieti. Tra queste, 454 sono in cura per dipendenze da sostanze psicotrope, 298 per abuso di alcol e 39 per ludopatia. La dipendenza da sostanze rappresenta ancora la diagnosi prevalente, con il 64,3% che riguarda gli oppiacei. Minore la percentuale relativa alla cocaina (26,7%) e la cannabis (5,3%), che risulta invece più spesso in associazione con altri comportamenti d'abuso. Le donne con disturbi da dipendenza sono in numero inferiore agli uomini, il che conferma che assumono meno sostanze rispetto agli uomini. Inoltre, si conferma il fatto che i dati sulle dipendenze digitali – così come nelle altre province del Lazio – faticano ad arrivare ai servizi pubblici. Infine, sono state 80 le consulenze effettuate su persone inviate direttamente dall'autorità giudiziaria o per valutazioni multidisciplinari per l’eventuale uso di alcol o sostanze.  "Il messaggio che ci arriva da Rieti è molto chiaro", dichiara De Napoli: "Per affrontare il fenomeno delle dipendenze non basta intervenire sull'emergenza, ma occorre costruire relazioni stabili con i territori. I numeri ci parlano di una realtà complessa, in cui accanto alle dipendenze tradizionali emergono fragilità nuove, spesso meno visibili, come quelle legate al digitale e ai più giovani. E' proprio da qui che dobbiamo ripartire: dall'ascolto e dalla capacità di intercettare precocemente i segnali di disagio. Come Asp Isma vogliamo rafforzare un modello di intervento che metta al centro la persona e valorizzi il lavoro congiunto tra istituzioni, servizi e comunità locali. Solo così possiamo trasformare questi momenti di confronto in azioni concrete e durature". Per Gianfranco Gatti, consigliere di amministrazione dell'Asp Isma, "è fondamentale rafforzare la presenza delle istituzioni e costruire una rete solida tra servizi, enti locali e associazioni, valorizzando le esperienze già attive sul territorio. Solo attraverso un lavoro condiviso possiamo rendere più efficaci le politiche di prevenzione e inclusione sociale, intercettando in modo tempestivo le situazioni di disagio. La tappa di Rieti è quindi particolarmente importante perché ci permette di confrontarci con un territorio che conosco bene e che presenta bisogni complessi".  
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Alcaraz si ritira da Atp Barcellona, Sinner resta numero 1 del mondo

(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz si ritira dal torneo Atp di Barcellona e Jannik Sinner rimane numero 1 del mondo. Lo spagnolo, numero 2 del ranking Atp, annuncia il forfait per un problema al polso. L'iberico perde così la possibilità di riconquistare il primato nella classifica, perso con la sconfitta contro Sinner nella finale dell'Atp Masters 1000 di Montecarlo. "E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", dice Alcaraz in conferenza stampa. "Nel match di ieri" vinto contro il finlandese Otto Virtanen per 6-4, 6-2 "ho sentito un dolore al polso, è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto". Sinner, con il trionfo a Montecarlo, ha raggiunto quota 13.350 punti. Alcaraz ha lasciato il Principato con 13.240 punti e per riprendersi il trono avrebbe dovuto vincere il torneo di Barcellona. Il ritiro in Catalogna prima degli ottavi di finale farà perdere terreno all'iberico che, secondo le proiezioni, dovrebbe scendere a 12.960 punti. L'entità dell'infortunio mette in dubbio il calendario dei prossimi impegni di Alcaraz. Il fuoriclasse di Murcia potrebbe saltare il Masters 1000 di Madrid, in programma dal 22 aprile. Se rinunciasse al torneo della capitale, lo spagnolo non perderebbe punti: lo scorso anno ha disertato l'appuntamento per un problema alla gamba. Il 6 maggio iniziano gli Internazionali d'Italia al Foro Italico: a Roma, Alcaraz difende il titolo vinto un anno fa, con il successo in finale contro Sinner, appena rientrato nel circuito dopo la sospensione di 3 mesi per il caso Clostebol. 
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Ucraina, incontro Meloni-Zelensky: “Italia interessata a produzione congiunta droni”

(Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al termine del faccia a faccia, le parole della presidente del Consiglio su una possibile "produzione congiunta di droni" tra Roma e Kiev. "Continuiamo il sostegno a 360 gradi nei confronti dell’Ucraina. Ci siamo oggi confrontati molto anche su come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa. L’Italia, in particolare, è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina, in questi anni, è diventata una nazione guida", le parole di Meloni.  Dal canto suo, Zelensky ha dichiarato di "lavorare con i Paesi interessati", per la "protezione dagli attacchi degli Shahed e la loro difesa". Parlando a Palazzo Chigi, il leader di Kiev ha riferito di un "importante interesse dell'Italia" verso il programma di cooperazione sui droni: "Abbiamo concordato con Giorgia Meloni che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma".  
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