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Attacco hacker contro Booking, rubati dati su prenotazioni: scatta avviso agli utenti

(Adnkronos) – Attacco hacker contro Booking.com, una delle principali piattaforme digitali al mondo per la prenotazione di alloggi. L'azienda che è stata fondata nel 1996 ad Amsterdam, in Olanda, infatti, ha subito un furto di dati.  "Recentemente abbiamo rilevato alcune attività sospette legate all’accesso non autorizzato, da parte di soggetti terzi, ad alcune informazioni di prenotazione dei nostri utenti", spiega Booking. "Non appena individuata l’anomalia, siamo intervenuti tempestivamente per contenerla. Abbiamo inoltre aggiornato il codice Pin associato alle prenotazioni interessate e informato gli utenti coinvolti", spiega l'azienda che si occupa di circa 30 milioni di strutture ricettive in tutto il mondo. La società che è intervenuta "tempestivamente" ribadisce che “in Booking.com, la sicurezza e la protezione dei dati dei nostri utenti rappresentano una priorità assoluta".  
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Caso Almasri, ok Camera a conflitto attribuzione su Bartolozzi

(Adnkronos) – Con 47 voti di differenza la Camera ha approvato la decisione dell'Ufficio di presidenza di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Roma, ritenendo che debba essere il Tribunale dei ministri ad esaminare la posizione di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, accusata di dichiarazioni "inattendibili e mendaci" nell'ambito della vicenda del rimpatrio in Libia di Almasri. 
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Belve, Francesco Chiofalo: “Voglio candidarmi a sindaco di Roma. Ritocchini estetici? Ho perso il conto”

(Adnkronos) –
Un'intervista irresistibile – a tratti comica – quella di Francesco Chiofalo a Belve che andrà in onda stasera, martedì 14 aprile, su Rai 2 in prima serata. L'influencer non si risparmia e si lascia andare alle confidenze: dalla passione-ossessione per la chirurgia estetica fino alla candidatura come sindaco di Roma. Non mancano poi i momenti più profondi in cui Chiofalo racconta del bullismo subito a scuola e della paura legata alla scoperta di un tumore. Sul fronte sentimentale e sessuale Fagnani incalza: "Quando le hanno chiesto quante relazioni ha avuto, lei ha detto: 'famo trecentocinquanta'" e Chiofalo precisa: "E sono stato un po’ parsimonioso!". "Mi chiamano Chiofalo il nero e non per il colore della pelle…diciamo che sono esuberante da quel punto di vista!". Quando Fagnani lo punge sulle ex, lui chiude così: "So’ convinto che se faccio un gesto me le ripiglio!".   Nell’intervista c’è spazio anche per momenti più personali, quando Fagnani affronta con lui il tema della chirurgia estetica e del rapporto con la propria immagine. "Lei non ha mai avuto paura il giorno dopo di non riconoscersi?" chiede la giornalista. "Ma magari non mi riconoscevo" ammette Chiofalo. “Lei voleva essere un principe azzurro” osserva Fagnani. E lui risponde: “eh, l’occhio azzurro fa principe azzurro! Puntavo a essere sofisticato, come i belli e dannati. Invece è venuta fuori una specie di cartone animato”. Poi, alla domanda di Fagnani “perché lei quanti interventi chirurgici ha affrontato?”, replica: “Tanti che ho perso il conto. Orecchie, naso, zigomi e denti… Sembra che c'ho una tazzina di latte in bocca!”. Sul finale l’influencer ribadisce la volontà di candidarsi a sindaco di Roma e risponde alle domande della giornalista, presentando le sue idee per la città. E Fagnani commenta divertita :“Ci mancava solo questa!”. 
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Merzagora (Onda): “Boom di richieste per l’Open day psoriasi, 97 ospedali e 750 consulenze”

(Adnkronos) – "L'impegno della Fondazione Onda sulla psoriasi nasce dalla consapevolezza che si tratta di una malattia tutt'altro che rara: colpisce infatti il 2-3% della popolazione. Riguarda uomini e donne in egual misura, ma nelle donne tende a comparire prima. Spesso viene sottovalutata e considerata solo un problema della pelle, mentre in realtà è una patologia sistemica, che può coinvolgere anche altri organi e associarsi ad altre malattie. Proprio per questo abbiamo deciso di intervenire". Così Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, alla presentazione – oggi a Roma – dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.  "I dati – spiega Merzagora – mostrano chiaramente che oltre il 70% delle persone con psoriasi ha difficoltà nella vita sociale e lavorativa. Era quindi necessario affrontare il problema in modo più concreto. Abbiamo organizzato un Open day l'11 marzo negli ospedali con il Bollino rosa: una giornata dedicata alla psoriasi. Non si è trattato solo di offrire visite gratuite, ma anche di accogliere i pazienti, ascoltarli e fornire informazioni sui trattamenti più innovativi. I risultati sono stati molto positivi: hanno partecipato 97 ospedali e in molti casi le richieste hanno superato la disponibilità. Sono state effettuate circa 750 tra visite e consulenze dermatologiche, oltre a incontri informativi, dirette sui social e punti informativi". Durante la giornata "sono stati presi in carico anche pazienti con forme gravi, che non vedevano uno specialista da anni, e persone che non erano a conoscenza delle terapie disponibili – sottolinea la presidente di Onda – Anche se non sempre si può risolvere completamente la malattia, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita. Le richieste più frequenti da parte dei pazienti riguardavano il ritardo nella diagnosi e la mancanza di informazioni. Molti chiedevano semplicemente di capire meglio la propria condizione e di avere accesso a cure che potessero migliorare il loro benessere quotidiano". Anche i social hanno avuto un ruolo importante: "La campagna ha raggiunto molte persone, con un'ampia partecipazione su Facebook e Instagram".  "E' stata un’esperienza molto positiva che ci auguriamo di ripetere. Continueremo a parlare di psoriasi anche durante la Settimana dedicata alla salute della donna, che coinvolgerà circa 250 ospedali con Bollino rosa. In molte strutture saranno offerti nuovamente servizi e consulenze dermatologiche", conclude Merzagora. 
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Antonella Clerici, la rabbia e lo sfogo a È sempre mezzogiorno: cosa è successo

(Adnkronos) –
Antonella Clerici ha dimostrato, ancora una volta, di privilegiare un rapporto diretto e autentico con i suoi telespettatori. Nel corso della puntata di È sempre mezzogiorno andata in onda oggi, martedì 14 aprile, la conduttrice ha aperto un collegamento in diretta con Vinitaly, il salone internazionale del vino che si sta svolgendo in questi giorni a Verona.  Tuttavia, per problemi organizzativi e di tempistiche il collegamento non è andato come avrebbe voluto Clerici, tanto da cambiarle l'umore e generare un momento di tensione in diretta. "Io non riesco a mentire, devo dirvi la verità", ha esordito la conduttrice che non ha nascosto il suo disappunto. "Mi sono adirata perché abbiamo fatto un collegamento con Vinitaly e non è stato adeguato, a me è dispiaciuto. È una cosa importantissima, una delle eccellenze italiane che hanno a che fare con la cucina, e per ragioni organizzative non è stato all'altezza", ha spiegato.  Clerici l'ha considerata un'occasione persa: "È stato un peccato. Devo dire sempre la verità e io voglio essere trasparente e corretta con i miei telespettatori. Ora mi sono sfogata e posso andare avanti", ha aggiunto la conduttrice che è tornata a sorridere sottolineando "io ci tengo a fare le cose per bene".  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Adinolfi denuncia ‘Le Iene’: “Contro di me agguati ad personam”

(Adnkronos) –
Mario Adinolfi all'Adnkronos annuncia di aver "denunciato e querelato" la trasmissione televisiva 'Le Iene' per "i loro servizi contro di me attivati ossessivamente dal 2016 per dieci anni consecutivi", dopo l'accesa discussione tra il leader del Popolo della Famiglia, avvenuta lo scorso 11 aprile, con l'inviato del programma di Italia 1 'Le Iene', Filippo Roma, fuori dall'hotel dove Adinolfi presentava la sua candidatura a sindaco di Prato. L'alterco con il giornalista di Mediaset, secondo quanto documentato anche da riprese amatoriali, sarebbe degenerato quando Adinolfi avrebbe afferrato l’inviato per i capelli chiedendogli ripetutamente: 'Era una figurante o no?'.  "Mi sono recato in commissariato a sporgere denuncia contro Pier Silvio Berlusconi, Davide Parenti, Filippo Roma, Alfredo Liuzzi, Cristina Zaccanti, Carlo Bravi, Rti e Mediaset – racconta Adinolfi – Ho sempre ritenuto prioritario tutelare la libertà di critica anche e soprattutto nei miei confronti. Ora però la serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016, guardacaso sempre a ridosso di momenti elettorali, con agguati ad personam sotto la mia abitazione di residenza ed in innumerevoli eventi pubblici, con ricadute che hanno leso gravemente anche mia moglie e le mie figlie, ha richiesto un atto che avrei volentieri evitato ma si è reso evidentemente necessario", conclude il leader del Popolo della Famiglia. (di Alisa Toaff) 
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Olimpiadi di nuovo in Italia? Parte il ‘progetto Nord-Ovest’ con Milano, Genova e Torino

(Adnkronos) – "E dopo il successo delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina rilanciamo con la candidatura del Nord-Ovest alle Olimpiadi estive". Lo scrive su Instagram il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo l'annuncio di questa mattina da parte delle Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, dell'avvio di un percorso congiunto volto a valutare la possibilità di presentare una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano per ospitare una futura edizione dei Giochi olimpici e paralimpici estivi. La prima edizione dei Giochi da assegnare, quella a cui dunque inizia a guardare l'Italia, riguarda il 2036.  Sui social, Sala ha aggiunto: "Le città di Torino, Milano, Genova e le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria condividono questa ambiziosa sfida. Vogliamo valorizzare la vocazione sportiva, infrastrutturale e internazionale di questi territori. Gli investimenti possono essere limitati, grazie alla nuova modalità dei 'Giochi diffusi'. Viva il triangolo olimpico!". L'idea è stata commentata in una nota anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: “Questa proposta nasce da un’esperienza concreta e recente: le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le prime Olimpiadi diffuse della storia". Il modello diffuso dei Giochi 2026 "ha saputo conquistare il mondo perché fondato sulla capacità dei territori di lavorare insieme e di soddisfare esigenze diverse, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e identità locali. È proprio da qui che partiamo: dall’idea che la collaborazione tra territori non sia solo un valore, ma una leva strategica per costruire grandi progetti internazionali sostenibili, innovativi e capaci di generare benefici duraturi". Fontana alimenta così il sogno di vedere anche le Olimpiadi estive di nuovo in Italia, dopo la leggendaria edizione di Roma nel 1960: "Oggi proponiamo di replicare e rafforzare questa impostazione che ha permesso di vendere 1,3 milioni di biglietti anche per i Giochi estivi, puntando su sostenibilità, riutilizzo degli impianti e collaborazione istituzionale. Abbiamo raggiunto un numero più alto delle aspettative iniziali. Sul fronte presenze, molto interessante anche la provenienza del pubblico: solo il 37% è italiano, mentre il 63% è arrivato dal resto del mondo. Il Nord-Ovest rappresenta uno dei motori più dinamici d’Europa e può contare su una rete infrastrutturale, sanitaria, sportiva e organizzativa di altissimo livello. La volontà condivisa è quella di costruire una candidatura credibile, innovativa e capace di generare valore duraturo per i territori e per l’intero Paese”. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Harry e Meghan in Australia, al via il tour (a titolo privato) tra beneficenza e business

(Adnkronos) –
Harry e Meghan sono arrivati in Australia per un tour di 4 giorni. Nel primo giorno di visita, il Duca e la Duchessa di Sussex si sono fatti dei selfie, hanno fatto giardinaggio con i pazienti e il personale medico di un ospedale e hanno aiutato i figli dei veterani a realizzare oggetti in ceramica. La coppia, che non è più parte attiva della famiglia reale e si trova in viaggio a titolo privato, alternerà visite a enti benefici, tra cui un centro di accoglienza per donne, e di raccolta fondi. Il programma riflette anche l'aspetto commerciale del viaggio, dato che il principe Harry terrà un discorso di apertura a un vertice per il quale i biglietti costano fino a 2.400 dollari australiani (quasi 1.500 euro) a persona. Meghan terrà conversazioni a tu per tu durante un "weekend tra ragazze" riservato alle donne a Sydney, organizzato dalle produttrici del podcast Her Best Life. La coppia è atterrata all'aeroporto di Melbourne intorno alle 6.30 di stamattina (ora locale) con un volo di linea della Qantas proveniente da Los Angeles. È la prima volta che Harry e Meghan visitano l'Australia dal 2018, anno in cui trascorsero circa nove giorni nel Paese nell'ambito di un intenso tour, pochi mesi dopo il loro matrimonio. Il "weekend tra ragazze senza precedenti", a cui parteciperà Meghan presso l'hotel InterContinental Coogee Beach di Sydney, comprende lezioni di yoga, sessioni di terapia del suono, cene e serate in discoteca, al prezzo di 2.699 dollari australiani (oltre 1.600 euro) a persona. Chi è disposto a pagare ancora di più, fino a 2.000 euro, avrà accesso all'"esperienza VIP", che include una foto di gruppo al tavolo con Meghan e una borsa omaggio. La coppia visiterà anche la capitale Canberra, ha riferito l'emittente nazionale ABC. 
La visita dei Sussex ha già suscitato critiche, con Jess Wilson, leader dell'opposizione nello stato di Victoria, che ha condannato l'utilizzo del denaro dei contribuenti per fornire protezione alla coppia. Nel loro primo viaggio in Australia del 2018, Harry e Meghan andarono anche in Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico, una visita che attirò folle di fan entusiasti. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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La Milanesiana 2026, torna la rassegna culturale: per la prima volta tappa in carcere

