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Valanga in Alto Adige travolge scialpinisti: due morti e 5 feriti, tre sono gravi

(Adnkronos) – E' di due morti, cinque feriti, di cui tre in gravi condizioni e due lievi, il bilancio definitivo di una valanga che oggi sabato 21 marzo ha travolto un gruppo di venticinque scialpinisti in Val Ridanna in Alto Adige. L'allarme per il distacco, a quota 2400 metri circa, era arrivato intorno a mezzogiorno. Sul posto il Soccorso Alpino, il Bergrettung Sudtirol, la Guardia di Finanza e sei eliambulanze. Sono stati allertati gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Innsbruck (Austria). 
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Epatite A, nuovi casi a Napoli: 53 ricoveri all’ospedale Cotugno dopo il consumo di frutti di mare crudi

(Adnkronos) – Sono 53 i pazienti, ricoverati per epatite A, nei reparti all'ospedale Cotugno di Napoli. Un dato, che supera la media stagionale e ha attirato l'attenzione degli esperti, pur senza configurare una vera e propria emergenza sanitaria. A fare il punto è Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico dell'ospedale napoletano, che sottolinea come "i pazienti stiano tutti bene" e presentino "epatiti non complicate della malattia e, quindi, non destino preoccupazioni".   L'età media dei pazienti è tra i 30 e i 40 anni. Secondo quanto riferito ai medici un elemento comune emerge con chiarezza: tutti hanno mangiato frutti di mare crudi, ostriche o cozze. I casi non si limitano al capoluogo campano, ma risultano diffusi in tutta la provincia di Napoli e anche nel Casertano con segnalazioni analoghe anche da altri ospedali. L'aumento dei contagi, spiega il medico, "non si può definire una epidemia, nel senso che noi ci aspettiamo sempre un picco di casi dopo Natale, per il consumo di mitili e per le consuetudini alimentari che abbiamo. Questa volta, però, ci ha sorpresi, perché siamo arrivati ad avere dei numeri superiori alla norma". "Evitare di consumare frutti di mare, o comunque che siano consumati cotti, facendoli bollire almeno per 4 minuti" avverte. Sulla diffusione del virus da epatite A, il medico del Cotugno aggiunge: "Il contagio è orofecale e le mani sono un veicolo importante. Se una persona ha l'epatite ma non sa di averla, non si pulisce bene le mani e poi tocca una mela o una banana, la persona che poi mangerà quella mela può contrarre l'epatite. Questa è la via di trasmissione interumana, poi c'è chiaramente l'ingestione di alimenti non di origine conosciuta". Dal medico arriva, poi, "un'indicazione unica importantissima: la vaccinazione. Si possono vaccinare tutti i bambini da un anno e chiaramente anche gli adulti. La vaccinazione è sicura, tranquilla, abbiamo un vaccino con virus inattivati, quindi privo di rischi e dà una copertura entro 15 giorni della somministrazione, con un eventuale richiamo dopo 6 mesi", spiega Di Sarno.  L'epatite A, spiega la Regione Campania, è un'infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati, oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell'esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l'infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.  Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono infatti accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate. Per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.  La Regione Campania, comunica in una nota, ha progressivamente "rafforzato tutte le principali leve di sanità pubblica necessarie a contenere l'attuale incremento dei casi di epatite A: sorveglianza epidemiologica, gestione tempestiva dei casi e dei contatti, controlli ufficiali sulla filiera alimentare, approfondimenti molecolari e, da ultimo, potenziamento dell'offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti" virus "Hav per Ie persone più a rischio o fragili". In questa fase, in particolare, "la Regione ha disposto il potenziamento e l'ampliamento dell'offerta vaccinale gratuita anti-epatite A per i soggetti più a rischio". "Tale ampliamento gratuito, garantito con fondi regionali, consente alle aziende sanitarie di attivare e rafforzare rapidamente l'offerta su tutto il territorio regionale", si legge in una nota in cui vengono anche ribadite le indicazioni di prevenzione ai cittadini. 
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Giornata per le vittime innocenti delle mafie, migliaia in piazza a Torino. Don Ciotti: “Omertà uccide giustizia e speranza”

