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Chiara Ferragni prosciolta, il giudice: “Pubblicità ingannevole ma follower non sono seguaci di una setta”

(Adnkronos) – A gennaio Chiara Ferragni era stata prosciolta dall'accusa di truffa aggravata. Ora le 59 pagine di motivazioni del giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini spiegano che il contenuto nei comunicati stampa e nei post e delle storie pubblicate sulle campagne pubblicitarie di 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua – sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)' "definiscono l’utilizzo di espressioni, talvolta anche solo ambigue, altre volte più direttamente esplicative di un rapporto causale tra acquisto dei prodotti ed entità dell’erogazione benefica, che non possono essere considerate ictu oculi prive di profili di decettività".  Inoltre i provvedimenti dell’Agcm "delineano la sussistenza di una pubblicità ingannevole che non consente ictu oculi (con un colpo d'occhio, ndr) di ritenere insussistente la natura decettiva di quei messaggi pubblicitari". Tanto basta al dubbio al giudice "per escludere l’applicabilità della formula assolutoria nel merito" per gli indagati (oltre all'influencer anche l'ex braccio destro Fabio Maria Damato e il presidente del cda di Cerealitalia Francesco Cannillo).  Se il giudice, si legge, "avesse ritenuto fondata la tesi di sussistenza dell’aggravante, avrebbe assunto la conseguente decisione di responsabilità (se tutti gli elementi costitutivi della fattispecie contestata fossero risultati integrati e senza ignorare l’intervenuta attività riparatoria da parte degli imputati)", ma essendo esclusa la minorata difesa, "l’accertamento di sussistenza dei reati contestati non solo non è imposto al giudice, ma non può essere oggetto del suo accertamento". Per il giudice Ilio Mannucci Pacini, il quale ha escluso l'aggravante della minorata difesa contestata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Cristian Barilli, "non può essere condivisa l’affermazione secondo la quale essere follower di un personaggio molto noto sui social network significhi divenire un suo seguace (alla stregua dei seguaci dei santoni delle sette religiose o spirituali), così determinando automaticamente in capo a quest’ultimo uno stato di debolezza fisica o psichica che comporti una limitazione della propria capacità di autodeterminarsi".  Non solo i follower, circa 30 milioni, "non sono necessariamente tutti destinatari dei messaggi postati", ma neppure risulta "che pubblicità ingannevole o mendace attuata tramite i canali televisivi abbia determinato solo per il numero di destinatari, l’aggravante della minorata difesa" si sottolinea nelle motivazioni. Gli imputati, sottolinea il giudice, "non sono stati assolti in questo processo, le condotte a loro addebitate non sono rimaste impunite, le vittime delle asserite truffe non sono state insoddisfatte delle proprie ragioni risarcitorie". Al contrario, a seguito delle contestazioni formulate "gli imputati hanno subito a vari livelli conseguenze sul piano patrimoniale per la ritenuta natura ingannevole dei messaggi pubblicitari riguardanti le campagne qui giudicate (attraverso, innanzitutto, il procedimento attivato dall’Agcm)" e hanno risarcito.  
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Famiglia nel bosco, compleanno senza figli per mamma Catherine: “Nessuna voglia di festeggiare”

(Adnkronos) – Nessuna intenzione di festeggiare il compleanno, ma un solo desiderio: tornare a essere una famiglia felice, come lo era un tempo. Oggi, lunedì 13 aprile, è questo, secondo quanto riferito, lo stato d’animo di Catherine, la mamma della cosiddetta 'famiglia nel bosco' di Palmoli, in provincia di Chieti. A sottolinearlo è Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della famiglia, che all’Adnkronos spiega come Catherine stia vivendo questo momento con grande sofferenza, concentrando ogni energia sulla possibilità di riabbracciare i propri figli.  "Non c’è alcuna voglia di festeggiare – riferisce – il suo unico pensiero è la riunificazione familiare”. La vicenda si inserisce in un contesto giudiziario complesso. Con un’ordinanza del 6 marzo scorso, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della donna dalla casa famiglia di Vasto (Ch) in cui si trovano i figli.  Una decisione arrivata a distanza di circa quattro mesi dal provvedimento che, nel novembre 2025, aveva portato alla sospensione della responsabilità genitoriale per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e al loro collocamento in istituto. Da allora, i contatti tra madre e figli si sono ridotti a videochiamate, modalità che rappresenta al momento l’unico canale di relazione consentito. Un elemento che, sempre secondo il consulente, contribuisce ad alimentare il disagio emotivo della donna, già provata dalla lunga separazione. 
