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Spagna approva regolarizzazione di circa 500mila migranti senza documenti

(Adnkronos) – Il governo spagnolo ha approvato il decreto per regolarizzare circa mezzo milione di migranti senza documenti. Nell'annunciare la misura in una lettera, pubblicata oggi sui social, il premier spagnolo Pedro Sanchez impegnato oggi nella sua visita ufficiale in Cina. Lettera in cui ha spiegato che con l'approvazione del decreto "inizia il processo straordinario di regolarizzazione di persone che vivono nel nostro Paese" senza documenti. Rispondendo poi alle domande di giornalisti durante una conferenza stampa a Pechino, Sanchez ha esortato i Pp ad appoggiare la misura, seguendo le indicazioni in materia di migranti della Chiesa cattolica, e di mostrarsi coerenti con misure analoghe adottate in passato da governi guidati dai popolari spagnoli. Il premier socialista ha infatti ricordato che il processo di regolarizzazione è stato domandato "da diversi attori che, cercatamente, non hanno poco o niente da vedere con il governo spagnolo". "Sto parlando della chiesa cattolica, sto parlando di attori sociali, dei datori di lavoro, che ci hanno chiesto di riconoscere i diritti delle persone che già stanno vivendo da noi e stanno lavoranno o potrebbero lavorare con imprese – ha continuato Sanchez – perché hanno bisogno di manodopera per continuare a crescere e per continuare in questa direzione di intensa creazione di posti d lavoro in cui stiamo andando in Spagna". 
Sanchez ha poi sottolineato come l'immigrazione stia contribuendo "in maniera molto positiva" alla crescita economica, la creazione di posti di lavoro e "a tenere i conti della Sicurezza Sociale più sani possibili per la pensione dei pensionati di oggi" e anche per quelli del futuro. Perché, ha ricordato, la Spagna "come tutte le società occidentali" sta soffrendo un inverno demografico, e questo si deve affrontare "in due modi, che non sono incompatibili". "La prima con le politiche per la famiglia che questo governo, per esempio, l'estensione dei permessi di paternità e maternità e due con politiche di immigrazioni regolari e questo anche sta facendo il governo", ha aggiunto, concludendo che quindi la sanatoria che il suo governo si accinge a varare ha un grande sostegno "sia dal punto di vista economico, sociale e religioso". Infine Sanchez ha ricordato che l'ex presidente del governo popolare, José María Aznar, "ha regolarizzato mezzo milione di migranti senza documenti". Il provvedimento si rivolge a tutti i richiedenti protezione internazionale che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2025, indipendentemente dal fatto che sia stata respinta o meno. Per quanto riguarda i migranti economici, si applicherà a coloro che si trovano in Spagna dal 31 luglio, o che possono dimostrare un soggiorno minimo di cinque mesi entro 31 dicembre 2025. Le domande di regolarizzazione dovranno essere presentate entro il 30 giugno e si prevedono tre mesi per l'elaborazione delle richestie, mentre già con la semplice accettazione della domanda, che arriverà entro 15 giorni dalla data di presentazione, le persone potranno iniziare a lavorare in modo regolare. 
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Trump contro Meloni e l’Iran ‘difende’ l’Italia: “Perché dovremmo colpirla?”

(Adnkronos) –
Donald Trump attacca Giorgia Meloni, che "non vuole essere coinvolta" nella guerra contro l'Iran anche se Teheran "ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". L'affondo del presidente degli Stati Uniti contro la presidente del Consiglio e contro l'Italia non passa inosservato nel contesto internazionale e finisce nel radar del network iraniano sui social. Teheran, dall'inizio della guerra, ha una presenza capillare sui social – e in particolare su X – attraverso anche i profili delle ambasciate in numerosi paesi. All'affondo di Trump, replica – nella 'roulette' social – l'ambasciata iraniana in Thailandia. "Perché dovremmo far male all'Italia?", chiede la rappresentanza diplomatica dal proprio profilo X. "Amiamo il popolo italiano, il calcio, il cibo. Amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto quello che c'è in mezzo", si legge nel messaggio che innesca anche conversazioni con utenti italiani. L'attività dei profili X riconducibili alle ambasciate iraniane è continua. Nelle ultime ore si segnala l'ambasciata in Armenia, che punge il presidente americano: "Se confermiamo che hai vinto, se confermiamo che sei il più vittorioso autore di blocchi nell'intero mondo, poserai il telefono per mezz'ora – solo mezz'ora – per occuparti dei tuoi doveri principali? I 30 milioni di americani senza assicurazione sanitaria, gli 800mila americani senza casa, le infrastrutture americane in rovina. Il deficit di 38 trilioni di dollari…". 
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Terre de la Custodia chiude Vinitaly: qualità, sostenibilità e nuovi format di comunicazione

(Adnkronos) – Si è conclusa con un bilancio positivo la partecipazione di Terre de la Custodia a Vinitaly 2026, edizione che ha confermato la cantina umbra, tra le realtà più dinamiche del panorama vitivinicolo nazionale, grazie a un’intensa attività di incontri con buyer, operatori del settore e stampa specializzata. Nel corso dei quattro giorni di fiera, l’azienda di Gualdo Cattaneo di proprietà della famiglia Farchioni, ha presentato la propria identità produttiva, fondata su territorio, ricerca e una visione contemporanea del vino, in un contesto caratterizzato – secondo la cantina – da un cambiamento dei consumi orientato a “fare meno e meglio”.  "I consumi cambiano, ma cresce la qualità del bere – ha dichiarato Giampaolo Farchioni, titolare di Terre de la Custodia – e questo ci chiede di essere più coerenti e più onesti nella comunicazione. Raccontare il vino oggi significa unire prodotto, esperienza e identità, in modo immediato e autentico". Lo stand di Terre de la Custodia si è confermato punto di riferimento per professionisti e appassionati, proponendo degustazioni e approfondimenti sui vini più rappresentativi della produzione aziendale, tra cui Nubìte 2024, Plentis 2022 ed Exubera 2018. Tra gli eventi collegati alla manifestazione, rilievo ha avuto l’Exubera Party – Vol. 3, ospitato a Palazzo della Gran Guardia di Verona. L’appuntamento, ispirato all’estetica rockabilly e dedicato alla figura di Elvis Presley, ha riunito operatori del settore, giornalisti e creator, confermandosi come format esperienziale che integra musica dal vivo, intrattenimento e degustazione. Vinitaly 2026 è stato inoltre l’occasione per presentare al pubblico il rinnovamento della linea Horeca, avviato nel 2025. Il restyling ha interessato etichette, bottiglie e identità visiva dell’intera gamma, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento nel canale on‑trade e valorizzare uno stile super premium. La nuova linea comprende sei etichette: Maior Montefalco Sagrantino Docg, Rubium Montefalco Riserva Doc, Sericum Montefalco Rosso Doc, Plentis Montefalco Bianco Doc, Aurem Montefalco Grechetto Doc e Sibella Rosé, integrate da un QR code in etichetta che rimanda a contenuti narrativi e tecnici. Importanti anche i riconoscimenti ottenuti nel 2026, tra cui il Tre Bicchieri Gambero Rosso e i 5 Grappoli Bibenda per Exubera 2018, oltre a punteggi e premi assegnati da Decanter, Falstaff, Doctor Wine, London Wine Competition e WineHunter Award, a conferma della qualità enologica della cantina. Sul fronte della sostenibilità, Terre de la Custodia ha ribadito l’adesione al Contratto di Filiera Rigenera – Rigenerazione vitivinicola verso l’innovazione e la sostenibilità, valorizzando vini certificati delle denominazioni umbre e confermando l’impegno su biodiversità, risparmio energetico e processi di economia circolare. La cantina ha inoltre ottenuto la Certificazione Viva del ministero dell’Ambiente su otto etichette.  La partecipazione a Vinitaly 2026 si inserisce in una strategia di sviluppo orientata a rafforzare l’identità del brand attraverso innovazione, comunicazione esperienziale e attenzione ai temi ambientali e sociali. 
