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Luce divina e fedeli in preghiera, Trump come Gesù nell’immagine Ai postata su Truth

(Adnkronos) – Non solo l'attacco frontale al Papa, Donald Trump ora si illumina anche… di luce divina. E' infatti questa l'immagine Ai postata dal tycoon su Truth Social dopo il post al vetriolo contro il Pontefice, accusato di essere "un debole" in politica estera, di "danneggiare la Chiesa cattolica" ma anche di essere in Vaticano solo grazie alla sua vittoria alla Casa Bianca.    E così, con lo scarso senso della misura che da sempre lo contraddistingue, il presidente americano tra un'invettiva e l'altra trova il tempo di postare l'immagine che lo vede imporre la mano su un infermo, vestito con una tunica come fosse Gesù, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti e in preghiera. Sullo sfondo i simboli degli Usa, dalla bandiera all'aquila, passando per la Statua della Libertà ma anche da soldati e mezzi delle forze statunitensi. Nella mano, una palla di luce divina.  
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Vinitaly, al padiglione Masaf confronto su gestione rischio in filiera vitivinicola

(Adnkronos) – A Verona, nell’ambito di Vinitaly 2026, l'incontro 'Gestione del rischio e credito: quali prospettive per la filiera vitivinicola verso la nuova Pac', promosso da Ismea presso il Palaexpo Masaf. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder del settore sulle sfide e le opportunità legate alla gestione del rischio in agricoltura. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente Ismea, Livio Proietti, seguiti dagli interventi introduttivi di Nicola Lasorsa (Ismea) e Andrea Stoppa, esperto senior di risk management presso organismi internazionali. Il dibattito, moderato da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea) ha visto la partecipazione di Massimiliano Giansanti (presidente Copa), Albano Agabiti (presidente Asnacodi), Gelsomina Vigliotti (vicepresidente Bei) e Giuseppe Blasi (capo Dipartimento Masaf), con le conclusioni affidate al direttore generale Ismea, Sergio Marchi. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la viticoltura rappresenti in Italia il comparto agricolo più assicurato, con oltre 2 miliardi di euro di valori coperti. Tuttavia, la diffusione delle polizze resta limitata a circa il 10% delle aziende e a meno del 30% della superficie vitata, con forti squilibri territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. I dati presentati hanno confermato l’elevata esposizione del settore ai rischi climatici – dagli stress idrici e termici agli eventi estremi come grandine, gelate e precipitazioni intense – fenomeni sempre più frequenti e impattanti sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni. A livello europeo, secondo analisi Bei/fi-compass, le perdite medie annue legate a eventi climatici superano i 28 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 40 miliardi entro il 2050, mentre gli eventi catastrofici potrebbero generare danni fino a 90 miliardi. In questo contesto, è emersa con forza la necessità di rafforzare un approccio integrato alla gestione del rischio su scala europea. Tra le principali direttrici condivise nel dibattito: il potenziamento della capacità finanziaria attraverso il ricorso al mercato dei capitali, lo sviluppo di strumenti innovativi, come le polizze parametriche, la creazione di pool assicurativi e riassicurativi a livello continentale. In ambito nazionale, è stato sottolineato il ruolo del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, guidato da Francesco Lollobrigida, nel rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, a partire dall’avvio operativo dell’Income Stabilisation Tool (Ist) per l’uva da vino previsto dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026. Centrale anche l’obiettivo di una maggiore integrazione tra assicurazioni, credito e altri strumenti di risk management. Nel corso del confronto è emerso come l’attuale contesto internazionale – segnato da shock multipli, rigidità dei costi, tensioni commerciali e cambiamenti nei consumi – renda ancora più strategico il tema della gestione del rischio per il futuro del comparto vitivinicolo. “Ed è proprio in questa direzione – ha sottolineato Giuseppe Blasi – che si stanno concentrando le energie negoziali a livello europeo sui tavoli in cui si discute della riforma della Pac post 2027, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio a disposizione delle imprese, assicurando adeguati finanziamenti e prospettive di sviluppo poliennali”. Il settore vitivinicolo dimostra anche sul tema della gestione del rischio di essere all'avanguardia” ha dichiarato Sergio Marchi. "Su un valore della produzione di 14 miliardi il dato assicurato è di circa 2 miliardi di euro, quindi attorno al 15%, un valore superiore rispetto alla media nazionale. È chiaro che sulla gestione del rischio è necessario che, in primis, l'Europa faccia riflessioni e investimenti Importanti perché coi cambiamenti climatici e le nuove fitopatie è sempre più importante ampliare la platea degli assicurati e puntare sulla difesa attiva preventiva. In questo senso l'obiettivo europeo è di passare dagli attuali 28 miliardi assicurati ai 40 miliardi nei prossimi anni. Sarà anche importante far sì che, oltre agli shock di mercato, si possa intervenire anche sulle cosiddette catastrofali, dove l'Italia è all'avanguardia con il sistema mutualistico Agricat”. 
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Più di 20 colpi in gioiellerie della Spagna e bottino di 500mila euro: presa banda italiana