(Adnkronos) – A Torino oggi sabato 21 marzo il corteo promosso da Libera per la 31esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dopo aver sfilato per le vie del centro, il corteo – oltre 20mila persone – ha fatto il suo ingresso a piazza Vittorio. E' stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, a leggere per primo sul palco i nomi delle vittime. "Oggi in questa giornata – ha sottolineato il sindaco – vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e delle stragi, quelle di cui conosciamo le storie, quelle di cui sappiamo solo il nome e le tante delle quali non abbiamo ancora conoscenza". In testa al corteo oltre 500 familiari di vittime seguiti da decine di gonfaloni e dai rappresentanti delle istituzioni che hanno sfilato dietro allo striscione di Avviso pubblico. Tra presenti anche i leader di Pd e Si, Elly Schlein e Nicola Fratoianni, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, parlamentari, consiglieri regionali e comunali e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Ad accogliere i partecipanti in piazza i ragazzi dell’associazione Orma che si sono esibiti in due brani musicali. 
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Abbiamo bisogno di verità, l’omertà uccide la verità, la giustizia e la speranza", ha detto don Luigi Ciotti in un passaggio del suo intervento conclusivo. "Abbiamo fame di verità, fame di sapere, di non essere ingannati, manipolati dai poteri forti, dalle parole vuote, dai silenzi complici. La democrazia non può vivere senza dignità, non è compatibile con le zone d’ombra, con gli abusi, con i depistaggi, con chi sapeva e taciuto – ha aggiunto – la nostra memoria è memoria viva, vera, ma la memoria vera ha un costo, costa fatica, costa inquietudine, ma ci chiede di risarcire il dolore innocente, di dare corpo alla giustizia negata, di portare alla luce le verità nascoste". "Non basta avere le mani pulite, le mani pulite da sole non bastano, possiamo avere le mani pulite e tenerle in tasca, possiamo essere irreprensibili e stare alla finestra mentre il mondo brucia – ha detto ancora il fondatore di Libera – Questo non è possibile, non basta perché se abbiamo le mani pulite ma le teniamo in tasca siamo complici, siamo complici dell’indifferenza, dell’ingiustizia che avanza e colpisce duro come sempre i più deboli, i meno tutelati, le donne per esempio". "In occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il nostro pensiero va anzitutto a tutte le vittime innocenti e alle loro famiglie, che portano ogni giorno il peso di un dolore che riguarda l’intera Nazione", scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Il nostro ringraziamento va a chi ha sacrificato la propria vita per proteggere quella altrui: donne e uomini, servitori dello Stato, imprenditori e cittadini che non hanno mai piegato la testa di fronte ai ricatti del crimine organizzato, e a quegli eroi silenziosi che ogni giorno lavorano incessantemente per difendere la legalità". "A noi il compito di non dimenticare e di portare avanti l’opera di chi ha sempre creduto in un’Italia più forte, più giusta e libera da ogni forma di mafia", scrive la premier. 
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Moto passa con il rosso e si schianta contro un taxi a Milano: morti due giovani

(Adnkronos) – Incidente mortale nella notte a Milano. Due ragazzi in moto si sono schiantati contro un taxi e sono morti nella notte, poco prima delle 4 all'angolo tra viale Campania e viale Corsica.  Il taxi, guidato da un 61enne milanese, arrivava dal centro e stava percorrendo corso XXII Marzo. La moto, condotta da un 23enne di Capannori in provincia di Lucca con a bordo una ragazza appena ventenne di Locate di Triulzi nel Milanese, arrivata all'incrocio – secondo i primi rilievi della polizia locale – avrebbe proseguito la marcia, nonostante il semaforo rosso. A quel punto lo schianto, tanto forte che il taxi si è ribaltato e arrestandosi in viale Corsica. Il pm di turno ha disposto il sequestro di entrambi i mezzi e dei caschi, indossati dai due ragazzi, trovati in arresto cardiaco dai soccorritori del 118 e morti sul posto. Il tassista è stato trasportato in codice giallo all'ospedale Policlinico. Le indagini sull'incidente mortale sono affidate alla Polizia locale di Milano. Il taxi, guidato da un 61enne milanese, arrivava dal centro e stava percorrendo corso XXII Marzo. La moto, condotta da un 23enne di Capannori (Lucca), con a bordo una ragazza appena ventenne di Locate di Triulzi (Milano), arrivata all'incrocio – secondo i primi rilievi della Polizia locale – avrebbe proseguito la marcia, nonostante il semaforo rosso. A quel punto lo schianto, tanto forte che il taxi si è ribaltato in viale Corsica. 
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Berrettini show, batte Bubik e vola al terzo turno di Miami

