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Malattie rare, cardiologo Badagliacca: “Ci vogliono 2-3 anni per una diagnosi di ipertensione polmonare”

(Adnkronos) – “L'ipertensione arteriosa polmonare è una malattia rara che inizia a livello del polmone: i piccoli vasi si chiudono, sale la pressione, con un forte impatto per il cuore destro, che non riesce a compiere il suo lavoro, sfociando nell'insufficienza cardiaca. Il sintomo principale è l'affanno, comune più o meno a tutte le malattie cardiologiche e respiratorie, nonché motivo per cui la diagnosi è tardiva. Passano, infatti, circa 2-3 anni dalla comparsa del sintomo alla diagnosi precisa di Iap”. Così Roberto Badagliacca, professore responsabile Uos Terapia intensiva cardiologica, dipartimento di Scienze mediche e cardiovascolari, università Sapienza – Policlinico Umberto I di Roma, intervenendo all’evento di presentazione, a Roma, della campagna di sensibilizzazione sull'ipertensione arteriosa polmonare ‘Aria di vita – ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare’ promossa da Msd Italia con il patrocinio di Amip – Associazione malati di ipertensione polmonare e Aipi – Associazione ipertensione polmonare italiana.  “Trattandosi di un sintomo aspecifico – spiega Badagliacca – la malattia arriva a essere diagnosticata in fase avanzata. Questo rappresenta la principale criticità. È necessaria esperienza – osserva – Nell’ultimo ventennio si è ampliata molto l’offerta di farmaci in commercio, ma l'approccio terapeutico, ossia la combinazione dei farmaci tra loro e la scelta nell'ambito dei diversi farmaci a disposizione, è importante per capire l'approccio migliore al paziente stesso e garantirgli, così, il massimo del miglioramento”. 
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Aviaria, cos’è il virus H9N2: come si trasmette e i rischi per l’uomo

(Adnkronos) – Individuato in Lombardia il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 d'Europa. Ma quali sono i rischi reali per la popolazione? A fare il punto è l'Istituto superiore di sanità (Iss) in un focus online in cui ha aggiornato le risposte alle Faq, le domande più frequenti sul tema.  Con il termine influenza aviaria, evidenziano gli esperti della Rete One Health per il monitoraggio di questa malattia infettiva "si definisce un'infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. In particolare, gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi, ad esempio, agli animali da allevamento, provocando danni economici ingenti, e, sporadicamente, all’uomo. I virus aviari hanno una grande capacità di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini e animali da compagnia, in particolare gatti".  Quanto ai rischi per l'uomo, l'Iss precisa che "la maggior parte dei virus aviari è relativamente innocua" per gli esseri umani. "Tuttavia qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l'uomo. I casi umani possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c'è nessuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari. Secondo l'Ecdc, ad oggi il rischio infezione per la popolazione generale è basso e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati".  Ma è sicuro mangiare carne o prodotti derivati da animali infetti? "La principale via attraverso cui è possibile contrarre l'infezione da virus aviari dagli animali è l'inalazione di particelle solide o liquide contaminate dal virus dovuta, ad esempio, all'esposizione ad animali o a prodotti infetti – chiarisce l'Iss – Secondo l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare, ndr) non c'è nessuna evidenza che l'influenza aviaria possa essere trasmessa all'uomo mediante consumo di carne contaminata. Inoltre, il rischio di entrare in contatto con prodotti contenenti il virus è minimizzato dalle misure di sicurezza previste dalle normative che, ad esempio, impongono l'abbattimento e lo smaltimento sicuro dei capi degli allevamenti in cui vengono trovati animali positivi. Maneggiando in maniera sicura il cibo, cucinandolo e mantenendo una buona igiene durante la preparazione si possono prevenire eventuali rischi di infezione dovuti alla manipolazione di cibo eventualmente contaminato".  