(Adnkronos) – Una distraeva il dipendente della gioielleria mentre l’altra sottraeva i tappetini di gioielli dal bancone del negozio. Era il modus operandi usato dalla banda smantellata nel corso di un'operazione congiunta della Polizia nazionale spagnola e del Servizio Centrale operativo della Polizia, con la Squadra Mobile di Roma. Gli arrestati, provenienti dall’Italia, residenti a Roma, realizzavano azioni criminali in Spagna della durata di 5 giorni, durante le quali agivano in modo tale da non essere rintracciati: non lasciavano tracce negli hotel, cambiavano frequentemente veicolo e telefono e percorrevano ogni giorno centinaia di chilometri tra diverse località. I quattro arrestati sono considerati responsabili di 21 colpi su tutto il territorio nazionale per un bottino di oltre 500.000 euro in gioielli. L’indagine è iniziata dopo che, negli ultimi anni, è stata rilevata la commissione di furti in gioiellerie in tutta la Spagna con un modus operandi molto caratteristico. Una coppia di donne entrava nell’esercizio commerciale e si interessava a diversi prodotti. In quel momento il dipendente mostrava loro gli articoli, normalmente disposti su tappetini da gioielleria. In quel frangente, con straordinaria abilità e approfittando della distrazione del lavoratore, che non poteva prestare attenzione a così tanti prodotti, sottraevano uno dei tappetini nascondendolo in un fazzoletto o in una borsa. Successivamente lasciavano il negozio con tranquillità e senza destare sospetti. Dopo un’analisi approfondita di casi simili degli ultimi anni, gli agenti hanno individuato un furto analogo, commesso nel 2012 a Saragozza, nel quale fu arrestata una cittadina italiana con caratteristiche fisiche che coincidevano pienamente con una delle autrici dei fatti più recenti. Sulla base di questo elemento, gli agenti hanno aperto un canale permanente di cooperazione di polizia con la Polizia italiana e, grazie allo scambio di informazioni, si è appreso che quella donna faceva parte di un gruppo criminale specializzato nella commissione di furti in gioiellerie in tutta Europa. A partire da quel momento, l’obiettivo dell’indagine è stato localizzare e arrestare i membri del gruppo criminale. La loro individuazione rappresentava una sfida per gli agenti, poiché gli autori agivano come fantasmi, senza lasciare traccia. Nelle gioiellerie, durante i furti, evitavano di manipolare o toccare oggetti per non lasciare impronte e utilizzavano indumenti come travestimento per rendere più difficile o evitare la loro identificazione. Non si registravano negli hotel e cambiavano veicolo e telefono a ogni viaggio dalla Italia verso la Spagna, effettuando campagne criminali di 4 o 5 giorni. Percorrevano centinaia di chilometri fino a raggiungere la località in cui si trovava la gioielleria oggetto del reato e, dopo averlo commesso, percorrevano nuovamente lunghe distanze fino a raggiungere la città scelta per pernottare. Questa pratica aveva un unico scopo: evitare di essere collegati al fatto criminale. Analizzate le informazioni fornite dall’Italia, gli investigatori hanno scoperto un dato di particolare interesse: ogni volta che si verificava un furto in una gioielleria, in una località situata a una distanza compresa tra i 100 e i 400 chilometri dal luogo del reato, alloggiava un cittadino italiano legato alla principale indagata. Con l’analisi di queste nuove informazioni, gli agenti hanno individuato nuovi episodi delittuosi commessi dagli indagati ed è stato emesso un ordine europeo di Indagine dalle autorità spagnole affinché si procedesse alla localizzazione degli indagati. Infine, lo scorso 30 marzo, è stata rilevata la presenza in Spagna dei quattro indagati con la chiara intenzione di commettere nuovi reati. Gli agenti hanno quindi attivato un dispositivo operativo e, il giorno successivo, sono riusciti ad arrestarli tutti a Palencia. Tra i loro effetti personali, gli arrestati avevano indumenti utilizzati durante la commissione dei reati precedenti, nonché 4.000 euro in contanti. 21 episodi e gioielli sottratti per un valore superiore a 500.000 euro. Gli agenti hanno accertato il presunto coinvolgimento degli arrestati in 21 episodi delittuosi in tutto il territorio nazionale, alcuni dei quali commessi anche dieci anni fa. In particolare, sono stati chiariti fatti avvenuti in diverse località delle Asturie, a Logroño, Murcia, Palencia, Valencia, Almería, Albacete, Badajoz, Alicante, Siviglia, Castellón e Granada. I quattro arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre di loro. 
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Vinitaly, confronto Urso-Stefani su Hormuz e materie prime critiche per le imprese

