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Sinner, numero 1 già a rischio? Così Alcaraz può sorpassarlo nel ranking

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Jannik Sinner è appena tornato numero 1 del mondo, ma potrebbe già perdere il primato del ranking Atp. Il tennista azzurro ha battuto Carlos Alcaraz nella finale del Masters 1000 di Montecarlo, imponendosi in due set 7-6 (5), 6-3 e conquistando il terzo torneo consecutivo dopo Indian Wells e Miami, che gli avevano permesso di completare uno storico Sunshine Double. Il trionfo sul rivale spagnolo però assume un sapore diverso perché segna il sorpasso di Sinner proprio su Alcaraz al primo posto del ranking Atp, tornando sul trono dopo 66 settimane. Alcaraz arrivava infatti al torneo difendendo i 1000 punti conquistati grazie al trionfo dello scorso anno, mentre l'azzurro non aveva potuto giocare a causa della sospensione per il caso Clostebol.  Sinner si era già avvicinato al primato di Alcaraz dopo il Sunshine Double. Con la vittoria di Miami, seguita a quella di Indian Wells, il tennista azzurro era arrivato a quota 12.400 punti, a -1190 da Alcaraz, che era invece caduto al terzo turno contro Korda. Sinner ha completato poi la sua rincorsa al numero grazie al trionfo di Montecarlo. Vincendo la finale del Principato infatti, nonostante la finale raggiunta da Alcaraz, l'azzurro ha raggiunto il primo posto del ranking Atp. L'altoatesino sale a 13.400 punti, Alcaraz ora insegue a 13.240.  Alcaraz però ha subito l'occasione di sorpassare Sinner in testa al ranking Atp. Il tennista spagnolo, dopo la delusione di Montecarlo, si è iscritto al 500 di Barcellona, al via oggi. Alcaraz arriva al torneo come prima testa di serie e in caso di vittoria tornerebbe numero 1 del mondo. Un trionfo sulla terra catalana gli permetterebbe infatti di volare a 13.410 punti contro i 13.400 di Sinner. Soltanto 10 punti di vantaggio quindi sull'azzurro, in una corsa lontana dalla parola fine.  
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Sinner, quando gioca dopo Montecarlo: il calendario di Jannik

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Quando gioca Jannik Sinner? Il tennista azzurro ha cominciato la stagione sulla terra rossa con il trionfo nel Masters 1000 di Montecarlo, dove ha battuto Carlos Alcaraz in finale, imponendosi in due set 7-6 (5), 6-3 e tornando al primo posto del ranking Atp. Si tratta del terzo torneo consecutivo vinto da Sinner, che aveva completato il Sunshine Double trionfando a Indian Wells e Miami.  Dopo le fatiche di Montecarlo, il calendario offre una settimana di riposo (e allenamenti) a Sinner, che dovrebbe tornare in campo a Madrid. Il prossimo appuntamento è infatti il Masters 1000 spagnolo, in programma dal 22 aprile al 2 maggio. La presenza dell'azzurro però, considerate le fatiche dell'ultimo mese, è da considerarsi in dubbio. Il nuovo numero 1 del mondo potrebbe infatti saltare Madrid per concentrarsi su Roma e soprattutto Parigi, vero obiettivo della stagione. Proprio gli Internazionali d'Italia, in programma dal 6 al 17 maggio, sono cerchiati in rosso sul calendario dell'azzurro, che lo scorso anno, al rientro dalla sospensione, è stato battuto proprio da Alcaraz nella finale del Foro Italico. A seguire ci sarà il grande appuntamento della stagione: il Roland Garros, fissato dal 24 maggio al 7 giugno e unico Slam che manca a Sinner per completare il Career Grande Slam.  