Negli Usa, recentemente, sono stati ritirati dei lotti di latte crudo risultato contaminato da virus aviario H5N1. In Italia, al momento, non sono stati trovati bovini infetti da virus aviari. "In ogni caso – prosegue l'Iss – sono stati già effettuati dei test da parte del Centro di referenza nazionale su oltre 3mila capi bovini in aree in cui erano stati identificati casi nel pollame e negli uccelli selvatici che hanno dato esito negativo". Una delle preoccupazioni che spesso la popolazione si pone è poi se ci siano pericoli per gli animali domestici, gatti o cani.  Al riguardo l'Iss precisa che "non si può escludere un rischio di possibile infezione, se pur considerato basso, per gatti o cani, se per esempio vivono a contatto con uccelli infetti. È importante evitare, per quanto possibile, il contatto con uccelli selvatici, in vita o deceduti, soprattutto in aree in cui è stata riscontrata la presenza di virus aviari ed evitare di alimentarli con carne cruda o altri prodotti (es. visceri) provenienti da allevamenti non controllati durante i periodi di circolazione virale". In Italia esiste una rete articolata per la sorveglianza dei virus dell'influenza aviaria. Questa attività di controllo negli animali "è affidata ai servizi veterinari. Il ministero della Salute – spiega l'Iss – progetta, coordina e monitora le attività previste dal Piano nazionale di sorveglianza per l'influenza aviaria, con il supporto scientifico e tecnico del Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria ospitato presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve). I servizi veterinari delle Regioni/Province autonome svolgono le attività del Piano attraverso le Asl/Ulss, responsabili dell'attuazione dei protocolli di campionamento nei volatili domestici e selvatici, e gli Istituti zooprofilattici responsabili dell'esecuzione dei test diagnostici. La sorveglianza nel pollame e nell’avifauna si basa su un sistema di sorveglianza attivo, con controlli sugli animali in vita, abbinato ad un sistema di individuazione precoce della malattia tramite una sorveglianza passiva su animali con sintomi sospetti o deceduti secondo le disposizioni, criteri e linee guida di Regolamenti della Commissione Ue".  La sorveglianza della circolazione dei virus dell’influenza nell’uomo "è coordinata dall'Iss e viene effettuata attraverso la rete RespiVirNet che si basa su medici e pediatri sentinella e che monitora l'andamento delle sindromi simil influenzali (Ili) causate da influenza e da altri virus respiratori sul territorio italiano. Questa rete, prima dedicata esclusivamente all'influenza, è in grado ora di monitorare gran parte dei virus respiratori e fornisce settimanalmente i dati epidemiologici e virologici. La rete attualmente è costituita da 28 laboratori nelle diverse Regioni/Province autonome e dall’Istituto di scienze biomediche della difesa (Isbd)-ministero della Difesa. Oggi, questa rete è in grado di rilevare anche eventuali possibili casi di infezione da virus aviari nella comunità", assicurano gli esperti nel focus. Nell'ultimo anno, nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero della Salute (Ccm), esperti dei due sistemi di sorveglianza collaborano per assicurare il rapido scambio di informazioni, per rafforzare il monitoraggio della circolazione dei virus dell'influenza aviaria e della sua possibile trasmissione all’uomo, in un'ottica One Health. La rete coinvolge diverse istituzioni tra cui Iss, IzsVe, Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Università di Parma, Università di Bari, Università delle Marche, Istituto di Scienze Biomediche della Difesa-Sezione di Patogeni Inusuali. E in Europa la Commissione Ue monitora la situazione dell'influenza aviaria insieme all'European Centre of Disease Prevention and Control (Ecdc), alla European Food Safety Authority (Efsa) e all’European Reference Laboratory (Eurl) for Avian Influenza. "Ci sono regole europee sulle misure da attuare in caso di focolai in animali da allevamento, così come misure di prevenzione e preparedness contro il rischio di casi umani", conclude l'Iss. "La legislazione Ue garantisce anche la sorveglianza, la risposta tempestiva e il coordinamento Ue in caso di riscontro di casi umani". 