(Adnkronos) – Matteo Berrettini vola al terzo turno dell'Atp Masters 1000 di Miami. L'azzurro, al secondo round, supera in 2 set il kazako Alexander Bublik, testa di serie numero 10. Berrettini si impone per 6-4, 6-4 in 1h28'. Il romano affronterà il vincente della sfida tra l'argentino Mariano Navone e il monegasco Valentin Vacherot, testa di serie numero 24. 
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Primavera in pausa, torna l’inverno con freddo e neve: meteo artico in Italia

(Adnkronos) –
La primavera inizia ma torna l'inverno. Il quadro meteo, a dispetto del calendario, secondo le previsioni propone in Italia un ribaltone 'artico' con freddo, pioggia e neve. Il maltempo, da Milano a Roma, si farà vivo già nel weekend prima della svolta in arrivo nel corso della settimana. "La primavera astronomica è appena scoccata ma l'Inverno non sembra affatto intenzionato ad abbandonare l'Italia. I prossimi giorni si preannunciano come un vero e proprio 'ottovolante meteorologico', con nevicate abbondanti in quota, instabilità diffusa e, a metà della prossima settimana, l'irruzione di un gelido 'colpo artico' nel cuore del Mediterraneo", dice Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de 'iLMeteo.it', all'Adnkronos.  "La prima notizia riguarda le montagne: sulle Alpi occidentali sono in arrivo altri accumuli importanti, con 30-40 centimetri di neve fresca previsti già a partire dai 900 metri di quota durante il weekend. La traiettoria del maltempo vedrà i fenomeni spostarsi sabato dalle Dolomiti verso ovest, con nevicate che si intensificheranno in serata sulle Alpi occidentali, – continua Tedici – dove il maltempo sarà protagonista fino alla tarda mattinata di domenica. La giornata festiva si aprirà poi con piogge su gran parte del Nord-Ovest, per poi lasciare spazio a un parziale miglioramento. L'instabilità aumenterà invece al Centro-Sud: tra Lazio, Abruzzo, Molise e gran parte del Meridione scoppieranno frequenti rovesci pomeridiani, la più classica delle dinamiche primaverili".   "Se il weekend sarà all'insegna della tipica 'instabilità primaverile', la nuova settimana cambierà drasticamente copione. Dalla serata di mercoledì 25 marzo una gelida massa d'aria artica marittima, in discesa dalla Norvegia, punterà in picchiata l'Italia. A tre mesi esatti dal Natale – prosegue Tedici – torneranno correnti polari capaci di causare un vero e proprio crollo termico: attesa neve fino a 500 metri di quota al Centro-Nord, venti tempestosi e mari in burrasca". Nel dettaglio sabato 21 al Nord il quiadro peggiora dal Triveneto verso il Nord Ovest in serata, con neve sulle Alpi. Al Centro si profila tempo variabile con prevalenza di sole. Al Sud, invece, soleggiato prima dell'aumento delle nubi con qualche scroscio isolato. 
Domenica 22 marzo offrirà al nord un cielo perturbato al Nord-Ovest. Al Centro, tempo variabile con scrosci pomeridiani. Al Sud, invece, meto instabile con scrosci diffusi. Quindi, l'inizio della settimana: sole al Nord, qualche nube al Centro e pioggia possibile al Sud. "Dalla serata di mercoledì 25 marzo aria fredda dalla Norvegia con maltempo invernale", avverte l'esperto. E a Pasqua? "La situazione entra nel campo del 'fantameteo'. Se i modelli matematici indicavano dapprima uno scenario fresco e ventoso, le ultimissime elaborazioni supportate dall'Intelligenza artificiale hanno ribaltato la tendenza, suggerendo un periodo pasquale più caldo e soleggiato. Un drastico cambio di rotta che conferma come, oltre i 10 giorni, le previsioni siano ancora altamente incerte e da monitorare".  
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Doccia tutti i giorni? Non sempre fa bene: rischio prurito, pelle screpolata e micro taglietti