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Vinitaly, inaugurato il padiglione Lazio

(Adnkronos) – È stato inaugurato a Vinitaly 2026 il Padiglione Lazio, che segna l’avvio ufficiale della partecipazione della Regione alla 58ª edizione della manifestazione. A tagliare il simbolo nastro inaugurale sono stati il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, il presidente di Arsial, Massimiliano Raffa e autorevoli esponenti istituzionali come il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli e la vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna e il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma. Presenti, inoltre, alcune parlamentari e consiglieri regionali del Lazio. La cerimonia inaugurale ha dato simbolicamente il via a un programma articolato di attività che accompagnerà per tutta la durata della fiera la promozione del sistema vitivinicolo laziale. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazio espositivo e 61 realtà tra aziende e consorzi, il padiglione Lazio si presenta come un luogo di incontro, degustazione e-business, progettato per valorizzare qualità, identità e capacità produttiva del territorio. Il concept 'Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio' guida il racconto della partecipazione regionale, proponendo una chiave contemporanea per interpretare il vino come espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di un sistema territoriale integrato. Nel corso delle giornate sono in programma masterclass, degustazioni, incontri tecnici e momenti di approfondimento che vedono il coinvolgimento di consorzi, associazioni e operatori, affiancando alle attività di promozione occasioni di confronto e sviluppo per il comparto. 
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Vinitaly, inaugurato lo spazio della Regione Piemonte

(Adnkronos) – E’ stato inaugurato a Vinitaly lo spazio Piemonte dove la regione è presente con un ampio spazio istituzionale nel Padiglione 10, coordinato dal consorzio Piemonte Land of Wine con il supporto della Direzione Agricoltura della Regione Piemonte e dedicato alla valorizzazione dei vini e dei territori regionali. Al centro della partecipazione regionale c’è l’Area Piemonte, pensata come luogo di incontro tra istituzioni, consorzi, produttori e operatori dei mercati internazionali. Lo spazio regionale abbraccia il marchio identificativo ‘Piemonte Is – Eccellenza Piemonte’ e punta sull’integrazione fra la produzione vitivinicola (108 i produttori e 4 i Consorzi di tutela presenti), la promozione turistica del territorio (presenti le Atl del Piemonte) e quella dell’agroalimentare.  “Siamo la regione delle 61 denominazioni e il vino piemontese non deve avere paura della difficile situazione geopolitica ed economica contingente – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni durante l’inaugurazione – accanto al tradizionale mercato Usa stiamo strutturando operazioni su Canada, Scandinavia, America Latina, Estremo Oriente e Cina e guardare con fiducia agli accordi con l’India e per aiutare i nostri produttori a decidere verso quali mercati orientarsi e a che prezzi attendersi abbiamo varato il nuovo Osservatorio sui mercati vitivinicoli assieme alla Fondazione Agrion. Inoltre – ha proseguito – un altro fronte in crescita è l’enoturismo, così come la forza attrattiva del Piemonte, fondata su grandi eventi come le Atp Finals, di cui allo stand esponiamo con orgoglio il leggendario trofeo”. "Oggi – ha aggiunto il sottosegretario all’ Agricoltura, Patrizio La Pietra – i nostri imprenditori hanno bisogno di certezze, di capire come potersi affacciare sui nuovi mercati. Quindi dobbiamo dare loro indicazioni chiare. Come Masaf ci stiamo muovendo assieme ai ministeri degli Esteri e del Made in Italy in particolare per la promozione delle nostre aziende all’estero, perché, se riusciamo a dare loro il giusto supporto, la sicurezza e soprattutto far capire che dietro c’è il supporto del Governo, questo è un elemento importante nel momento molto difficile che stiamo vivendo. Investire sul nostro vino significa sostenere un’eccellenza, ma anche tutto il sistema agroalimentare, come stiamo facendo negli ultimi anni con gli accordi di filiera, per riuscire ad avere linee di produzione più efficaci, maggiore reddito e maggiore capacità di produrre energia pulita riducendo la dipendenza dalle fonti internazionali”. A Vinitaly prevista la visita del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. 
