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Australia, Albanese contestato in moschea: contro il premier urla e insulti

(Adnkronos) – Dura contestazione per il primo ministro australiano Anthony Albanese, che si è recato in visita alla più grande moschea d'Australia in occasione dell'Eid al-Fitr.  Il premier è stato accolto da urla, insulti e l'accusa di essere un "sostenitore del genocidio" e appoggiare le operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza.  
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Mondiali atletica indoor, Iapichino e Furlani d’argento nel salto in lungo

(Adnkronos) –
Larissa Iapichino e Mattia Furlani hanno conquistato la medaglia d'argento nel salto in lungo, rispettivamente femminile e maschile, ai Mondiali indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. La 23enne toscana delle Fiamme Oro, campionessa europea indoor in carica ad Apeldoorn 2025, conquista la prima medaglia iridata in carriera saltando la misura di 6.87 metri. Oro alla portoghese Agate De Sousa, oro in 6.92 e bronzo alla colombiana Natalia Linares, con 6.80. Per l'Italia si tratta del quarto podio nella rassegna polacca dopo gli ori di Andy Diaz (triplo), Nadia Battocletti (3000 metri) e Zaynab Dosso (60 metri).  Furlani invece era in testa con 8.39, eguagialndo il suo personale, fino all'ultimo salto quando il portogheseGerson Baldè, che era sempre stato ffuori dal podio, ha trovato il salto dell'oro con 8.46. Furlani ha tentato il colpo all'ultimo salto ma ha fatto un nullo che ha regalato l'oro al lusitano. Terzo posto per il bulgaro Bozhidar Saraboyukov con 8.31. "È mancato poco per l’oro ma tutto sommato mi sono piaciuta nella seconda parte di gara e ho lottato, poi è sempre questione di centimetri. In quel salto c’era tanta grinta, tanta voglia di andare a prendere la medaglia, mi sono sentita emotivamente molto coinvolta ed è quello che lo sport dovrebbe trasmettere, emozioni. Ho pensato di avere una sorta di maledizione con i Mondiali perché succedeva sempre qualcosa ma oggi nonostante le mie solite ‘larissate’ sono riuscita finalmente a raggiungere quest’obiettivo", le parole di Iapichino dopo la gara. "Non sono mattiniera e ho dovuto cercare di adattarmi: al primo salto ero troppo sotto, al secondo lontana, il terzo nullo e mi sono detta di darmi una svegliata. Qui a Torun ho debuttato in Nazionale assoluta agli Europei indoor del 2021 e finora ho avuto un rapporto complicato con quest’arena, contenta di averci fatto pace. E quei cinque centimetri me li potrò riprendere in estate, agli Europei di Birmingham", aggiunge. 
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Paris vince il SuperG di Lillehammer, un altro trionfo del campione azzurro

(Adnkronos) – Immenso Dominik Paris che, dopo il successo nella discesa di sabato, oggi 22 marzo bissa nel SuperG con il tempo di 1.26.81 nelle finali di Coppa del mondo a Lillehammer. 'Domme' ripete la doppietta che aveva realizzato anche lo scorso anno sulla stessa pista Olympia, conquistando la sua vittoria n. 26 in carriera e l'ottava a Lillehammer a quasi 37 anni di età. Con lui sul podio gli austriaci Vincent Kriechmayr in 1.26.88 e Raphael Haaser in 1.27.19. Buona prova anche per Giovanni Franzoni che chiude in quinta posizione in 1.27.67. Gli altri italiani vedono Mattia Casse 9/o in 1.28.23, Guglielmo Bosca 12/o in 1.28.60 e Christof Innerhofer 18/o in 1.28.77.  
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Roma, esplosione a Piana del Sole: coinvolte tre villette, 2 feriti gravi