(Adnkronos) –
Positivo confronto tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, presso lo stand della Regione a Vinitaly. Al centro del colloquio, si legge in una nota, le più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete verso l’area, per l’approvvigionamento delle materie prime e per l’energia, con particolare riferimento all’impatto dei costi sulle imprese. Urso e Stefani hanno inoltre approfondito le caratteristiche del territorio veneto in relazione a una possibile candidatura a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. L’iniziativa si inserirebbe nella strategia della Commissione europea volta a rafforzare l’autonomia industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti, tra i temi al centro del confronto nei giorni scorsi a Roma tra il ministro Urso e il commissario europeo Stéphane Séjourné. 
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Vino, Mazzi: “Modello Napa Valley in Italia”

(Adnkronos) – "Gli imprenditori ieri mi hanno parlato di Napa Valley. Io dico loro: insegnatemi questo modello, venite al ministero a trovarmi, insegnatemi questo modello e io, per quanto possibile, cercherò di applicarlo in Italia". Lo ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo al talk in apertura della 58esima edizione di Vinitaly, ribadendo che "intendo puntare sull'enoturismo" che "oggi vale 3 miliardi di euro ma è in continua crescita". 
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Vento e sabbia dal Sahara, Italia sotto la pioggia: le previsioni meteo

(Adnkronos) – Umidità, vento, sabbia dal Sahara e pioggia. Dopo giornate dalle temperature estive, l'Italia si trova ora nel pieno di un cambio di scenario meteorologico radicale, con un profondo vortice mediterraneo che sta richiamando masse d'aria instabili sulla Penisola. Ed è così che la settimana appena iniziata si preannuncia difficile, con il Paese spaccato in due dal meteo almeno fino alla prima metà, per poi avviarsi verso una instabilità sparsa . Atteso un timido miglioramento, ma non ovunque. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 13 aprile, e per i giorni a venire.   Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il vortice sta agendo come un magnete per il pulviscolo sahariano. Le correnti di Scirocco in quota stanno trasportando enormi quantità di polvere dal deserto, rendendo l'atmosfera opaca. Tra lunedì e martedì ci aspettiamo piogge e rovesci su gran parte del Paese, con un rischio elevato di "piogge sporche" che depositeranno la polvere su auto e superfici. La situazione tra lunedì 13 e martedì 14 aprile sarà particolarmente dinamica al Centro-Nord e nelle zone interne, dove oltre alle piogge, potranno anche svilupparsi i primi temporali della stagione. Una curiosità tecnica riguarda l'interazione tra fulmini e polvere: il pulviscolo sahariano può accentuare i contrasti in quota, favorendo una maggiore attività elettrica. Per quanto riguarda l'aspetto termico, assisteremo a un'Italia divisa. Al Nord l'arrivo delle precipitazioni e della copertura nuvolosa provocherà un calo delle temperature, che rimarranno comunque gradevoli e non eccessivamente fredde. Al Centro-Sud, invece, le colonnine di mercurio continueranno a segnare valori ben oltre la media del periodo, alimentate dal costante afflusso di correnti meridionali. Dopo il passaggio del fronte principale, resteremo in un contesto di instabilità sparsa. Le regioni del Centro-Sud saranno quelle più soggette a rapidi rovesci o brevi temporali pomeridiani, tipici della variabilità primaverile. Tuttavia, la pressione tenderà a mostrare timidi segnali di ripresa, portando un miglioramento parziale pur in un quadro meteorologico che rimarrà dinamico e tutt'altro che statico.  Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse, specie a ovest. Al Centro: piogge su Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud: variabile ma piuttosto asciutto, mite. Martedì 14. Al Nord: instabilità diffusa, meglio su Nord Piemonte e zona dei laghi. Al Centro: piogge in Toscana al mattino, dal pomeriggio temporali sui rilievi. Al Sud: rovesci sulle Isole Maggiori, localmente anche altrove.  Mercoledì 15. Al Nord: più asciutto, molte nubi. Al Centro: tempo spiccatamente instabile. Al Sud: precipitazioni irregolari. Tendenza: da giovedì migliora, ma rimane una residua instabilità pomeridiana sui rilievi, specie del Centro-Sud. 
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“Papa Leone non mi piace”, l’attacco totale di Trump