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Genova, sesso orale sul bus: autista aggredita dopo rimprovero a passeggeri

(Adnkronos) – Una autista 43enne della ditta di trasporto pubblico genovese Amt è stata aggredita ieri al capolinea di via Rimassa dopo avere rimproverato due passeggeri che stavano avendo un rapporto sessuale orale. Secondo quanto ricostruito, i due, entrambi uomini, stavano consumando il rapporto quando l'autista li ha rimproverati. Uno dei due la aggredita schiaffeggiandola e ha poi dato in escandescenza. Sul posto la polizia che ha denunciato l'uomo per resistenza, lesioni e interruzione di pubblico servizio. L'autista è stata soccorsa dalla Croce Bianca e portata in ospedale in codice verde. 
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Morto il consigliere comunale Carlo Monguzzi, figura storica dell’ambientalismo milanese

(Adnkronos) – “Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare". Così una nota il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che annuncia la morte del consigliere di Europa Verde e e figura storica dell’ambientalismo milanese. "Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con 'sindaco', ma con 'Beppe'. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati", racconta il sindaco dello storico consigliere comunale. "Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo”, conclude Sala.  "Mi spiace veramente tanto" per la morte di Carlo Monguzzi. "Abbiamo combattuto battaglie su fronti diverse ma era un galantuomo, una persona perbene che amava Milano". Così il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato in diretta a Telelombardia. "Come me anche lui voleva una Milano per tutti. Milano perde qualcosa", ha aggiunto. "Uomo di principi, di grande coerenza e di forte spessore umano e politico, Monguzzi ha saputo distinguersi negli anni per la sua libertà di pensiero e per la capacità di difendere con coraggio le proprie idee, anche quando questo lo ha portato a prendere posizioni nette e controcorrente rispetto alla stessa maggioranza da cui era stato eletto". Questo il ricordo di Monguzzi, espresso in una nota dal gruppo Lega a Palazzo Marino, con "profondo cordoglio" per la morte di una "figura storica della politica milanese". "Pur sedendo tra i banchi della coalizione di governo, non ha mai fatto mancare il proprio spirito critico verso le incoerenze e le contraddizioni di questa amministrazione, diventando di fatto un interlocutore serio e autorevole anche per le opposizioni", ricorda il gruppo leghista nella nota. "Le sue battaglie in Aula, la sua tenacia, la sua coerenza e la sua straordinaria capacità dialettica hanno rappresentato un esempio di politica vissuta con passione, schiena dritta e profondo senso delle istituzioni. Mancheranno il suo spirito combattivo, la sua voce libera e la sua determinazione nel difendere ciò in cui credeva. Con la sua scomparsa, l’Aula di Palazzo Marino perde un grande uomo e un protagonista autentico della vita politica milanese. Il gruppo Lega per Salvini Premier si stringe con sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e politico". 
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Vinitaly, svolta contro siccità e malattie: in Toscana la prima pianta di sangiovese ottenuta con Tea

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Arriva dalla Toscana una risposta concreta alle emergenze climatiche e alle fitopatie che minacciano il futuro del vino: realizzata la prima pianta di Sangiovese ottenuta con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea), uno strumento innovativo per difendere la produzione dalla siccità e dalle malattie e garantire continuità alle imprese vitivinicole. Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine hanno dato il via ad un progetto di ricerca innovativo finalizzato a rendere le coltivazioni più resilienti. Al centro il Sangiovese, vitigno simbolo della regione, che rappresenta oltre il 60% della superficie vitata e da cui derivano 7 bottiglie su 10 del vino toscano. Le Tea rappresentano infatti una leva strategica per il settore: tecnologie che consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, accelerando processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci.  La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027. L’obiettivo è mettere rapidamente a disposizione delle imprese strumenti concreti per continuare a produrre qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività. Il percorso di ricerca, sviluppato nell’arco di tre anni anche grazie al sostegno dell’Università di Udine e al coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno, rafforza il ruolo della Toscana come territorio all’avanguardia nell’innovazione vitivinicola e dimostra come la ricerca pubblica possa offrire risposte operative alle esigenze del mondo agricolo. 
I primi risultati della sperimentazione saranno presentati al Vinitaly lunedì 13 aprile, alle ore 15, a Casa Coldiretti, nell’ambito dell’incontro “Sangiovese tra tradizione e innovazione: il ruolo delle Tea per una viticoltura più sostenibile”. Dopo l’introduzione della presidente regionale di Coldiretti e presidente di Vigneto Toscana, Letizia Cesani, interverranno: Riccardo Velasco (direttore del Centro Ricerca Viticoltura ed Enologia Crea), Luca Nerva (ricercatore Crea-Ve), Gennaro Giliberti (dirigente Promozione e Sostegno agli Investimenti delle Imprese Agricole e Agroalimentari della Regione Toscana), Leonardo Marras (assessore all’Economia, Attività produttive e Agricoltura della Toscana) e Francesco Ferreri (presidente Consulta Vino Coldiretti). Modera l’iniziativa il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti. 
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Giacomo Bongiorni massacrato in piazza a Massa, la compagna: “E’ morto per le botte”

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Giacomo Bongiorni "è morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato". Sono le parole di Sara Tognocchi, compagna del 47enne ucciso nella notte di sabato in piazza Felice Palma a Massa. Una vicenda su cui sono in corso accertamenti, ma che la donna ricostruisce con parole nette: "Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte", ha dichiarato in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Nell'intervista Tognocchi, anche lei 47enne, ricostruisce l'accaduto: "Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, c’era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21.30. In piazza Palma c’era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto 'ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male'. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l’educazione". Quel gruppetto ha "circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra".  "Solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: 'Babbo, alzati. Per favore alzati'. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra".  "Io ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto – ha raccontato nell'intervista – Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte".  I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con automedica e ambulanza. I tentativi di rianimazione si sono protratti a lungo, ma per il 47enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato direttamente in piazza, sotto gli occhi di decine di presenti. A rendere ancora più drammatica la vicenda è la presenza del figlio della vittima, che ha assistito all’aggressione. Il bambino, in evidente stato di choc, è stato trasportato in ospedale e ricoverato per accertamenti. La scena, nel cuore della città e a pochi passi dal municipio, ha profondamente colpito i residenti e le persone presenti, trasformando in pochi minuti una notte di svago in una tragedia. Sara e Giacomo si erano conosciuti tre anni fa e nel prossimo mese di luglio si sarebbero sposati. "Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso". Nella giornata di domenica 12 aprile sono stati identificati e fermati nel giro di poche ore i presunti responsabili della violenta aggressione costata la vita a Giacomo Bongiorni nel centro cittadino a breve distanza dal Comune. Un minorenne e due maggiorenni sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario, mentre proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. Il quadro investigativo, delineatosi già nelle prime ore successive ai fatti, ha consentito ai carabinieri di individuare tutti i soggetti coinvolti nello scontro e di procedere a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alla ricostruzione dell’accaduto. Un risultato investigativo rapido, reso possibile anche dalla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e dalle numerose testimonianze raccolte, come ha sottolineato il procuratore massese Piero Capizzoto All’esito della prima attività istruttoria, la Procura per i minorenni genovese, diretta dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha disposto il fermo di un ragazzo di 17 anni ritenuto, allo stato, responsabile di omicidio volontario. Parallelamente, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, residente a Montignoso (Massa Carrara) ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, abitante a Massa, entrambi di nazionalità rumena, accusati di concorso nello stesso reato. Per tutti gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Determinante, per chiarire in modo definitivo le cause del decesso, sarà anche l’esame autoptico sul corpo della vittima, che verrà eseguito nei prossimi giorni. L’attività investigativa si è concentrata fin da subito sulla ricostruzione puntuale della dinamica e sull’individuazione delle responsabilità individuali. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, ritenute fondamentali per ricostruire le fasi dell’aggressione. Numerosi anche i testimoni ascoltati, tra clienti dei locali e passanti presenti al momento dei fatti. Le perquisizioni eseguite nelle ore successive hanno consentito di sequestrare oggetti e dispositivi utili alle indagini. Il lavoro congiunto tra Procura ordinaria e Procura minorile si concentra ora sull’esatta attribuzione delle condotte e sul ruolo svolto da ciascun componente del gruppo. Profonda la reazione della comunità. Il sindaco Francesco Persiani ha parlato di "violenza inaudita". "A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l’intera comunità – ha detto Persiani – Rivolgo le più sentite condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Giacomo Buongiorni, duramente colpita da una tragedia così grave e ingiusta". Il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Mario Vaccari, ha invitato a una riflessione collettiva. "Colpisce la sproporzione della reazione e la rapidità con cui si è arrivati alla tragedia", ha sottolineato il presule, ponendo interrogativi sul ruolo degli adulti e sui modelli trasmessi alle nuove generazioni. Annunciata anche l’organizzazione di una fiaccolata in memoria della vittima. Giacomo Bongiorni era conosciuto in città per il suo carattere gentile e la sua passione per il calcio. Aveva militato fino al 2012 nel San Vitale Candia, società che lo ha ricordato con parole di affetto, definendolo "un ragazzo d’oro, educato e solare". Una vita spezzata in pochi istanti, al termine di una serata trascorsa con i propri cari. L’omicidio ha avuto un’immediata eco sul piano istituzionale. Nella stessa mattinata di domenica, il prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello, ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione hanno partecipato i sindaci di Massa e Carrara, Francesco Persiani e Serena Arrighi, il presidente della Provincia, Roberto Valettini, il questore Bianca Venezia e i vertici locali delle forze dell’ordine. Nel corso dell’incontro è stata analizzata in particolare la situazione legata alla movida nei due comuni, già oggetto di attenzione nelle settimane precedenti. Sono state quindi decise misure straordinarie per prevenire episodi analoghi. Tra i provvedimenti adottati: intensificazione dei controlli nelle aree più frequentate nelle ore serali e notturne, con il supporto di reparti specializzati; chiusura anticipata dei locali entro le 00:30 fino al 31 maggio; divieto di vendita e asporto di bevande in vetro dopo le 22; controlli rafforzati sulla vendita di alcolici ai minorenni. Allo studio anche l’introduzione di “zone a vigilanza rafforzata”, con possibilità di allontanamento per soggetti ritenuti pericolosi o responsabili di comportamenti antisociali. L’episodio ha riacceso i riflettori su un fenomeno già segnalato da residenti e amministratori: quello della cosiddetta “malamovida”, caratterizzata da eccessi, abuso di alcol e frequenti episodi di violenza tra giovani. Solo pochi giorni prima, sempre nel centro cittadino, si era verificata un’altra rissa con lancio di bottiglie e feriti. Un precedente che, alla luce di quanto accaduto, assume un significato ancora più allarmante. 