(Adnkronos) – Un'esplosione è avvenuta oggi domenica 22 marzo in via Tavagnasco, a Piana del Sole, nel quadrante sud-ovest di Roma. Il bilancio è di due persone ferite in modo grave, moglie e marito di 84 e 86 anni. La deflagrazione, per una bombola di gpl, ha coinvolto tre villette con detriti che hanno raggiunto anche diverse macchine parcheggiate. I due feriti sono stati trasportati entrambi in codice rosso all'ospedale Sant'Eugenio. Sul posto gli agenti del XI Gruppo Marconi della Polizia Locale, che hanno messo in sicurezza l'area per consentire le operazioni di soccorso. Chiusa la via interessata dall'esplosione, all'altezza di via Demonte, e via Castellinaldo, nel tratto compreso tra il civico 56 e via Eugenio Villoresi. Al momento gli agenti della Polizia Locale sono impegnati anche nelle procedure di assistenza alloggiativa, attivate insieme al personale della Protezione Civile, per le circa 70 persone evacuate dagli edifici vicini, dichiarati al momento inagibili dai vigili del fuoco, a seguito dei danni subiti. Le pattuglie stanno inoltre provvedendo ai rilievi dei danni sui veicoli presenti su strada al momento dell'esplosione. Sul luogo dell'esplosione si è recato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. "C'è stata un'esplosione davvero di grandissima potenza, che ha completamente distrutto una villetta e danneggiato quelle intorno – ha detto il sindaco – Ci sono due persone ferite al Sant'Eugenio in condizioni gravi. Stiamo poi verificando quante persone avranno bisogno dell'assistenza alloggiativa tra quelli che vivono intorno. I vigili del fuoco accerteranno le cause, che sarebbero dovute a una fuga di gas, un impianto gpl che avevano in casa".  "Voglio rivolgere un pensiero ai feriti – ha aggiunto Gualtieri – augurando loro una pronta guarigione. L'esplosione è stata di una potenza impressionante", ha concluso, specificando che si tratta di "palazzine nuove e in buone condizioni, realizzate 7 anni fa e di edilizia regolare". 
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Raid su Arad in Israele, colpiti due palazzi

(Adnkronos) – Due palazzi sono stati colpiti in un raid ad Arad, in Israele. Secondo le autorità israeliane, missili iraniani hanno colpito ieri le città di Dimona e Arad, nel sud del Paese, provocando circa 175 feriti. 
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Un altro Alcaraz trionfa, vince anche il fratello di Carlos

(Adnkronos) – Alcaraz vince un torneo. Non è una novità, apparentemente. In realtà a trionfare non è Carlos, numero 1 del tennis mondiale, ma sua fratello Jaime. Il 14enne conquista il titolo in un torneo Under 15 sulla terra battuta a Murcia. E lo fa con una prestazione coronata da un punto che ricorda da vicino i prodigi del miglior giocatore del mondo.   Il ragazzino fa calare il sipario sulla finale con un autentico show fatto di recuperi, scivolate, rincorse fino all'errore finale dell'avversario. Game, set and match: un altro trofeo a casa Alcaraz. 
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E’ morto Salvatore Lauro, politico e armatore italiano

(Adnkronos) – E' morto a 75 anni Salvatore Lauro, politico e armatore italiano. Lauro, eletto al Senato nelle file di Forza Italia nel 1996 e poi rieletto senatore nel maggio 2001 con la Casa delle Libertà, è stato un armatore azionista della società italiana di famiglia Alilauro e membro del consiglio di Confitarma. Si è spento a Ischia, dove era nato l'8 febbraio 1951. 
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Referendum, Schlein al seggio di Testaccio a Roma

(Adnkronos) – Elly Schlein al seggio. La segretaria del Pd ha votato a Roma alla scuola De Amicis a Testaccio, accompagnata da molti curiosi e alcuni esponenti dem, tra cui il senatore Antonio Nicita e Alfredo D'Attorre. 
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Goggia vince la Coppa del Mondo di SuperG

(Adnkronos) – Dopo Laura Pirovano in discesa, Sofia Goggia ha vinto oggi domenica 22 marzo la Coppa del Mondo di SuperG. La 33enne bergamasca a Kvitfjell precede la neozelandese Alice Robinson, ultima avversaria aritmeticamente in gioco e settima a 2"41 dalla vetta, e chiude i conti per la prima Coppa di SuperG della carriera, succedendo a Federica Brignone campionessa nel 2021-22. 
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Bossi, a Pontida l’ultimo saluto al Senatur tra ‘Padania libera’ e contestazioni