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Ipertensione polmonare, Vivenzio (Amip): “Con la musica i pazienti si sentono meno soli”

(Adnkronos) – “È importante partecipare a queste campagne di sensibilizzazione perché, innanzitutto, l’arte e lo sport uniscono. Ciò che ci è stato proposto con questo progetto è fondamentale. Gli artisti con i quali abbiamo condiviso, grazie anche a Msd, le nostre esigenze e le nostre emozioni, hanno trasformato tutto questo e le nostre aspettative, proprio in arte. Questa melodia colpisce, fa conoscere l’ipertensione arteriosa polmonare e le esigenze dei pazienti ad una società civile e clinica, permettendo loro, al contempo, di essere informati sulla presenza di associazioni e quindi di sentirsi meno soli”. Lo ha detto Vittorio Vivenzio, presidente di Amip – Associazione malati di ipertensione polmonare, intervenendo a Roma in occasione della presentazione della campagna di sensibilizzazione sull'ipertensione arteriosa polmonare (Iap) ‘Aria di vita – ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare’, promossa da Msd Italia con il patrocinio, della stessa associazione e di Aipi – Associazione ipertensione polmonare italiana.  Le persone con ipertensione arteriosa polmonare “oggi sono più consapevoli” dei loro bisogni. “Avere più farmaci a disposizione permette loro di condurre una vita migliore – aggiunge Vivenzio – Questo è constatato anche dal fatto che il paziente, vent’anni fa, veniva identificato con una patologia, oggi, invece, è una persona con un disturbo che vuole essere ancora attiva nella vita quotidiana, che non vuole sentirsi un peso, ma vuole poter dare qualcosa, giornalmente, alla società e alla famiglia”. 
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Santanchè lascia il ministero, nessuna dichiarazione

(Adnkronos) – Daniela Santanchè ha lasciato alle 15.05 il ministero del Turismo, dove da stamattina è al lavoro tra riunioni e appuntamenti programmati nonostante la richiesta delle sue dimissioni da parte della premier Giorgia Meloni. La ministra si è infilata in macchina senza rilasciare dichiarazioni. Non si sa dove sia diretta ma fonti del suo staff dicono che, a breve, farà rientro al ministero. 
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‘Check-up’ della pelle per team Luna Rossa, tour prevenzione promosso dal Gruppo Prada con Lilt Arezzo

(Adnkronos) – Si è conclusa la seconda fase del Tour della Prevenzione promosso dal Gruppo Prada – in collaborazione con Lilt Arezzo – dedicato alla salute della pelle del team Luna Rossa. Dopo una prima sessione di screening, i componenti del team più esposti agli effetti dannosi del sole e quelli a cui sono state riscontrate patologie e condizioni cutanee che necessitano di approfondimento e controllo, hanno avuto la possibilità di aderire a un ciclo di approfondimenti medici supportati da esami diagnostici di secondo e terzo livello (Epiluminescenza digitale, esame Confocale, esame Vectra). Lo scopo "è avere un'indicazione precisa sulla eventuale necessità di ulteriori interventi di natura chirurgica, che potranno essere garantiti nell'immediato grazie alla struttura skin cancer Idi, diretta dal dottor Giovanni Di Lella. Questo secondo ciclo di visite – si legge nella nota – ha infatti l’obiettivo di ridurre l'incidenza delle patologie maligne e darà inizio ad uno studio scientifico (su base anonima) che permetterà di monitorare lo stato di salute della pelle di persone particolarmente esposte a condizioni severe di stress. Lo studio rappresenta un efficace strumento di prevenzione per tutti coloro che si sottoporranno, poiché permetterà di monitorare eventuali problematiche dal momento dell'insorgenza, senza aspettare l'evolversi di una particolare situazione critica". "La prevenzione è una pratica fondamentale per il nostro benessere e il mondo dello sport è il veicolo ideale per diffonderla – afferma Sabina Rossi Palazzeschi, presidente Lilt Arezzo – Luna Rossa è un orgoglio per l’Italia per i suoi successi sportivi, ma anche per l’impegno nel promuovere insieme a Lilt una cultura della salute consapevole". "Siamo onorati» – dichiara Alessandro Zurzolo, Ad della Fondazione Luigi Maria Monti – di poter ospitare Luna Rossa, un’eccellenza dello sport mondiale. Il ringraziamento dell’Idi Irccs va a tutta la squadra e alla dirigenza per la sensibilità mostrata sui temi della salute e della ricerca, e per aver dimostrato concretamente quanto la prevenzione sia importante". "Soddisfazione per il prosieguo dell’iniziativa e la realizzazione del progetto di collaborazione con Lilt", è stata espressa da Andrea Barbieri, vicecoordinatore Lilt Toscana. 