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Madre e figlia morte a Campobasso, altre cinque persone convocate in questura. Confermata positività alla ricina

(Adnkronos) – Giallo di Pietracatella, la Mobile di Campobasso ha ulteriormente allargato il raggio di interesse delle indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, decedute tra il 27 e il 28 dicembre scorso. Ha infatti convocato in questura, per essere sentiti come persone informate sui fatti, altri cinque compaesani di Gianni Di Vita. Sale così a circa una quarantina il totale delle persone sentite dalla polizia.  Probabile, a breve, anche una nuova convocazione per lo stesso Gianni Di Vita. Intanto arrivano nuove conferme su quanto già trapelato sulla morte di madre e figlia. E' stata infatti confermata la positività alla ricina per entrambe le vittime. Allo stesso tempo, sempre secondo gli esami eseguiti del Maugeri, risulterebbe negativo alla stessa sostanza il sangue di Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne. Per avere un quadro definitivo sarà però necessario attendere ancora pochi giorni: è infatti attesa a breve la relazione ufficiale del Centro antiveleni di Pavia, che dovrà fornire tutti i dettagli sugli esami tossicologici effettuati, chiarendo quantità, modalità di esposizione e compatibilità con il quadro clinico riscontrato. Il medico legale Pia Benedetta De Luca ha fissato, per il prossimo 29 aprile a Bari, l'esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie eseguite sui corpi delle due donne. Si tratta di un accertamento tecnico di particolare rilievo, considerato non ripetibile, che sarà svolto alla presenza di tutte le parti coinvolte, così da garantire il pieno contraddittorio.  L'analisi riguarda i campioni prelevati durante l'esame autoptico del 31 dicembre, elementi ritenuti fondamentali per chiarire le cause del decesso. Sono stati chiamati i legali e i consulenti dei cinque medici indagati per omicidio colposo, nella prima fase dell'indagine, oltre ai rappresentanti delle parti offese. Tra questi figura anche il nuovo difensore di Gianni Di Vita, l'avvocato Vittorino Facciolla, insieme al consulente tecnico incaricato dalla famiglia. 
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Trump e l’attacco a Meloni, centrodestra fa quadrato. Schlein: “Ferma condanna, sia unanime”. Ma Conte e Renzi punzecchiano la premier

(Adnkronos) – Dopo l'attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, il centrodestra fa quadrato attorno alla premier confermando comunque l'amicizia dell'Italia con gli Stati Uniti, mentre l'opposizione si divide tra solidarietà ed esultanza per quella che viene letta come la frattura del fronte sovranista con il suo 'socio' di maggioranza.  A prendere nettamente le difese della premier è il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie – scrive in un post su x – . Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo", ribadisce Tajani, sottolineando che "il presidente del Consiglio con il Governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia". "Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma – avverte Tajani – questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci". Dopo quanto successo con Trump "secondo noi – afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa – non c'è bisogno di ricucire, il Presidente ha una sua valutazione, noi continueremo a essere amici degli Stati Uniti d'America su tutti gli argomenti in cui ci troviamo in piena sintonia con gli Stati Uniti d'America. Quando non ci troviamo in sintonia abbiamo il dovere, prima ancora che il diritto di dirlo. In questo caso il dovere di prendere le distanze da un attacco frontale al Sommo Pontefice. Se non l'avesse fatto, Meloni sarebbe venuta meno ai suoi doveri non solo di cattolica, credente, osservante, perché Giorgia lo è profondamente, ma anche ai doveri del presidente del Consiglio italiano".  Di "parole inaccettabili" parla più nettamente il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. "Così come non abbiamo ritenuto accettabili gli attacchi di Trump al Santo Padre non riteniamo che si possano accettare le espressioni offensive nei confronti del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Trump. Noi siamo convinti sostenitori dell'alleanza occidentale – sottolinea anche Gasparri – e la Meloni lo ha ribadito in tutte le occasioni. Tuttavia, non possiamo accettare in silenzio espressioni di questa natura. Il Presidente degli Stati Uniti ha un ruolo importante che deve esercitare con un equilibrio che, evidentemente, in questa fase sta mancando. Pertanto, respingiamo al mittente parole assolutamente inaccettabili", conclude. Dall'opposizione prima a prendere le difese della presidente del Consiglio è la segretaria del Pd Elly Schlein che in aula alla Camera chiede per l'attacco Usa una condanna "unanime". "E' accaduta una cosa gravissima e voglio esprimere la più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest'aula – afferma la leader Dem – per l'attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aver doveramente espresso solidarietà a papa Leone XIV. Voglio dire che l'Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara: l'Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare o minacciare o può mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo – rimarca – . Siamo avversari in quest'aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese. Chiediamo su questo davvero una condanna unanime", insiste Schlein. Ma dal leader M5S Giuseppe Conte arrivano toni meno netti. "Trump attacca a destra e a sinistra e quindi gli attacchi non mi sorprendono", dice ai cronisti a Montecitorio. "Ma attenzione -aggiunge il leader M5S- proprio in questo contesto, io avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza può mettere un po' al riparo, piuttosto che certe ambiguità che a un certo punto, come tutti i nodi, vengono al pettine".  Durissimo il leader di Iv Matteo Renzi che via social parla di una "Meloni scaricata persino dal suo guru". "Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato". Lo scrive Matteo Renzi sui social. In linea con Schlein invece Carlo Calenda di Azione che difende la premier: "Ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo, dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri".  
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Corsa Figc, Malagò: “Non mi sono candidato, impressionante compattezza su mio nome”

(Adnkronos) – "Indicato per la presidenza della Figc? Innanzitutto tengo a chiarire che io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un'eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta". Lo ha detto Giovanni Malagò al podcast “Sette Vite” di Hoara Borselli dopo la decisione della Lega Serie A di indicarlo alla presidenza della Figc, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Malagò ha aggiunto: "Nel momento in cui ci sarà un’indicazione ufficiale da parte di una componente, allora farò le mie valutazioni. Prima di quel prerequisito non si entra neanche in corsa. Compatezza della Serie A? È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, conoscitore della situazione ma esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato".  "Credo che mi venga riconosciuta credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha ruoli di responsabilità, ma evidentemente non sempre è così scontata", ha spiegato Malagò. "Se mi piacerebbe davvero guidare la Figc? È una sfida che mi affascina. Allo stesso tempo sono una persona realista: sarebbe un impegno enorme, che impatta sulla mia vita, sulla mia azienda e sulla mia quotidianità. Io sono un imprenditore e valuto tutto a trecentosessanta gradi. Se faccio una cosa, la faccio con serietà". "Da osservatore esterno: cosa manca oggi al calcio italiano? Su questo devo essere molto corretto. Una candidatura, se ci sarà, va accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi cosa dicessi ora rischierebbe di sembrare una dichiarazione programmatica fatta prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna muoversi rispettando tempi e passaggi". L'ex presidente del Coni parla anche di cosa significa la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali: "Significa quello che provano tutti gli italiani, forse ancora di più quelli che vivono il calcio con passione. È qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso, per motivi che non serve neanche spiegare. Sono andato a vedere Italia‑Irlanda a Bergamo. Non avevo alcun ruolo istituzionale, ma mi sembrava giusto esserci come cittadino e da appassionato. Sono rimasto incollato alla partita con grande partecipazione emotiva. Questo dice tutto". Sulla corsa alla presidenza della Figc è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Abbiamo il compito di rasserenare il clima, che si sta esasperando in un modo che non è nella natura dello sport. C'è questa differenza tra quello che viviamo negli altri sport e il conflitto che determina uno stallo nel calcio, non solo nei risultati ma anche nei presupposti di una riforma".  E ancora: "Vorrei avere la certezza che non si tratti solo di un cambio di presidente, ma anche un cambio di sistema. Serve una svolta che sappia valorizzare la matrice comune degli interessi, che poi determinano i risultati e l'allargamento della base sociale. Non sono disponibile ad assistere a un cambio di regime, sono pronto a fare qualsiasi cosa per un cambio di registro". 
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Corazza (Apfiaco): “Psoriasi non è contagiosa ma serve più informazione per abbattere i pregiudizi”

(Adnkronos) – "L’impatto della psoriasi sulla qualità di vita dei pazienti è molto rilevante. E' una patologia che non si può nascondere: può comparire su mani, viso e altre parti esposte del corpo. Questo porta spesso a disagio, vergogna e a una qualità di vita molto bassa. Anche perché chi si trova davanti a queste manifestazioni cutanee, non conoscendole, può reagire con diffidenza o paura del contagio, che però non esiste". Lo ha detto Valeria Corazza, presidente dell'associazione Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza), alla presentazione – oggi a Roma – dei risultati dell'(H) Open day psoriasi che lo scorso 11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile da Fondazione Onda grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.  Corazza ha più volte sottolineato come la psoriasi sia una malattia visibile e, proprio per questo, "difficile da gestire anche sul piano sociale". Secondo la presidente di Apfiaco, un primo passo importante è proprio l'informazione: "La psoriasi non è contagiosa – rimarca – Spiegarlo apertamente, anche con piccoli gesti quotidiani, può aiutare ad abbattere quel muro di distanza che spesso si crea. Ma per i pazienti non è facile: la vergogna è ancora molto forte". Sul fronte delle cure, oggi le opzioni non mancano. "Esistono terapie efficaci che possono migliorare sensibilmente la condizione del paziente, fino a 'pulire' la pelle anche in tempi relativamente brevi, pur sapendo che non si può parlare di guarigione definitiva. Tuttavia – avverte – il percorso di cura non è sempre semplice. Si parte dal medico di medicina generale, che prescrive spesso trattamenti topici o farmaci di primo livello. Se però dopo alcuni mesi non si ottengono risultati, il paziente dovrebbe essere indirizzato a uno specialista. Qui emergono le difficoltà del sistema: tempi di attesa lunghi, passaggi burocratici complessi e ritardi nella presa in carico". Tutto questo "ha conseguenze anche sull'aderenza alle terapie. Quando il paziente si sente solo e non vede miglioramenti, tende ad abbandonare le cure – ricorda Corazza – Con i trattamenti topici, l'aderenza può scendere al 20-30%. Al contrario, con i farmaci biologici di ultima generazione, può arrivare fino al 90%". Per questo, evidenzia, "è fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia tra pazienti, medici e sistema sanitario: è uno degli obiettivi principali della nostra associazione". Accanto alle cure mediche, Apiafco offre anche un supporto psicologico gratuito ai propri soci: "Abbiamo un team di 12 psicologhe che organizza incontri di gruppo, sia in presenza sia online. Questo aiuta molto i pazienti: si crea una rete di sostegno, si condividono esperienze e, soprattutto, si supera la vergogna". Un cambiamento che può fare la differenza. "Chi partecipa a questi percorsi spesso diventa più consapevole e sicuro, arriva a parlare apertamente della propria condizione anche nel lavoro o nella vita quotidiana. Abbattere questa barriera è fondamentale, tanto quanto curare la malattia fisica. Per questo, il supporto psicologico dovrebbe essere accessibile a tutti", conclude la presidente dell'associazione pazienti. 
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Omicidio Massa, il 17enne arrestato è un pugile: “Bongiorni mi ha dato testata al volto, ho reagito”

(Adnkronos) – Un 17enne, promessa della boxe toscana, è tra i tre giovani fermati dai carabinieri con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne deceduto nella notte tra sabato e domenica in piazza Felice Palma a Massa, davanti alla compagna e al figlio di 11 anni.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Genova, il minorenne avrebbe sferrato uno dei pugni che hanno preceduto la caduta dell’uomo e il successivo pestaggio. Il 17enne, interrogato nelle ore successive al fermo, avrebbe riferito di aver reagito dopo aver ricevuto una testata al volto da Bongiorni, circostanza che è ora al vaglio dei carabinieri attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dopo l’interrogatorio, il giudice ha disposto per il ragazzo la collocazione in una comunità per minorenni. Con la stessa accusa sono stati fermati anche due giovani maggiorenni,
Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di origine rumena, attualmente in carcere in attesa dell’udienza di convalida richiesta dalla Procura di Massa.  Le indagini delineano una dinamica complessa, sviluppatasi in più fasi e ancora oggetto di accertamenti. Tutto sarebbe iniziato – secondo l’ipotesi investigativa – da un diverbio legato al comportamento di un gruppo di giovani in piazza, con il lancio di bottiglie e un richiamo da parte dei presenti. Da lì la situazione sarebbe rapidamente degenerata in una colluttazione che ha coinvolto più persone. Nel capo d’imputazione si fa riferimento a un intervento successivo dei due maggiorenni, che avrebbero partecipato attivamente allo scontro, mentre il 17enne sarebbe entrato in contatto diretto con la vittima.  Le immagini delle telecamere, insieme alle testimonianze raccolte, dovranno chiarire la sequenza precisa dei colpi e la loro eventuale incidenza causale sul decesso. Resta centrale l’esito dell’autopsia, prevista nelle prossime ore, che dovrà stabilire quali tra i colpi ricevuti da Bongiorni siano stati fatali e se il decesso sia stato provocato da un singolo impatto o dalla somma delle lesioni riportate nella colluttazione. 
