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Britney Spears entra in riabilitazione dopo l’arresto: “Ha toccato il fondo”

(Adnkronos) – Britney Spears è entrata in rehab. La pop star ha deciso volontariamente di intraprendere un percorso di riabilitazione a più di un mese dal suo arresto per guida in stato di ebbrezza. Fonti vicine alla cantante hanno raccontato a 'Tmz' che le persone a lei più care – compresi i figli Sean Preston e Jayden James – la incoraggiavano da tempo a fare questo passo, e che Britney avrebbe riconosciuto di aver "toccato il fondo".  Le stesse fonti parlano di un uso problematico di alcol e Adderall, farmaco a base di anfetamine. La cantante, durante i suoi frequenti viaggi in Messico, avrebbe approfittato della facilità di accesso al medicinale per rifornirsene. La durata del programma non è stata ancora definita: in genere si tratta di circa 30 giorni, ma in questo caso Britney potrebbe restare più a lungo per un recupero più solido. Non è la prima volta che l’artista entra in un centro di riabilitazione, anche se in passato aveva spesso abbandonato il percorso dopo pochi giorni.  L’udienza relativa all'arresto dello scorso 4 marzo – ha precisato la stessa fonte a 'Tmz' . è fissata per il 4 maggio al tribunale di Ventura, in California. "Britney sa che questo potrebbe rappresentare un vantaggio davanti al giudice. E ha deciso di prendere la questione molto seriamente", fa sapere la fonte. 
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Taranto, due arresti per omicidio imprenditore: cold case risolto dopo 13 anni

(Adnkronos) –
Svolta in un omicidio rimasto irrisolto per 13 anni: i carabinieri hanno arrestato due persone per la morte di Martino Marangi, 50 anni, imprenditore edile, ucciso il 14 ottobre del 2013 a colpi d'arma da fuoco alla periferia di Pulsano, in provincia di Taranto (Puglia).  
L'indagine è stata denominata 'Eco di Sangue'. Gli arrestati, entrambi di 57 anni e pregiudicati, sono state fermate dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le accuse nei loro confronti, a vario titolo, sono di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, e detenzione e porto illegali di arma da fuoco. L'inchiesta è stata sviluppata in sinergia tra la Dda, la Procura della Repubblica di Taranto e il Comando dell'Arma del capoluogo jonico.  La vittima stava facendo rientro nella sua abitazione e si trovava nella sua auto quando venne colpita da almeno 10 colpi di pistola calibro 9, esplosi da un uomo che, subito dopo, fece perdere le sue tracce. Un episodio che scosse la comunità locale e generò allarme sociale. Per anni, quell’omicidio è rimasto avvolto da zone d’ombra, complice un contesto ambientale fortemente omertoso ma anche a causa della capacità dei due sospetti di ostacolare l’accertamento della verità, attraverso comportamenti accorti, comunicazioni ambigue e il condizionamento delle persone informate sui fatti. Oltre a ricostruire le presunte responsabilità, è stato delineato il movente.  
Alla base dell’omicidio vi sarebbe una una spirale di violenza e sopraffazione: da un lato, contrasti legati all’attività lavorativa dell’impresa edile, ritenuta dal presunto mandante inadempiente rispetto ai tempi di esecuzione di alcuni lavori; dall’altro e soprattutto, un precedente e violento scontro che quest’ultimo aveva avuto con la vittima. In quella occasione, il presunto mandante avrebbe tentato un’aggressione armata ai danni dell’imprenditore ma sarebbe stato disarmato del coltello, sopraffatto e colpito, riportando gravi lesioni che resero necessario il ricovero in ospedale. Un episodio che, in quel contesto criminale, avrebbe assunto un significato più profondo di una semplice lite: una pubblica umiliazione, una perdita di prestigio e di autorità che, secondo le logiche mafiose, non poteva restare impunita. 
