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Immense 2026: con Anir Confindustria il confronto sulla grande ristorazione italiana

(Adnkronos) – Partire dalla ristorazione collettiva per leggere una componente più ampia della ristorazione italiana: la Grande Ristorazione. Un sistema nel quale organizzazione, lavoro, programmazione, logistica e continuità del servizio assumono una dimensione industriale per garantire ogni giorno pasti su larga scala alla collettività. E' il nuovo percorso che Anir Confindustria avvia con Immense 2026, in programma martedì 15 settembre all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, con il patrocinio della Regione Lazio. Giunto alla quinta edizione, Immense ha costruito negli anni uno spazio di confronto sui temi della ristorazione collettiva e sul valore pubblico dei servizi alimentari rivolti alle comunità. L’edizione 2026 apre una fase nuova e pone al centro la grande ristorazione italiana. Il perimetro parte dall’esperienza delle imprese attive ogni giorno nelle scuole, negli ospedali, nelle strutture assistenziali e nei luoghi di lavoro e si estende alle attività nelle quali la preparazione e la somministrazione dei pasti richiedono un’organizzazione complessa, un impiego strutturato di personale e continuità operativa, come il catering contrattuale e continuativo nei trasporti e nei grandi hub, oltre ai servizi di ristorazione per grandi eventi. 
L’obiettivo è costruire una conoscenza di sistema più precisa di questa componente della ristorazione italiana, definirne progressivamente il perimetro, misurarne il peso economico e occupazionale, analizzare la struttura delle imprese e il rapporto con le filiere e individuare le questioni che richiedono politiche e strumenti precisi. I dati sul perimetro e sul peso economico del comparto saranno presentati e approfonditi durante l’evento. "In cinque edizioni – dichiara Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria – Immense ha costruito uno spazio stabile di confronto per la ristorazione collettiva e per il cibo pubblico. Quest’anno compiamo un passaggio ulteriore. Partiamo dall’esperienza delle imprese del settore per portare all’attenzione delle istituzioni e del mercato il comparto della grande ristorazione italiana, la sua capacità organizzativa e il contributo che può offrire alla crescita del Paese".  
Il programma di Immense affronterà alcune delle condizioni che incidono direttamente sulla qualità e sulla continuità dei servizi di ristorazione. Il lavoro sarà uno dei temi centrali. 'Pasto giusto, lavoro giusto' metterà in relazione professionalità, organizzazione e qualità del pasto, affrontando anche gli effetti della compressione dei costi in un settore ad alta intensità di manodopera. Sul fronte degli appalti pubblici, il confronto partirà dalla progettazione delle gare per arrivare all’esecuzione dei contratti, con particolare attenzione al rapporto tra prezzo e qualità, alla revisione ordinaria dei prezzi e alla misurazione dei risultati. Lo sguardo sarà esteso alle politiche europee che incidono sul procurement e sui servizi industriali. Alla vigilia dei dieci anni dall’entrata in vigore della legge 166 del 2016, uno spazio sarà dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare, dalla programmazione dei servizi alla misurazione degli scarti e al recupero delle eccedenze. Immense ospiterà inoltre un approfondimento su Restacove, il progetto cofinanziato dall’Unione europea di cui Anir Confindustria è partner. Diciotto organizzazioni di sei Paesi stanno lavorando alla costruzione di nuovi percorsi formativi per il food service europeo, con particolare attenzione alle micro-credenziali, alla formazione sul lavoro e alla riconoscibilità dei profili professionali. 
La quinta edizione dedicherà uno spazio al ruolo del cibo negli scenari geopolitici contemporanei. Il focus 'Cibo e pace' metterà a confronto voci autorevoli sul rapporto tra accesso alle risorse alimentari, vita delle comunità e costruzione della pace. "Dare voce a tutta la filiera della grande ristorazione – spiega Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria e ideatore di Immense – apre una nuova fase per Anir. Vogliamo definire e rappresentare questo comparto nel grande mondo della ristorazione italiana. Pensiamo che abbia bisogno di politiche e riferimenti specifici che amplino quelli della ristorazione collettiva e coinvolgano un sistema di imprese molto ampio". 
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Alessandro Di Battista, come sta dopo l’operazione: è sedato e in terapia intensiva

(Adnkronos) – Alessandro Di Battista resta ricoverato in terapia intensiva all’Avana, dopo l’intervento chirurgico d’urgenza al quale è stato sottoposto il 5 settembre. L’operazione, secondo le informazioni raccolte nelle ultime ore, sarebbe riuscita e arrivano segnali di prudente ottimismo, ma resta necessario attendere l’evoluzione del decorso post-operatorio. Come riferiscono i giornali, Di Battista è sedato e in terapia intensiva, come previsto dalla prassi in questo tipo di interventi. Al momento, dunque, non è possibile stabilire quando potrà tornare in Italia: il rientro, che era stato programmato con un’aeroambulanza, è stato rinviato e tutto dipenderà dal decorso post-operatorio e da come evolverà il quadro clinico dell’ex parlamentare. Secondo alcune fonti, inoltre, i tempi potrebbero essere tutt’altro che brevi: Di Battista potrebbe infatti restare ricoverato a Cuba per almeno le prossime quattro settimane, arrivando quindi a circa 30 giorni di permanenza dopo l’operazione. Si tratta, tuttavia, di una previsione e non di una data fissata per il rientro, che potrà essere valutato soltanto sulla base delle sue condizioni cliniche.  
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Champions League, oggi Real Madrid-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) – L'Inter fa il suo esordio in Champions League. Oggi, martedì 8 settembre, i nerazzurri sfidano il Real Madrid al Bernabeu – in diretta tv e streaming – nella prima giornata della massima competizione europea. L'Inter arriva al match dopo la vittoria in rimonta contro il Napoli, battuto per 3-2 a San Siro, mentre il Real Madrid di Mourinho è stato battuto dal Betis Siviglia per 1-0 in trasferta nell'ultimo turno di Liga.  Il match tra Real Madrid e Inter è in programma oggi, martedì 8 settembre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 
Real Madrid (4-2-3-1): Courtois; Dumfries, Konaté, Huijsen, Cucurella; Valverde, Bellingham; Diomande, Brahim Diaz, Vinicius Jr; Mbappé. All. Mourinho. 
Inter (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Stones, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu.  Real Madrid-Inter sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming su SkyGo e su NOW.  
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Temptation Island e poi, la delusione di Sara e i dubbi di Danilo: cosa è successo ieri sera

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Nuovi colpi di scena nello speciale di 'Temptation Island e poi… e poi…'. Nella puntata di oggi, la prima delle due previste – la seconda e ultima andrà in onda lunedì prossimo – le coppie arrivate davanti a Filippo Bisciglia per un nuovo confronto sono state quelle di Sabrina e Giovanni, Sara e Gabriele, Bernadette e Diamante, Francesca e Danilo. Sabrina e Giovanni avevano deciso di prendere due strade diverse durante l'ultimo falò di confronto, una decisione confermata anche nella puntata speciale 'un mese dopo'. Nel corso dello speciale di questa sera, Sabrina ha rivolto nuovamente le sue scuse all'ex fidanzato: "Ti chiedo scusa perché mi rendo conto che ti ho trattato malissimo, mi sento in colpa", ha detto la giovane, cercando di trattenere le lacrime. Sabrina ha ammesso di aver cercato più volte un confronto lontano dalle telecamere, senza però riuscire a ottenerlo.  Giovani è rimasto fermo sulla sua decisione: "Io le auguro tutto il bene del mondo, però ho messo davanti la mia persona, la mia felicità, la mia famiglia e il mio lavoro". Poi però Sabrina ha svelato un nuovo retroscena che ha cambiato le carte in tavola. La giovane sarebbe entrata in possesso di una vecchia chat tra Giovanni e una ragazza, risalente al periodo in cui i due erano ancora una coppia. La rivelazione ha fatto infuriare il giovane, che ha perso il controllo durante il confronto. Tanto da spingere Filippo Bisciglia a intervenire per riportare la situazione alla calma: "Ti devi calmare, stai sbagliando, ti stai agitando troppo". Dopo averla accusata di dare troppo attenzione ai social e poco alla realtà, si è concluso il falò esattamente come era cominciato: Sabrina e Giovanni tornano a casa separati.  Quello tra Gabriele e Sara è stato invece un confronto fatto da accuse reciproche e momenti di forte tensione. A chiedere di incontrare l'ex fidanzato è stata Sara, che non ha gradito alcune dichiarazioni rilasciate da Gabriele nel corso dell'ultima puntata.  La giovane sarebbe rimasta "scioccata" perché quello che è accaduto non è quello che ha riportato l'ex fidanzato. Sara ha accusato Gabriele di aver "rinnegato i suoi sentimenti" e soprattutto di aver provato a tutti costi di apparire come quello "forte" della coppia. Da lì è cominciato un botta e risposta: Sara lo accusa di lanciarle frecciatine attraverso i social, Gabriele invece afferma di aver voltato totalmente pagina. "Adesso mi è indifferente", ha ammesso lui senza pensarci due volte. "Mi hai rotto. Siamo stati insieme sette anni, io da te volevo dei figli. Io stavo con te per stare con te ed è normale che dopo sette anni ti chiedo di parlare e di vederci, perché non è normale lasciarsi sul tronco di un programma". Queste le dichiarazioni di Sara, visibilmente delusa per il modo in cui si è conclusa la loro storia d'amore.  Tutto procede a gonfie vele per Diamante e Bernadette che dopo l'esperienza a Temptation Island sono pronti a convolare a nozze. I preparativi per il matrimonio sono ancora agli inizi, ma la coppia guarda già al futuro. Durante il confronto, Filippo Bisciglia e la redazione hanno deciso di fare una sorpresa speciale: un viaggio di nozze.  Francesca ha cambiato pagina. Dopo la decisione di Danilo di mettere fine alla relazione, a causa delle chat trovate con il single Marco, Francesca è andata avanti e ha bloccato Danilo sui social. Nel confronto di oggi, lei non torna indietro e rimane ferma sulla sua decisione: "Non c'è nessun altro nella mia vita. L'amore però può finire". Un cambiamento repentino che però non convince Danilo: "È cambiata lei come persona, non sono solo io a dirlo".    
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‘Porta a Porta’, al via da stasera su Rai1: Vespa apre con Germania, governo Meloni e campo largo

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Bruno Vespa riapre il salotto di 'Porta a Porta'. Dalla vittoria dell'estrema destra in Sassonia ai quattro anni del governo Meloni passando per un approfondimento sulla partita aperta nel campo largo. Un nuovo inizio che prenderà il via da stasera su Rai1 in seconda serata con i consueti appuntamenti fissati dal martedì al giovedì. "Cerchiamo di rinnovarci nella continuità", ha detto il conduttore durante la presentazione della trasmissione e di'Cinque Minuti', che prenderà invece il via dal 21 settembre dopo il Tg1.  "L'anno scorso – ha ricordato Vespa – 'Porta a Porta' ha chiuso con il 9,40% di share, quasi un punto in più dell'anno precedente. 'Cinque Minuti' ha chiuso al 21%, 2 punti e qualcosa meno dell'anno precedente. Bisogna tenere conto, però, che fino all'anno precedente, avevamo conto 'Striscia La Notizia' che faceva più di 10 punti meno de 'La Ruota della Fortuna", il programma condotto da Gerry Scotti campione di ascolti nella stagione televisiva scorsa.  "Avremo una effervescente stagione politica – ha affermato Vespa – alla quale noi ci avvicineremo con il nostro consueto pluralismo. Basti notare che a 'Porta a Porta' Fratelli d'Italia e il Partito Democratico hanno avuto entrambi 43 presenze con 2 defezioni del Pd. Il governo ha avuto 9 presenze, l'opposizione 108, la maggioranza 102". Quanto invece a 'Cinque Minuti', Vespa ha ricordato che "il Pd ha avuto 14 presenze, il governo è stato presente 34 volte, 12 volte soltanto tra Tajani e Crosetto per le guerre; 28 presenze della maggioranza, 22 presenze l'opposizione".  'Porta a Porta' seguirà la cronaca affrontando temi di politica interna e internazionale, seguendo gli sviluppi delle guerre ai confini dell'Europa. Ma, come sempre, ci sarà spazio anche per la cronaca, l'attualità, il costume e gli stili di vita. Da parte sua, invece, 'Cinque Minuti' proseguirà nel solco già tracciato con interviste a personaggi politici e non solo. "Ci sono programmi televisivi che entrano nella storia della televisione, e altri che finiscono per far parte della storia del Paese. 'Porta a Porta' appartiene senza dubbio a questa seconda categoria", ha chiosato il direttore Approfondimento Rai Paolo Corsini che si è soffermato anche su 'Cinque Minuti': "'Cinque Minuti' possono non bastare per fare spettacolo, ma sono perfetti per fare informazione. È quasi un tweet televisivo, ma con profondità e densità".  
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Vuelta di Spagna, oggi 16esima tappa: orario, percorso e dove vederla

(Adnkronos) – Torna la Vuelta di Spagna 2026. Oggi, martedì 8 settembre, la corsa a tappe spagnola metterà di fronte ai ciclisti la 16esima frazione, la Cortegana-La Rábida, Palos de la Frontera di 181,1 chilometri. La frazione prevede una prima parte ondulata con i corridori che affrontano numerosi saliscendi e una seconda totalmente pianeggiante. Non sono previsti Gpm che assegnano punti per la conquista della maglia a pois. Qual è il percorso della tappa 16 della Vuelta? La frazione odierna misura 181,1 chilometri e non presenta particolari difficoltà altimetriche. Dopo la partenza da Cortegana, i corridori affronteranno una salita breve prima di arrivare a Fuenteheridos al chilometro 22. Dopodiché scenderanno passando per Aracena e proseguiranno verso le miniere di Riotinto. Al chilometro 111 inizia la parte più pianeggiante della giornata, con lo sprint intermedio a Villarrasa al chilometro 114,5 della tappa. Dopo una breve salita e una successiva discesa a Lucena del Puerto, i corridori affronteranno la parte finale della tappa su un terreno ondulato che passerà per Moguer e Palos de la Frontera prima di un possibile arrivo in volata a La Rábida.  La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La 16esima tappa partirà alle 13.05 e finirà intorno alle 17.30. 
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Bollette, addebiti gonfiati e contratti fornitura attivati senza consenso: come dire stop alle truffe

(Adnkronos) –
Dagli addebiti gonfiati ai contratti di fornitura di luce e gas attivati senza consenso: il settore delle utenze domestiche è diventato terreno fertile per condotte fraudolente di natura e portata assai diverse tra loro. Accanto alle false bollette recapitate via e-mail o per sms, proliferano anche le telefonate ingannevoli, i sedicenti incaricati che si presentano alla porta e le richieste di pagamento per servizi che il consumatore non ha mai sottoscritto. "Trattandosi di servizi essenziali – rileva l'avvocato Nicola Camporese di Immobiliare.it – le conseguenze per il consumatore colpito possono essere rilevanti: bollette gonfiate, addebiti indebiti, cambi di operatore mai autorizzati. Sul versante della tutela, però, il quadro normativo è solido: il Codice del Consumo, la disciplina europea e i provvedimenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) mettono a disposizione strumenti concreti per contestare queste pratiche e ottenere il rimborso di quanto indebitamente corrisposto".  L’espressione 'bolletta falsa' evoca immediatamente l’immagine di un documento contraffatto, ricevuto via e-mail con l’invito a effettuare un bonifico urgente. Il fenomeno reale, però, ha contorni molto più ampi e sfumati. Con frequenza crescente i consumatori ricevono telefonate da operatori che si spacciano per incaricati del proprio gestore, dell’Arera o di fantomatici enti pubblici. Con il pretesto di verificare una tariffa, aggiornare l’anagrafica o scongiurare un aumento di prezzo, inducono l’utente a rivelare il codice Pod o Pdr, dati personali o addirittura un codice Otp ricevuto via sms. I dati così ottenuti vengono poi impiegati per perfezionare un cambio di fornitore che l’utente non ha mai realmente voluto, oppure per attivare ex novo un contratto a sua insaputa. Parallelo a questo schema è il phishing via e-mail o messaggio: comunicazioni che riproducono fedelmente la grafica e il logo del fornitore invitano il destinatario a saldare una fattura scaduta tramite un collegamento ipertestuale. Il pagamento viene effettuato, ma il denaro transita su conti nella disponibilità dei truffatori. Alcune spie ricorrenti consentono di riconoscere una comunicazione fraudolenta prima di subirne le conseguenze. Desta, infatti, immediato sospetto qualsiasi comunicazione che intimi un pagamento entro poche ore sotto la minaccia dell’immediato distacco della fornitura: i gestori legittimi non operano in questo modo. Segnalano possibili irregolarità anche errori grammaticali nel testo, indirizzi mittente anomali, IBAN diversi da quelli utilizzati in precedenza, ovvero link che non rimandano al dominio ufficiale del gestore. Regola fondamentale: non cliccare mai sui link contenuti nei messaggi ricevuti. E' preferibile accedere all’area riservata digitando direttamente l’indirizzo del fornitore e verificare lì l’effettiva presenza della fattura. In caso di dubbio, il canale più sicuro resta il servizio clienti raggiungibile ai recapiti ufficiali pubblicati sul sito della società, non quelli eventualmente indicati nel messaggio sospetto. L'avvocato Nicola Camporese ricorda che "al fenomeno delle bollette false c'è quello delle cosiddette forniture non richieste: il consumatore si accorge all’improvviso di aver cambiato operatore, oppure riceve la prima bolletta da una società con la quale non ricorda di aver mai intrattenuto alcun rapporto contrattuale". Il meccanismo fraudolento può assumere forme diverse: telefonate con registrazione ambigua; firme apposte su documenti a insaputa dell’interessato; utilizzo distorto di dati raccolti durante contatti commerciali. In tutti questi casi il Codice del Consumo garantisce una tutela rigorosa. Gli artt. 20 e ss. vietano le pratiche commerciali scorrette, mentre la disciplina sui contratti a distanza impone al professionista precisi obblighi informativi e documentali la cui inosservanza può inficiare la validità del vincolo contrattuale. Di rilievo centrale è l’art. 57 del Codice del Consumo, che esonera il consumatore da qualsiasi obbligo di corrispettivo nelle ipotesi di fornitura non richiesta: chi non ha mai manifestato un consenso valido, semplicemente, non è tenuto a pagare. E' questo uno dei presidi normativi più efficaci contro le attivazioni abusive, in quanto svincola il consumatore da qualsiasi conseguenza economica derivante da un rapporto contrattuale mai autenticamente voluto. Anche nell’ipotesi in cui il contratto sia stato effettivamente perfezionato, il consumatore mantiene il diritto di recesso entro quattordici giorni, a condizione che si tratti di un contratto concluso a distanza o fuori dai locali commerciali. Ben diversa, e strutturalmente più grave, è la situazione del contratto mai richiesto né mai sottoscritto. Quando l’utente ne viene a conoscenza solo con l’arrivo della prima bolletta, può reagire immediatamente: è sufficiente inviare un reclamo scritto al nuovo fornitore, contestando l’esistenza del contratto e chiedendo il ripristino della precedente fornitura. Le procedure previste per il settore energetico consentono il ritorno al gestore precedente ove risulti che il cambio è avvenuto in assenza di consenso valido. Le associazioni dei consumatori mettono inoltre a disposizione modulistica specifica per la presentazione di tali reclami. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha più volte esercitato i propri poteri sanzionatori nei confronti di operatori del mercato energetico responsabili di pratiche commerciali scorrette, consistenti nell’attivazione di contratti privi di consenso reale o fondati su informazioni ingannevoli rese alla clientela. Tali interventi attestano quanto il legislatore e le autorità di vigilanza considerino lesive della libertà contrattuale del consumatore le condotte volte ad alterarne le scelte, anche quando formalmente mascherate da attività promozionale lecita. Nella stessa direzione si muove la giurisprudenza amministrativa, che ha avuto modo di pronunciarsi con chiarezza sul tema. Il Consiglio di Stato, Sez. VI, con la sentenza 6 novembre 2023, n. 9666, ha confermato la piena legittimità dei provvedimenti sanzionatori adottati dall’Agcm nei confronti di operatori energetici che ricorrono a pratiche commerciali scorrette. La pronuncia precisa che il professionista risponde dell’operato degli agenti e dei promotori di cui si avvale e ha l’obbligo di predisporre un sistema di vigilanza effettivo e preventivo. Non è sufficiente scaricare le irregolarità sui singoli incaricati: la società è chiamata a rispondere ogni volta che non dimostri di aver adottato misure di controllo adeguate. E' un approccio che chiude di fatto la via d’uscita più frequentemente tentata dai gestori, ovvero quella di addebitare agli agenti esterni o ai call center la piena responsabilità degli abusi, sottraendosi così alle conseguenze dei provvedimenti dell’Autorità. Cosa fare se arriva una bolletta sospetta? Agire senza indugio è decisivo: quanto prima si interviene, tanto più agevole risulta bloccare eventuali addebiti e ripristinare la situazione contrattuale precedente. Al ricevimento di una bolletta da un gestore sconosciuto, il primo passo è verificare presso il proprio operatore abituale se risulti effettivamente attiva una nuova fornitura a proprio nome. Il passo successivo è presentare al nuovo fornitore un reclamo scritto in cui si contesta l’esistenza del contratto e si richiede copia di tutta la documentazione che attesterebbe il consenso prestato. Ove dall’esame della documentazione emerga che il contratto non è mai stato sottoscritto o che la registrazione telefonica addotta a prova del consenso è incompleta o viziata, il consumatore può chiedere la risoluzione della fornitura non autorizzata e il ripristino del contratto originario. Qualora siano già stati effettuati pagamenti in esecuzione del contratto contestato, è possibile agire per ottenerne la restituzione. Nelle situazioni più gravi, o quando il fornitore non risponda al reclamo nei termini, è opportuno segnalare la vicenda all’Agcm, ricorrere agli strumenti di conciliazione previsti per il settore energetico e, ove necessario, adire le vie giudiziarie. Gli schemi adottati dai truffatori si affinano di continuo, ma alcune cautele elementari consentono di ridurre in misura significativa l’esposizione al rischio: non va mai comunicato telefonicamente il codice Pod o Pdr; non vanno trasmessi codici Otp ricevuti via sms; è indispensabile verificare l’identità dell’interlocutore prima di fornire qualsiasi dato; va conservata con cura la documentazione relativa alle proprie utenze. E comunque prima di sottoscrivere qualsiasi documento o confermare una registrazione telefonica, è necessario leggere con attenzione il contenuto di ogni comunicazione, senza lasciarsi condizionare da pressioni o urgenze artificiose. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Afd spaventa la chiesa, il messaggio dopo le elezioni in Germania: “Chi ha vinto rispetti la Costituzione”

(Adnkronos) –
Delusione e preoccupazione nella Chiesa cattolica tedesca dopo la vittoria schiacciante dell'AfD nelle elezioni in Sassonia-Anwalt. In un editoriale sul portale della Chiesa tedesca, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, analizza i risultati elettorali con la vittoria del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania. Birgener annota che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”. Per Birgener "una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”. Nell’editoriale, Birgener sottolinea inoltre che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”. 
L'allarme non scatta solo nella chiesa cattolica. "La nostra preoccupazione è per la pace sociale e la convivenza pacifica dei cittadini nel nostro Stato", dichiarano in una nota congiunta la diocesi di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale e la Chiesa evangelica dell’Anhalt. "La nostra preoccupazione si estende anche alle conseguenze annunciate dall’AfD che il risultato elettorale avrà sulla cultura e l’istruzione, il lavoro comunitario e il volontariato, i servizi sociali, le organizzazioni caritative e le chiese, nonché sulla sicurezza interna ed esterna – sottolineano -. Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza; siamo sopravvissuti a dittature e oppressioni, guerre e crisi, e continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone che cercano protezione e pace, guarigione e guida nella presenza di Dio". Il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, rivolge un appello: "Facciamo appello ai vincitori delle elezioni affinché rispettino pienamente la Costituzione del nostro Paese, come la Legge fondamentale, e difendano la dignità di tutte le persone. Chiunque voglia assumersi una responsabilità di governo si assume anche la responsabilità di tutti i cittadini del Paese". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Ucraina, Russia riprende gli attacchi dopo la tregua: almeno due morti a Kiev

(Adnkronos) –
La Russia riprende gli attacchi sull'Ucraina dopo la scadenza della tregua di tre giorni concessa per la visita nella capitale ucraina degli inviati del presidente statunitense Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff a Mosca e a kiev. Almeno due i morti e dieci i feriti, secondo quanto annunciato dalle autorità militari ucraine. I raid hanno danneggiato edifici in tutta la capitale, tra cui un condominio di cinque piani nel quartiere di Solomianskyi, mentre alcuni veicoli hanno preso fuoco nel quartiere di Podilskyi. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che alcune persone erano intrappolate in un edificio residenziale. Intorno alle 5:30 del mattino (02:30 GMT), l'allerta aerea era attiva in una dozzina di regioni dell'Ucraina. L'allerta a Kiev è stata successivamente revocata. I canali Telegram che monitorano le minacce aeree sull'Ucraina hanno affermato che la Russia ha iniziato a trasportare missili balistici e a spostare bombardieri pesanti dalla parte orientale del paese verso aeroporti più vicini all'Ucraina. Anche la Polonia ha annunciato l'inizio di "operazioni aeree" in seguito all'attacco russo.  
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Lorena Isceri era viva quando è stata lanciata dal viadotto: i risultati dell’autopsia

(Adnkronos) –
Lorena Isceri era ancora viva quando è stata scaraventata dal viadotto dell'Autostrada A1 dal suo ex fidanzato, Federico Vella. E' il risultato dell'autopsia, eseguita ieri sul corpo della donna di 45 anni. Isceri, rapita dall'ex compagno, è stata rinchiusa nel bagagliaio dell'auto con cui Vella ha raggiunto il viadotto dove si è consumato il femminicidio compiuto il 4 settembre a Barberino di Mugello. "Lo immaginavamo", dice all'Adnkronos l'avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia della donna, commentando i primi esiti dell'autopsia disposta dal pubblico ministero Antonio Natale, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze per sequestro di persona al fine di commettere un omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione.  "Alla fine della telefonata che riesce a fare Lorena e che dura 19 minuti, si sente quando Vella apre il bagagliaio per buttarla, si percepisce qualcosa e anche qualche lamento. Probabilmente non era nelle sue capacità strutturali, anche dal punto di vista psico-fisico eccellenti, perché aveva subito delle percosse, perché ha passato 20-25 minuti in un bagagliaio piccolo. Piuttosto, la famiglia sperava forse che quando è caduta nel vuoto Lorena fosse almeno priva di conoscenza", aggiunge l'avvocato. Dopo gli accertamenti medico legali "la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e poi partirà alla volta di Squinzano, dove mercoledì o giovedì si celebreranno i funerali", le parole di Miccoli. Nelle ultime ore è tornato a parlare Franco Isceri, papà della vittima. "Mi auguro che mia figlia sia l'ultima vittima", ha detto ai microfoni di 'Dentro la notizia', condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5. "Figlia mia, ti abbraccio. Non hai incontrato una persona perbene, hai incontrato un mascalzone. Non lo meritavi. Figlia mia, facciamoci forza. Dobbiamo affrontare purtroppo un periodo duro", ha aggiunto visibilmente commosso. Nei giorni scorsi, Isceri ha inviato un appello alle Istituzioni: "Penso che il mio messaggio l'abbiano capito, penso che si interessino al massimo, perché di queste tragedie il popolo italiano ormai ne ha le tasche piene. Non si può più andare avanti. Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto. Anche alle donne mando un grande abbraccio; mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. Io rispettavo la decisione di mia figlia. Quanto vorrei vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne".  
Nel frattempo, gli investigatori stanno ricostruendo le ore che hanno preceduto il delitto. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di Vella nei pressi dell'abitazione della vittima nei giorni precedenti a Firenze. Secondo quanto emerso finora, l’uomo sarebbe stato notato da alcuni vicini mentre si aggirava nella zona, nonostante abitasse in un’altra parte della città. Un elemento che, insieme agli altri acquisiti dagli inquirenti, viene valutato nell’ambito dell’ipotesi di una possibile premeditazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Vella avrebbe preparato le condizioni per poter raggiungere Lorena nel parcheggio del condominio e allontanarsi successivamente con la propria auto. Tra gli elementi acquisiti dalla Squadra mobile c’è anche del nastro adesivo che sarebbe stato utilizzato sulla fotocellula del cancello. Gli investigatori stanno inoltre esaminando uno scontrino relativo a un acquisto effettuato dall’uomo nella mattinata del delitto e il materiale successivamente trovato nella vettura, tra cui fascette, un martello, forbici e un telo. Gli accertamenti dovranno stabilire se questi elementi siano collegati alla preparazione dell’agguato.  La ricostruzione dell’aggressione è ora al centro degli accertamenti della Squadra mobile. Lorena sarebbe stata sorpresa nel parcheggio dello stabile, immobilizzata e successivamente trasportata nel bagagliaio dell’auto di Vella. L’uomo avrebbe quindi raggiunto l’autostrada e si sarebbe diretto verso Barberino di Mugello. Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali e le altre verifiche investigative a chiarire la successione precisa degli eventi e il momento in cui la donna è deceduta. Gli investigatori stanno passando al setaccio anche le comunicazioni intercorse tra Vella e Lorena dopo la fine della relazione, comprese quelle inviate dall’uomo ai familiari della 45enne. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i due nelle settimane precedenti al delitto e verificare se nei messaggi emergano elementi utili a comprendere il comportamento dell’ex compagno e l’eventuale progressione delle condotte persecutorie. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Lorena aveva deciso di interrompere i contatti dopo una serie di atteggiamenti sempre più insistenti e preoccupanti. La famiglia della 45enne ha inoltre riferito agli investigatori di precedenti episodi di violenza. Il padre di Lorena ha raccontato di maltrattamenti e di una minaccia con un coltello durante una discussione. Secondo i familiari, la donna aveva cercato di sostenere l’ex compagno nonostante le difficoltà della relazione, ma negli ultimi tempi aveva maturato la decisione di allontanarsi. Anche questi elementi sono ora oggetto di verifica nell’ambito dell’inchiesta. 
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