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Inflazione accelera, a marzo prezzi +1,7%: carrello della spesa al 2,2%

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Accelera a marzo l'inflazione. Secondo le stime preliminari, nel terzo mese del 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente). La crescita su base annua dei prezzi del 'carrello della spesa' è pari a +2,2% (da +2,0%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,9% (da +2,4%).  
L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici – regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%) – e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%). Nel mese di marzo l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%). A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 p.p.. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione (da +2,0% a +2,2%). La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il Nic non tiene conto, e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente). 
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Processo disastro ambientale Malagrotta, il perito: “Cerroni incapace di stare a giudizio”

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Incapacità totale di stare a giudizio per Manlio Cerroni. È il risultato della perizia illustrata oggi davanti ai giudici nel processo d’Appello per il disastro ambientale sulla discarica di Malagrotta che vede imputato Cerroni, ora novantanovenne. Secondo quanto affermato dal perito, Cerroni è affetto da “perdita delle funzioni cognitive e ha perso completamente la capacità deambulatoria e dialettica”. Una situazione, quella dell’ex patron di Malagrotta, “permanente e che può ormai solo peggiorare” ha evidenziato lo specialista davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello, che in merito alla capacità di stare a giudizio di Cerroni comunicheranno la decisione alla prossima udienza fissata per il 13 aprile. A chiedere la perizia erano stati i difensori dell’ex patron di Malagrotta, la cui posizione è stata stralciata, il professor Alessandro Diddi e l’avvocato Pier Gerardo Santoro.  Nel processo è imputato anche l’ex braccio destro di Cerroni, l’ultraottantenne Francesco Rando. Nel luglio del 2024 la Terza Corte di Assise di Roma aveva condannato a sei anni e quattro mesi Manlio Cerroni e a 3 anni Rando disponendo anche il risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili, tra cui il Comune di Roma, la Regione Lazio e il ministero dell’Ambiente. I pm capitolini contestavano di aver "cagionato un disastro ambientale consistente nell’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema (suolo, sottosuolo, flora)" e "una offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione (la discarica si estende su una superficie di circa 160 ettari) e per il numero delle persone offese o esposte a pericolo’’. 
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Iran, rischio pena di morte per chi filma danni causati da raid

(Adnkronos) – Nel pieno dell’escalation militare che sta colpendo l’Iran, il controllo dell’informazione diventa un nuovo fronte di guerra. Secondo quanto ha reso noto il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall'agenzia di stampa Fars, chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran rischia di essere condannato alla pena di morte.
 "Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull'inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni", ha detto Jahangir, spiegando che "quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l'obiettivo è stato localizzato correttamente". "Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni", ha sottolineato Jahangir. La notizia si inserisce in un contesto già drammatico. Negli ultimi giorni, attacchi attribuiti a operazioni congiunte israelo-americane hanno colpito obiettivi governativi e aree residenziali, causando vittime civili e distruzioni diffuse. Di fronte alla circolazione di video e testimonianze online — spesso pubblicate da cittadini comuni — il regime iraniano avrebbe intensificato la repressione digitale. L’obiettivo è impedire la diffusione di immagini che mostrano l’impatto reale dei raid, considerate strumenti di destabilizzazione interna. In Iran, la legislazione prevede già la pena capitale per una vasta gamma di reati, inclusi quelli legati alla sicurezza nazionale, alla “corruzione sulla terra” e alla collaborazione con potenze straniere. In questo quadro, filmare e condividere contenuti sensibili può essere assimilato ad attività sovversive. La minaccia non appare isolata. Solo nelle ultime settimane, il regime ha dato seguito a diverse esecuzioni legate a proteste o accuse di collaborazione con nemici esterni. Il 18 marzo, tre persone — tra cui anche un ragazzo di 19 anni, membro della nazionale iraniana di lotta libera, — sono state giustiziate con l’accusa di aver operato a favore di Stati Uniti e Israele . Organizzazioni per i diritti umani denunciano da mesi un uso crescente della pena di morte come strumento politico. Amnesty International ha segnalato almeno 30 manifestanti a rischio esecuzione dopo processi rapidi e irregolari, spesso basati su confessioni estorte . La linea dura del governo si inserisce in una strategia più ampia: controllare il racconto della guerra. Già durante le proteste interne di inizio anno, le autorità avevano imposto blackout di internet e minacciato la pena capitale per i manifestanti definiti “nemici di Dio” .  
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Ascolti tv, 30 marzo: ‘Guerrieri’ con Gassmann su Rai1 vince prime time con 3,6 mln e 21.3% di share

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E' Rai1 con 'Guerrieri – La Regola dell’Equilibrio' interpretato da Alessandro Gasssmann a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 30 marzo. La fiction tratta dai bestseller di Gianrico Carofiglio ha incollato davanti al video 3.601.000 spettatori, pari al 21.3% di share. Al secondo posto ma con uno stacco significativo si piazza Canale5, che con il 'Grande Fratello Vip' è stato visto da 1.974.000 spettatori totalizzando uno share del 16.6%. Italia1, che ieri trasmetteva ' Transporter – Extreme', è stato la scelta di 1.479.000 spettatori , per uno share del 7.8%., mentre su Rai3 'Lo Stato delle Cose' condotto da Massimo Giletti ha ottenuto un ascolto medio di 1.159.000 spettatori e uno share del 7.6%. La7 con 'La Torre di Babele' ha totalizzato 920.000 spettatori facendo registrare uno share del 4.7%, mentre Rete4 con 'Quarta Repubblica' è stata la scelta di 655.000 spettatori (share al 5%). Su Rai2, 'Stasera a Letto Tardi' ha convinto 521.000 spettatori pari al 3.1%.  Nell'access prime time è testa a testa tra 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti, che ha ottenuto un ascolto medio di 5.119.000 spettatori pari al 23.6%, e 'Affari Tuoi' di Stefano De Martino che è arrivato a 5.111.000 spettatori con uno share del 23.5%.  
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Verisure diventa numero 1 al mondo nella sicurezza monitorata: ricavi a 3,7 miliardi e 6,2 milioni di clienti