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Elezioni Ungheria, Tusk esulta: “Gloriosa vittoria di Magyar, russi tornate a casa”

(Adnkronos) – Il primo ministro polacco Donald Tusk ha salutato la schiacciante vittoria del partito di opposizione Tisza di Peter Magyar come una "vittoria gloriosa", descrivendo i risultati delle elezioni ungheresi come un colpo decisivo all'autoritarismo nella regione. Con quasi il 99% dei voti scrutinati, i primi dati dell'Ufficio Elettorale Nazionale (Nvi) indicano che il partito Tisza si è assicurato 138 seggi nell'Assemblea Nazionale, composta da 199 membri. Questo risultato garantisce all'opposizione la supermaggioranza necessaria per emendare la Costituzione e segna la fine definitiva del lungo governo di Viktor Orbán. Tusk è intervenuto domenica sera via social per commentare la notizia. "Ungheria, Polonia, Europa. Di nuovo insieme! Gloriosa vittoria, cari amici!", ha scritto, aggiungendo lo slogan ungherese "Ruszkik haza!" (Russi, tornate a casa!). In seguito, durante una conferenza stampa a Seul, in Corea del Sud, Tusk ha descritto i risultati delle elezioni ungheresi come un punto di svolta per la regione, sostenendo che dimostrano che l'Europa Centrale e Orientale non è "condannata" ad essere governata da "regimi autoritari". "Tutti temevano una tendenza verso regimi autoritari e corrotti. Non è così", ha dichiarato Tusk ai giornalisti. "Prima Varsavia, poi Bucarest, Chișinău e ora Budapest. Questa parte d'Europa sta dimostrando che non siamo destinati alla corruzione che purtroppo ha caratterizzato il governo di Viktor Orbán". Tusk ha anche affermato di aver già parlato con Pëtr Magyar per congratularsi con lui. Ha aggiunto che i due hanno discusso di una visita programmata a Varsavia, che Magyar ha indicato come sua prima meta all'estero. "Credo che le nostre relazioni saranno assolutamente eccezionali", ha affermato Tusk. Ha inoltre dichiarato che la rimozione del governo Orbán, che ha spesso bloccato gli aiuti finanziari dell'Ue all'Ucraina, rappresenterà una "svolta" per Kiev.
 Sul fronte interno, il cambio di leadership in Ungheria potrebbe avere ripercussioni anche sui procedimenti giudiziari polacchi. Tusk ha dichiarato di aver discusso con Magyar, prima delle elezioni, della situazione di due ex ministri polacchi, Zbigniew Ziobro e Marcin Romanowski, ai quali l'amministrazione Orban aveva concesso asilo. "Spero di poter dare il 'bentornato in Polonia' a questi due signori", ha aggiunto. Magyar ha confermato nel suo discorso post-elettorale di domenica che il suo itinerario diplomatico inizierà a Varsavia, per poi proseguire con visite a Vienna e Bruxelles. Si è inoltre impegnato a sbloccare i fondi Ue precedentemente congelati a causa di preoccupazioni relative allo Stato di diritto e ha promesso di rilanciare la cooperazione all'interno del Gruppo di Visegrád, che comprende Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. 
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Gesmundo (Coldiretti): “Il vino italiano schiacciato da 2 Bibbie di leggi”

(Adnkronos) – “Il vino italiano è oggi imbrigliato in una selva normativa che non ha eguali in nessun altro comparto produttivo. Parliamo di quasi 2.000 pagine tra regolamenti, leggi e circolari, per un totale di oltre 1,5 milioni di parole: più del doppio della Bibbia. Significa che ogni giorno i nostri produttori devono fare i conti con una legislazione lunga due Bibbie solo per poter lavorare. È un paradosso che soffoca energia, investimenti e competitività”. Così il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha aperto il convegno “Liberiamo il vino” in corso a Casa Coldiretti al Vinitaly moderato da Luciano Ferraro, vice direttore del Corriere della sera. Presenti tra gli altri Matteo Zoppas, Presidente Agenzia Ice, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Federico Bricolo, presidente Verona fiere ed Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti. 
“Liberare il vino da queste catene, dalla burocrazia eccessiva, dai dazi che penalizzano l’export, dalle etichette allarmistiche e da un impianto normativo spesso ideologico, – ha sottolineato Gesmundo – non è solo una battaglia di principio, ma una scelta economica precisa. Vuol dire restituire alle imprese capacità di crescita, innovazione e presenza sui mercati internazionali". "Se liberiamo il vino, liberiamo un valore concreto: fino a 1,6 miliardi di euro che possono tornare nelle tasche delle aziende, nei territori e nella filiera. Difendere il vino italiano oggi – ha aggiunto – significa difendere un pezzo fondamentale della nostra economia e della nostra identità, contro un sistema, messo in atto dall'Europa e dai suoi tecnocrati, che invece di accompagnare lo sviluppo continuano a ostacolarlo” ha concluso. 
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