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Tumori, Fmp: “In Italia 13% pazienti può essere curato con terapia mirata”

(Adnkronos) – Il 13% di tutti i pazienti colpiti da un cancro è potenzialmente eleggibile ad una terapia mirata. Solo in Italia quindi più di 50mila neoplasie l’anno potrebbero essere trattate con un farmaco 'su misura'. Nei tumori più frequenti oltre il 40% dei casi richiede una profilazione molecolare per la scelta delle cure più appropriate. La medicina personalizzata è una realtà anche in oncologia e contribuisce a selezionare le terapie ottimali e a rendere più efficace l’assistenza sanitaria. Al nuovo paradigma nella lotta al cancro è dedicato il convegno internazionale Italian summit on precision medicine promosso dalla Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp). L’evento si apre oggi a Roma e vede la partecipazione di 150 ricercatori e clinici che si confrontano sui progressi, le sfide e le prospettive future.  "La medicina personalizzata applicata al cancro è una conquista scientifica che ormai appartiene ai pazienti – sostiene il Paolo Marchetti, presidente della Fmp -. Presenta dei grandi vantaggi che ricadono anche sul servizio sanitario nazionale e la collettività in quanto può contenere le spese d’assistenza e cura per i tumori che ogni anno in Italia ammontano a 6,5 miliardi di euro. È ora più che mai necessario accelerare nella traduzione dei principi della medicina personalizzata nella pratica medica. Potremmo non solo limitare l’uso di farmaci non necessari ma anche monitorare la progressione e la remissione delle neoplasie oltre che garantire una migliore prevenzione e interventi terapeutici più precoci. Va implementata la transizione dal laboratorio alla clinica, bisogna abbattere le barriere di accesso e costruire sistemi sanitari in grado di integrare l’innovazione genomica nella routine assistenziale. Grazie ad esami estremamente precisi, garantiti dalle tecnologie come l’Ngs, analizziamo in modo estremamente approfondito le singole alterazioni genomiche di un tumore. È un approccio terapeutico che sta rivoluzionando le cure e ridefinendo le aspettative di vita dei pazienti. Solo in Italia sono più di 3,7 milioni gli uomini e le donne che vivono con una neoplasia e il loro numero è in costante crescita. La sfida ora è aumentare l’esecuzione di test in grado di assicurare la medicina personalizzata. Al tempo stesso bisogna essere sempre più capaci di interpretare i risultati ottenuti per poter così elargire le migliori indicazioni terapeutiche".  Il convegno di Roma vuole creare un forum scientifico di alto livello. Nelle due giornate – informa una nota – gli esperti provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Canada e Svizzera presentano le ultime novità dalla ricerca. Sono previste sette sessioni dedicate a biomarcatori e trial clinici innovativi, nuove strategie terapeutiche (terapia cellulare, vaccini, radioligandi), anticorpi coniugati di nuova generazione, accesso globale alla medicina di precisione, modelli organizzativi e implementazione nella pratica clinica quotidiana.   "E’ un campo in rapida evoluzione che fonde genomica, biologia molecolare, intelligenza artificiale e farmacologia avanzata per personalizzare i trattamenti oncologici – prosegue Giuseppe Curigliano, presidente eletto Esmo (Società europea di oncologia medica) e professore presso il Dipo – Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano -. Sono molte alte le aspettative che la comunità scientifica e i pazienti ripongono nell’oncologia di precisione ma vi sono delle questioni pratiche irrisolte. Si tratta di problematiche tecnico-scientifiche ma anche etiche, giuridiche ed economiche che non sempre assicurano la piena realizzazione della ricerca clinica in questo ambito. Il nostro convegno rappresenta un’occasione unica per mettere intorno allo stesso tavolo i massimi esperti mondiali, condividere i dati più recenti e tracciare insieme una rotta comune verso trattamenti sempre più efficaci. L’Italia ha le competenze e la visione per essere protagonista di una rivoluzione terapeutica che è in atto e che non può essere fermata". "La medicina di precisione ha cambiato per sempre l’approccio al cancro della mammella, il più frequente e diffuso nel nostro Paese – sottolinea Andrea Botticelli, direttore della Uosd Cancro della mammella e terapie innovative, Policlinico Umberto I, Roma -. Oggi siamo in grado di stratificare le pazienti sulla base del profilo molecolare del singolo tumore. Riusciamo ad offrire trattamenti mirati riducendo la tossicità e migliorando sensibilmente i risultati clinici. È un’innovazione che ha interessato sia i carcinomi in stadio avanzato e metastatico che quelli precoci e localizzati. Esami come i test genomici o la biopsia liquida sono ormai una realtà nella pratica clinica quotidiana in Italia così come in molti altri Paesi". 
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Ricorso rigettato, il nuovo album di Ditonellapiaga mantiene il titolo ‘Miss Italia’

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'Miss Italia' è ufficialmente il titolo del nuovo album di Ditonellapiaga. Il Tribunale di Roma, secondo quanto riferisce una nota dell'ufficio stampa dell'artista, ha rigettato il ricorso relativo all’utilizzo del nome, confermando che il progetto discografico potrà mantenere la sua denominazione originale. Il disco, interamente scritto e composto da Margherita Carducci (vero nome di Ditonellapiaga) insieme ad Alessandro Casagni, che ne ha curato anche la produzione, è dedicato a chi si sente inadeguato ma ha imparato a trasformare le proprie fragilità in forza. L'album indaga il rapporto con i canoni estetici e sociali e con l'idea di essere "giusti", attraverso una voce definita "sbarazzina e volutamente fuori dal coro". "È bello sapere che la possibilità di potersi esprimere artisticamente in libertà sia considerato un valore importante da tutelare, soprattutto quando non si intacca la dignità altrui", ha commentato Ditonellapiaga. "Credo nella potenza delle immagini, nel loro potere evocativo per raccontare un vissuto o un’emozione. In “Miss Italia” racchiudo tutto il mio mondo interiore in due parole diventate ormai universali, parte dell’immaginario collettivo. Racconto la mia storia: il rapporto con il fallimento, il senso d’inadeguatezza e l’accettazione dell’imperfezione, sono contenta che questo significato sia arrivato". L’artista e la società BMG sono stati difesi in giudizio dagli avvocati Domenico Capra e Donato Brienza. 
La controversia è nata durante l'ultimo Festival di Sanremo. Mentre Ditonellapiaga era in gara con 'Che Fastidio!', l'organizzazione di Miss Italia ha annunciato azioni legali per “uso indebito della denominazione 'Miss Italia'”, in riferimento al titolo dell'album di prossima uscita. In una nota, il concorso aveva definito la condotta "gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione". 
Margherita proseguirà la presentazione del nuovo album con tre appuntamenti instore: il 14 aprile alla Feltrinelli Duomo di Milano, il 15 aprile alla Feltrinelli Via Melo di Bari e il 16 aprile alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli. Le tracce di "Miss Italia" e i brani più iconici dell'artista verranno poi portati dal vivo in un tour, prodotto da Magellano Concerti, che da giugno a settembre la vedrà calcare i palchi dei principali festival italiani. Seguiranno due speciali appuntamenti nei club in autunno: il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano. 
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Francesca Fialdini, il dolore per la morte di Giacomo Bongiorni: “Era mio compagno di classe”

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"Giacomo Bongiorni era un mio compagno di classe". Inzia così il messaggio di Francesca Fialdini condiviso in un post su Facebook in cui ha espresso tutto il suo dolore per il 47enne morto nella notte di domenica 12 aprile in piazza Felice Palma, nel centro cittadino di Massa sotto gli occhi del figlio di 11 anni. "Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini è doppiamente doloroso", si legge. 
Fialdini ha ricordato la tragedia avvenuta facendo una riflessione sull'educazione dei giovani e sulle responsabilità collettive: "Giacomo era un papà, e ha agito in quanto tale oltre che da cittadino. Mi chiedo ora dove siano i papà di quei ragazzi e anche dove siano gli altri cittadini, quelli che ci governano pensando che parlare di educazione emotiva a scuola non serva a nulla. Ma anche quelli che non mettono in piedi nessuna offerta alternativa credibile per i giovani, che oggi hanno evidentemente bisogno di altro per una socializzazione sana e rispettosa".   La conduttrice ha rivolto un pensiero al figlio di Bongiorni, testimone della tragedia: "Ora però piango un compagno di giochi, un padre di famiglia, e anche un bambino – suo figlio – che ha visto tutto. Come città dovremmo stare vicino alla sua famiglia. Non con la rabbia della vendetta ma con la salda convinzione che questa tragedia debba trasformare le coscienze di questa comunità ferita. E impoverita. Ciao Giacomo! Ragazzone sorridente", ha concluso Fialdini.  
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Harry e Meghan, tensioni con Netflix? La verità dopo le indiscrezioni

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Meghan Markle e il principe Harry hanno partecipato a un'elegante festa privata piena di star, organizzata dal ceo di Netflix . Il duca e la duchessa di Sussex sono stati fotografati alla serata glamour nella residenza di Montecito, in California, di Ted Sarandos e di sua moglie Nicole Avant, in occasione dell'evento 'Beef Season 2 Montecito Tastemaker'. Ma la vera notizia non è la partecipazione del figlio di re Carlo e di sua moglie al party del facoltoso vicino di casa – a cui hanno partecipato numerose celebrità, tra cui le star della seconda stagione di 'Beef' Oscar Isaac, Carey Mulligan e Charles Melton, oltre a Katy Perry, Justin Trudeau, Orlando Bloom, l'attore di 'The Bear' Lionel Boyce e molti altri – ma il fatto che l'evento smentisce ogni voce sulla possibile rottura dei rapporti della coppia con il gigante dello streaming. Meghan e Harry sono stati visti sorridere e posare per le foto con Sarandos e la Avant. In uno scatto, Meghan e Avant si tengono per mano e in un altro le due donne si scambiano un caloroso abbraccio.  La presenza del duca e della duchessa di Sussex all'evento di Netflix arriva dopo che Variety, il 17 marzo, aveva parlato di presunte tensioni tra la coppia e il colosso dello streaming, affermazioni che erano state smentite sia dai Sussex che da Netflix. In una lettera a Variety, l'avvocato della coppia, Michael J. Kump, ha contestato le affermazioni, dichiarando tra l'altro: "Meghan si scambia messaggi e parla regolarmente con il signor Sarandos, ed è stata a casa sua". Anche Bela Bajaria, responsabile dei contenuti di Netflix, si è espressa in merito a queste affermazioni durante l'evento 'Next on Netflix' del 18 marzo, dicendo ai partecipanti: "Non credete a tutto ciò che leggete". Dopo aver suggerito di "verificare un po' i fatti", la Bajaria ha affermato che l'azienda mantiene ancora un rapporto di lavoro con Meghan e Harry e ha progetti in corso con loro "in fase di sviluppo nel settore televisivo e cinematografico", poiché "gli accordi vanno e vengono di continuo". "Immagino che non ci sia nessuna storia succosa da raccontare", ha aggiunto. Pochi giorni dopo la pubblicazione dell'articolo su Variety , il duca e la duchessa di Sussex hanno annunciato che co-produrranno una serie incentrata sul polo per Netflix, tramite la loro società Archewell Productions. Secondo quanto riportato da Deadline , il progetto sarà ambientato nella "vivace città equestre" di Wellington, in Florida, e la trama "ruoterà attorno alle complesse dinamiche tra due squadre rivali e le famiglie che le guidano". Si ritiene che lo show sia ispirato a progetto di Harry, 'Polo', una docuserie che ha debuttato su Netflix nel dicembre 2024, ottenendo però ascolti deludenti. L'anno scorso, Netflix ha annunciato che Meghan e Harry avevano esteso la loro collaborazione con la piattaforma di streaming tramite Archewell Productions con un accordo pluriennale che prevede il diritto di prelazione su progetti cinematografici e televisivi. Tra questi figurano anche 'The Wedding Date', adattamento del libro di Jasmine Guillory, e 'Meet Me at the Lake', adattamento del romanzo rosa di Carley Fortune. 
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Reati compiuti da under 14, Salvini: “Norma ad hoc su responsabilità dei genitori, bisogna intervenire anche penalmente”

(Adnkronos) – Stretta in arrivo sulla responsabilità dei genitori in merito ai reati compiuti dai figli minorenni. Ad annunciarla, dopo i recenti casi di aggressioni compiute da parte di giovanissimi, è il vicepremier Matteo Salvini cha parla di intervenrire anche "penalmente" per i genitori su eventuali crimini compiuti da under 14.  "C'è un'idea di chiedere conto alle famiglie, anche economicamente, se compiono i crimini i 13enni", ha detto Salvini a Telelombardia. "Ci sono Paesi che stanno vietando i social. Però qualcuno ti compra l'ultimo modello di iPhone e qualcuno ti mette la password che ti permette di accedere a TikTok e Instagram. E quel qualcuno sono i genitori. Bene ha fatto il ministro dell'Istruzione della Lega a dire che in classe non si entra con il telefonino, però bisogna responsabilizzare le famiglie – ha insistito il vicepremier -. Bisogna intervenire anche economicamente e penalmente – ha rimarcato – a casa di quei genitori. Sarà forte da dire e non è politicamente conveniente, ma non mi interessa, perché ormai se ne vedono di ogni: occorre responsabilizzare quei genitori che evidentemente se ne fregano. Devono risponderne loro. Questa è la norma che stiamo studiando". Quindi "se il figlio fa casino a scuola o in manifestazione, pagano mamma e papà. Si può fare ed è quello che stiamo facendo", ha concluso Salvini. In Italia attualmente i minori al di sotto dei 14 anni non sono mai imputabili. Lo stabilisce l'articolo 97 del Codice penale ("Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni"). Gli under 14 quindi non possono essere né processati né puniti per nessun reato. Tuttavia, per casi particolarmente gravi, il giudice può valutare il collocamento del minore in comunità di recupero o imporre misure di sorveglianza. Diversa la questione per i minori tra i 14 e i 18 anni che, in base a quanto previsto dall'articolo 98 del Codice penale possono essere imputati anche se l'imputabilità deve essere valutata caso per caso ("è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacità d'intendere e di volere; ma la pena è diminuita"). Per quanto riguarda invece la reponsabilità dei
genitori, già oggi la legge prevede che siano sempre responsabili in sede civile per i danni causati dai figli e dunque obbligati a risarcire economicamente le vittime. A stabilirlo è l'art. 2048 del Codice civile: "Il padre e la madre, o il tutore – recita l'articolo – sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi".   
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Inter, Ambrosini contro i fischi a Bastoni: “Facciamola finita”

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Massimo Ambrosini difende Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro è ormai da tempo bersagliato dai fischi dei tifosi avversari e la scena si è ripetuta, puntuale, anche durante Como-Inter, big match valido per la 32esima giornata di Serie A e terminato 4-3 per gli uomini di Chivu. All'ennesima bordata di fischi ricevuta da Bastoni, che si preparava a battere una rimessa laterale nel corso del primo tempo, Ambrosini è sbottato durante la telecronaca Dazn al fianco di Pierluigi Pardo: "Facciamola cortesemente finita".  Un 'invito' piuttosto deciso ai tifosi avversari a lasciar perdere il difensore dell'Inter, al centro della bufera prima per la simulazione che ha portato al secondo giallo, e alla conseguente espulsione, di Kalulu in Inter-Juventus e poi per il cartellino rosso rimediato con la maglia dell'Italia, che ha fortemente condizionato la finale, poi persa ai rigori, dei playoff Mondiali 2026 contro la Bosnia.  
