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SuperEnalotto, numeri combinazione vincente sabato 28 marzo

(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 28 marzo. Centrati, invece, sette '5' che vincono 29.773,88 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 142,3 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 9, 45, 62, 67, 68, 81. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 54. 
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Bambole di Pezza, condannato lo stalker di Morgana Blue: le inviava messaggi da oltre 20 anni

(Adnkronos) – Un cittadino svizzero è stato condannato dal Tribunale di Milano a un anno e tre mesi per stalking nei confronti di Lisa Cerri in arte Morgana Blue, la chitarrista fondatrice della band 'Bambole di Pezza'. L'uomo avrebbe molestato anche la musicista Micol Martinez e la madre di lei, Katia Zerbini Secondo quanto confermato all'AdnKronos da fonti qualificate, gli episodi di stalking si sarebbero protatti per un ventennio con molteplici modalità di manifestazione: centinaia di messaggi sui social e anche al cellulare, con minacce e riferimenti – in alcuni casi- al satanismo.  
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Governo, ieri vertice Meloni-Tajani-Salvini: incontro a margine Cdm poi cena da premier

(Adnkronos) – Raccontano che ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, già a margine del Cdm si siano fermati a parlare, per poi darsi appuntamento in serata per una cena. Fonti parlamentari del centrodestra fanno sapere che la leader di Fratelli Italia abbia voluto fare una chiacchierata con i suoi alleati a palazzo Chigi in occasione della riunione di governo che ha varato il cosiddetto decreto fiscale.  Poi, a quanto apprende l'Adnkronos, la presidente del Consiglio si sarebbe incontrata con i vicepremier a cena, lontano da occhi indiscreti, probabilmente nella sua abitazione all'Eur, per fare il punto della situazione dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Sul tavolo i principali temi di attualità politica interna (compresa la legge elettorale) e internazionale.  
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Confindustria contro il Dl Fisco: “Penalizza imprese, minata fiducia”

(Adnkronos) – ''Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare''. Lo sottolinea Marco Nocivelli, vicepresidente Confindustria per le politiche industriali e il Made in italy. ''Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso'', prosegue la nota.   "A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese 'esodate' del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia'', prosegue Nocivelli.  ''Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi'', conclude. Varando il decreto fiscale, ieri approvato dal Cdm, "come governo, abbiamo deciso di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Workshop Finanza organizzato da Teha in risposta alle critiche di Confindustria, che per bocca di Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, ha bollato come "molto penalizzanti" le norme per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0. Circa le risorse stanziate per Transizione 5.0, ha aggiunto il ministro "dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise" 
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Aka7even, come sta dopo l’incidente. LDA: “È rimasto traumatizzato”

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Paura per Aka7even, rimasto coinvolto in un incidente stradale giovedì 26 marzo. Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con i fan al centro Commerciale di Chieti insieme al collega LDA.  A comunicare inizialmente l'assenza è stato lo stesso Aka7even, nome d'arte di Luca Marzano, tramite una storia Instagram, seguita poi dal chiarimento di LDA. Il cantante, infatti, prima di cominciare l'evento ha voluto rassicurare i fan: "Senza fare allarmismi, Luca oggi ha fatto un incidente però sta bene, si è fatta male la persona che stava sul motorino, lui stava in auto", ha spiegato.  "Luca era molto scosso, è rimasto traumatizzato da quello che è successo", ha aggiunto LDA che nonostante la preoccupazione non si è voluto assentare dall'evento per il rispetto nei confronti dei fan.    Poche ore dopo è arrivato anche il messaggio di Aka7even, che ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: "Ragazzi sto ricevendo tanti messaggi riguardo all’incidente di ieri, quindi ci tengo a chiarire che c'è stato un tamponamento, ma stiamo tutti bene, solo tanto spavento. È tutto sotto controllo e io sono già tornato al lavoro Grazie a tutti per la preoccupazione e l'affetto", ha scritto in una instagram stories.  
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Mercedesz Henger mamma: “Il parto? 19 ore di travaglio, un incubo”

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"Ne è valsa la pena, sono felicissima". Con queste parole Mercedesz Henger, ospite oggi a Verissimo, ha raccontato la gioia di essere diventata mamma per la prima volta della piccola Aurora, nata il 25 febbraio.  Un'emozione immensa che però arriva dopo un'esperienza tutt'altro che semplice. L'attrice ha ricordato le difficoltà del parto: "Sto vivendo il periodo più bello della mia vita dopo aver vissuto il momento più brutto della mia vita, 19h di travaglio, quasi un giorno. Si è fatta attendere", ha raccontato l'attrice col sorriso.  Mercedesz ha parlato della maternità, definendola "magica": "È tutto abbastanza naturale. Ogni piccola cosa è un’esperienza magica, anche cambiare il pannolino per la prima volta lo è stato. Non so come altro descriverlo. Ora che lo sto vivendo, posso dire che diventare mamma è una vera magia". E sul compagno, Alessio Salata, Mercedesz Henger ha detto: "Il papà è stato incredibilemnte paziente anche se si è preso tanti insulti, mi è stato al fianco tutto il tempo, è stato veramente dolce". "Ho trovato una persona davvero speciale per me – ha aggiunto Henger -. Lo ringrazierò per sempre".  Lo sguardo è già rivolto al futuro e al sogno di allargare presto la famiglia: "Ho già voglia di avere un altro figlio, con molta calma. Un maschietto sarebbe bellissimo". E sulla nonna della bimba, Eva Henger, l'attrice ha raccontato: "La mamma ha aspettato 17h in sala d’attesa, ha dormito insieme agli altri parenti sulle sedie di plastica, aspettando la nascita di aurora. Non mi ha lasciata un secondo".  
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Migranti, Consulta: “Trattenimento richiedenti asilo sia conforme a Costituzione e diritto Ue”

(Adnkronos) – Con la sentenza numero 40, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di Cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l’attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. Lo rende noo l'ufficio stampa ricordando che la disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l’esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l’ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè “presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione dell’espulsione”. Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d’appello territorialmente competente in conformità all’articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria. Nell’ipotesi poi in cui la corte d’appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch’esso a convalida da parte della corte d’appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l’ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore, lo straniero continua a restare trattenuto nel centro.  La Corte di Cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d’appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l’articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall’autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto. La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di Cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest’ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell’ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l’adozione del nuovo provvedimento. Di qui l’inammissibilità della questione. La Corte ha peraltro colto l’occasione per sottolineare la legittimità dell’“obiettivo del legislatore di evitare che la mera presentazione di una domanda di protezione internazionale da parte di uno straniero comporti automaticamente il venir meno del suo trattenimento in vista dell’esecuzione dell’espulsione (…), e ciò specialmente quando lo straniero abbia commesso gravi reati e possa sottrarsi all’espulsione ove lasciato in libertà”. È necessario, in effetti, scoraggiare “abusi del procedimento di asilo, al fine di evitare che tale strumento, che è ancor oggi di vitale importanza per assicurare la protezione dello straniero contro persecuzioni o altri gravi pericoli nel suo paese d’origine, venga strumentalmente utilizzato al solo scopo di evitare o ritardare l’esecuzione di legittimi provvedimenti di espulsione”. Tuttavia, ha proseguito la Corte, questo obiettivo “deve essere perseguito attraverso modalità pienamente conformi non solo al diritto dell’Unione, ma anche alle esigenze di tutela della libertà personale desumibili, nel nostro ordinamento, dall’art. 13 Cost. Norma, quest’ultima, che condiziona a stringenti regole procedurali le sue possibili limitazioni nei confronti di cittadini e stranieri, a garanzia contro possibili arbitri dell’autorità di pubblica sicurezza, dell’autorità giudiziaria e dello stesso legislatore”. 
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Anm, Giuseppe Tango nuovo presidente per acclamazione

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Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove oggi l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni. “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente. Parodi – che ha lasciato "per gravi ragioni familiari"- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. 
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Salute, Celano (Apmarr): “Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità”

(Adnkronos) – "La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato". Così Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk 'Un'unica salute', che si è tenuto a Milano nell'ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica. "Come associazione – ha spiegato Celano – riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto 'Sosta' che mira a sensibilizzare sull'uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale", ha aggiunto. Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: "La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute 'collettiva' dipende soprattutto da un fattore culturale – ha osservato – Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall'ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull'individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità". Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, "il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell'interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione". 
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L’anatomopatologo tra crisi di vocazione e Ia: “Dietro un referto non c’è una macchina”

(Adnkronos) –
Lavorano dietro le quinte di un ospedale, ma sono fondamentali per ogni tipo di diagnosi. Negli ultimi anni le vocazioni per questa specializzazione medica sono in calo – pur avendo conosciuto la ribalta per i personaggi di serie tv, da 'Rosewood' alla produzione italiana 'L'allieva' dove diventano veri e propri detective aggiunti – però gli anatomopatologi non si arrendono, anzi. Il loro apporto resta fondamentale in oncologia, per esempio, e in diversi altri settori. Eppure, questa professione risulta negli ultimi anni poco attrattiva. Forse insieme all'emergenza-urgenza è una delle specializzazioni che si sceglie di meno dopo la laurea in Medicina, negli ultimi anni si registra un calo del 25% degli iscritti. Della bellezza e delle difficoltà della specializzazione, tra l'Ia che incombe e il peso della "responsabilità decisionale altissima" che mette paura alle giovani leve, parla Arianna Di Napoli, professore associato di anatomia patologica all'Università Sapienza di Roma ed ematopatologa dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma. Prima di tutto come si diventa anatomopatologo? "Il percorso inizia con la laurea magistrale in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dal conseguimento del diploma di specializzazione in Anatomia Patologica. Attualmente il corso di specializzazione dura 4 anni, a differenza dei 5 previsti dal precedente ordinamento", risponde Di Napoli. Nello specifico, cosa si fa ogni giorno all'interno dell'Unità di Anatomia patologica morfologica e molecolare del Sant'Andrea? "Il patologo è il medico che analizza i campioni tessutali dei pazienti – prelevati chirurgicamente mediante la biopsia – per formulare una diagnosi precisa. Il nostro lavoro si svolge sia su biopsie ambulatoriali (chirurgiche, endoscopiche, ecoguidate o Tc-guidate), sia attraverso l'esame istologico intraoperatorio. Quest'ultimo è fondamentale: mentre il paziente è ancora sul tavolo operatorio, forniamo al chirurgo informazioni immediate per guidare l'intervento o verificarne la radicalità (ovvero accertarsi che i margini di resezione siano liberi da malattia) – prosegue la specialista – Oltre alla diagnosi morfologica di tumore, forniamo parametri cruciali per la stadiazione e la medicina di precisione. Oggi, la scelta di terapie oncologiche 'chemo-free' si basa proprio sulla nostra capacità di identificare bersagli molecolari specifici attraverso analisi genetiche avanzate". Quali sono i settori della medicina in cui il contributo dell'anatomopatologo è essenziale per definire la natura della patologia? "Siamo il fulcro dell'oncologia, sia per i tumori degli organi solidi (ad esempio polmone, mammella, apparato digerente) sia per quelli del sistema ematopoietico (linfomi e leucemie). Tuttavia – precisa Di Napoli – il nostro ruolo si estende ben oltre: diagnostichiamo patologie infettive (come la tubercolosi o le gastriti da Helicobacter pylori) e malattie infiammatorie o immunomediate, come ad esempio la celiachia e le nefropatie". Il ruolo di questi professionisti è cruciale nel fornire diagnosi precise attraverso l'esame microscopico dei tessuti. Ma perché si parla così poco del loro lavoro? "C'è un paradosso di fondo – ragiona l'esperta – mentre i pazienti spesso ignorano la nostra esistenza, la nostra figura è il perno invisibile su cui ruotano le decisioni di clinici e chirurghi. Questo accade perché il nostro referto viene comunicato al paziente dal medico curante che traduce i nostri tecnicismi in termini comprensibili. C'è una scena famosa nel film 'Caro Diario' di Nanni Moretti: lui dice 'il chirurgo disse: Linfoma di Hodgkin'. In realtà, quella diagnosi non l'ha fatta il chirurgo – che ha solo prelevato il linfonodo – ma un patologo specializzato in ematopatologia. Molti credono che dietro un referto ci sia una macchina, come per un comune esame del sangue; non sanno che dietro quel foglio c'è un medico che, con esperienza e studio, ha interpretato i segni della malattia per tracciare la rotta della cura". E perché esiste questa 'crisi di vocazione'? "Spesso i giovani percepiscono la nostra specializzazione come poco gratificante perché manca il ringraziamento diretto del paziente. C'è anche il mito, errato, di scarse prospettive economiche legate al solo ambito ospedaliero. In realtà, il patologo svolge un'importante attività professionale anche nel settore privato, analizzando campioni provenienti da cliniche e centri specialistici. È una professione intellettualmente stimolante che richiede una responsabilità decisionale altissima", risponde Di Napoli.  Anche la ricerca è importante in Anatomia patologica. "È il motore dell'innovazione medica – conferma l'esperta – Ogni nostra diagnosi nasce dall'osservazione, che genera domande a cui solo la ricerca scientifica può rispondere. Questo impegno si concretizza, circa ogni 5 anni, nelle nuove classificazioni dei tumori dell'Oms (World Health Organization), che diventano le 'bibbie' diagnostiche per i medici di tutto il mondo. Personalmente, sono orgogliosa di aver contribuito, con le mie ricerche, all'identificazione di un'entità tumorale che fino a pochi anni fa era del tutto sconosciuta (il linfoma a grandi cellule associato alle protesi mammarie)".  
L'intelligenza artificiale si sta rivelando sempre più di supporto alla medicina. La rivoluzione tocca anche l'anatomia patologica? "Assolutamente sì – assicura Di Napoli – Stiamo sviluppando algoritmi avanzati capaci di supportare la diagnosi; in ambiti come la patologia prostatica, l'Ia è già uno strumento prezioso per lo screening e l'identificazione delle aree sospette. Tuttavia, l'Ia non sostituisce il medico: il patologo deve sempre revisionare e validare il dato. Anche per una questione legale e deontologica, la firma su una diagnosi che cambia la vita di una persona deve essere quella di un essere umano". Pur essendo l'anatomopatologo un medico, nel suo lavoro quotidiano il contatto con il paziente è molto raro. Non manca questo aspetto? "Io ho scelto consapevolmente di lavorare 'dietro le quinte' – spiega la specialista – Sebbene ricevere un ringraziamento diretto sia raro e mi faccia immenso piacere quando accade, riconosco che il rapporto clinico quotidiano richiede un'empatia e una pazienza particolari. Il mio temperamento – conclude – si sposa meglio con la natura analitica della mia disciplina: formulare una diagnosi è come risolvere un intricato caso giudiziario. Bisogna raccogliere tutti gli indizi microscopici e molecolari per arrivare al 'colpevole'. Forse è per questo che, non a caso, sono una grande appassionata di film gialli". 
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