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Scoiattoli ‘fumano’ sigarette elettroniche, scatta l’allarme degli esperti in Uk

(Adnkronos) – Con la sigaretta elettronica in un parco di Londra, ma il fumatore… è uno scoiattolo. E' questo l'ultimo caso filmato nel sud della città, che ha portato gli esperti a lanciare l'allarme: gli animali selvatici – spiegano – scambiano l'odore fruttato dei dispositivi abbandonati per cibo.  Il video pubblicato sui social mostra il roditore su una recinzione di legno a Brixton, mentre tiene una sigaretta elettronica tra le zampe anteriori e sembra masticare il bocchino di plastica. La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca) ha affermato che il video rappresenta un "monito severo sui pericoli che l'abbandono di rifiuti rappresenta per la fauna selvatica".  Si tratta dell'ultima di una serie di foto e video simili pubblicati sui social media negli ultimi mesi, tra cui un video su TikTok di uno scoiattolo a Filadelfia diventato virale e foto postate su Facebook di uno scoiattolo che si arrampica su una recinzione con una sigaretta elettronica in bocca. Sebbene gli esperti non siano certi che gli scoiattoli ingeriscano il fumo o il liquido della sigaretta elettronica, Craig Shuttleworth, esperto di scoiattoli rossi presso l'Università di Bangor, ha affermato che molto probabilmente lo scoiattolo è attratto dalla sigaretta elettronica per il suo sapore fruttato. Parlando al Telegraph, Shuttleworth ha detto: "Ai vecchi tempi si vedevano molti mozziconi di sigaretta gettati a terra, ma non ricordo scoiattoli che correvano in giro con essi. Sarebbe ragionevole supporre che una sigaretta elettronica sia più attraente di un normale prodotto del tabacco non fruttato". "Non è auspicabile che gli animali ingeriscano nicotina. In natura non la trovano, quindi, come per molte sostanze chimiche, è meglio evitare che vi siano esposti. Mangiare una sigaretta elettronica non fa parte della loro dieta naturale. I componenti non sono presenti in natura”, ha aggiunto. “Potrebbero rosicchiarla e ingerire alcune delle microplastiche". Secondo National Recycling, nel Regno Unito vengono buttate circa 1,3 milioni di sigarette elettroniche usa e getta ogni settimana, il che significa che ogni anno vengono abbandonati più di 67 milioni di vaporizzatori. Sebbene le sigarette elettroniche usa e getta siano state vietate nel giugno 2025, i produttori le hanno riprogettate dotandole di una porta USB e di un secondo pod in modo che soddisfino i requisiti per essere classificate come ricaricabili e riutilizzabili. Un portavoce della Rspca ha dichiarato: "La vista di questo scoiattolo con nella zampa una sigaretta elettronica usa e getta è un chiaro monito sul pericolo che i rifiuti abbandonati rappresentano per la fauna selvatica. "Purtroppo, questa è solo la punta dell'iceberg: secondo una ricerca, prima del divieto governativo di vendita, venivano gettate via cinque milioni di sigarette elettroniche monouso ogni settimana. Molti di queste finiscono per diventare rifiuti nel nostro ambiente, nei nostri fiumi e negli oceani, dove possono causare danni agli animali e alla vita marina. Queste sigarette elettroniche contengono materiali e sostanze tossiche che possono essere pericolose per gli animali, tra cui plastica, litio e nicotina. Invitiamo tutti a conservare i rifiuti fino a quando non ci sarà la possibilità di smaltirli in modo sicuro e responsabile, e a riciclare sempre quando possibile, in modo da ridurre il numero di animali che muoiono a causa loro". Evie Button, ricercatrice scientifica presso la Rspca, ha sezionato una sigaretta elettronica usa e getta nel tentativo di capire perché gli scoiattoli siano attratti da questi dispositivi. In un articolo per il blog di Wildlife and Countryside Link, ha affermato: "Un altro aspetto notevole delle sigarette elettroniche che ho notato è il forte odore, che persiste anche molto tempo dopo l'utilizzo. Quella che ho smontato ha ancora un forte profumo di mirtillo, a più di tre mesi da quando l'ho avuta fra le mani. Finora abbiamo sentito parlare di un uccello in Nuova Zelanda che è stato avvelenato ed è morto dopo aver ingerito una sigaretta elettronica, e abbiamo visto le foto di uno scoiattolo in Galles che cercava di seppellire una sigaretta elettronica. Sappiamo però che questa è solo la punta dell'iceberg, dato che moltissimi casi di animali selvatici vittime dei rifiuti passano inosservati e non vengono segnalati". La Button ha aggiunto che anche gli animali domestici sono attratti da questi dispositivi e che sono stati segnalati casi di animali morti dopo aver ingerito liquidi provenienti dalle sigarette elettroniche. Ha affermato: "Sappiamo che i cani, in particolare, hanno una maggiore sensibilità ai sapori e agli odori dolci e potrebbero facilmente individuarli durante una passeggiata. Il Servizio di Informazione sui Veleni Veterinari ha ricevuto 680 chiamate riguardanti animali domestici e liquidi per sigarette elettroniche dal 2017, e il 96% di queste riguardava cani". 