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Propaganda estremista e manuali per realizzare armi: arrestato un 17enne a Teramo

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A 17 anni faceva propaganda sui social di idee fondate sul suprematismo e sull'accelerazionismo e deteneva manuali di istruzione per realizzare armi con stampanti 3D. Il minorenne, residente a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, è stato arrestato dalla Polizia e condotto in una comunità. L'ordinanza di custodia cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, su richiesta della procura per i Minorenni di L’Aquila, è stata eseguita dalla Digos di Teramo, in collaborazione con la Digos di L’Aquila.  Il 17enne è ritenuto gravemente indiziato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, e di addestramento con finalità di terrorismo, commessi mediante la detenzione e divulgazione di documenti contenenti, tra le altre cose, istruzioni per la preparazione e l’uso di armi da fuoco e bombe molotov. Nei confronti del minore, sul quale la Digos di Teramo aveva già acquisito indizi circa la pubblicazione e la propaganda attraverso social network di idee fondate sull’odio razziale, nei mesi scorsi era stata disposta una perquisizione delegata dalla procura del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila, con conseguente sequestro dei dispositivi informatici in suo uso. Dalla successiva analitica analisi dei device è stata rilevata la presenza di materiale di propaganda neonazista e suprematista, di estremismo islamico e di incitamento all’azione diretta e ad “accelerare” (accelerazionismo) il collasso della società moderna, con indicazioni e istruzioni per la realizzazione di armi da fuoco mediante l’utilizzo di stampanti 3D. In particolare sono stati trovati manuali che promuovono ideologie di supremazia razziale, violenza estrema e atti di terrorismo, e libri esplicativi su diverse tipologie di armi bianche con il fine di descrivere le azioni da compiere durante un’aggressione fisica, specificando le parti del corpo umano da attingere, affinché l’attacco sia il più efficace possibile. Particolari rilevanti stati riscontrati in alcune chat, nelle quali venivano condivise pratiche satanistiche consistenti nell’eliminazione sacrificale di individui appartenenti a categorie ritenute deboli o inferiori, con lo scopo di favorire l’avvento di una civiltà superiore.  L’aspetto sicuramente più significativo dell’attività è stato il rinvenimento di materiale finalizzato all’auto addestramento, in particolare alla costruzione di armi da fuoco tramite l’utilizzo di stampanti 3D, di cui il minore era effettivamente in possesso, e di manuali di istruzione sulla costruzione di una pistola semiautomatica assemblabile; un documento estremista per la caccia all’uomo, che fornisce indicazioni su come prepararsi, equipaggiarsi, agire e fornire le tecniche per cercare di eludere le indagini dopo aver compiuto aggressioni omicide; un tutorial per la costruzione di una canna per arma da sparo 9×19 mm. È stato infine trovato un video, della durata di oltre 8 minuti, in cui erano riportati tutti i passaggi per l’assemblaggio di una bomba molotov perfettamente funzionante.  
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Roma, Gasperini in bilico: possibile ritorno di De Rossi in panchina

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Gian Piero Gasperini lascia la Roma? L'allenatore giallorosso, reduce dalla vittoria per 3-0 contro il Pisa che ha rimesso in corsa per un posto in Champions League, sembra aver sviluppato un rapporto difficile con la dirigenza, inasprito dalle parole di Claudio Ranieri nel prepartita dell'Olimpico. Il senior advisor della famiglia Friedkin aveva voluto chiarire, con toni piuttosto piccati, alcune dichiarazioni dell'ex tecnico dell'Atalanta sul mercato, rivelando come tutti gli acquisti, sia estivi che invernali, siano stati concordati con Gasperini e che lo stesso allenatore non fosse stato la prima scelta della società per la panchina. Nonostante la non risposta dell'allenatore, le parole di Ranieri che hanno fatto scoppiare un vero e proprio caso nella Roma e agitato la piazza, in un momento cruciale della stagione. Ecco perché la società si sta cautelando in vista dell'estate. La permanenza di Gasperini a Roma è da considerarsi infatti quantomeno in dubbio, con i Friedkin che, per sostituirlo, starebbero pensando a un clamoroso ritorno: Daniele De Rossi. Secondo quanto riportato da Il Messaggero infatti, l'attuale allenatore del Genoa sarebbe in pole per la panchina giallorossa in caso di addio di Gasperini, ma non è chiara la volontà dell'ex capitano, ancora scottato dal brusco esonero del settembre 2024.  
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