(Adnkronos) –
Torna 'La Milanesiana', la rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. La nuova edizione, la 27esima, prenderà il via il 24 maggio e toccherà 18 città italiane, per un totale di 60 appuntamenti con ospiti italiani e internazionali. Un appuntamento capace di mixare tanti elementi culturali, dalla letteratura al cinema, passando per lo sport e per i fumetti.  Quest'anno – come ha spiegato Elisabetta Sgarbi, direttore artistico, alla conferenza stampa che si è tenuta oggi al Piccolo Teatro Grassi di Milano – il tema è 'Il desiderio e la legge': due forze opposte che riescono a intrecciarsi, il cui rapporto si impone come una delle questioni più vive del nostro tempo, un terreno fertile di interrogazione sui confini, morali e territoriali, l’autodisciplina, la libertà e la responsabilità.   Ed è con questo presupposto, che La Milanesiana, per la prima, inaugura due nuove collaborazioni: con l’Istituto Clinico Humanitas e con il Carcere di San Vittore. L'obiettivo è quello di portare il confronto culturale anche in spazi in cui la parola e l’ascolto possono assumere un valore ancora più necessario.  Nell’ambito della valorizzazione di diritti, inclusione e accessibilità, avvia inoltre la collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano, con un omaggio a Jorge Luis Borges nel giorno del quarantesimo anniversario della sua scomparsa, scrittore argentino che attraversò la lunga esperienza della cecità facendone una dimensione centrale della propria immaginazione letteraria. Il simbolo de 'La Milanesiana' è una rosa che rappresenta, appunto, l'intreccio tra il desiderio e la legge. L'immagine prende spunto dalla rosa dipinta da Franco Battiato: il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione, mentre le spine e la struttura cristallizzata richiamano il limite, la norma e il rischio. Non c’è opposizione tra i due poli, perché è proprio la legge a dare forma al desiderio, rendendolo significativo.  L’edizione è dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, scomparsi nel 2025, due persone che hanno visto nascere 'La Milanesiana' arricchendola con le loro idee che quest'anno verranno ricordate. Particolare dedica anche a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival e amico de 'La Milanesiana'.   
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Morì dopo essere stato bloccato a terra vicino sede Sky, assolte le due guardie giurate. Madre della vittima: “Una vergogna”

(Adnkronos) – Assolti per aver agito "nell'adempimento del dovere" i due vigilantes accusati di omicidio per la morte di Giovanni Sala, 34 anni, immobilizzato a terra davanti alla sede di Sky a Rogoredo la notte tra il 19 e il 20 agosto del 2023. Lo hanno stabilito oggi, martedì 14 aprile, i giudici della prima Corte d'Assise di Milano ritenendo "non punibili" le due guardie giurate. Il pubblico ministero Alessandro Gobbis aveva chiesto, nella sua requisitoria, di condannare a 6 anni e a 4 anni e 6 mesi i due imputati.  "E' vergognoso, non c’è più mio figlio e queste due bestie sono libere. E' una vergogna ma che legge è? Loro sono contenti e felici, ma non finisce qui. Io non vivo più…come si fa a stare calmi?!", le parole disperate della madre di Sala contro i giudici. Uno dei difensori dei vigilantes, l'avvocato Sandro Clementi, si dice "dispiaciuto per la vittima, ma anche per chi per tre anni è stato indagato e ha subito un processo".  Le due guardie giurate tenendo fermo l'uomo – "in evidente stato di alterazione" – con un ginocchio sulla schiena per alcuni minuti, diedero "sfogo a istinti violenti e inutilmente prevaricatori" secondo la tesi sostenuta dalla pubblica accusa fin dalla chiusura dell'indagine. La vittima, intorno alla mezzanotte tra il 19 e il 20 agosto del 2023, girava in stato confusionale in via Russolo, quando le due guardie giurate, di 46 e 64 anni, che sorvegliavano i cancelli di ingresso si sono avvicinate. Dai filmati lo avrebbero atterrato due volte, un intervento che – per i giudici – è legato "all'adempimento del dovere" e che non va punito. 
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