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Malattie neurologiche, Sin lancia gli Stati generali delle associazioni per dare voce ai pazienti

(Adnkronos) – Dare voce a migliaia di persone con malattie neurologiche e alle loro famiglie, costruendo una visione condivisa capace di incidere sulle politiche sanitarie e sociali del Paese. Con questo obiettivo la Società italiana di neurologia (Sin) ha avviato a Roma il percorso che porterà alla realizzazione degli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche, "un momento decisivo per mettere in rete le realtà dei pazienti, far emergere bisogni comuni e trasformarli in una forza concreta e riconoscibile", si legge in una nota. Per la Sin si tratta di "un'azione strategica: facilitare il dialogo, guidare l'individuazione delle priorità e contribuire a rendere evidente, agli occhi delle istituzioni e dei decisori politici, la dimensione reale delle malattie neurologiche". Con "un traguardo chiaro: arrivare a iniziative capaci di rispondere in modo strutturato alle principali sfide sanitarie e sociali". "Gli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche rappresentano uno tra i momenti più importanti per la Sin – dichiara il presidente Mario Zappia – La Sin diventa facilitatrice di un percorso che cerca di aggregare le tante associazioni che oggi ci sono in Italia, ma che spesso agiscono singolarmente. La possibilità di facilitare un percorso comune porterà a condividere quelli che sono bisogni condivisi affinché i decisori istituzionali si possano rendere conto che esiste una massa critica vasta di persone con malattie neurologiche che richiedono ascolto. La Società italiana di neurologia cercherà quindi di identificare questi bisogni comuni affinché si arrivi, auspicabilmente a novembre, a un'iniziativa di sensibilizzazione in Parlamento che aiuti a prendere delle decisioni che riguardano persone con patologie di importantissima rilevanza, non solo sanitaria ma anche sociale". Durante l'incontro di kick off sono stati presentati i risultati di una survey promossa dalla Sin a valle della mappatura delle associazioni pazienti: 61 le associazioni censite, 22 quelle che hanno risposto al questionario. Tra queste, erano presenti alla prima riunione plenaria: Aimft – Associazione italiana malattia fronto temporale, Al.Ce. – Alleanza cefalalgici, Aps Famiglie Syngap1 Italiaa, Arsacs Odv – Atassia spastica di Charlevoix-Saguenay, Associazione conSLAncio onlus, Associazione famiglie Lgs Italia, Associazione italiana epilessia, Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima), Associazione italiana sclerosi multipla, Associazione italiana sindromi disimmuni rare del sistema nervoso centrale – AISiDiR, Associazione neurofibromatosi, Confederazione Parkinson Italia, Federazione italiana epilessie, Federazione nazionale associazioni trauma cranico – Fnatc, Fondazione lega italiana ricerca Huntington (Lirh foundation), La Rete-Associazioni italiane per le gravi cerebrolesioni, Mitocon – insieme per lo studio e la cura delle malattie mitocondriali, Uniamo – Federazione italiana malattie rare. Dalla survey emergono criticità trasversali che molte associazioni riconoscono come urgenti.  In primo luogo – riporta la nota – diagnosi e percorsi diagnostici: tempi lunghi, riconoscimento tardivo o mancato delle patologie, difficoltà nella transizione pediatrica-adulta, carenza di centri di riferimento e percorsi diagnostici aggiornati. A questo si aggiungono limiti nell'assistenza e nel supporto, con accesso ridotto alla riabilitazione, sostegno psicologico e sociale insufficiente, difficoltà nel follow-up e nella continuità assistenziale (in particolare dopo la dimissione) e criticità nella gestione dei pazienti privi di rete familiare. Le associazioni segnalano inoltre un forte impatto della burocrazia nell'accesso a farmaci, invalidità e benefici sociali, con carenza di sostegni per i familiari. Sul piano organizzativo viene evidenziata la necessità di maggiore collaborazione e integrazione tra specialisti, con team multidisciplinari e una cooperazione formalizzata con le associazioni, oltre a un migliore coordinamento tra ospedale e servizi sul territorio. Rilevanti anche le disparità regionali nell'accesso a diagnosi, cure e riabilitazione, nonché alle sperimentazioni e ai centri specialistici, con differenze nelle risorse sanitarie e nella formazione del personale medico. Infine, temi di riconoscimento e inclusione (stigma, discriminazione, difficoltà scolastiche e lavorative) e di ricerca e terapie, con la richiesta di promuovere la ricerca scientifica, accelerare lo sviluppo di terapie innovative e rendere più equo l'accesso alle sperimentazioni cliniche.  "La survey ha mostrato una grandissima vivacità e capacità delle associazioni di cercare di posizionarsi avendo ben chiara la propria mission – afferma Matilde Leonardi, membro del direttivo Sin e responsabile della mappatura e del contatto con le associazioni pazienti – Una mission che è di fatto concentrata su quattro punti: avere riconoscibilità; avere dei percorsi diagnostici chiari; avere la capacità sia di essere formati sia di formare i medici che devono trattare malattie spesso molto complesse; e saper gestire, guidare e consigliare lo sviluppo della ricerca, che è un elemento fondamentale per tutti. Sulla base di questi punti la Sin promuoverà dei focus group che mireranno a identificare il minimo comun denominatore fra tutte le associazioni partecipanti, che la Sin è riuscita a identificare e coinvolgere. È la prima volta che si dà vita a un lavoro così concreto e sinergico. Un'azione, quella della Sin, che si richiama alla richiesta di aggregazione delle associazioni pazienti lanciata dall'Oms con il Global action plan on epilepsy and other neurological disorders, e che vede l'Italia come uno dei pochi Paesi al mondo realmente impegnato in questa direzione". Accanto alle criticità – prosegue la nota – le associazioni convergono su priorità di intervento comuni. Sul fronte della diagnosi e programmazione sanitaria, chiedono l'aggiornamento dei Lea per il riconoscimento delle malattie che ancora non lo hanno ottenuto, la creazione di registri nazionali per migliorare la programmazione e la velocizzazione della diagnosi attraverso una maggiore consapevolezza tra gli specialisti per un riconoscimento precoce. Per la presa in carico indicano l'integrazione ospedale-territorio tramite Pdta e team multidisciplinari per una gestione continua dei pazienti, l'ottimizzazione della presa in carico territoriale per ridurre spostamenti e garantire l'accesso ai centri di riferimento, e una sburocratizzazione dei processi per facilitare l'accesso di pazienti e caregiver ai benefici sociali. Sul piano della qualità della vita chiedono sostegno psicologico e sociale continuativo, politiche di inclusione scolastica e lavorativa e attenzione al tema del 'dopo di noi', con strumenti di tutela giuridica ed economica per caregiver e famiglie. In tema di ricerca, innovazione e accesso alle terapie, le associazioni chiedono un accesso più uniforme e tempestivo alle terapie innovative (con procedure più snelle per autorizzazioni e rimborsi), il coinvolgimento nelle sperimentazioni cliniche e un impegno più deciso nella promozione della ricerca scientifica per accelerare l’innovazione terapeutica.  Le associazioni auspicano che gli Stati generali diventino lo spazio per costruire una voce forte e coesa, capace di incidere sulle politiche sanitarie, garantendo l'applicazione coerente delle leggi e l'uguaglianza nell'accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. Chiedono inoltre un maggiore coinvolgimento da parte delle istituzioni nelle progettualità future, una collaborazione continuativa e strutturata con comunità scientifica e altre associazioni attraverso reti e tavoli permanenti, e una definizione condivisa delle priorità a breve e medio termine per fare chiarezza sul burden delle patologie neurologiche.  Sulla base di questi presupposti, la Sin organizzerà tre focus group tematici: malattie rare, neuroinfiammatorie e distrofie; malattie neurodegenerative; e stroke, trauma cranico, epilessie, cefalee. I focus group si riuniranno due volte nel mese di maggio con l'obiettivo di arrivare nel mese di giugno alla definizione di un manifesto unitario, che sarà discusso in una nuova riunione plenaria a luglio, a Roma. A ottobre, nel corso del Congresso della Sin in programma a Firenze, si terranno gli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche, cui seguirà un incontro dedicato a far conoscere alle istituzioni i risultati raggiunti. 