(Adnkronos) –
Per molti la doccia è un rituale quotidiano irrinunciabile, ma non sempre è necessaria. Se si esagera con le 'sessioni' sotto l'acqua, tra shampoo e bagnoschiuma, si rischia addirittura di trasformare l'abitudine in un'operazione dannosa. Lo spiegano gli specialisti del sito anti-bufale 'Dottore, ma è vero che…?' della Fnomceo, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua che cade domenica 22 marzo. "La frequenza della doccia, o del bagno, dipende da più fattori e necessità: dall'attività svolta, per esempio lo sport o un lavoro fisicamente impegnativo, dalla presenza di sudore o polvere sulla pelle, dalla necessità di eliminare cattivi odori o semplicemente dal desiderio di rinfrescarsi dopo essere stati esposti allo smog – spiegano gli specialsti – Conta molto anche il benessere personale: una doccia può rilassare o, al contrario, dare la carica, al di là delle esigenze igieniche. Oltre a questi fattori ambientali e personali, occorre considerare anche il tipo di pelle, in particolare la tendenza a sudare molto o avere la pelle grassa. Per molti la doccia è quotidiana e dipende proprio dall'abitudine, perché lavarsi completamente ogni giorno non è affatto necessario. Naturalmente, l'acqua e il sapone sono essenziali per eliminare agenti patogeni come virus e batteri e limitare così infezioni e malattie. Eppure, i benefici della doccia frequente possono trasformarsi in un'abitudine dannosa se si esagera".  "L'acqua calda e, soprattutto, i detergenti indeboliscono la barriera cutanea. Con questo termine – ricordano i medici – si intende lo strato più esterno della pelle, che funziona appunto come uno scudo con due compiti fondamentali: difendere l'organismo dagli agenti esterni (inquinamento, sporco, batteri) e mantenere l'idratazione. La barriera cutanea è composta da cellule ricche di proteine e lipidi e, quando non è indebolita da saponi aggressivi, lavaggi eccessivi o sfregamenti, conferisce alla pelle un aspetto sano e idratato. Il primo segnale che si sta esagerando con la doccia è, infatti, la pelle secca o addirittura irritata; nei casi di cute più sensibile, si possono anche manifestare prurito, pelle screpolata e micro taglietti che potrebbero favorire infezioni".   Secondo l'Associazione americana dei dermatologi (Aad), la durata ottimale della doccia è compresa tra i 5 e i 10 minuti ed è raccomandata l'acqua tiepida. A questo proposito, gli esperti evidenziano che la tendenza a sottoporsi a docce gelate per ottenere benefici sulla salute non ha validità scientifica e presenta anche qualche rischio. I lavaggi frequenti e aggressivi sono da limitare, soprattutto se già si soffre di condizioni dermatologiche particolari.  In alcuni casi, bisogna usare un'accortezza supplementare in presenza di situazioni specifiche. "L'eczema, per esempio, può peggiorare proprio con docce frequenti o bagni lunghi e, soprattutto, usando acqua molto calda – avvertono i medici – Per questa forma di dermatite, che provoca secchezza della cute e prurito, non esiste una cura; occorre dunque proteggere la pelle per evitare sintomi più fastidiosi o recidive frequenti. Questa indicazione, tuttavia, è continuamente messa alla prova da nuovi studi. In assenza, ancora una volta, di una risposta valida e univoca per chiunque, conviene adattarsi autonomamente alla modalità che troviamo più adatta per noi".   C'è chi comincia la giornata sotto la doccia e chi preferisce il 'rito serale'. Cambia qualcosa? "Gli effetti sulla salute della pelle non cambiano con l'orario – dice la scienza – Al risveglio, la doccia aiuta a stimolare la circolazione e a sentirsi più energici. La sera, invece, può favorire il rilassamento ed è anche per questo che i bagnetti dei neonati si svolgono soprattutto prima di dormire".  
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Guerra in Iran, l’annuncio di Trump: “Usa vicini a obiettivi, valutiamo passo indietro”