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Insegnante accoltellata da studente a Bergamo, Bertolaso: “Salvata da trasfusione in elicottero”

(Adnkronos) – "E' stata ferita al collo" Chiara Mocchi, l'isegnante accoltellata oggi da uno studente a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. "Ha subito dei gravi danni ai vasi per cui stava perdendo parecchio sangue. In elicottero, oltre ovviamente a tamponarla, hanno potuto provvedere a fare una trasfusione che ha sicuramente contribuito a salvarle la vita. Poi in sala operatoria dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato fatto il resto". A fare il punto è l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, oggi a margine di un incontro stampa all'ospedale San Paolo di Milano. L'insegnante "è in prognosi riservata – ha aggiunto – ma mi dicono che non sia in pericolo di vita".  La professoressa sarebbe stata colpita con almeno due coltellate: la ferita più grave è quella riportata al collo. Un secondo fendente ha invece raggiunto la donna al petto.  "Mesi fa – ha spiegato l'assessore – abbiamo presentato il nostro sistema di emergenza urgenza che prevede anche di posizionare sui nostri elicotteri del pronto soccorso", di Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) "gli strumenti e le sacche di sangue per consentire una trasfusione immediata nel caso in cui un paziente che viene preso dall'elicottero in codice rosso ne avesse bisogno. La trasfusione spesso salva le vite, quindi è giusto avere" questa possibilità "anche a bordo dei nostri mezzi che vanno a raccogliere le persone che hanno avuto un problema". Nel pomeriggio, ha riferito infine l'assessore, si parlerà anche di questo caso, che rappresenta "un pessimo segnale di una situazione di disagio minorile su cui siamo impegnati in modo determinato", in occasione di "una riunione dei professionisti di neuropsichiatria infantile". 
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Viaggiare in caso di guerra, assicurazioni e polizze: cosa coprono

(Adnkronos) – Abbiamo ancora chiare in mente le immagini degli italiani bloccati all’estero, soprattutto nei primi giorni del conflitto in Iran , a causa di voli cancellati o chiusure degli spazi aerei e delle vie di comunicazione turistiche. Ma in questi casi, fare un’assicurazione viaggio serve? E quanto costa e cosa copre o non copre? E ancora: come funzionano le polizze viaggio in caso di guerra?  In generale, spiegano gli esperti di Facile.it, la guerra è fra le esclusioni delle polizze. L’assicurazione, quindi, non copre il viaggiatore quando questi decide di andare in uno dei Paesi sconsigliati dalla Farnesina e dal sito www.viaggiaresicuri.it. Esistono comunque alcune polizze che offrono una copertura anche qualora l’assicurato decidesse di viaggiare nonostante il parere delle autorità. Tutto ciò, purché il motivo del viaggio sia ritenuto legalmente accettabile, ovvero abbia origine da motivazioni imprescindibili e dimostrabili (ad esempio, salute grave o lavoro indifferibile), ma il sottoscrittore risulterà tutelato solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente legati all’avviso di pericolo. Per quanto riguarda la cancellazione del volo da parte del vettore aereo, bisogna sapere che questo tipo di evento normalmente non è tutelato dalla copertura annullamento delle polizze viaggio e, in linea generale, sarà responsabilità del vettore aereo riproteggere i viaggiatori su un altro volo o, qualora non possibile, rimborsare il costo del biglietto. Va detto, però, che esistono alcune assicurazioni di natura parametrica (ovvero, offrono un rimborso specifico al verificarsi di un evento oggettivo) che garantiscono il viaggiatore in caso di volo cancellato, ma attenzione perché possono essere soggette a precise regole temporali.  Se invece è l’assicurato a cancellare il volo per semplice paura, allora nulla gli è dovuto. La copertura annullamento è valida solo se la decisione di rinunciare al viaggio è legata a specifiche motivazioni documentate come, ad esempio, problemi di natura medica (es. malattia, infortunio) o lavorativa (licenziamento, ecc.). Cosa accade, invece, se il Paese di destinazione viene inserito tra quelli sconsigliati solo dopo aver acquistato la polizza? Se è stata stipulata la copertura per annullamento, alcune compagnie prevedono il rimborso del valore del viaggio, fino al massimale previsto, a patto che l’avviso di allerta sia stato emanato entro, normalmente, 21 giorni dalla data di partenza. In questo caso non viene fatta una distinzione fra viaggi giudicati “essenziali” (comprovate necessità lavorative, di salute o di assistenza familiare) e non, l’importante è che l’avviso di allerta venga emesso entro le tempistiche definite dalla compagnia assicurativa. E se il conflitto dovesse scoppiare all’improvviso una volta giunti a destinazione in uno dei Paesi per i quali non vi erano allarmi ufficiali? La polizza viaggio sarebbe valida e, a seconda delle garanzie sottoscritte, coprirebbe regolarmente l’assicurato intervenendo, ad esempio, per spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio e, più generalmente, offrendo assistenza in viaggio, compatibilmente con le condizioni del luogo in cui si trova l’assicurato. Ad esempio, con l’attuale conflitto in Iran molte compagnie hanno prolungato gratuitamente le coperture (assistenza, spese mediche) a chi si trovava già in viaggio una volta scoppiata la guerra; il prolungamento è rimasto in vigore, in via eccezionale, finché i viaggiatori non sono riusciti a rientrare a casa.  Ma quanto costano le polizze? Secondo le simulazioni di Facile.it, i costi per una polizza viaggio con copertura base che include assistenza in viaggio, interruzione e spese mediche per una persona partono, per una settimana in Europa, da circa 12 euro; aggiungendo anche la garanzia perdita bagagli, infortuni e annullamento, la tariffa sale a 21 euro. Se si viaggia invece fuori dall’Europa (e dagli Stati Uniti), i prezzi per la copertura base partono da 19 euro, quelli per la completa da 46 euro."Proprio in situazioni di incertezza come quella attuale, una buona polizza viaggio può fare la differenza", spiegano gli esperti di Facile.it. "Prima di scegliere il prodotto da sottoscrivere, il consiglio è di confrontare, magari con l’aiuto di un esperto, le offerte di più compagnie poiché le differenze di copertura tra una assicurazione e l’altra possono essere significative", concludono.  
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Esperti: “Benessere orale determinante per salute sistemica e pubblica”

(Adnkronos) – Rafforzare la diffusione di un paradigma preventivo che riconosca la salute orale come determinante per la salute sistemica integrando l’igiene orale nell’ambito delle strategie nazionali sulla prevenzione. Sono le basi su cui il Comitato scientifico multidisciplinare per la salute orale e sistemica sta lavorando per l’effettiva presa in valutazione del potenziale contributo della prevenzione orale alla riduzione dei costi sanitari che, nel medio-lungo periodo, gravano sul Servizio sanitario nazionale.  Le malattie della bocca, che interessano circa 3,5 miliardi di persone nel mondo – informa una nota – rappresentano un problema sanitario ed economico rilevante, con impatti seri e di lungo periodo sulla vita delle persone. La parodontite è la sesta malattia non trasmissibile più comune e colpisce 1 miliardo di persone nel mondo, 9 milioni di persone in Italia. Per questo è necessario un impegno globale per diminuire l’eccessivo tasso di patologie orali attraverso la promozione della salute, la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento. È l’appello lanciato dall’Assemblea della Nazioni unite il 25 settembre 2025 dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie non trasmissibili. Nei prossimi anni il sistema sanitario italiano e la spesa connessa subiranno forti pressioni legate al progressivo invecchiamento della popolazione, alla longevità crescente e ai costi crescenti connessi alla gestione di malattie croniche e sistemiche. Su queste premesse sta proseguendo il lavoro del Comitato scientifico multidisciplinare per la salute orale e sistemica che, dopo aver portato alla conoscenza del ministero della Salute le proprie attività suscitando vivo interesse, sta continuando a riscuotere consenso istituzionale, come sottolineato, in occasione del Congresso nazionale della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), dall’onorevole Francesco Maria Salvatore Ciancitto: “Il progetto del Comitato scientifico multidisciplinare per la salute orale e sistemica, da sempre da me sostenuto, prosegue con determinazione. Ho, inoltre, rilevato – aggiunge – come il ministero della Salute si sia sentito pienamente investito del valore e della responsabilità di questa iniziativa, confermandone l’importanza strategica per una visione integrata della salute dei cittadini”.  Il Comitato scientifico, infatti – riferisce la nota – evidenzia che la bocca è la porta di ingresso del nostro corpo e che i problemi gengivali possono aumentare il rischio di problemi gravi per la salute generale: l’accumulo di placca intorno al bordo gengivale o tra i denti, ad esempio, porta alla proliferazione di batteri orali e tossine capaci di provocare infiammazione e diffusione in tutto il corpo.  Secondo le stime dell’Osservatorio di igiene orale di Nomisma e Fondazione ReS (Ricerca e Salute), infatti, ipotizzando un grado di coesistenza tra patologie ed eventi analizzati del 20%, si potrebbe arrivare a un risparmio annuo per il Ssn di 25,7 milioni di euro: 25 volte il valore previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per le attività di sensibilizzazione volte alla prevenzione. Il rispetto delle linee guida ministeriali per la promozione dell’igiene orale, che comprendono sia l’igiene quotidiana sia in controllo specialistico periodico – avvertono gli esperti – è di centrale importanza anche per la spesa pubblica: la riduzione di incidenza delle patologie croniche e sistemiche connesse alla scarsa igiene orale di 1 caso ogni 1000, infatti, produrrebbe effetti chiari sia in termini di miglioramento della salute collettiva che in termini di risorse disponibili.  Il Comitato scientifico multidisciplinare per la salute orale e sistemica – ricorda la nota – è un tavolo di lavoro permanente, presentato al Senato della Repubblica il 2 dicembre scorso, che unisce la Federazione italiana delle società medico-scientifiche (Fism), 10 Società medico-scientifiche, oltre 17 esperti clinici, 2 atenei prestigiosi come Sapienza Università di Roma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore e, in qualità di major advisor, Enrico Gherlone, esperto nominato dal ministro della Salute per l’odontoiatria. 
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Porti, Adsp Mare Sicilia occidentale a Londra

(Adnkronos) – Il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale Annalisa Tardino ha partecipato, a Londra, alla XIII International Mission dell’International propeller clubs, Italy. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, operatori del settore marittimo e portuale, e stakeholder internazionali, per un confronto sui principali scenari evolutivi dello shipping globale. “Appuntamenti come questo – ha commentato Tardino – rappresentano un’occasione preziosa per confrontarsi con i principali attori del settore marittimo a livello internazionale, per contribuire attivamente alla definizione delle politiche future dello shipping e per stringere accordi proficui. Il sistema portuale della Sicilia occidentale è pienamente consapevole delle sfide che ha davanti: dalla transizione energetica alla digitalizzazione, fino alla necessità di garantire competitività e sostenibilità. Tuttavia, siamo altrettanto convinti che queste sfide debbano trasformarsi in opportunità concrete di crescita. Occorre proseguire con determinazione lungo un percorso che coniughi innovazione, sostenibilità e sviluppo, evitando approcci ideologici e privilegiando soluzioni pragmatiche capaci di rispondere alle esigenze reali degli operatori e dei territori. Consapevoli che ciò che fa crescere la Sicilia rafforza l’Italia. E ciò che rafforza l’Italia rende più solida l’Europa”. Stamattina Tardino ha anche incontrato il direttore dell’Istituto italiano di cultura di Londra, Francesco Bongarrà, di origine siciliana, per un proficuo scambio di idee indirizzato a rafforzare le strategie di promozione dei porti e dei rispettivi territori sul mercato anglosassone. 
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