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Tumori, ‘tossicità finanziaria in aumento’. Studio Città Salute Torino

(Adnkronos) – Ticket, farmaci, trasporti, esami di controllo spesso nel privato per assenza di offerta nel pubblico, terapie di supporto. Queste e altre voci contribuiscono a creare il carico economico che pesa su chi si ammala di tumore. Si chiama 'tossicità finanziaria' (financial toxicity), effetto collaterale spesso sottovalutato del tumore e delle terapie oncologiche. La qualità della vita peggiora e in casi estremi si arriva a contrarre debiti, vendere beni, interrompere le cure. Negli Stati Uniti è riconosciuta come fattore prognostico negativo. Ma cosa succede in Italia? "Nonostante il servizio sanitario italiano non sia per fortuna paragonabile a quello americano e buona parte dei costi della cura dei malati di tumore siano a carico del Ssn, la situazione a livello nazionale è in evidente peggioramento per carenze strutturali, mancanza di risorse e disparità fra regioni: il fardello di spese 'out of pocket' per chi si ammala sta crescendo". Lo rileva uno studio condotto tra ottobre e dicembre 2024 presso la Città della Salute e della Scienza di Torino su 359 pazienti oncologici (177 uomini e 182 donne) in trattamento attivo, un'indagine che ha utilizzato il questionario italiano Proffit, specifico per l'Italia, che esplora manifestazioni e cause della tossicità finanziaria. Il punteggio mediano di tossicità finanziaria è risultato 33,33, su una scala da 1 a 100, riporta una nota. Il 35,2% dei pazienti intervistati ha dichiarato che la malattia ha ridotto le risorse economiche e 1 su 3 è preoccupato che la propria condizione economica possa condizionare la possibilità di avere cure adeguate. I pazienti disoccupati, ma anche i divorziati, sono particolarmente colpiti (mediana 52,38) rispetto ai pensionati (28,57). Il 32,1% ha ridotto spese per vacanze, ristoranti o spettacoli. Il 46% ha riferito di aver speso per eseguire visite ed esami nella sanità privata, a volte per scelta, in molti casi per la carenza di offerta nel pubblico che non garantisce tempi d'attesa adeguati. Oltre la metà dei pazienti (56%) ha sostenuto spese per farmaci supplementari e integratori; il 40% spende per psicoterapia, fisioterapia o cure dentali, in alcuni casi una conseguenza delle terapie. Un aspetto da non sottovalutare sono i trasporti: se pure i pazienti interpellati alle Molinette hanno dichiarato di non dover affrontare spostamenti lunghi (non più di 40 minuti di media con i mezzi pubblici e 22 minuti utilizzando l'auto), anche distanze ridotte, moltiplicate per il numero di visite, controlli, terapie, concorrono ad aggravare la situazione. Poco importa se chi si è ammalato ha un cancro al polmone, alla mammella o al pancreas: nella casistica analizzata la tossicità finanziaria non è legata a un tipo di tumore piuttosto che a un altro, ma di certo la disponibilità economica di partenza gioca un ruolo importante nel peggioramento della qualità di vita. Il tema, nelle sue numerose e importanti implicazioni in un periodo in cui la sanità pubblica appare sempre più incapace di garantire i costi della cura, è stato trattato da Massimo Di Maio, professore di Oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia medica dell'università di Torino, direttore dell'Oncologia medica 1U dell'azienda ospedaliera-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), nel suo intervento al Master di II livello in Etica medica, deontologia, politica ed economia sanitaria (MedPos) dell'università di Torino, organizzato dall'Ordine dei medici torinese. Qualche giorno fa la riflessione è proseguita in un incontro che si è svolto all'ospedale Molinette della Città della Salute, a cui hanno voluto portare il loro contributo l'assessore alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi e il direttore generale dell'azienda Livio Tranchida, e a cui hanno partecipato tutti i direttori delle oncologie piemontesi e della Rete oncologica piemontese. I risultati sono stati presentati al congresso Aiom 2025 e pubblicati sulla rivista internazionale 'Tumori Journal'. I prossimi passi saranno l'impiego del questionario in studi prospettici: non solo un'osservazione del fenomeno, quindi, ma interventi per prevenire, valutare e ridurre l'impatto dell'esborso a carico dei pazienti. La misurazione della tossicità finanziaria – ricorda la nota – è stata avviata in Italia nel 2016 con uno studio (Perrone, Jommi, Di Maio et al.) condotto presso l'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli e pubblicato sulla rivista 'Annals of Oncology': un'analisi su 3.670 pazienti. Già nella fase iniziale il 26% degli intervistati riportava difficoltà finanziarie; il 'fardello finanziario' era associato a un peggioramento della qualità di vita e lo sviluppo, o