(Adnkronos) – Verisure, oggi leader globale nei sistemi di sicurezza monitorata per numero di clienti e nuove vendite, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 3.745 milioni di euro, in crescita del 9,9% su base annua. Lo rende noto Verisure nel suo rapporto annuale 2025, nel quale emerge che nell’anno passato sono state realizzate 873.000 nuove installazioni (+3,9% a/a) e che l’EBIT rettificato ha raggiunto i 953 milioni di euro (+16,3% a/a), con un margine pari al 25,4%. Negli ultimi dieci anni, Verisure ha più che triplicato il proprio portafoglio clienti, quasi quadruplicato i ricavi e portato la redditività a livelli prossimi a cinque volte superiori. Il 2025 ha ulteriormente consolidato questo percorso di crescita: oggi il gruppo è leader in 14 dei 18 mercati in cui opera e si posiziona al primo posto a livello globale nel settore, con una traiettoria sostenuta in termini di crescita, redditività e innovazione. 
Il CEO di Verisure, Austin Lally ha commentato: “Il 2025 è stato un altro anno di crescita equilibrata e di qualità. Abbiamo continuato a integrare un servizio umano ad alto valore con soluzioni tecnologiche avanzate. Abbiamo inoltre avviato le attività in Messico, il nostro 18° Paese e, a fine anno, siamo diventati il leader globale del settore, con circa 6,2 milioni di clienti. In questo contesto, la quotazione sul Nasdaq di Stoccolma ha rappresentato un passaggio fondamentale. Come società quotata, abbiamo oggi una base azionaria più ampia verso cui sentiamo una forte responsabilità. Guardando al futuro, sono fiducioso: operiamo in un mercato ancora poco penetrato, offriamo un servizio essenziale con solide basi economiche e continuiamo a eseguire con successo una strategia di crescita collaudata. Il nostro impegno è quello di garantire una crescita di lungo periodo, con disciplina e trasparenza, a beneficio di azionisti, clienti, dipendenti e della società nel suo complesso”. Verisure ha inoltre accelerato i propri sforzi in ambito innovazione, ampliando il portafoglio di prodotti e servizi e rafforzando l’utilizzo di tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale, facendo leva sulla solidità della propria organizzazione tecnologica, in larga parte verticalmente integrata. La società ha continuato a registrare progressi anche sul fronte ESG, ottenendo per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di leader globale, regionale e di settore da parte di Morningstar Sustainalytics. 
Stefan Goetz, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Verisure, ha aggiunto: “La performance finanziaria e operativa del 2025 riflette la solidità della strategia perseguita con continuità da Verisure, una rigorosa disciplina nell’esecuzione e il valore di un team pienamente consapevole delle opportunità future e delle responsabilità che ne derivano. Desidero ringraziare tutti i nostri stakeholder per il supporto nel percorso di crescita della società e nella sua missione di offrire sicurezza e serenità alle famiglie e alle piccole imprese in Europa e America Latina”. 
In Italia, Verisure ha consolidato nel tempo una presenza sempre più capillare e riconoscibile, affermandosi come punto di riferimento nella sicurezza monitorata e rafforzando progressivamente la propria leadership di mercato. Oggi l’azienda è presente in 18 regioni e 94 province italiane, grazie a una struttura organizzativa solida e a un team di oltre 3.000 professionisti tra funzioni di staff, operatori e rete vendita. Il cuore del servizio è rappresentato dalla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la più grande tra gli operatori privati del settore in Italia. Questa garantisce una gestione rapida, efficiente e altamente qualificata degli scatti di allarme. Nel corso degli anni, Verisure ha saputo interpretare con attenzione le specificità del mercato italiano, adattando la propria offerta alle esigenze di famiglie, professionisti e attività commerciali, con soluzioni evolute che uniscono tecnologia proprietaria, monitoraggio continuo e capacità di intervento umano qualificato. 
La Centrale Operativa di Verisure Italia riceve in media 23.000 scatti al giorno e, nel 2025, ha gestito circa 9 milioni di scatti di allarme, di cui quasi 11.000 relativi a casi reali: un dato che conferma l’elevata efficacia dei sistemi di filtro e verifica delle segnalazioni. Tra questi eventi si contano oltre 6.000 tentativi intrusioni, circa 8.500 interventi che hanno coinvolto le Forze dell’Ordine e 3.000 casi in cui è stata richiesta l’attivazione del fumogeno ZeroVision®. Nello stesso periodo, la Centrale Operativa ha inoltre gestito circa 1.500 interventi di natura medica. Dal 2022, Verisure ha infine gestito 48 casi riconducibili a situazioni di violenza domestica, grazie a protocolli operativi e percorsi di formazione dedicati agli operatori, finalizzati a rafforzare la capacità di individuare e gestire tempestivamente contesti di potenziale rischio. A conferma del proprio investimento strategico nel Paese, Verisure ha scelto di stabilire il proprio headquarter italiano a Roma, nel quartiere Eur, presso Green Island, una sede che rappresenta pienamente la visione contemporanea dell’azienda in termini di innovazione, sostenibilità e benessere delle persone. Nato come progetto di rigenerazione urbana, l’edificio si sviluppa su 14.000 m² di spazi moderni su quattro piani operativi e ospita 30 specie vegetali distribuite su 16 giardini pensili, progettati per regolare l’irraggiamento solare e contribuire attivamente all’assorbimento della CO₂. La presenza di Verisure in Italia è quindi espressione concreta di una strategia di lungo periodo, fondata su innovazione tecnologica, prossimità territoriale, sostenibilità e qualità del servizio. Un impegno che riflette la volontà del Gruppo di continuare a crescere, offrendo soluzioni avanzate per la protezione delle persone, delle case e delle attività commerciali. 
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Antitrust, maxi multa di oltre 25 milioni per Morellato

(Adnkronos) – Oltre 25 milioni di multa per Morellato Spa. L'Antitrust ha irrogato una sanzione di 25.895.043 euro per un’intesa restrittiva della concorrenza nella distribuzione di gioielli e orologi di fascia media-accessibile, attuata dal 20 luglio 2018 al 23 dicembre 2025. Lo rende noto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che "ha accertato che Morellato, tra i principali produttori italiani di orologi e gioielli di fascia media accessibile (ovvero non di lusso), ha imposto i prezzi di vendita fissando i livelli massimi di sconto che i distributori potevano applicare sui canali di vendita online, attraverso precise raccomandazioni ai rivenditori sulle percentuali da applicare". L’istruttoria, si legge in una nota, ha evidenziato che la condotta è stata attuata attraverso il continuo monitoraggio dei prezzi dei distributori, con sistemi di punizione nei confronti di coloro che non rispettano le sue istruzioni, successivi richiami e richieste di revoca degli sconti, fino al blocco automatico degli ordini e degli account Amazon, e anche con minacce di recesso dal contratto. Inoltre, nei contratti di distribuzione, Morellato ha previsto una clausola esplicita che vieta ai suoi distributori di operare su piattaforme online terze (come Amazon, eBay, ecc.). Anche il rispetto di questo divieto all’uso del marketplace è stato oggetto, da parte di Morellato, di monitoraggi, minacce e ritorsioni in caso di violazione, contrariamente al suo comportamento visto che la società opera sui marketplace. L’Autorità ha quindi ritenuto che la condotta di Morellato configuri un’intesa verticale in violazione dell’articolo 101 del Tfue perché dispone la fissazione dei prezzi di rivendita e limita l’attività online su marketplace, peraltro in modo discriminatorio e non proporzionale, riducendo la concorrenza tra i rivenditori autorizzati e limitando la loro autonomia nel definire le proprie politiche commerciali. 
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Vendita San Siro, nove indagati in inchiesta per turbativa d’asta

(Adnkronos) – La procura di Milano indaga per turbativa d'asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E' quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano. Tra gli indagati figurano, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, oltre a Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, indicati come procuratore della società Inter e l'altro come presidente di Sport Life City (di proprietà del Milan) e Alessandro Antonello ex amministratore delegato dei nerazzurri.  
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Italia nega a Usa base di Sigonella

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L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. A riportare la notizia, di qualche sera fa, ma tenuta riservata, è il Corriere della Sera. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.  Non è stata chiesta alcuna autorizzazione. Anche perché gli aerei indicati nel piano di volo hanno il cosiddetto 'caveat' e non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze. A questo punto è stato Portolano – su mandato diretto del ministro – a informare il Comando Usa della decisione presa: non possono atterrare a Sigonella perché non sono stati autorizzati e perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva.  "Una decisione giusta. Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non è alleato, gli Stati Uniti, sull'inizio di questa operazione. Non c'è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. E' giusto e corretto che non venga dato l'uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra", ha detto Carlo Calenda a Start su SkyTg24. 
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Ucraina, a Kiev la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue. Tajani: “Obiettivo pace giusta”

(Adnkronos) – Anche il vicepremier Antonio Tajani oggi in Ucraina per prendere parte alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Prima dell'inizio dei lavori a Kiev, le commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022.  L’agenda della riunione prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La terza sessione si focalizzerà sulla situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra sarà infine l’oggetto della quarta e ultima sessione che sarà dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’Ue può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.  La missione rappresenterà per il ministro Tajani anche l’occasione per portare il suo sostegno ai connazionali residenti in Ucraina, attraverso una serie di incontri organizzati con il personale dell’Ambasciata a Kiev, oltre che con le comunità di funzionari presso le organizzazioni internazionali e imprenditori italiani che lavorano nel Paese. ''Siamo qui per testimoniare che l'Italia è vicina a Kiev'', ha detto Tajani in visita sul luogo del massacro. ''La nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo e non pretendere territori che non ha neanche conquistato''. Da parte della Russia, ha detto ancora Tajani, ''non c'è stato neanche un grande successo militare, hanno conquistato meno del 20 per cento del territorio ucraino compresa la Crimea''. Il vicepremier ha poi ricordato che ''la pace giusta è l'obiettivo al quale siamo tutti impegnati''. Per questo, ha aggiunto, occorre ''continuare a fare pressione su Putin affichè venga a più miti consigli e comprenda che un'aggressione a un paese vicino è inaccettabile''. ''E' difficile negoziare con Putin'' perché il presidente russo ''non vuole la pace, ma spera di vincere una guerra che non riesce e a vincere'', ha poi spiegato, aggiungendo: ''Speriamo che la mediazione americana possa servire per raggiungere una pace giusta''.  L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere complice dell'aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell'Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. "Il riconoscimento da parte dell'Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l'Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all'aggressione militare", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che "l'Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall'aver aiutato o assistito un'altra parte nel commettere atti illeciti" e ha affermato che il ruolo dell'Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva. Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell'Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l'Ucraina durante la guerra su vasta scala. "Quasi 60.000 droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l'Ucraina dal 2022", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . "Nessun drone ucraino ha mai colpito l'Iran".   Trentotto droni sarebbero intanto stati abbattuti nella regione di San Pietroburgo. Lo ha riferito sulla piattaforma Max il governatore Alexander Drozdenko, aggiungendo che il porto di Ust-Luga ha subito danni. Nel villaggio di Molodtsovo, nel distretto di Kirovsky, i detriti dei droni hanno danneggiato le finestre di tre edifici residenziali, di una scuola secondaria e del centro di assistenza sociale. Tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite.  
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Spazio, Urso: “Imprese italiane costruiranno primo modulo abitativo sulla Luna e presto porteremo anche un astronauta italiano”

(Adnkronos) – “Questa cooperazione bilaterale ci consentirà di portare presto anche un astronauta italiano sulla Luna, in un modulo abitativo che sarà costruito in Italia, a Torino”. E' l’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Adolfo Urso, arrivato a Washington per una missione istituzionale di due giorni volta a rafforzare la cooperazione industriale e tecnologica tra l’Italia e gli Stati Uniti, in particolare nei settori strategici dello Spazio, dell’intelligenza artificiale e delle materie prime critiche. Lo sguardo dell’amministrazione Trump è al satellite della Terra, con la volontà di accelerare il processo per realizzare il prima possibile un nuovo allunaggio e stabilire una presenza sulla Luna anche attraverso la costruzione di un modulo abitativo della Stazione Spaziale Permanente. “Pensate cosa possa significare nell’immaginario collettivo del nostro paese e nel dare forza alle nuove generazioni. L'Italia è una grande potenza tecnologica e un protagonista nella storia dello spazio”, ha spiegato il ministro ai giornalisti presenti a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatore italiano Marco Peronaci nella capitale americana.  L’obiettivo è di vedere tutto ciò realizzato nei prossimi 7-10 anni. E qui entra in gioco il know-how tecnologico italiano, secondo Urso, per realizzare l’unità abitativa da portare sul satellite e permettere agli astronauti di vivere e operare in una condizione ambientale di piena sicurezza. "Siamo particolarmente soddisfatti per il riconoscimento che è stato dato alle imprese italiane, ha detto Urso aggiungendo: "L'Italia collaborerà con gli Stati Uniti e con gli altri attori in questa nuova grande avventura spaziale nella colonizzazione della Luna. Lo può fare perché ha un patrimonio di imprese e di tecnologie uniche al mondo”. Senza menzionare quali saranno le imprese coinvolte in questa collaborazione, Urso ha rivelato che sono quelle del distretto industriale di Torino in quanto hanno la capacità tecnologica per realizzare il modulo abitativo secondo i criteri e parametri necessari. Il cuore di questa prima giornata della visita istituzionale è stato l’incontro con l’Amministratore della National Aeronautics and Space Administration, Jared Isaacman, presso il quartier generale della Nasa.  Un momento che, secondo il ministro, è servito per confermare e rafforzare la cooperazione bilaterale fra la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea, oltre a enfatizzare il ruolo storico e tecnologico dell’Italia nel settore spaziale. “Abbiamo anche lavorato con i rappresentanti degli Stati Uniti per quanto riguarda la questione centrale, sempre più centrale, che è quella delle materie prime critiche e dei rifornimenti energetici del nostro paese”, ha proseguito Urso.  Sul fronte delle materie prime l’Italia punta a farsi garante di autonomia e resilienza: è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro bilaterale con gli Stati Uniti – nell’ambito della più ampia intesa Ue–Usa – per coordinare l’estrazione, la lavorazione e soprattutto il riciclo di queste preziose risorse, dove “le nostre imprese hanno una tecnologia all’avanguardia”, ha detto il ministro. Ad esempio, Roma si è candidata ad ospitare uno dei due depositi pilota europei di stoccaggio (l’altro sarà nel Nord Europa, ndr) per fronteggiare eventuali crisi nella catena d’ approvvigionamento globale. Urso ha ribadito che “non possiamo dipendere da altri attori che fanno pesare questa condizione”.  Sul capitolo energia, il governo vuole rilanciare la cooperazione sul nucleare di nuova generazione: small modular reactors e reattori avanzati di terza e quarta generazione dovranno affiancare le rinnovabili per ridurre la dipendenza dai fossili.  Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato la necessità di “colmare la diversità in attesa della fusione” e di costruire soluzioni industriali per garantire forniture più sicure in un contesto geopolitico incerto come quello attuale con l’Iran. “Bisogna creare small reactor di nuova generazione che saranno realizzati su base industriale, componibili, trasportabili e quindi sarà possibile installarli nelle aree industriali dove si ritengono necessari”.  Nel frattempo, per l’intelligenza artificiale e la meccanica quantistica l’Italia si presenta come piazza strategica per investimenti e Urso ha avuto incontri importanti nella capitale statunitense anche su questi due temi. In particolare, grazie al ruolo italiano di approdo centrale dei cavi in fibra ottica che collegano Europa, Nord America, Africa e Asia, alla presenza di supercalcolatori di vertice come quello dell’Eni a Pavia, il nuovo polo Leonardo a Genova, quello del Cineca a Bologna e a un tessuto industriale competitivo, il paese è pronto ad attrarre capitali e infrastrutture digitali. “Siamo in campo — lo sanno anche qui negli Stati Uniti”, ha detto il ministro, affermando di aver invitato Washington a prendere in considerazione l’Italia come hub per data center, AI e ricerca quantistica. (di Iacopo Luzi) 
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