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Linguaggi, strumenti e trasformazioni al centro del Forum It & Intelligence

(Adnkronos) – Nell’attuale fase di transizione digitale, il tema non è più l’adozione delle tecnologie, ma la loro integrazione nei modelli decisionali e organizzativi: da qui prende forma la quinta edizione del Forum It & Intelligence. Un grande successo la quinta edizione del Forum It & Intelligence, l’appuntamento di Comunicazione italiana dedicato all’information technology e alle nuove intelligenze digitali, che ha riunito presso Assolombarda, a Milano, l’ecosistema dell’innovazione per una giornata di confronto sui linguaggi, gli strumenti e le trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra persone, dati e tecnologie. Più 1.000 iscritti e oltre 120 speaker, tra chief information officer, head of Ai, head of data e Ciso di alcune tra le principali aziende italiane e internazionali, come Edison, Ferrarelle, Plenitude, Cdp, Ama, Impresa Pizzarotti, Credem, Gruppo Iren, Gruppo Hera e Canon Italia, oltre a realtà della pubblica amministrazione come Istat, Inail e Comune di Milano, il Forum si è confermato un punto di riferimento per chi oggi guida l’evoluzione digitale delle organizzazioni, affrontandone le implicazioni strategiche, operative e culturali. Tra i momenti principali della giornata, il talk show di apertura 'Il linguaggio delle intelligenze e la nuova relazione tra persone e tecnologie' ha posto al centro il ripensamento del rapporto tra voce umana e intelligenza artificiale nei processi aziendali, evidenziando al contempo l’evoluzione della funzione It: da struttura di supporto a snodo strategico della governance. Il confronto ha coinvolto Alberto Bigolin (Innovo Renewables), Pierpaolo D’Odorico (Datapizza), Guido Di Fraia (Università Iulm), Antonella Periti (Edison) e Sandro Puzelli (Ferrarelle). A seguire, il main keynote speech 'Dual intelligence: le sfide dell'enterprise Ai' di Giacomo Ciarlini, co-founder e cio di Datapizza, ha richiamato l’attenzione su una criticità ormai strutturale: la difficoltà, per molte organizzazioni, di trasformare la sperimentazione sull’intelligenza artificiale in valore concreto, misurabile e scalabile. Spazio inoltre all'innovation speech 'L’era della resolution platform: guidare l’innovazione It dell’assistenza a clienti e dipendenti tra automazione intelligente ed empatia umana' di Stefano Tosi, enterprise account executive di Zendesk, dedicato all’evoluzione dei dipartimenti It, sempre più chiamati a integrare efficienza operativa, automazione e qualità della relazione. In una delle sale parallele, la phygital interview 'Cybersecurity It/Ot: un approccio integrato tra convergenze, differenze e tutela del business', realizzata in collaborazione con Innovio, ha messo a fuoco le nuove sfide della sicurezza in ambienti It e Ot sempre più interconnessi. Al centro del confronto, la necessità di un approccio integrato alla cybersecurity, in grado di proteggere dati, impianti, processi e continuità operativa. Riflettori puntati inoltre sul Datapizza Ai lab, lo spazio a cura del main partner Datapizza che, attraverso demo live e momenti di confronto con il team R&D, ha offerto ai partecipanti una panoramica concreta sulle applicazioni dell'Ai in ambito aziendale, dall’orchestrazione dei sistemi all’analisi avanzata di dati e documenti. In parallelo si sono svolte sessioni in formato phygital, executive circle, tavoli tematici, incontri di business e momenti di networking, confermando il Forum come piattaforma di relazione oltre che di contenuto. Hanno sostenuto l’evento il main partner Datapizza; il main media partner Adnkronos; gli official partner Innovio e Zendesk; i content partner assist digital, OpenText, SylloTips, WeAreProject, WIIT e Yubiq; i forum partner Brother, Humans.tech e Klaaryo e il media partner FASI.eu. Nelle prossime due settimane saranno rese disponibili su comunicazioneitaliana.tv le registrazioni delle sessioni e le sintesi dei tavoli tematici a porte chiuse. I temi emersi troveranno continuità il 23 aprile a Roma con il Forum transizione digitale, realizzato in collaborazione con Sap Concur, appuntamento dedicato all’innovazione digitale e agli impatti dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione. 
