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Ascolti tv, Imma Tataranni chiude al 24,5% e vince prima serata

(Adnkronos) – 'Imma Tataranni – Sostituto procuratore' ha chiuso la quinta stagione con il 24,5% di share vincendo la prima serata di ieri, 29 marzo. La fiction di Rai1 con Vanessa Scalera ha incollato allo schermo 4.511.000 telespettatori. Su Canale 5, 'Chi vuol essere milionario – Il torneo' ha conquistato 1.840.000 telespettatori e il 12,6%. Su Italia 1, 'Le Iene presentano Inside' è stato visto da 1.032.000 telespettatori, pari all'8,2%. Poco sotto con l'8,1% c'è 'Che tempo che fa' – in onda sul Nove – che ha radunato 1.566.000 telespettatori.  Su Tv8, MotoGP Usa ha intrattenuto 905.000 telespettatori, pari al 5%. Su Rete 4, 'Fuori dal coro' ha raggiunto 681.000 telespettatori e il 4,9%. Su La7, 'Propaganda live' ha ottenuto 686.000 telespettatori e il 4,6%. Su Rai3, 'Presa diretta' ha totalizzato 878.000 telespettatori e il 4,4%. Infine, su Rai2 la serata evento 'Per sempre Gino' – dedicata al grande Paoli e condotta da Pierluigi Diaco – ha segnato 510.000 telespettatori e il 3,2%. Nella fascia access prime time, su Rai1 'Affari Tuoi' è stato visto da 4.790.000 telespettatori, pari al 23,5%, mentre su Canale5 'La Ruota della Fortuna' da 4.645.000 telespettatori pari al 22,7%. 
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Professioni, Studio Baldi Prati & Partners cresce ed evolve

(Adnkronos) – Un doppio, strategico passo in avanti per il futuro della consulenza professionale. Lo studio Baldi & Partners annuncia un profondo percorso di evoluzione societaria e organizzativa che si muove su due direttrici: una forte espansione territoriale e un'imminente proiezione su scala nazionale. I nuovi assetti sono stati presentati ufficialmente nel corso di un evento tenutosi a Reggio Emilia presso Ruote da Sogno, di fronte a una vasta platea di imprenditori, clienti, investitori e alla presenza dei vertici istituzionali di Confindustria e degli Ordini professionali cittadini. A suggellare questo nuovo corso è innanzitutto il cambio di denominazione: lo Studio assume ufficialmente il nome di Baldi Prati & Partners, a conferma della governance duale che ha caratterizzato la gestione dello Studio dopo il passaggio del testimone dal fondatore Carlo Baldi a Francesca Baldi e Guido Prati, con il completamento del passaggio generazionale avvenuto nel 2020. 
Sul fronte locale, lo Studio ufficializza l'aggregazione con lo Studio Chiussi, un'operazione già in fase di formalizzazione notarile. Più che una semplice somma di numeri, questa integrazione mette al centro il valore umano e la forza dell'unione tra stimati professionisti, un passaggio chiave che permette di arricchire ulteriormente le competenze multidisciplinari della squadra, rafforzando in modo capillare il presidio e il rapporto di fiducia al fianco delle imprese del territorio.  
L'operazione reggiana si inserisce in un quadro di sviluppo ancora più ampio. Baldi Prati & Partners è infatti in dirittura di arrivo per l'ingresso, in qualità di socio fondatore, nel progetto su scala nazionale promosso dalla holding Quant>ICO, Club Deal Company che opera in partnership con Unicredit nata per affiancare le medie imprese italiane nei loro percorsi di crescita e nelle principali sfide: scala, tecnologia, gestione dei talenti e passaggio generazionale. Quant>ICO, infatti, sta lavorando a un’operazione di aggregazione nel mondo degli studi professionali di eccellenza, leader nelle rispettive geografie e specializzazioni, per costruire una piattaforma integrata a livello nazionale nei servizi fiscali, societari e finanziari.  Questa aggregazione consentirà di creare un campione nazionale nell’ambito delle professioni, che ha come obiettivo primario e fondamentale il mantenimento del marchio, dell'indipendenza dei professionisti locali, con il fondamentale approccio sartoriale e di cura diretta del cliente che da sempre contraddistingue lo Studio Baldi Prati & Partners nel proprio territorio. La holding creata da Quant>ICO fungerà da cabina di regia per garantire tutti quegli asset strategici necessari per competere oggi ai massimi livelli: ottimizzazione organizzativa, investimenti tecnologici avanzati, ricerca di talenti e risorse umane, oltre alla leva finanziaria per supportare ulteriori percorsi di crescita. 
Il progetto si distingue anche per il forte coinvolgimento del tessuto imprenditoriale locale. È infatti in fase di strutturazione la possibilità di permettere agli investitori e ai clienti del territorio di partecipare attivamente al capitale del progetto Quant>ICO, aggregando le forze in un veicolo comune per presentarsi con un peso specifico maggiore. Una sinergia pensata per creare un circolo virtuoso, unendo i capitali del territorio reggiano allo sviluppo di un progetto di consulenza di respiro nazionale.  Per Francesca Baldi, presidente di Baldi Prati & Partners: “Scegliere di evolvere è una responsabilità verso il nostro futuro e quello dei nostri clienti. Questa aggregazione ci consentirà di attivare preziose sinergie, nei settori della professione degli Avvocati, dei Commercialisti e degli Advisors Finanziari, offrendo ai clienti un ventaglio di servizi ancora più integrato. Ma soprattutto, per noi è un passo vitale per garantire la continuità nel tempo dello Studio, assicurando percorsi di crescita concreti, stabili e ambiziosi ai nostri giovani professionisti".   
Secondo Guido Prati, presidente di Baldi Finance: "Questa operazione rappresenta un traguardo storico e, al contempo, un nuovo punto di partenza per la nostra realtà. Con l'ingresso nel progetto Quantico stiamo rafforzando la nostra identità, proiettandola su scala nazionale e dotandola della forza e del respiro necessari per competere ad armi pari con le grandi multinazionali della consulenza, affrontando il necessario salto dimensionale con i migliori studi professionali e con il supporto finanziario di Quantico".  
Antonio Da Ros, ceo di Quant>ICO, ha sottolineato: “Stiamo aggregando studi con forti relazioni con imprenditori e famiglie sul territorio, che hanno il coraggio e l’entusiasmo di unirsi per scrivere una pagina nuova nel mondo delle professioni in Italia. Baldi Prati & Partners, oltre a rappresentare uno studio tra i leader in Emilia per tradizione e qualità dei clienti e dei servizi, ha da subito mostrato un entusiasmo contagioso per il nostro progetto. Insieme a Roberto Spada e ai suoi soci, i soci di BP&P hanno concepito e guidato con noi il lancio del progetto dalla prima ora".  "Abbiamo conversazioni in corso con oltre 15 studi nelle principali aree di business italiane, che ci rendono confidenti sul nostro piano industriale, che prevede di arrivare a €150m di fatturato in 4/5 anni: il più grande player italiano di consulenza fiscale, societaria e finanziaria, con un modello centrato sulle relazioni uniche che i nostri professionisti hanno con i loro clienti", ha concluso. 
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Innovazione, Fater: digitalizzare azienda per ripensare modo di lavorare

(Adnkronos) – Fater promuove la digitalizzazione con l’obiettivo di ripensare l’attuale modo di lavorare, aiutando tutte le persone, indipendentemente dalla funzione aziendale, a svolgere le proprie mansioni quotidiane, sul solco di People First, la strategia di Fater che guida ogni suo ambito aziendale. La digitalizzazione è un pilastro fondamentale del percorso di trasformazione Fater 2030, un piano strategico a lungo termine, frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto tutta l’azienda e che ha dato l’opportunità di definire il proprio ruolo nei mercati e nelle comunità in cui opera. La digitalizzazione rappresenta un impegno profondo, strategico e culturale a lungo termine. L’ambizione di Fater è costruire un'azienda che sappia semplificare ciò che è complesso, che sia vicina alle persone che serve e che crei l’ambiente giusto per far prosperare tutti. “In Fater – spiega Domenico Di Francescantonio, chief information officer -promuoviamo la digitalizzazione non come un semplice insieme di strumenti tecnologici, ma come un percorso culturale che mette le persone al centro. Il nostro obiettivo è chiaro: rendere la vita lavorativa di tutti più semplice, più intuitiva e più smart. Ogni investimento, ogni progetto, ogni nuova applicazione esiste per liberare tempo, ridurre la complessità e permettere ai nostri colleghi di concentrarsi su ciò che davvero genera valore”.  Questa ambizione ruota attorno a tre parole chiave, dei veri e propri pilastri per guidare il futuro dell’impresa: simpler – un’azienda che sia più semplice nel modo in cui lavora; closer – un’azienda che sia più vicina ai suoi stakeholder; happier -un’azienda che sia più felice per tutti i soggetti coinvolti. La priorità che l’azienda dà al piano di trasformazione digitale si riflette nel piano di investimenti senza precedenti nella storia di Fater. Negli ultimi 7 anni l’azienda ha quadruplicato la spesa in digitalizzazione e, se guardiamo allo scorso anno fiscale, gli investimenti sono raddoppiati rispetto all’anno precedente. Solo nel 2025 Fater ha destinato alla digitalizzazione 8 milioni di euro, che serviranno a realizzare progetti di semplificazione delle procedure aziendali e che si prevede generino risparmi pari a 10 milioni di euro ogni anno.  Fater ha rilanciato e rafforzato il gruppo IT, con un team Data&Analytics che è passato da 2 a 11 professionisti e ha creato nuovi gruppi di lavoro come quello dedicato alla Cybersecurity. L’approccio di Fater in questa direzione mira ad aiutare le persone ad avere una vita migliore al lavoro, considerando le potenzialità dell’AI come alleate nello svolgere il proprio compito. Un approccio che va di pari passo allo sviluppo di piani di formazione che permettano a chi ha ruoli non operativi di apprendere nuove competenze e concentrare il proprio talento su aspetti più complessi e strategici. Parallelamente, sono stati creati dei team trasversali, con persone con diverse competenze, e sono state lanciate iniziative di aggiornamento dedicate, tra cui il programma AI Ambassadors, dove 35 colleghi sono stati formati per sostenere l'adozione responsabile dell'IA e guidare i colleghi nell'utilizzo dei nuovi strumenti.  In generale, il 92% dei dipendenti di Fater utilizza almeno uno strumento di IA nelle sue attività quotidiane, con picchi del 98%. Il 77% dichiara un miglioramento nella qualità dei propri output. A livello individuale si registrano risparmi di tempo tra i 20 e i 35 minuti al giorno, pari a una media di 13 ore al mese. Tra gli esempi di impiego dell’IA nei processi vi sono quelli delle risorse umane che recuperano 28 minuti precedentemente dedicati all’analisi dei dati, dell’area Legal che redige i documenti con 20 minuti di anticipo e impiega 6 minuti in meno per la stesura delle e-mail in inglese e dei team di Supply Chain che riportano significative efficienze nella gestione di documenti e dati. CPT Charlie e OperA sono due esempi di quei prototipi di trasformazione digitale su cui l’azienda sta puntando. Entrambe le iniziative sono nate in tempi record grazie alla passione e al talento di un team interfunzionale guidato dal reparto di Information Technology, per dare una risposta alle tante richieste di semplificazione. CPT Charlie è un assistente virtuale basato su ChatGPT che è stato addestrato con anni e anni di documenti, dati e informazioni aziendali. Qualsiasi collega può rivolgere domande di ogni tipo relative alla propria mansione e ricevere in pochi secondi una risposta, così da non dover più consultare lunghi manuali o trovare il documento di riferimento. L’obiettivo è quello di risparmiare tempo grazie a sistemi che semplificano il nostro lavoro. Ad oggi il 98% dei dipendenti utilizza questo strumento, che ha ottenuto un rating di gradimento di 4.9 su 5. OperA è un agente AI operativo sulle linee di produzione, che supporta chi lavora negli stabilimenti con risposte contestualizzate, per migliorare la sicurezza, l’efficienza e la precisione. Di fronte ad un blocco della linea, gli operatori possono oggi interrogare un sistema operativo che consulta decine di sistemi e fonti di informazioni diverse per suggerire la migliore soluzione e continuare ad apprendere.  Benché si tratti di prototipi, entrambe le soluzioni sono già molto apprezzate dentro e fuori l’azienda, ricevendo il riconoscimento Premio Innovazione Smau per due anni di seguito, 2024 e 2025, proprio rispettivamente per CPT Charlie e OperA. La digitalizzazione di Fater passa anche attraverso il modo in cui l’azienda si interfaccia con i propri consumatori. L’utilizzo delle app di brand riflette infatti una modalità più diretta e immediata di mettersi in contatto con chi utilizza i prodotti di Fater. Ad esempio, per aiutare tutti i neogenitori nelle loro ‘sfide’ quotidiane, Fater ha realizzato l’app Coccole Pampers che offre servizi di supporto ai genitori, tramite articoli, podcast con consigli di esperti e uno sportello gratuito di ascolto e sostegno psicologico. L’app Coccole Pampers ha raggiunto ad oggi oltre 500.000 utenti. 
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Dedapulse 2026, tecnologia e fattore umano al centro del confronto sul futuro di aziende, persone e territori

(Adnkronos) – Sono stati oltre 800 gli imprenditori, manager, innovatori e analisti ad aver partecipato a Dedapulse 2026, l’evento di Dedagroup, gruppo tecnologico di riferimento in Italia che opera a livello internazionale accelerando il business e la digitalizzazione di oltre 4.000 clienti, e che ogni anno esplora l’evoluzione della tecnologia. La nuova edizione 'Shape your future. Stay human', che ha coinvolto più di 60 speaker nazionali e internazionali e 20 partner e sponsor, ha rappresentato un momento di confronto sui nuovi equilibri tra intelligenza artificiale, trasformazione digitale e valore umano esplorando come queste dimensioni possano tradursi in impatto concreto per imprese e organizzazioni. Al centro del dibattito, la necessità di accompagnare aziende e istituzioni nella transizione verso modelli sempre più AI-driven, garantendo al tempo stesso un utilizzo etico, responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale. In questo scenario Dedagroup si propone come abilitatore tecnologico, in grado di accompagnare le organizzazioni – large corporate, Pubblica amministrazione, mondo finanziario e fashion & Luxury – nella progettazione di nuovi modelli di business, in cui l’intelligenza umana guida la tecnologia per moltiplicare le possibilità e trasformare in realtà ciò che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Ad aprire i lavori Marco Podini, presidente esecutivo e ceo di Dedagroup, insieme a Marco Landi, imprenditore e investitore ed ex chief operating officer di Apple, e Renato Soru, imprenditore e fondatore di Tiscali e oggi alla guida di Istella. Il confronto ha affrontato alcune delle principali sfide legate all’evoluzione dell’intelligenza artificiale: il suo impatto sui modelli economici, il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche e la necessità per l’Europa di rafforzare le proprie competenze industriali per giocare un ruolo di primo piano nella nuova rivoluzione tecnologica.  “Stiamo entrando in una fase in cui l’intelligenza artificiale diventa realmente centrale per imprese e istituzioni”, ha commentato Marco Podini, presidente esecutivo e ceo di Dedagroup. “Non parliamo più di scenari futuri ma di strumenti che aiutano le organizzazioni a progettare un nuovo mondo più reattivo, sostenibile e intelligente. Un mondo in cui l’intelligenza umana guida la tecnologia per moltiplicare le possibilità e generare valore reale per imprese, amministrazioni e cittadini. In Dedagroup abbiamo scelto di presidiare tutta la catena del valore dell’AI: dalle infrastrutture ai modelli, fino alle piattaforme applicative integrate nei settori in cui operiamo – dalla finanza al fashion, dalla Pubblica Amministrazione all’industria – mettendo l’etica e l’umanità al suo centro. Solo così l’intelligenza artificiale può diventare un vero motore di conoscenza e decisione per le organizzazioni, con il massimo controllo, sicurezza e aderenza ai contesti regolati in cui operano le imprese europee”. “Se la tecnologia è davvero al servizio dell’uomo, il suo compito è quello di amplificare le nostre capacità e di aprire opportunità concrete di miglioramento del benessere diffuso e della qualità della vita di ogni essere umano”, ha commentato Renato Soru, imprenditore e fondatore di Tiscali e oggi alla guida di Istella. “E' fondamentale che la tecnologia resti accessibile a tutti, senza creare ulteriori divisioni e discriminazioni, così da continuare a essere un motore di giusto progresso. In questo scenario l’Europa deve confrontarsi alla pari con le grandi potenze tecnologiche globali costruendo un equilibrio solido tra indipendenza digitale e una collaborazione ampia e sinergica tra imprese e istituzioni.” “Ho vissuto tante rivoluzioni, da quella dei semiconduttori ai microprocessori, dal personal computer fino all’intelligenza artificiale. Questa è una rivoluzione completa, molto diversa dalle precedenti. E' capace di ridurre i nostri tempi e di farci innovare sempre di più in tutti i mercati. E' per tutti, non solo per alcune persone o prodotti. Questo significa che bisogna darsi molto da fare, a partire dall’insegnamento nelle scuole perché i giovani devono essere preparati, passando per la necessità di informare il grande pubblico per evitare inutili paure, fino al promuovere l’AI nelle aziende facendo capire che non si tratta solo di acquisire un software ma di prepararsi ad una nuova cultura per cambiare i processi interni all’azienda e, soprattutto, di formare i collaboratori”, ha aggiunto Marco Landi, imprenditore e Investitore, ex chief operating officer di Apple.  A offrire una lettura internazionale della percezione e adozione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni è intervenuta Enza Iannopollo, vice president e principal analyst di Forrester – tra le più importanti società indipendenti di ricerca e consulenza al mondo. Secondo il Forrester’s State of AI Survey 2025, il 78% dei decision maker in ambito AI dichiara che la propria organizzazione ha già implementato soluzioni di intelligenza artificiale generativa o predittiva, mentre il 67% dei collaboratori utilizza almeno uno strumento di AI generativa o una soluzione interna basata su queste tecnologie. La diffusione dell’AI nelle organizzazioni sta quindi accelerando rapidamente. Tuttavia, come evidenzia Forrester, la vera sfida non riguarda più l’adozione della tecnologia ma la capacità di governarla su larga scala. Le aziende prevedono di estendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa fino al 46% dei dipendenti non tecnici, ma solo il 23% delle organizzazioni dispone oggi di linee guida chiare su come utilizzare questi strumenti o su dove ottenere supporto. Il divario tra diffusione tecnologica e modelli di governance è ancora più evidente se si osservano le policy aziendali: circa il 26% delle organizzazioni non dispone di alcuna policy documentata sull’utilizzo dell’AI, con reali conseguenze sul piano della sicurezza, della gestione del rischio e della responsabilità. “Per le aziende che riescono ad adottare l’intelligenza artificiale con successo le implicazioni sono enormi. Non solo in termini di maggiore produttività, ma anche nella capacità di innovare più velocemente, rendere più efficienti le decisioni e valorizzare i dati a supporto del business”, ha commentato Enza Iannopollo, vice president e principal analyst di Forrester. “Per questa ragione le organizzazioni devono andare oltre la semplice sperimentazione di singoli use case, in favore della costruzione delle condizioni necessarie per rendere l’AI scalabile, affidabile e sostenibile nel tempo. È necessario spostare l’attenzione dalla sperimentazione alla definizione di un modello strutturato che includa governance, gestione dei rischi e principi di eesponsible AI”.  Dedagroup cura lo sviluppo e l’adozione dell’intelligenza artificiale con costanti investimenti (solo nell’ultimo anno oltre 50 milioni di euro) e attraverso il lavoro della controllata Deda Ai che, con una squadra di oltre 200 professionisti, è il centro di competenza del Gruppo per accelerare l’adozione di queste tecnologie in modo responsabile, scalabile e integrato, oltre che attraverso il costante scouting di soluzioni per garantire sovranità del dato, trasparenza degli algoritmi e pieno controllo dei processi. Attraverso Deda Ai, saranno progressivamente potenziati tutti gli asset software proprietari di Deda destinati agli ambiti finance, moda e retail, large corporate e public services, con l’intelligenza artificiale motore trasversale per l’evoluzione tecnologica e la competitività delle imprese. In questo contesto si inserisce anche il settore fashion & luxury, dove in occasione di Dedapulse è stata presentata Stealth Cosmica, la nuova piattaforma AI based di Deda Stealth, azienda del gruppo che accompagna nella crescita i più grandi brand del fashion e luxury. Il lancio arriva in una fase di forte trasformazione per l’industria globale della moda, oggi attraversata da domanda instabile, supply chain sempre più articolate e tensioni geopolitiche che stanno ridisegnando gli equilibri del commercio internazionale. In questo scenario, la capacità di interpretare rapidamente i dati e trasformarli in decisioni operative diventa una leva strategica per mantenere competitività. Stealth Cosmica nasce per supportare i brand nel governare questa complessità, integrando e analizzando dati provenienti da mercato, vendite e supply chain e trasformandoli, grazie agli algoritmi più avanzati, in insight operativi utili a supportare le decisioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Tra gli altri argomenti affrontati, nella sessione dedicata al fashion & luxury, anche le tendenze del mercato statunitense con un approfondimento della Nyu Stern school of business, i casi di adozione della nuova piattaforma da parte degli early adopter, le sfide delle pmi italiane della moda con Tre Zeta Group e Deep, e le opportunità nell’ambito del price monitoring offerte da competitoor con l'apertura a nuovi mercati oltre oceano insieme a Deda Stealth.  All’interno del confronto su public services si è discusso di come innovazione, AI e user experience possano migliorare i servizi pubblici rendendoli più efficienti ed inclusivi. Tra i temi emersi: soluzioni di AI sovrana per l’efficienza amministrativa e modelli di collaborazione tra Regioni e filiere locali, best practice sulla fiscalità passiva e sugli investimenti per promuovere sviluppo sostenibile e una migliore qualità della vita. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti di Regione Puglia, Trentino Digitale, Aria, Insiel, Provincia di Taranto, Comune di Cagliari, Monza, Lamezia insieme a Deda Next, Ett, Istella e ai partner tecnologici Mastercard e Microsoft Italia. Nel panel enterprises & financial services è emersa in modo chiaro una fotografia avanzata della trasformazione in corso: l’Intelligenza Artificiale è una leva che ridisegna in profondità modelli organizzativi, processi, sistemi informativi e gestione dei dati, accompagnando imprese, banche e assicurazioni verso un paradigma realmente AI-driven e data-centric. Il panel ha evidenziato come le organizzazioni stiano passando dall’esplorazione alla piena integrazione dell’AI, con un’attenzione crescente all’education come fattore abilitante, al redesign dei processi per generare innovazione e competitività, e alla necessità di governare rischi, incertezza e impatti normativi quando l’AI entra nei sistemi core tra regulatory, compliance e cybersecurity. Tra i panelist Hera Comm, Banca Popolare del Lazio, Diasorin, Net Insurance, Transcrime/Università Cattolica, UniCredit Life Insurance, Nexi Payments, Conserve Italia, insieme a Deda Bit, Deda Ai, Deda Tech e Deda Digital. Il Gruppo collabora costantemente con partner tecnologici di primo piano per continuare ad ampliare il proprio percorso strategico definito dal programma Alliances di Dedagroup, con cui espandere il proprio patrimonio di competenze e offrire soluzioni integrate capaci di sostenere progetti di innovazione e trasformazione digitale. Dedapulse 2026 è stato realizzato grazie al supporto di: Aruba, Istella, PwC Italia, Microsoft, Accenture, Apparound, Lectra, Mastercard, Sas, XY Retail, Deep, Fashion Forge Lab, Gus, Mcg, Rtt Srl, Sowre, Sysdat.IT, Google Cloud e Deda Tech. 
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Il Salone della Csr arriva a Bologna, al centro le catene del valore

(Adnkronos) – Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das – Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese – commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone – perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”.  Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo – Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi – commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica – Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni – afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting – La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”. 
—sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Engineering, nel 2025 ricavi +2,5% a 1,76 mld, Ebitda adjusted a 280,3 mln (+1,5%)

(Adnkronos) – Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Engineering Ingegneria Informatica, tra i leader della Digital Transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, ha approvato il Bilancio Consolidato relativo all’esercizio 2025. L’esercizio appena concluso ha visto registrare il miglioramento dei ricavi e dei principali indicatori di Ebitda, anche grazie a una maggiore disciplina nella gestione dei costi, alla progressiva normalizzazione del livello degli investimenti e alla riduzione delle componenti non ricorrenti. La crescita dei ricavi, interamente organica, è stata sostenuta dal progressivo spostamento del mix verso segmenti a maggiore valore aggiunto, tra cui le tecnologie digitali e le soluzioni software proprietarie, nonché dalla solida performance registrata nel settore pubblico, comprensivo del comparto Healthcare. L’Amministratore Delegato Aldo Bisio ha sottolineato che "i risultati del 2025 evidenziano che il Gruppo si conferma ben posizionato per intercettare i trend strutturali della digitalizzazione del Paese, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo di soluzioni proprietarie tecnologicamente avanzate. Anche grazie al supporto dei nostri azionisti Bain Capital e Renaissance Partners, il nostro impegno è ora focalizzato al 100% sull’accelerazione della trasformazione innescata dalla GenAI. Guardiamo avanti con determinazione, poiché crediamo che questa discontinuità tecnologica possa essere anche una opportunità se avremo la forza e il coraggio di cambiare passo in velocità". Nel 2025, la maggior parte dei principali indicatori economici e patrimoniali del Gruppo ha evidenziato un andamento positivo. I ricavi netti ammntano a 1.759,7 milioni di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 1.716,6 milioni di euro dell’anno precedente. L'Ebitda Adjusted a 280,3 milioni di euro, in crescita dell’1,5% rispetto ai 276,2 milioni di euro del 2024, grazie al miglioramento dell’efficienza operativa, sostenuto principalmente dal focus sulle attività a più alto margine e dal rafforzamento delle attività di workforce management, anche attraverso una più attenta gestione della spesa per servizi. L'Ebitda Adjusted post-CapEx ammontava a 238,8 milioni di euro, in aumento dell’11,2% rispetto ai 214,8 milioni di euro del 2024, a fronte del graduale rientro del ciclo di investimenti.   L'Ebitda Reported ha registrato 255,5 milioni di euro nel 2025, in crescita del 4,3% rispetto ai 244,8 milioni di euro dell’esercizio precedente, beneficiando anche della riduzione degli oneri non ricorrenti connessi al percorso di trasformazione intrapreso dal Gruppo negli ultimi anni, tra cui quelli legati alle iniziative di change management. L'Ebit ammonta a 135,9 milioni di euro, in crescita del 12,9% rispetto ai 120,4 milioni di euro del 2024, principalmente grazie alla riduzione degli accantonamenti effettuati nell’anno, anche in virtù del miglioramento complessivo della qualità del portafoglio crediti rispetto all’esercizio precedente. L'Indebitamento finanziario netto ammontava a 1.166,7 milioni di euro a fine 2025, in miglioramento del 2,5% rispetto ai 1.196,8 milioni di euro registrati alla chiusura dell’esercizio precedente.  
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Formazione, Sacilotto (Lidl Italia): “Bene 550 apprendisti formati con modello duale in quattro anni”

(Adnkronos) – “Questa iniziativa, partita quattro anni fa, nelle sue quattro edizioni ha visto il coinvolgimento di oltre 550 apprendisti che seguono la formazione duale in tutta Italia, da Nord a Sud. Siamo qui, al Ministero dell'Istruzione e del Merito, per consegnare i diplomi della seconda classe. In questi anni abbiamo ricevuto oltre 23.000 candidature di ragazzi in tutta Italia che erano interessati ad entrare nella nostra squadra”. Così Sebastiano Sacilotto, ceo di Lidl Italia, intervenendo all’incontro, il 27 marzo scorso al ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma, durante il quale sono stati presentati i risultati ottenuti con l’introduzione del modello di alto apprendistato della Camera di Commercio Italo-Germanica (Ahk Italien) negli Its Academy. Il progetto ‘Lidl 2 your career’ di Lidl Italia, che ha portato all’assunzione di 550 apprendisti e dalla formazione di 630 tutor aziendali, rappresenta l’applicazione ad oggi più significativa del modello.  “Questa giornata rappresenta un grande riconoscimento per l'azienda, ma soprattutto per questi giovani, che hanno creduto nella formazione, nel lavoro e si sono impegnati”, ha sottolineato. Risultati che sono “la prova che quando le aziende, quindi il settore privato, fanno rete con le scuole, in questo caso gli Istituti tecnici, insieme alle Regioni o al Ministero, si possono creare veramente dei percorsi di eccellenza – precisa – che aiutano l'occupazione giovanile e premiano i ragazzi che hanno la volontà di lavorare, studiare e creare un percorso professionale per il loro futuro”.  “Tengo infine a precisare che non ci limitiamo a formare i talenti all'interno del nostro punto vendita, ma abbiamo costruito un vero e proprio sistema di formazione. Così facendo, i nostri punti vendita da retail diventano delle vere e proprie accademie per la formazione dei ragazzi”. 
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Carburanti, petrolio vicino a 120 dollari al barile: nuovi aumenti per benzina e diesel

(Adnkronos) – Carburanti sempre più cari in Italia, spinti dall’impennata del petrolio sui mercati internazionali: la nuova fase di tensione legata alla guerra con l’Iran riaccende i rincari alla pompa, con benzina e diesel in aumento su tutto il territorio nazionale. Il prezzi del petrolio sono aumentati lunedì, all'inizio della quinta settimana di contrattazioni dall'inizio del conflitto. Il prezzo di un barile (159 litri) di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari. Questo ha riportato il prezzo del petrolio vicino al massimo intermedio di 119,50 dollari raggiunto tre settimane fa. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari, il 2,7% in più rispetto alla fine della scorsa settimana. Il Brent è aumentato di quasi il 60% dall'inizio della guerra con l'Iran. Anche i prezzi di altri tipi di greggio sono aumentati vertiginosamente dall'attacco israeliano e statunitense all'Iran. Un barile di greggio Wti statunitense costava poco più di 100 dollari lunedì mattina, oltre il 50% in più rispetto al prezzo precedente all'inizio della guerra con l'Iran. L'impennata dei prezzi sta avendo conseguenze sulle economie e sui consumatori di tutto il mondo, con i costi del carburante tra quelli che hanno subito un'impennata.   Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, dopo i rialzi dei prezzi consigliati dei giorni scorsi, si vanno riassorbendo gli “scontoni” Eni: i prezzi del Cane a sei zampe, dopo essere stati per un paio di settimane circa 10 centesimi al di sotto della concorrenza, risultano questa mattina in media tra i due e i tre centesimi più bassi delle altre compagnie verticalmente integrate. IP e Q8 hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Per Tamoil registriamo un rialzo di due centesimi sulla benzina e di cinque sul diesel. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,747 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,747, pompe bianche 1,747), diesel self service a 2,055 euro/litro (+13 rispetto a venerdì, compagnie 2,061, pompe bianche 2,042). Benzina servito a 1,883 euro/litro (+2, compagnie 1,919, pompe bianche 1,816), diesel servito a 2,187 euro/litro (+12, compagnie 2,229, pompe bianche 2,109). Gpl servito a 0,662 euro/litro (-1, compagnie 0,668, pompe bianche 0,656), metano servito a 1,550 euro/kg (+4, compagnie 1,553, pompe bianche 1,548), Gnl 1,251 euro/kg (+2, compagnie 1,253 euro/kg, pompe bianche 1,249 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,812 euro/litro (servito 2,065), gasolio self service 2,117 euro/litro (servito 2,369), Gpl 0,784 euro/litro, metano 1,578 euro/kg, Gnl 1,310 euro/kg.  Il gasolio raggiunge un prezzo medio di 2,059 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,750 euro/litro, afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati regionali del Mimit. Prosegue, anche se a ritmo meno sostenuto rispetto la scorsa settimana, la crescita dei listini alla pompa, con il gasolio che tocca il prezzo medio più alto a Bolzano con 2,094 euro al litro, seguita da Trento (2,076 euro/litro), Valle d’Aosta (2,075 euro/litro), Molise (2,072 euro/litro) – analizza il Codacons. La benzina più cara è venduta in Basilicata con una media di 1,779 euro al litro, seguita da Bolzano (1,775 euro/litro), Sicilia (1,769 euro/litro), Calabria (1,767 euro/litro). E tra pochi giorni, esattamente il 7 aprile, scadrà il taglio delle accise disposto dal governo: una misura che, se non rinnovata, alla sua scadenza farà schizzare immediatamente il prezzo medio del gasolio sopra la media dei 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria, la benzina a 1,99 euro, con immensi danni per le tasche degli italiani, ricorda il Codacons.  
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Addio a Mary Beth Hurt, attrice di ‘L’età dell’innocenza’ e ‘Il mondo secondo Garp’

(Adnkronos) –
L'attrice statunitense Mary Beth Hurt, candidata a tre Tony Award e nota al grande pubblico per le sue interpretazioni in film come 'Interiors', 'Il mondo secondo Garp' e 'L’età dell’innocenza', è morta all'età di 79 anni domenica il 29 marzo a Jersey City a causa delle complicazioni legate alla malattia di Alzheimer. La notizia della scomparsa è stata confermata dal marito, il regista e sceneggiatore Paul Schrader, e dalla figlia Molly Johanna, attraverso un messaggio congiunto sui social. "Era un’attrice, una moglie, una madre e un’amica, e ha affrontato tutti questi ruoli con grazia e forza", si legge nel ricordo della famiglia.  Nata Mary Beth Supinger il 26 settembre 1946 a Marshalltown, nello Iowa, Hurt si era formata artisticamente all’Università dell’Iowa e successivamente alla New York University. Il debutto teatrale risale al 1974, avvio di una lunga carriera sui palcoscenici di Broadway che le valse tre candidature ai Tony Award per gli spettacoli 'Crimini del cuore', 'Trelawny of the Wells' e 'Benefactors'.  Il passaggio al cinema avvenne nel 1978 con 'Interiors' di Woody Allen, dove interpretava una delle tre sorelle alle prese con la crisi familiare. Negli anni successivi si impose come interprete raffinata e intensa in titoli come 'Un gelido inverno' (1979), 'Il mondo secondo Garp' (1982), accanto a Robin Williams, e 'L’età dell’innocenza' (1993) di Martin Scorsese, nel ruolo di Regina Beaufort. Tra le altre interpretazioni si ricordano '6 gradi di separazione' (1993), 'Pranzo misterioso' (1989), 'Schiavi di New York' (1989) di James Iviry e 'Lo spacciatore' (1992), quest’ultimo diretto dallo stesso Schrader. Attrice versatile, Hurt ha lavorato anche in televisione con apparizioni in serie come 'Law & Order' e 'Il tenente Kojak', oltre a ottenere una candidatura agli Independent Spirit Awards per 'The Dead Girl' nel 2006. Nel corso della sua carriera ha spesso privilegiato ruoli secondari, scegliendo progetti ritenuti artisticamente stimolanti.  Tra gli altri film in cui è apparsa figurano 'Al di là della vita' (1999) di Martin Scorsese, 'Autumn in New York' (2000) di Joan Chen, 'Nella rete del serial killer' (2008) di Gregory Hoblit (2008) e 'Young Adult' (2011) di Jason Reitman. Il regista Brett Ratner l'ha diretta in due film 'The Family Man' (2000) e 'Red Dragon' (2002).   Sul piano personale, era stata sposata dal 1971 al 1981 con l’attore William Hurt. Nel 1983 aveva sposato Paul Schrader, con cui ha avuto due figli, Molly Johanna e San, e con cui ha collaborato in diversi progetti cinematografici, che l'ha dretta anche in 'Affliction' (1998) e 'The Walker' (2007).  Hurt è stata una figura elegante e discreta del cinema e del teatro americano, apprezzata per la profondità delle sue interpretazioni e per una carriera costruita lontano dai riflettori più abbaglianti ma ricca di ruoli memorabili. (di Paolo Martini) 
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Formazione, Buck (Ahk Italien): “Standard tedesco applicato a Its Academy italiani”

(Adnkronos) – “L'iniziativa” prevede di “applicare lo standard di formazione professionale tedesco al sistema italiano negli Its Academy”. Adottare un modello duale “significa che oltre alla teoria c’è una” importante “componente pratica, di conoscenza applicata nelle aziende”. Lo ha detto Jorg Buck, consigliere delegato Camera di Commercio Italo-Germanica – Ahk Italien, all’incontro ‘Formazione duale con gli its academy in alto apprendistato. Dalle opportunità alla pratica: lo stato attuale e il caso di successo di Ahk con Lidl Italia’, organizzato al Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma il 27 marzo.  “Il programma prevede tutor aziendali” anch’essi appositamente formati, “e un esame finale all’interno dell’azienda. Il format della formazione professionale duale è importante perché si tratta di un modello di innovazione e di crescita. Grazie ad esso, il nostro socio Lidl fa crescere la sua rete in Italia con personale altamente qualificato e con tecnici superiori” ha concluso. 
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