(Adnkronos) –
Donald Trump valuta il ridimensionamento dell'impegno militare degi Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato dai paesi che lo utilizzano. Il presidente americano per la prima volta, in maniera esplicita, fa riferimento ad un primo passo indietro dopo 3 settimane di conflitto innescato dagli attacchi del 28 febbraio. "Ci stiamo avvicinando sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi mentre valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente in relazione al regime terroristico iraniano", dice Trump in un post su Truth social. L'affermazione, una novità nel diluvio di dichiarazioni e post del numero 1 della Casa Bianca, in realtà sembra in contrasto che le indiscrezioni relative alle operazioni in corso: il Pentagono sta trasferendo almeno 2.200 Marines nell'area del conflitto, dove dovrebbero giungere almeno altre 3 navi. Non proprio segnali di un imminente 'rompete le righe'. Per Trump, evidentemente, la missione è quasi conclusa. "Posso dire che abbiamo vinto a livello militare. Possiamo dialogare, ma non voglio un cessate il fuoco. Non si fa un cessate il fuoco quando si sta annientando completamente l'altra parte. Non hanno una marina, non hanno un'aviazione, non hanno equipaggiamento, non hanno vedette, non hanno difese aeree, non hanno radar. E tutti i loro leader sono stati eliminati, a tutti i livelli", ripete.  Nel messaggio su Truth, il presidente elenca i 5 target che l'operazione Epic Fury ha consentito di raggiungere: "1. Demolire completamente le capacità missilistiche iraniane, i sistemi di lancio e tutto ciò che è collegato. 2. Distruggere la base industriale della difesa iraniana. 3. Eliminare la Marina e l'Aeronautica, compresi i sistemi di difesa aerea. 4. Non permettere mai all'Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare e essere sempre in una posizione tale da consentire agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza a una tale situazione, se si dovesse verificare. 5. Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri", scrive il presidente snocciolando l'elenco, nel quale non viene menzionato il tema del 'regime change'. "Stiamo avendo difficoltà, vogliamo parlare con loro, ma non c'è nessuno con cui parlare", ironizza Trump davanti a microfoni e telecamere. "I loro leader sono tutti spariti -aggiunge- il gruppo successivo di leader è sparito e anche quello ancora successivo è quasi tutto sparito, Ed ora nessuno vuole più essere un leader. Non abbiamo nessuno con cui parlare e sapete, a noi piace che sia così".  Quindi, Trump affronta – ancora una volta – il nodo relativo allo Stretto di Hormuz. La via del petrolio è di fatto bloccata di fatto dall'Iran, con la paralisi del traffico del greggio e con effetti dirompenti sui mercati. Gli Stati Uniti, che hanno ottenuto dal Regno Unito l'uso delle basi britanniche, potrebbero agire in tempi brevi per liberare lo Stretto: un'azione è un'ipotesi concreta a giudicare dai movimenti di navi e truppe verso la regione. Quando la situazione sarà stata risolta, "lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano. Gli Stati Uniti non lo usano. Se ci verrà chiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro sarà un'operazione militare semplice", dice. I paesi in questione comprendono gli alleati della Nato – definiti qualche ora prima "codardi" per il mancato sostegno agli Usa -, la Cina e il Giappone. "Sarebbe bello" se Pechino e Tokyo si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto. "Noi non ne abbiamo bisogno. L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina e molti altri ne hanno bisogno: quindi dovranno farsi coinvolgere". 
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Gasparri: “Anarchici legati a Cospito? Dem Orlando lo visitò in carcere, si scusi”

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La dieta e il doppio effetto: abbassa pressione e aiuta cervello, cos’è la DASH

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Chi segue una dieta lo fa per ottenere in particolare un beneficio fisico. Si punta a perdere peso, ad agevolare il 'lavoro' del cuore, a tenere sotto controllo la pressione e contrastare magari il rischio di diabete. Molti regimi alimentari hanno come 'bonus' effetti positivi per l'attività cerebrale, che trae giovamento dalla riduzione dei processi infiammatori. Il tema è finito sotto i riflettori di un gruppo di ricercatori che hanno analizzato i dati raccolti in due studi relativi nel complesso a 160mila adulti, monitorati nei periodi 1986-2017 e 1986-2012, come si legge nel report pubblicato su JAMA Neurology. Gli studiosi hanno evidenziato che 6 modelli alimentari erano sostanzialmente associati a una minore probabilità di manifestare sintomi di declino cognitivo. Ma uno in particolare ha mostrato l'effetto maggiore: la dieta DASH, acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension (Approcci dietetici per fermare l'ipertensione). