(Adnkronos) – "Fatemi domande su quello che volete. Parliamo di sesso?". Donald Trump partecipa ad un forum economico a Miami e dopo un lungo discorso si prepara a ricevere le domande dalla platea. "Io non chiedo che le domande vengano filtrate, potete chiedermi quello che volete. Volete parlare di sesso? Va bene per me"
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"L'Iran deve aprire lo Stretto di Trump. Scusate, di Hormuz…". Non è una gaffe ma un annuncio, o quasi. Donald Trump si 'intesta' lo Stretto di Hormuz, il braccio di mare che l'Iran paralizza nella guerra in corso da un mese. Lo Stretto è fondamentale per il commercio del petrolio e il presidente degli Stati Uniti esige la ripresa della navigazione. I negoziati, dice Trump intervenendo ad un forum economico a Miami, procedono: "L'Iran implora per un accordo"
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"La guerra è questione di settimane, non mesi. Non servono truppe di terra per raggiungere gli obiettivi". Marco Rubio, segretario di Stato, fa il punto sulla guerra che Stati Uniti e Israele conducono contro l'Iran dal 28 febbraio, giorno di inizio del conflitto iniziato un mese fa e destinato a proseguire. Donald Trump ha congelato fino al 6 aprile gli attacchi contro le infrastrutture energetiche di Teheran: la pausa ordinata dal presidente degli Usa dovrebbe servire per far avanzare i negoziati, al momento bloccati su posizioni inconciliabili. Il piano di Washington prevede la rinuncia iraniana al programma nucleare e l'apertura totale dello Stretto di Hormuz, determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. Il blocco del braccio di mare incide sui prezzi del greggio e dei carburanti cresciuti in maniera vertiginosa in numerosi paesi, Italia compresa. In questo quadro, Teheran risponde al documento americano con un 'contro-piano': non intende discutere sui propri missili e sull'autorità di controllare il braccio di mare vitale per il traffico di greggio. "Distruggeremo la loro Marina, la loro aeronautica, i sistemi di lancio di missili: non potranno nascondersi dietro tutto questo per ottenere l'arma atomica", dice Rubio, che in Francia ha partecipato alla riunione del G7 dei ministri degli Esteri. "Centreremo tutti gli obiettivi, siamo più avanti del previsto su molti fronti e possiamo arrivare al traguardo senza schierare truppe di terra", aggiunge disinnescando le ipotesi relative ad un'invasione. "Come il Dipartimento della Guerra ha ribadito più volte, l'operazione procede più velocemente di quanto programmato e ci aspettiamo di concluderla al momento opportuno nel giro di settimane, non mesi", prosegue. Per Teheran sono proclami vuoti, come afferma Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. "Hanno diffuso così tante notizie false nel tentativo di far scendere i prezzi dell'energia che ormai il mercato è insensibile. Continuate così, tanto nessuno ci crede più. I prezzi reali verranno comunque a galla", scrive su X. La strategia degli Stati Uniti "forse è potente, ma non intelligente. Nemmeno lontanamente. Si sono giocati da tempo la carta delle fake news", dice, sfidando platealmente il nemico: "Gli Stati Uniti non riescono a proteggere i propri soldati nelle basi della regione. Come potrebbero difenderli sul nostro territorio?". Trump continua a ripetere che "i negoziati procedono benissimo". L'Iran, pubblicamente, smentisce l'esistenza di trattative e fa riferimento solo ad uno scambio di messaggi attraverso paesi mediatori. Gli Stati Uniti, come è noto, hanno proposto un piano articolato in 15 punti. Le condizioni delineate da Washington sarebbero "eccessive" per Teheran. Formalmente, dice Rubio, dalla Repubblica islamica non è arrivata nessuna risposta: "Non l'abbiamo ancora ricevuta. Abbiamo ricevuto messaggi, con indicazioni dal sistema iraniano o da ciò che ne rimane sulla volontà di discutere determinati temi". Il dialogo è complicato dalla necessità di identificare un interlocutore chiaro a Teheran. "Con chi dovremmo parlare? Di cosa dovremmo discutere? E quando parleremo?", sono le domande che si pone il numero 1 della diplomazia americana. "Le risposte potrebbero arrivare in qualsiasi momento. Magari oggi o domani", dice senza sbilanciarsi.
L'amministrazione Trump si affida in particolare a Steve Witkoff per dialogare con l'Iran. "Per me – dice l'inviato speciale del presidente – negoziare sul serio significa parlare qui e ora, senza alzarsi finché non abbiamo finito. Abbiamo proposto di farlo, credo ci saranno meeting questa settimana. Lo auspichiamo senz'altro. Le navi stanno passando" per lo Stretto di Hormuz, "è un ottimo segno. Il presidente vuole la pace". "La deadline è stata estesa" da Trump, "stiamo trattando. Potremmo avere concetti diversi delle trattative ma stiamo parlando", afferma. Gli attacchi non si fermano: "Senza mettere pressione non si porta nessuno al tavolo, ma siamo pronti a risolvere la questione per via diplomatica. C'è un piano in 15 punti, ci aspettiamo che gli iraniani rispondano: potrebbe risolvere tutto. Non ci sarà una Corea del Nord in Medio Oriente".
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(Adnkronos) – È quasi terminato il conto alla rovescia per il ritorno dell'ora legale: nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo andranno spostate le lancette degli orologi e ufficialmente inizierà "la bella stagione", con giornate più lunghe, un generale senso di benessere e anche un maggiore risparmio energetico. L'ora legale torna oggi, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Le lancette degli orologi andranno spostate un'ora avanti: le 2 di notte diventeranno le 3. I dispositivi digitali, dai computer agli smartphone, si aggiorneranno automaticamente, mentre negli orologi analogici e in alcuni elettrodomestici bisognerà intervenire manualmente. L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre 2026, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro. In Parlamento si considera la possibilità di mantenere l'ora legale attiva per tutto l'anno. Dal 2004 al 2024 infatti l'Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all'orario estivo. Mantenere l'ora legale tutto l'anno potrebbe generare un risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l'anno, equivalenti all'assorbimento di circa sei milioni di alberi. È quanto si legge in un documento pubblicato dal Parlamento, che ha avviato una 'Indagine conoscitiva sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori'. L'indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026.
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Tiger Woods è stato arrestato per guida sotto l'effetto di sostanze non precisate dopo un incidente avvenuto a Jupiter Island, in Florida. Woods, 50 anni, con il suo Suv ha urtato un camion. L'auto dell'ex numero 1 del golf si è ribaltata: Woods non ha riportato danni. Dopo l'incidente, avvenuto alle 14 locali di venerdì, la polizia della contea di Martin ha notato che Woods mostrava segni di alterazione: la star del golf si è sottoposto ad un test dell'etilometro, con esito negativo, ma ha rifiutato di fornire un campione di urine. E' stato arrestato per il sospetto di guida sotto l'effetto di sostanze, danneggiamento di proprietà altrui e rifiuto di sottoporsi ad un test previsto dalla legge. Le immagini diffuse dall'emittente WPTV mostrano il suv adagiato sulla fiancata sinistra. Secondo la ricostruzione dello sceriffo John Budensiek, Woods – che procedeva a velocità sostenuta – ha cercato di superare un pick-up con rimorchio che aveva rallentato per entrare in un vialetto: il Suv ha urtato il rimorchio e si è ribaltato. Woods in questo periodo sta recuperando dall'ultima operazione subita a ottobre 2025 dopo la rottura del tendine d'Achille. Il vincitore di 15 major in settimana è tornato sul green dopo una lunga assenza per le TGL Finals, a cui ha partecipato con il suo golf club Jupiter Links. Woods non scende in campo in un evento del Pga Tour dal luglio 2024 e, prima dell'incidente, aveva fissato l'obiettivo di partecipare al Masters di Augusta, al via il 9 aprile. Già a febbraio 2021 l'ex numero 1 del mondo è stato vittima di uno spaventoso incidente in California. La sua auto in quella circostanza si è ribaltata più volte. Woods 5 anni fa ha riportato gravi lesioni in particolare alla gamba destra, con fratture esposte che hanno richiesto un'operazione d'urgenza. Dopo l'intervento, il golfista è rimasto in ospedale per 3 settimane: "Sono fortunato ad essere vivo e ad avere una gamba", ha detto all'epoca, dopo aver evitato l'amputazione dell'arto lesionato.
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"Stiamo trattando con l'Iran, ci implorano per un accordo. Devono aprire lo Stretto di Trump. Scusate, lo Stretto di Hormuz". Donald Trump insiste: per il presidente degli Stati Uniti, il dialogo con l'Iran procede per porre fine alla guerra in corso da 4 settimane. Un passaggio chiave, evidenzia, è legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz – per l'occasione ribattezzato 'di Trump' -, il braccio di mare determinante per il traffico di petrolio: Teheran paralizza il commercio di greggio, con conseguenze sui prezzi dell'oro nero e dei carburanti in numerosi paesi, Italia compresa. "La guerra non è ancora finita. Siamo più vicini che mai all'ascesa del Medio Oriente, finalmente libero dal ricatto nucleare e dall'aggressione dell'Iran. Abbiamo salvato il Medio Oriente. L'America sta ponendo fine alla minaccia di questo regime malvagio", dice Trump, dal podio della Future Investment Initiative (FII), summit organizzato a Miami dal fondo sovrano saudita. Il presidente dovrebbe parlare soprattutto di economia, ma gran parte del discorso viene dedicata al conflitto, con toni autoreferenziali e trionfalistici. "L'Iran deve aprire lo Stretto di Trump… voglio dire, Hormuz. Scusate, che errore terribile. Le fake news diranno: 'Si è sbagliato'… No, non ci sono errori da parte mia", dice ribadendo che l'Iran avrebbe inviato 8 petroliere 'in regalo' agli Stati Uniti. Il dono, secondo Trump un gesto distensivo per favorire il dialogo, non trova conferme a Teheran. Quindi, il consueto riepilogo della campagna, con la novità relativa al numero di target ancora da colpire: "Con l'operazione Epic Fury, qualcosa di mai visto prima, stiamo demolendo tutte le capacità militari dell'Iran. Puntiamo quello che vogliamo, ci rimangono 3554 obiettivi: ce ne occuperemo rapidamente, ad un certo punto dovremo decidere cosa fare", afferma. "Per 47 anni, l'Iran è stato il bullo del Medio Oriente: non è più così. L'Iran ha lanciato missili contro tutta la regione, non solo contro Israele: lo abbiamo fermato, abbiamo salvato il Medio Oriente e non solo Israele". La Repubblica islamica smentisce l'esistenza di trattative e fa riferimento solo a scambi di messaggio con Washington. "L'Iran sta negoziando, 3 giorni fa hanno mentito dicendo che non c'erano trattative: stanno implorando per un accordo", ribadisce Trump, che punta nuovamente il dito contro la Nato, colpevole di non essere intervenuta al fianco dell'America. "La Nato è una tigre di carta, ho sempre detto che non ci avrebbe aiutato. Se ci trovassimo di fronte al 'big one', vi garantisco che la Nato non ci sarebbe", dice. L'Alleanza Atlantica, secondo Trump, non interverrebbe accanto agli Stati Uniti nemmeno in caso di crisi estrema. "Alcuni alleati non c'erano, non avevamo bisogno di loro ma non c'erano. E questo sarà molto costoso per loro".
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La Cia ha detto davvero che Mojtaba Khamenei è gay? "Lo hanno detto, non so chi lo abbia detto a loro". Donald Trump conferma di aver ricevuto informazioni dall'intelligence sull'omosessualità di Mojtaba Khamenei, nominato nuova Guida Suprema dell'Iran dopo l'uccisione del padre, l'ayatollah Ali Khamenei, nei primi attacchi portati da Stati Uniti e Israele lo scorso 28 febbraio. "Credo che molte persone lo dicano, è una falsa partenza in quel particolare paese…", dice Trump rispondendo alle domande di The Five su Fox News. "Sorrido quando sento la gente che cerca di difendere 'il regime palestinese per le donne'… Se non indossano certi abiti, non hanno possibilità di sopravvivere. Sento dire che ci sono 'i gay per la Palestina'… ma chi sono? Lì li uccidono i gay. Io credo di essere andato molto bene quando si parla di voto gay, la mia colonna sonora è un inno gay", dice riferendosi alla canzone YMCA dei Village People. Trump conferma le indiscrezioni diffuse recentemente dal New York Post. Il quotidiano, sulla base delle informazioni fornite da due fonti di intelligence e da una persona vicina alla Casa Bianca, afferma che Trump è stato informato in ub briefing sull'orientamento sessuale del 56enne Mojtaba Khamenei. Il presidente ha reagito in maniera plateale: prima è rimasto sorpreso, poi è esploso in una fragorosa risata. Trump non è stato l'unico ad accogliere così l'informazione. Secondo il Post, un funzionario di alto livello "non ha smesso di ridere per giorni". Trump si sofferma costantemente su Khamenei nelle quotidiane dichiarazioni relative alla guerra in Iran. Il presidente americano non considera Mojtaba Khamenei il leader a Teheran: la Guida Suprema è rimasta ferita negli attacchi di Usa e Israele. Dalla sua nomina, il figlio di Ali Khamenei non si è mai mostrato in pubblico e si è espresso solo attraverso messaggi affidati ai media di Teheran. Nei colloqui in corso, Washington si rivolge ad altri interlocutori, come spiega lo stesso Trump: "Stiamo parlando con persone che fanno sul serio".
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Doppio vortice di maltempo sull'Italia prima di Pasqua. La prossima settimana, con il passaggio da marzo ad aprile, propone un quadro meteo movimentato. Aria fredda da nord, poi aria umida dall'Africa. Risultato: 3-4 giorni tra pioggia e vento prima del ritorno del sole per Pasqua. Da lunedì sono attesi ben due vortici depressionari consecutivi che terranno in scacco il nostro Paese provocando due fasi di maltempo che toccheranno molte regioni. Secondo gli ultimi aggiornamenti, riferisce ilmeteo.it, già dalla giornata di lunedì 30 marzo una massa d'aria fredda, per i parametri del periodo, attraverserà rapidamente il Centro-Nord Europa per arrivare fino al Mediterraneo, direttamente dalla Porta del Rodano. Come accade spesso con questo tipo di fenomeni, l'ingresso delle correnti fredde sui mari favorirà la formazione di un vortice depressionario. Risultato: forti piogge e temporali prima sulle regioni del Nord (pianure di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), poi in rapida estensione anche al Centro-Sud e alle due Isole Maggiori. Proprio su Sardegna e Sicilia il maltempo potrebbe colpire duramente anche nel corso della giornata di martedì 31 marzo. Non è finita qui. Nelle stesse ore un insidioso vortice mediterraneo, in risalita dal Nord Africa, punterà dritto verso le nostre regioni del Sud Italia. Le condizioni meteo sono previste in forte peggioramento nelle giornate di mercoledì 1 e giovedì 2 aprile con il rischio di nubifragi e violente raffiche di vento. Con le acque dei mari relativamente calde, come si verifica con sempre maggiore frequenza negi ultimi anni, il sistema potrà ulteriormente intensificarsi fino a organizzarsi in un vero e proprio TLC. La sigla, dall'inglese Tropical Like Cyclone, indica un ciclone con caratteristiche simili a quelle dei sistemi tropicali. La presenza di correnti favorevoli in quota contribuirà a strutturare il vortice, che potrà richiamare aria umida dai quadranti meridionali e generare eventi meteo estremi come grandine e, appunto, nubifragi. Dopo la doppia spallata, l'alta pressione e il bel tempo riconquisteranno spazio verso Pasqua, che cade domenica 5 aprile. Una vasta area di alta pressione di origine atlantica, vale a dire l'anticiclone delle Azzorre, avanzerà portando una maggior stabilità atmosferica con tanto sole. E' lecito attendersi un deciso aumento delle temperature, con punte massime intorno ai 20 gradi su molte regioni.
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(Adnkronos) – Nel prossimo fine settimana, le lancette si sposteranno un'ora in avanti, dando il benvenuto all’ora legale. Un appuntamento che segna l'inizio della bella stagione, con giornate più lunghe e un generale senso di benessere, ma che porta con sé anche un beneficio concreto e storicamente radicato: il risparmio energetico. Secondo i dati elaborati da Pulsee luce e gas, il periodo di ora legale rappresenta una delle fasi più favorevoli dell’anno in termini di efficienza: i consumi complessivi diminuiscono in media del 20% rispetto ai mesi in ora solare. Il calo è particolarmente evidente per la voce illuminazione ed elettronica (-34%), grazie al maggiore utilizzo della luce naturale, mentre si registra una riduzione del 19% dei consumi in standby. Quest'ultimo dato, in particolare, è un chiaro indicatore di come cambino le abitudini nella bella stagione: passando più tempo fuori casa, i dispositivi elettronici restano spenti più a lungo e staccati dalle prese di corrente, abbattendo il loro consumo passivo. Se da un lato l’ora legale favorisce il risparmio, dall’altro anticipa alcune dinamiche tipiche dei mesi più caldi. L’analisi evidenzia infatti un aumento dei consumi legati alla climatizzazione (+30%) e alla refrigerazione degli alimenti (+10%), a conferma di come ogni stagione presenti specifiche sfide nella gestione della spesa energetica. I risultati di un'analisi condotta sull'anno solare 2024 sono concreti: gli utenti di Energimetro hanno ottenuto un risparmio medio del 10,3% per le abitazioni con riscaldamento tradizionale e del 4,8% per quelle dotate di sistemi di climatizzazione centralizzata (HVAC). Oltre a ciò, un cliente su quattro ha migliorato il proprio 'punteggio di efficienza', un indice che misura la virtuosità dei propri consumi rispetto a case simili, a riprova di un cambiamento positivo nelle abitudini quotidiane.
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(Adnkronos) – "Pensiamo che il regime iraniano stia cercando di sviluppare nuove armi in grado di raggiungere i 4.000 km, il che rappresenterebbe una minaccia totale". Lo ha detto il portavoce delle Idf, Nadav Shoshani, durante un briefing con la stampa italiana. "Si tratterebbe di un tipo di arma diverso, ma anche così la questione riguarda probabilmente più da vicino Paesi come il Regno Unito, la Francia o la Spagna – ha spiegato – Per quanto riguarda l’Italia, credo che anche i missili che vediamo impiegati contro Israele, con alcuni adattamenti, potrebbero essere comunque molto letali ed estremamente pericolosi". Teheran ha "missili che possono facilmente raggiungere i 2.000 km – ha affermato il portavoce – Questi missili possono trasportare una quantità molto elevata di esplosivo: il solo serbatoio di carburante è più grande di un autobus e possono contenere fino a una tonnellata di esplosivo. Se si riduce la quantità di esplosivo e si aumenta il carburante, possono arrivare anche a 3.000 km". "Anche a una distanza di 3.000 km – che, se i miei calcoli non sono errati, corrisponde più o meno alla distanza dell’Italia – questi missili possono essere estremamente distruttivi: come abbiamo visto ad Arad e Dimona, 200-300 chilogrammi di esplosivo possono letteralmente devastare edifici e ferire oltre 100 persone", ha sottolineato. "Ci aspettavamo di più dall'Iran", ha dichiarato Shoshani durante il briefing, rimarcando come la capacità missilistica iraniana sia stata significativamente ridotta. "Oggi stanno lanciando circa dieci missili al giorno, mentre a giugno in molti giorni superavano i 100", ha spiegato, attribuendo il calo alle "efficaci" operazioni congiunte di Israele e Stati Uniti contro il programma balistico di Teheran. L'obiettivo principale, secondo Shoshani, non è solo intercettare i missili ma colpire alla radice la loro produzione. "Ci interessa più la produzione che i missili stessi", ha detto, evidenziando come Israele abbia inflitto "un colpo molto, molto duro" alla capacità produttiva iraniana, che all’inizio del conflitto contava "molte decine di missili al mese, secondo alcuni anche oltre il centinaio". Il portavoce ha inoltre assicurato che Israele "non è in una situazione in cui ritiene di non avere gli strumenti per difendersi", pur continuando a rafforzare le scorte di munizioni. Resta comunque elevata l’allerta. "Abbiamo aerei in volo costantemente, che li individuano e li colpiscono. Se non fosse così, avremmo visto numeri molto più alti", ha aggiunto, sottolineando che Israele si sta preparando "a una guerra con un numero di missili molto più elevato rispetto a quello visto finora". "Siamo pronti a operare ancora per qualche settimana e a produrre un cambiamento davvero duraturo", ha dichiarato il portavoce. Sulla durata del conflitto, Shoshani ha messo in chiaro che "spetta alla nostra leadership decidere, anche se penso che già a questo punto sentiamo e crediamo di aver ottenuto risultati molto significativi". "Stiamo vedendo un Paese in confusione, con difficoltà a funzionare", ha osservato parlando del regime iraniano. "Tuttavia sappiamo che si tratta comunque di un Paese molto grande – ha precisato – con un vasto apparato di sicurezza. In molti casi ci sono sostituti per chi viene eliminato: non hanno la stessa qualità né la stessa leadership, ma esistono". "Si vede un Paese nel caos, ma è un Paese molto grande, molto intelligente: questo è un nemico ottanta volte più grande di Israele, con una popolazione dieci volte superiore, e un Paese molto vasto che ha speso la maggior parte delle sue risorse per l’apparato di sicurezza", ha evidenziato Shoshani, sottolineando tuttavia che la nuova leadership sta dimostrando "incapacità di coordinarsi" e l'esercito "fatica ad operare". "Non riescono a coordinare le salve di missili: dopo i primi due giorni non sono più stati in grado di farlo – ha detto il portavoce – Il loro fuoco si è limitato a uno, due, forse tre missili alla volta. Non riescono a eseguire attacchi coordinati. Hanno problemi nel prendere decisioni". Secondo Shoshani, l'Iran ha commesso un "grave errore" attaccando i Paesi del Golfo: "Ci è voluto molto tempo perché lo capissero e perché qualcuno assumesse il comando e ordinasse ai generali di smettere". L'Iran ha "superato tutte le linee rosse", ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jassim Mohammed Al-Budaiwi, in dichiarazioni riportate dalla tv satellitare al-Jazeera. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Kuwait e Oman, sono i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). E vogliono essere "associati – ha detto Al-Budaiwi – a qualsiasi colloquio o accordo volto a risolvere questa crisi, in modo da contribuire al rafforzamento della loro sicurezza e stabilità". Dall'inizio del conflitto, della 'risposta' iraniana alle operazioni contro l'Iran avviate il 28 febbraio da Usa e Israele, i Paesi del Golfo sono stati costretti a spendere miliardi per respingere attacchi quotidiani dell'Iran con missili e droni, senza contare le ripercussioni su economia e sovranità, sintetizza il Guardian che cita analisti secondo i quali quella che finora è apparsa come riluttanza nel 'tifare' per "presunti" sforzi per il cessate il fuoco rispecchiava sia il bilancio pesante che continuano a subire per la guerra sia i sospetti sulla sincerità delle parole di Donald Trump sui colloqui. Per gli osservatori, l'assenza di chiarezza sugli attuali presunti negoziati tra Usa e Iran ha portato i leader del Golfo a essere riluttanti a porsi sinora in prima linea nei colloqui. Di "alto grado di scetticismo" ha parlato anche una fonte diplomatica iraniana citata dal giornale britannico in riferimento alle ipotesi di incontri in Pakistan.
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