peggioramento, durante il trattamento (financial toxicity 22,5% dei casi) aumentava del 20% il rischio di morte. Dieci anni fa, per affrontare il problema con strumenti tarati sul contesto italiano, è nato il progetto Proffit (Patient reported outcome for fighting financial toxicity of cancer), promosso da Aiom, Cipomo (primari oncologi medici ospedalieri), Favo (Federazione associazioni volontariato ospedaliero), Ficog (Federation of oncology cooperative groups), Fondazione Gimema e finanziato da Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che ha sviluppato il questionario. "Anche in un sistema universalistico come il nostro – sottolinea Di Maio – i costi indiretti gravano in modo significativo su pazienti e famiglie, soprattutto nelle fasce più deboli. La tossicità finanziaria non è solo un disagio economico: è un problema clinico che influenza qualità di vita, aderenza alle terapie e, in alcuni casi, la sopravvivenza. Il prossimo passo è integrarne la valutazione nella pratica quotidiana e nella ricerca per un'oncologia più equa e centrata sul paziente", auspice il presidente Aiom. "Un aspetto di questa ricerca e più in generale di questo argomento che ci ha interessato molto come Ordine dei medici – osserva il presidente di Omceo Torino Guido Giustetto – è la messa in luce di un fattore di discriminazione rispetto alla possibilità dei soggetti più fragili di ricevere le cure ottimali. E' importante sottolineare la sensibilità degli oncologi per questo aspetto sociale, e non strettamente clinico, del rischio per la guarigione delle persone. La tossicità finanziaria fino a qualche anno non era riconosciuta. Ora è necessario, analizzandone le cause, contrastarle dove si presentano". In questo senso, suggerisce, "l'alleanza tra ospedale e territorio e la loro integrazione potrebbe essere la chiave del successo". L'appello è condiviso ed è rivolto all'intera filiera del sistema sanitario nazionale: clinici, politici e associazioni di pazienti: misurare e contrastare la financial toxicity non è un optional, ma una necessità. "Anche in un centro pubblico di eccellenza come quello della Città della Salute di Torino – commenta il Dg Tranchida – il problema della tossicità finanziaria in campo oncologico esiste e non è trascurabile. E' fondamentale occuparsi di questi temi sia dal punto di vista sanitario sia sociale. Ritengo sia opportuno in un sistema sanitario come il nostro accogliere e supportare le fragilità di pazienti, famiglie, caregiver, con senso etico e nell'ottica dell'ascolto". 
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Fondazione Fiera Milano apre al pubblico la propria collezione per Miart

(Adnkronos) – In occasione di miart 2026, Fondazione Fiera Milano apre eccezionalmente al pubblico una selezione della propria ricca collezione di arte contemporanea: sabato 18 alle 11.30 e alle 15 e domenica 19 aprile alle 10.30 sarà possibile partecipare a una visita guidata all’interno della Palazzina degli Orafi (largo Domodossola), sede della Fondazione e luogo in cui l’intera collezione è custodita. Ad accompagnare il pubblico nella visita sarà la professoressa Paola Rapelli, storica dell’arte e dell’architettura dell’associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi. La collezione – fa sapere Fondazione Fiera Milano in una nota – "si compone oggi di 140 opere realizzate da 120 artisti e rappresenta un patrimonio di grande valore culturale, che a fronte di un costo complessivo di acquisizione pari a 1,5 milioni di euro ha raggiunto nel tempo una stima di circa 3 milioni di euro. Un insieme articolato e coerente, capace di restituire uno spaccato significativo delle principali ricerche artistiche contemporanee, sia a livello nazionale sia internazionale. All’interno di una vasta molteplicità di stili e visioni emergono temi ricorrenti che ne rafforzano l’unità, tra cui il rapporto tra natura e cultura, le dinamiche tra visione e rappresentazione, le tensioni tra astrazione e figurazione, tra parola e gesto, tra spazio e architettura". “Aprire la nostra collezione al pubblico significa rendere Fondazione Fiera Milano un luogo di incontro e di dialogo, capace di stimolare il confronto all’interno del tessuto culturale e sociale della città – dichiara Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano –. Rendere accessibile ai cittadini una parte significativa delle nostre opere d’arte è una scelta che nasce dalla volontà di condividere un patrimonio capace di raccontare creatività, ricerca e visione, valori profondamente legati all’identità del nostro Paese. L’arte rappresenta uno degli elementi che contribuiscono a rendere il Made in Italy riconoscibile e attrattivo a livello internazionale ed è anche grazie a manifestazioni di respiro globale come miart se Milano ha saputo consolidare nel tempo il proprio ruolo di riferimento nel panorama mondiale dell’arte contemporanea. Un percorso di crescita che coinvolge l’intero territorio e che trova conferma, anno dopo anno, nell’interesse del pubblico, degli operatori e degli artisti". Le visite sono gratuite, con prenotazione obbligatoria entro il 16 aprile.  Tra le opere in mostra figurano due importanti pastelli di Nicolas Party, in cui le macchinette del caffè diventano protagoniste silenziose della composizione. Oggetti della quotidianità, riconoscibili e familiari, sono assunti dall’artista come soggetti privilegiati di una riflessione più ampia sul linguaggio pittorico, che attraversa ritratti, nature morte e paesaggi ridotti all’essenziale. In queste immagini sospese, Party rilegge la storia dell’arte come uno spazio di continua rielaborazione formale, affidando a forme semplici e isolate la capacità di evocare mondi interiori. Le sue opere, caratterizzate da campiture cromatiche dense e vibranti, hanno ottenuto fin dagli esordi un ampio riscontro da parte di musei e collezionisti. I due lavori appartenenti alla collezione di Fondazione Fiera Milano restituiscono in modo emblematico la cifra stilistica dell’artista: le caffettiere, immerse in un universo surreale e rarefatto, emergono attraverso audaci contrasti cromatici, trasformandosi in volumi essenziali che elevano l’ordinario a immagine contemplativa. Spostando lo sguardo sugli artisti italiani, all’interno della collezione della Fondazione è presente Untitled (Paper on wood) (2010-12) di Marisa Merz, figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento e tra le più autorevoli protagoniste dell’esperienza dell’Arte Povera. La sua ricerca si fonda su un uso essenziale dei materiali, che a partire dalla metà degli anni Settanta si apre progressivamente a una dimensione più ambientale, accompagnata da un interesse sempre più intenso per il volto umano. Questi elementi convergono nell’opera appartenente alla collezione della Fondazione: un disegno su carta e legno che raffigura un volto femminile stilizzato, sintesi rappresentativa dei temi e del linguaggio che attraversano il lavoro dell’artista. Proseguendo, è possibile ammirare Valley Fire (2015–2016), una grande tela realizzata con tempera e spray print da Monica Bonvicini, tra le artiste italiane di maggiore riconoscimento internazionale. La sua arte, che si articola attraverso media differenti, indaga in modo incisivo le relazioni tra architettura, potere, genere, spazio e controllo, traducendosi in opere che mettono in discussione il significato stesso del fare arte, l’ambiguità del linguaggio e i limiti insiti nell’ideale di libertà. Valley Fire si distingue per le tinte fosche e per un tratto deciso e rigoroso, delineando uno scenario stilizzato in cui le tracce di nero su fondo grigio evocano i resti anneriti lasciati dall’incendio: forme inerti e bruciate, ancora avvolte da un fumo residuale che continua a offuscare l’aria.  La collezione accoglie Betulle (2013), una composizione in poliuretano di Piero Gilardi, artista che ha affiancato all’attività artistica un intenso impegno come attivista. Al centro della sua ricerca si colloca il rapporto tra uomo e natura, indagato attraverso uno sguardo profondamente radicato nella società contemporanea. Emblematici in questo senso sono i suoi Tappeti Natura, espressione significativa dell’arte relazionale, che invitano a una riflessione critica sulla civiltà dei consumi e sulle principali sfide del presente. Betulle condensa in modo esemplare questo percorso: l’opera ritaglia uno spaccato di bosco e di paesaggio naturale, offrendolo allo spettatore come esperienza immersiva. Un frammento di natura che si apre allo spazio vissuto, in cui l’ossimoro è affidato al materiale stesso dell’opera: il poliuretano espanso, di origine industriale, diventa strumento indispensabile per restituire al corpo e al tatto una percezione autenticamente naturale. Infine, la collezione di Fondazione Fiera Milano include Fregio (1983) di Paolo Icaro, scultore italiano tra i protagonisti delle ricerche artistiche degli anni Sessanta, vicino all’esperienza dell’Arte Povera. La sua pratica si fonda su una costante sperimentazione del rapporto tra forma e spazio, inserita in una riflessione continua sul divenire della cultura e sull’azione scultorea intesa come processo, oltre il gesto statico. Nel corso della sua ricerca, Icaro indaga la trasformazione della forma nello spazio attraverso un dialogo costante tra materia, azione e tempo. In questo senso, l’opera della collezione di Fondazione risulta particolarmente rappresentativa del suo pensiero: elementi lineari, realizzati in bronzo dipinto, danno vita a una narrazione spaziale essenziale, legata alla memoria e al “saper fare”, in uno stile che fonde con rigore concettualismo e materialità. 
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Ilaria Salis, l’annuncio: “Tribunale ha posto termine al mio processo in Ungheria”

(Adnkronos) – "Il tribunale di Budapest ha posto termine al mio processo". E' l'annuncio di Ilaria Salis, europarlamentare di AVS, a Un giorno da pecora, in onda su Radiouno Rai. "Sul mio processo in Ungheria posso rivelare una cosa: la settimana scorsa mi è arrivata una carta dal tribunale ungherese in cui si dice che pongono termine al processo penale a mio carico, quindi, il processo è più che sospeso diciamo. In teoria potrebbe riaprirlo ma solo ripartendo da capo", dice Salis. Nel febbraio 2023, Salis è stata arrestata a Budapest con l'accusa di aver partecipato all'aggressione di 3 militanti neonazisti. In custodia cautelare, ha affrontato il processo con il rischio di una condanna a 11 anni di carcere. Salis è stata candidata da AVS alle elezioni europee 2024 e dopo l'elezione ha ottenuto la liberazione con l'immunità parlamentare poi confermata dal voto dell'europarlamento.  Quindi il processo è finito? "Il mio avvocato mi ha spiegato che si potrebbe riaprire il processo ma ricominciando da capo. La sospensione scatta perché il Parlamento europeo ha confermato l'immunità dopo che c’è stato il voto di conferma: con dei tempi un po' lunghi, hanno ricevuto questa comunicazione e hanno posto termine al procedimento". Salis ieri, con un post sui social, ha esultato per la sconfitta di Viktor Orban nelle elezioni in Ungheria. "Ha vinto Magyar che è un uomo di centrodestra, combatte Orban sullo stesso terreno. Non è una vittoria della sinistra, che non sarà rappresentata nemmeno da un deputato. Il risultato è comunque una batosta per le ultradestre sovraniste, Orban era sostenuto dai peggiori della Terra. Io festeggio la sconfitta di Orban, non credo che il programma di Magyar sia considivisibile". 
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Open Fiber, Gola: “Fibra ottica fattore abilitante per crescita imprese e modernizzazione processi produttivi”

(Adnkronos) – “Il Made in Italy ha bisogno di reti all’altezza della sua forza e della sua capacità di innovare. La fibra ottica è un fattore abilitante per la crescita delle imprese, per la modernizzazione dei processi produttivi e per uno sviluppo che sappia coniugare internazionalizzazione e radicamento nei territori. Open Fiber ha realizzato l’infrastruttura integralmente in fibra ottica più grande d’Italia, un asset a disposizione del Paese capace di accompagnare lo sviluppo del tessuto economico italiano". Ad affermarlo è Giuseppe Gola, l'amministratore delegato di Open Fiber in occasione dell'evento 'Fibra ottica: il futuro del Made in Italy' promosso oggi da Open Fiber nella propria sede di Roma, nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy. Al confronto hanno preso parte Giorgio Maria Tosi Beleffi, Dirigente dell'Ufficio di Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy responsabile delle aree Tlc e Nuove Tecnologie, Gennaro Ardolino, Chief Innovation Officer di Graded S.p.A., Stefano Moretti, Amministratore Delegato di Moretti Design, e Stefano Mapelli, Fondatore di SteBrik, che hanno portato esperienze e punti di vista diversi ma convergenti su un tema centrale: oggi la competitività del Made in Italy passa anche dalla qualità delle infrastrutture digitali.  “La connettività a banda ultra-larga rappresenta oggi un’infrastruttura strategica per la competitività del nostro sistema produttivo. Grazie al percorso avviato dal Governo e alle risorse del Pnrr, l’Italia si avvia a completare una rete in fibra tra le più avanzate in Europa, con l’obiettivo di connettere imprese, territori e filiere del Made in Italy. In un Paese che ha raggiunto il quarto posto a livello mondiale per quanto riguarda le esportazioni, la diffusione delle reti ultraveloci in fibra ottica è un fattore abilitante per rafforzare sia l’export che l’import, consentendo alle nostre pmi di innovare, sviluppare canali digitali e competere sui mercati globali”, ha sottolineato Giorgio Maria Tosi Beleffi.  Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come la disponibilità di una rete Ftth non rappresenti più solo un’opportunità, ma una condizione fondamentale per consentire alle aziende di lavorare in modo più efficiente, gestire dati e processi complessi, rafforzare la presenza sui mercati internazionali e mantenere competitività anche partendo da contesti territoriali lontani dai grandi centri. La fibra è un moltiplicatore di crescita economica: basti pensare che ogni euro investito in fibra nelle aree bianche (quelle più remote dove gli investitori privati non hanno ritenuto conveniente investire e la fibra è stata portata da Open Fiber attraverso il Piano Bul del Governo), ha generato 4,4 euro di Pil (fonte: Deloitte).   Le testimonianze delle imprese intervenute hanno evidenziato proprio questo. Moretti Design, azienda fondata nel 1960 a Ripatransone (Ascoli Piceno) e specializzata nella progettazione e produzione di stufe e camini di design contemporaneo, ha raccontato come l’arrivo della fibra ottica attraverso il Piano Bul abbia reso possibile la digitalizzazione del ciclo produttivo senza spostare il cuore dell’attività dal territorio di origine. SteBrik, realtà con sede a Calco (Lecco) attiva nella progettazione creativa e nel commercio online di modelli esclusivi realizzati con mattoncini Lego originali, ha evidenziato quanto una connessione ultraveloce sia essenziale per il lavoro da remoto del team, per la gestione di file ad alta definizione e per il rapporto quotidiano con una clientela internazionale. Graded, azienda attiva da oltre sessant’anni nel settore dell’energia e dell’efficienza energetica, ha infine sottolineato come la rete in fibra consenta di coordinare dal quartier generale di Napoli attività distribuite in Italia e all’estero, garantendo formazione continua e assistenza in tempo reale al personale operativo sugli impianti.  La fibra ottica non è soltanto una tecnologia, ma una leva industriale che aiuta le imprese a innovare, a crescere e a restare competitive. Ed è anche da questa capacità di connettere manifattura, servizi, creatività e territori che passa una parte importante del futuro del Made in Italy. 
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Operaio 38enne muore a Taranto, colpito da un palo mentre era a lavoro in un cimitero

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Un operaio di 38 anni è morto a Taranto mentre lavorava nel cimitero di San Brunone al quartiere Tamburi di Taranto. Secondo le prime notizie si trovava su una gru quando è stato colpito da un palo, forse a causa del forte vento.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri, lo Spesal e il personale del 118.  
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Sinner, festa a Montecarlo con… Briatore. Poi ‘scappa’ con Laila Hasanovic

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Serata di festeggiamenti a Montecarlo per Jannik Sinner con… Flavio Briatore. Il tennista azzurro ha vinto il Masters 1000 del Principato battendo Carlos Alcaraz in finale, dominato in due set 7-6 (5), 6-3, e riprendendosi così il numero 1 del ranking Atp. I festeggiamenti di Sinner e del suo team sono andati in scena fino a tarda sera, trascorsa nei locali di Montecarlo. In compagnia della fidanzata Laila Hasanovic, l'azzurro si è concesso una cena in uno dei ristoranti più rinomati del Principato, dove ha incontrato anche Flavio Briatore. L'imprenditore ci ha tenutoa salutare calorosamente Sinner, dandogli prima un abbraccio e poi un affettuoso buffetto sulla guancia. Un saluto rapido, con Jannik che è poi 'scappato' su una macchina in compagni di Laila.  
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Anziani morti in ambulanza: Luca Spada indagato per sei omicidi

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Elementi investigativi basati su intercettazioni, messaggistica sequestrata e accertamenti autoptici hanno portato gli inquirenti a contestare a Luca Spada, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa, l’omicidio aggravato dell'85enne, Deanna Mambelli, deceduta durante un trasporto sanitario lo scorso 25 novembre. Secondo quanto emerso nel corso di una conferenza stampa della Procura di Forlì, la causa della morte sarebbe riconducibile a un’embolia gassosa compatibile, secondo l’ipotesi investigativa, con un’azione esterna. 
In tutto, sono sei gli omicidi di anziani contestati a Spada, che lo scorso sabato è stato sottoposto a misura cautelare in carcere. Per altri cinque episodi, tuttavia, il giudice per le indagini preliminari non ha ritenuto sussistente un quadro indiziario sufficiente, pur proseguendo le attività investigative.   “Per l'ultimo episodio abbiamo una serie di elementi che riguardano sia le intercettazioni telefoniche, la messaggistica, che è stata sequestrata nel telefonino dell'indagato, e soprattutto, per quello che ha ritenuto il Gip, questo accertamento autoptico che è assolutamente certo in termini di causa della morte, dovuta a un'embolia gassosa, giustificabile esclusivamente con l'insufflazione da esterno di aria nel corpo della vittima”, ha detto il procuratore di Forlì, Enrico Cieri, a margine della conferenza stampa di questa mattina, durante la quale si è parlato delle indagini in relazione alla vicenda delle morti sospette di anziani, trasportati in ambulanza. “Per tutti gli altri episodi, abbiamo una serie di elementi che riguardano la serialità delle condotte, la uniformità delle condotte stesse, la giustificazione delle cause della morte negli stessi termini apparenti di quella della signora Mambelli e un'evenienza statistica, che è assolutamente straordinaria, cioè che questi questi episodi mortali sono avvenuti esclusivamente quando il trasporto era stato affidato a questo signore”, ha aggiunto.  “Per uno di essi, per il povero signor Scavone, c'è anche un messaggio telefonico che sembra essere riferito al fatto dell'avvenuta morte – ha concluso Cieri –. Ma per tutte queste cinque ipotesi il Gip non ha ritenuto la sufficienza indiziaria. Quindi, a questo noi ci inchiniamo. Riteniamo, comunque, che non siano venute meno le ragioni, perché le nostre indagini proseguono e anzi proseguono con maggior vigore anche per questi cinque episodi”. 
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