(Adnkronos) – Pontida si compatta e si divide allo stesso tempo nel giorno dell’addio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega scomparso giovedì scorso a 84 anni, tra cori che invocano alla “Padania libera” e contestazioni ad alcuni politici presenti, tra cui il vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini. Il clima si avverte subito fuori dall’abbazia di San Giacomo, a meno di due ore dall’inizio dei funerali, con il popolo leghista già schierato dietro le transenne: foulard, camicie verdi, bandiere della Lega lombarda con Alberto da Giussano e magliette con il volto del Senatur. I cori, quelli di sempre, “Roma ladrona, il Nord non perdona” e “Padania libera”, scandiscono come il suo popolo sia ancora profondamente fedele alla figura del fondatore. Su uno dei lati della chiesa, uno striscione con la scritta verde riassume il pensiero della base: “Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi”, firmato dalla sezione di Pontida. Tra i primi esponenti istituzionali e di partito ad arrivare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, visibilmente commosso e impegnato ad accogliere ospiti e amici per tutta la mattinata, e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Tra i presenti anche Roberto Calderoli, Gian Marco Centinaio, Maurizio Fugatti, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Felice Confalonieri, Marcello Dell’Utri, Daniela Santanchè, Roberto Castelli, Mario Monti, Maurizio Lupi, Letizia Moratti, Irene Pivetti e Antonio Angelucci. Mentre Romeo rivendica la necessità di proseguire il percorso tracciato da Bossi: “La Lega deve andare avanti sulla strada di un partito nazionale, ma la questione del Nord deve essere ripresa con più forza”. L’arrivo dell’ex governatore veneto Luca Zaia è accolto da un applauso spontaneo e da cori con il suo nome, un segnale di quanto la sua figura, ancora oggi, rappresenti per molti le battaglie originarie della Lega. Lo stesso non può dirsi per il leader del Carroccio, Matteo Salvini, arrivato con la compagna Francesca Verdini, in completo nero con camicia verde e spilla di Alberto da Giussano, accolto da una parte dei militanti con urla e slogan: “Molla la camicia verde” e “vergogna”. Segnali di una frattura mai del tutto ricomposta tra il partito delle origini e quello attuale. Ancora più esplicite le parole dell’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, oggi alla guida del partito popolare del Nord, che parla apertamente di “tradimento” dell’eredità bossiana: “La Lega di Salvini non è la Lega. Quella roba lì è un altro partito”. Un giudizio accompagnato dal ricordo del fondatore come colui che “ha risvegliato una coscienza di popolo”. E le contestazioni non mancano anche per alcune figure istituzionali: il senatore a vita Mario Monti viene accolto da cori ostili e fischiato tra “vergognati”, “vai via”, e “venduto”, così come la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Diverso il clima all’arrivo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del vicepremier Antonio Tajani: applausi, cori “Giorgia, Giorgia” e slogan “Secessione”, “Padania libera” accompagnano il loro ingresso. 
L’arrivo del feretro è uno dei momenti più sentiti: tutto il paese sembra fermarsi mentre il suono delle cornamuse, gli applausi, le urla “Viva Bossi” e il nome “Umberto” vengono scanditi dalla folla. Accanto alla bara, la moglie Manuela e i figli. Un cuscino di rose e fiori bianchi e la bandiera della Lega con il sole e le Alpi sono adagiati sul feretro. Attorno, un silenzio rotto solo dagli applausi e dai cori. La cerimonia si svolge in forma semplice, senza cerimoniale o posti riservati, se non per la famiglia e pochissime alte cariche istituzionali. Durante la funzione è il ministro Giancarlo Giorgetti a leggere un brano dal libro del profeta Ezechiele mentre il figlio di Bossi, Renzo, legge un brano dalla seconda lettera di San Paolo Apostolo ai romani. Nella sua omelia, l’abate Giordano Rota ricorda come la preghiera sia un modo “per sentire il fratello Umberto ancora vicino”. All’esterno nessun maxischermo, come previsto, ma l’audio diffuso per chi resta fuori, mentre qualche curioso si affaccia da balconi e finestre per l’ultimo saluto a Bossi. Il verde è il filo conduttore della giornata: foulard al collo, cravatte, camicie, dettagli su borse e magliette, bandiere che riempiono lo spazio davanti all’abbazia raccontano di una comunità ancora fortemente legata agli ideali del partito fondato dal Senatur. Ma è nel momento finale che emergono con più forza le tensioni interne. All’uscita del feretro, accompagnato dalle note di “Va’ pensiero’ dal Nabucco intonate dal coro degli alpini — scelta simbolica, coerente con la lettura che Bossi dava dell’opera di Verdi — una parte dei militanti torna a far sentire la propria voce. “Abbiamo un sogno nel cuore: bruciare il tricolore”, intonano alcuni presenti mentre la bara lascia la chiesa al fianco dei familiari e delle istituzioni, tra cui Giorgia Meloni. A tentare di riportare la calma è ancora Giancarlo Giorgetti, che interviene al microfono con un appello: “Per cortesia”. Pochi istanti dopo, la tensione si concentra nuovamente su Matteo Salvini. “Bacio di Giuda” e “traditore” sono le accuse che gli vengono rivolte da alcuni militanti quando, all’uscita, si avvicina alla moglie del Senatur, Manuela, per darle un bacio sulla tempia. Un gesto che scatena nuove proteste nel piazzale antistante la chiesa, tra chi contesta anche la scelta di indossare la camicia verde. “L’ha rinnegata più di dieci anni fa” osserva un giovane militante, indossando fiero quel colore ormai distante dall’attuale leadership. Il feretro viene poi portato nel pratone di Pontida, luogo simbolo dove dal 1990 si svolge l’annuale raduno dei militanti della Lega: un ultimo passaggio carico di militanza, appartenenza e fratture che, anche nel giorno dell’addio, restano evidenti. (dagli inviati Federica Mochi e Marco Cherubini)  
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