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Jovanotti e Morandi con le figlie ad ‘Affari Tuoi’ da De Martino. Ma Sanremo non c’entra

(Adnkronos) – Lorenzo Jovanotti e Gianni Morandi saranno protagonisti domani, nell'access prime time di Rai1, di una puntata speciale di 'Affari Tuoi'. La notizia, anticipata da Fanpage, ha generato subito speculazioni sul Sanremo 2027 ma – a quanto apprende l'Adnkronos – quella che doveva essere la sorpresa della puntata di domani nasce in realtà come una trovata per promuovere i nuovi tour dei due artisti, oltre al nuovo singolo 'Monghidoro', scritto per Morandi proprio da Jovanotti.  Il Jova Summer Party 2026, ribattezzato 'L'Arca di Lorè', toccherà varie località del Sud Italia e isole tra agosto e settembre 2026, per concludersi al Circo Massimo di Roma. Il tour di Morandi, intitolato 'C’era un ragazzo – Gianni Morandi story' sarà anche l’occasione per festeggiare i 60 anni di una delle sue canzoni più iconiche, 'C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones'. Un brano antimilitarista che rimane purtroppo molto attuale a decenni di distanza.  Jovanotti non è nuovo all'utilizzo promozionale di inaspettate incursioni televisive. Il 30 marzo il cantante è stato coconduttore con il Mago Forest della prima puntata del GialappaShow. Ma è già accaduto in passato che per promuovere la sua musica comparisse nei programmi tv più disparati, creando sempre occasioni di grande show. Questa volta sarà ad 'Affari Tuoi', il programma di punta della giornata Rai, con quasi 5 milioni di spettatori, dove i due giocheranno per beneficenza accompagnati da amici e parenti (a quanto apprende l'Adnkronos, tra i giocatori dovrebbero esserci anche la figlia di Morandi, Marianna, e la figlia di Jovanotti, Teresa) e dove Stefano De Martino ha accolto con piacere e ironia, anche nel nuovo ruolo di conduttore e direttore artistico della prossima edizione di Sanremo, l'idea di avere con sé due mostri sacri della musica italiana. 
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Meloni in Aula: “Nessun rimpasto di governo. In Iran vicini a punto di non ritorno”

(Adnkronos) – Informativa urgente del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull'azione del Governo oggi, giovedì 9 aprile, nell'Aula della Camera. La premier inizia il suo discorso dal risultato del referendum sulla riforma della giustizia, esclude rimpasti e affronta il delicato scenario globale scaturito dalla guerra tra Iran e Stati Uniti, ribadendo la linea dell’esecutivo.
 "Prima di entrare nei dettagli di quello che è stato fatto e di quello che ancora si farà – afferma -non voglio chiaramente esimermi da una breve riflessione sull’Italia che ci è stata consegnata dal voto referendario del 22 e del 23 marzo scorsi. Un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e, allo stesso tempo, un’altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro". La presidente del Consiglio ha ribadito il rispetto per il voto degli italiani, pur esprimendo rammarico per un’occasione mancata.  "Noi, come ho già detto, rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o con le nostre aspettative. Certo, rimane il rammarico di aver perso un’occasione, a nostro avviso storica, di modernizzare l’Italia, allineandola agli standard europei. Perché, colleghi, la riforma della giustizia rimane una necessità. E non sono io a dirlo, ma diversi esponenti della magistratura e della politica, compresi quelli che dopo aver preconizzato ogni possibile catastrofe, a sostegno delle ragioni del No, il giorno successivo al voto hanno candidamente dichiarato che la giustizia ha bisogno di essere riformata. Che serve un cambio di passo, che la deriva correntizia è un problema, che lo strapotere di una parte della magistratura è un rischio reale". Meloni ha quindi rivendicato la coerenza dell’azione di governo rispetto agli impegni presi."Per quanto riguarda noi, la nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto. Come moltissime altre cose, lo avevamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo". 
Un passaggio anche sul futuro della riforma, che secondo la premier non deve essere accantonata. "L'auspicio che formulo, a maggior ragione oggi, è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato, come probabilmente qualcuno si augura. Perché i problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione. Non certo contro la magistratura, come si è voluto raccontare, ma a favore di una magistratura libera dai condizionamenti politici e ideologici. E, aggiungo, a favore di una politica che commetterebbe un errore storico se, per ragioni tattiche, rinunciasse al proprio ruolo, che è quello di fare le leggi, modifiche costituzionali comprese".  
Sul fronte politico interno, Meloni ha escluso qualsiasi ipotesi di rimpasto. "Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati".  La premier ha poi rivendicato la solidità della maggioranza e il sostegno dei suoi alleati, tra cui Antonio Tajani e Matteo Salvini. "Sono orgogliosa di averli al mio fianco", ha assicurato. Ribadendo di avere "una maggioranza solida e coesa di cui vado fiera, Meloni ha respinto le ricostruzioni su possibili scenari politici futuri e crisi di governo. "Non sono qui per parlare di quello che è stato, ma per sgomberare il campo da troppe fantasiose ricostruzioni che ho letto e delineare quello che sarà. Leggo ormai da settimane bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del futuro referendario. Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimbalzi, di fase 2, 3, 4, di ripartenze, alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l'Italia.Non c'è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora come si è visto per scongiurare le conseguenze della crisi internazionali e per mettere a terra altri provvedimenti". 
Sul tema delle dimissioni, la presidente del Consiglio ha parlato apertamente di calcoli politici. "Quanto alle dimissioni", probabilmente "sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che definisce questo governo un 'pericolo per l’Umanità' ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha". Quindi Meloni, ricordando che "nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito", ha ribadito la volontà di portare avanti la legislatura. "Non temete. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile. Ho tanti difetti meno uno: io non scappo, sono abituata a mettere la faccia sulle responsabilità". Infine, un appello alle opposizioni a concentrarsi sui temi concreti. "Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di governo, e che finiscono per oscurarla. Che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti. Sgomberato il campo, colleghi, vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito. Nel merito della crisi internazionale, nel merito dei rischi per l’approvvigionamento energetico, nel merito di un'Europa che non riesce a recuperare una rilevanza reale, nel merito di come mettere l’economia al riparo in un mondo sempre più caotico. Nel merito delle risorse, dove prenderle e dove metterle".  Ampio spazio anche allo scenario internazionale, con il riferimento alla crisi tra Iran e Stati Uniti. "Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione. L’Italia esprime il proprio plauso al Presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali", ha detto la premier. "Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell’accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l’Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno. Allo stesso modo, condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco", ha aggiunto Meloni. Infine, il riferimento al ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali. "Siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento. Un contributo che, crediamo, sia importante in questa fase negoziale".  Nel suo intervento, la premier ha allargato lo sguardo allo scenario europeo e globale, con un messaggio diretto a Bruxelles. "La storia bussa, e l’Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova. E, per farlo, deve saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici". "È in questa ottica – ha sottolineato – che va visto il nostro impegno incessante a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica e non ideologica, per una autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze. E per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani, come invece, evidentemente, propongono coloro che si scagliano contro maggiori investimenti sulla sicurezza. Per rendere l’Europa più forte, più efficace, più rapida, più pragmatica, più concentrata sui problemi dei cittadini e sulle sfide reali che il mondo intorno a noi pone". "Questa è la nostra parte di responsabilità. Ovvero, prima di aspettarci qualcosa dagli altri, proviamo a occuparci davvero di noi stessi". 
Meloni ha poi insistito sulla centralità dell’unità occidentale, citando anche la leader dem Elly Schlein. "Continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente, argomento che sostengo con forza fin da quando alla Casa Bianca sedeva ben altra amministrazione. Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all’onorevole Schlein, che noi siamo “testardamente unitari”. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo “testardamente occidentali”, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli". 
Sul rapporto con gli Stati Uniti e la Nato, Meloni sottolinea che "ovviamente, per stare insieme bisogna volerlo in due. Ed è per questo che, nel rapporto con gli Stati Uniti, dobbiamo essere chiari. Lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico; lavorare per rafforzare la Nato, che rappresenta da un lato il luogo politico nel quale gli interessi di America e Europa trovano la loro composizione, e dall’altro uno strumento geostrategico e militare imprescindibile, in cui l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità e costruire con coraggio il pilastro europeo dell’Alleanza, per garantire in primis la propria sicurezza". Ma anche la necessità di dire no agli alleati quando serve: "Come è normale tra alleati, bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d’accordo. Come abbiamo fatto in passato con i dazi, che abbiamo molte volte definito una scelta sbagliata che non condividevamo. Come abbiamo fatto per difendere l’onore dei nostri soldati in Afghanistan, che erano stati definiti “inutili” in modo inaccettabile. Come abbiamo fatto sulla Groenlandia, partecipando a ogni documento europeo di difesa dell'integrità del suo territorio e della sovranità del suo popolo, e sull’Ucraina di fronte alle proposte di negoziato che non consideravamo sostenibili". "E' innegabile che stiamo vivendo un momento di particolare difficoltà dei rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti, ma è altrettanto innegabile che l’attuale Amministrazione americana ha accelerato un percorso che era stato ampiamente preannunciato dalle amministrazioni precedenti, tanto repubblicane quanto democratiche: distogliere progressivamente lo sguardo dall’Europa per dedicarsi alla competizione globale con la Cina, scegliendo quindi l’Indo-Pacifico come quadrante geostrategico prioritario". Spazio anche ai rischi legati alla crisi energetica e alle tensioni internazionali. Se la crisi in Medio Oriente "dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato. Così come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche". "Sono certa che gli italiani siano abbastanza intelligenti da capire che di fronte ai rischi dello shock energetico più pesante che abbiamo visto di recente, di fronte alla possibilità di ulteriori rincari dell'energia, dei carburanti, dei generi di consumo e di vedere interrotte intere catene di appovvigionamento e vedere bloccata la nostra economia, è preciso dovere del presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare alle imprese e ai cittadini energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti". Infine, la premier ha difeso il lavoro diplomatico del governo. "Rapportarsi ogni giorno" con i partner internazionali "non è turismo diplomatico ma fare l'interesse reale dei cittadini, delle famiglie, delle imprese di questa nazione".  Tra i passaggi centrali dell’intervento, anche il tema del lavoro, con un nuovo intervento annunciato in vista del Primo Maggio. "Vogliamo continuare a concentrarci anche sulla qualità del lavoro, in particolare dei lavoratori più fragili. Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Così, nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, rispettando una tradizione che va avanti fin dal nostro insediamento, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva". Nel mirino della premier anche le critiche dell’opposizione. "Da giorni la segretaria del principale partito di opposizione Elly Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Ma questa è, banalmente, una menzogna, verificabile. E quando si mente è perché si ha paura della verità. La verità è che, da quando si è insediato questo governo, è aumentato il lavoro stabile ed è diminuito il precariato. La sinistra lo rivendicava, ma la destra lo ha fatto. Non lo dico io, lo dice l’Istat, i cui numeri certificano che rispetto all’inizio della legislatura, abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550 mila precari in meno". Spazio anche alle misure economiche e fiscali già adottate e in arrivo. "Sarebbero molti, qui, i provvedimenti da ricordare, come il taglio del cuneo fiscale per un valore di 18 miliardi l’anno, la riduzione dell’Irpef e delle tasse sui premi di produttività, l’innalzamento della soglia del regime forfettario per i lavoratori autonomi, l’aumento delle pensioni minime". "E, ancora, la riforma fiscale, che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo, alla quale stiamo dando molto rapidamente attuazione. 18 i decreti e 6 i testi unici approvati finora, e siamo in dirittura d’arrivo per definire il codice tributario, strumento che riordinerà definitivamente una materia per troppo tempo trascurata". E l’impegno a proseguire nella riduzione del carico fiscale. "Non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare anche anche con la prossima legge di bilancio. Così come continueremo ad investire sul Sud. Grazie al lavoro fatto fino ad oggi, il Sud – finalmente – non è più il fanalino di coda della Nazione e sta colmando quel divario che gravava sull’Italia da troppo tempo". Nel suo intervento, la premier ha anche lanciato un appello alla Commissione Antimafia. "Non sono solita ingerire nelle attività delle Commissioni parlamentari di inchiesta, ma mi permetto di chiedere all'Antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d'Italia compreso. Mentre altri usano il tema per fare propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi a un fenomeno che ci riguarda tutti". 
E ha respinto con forza le accuse ricevute. "Intendiamo andare avanti anche sulla proposta di legge a prima firma della Presidente della commissione antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi, tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e con i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata, che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata tirando in ballo un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo undici anni". "Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti. Abbiamo messo in sicurezza l’ergastolo ostativo, e salvato il carcere duro per i mafiosi da chi stava per smantellarlo. Sotto questo governo, e non altri, sono stati catturati oltre 130 latitanti, sono state eseguite più di 300 maxioperazioni, migliaia di arresti, 7,2 miliardi di euro il valore dei beni sottratti alla criminalità, più di diciottomila beni confiscati restituiti alla collettività che ora ospitano presidi delle Forze dell’ordine o progetti a carattere sociale. Non abbiamo nulla da imparare da chi, invece, i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid. Combatto la mafia fin da ragazzina, e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro, senza se e senza ma. Mi auguro che almeno su questo si possa a lavorare insieme".  Sul tema immigrazione, Meloni ha richiamato il ruolo delle istituzioni. "Ora che la campagna referendaria è finita, è alle nostre spalle, spero che tutti gli attori istituzionali facciano la loro parte per garantire il rispetto di queste norme" sull'immigrazione. "Spetta alla politica scriverle, alle forze dell'ordine verificarne le violazioni, alla magistratura applicarle, perché è questo che fa chi rispetta la separazione dei poteri…''.   
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Artemis II, astronauti Nasa si preparano al rientro sulla Terra

(Adnkronos) – I quattro astronauti della missione lunare Artemis II della Nasa si stanno preparando per il loro ritorno sulla Terra. Lo ha annunciato l'agenzia spaziale statunitense. Dopo essere stati svegliati dalla canzone "Under Pressure" dei Queen e David Bowie, l'equipaggio ha effettuato ulteriori test scientifici e ha iniziato a riporre le attrezzature, ha dichiarato la Nasa. Il Primo Ministro canadese Mark Carney si è congratulato con gli astronauti tramite collegamento video, affermando che i canadesi "non potrebbero essere più orgogliosi di loro".  
Artemis II, guasto a bordo: "Houston, abbiamo un problema… con il wc"
 L'equipaggio, composto dagli astronauti statunitensi Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, insieme al canadese Jeremy Hansen, dovrebbe ammarare nell'Oceano Pacifico venerdì sera. Le condizioni meteorologiche sono attualmente favorevoli, ha affermato la Nasa. È improbabile, tuttavia, che gli astronauti stabiliscano un record di velocità. Il direttore della Nasa Rick Henfling ha affermato che Artemis 2 dovrebbe raggiungere una velocità massima di 10.657 metri al secondo, inferiore agli 11.094 metri al secondo raggiunti da Apollo 10. L'equipaggio di Artemis 2 è il primo a viaggiare vicino alla Luna da oltre 50 anni. 
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Giù le temperature, dopo il caldo arriva la pioggia: le previsioni meteo

(Adnkronos) – Prime crepe in arrivo nella primavera. Dopo giornate di sole e caldo, con temperature che hanno superato la soglia dei 26°C, anomale rispetto alla media del periodo, l'Italia si prepara a vivere l'ennesimo ribaltone con calo termico e piogge a partire dalla prossima settimana. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, giovedì 9 aprile, e per i giorni a venire.  Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma intanto, tornando al nostro 2026, che fino a sabato l’alta pressione nordafricana sarà ancora la grande protagonista. Tuttavia, le prime crepe in questo scudo anticiclonico inizieranno a manifestarsi a breve. Nelle prossime ore avvertiremo un parziale cambiamento sulla fascia orientale, dalle Dolomiti fino al Molise, dove farà capolino una maggiore nuvolosità. Venerdì e sabato non porteranno scossoni termici, ma assisteremo a un vistoso mutamento nel colore del cielo. Inizieremo, infatti, a vedere i primi effetti del cambiamento sotto forma di polvere del deserto. I cieli diventeranno via via meno limpidi e più lattiginosi a causa della risalita di sabbia sahariana da sud. Per essere precisi, quella che chiamiamo "sabbia" in sospensione è in realtà limo fine o silt, particelle dalle dimensioni ben più ridotte rispetto al granello di sabbia vero e proprio. Questa polvere del deserto in sospensione, specialmente sui cieli del Centro-Sud, sarà il preludio a un peggioramento atteso per domenica sera tra Sardegna, Liguria e Piemonte. Su queste zone non sono escluse le prime deboli piogge che, proprio a causa del pulviscolo atmosferico, risulteranno "fangose". Il consiglio pratico è d'obbligo: evitate di lavare l'auto nel weekend, perché si sporcherà inesorabilmente già all'inizio della prossima settimana. La vera notizia è comunque attesa per lunedì 13 aprile. L'Italia subirà un vero e proprio "duplice attacco": da sud risalirà un'intensa ondata di pulviscolo sahariano associata ad una massa d’aria mite e molto umida che causerà qualche pioggia sparsa, mentre dall'Atlantico irromperà un fronte di aria più fresca e temporalesca. Questo mix causerà un esteso peggioramento che insisterà per qualche giorno sul nostro Paese. Sotto il mirino ci saranno in particolare il versante tirrenico e il Sud, ma non si escludono precipitazioni frequenti anche al Nord Italia. L'effetto più evidente sarà il crollo termico: la bolla calda anomala di questi giorni si sgonfierà rapidamente, riportando le temperature massime intorno ai 17-18°C. Entreremo così in una settimana tipicamente "aprilina”: sole alternato a scrosci improvvisi, fresco e variabilità. Una dinamica che, dopo tanto caldo fuori stagione, riporterà l'atmosfera sui giusti binari primaverili.  Giovedì 9. Al Nord: bel tempo prevalente, più nubi al Nordest. Al Centro: più nubi sui settori adriatici. Al Sud: poco nuvoloso. Venerdì 10. Al Nord: irregolarmente nuvoloso. Al Centro: bel tempo. Al Sud: soleggiato. Sabato 11. Al Nord: cielo localmente nuvoloso, calo termico. Al Centro: nuvolosità più presente. Al Sud: poche nubi. Tendenza: da domenica sera peggiora al Nord Ovest.  
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Artemis II, guasto a bordo: “Houston, abbiamo un problema… con il wc”

(Adnkronos) – Il viaggio di ritorno sulla Terra avrebbe potuto svolgersi senza intoppi per gli astronauti di Artemis II ma a bordo della capsula Orion, un componente cruciale dell'equipaggiamento si è guastato a causa di un'inaspettata reazione chimica: il Wc.  I quattro membri dell'equipaggio si sono imbarcati il 1° aprile per un viaggio spaziale di circa dieci giorni nella capsula Orion, una cabina delle dimensioni di un furgone. Ma nelle prime ore di volo, gli astronauti hanno notato un malfunzionamento. L'astronauta americana Christina Koch ha deciso di prendere in mano la situazione e riparare il sistema. Tuttavia, il problema, che riguardava solo l'urina e non le feci (che utilizzano un condotto separato), si è ripresentato quando hanno tentato di espellere le acque reflue, normalmente rilasciate nello spazio, senza successo. Christina Koch ha descritto alla Nasa un odore simile a quello di un "termosifone bruciato". Le squadre a terra hanno quindi attivato il piano B e istruito gli astronauti a utilizzare wc di emergenza portatili e riutilizzabili.  
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Nato, Rutte: “Trump deluso”. E il tycoon minaccia ancora sulla Groenlandia

(Adnkronos) – Prima il nuovo attacco alla Nato, poi il ritorno alle minacce sulla Groenlandia. Donald Trump è "chiaramente deluso" da alcuni alleati che non hanno sostenuto come lui avrebbe voluto la guerra contro l'Iran. A farsi portavoce degli umori del presidente americano è stato il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte, ricevuto ieri alla Casa Bianca. Con Trump, ha detto Rutte alla Cnn, ammettendo di comprendere la delusione del presidente, c'è stato un colloquio "franco e aperto tra due buoni amici".  "C'è delusione, chiaramente – ha riferito il numero uno dell'Alleanza atlantica, che non ha voluto rispondere alla domanda se Trump sia tornato a parlare della sua minaccia di rititarsi dalla Nato – ma allo stesso tempo ha anche ascoltato con attenzione le mie argomentazioni su quello che sta succedendo".  Dopo l'incontro, Trump è tornato ad attaccare la Nato in un post su Truth: "Non c'era quando avevamo bisogno di lei e non ci sarà se avremo bisogno ancora". Poi la minaccia: "Ricordatevi della Groenladia, quel grande pezzo di ghiaccio mal gestito". Nelle settimane scorse, il presidente ha più volte indicato la volontà di annettere l'isola che è territorio semiautonomo danese.  
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Sotto il pavimento un bunker blindato con arsenale, la scoperta a Gioia Tauro

(Adnkronos) – Un bunker in cemento armato nascosto sotto al pavimento di un casolare isolato, nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. A portarlo alla luce sono stati i Carabinieri della Compagnia di Palmi, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio. Invisibile dall’esterno e dotato di un sistema di aerazione artigianale, custodiva un arsenale: armi da fuoco con matricola abrasa e ingenti quantitativi di munizioni di vario calibro. Un uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni. 
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Pechino Express, oggi nuova puntata con l’arrivo in Cina

(Adnkronos) – Archiviata l’esperienza in Indonesia, oggi l'avventuroso viaggio di Pechino Express nell’Estremo Oriente riparte dalla Cina, cuore pulsante dell’Asia, culla di una civiltà millenaria e terra di dinastie e imperatori. Nella tappa dello show Sky Original realizzato da Banijay Italia di oggi, giovedì 9 aprile, il conduttore Costantino della Gherardesca guiderà le coppie, che cominceranno a prendere confidenza con i popoli e i mille contrasti della Cina, per una corsa lunga ben 519 km: si parte dalla tentacolare metropoli di Shanghai per dirigersi verso Hangzhou, dove firmeranno il Libro Rosso, e infine rotta verso l’antico villaggio di Yuliang, che offrirà una visione autentica della vita tradizionale cinese.  Accanto a Costa, arriverà la seconda inviata di stagione Giulia Salemi: presentatrice e influencer nonché una delle più indimenticabili viaggiatrici di Pechino Express, dopo un decennio torna nella corsa dello show ma in una veste del tutto nuova.  Al giro di boa di questa stagione, ai nastri di partenza ci sono: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste' e Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani 'Le Biondine'.  I viaggiatori, come sempre provvisti solamente di una dotazione minima e di 1 euro al giorno a persona e in valuta locale, si lanceranno alla scoperta del gigante asiatico partendo da Shanghai, città iper-moderna con 41 milioni di abitanti che li metterà fin da subito davanti alle difficoltà di doversi ambientare in un nuovo Paese. In questa lunghissima e faticosissima tappa, il primo obiettivo sarà firmare il Libro Rosso sulle colline di Hangzhou, dove si coltiva il pregiatissimo tè verde Longjing e la coppia più veloce vincerà l’immunità e un biglietto per la prossima tappa. Poi i viaggiatori dovranno raggiungere in fretta il traguardo di puntata a Yuliang, piccolo borgo che custodisce il segreto della longevità. Anche nel regno della Grande Muraglia le tradizioni non cambiano: sarà la busta nera a scrivere il destino delle coppie, decretando se la prima tappa cinese sarà eliminatoria o meno. Tutti i viaggiatori di Pechino Express potranno proseguire l’esplorazione del Paese del Dragone o qualcuno di loro dovrà fare le valigie per rientrare subito in Italia? Come sempre anche l'appuntamento per la puntata di oggi 9 aprile sarà alle 21.15, in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, dove è disponibile anche on demand.  
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Crystal Palace-Fiorentina, oggi quarti Conference League: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – La Fiorentina torna in campo in Conference League. Oggi, giovedì 9 aprile, i viola affrontano – in un match visibile in tv e streaming – in trasferta il Crystal Palace nell'andata dei quarti di finale della terza competizione europea. La squadra di Vanoli arriva alla sfida dopo aver eliminato il Rakow, mentre gli inglesi hanno battuto l'Aek Larnaca agli ottavi. Ecco orario, probabili formazioni e dove vederla in tv e streaming.  Ecco le probabili formazioni di Crystal Palace-Fiorentina, in campo alle 21:  
Crystal Palace (3-4-2-1): Henderson; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Lerma, Mitchell; Sarr, Guessand; Mateta. All. Glasner. 
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli La partita tra Crystal Palace e Fiorentina sarà visibile su Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport (canale 252). Partita disponibile anche in streaming su Sky Go e Now.   
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Meloni in Aula oggi per l’informativa al Parlamento, opposizioni sul piede di guerra

(Adnkronos) –
Sarà il primo faccia a faccia in Aula dopo il referendum. Il primo in cui la premier Giorgia Meloni si presenta in Parlamento dopo una sconfitta. E le opposizioni attendono la presidente del Consiglio al varco. "Fallimento", è la parola d'ordine. Nei capannelli a Montecitorio, i deputati della minoranza si aspettano una 'mossa' da Meloni oggi.   "Arriverà con qualcosa in mano", è la previsione. Un tentativo di rilancio. Per Matteo Renzi, Meloni proverà a farlo sul versante della politica estera. "Se la conosco proverà a buttarla sulla politica estera. Del resto per lei le conseguenze politiche del referendum si esauriscono nelle dimissioni di Daniela Santanchè e questo le basta", osserva Renzi che interverrà nel dibattito dopo l'informativa della premier, come faranno anche tutti gli altri leader da Elly Schlein a Giuseppe Conte. C'è, invece, chi ipotizza una mossa sul fronte dei problemi interni. Ma qualsiasi cosa si inventerà, si osserva tra i Dem, "per noi cambia poco, Il bilancio è chiaro ed è negativo". E le opposizioni, a un anno dalla fine della legislatura, sono pronte a presentare il conto.  Dice il capogruppo al Senato, Francesco Boccia: "Giorgia Meloni verrà in Aula. Per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e certifichiamo l'inadeguatezza e il fallimento del governo sul piano economico: crescita zero, il rapporto deficit/Pil resta sopra il 3%, il costo dei carburanti resta alto". E anche se il registro della premier dovesse essere quello della 'coesione', dell'evocazione di un clima da unità nazionale – "e sarebbe un unicum viste le provocazioni in aula di questi anni" – o magari aprire su "qualcosa di nostro", come il salario minimo che il governo potrebbe adottare per alcune categorie, per le opposizioni sarebbe comunque un appello fuori tempo massimo. "Sono quattro anni che ci sbattono la porta in faccia, pure la legge elettorale se la sono cucinata da soli, chiusi in una stanza a via della Scrofa. La verità -si riflette tra i dem- è che avevano la maggioranza per fare qualsiasi cosa. Ma le uniche due riforme che hanno fatto, una l'ha bocciata la Consulta e l'altra gli italiani. E ora non resta che il nulla".  Per il leader M5S, Giuseppe Conte, Meloni deve assumersi la "responsabilità" degli "errori" commessi in questi anni, a partire dal rapporto con Donald Trump. "Lo ha assecondato in tutto. Però assecondandolo in tutto ha preferito l'affinità ideologica rispetto agli interessi nazionali perché ha promesso acquisto di gas americano, che è costosissimo, e l’acquisto di armi. Noi non abbiamo più crescita ormai, siamo un Paese in ginocchio per fare cosa, per farci dare una carezza da Trump?", attacca l'ex-premier. "Hanno detto che non mollano quella poltrona. Ma allora si assumano la responsabilità di rimediare agli errori. Oggi, dopo quattro leggi di bilancio e quattro anni di governo possiamo dire che si devono assumere delle responsabilità?".  In vista dell'informativa della premier Meloni oggi a Camera e Senato, il Pd ha riunito i gruppi. "Se non ci fosse stata la guerra – ha detto Boccia alla riunione dei senatori Dem – il governo sarebbe già in crisi. Il governo tra foto, ministri in difficoltà e dimissioni è logorato. Siamo davanti all'ultimo anno di legislatura. Il bene prezioso che abbiamo è l'unità del nostro partito. La nostra unità contro le loro divisioni può essere la leva su cui costruire, con le altre opposizioni, la base di un lavoro comune per domani".  Stesso registro a Montecitorio con la presidente dei deputati dem, Chiara Braga: "Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci".  "E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Paese. Vedremo se domani Meloni avrà l'umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani". Come il caro prezzi. Scrive Renzi nella eNews: "Continuano a raccontarci che va tutto bene e nel frattempo non si sono accorti nemmeno delle revisioni Istat sul potere d'acquisto. Che cosa significa? Che l'Istat ha dato numeri sul potere d'acquisto del tutto sballati nei mesi scorsi. Quindi quando la Meloni andava in tv a dire che il potere d'acquisto era aumentato e voi vi sentivate strani, sbagliati, fuori posto pensando all'ultima spesa all'Esselunga o all'ultimo acquisto in centro, bene, sappiate che chi sbagliava era la Meloni, non voi".  Avs chiede interventi sul fronte del caro energia. Dice Nicola Fratoianni: "Si tratta di intervenire subito con forza sugli extra profitti e sul superamento dell'utilizzo delle energie fossili. E se qualcuno, in queste ore Salvini, chiede la deroga al patto di stabilità vorrei ricordargli che quel Patto lo hanno firmato loro, quando noi li avvertivamo in tutti i modi che sarebbe stato un grave errore". E poi il versante internazionale. La "sudditanza"a Trump, le dichiarazioni di Meloni sul Nobel per la Pace e pure quel 'non condanno e non condivido' sull'attacco all'Iran su cui le opposizioni non faranno sconti. "Giorgia Meloni – dice Angelo Bonelli – si è chinata alla logica della supremazia del più forte, quella imposta da Trump, contribuendo alla demolizione del diritto internazionale invece di difenderlo".    
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