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Borghi (Sidemast): “Psoriasi malattia visibile ma sistemica, va trattata subito”

(Adnkronos) – "La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce circa il 2-3% della popolazione italiana. E' una patologia della pelle, ma non riguarda solo la pelle. Ha due caratteristiche fondamentali che la rendono particolare: prima di tutto è visibile, perché colpisce un organo esposto come la cute, il nostro 'biglietto da visita'. Questo ha un forte impatto emotivo e psicologico, incidendo sulla vita sociale, relazionale e lavorativa delle persone. Per questo si parla di una malattia che 'va oltre la pelle'. Il secondo aspetto è il suo carattere sistemico: la psoriasi è sostenuta da un'infiammazione che non si limita alla cute, ma coinvolge anche altri organi. Per questo i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare altre patologie, anche a carico di organi apparentemente non collegati alla pelle". Lo ha detto Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), alla presentazione – oggi a Roma – dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa promossa da Fondazione Onda è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast, ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.  Tra le principali comorbidità associate ci sono "sindrome metabolica, ipertensione, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, intestinali ed epatiche. A queste si aggiunge anche un impatto psicologico significativo, che rappresenta un'ulteriore componente della malattia", sottolinea Borghi. La psoriasi può presentarsi in diverse forme, spiega, ma la più comune è quella a placche: "Si manifesta con diverse forme cliniche, la più comune è la cosidetta forma 'volgare' che è caratterizzata da placche eritematose rosse e desquamanti che possono comparire in varie parti del corpo. E' una malattia sintomatica: il paziente lamenta prurito, il 60-70% dei pazienti ha prurito. Esordisce in età giovanile, anche nei bambini, e per questo motivo bisogna subito farsi vedere dal medico. Questo rende importante una diagnosi precoce e un intervento tempestivo che vuol dire benessere per il paziente". "Trattare la psoriasi fin dall'inizio è fondamentale – evidenzia Borghi – Il trattamento precoce e adeguato non solo mi garantisce non solo di avere una ottima risposta terapuetica sulla pelle, ma molto probabilmente di prevenire anche il rischio di complicanze e evdenti di comorbidità". Intervenire precocemente significa quindi agire non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi infiammatori alla base della malattia. "Oggi le opzioni terapeutiche sono diverse e si articolano su più livelli. Nelle forme lievi e localizzate – illustra lo specialista – si utilizzano terapie topiche, cioè creme e farmaci applicati direttamente sulla pelle. Se la malattia è limitata, anche poche lesioni possono essere controllate bene con trattamenti locali, a patto che il paziente segua correttamente la terapia. Nelle forme più estese si ricorre alla fototerapia, basata sull'esposizione controllata ai raggi ultravioletti, una soluzione ancora oggi efficace e molto sicura.Per i casi moderati o severi esistono invece le terapie sistemiche. Si dividono in farmaci tradizionali e terapie più recenti, come i farmaci biologici e le 'small molecules': sono estremamenti efficaci anche a lungo termine e con un buon profilo di sicurezza". La disponibilità di più terapie rappresenta un grande vantaggio: "Non si tratta solo di avere tanti farmaci – precisa Borghi – ma di avere farmaci diversi tra loro, con meccanismi d'azione differenti. Questo permette di scegliere la terapia più adatta a ciascun paziente. La psoriasi, infatti, non è uguale per tutti: non curiamo solo una malattia, ma una persona, con la sua età, le sue condizioni di salute e le eventuali altre patologie. Avere più opzioni terapeutiche significa poter curare adeguatamente ogni singolo paziente". 
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