(Adnkronos) – "Papa Leone non mi piace, non sono un suo ammiratore". E' l'attacco frontale di Donald Trump contro Papa Leone XIV. Il presidente degli Stati Uniti punta il dito contro il Pontefice, definito "una persona molto liberale che non crede nel contrasto al crimine". L'affondo di Trump arriva dopo la presa di posizione del Papa sulla guerra in Iran: il Santo Padre nei giorni scorsi ha condannato le minacce del presidente americano che, prima della tregua, prospettava l'ipotesi di attaccare e distruggere le centrali elettriche e le infrastrutture della Repubblica islamica. 
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Vinitaly 2026, sistema Italia compatto a sostegno del settore

(Adnkronos) –
Al via domenica 12 aprile a Verona la 58esima edizione di Vinitaly, che si presenta con il quartiere fieristico al completo e 4mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format. Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi. Consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino. Realizzati da Venini, realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie in vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. La caraffa disegnata da Gio Ponti andrà invece al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura. Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia (mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly) insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer. L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly. A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada. 
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Vino, Zoppas: “Obiettivo portare export Italia a quota 10 mld”

(Adnkronos) – "L'obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: vogliamo portare l'export del vino italiano dai correnti 8 miliardi a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. Insieme, stiamo costruendo il futuro del nostro business". Lo ha dichiarato il presidente di Ice, Matteo Zoppas, in occasione dell'Opening di Vinitaly 2026. "L’impegno di Ice per questa edizione di Vinitaly è straordinario – siega – insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 53 Paesi, segnando un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Cruciale per il settore resta il consolidamento in Usa, dove l’Italia mantiene saldamente la sua posizione, nonostante i dazi e la debolezza del cambio euro dollaro. Quest'anno Vinitaly Usa si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza". "Stiamo puntando inoltre su nuovi potenziali mercati – aggiunge Zoppas – come Mercosur, India, Sud Est Asiatico e Australia e per il 2026 abbiamo programmato ben 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina". “Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale – dichiara Zoppas – dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, e in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto".  "È stata dunque messa in moto una macchina con più risorse e attività per le imprese e per lo sviluppo del business. Questa spinta – continua – si realizza attraverso quella 'Diplomazia della Crescita' voluta dal ministro Tajani, che vede il sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero".  "Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell'Unesco". 
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Iran, Trump attacca Papa Leone: “Un debole, in Vaticano solo grazie a me”

(Adnkronos) – Donald Trump attacca frontalmente il Papa. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ai giornalisti di "non essere un grande fan" di Papa Leone XIV, dopo l'appello di quest'ultimo in favore della pace. "Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un Paese che vuole un'arma nucleare". Ma l'attacco del presidente arriva anche sul suo social, Truth. "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare".  "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera". "Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".  
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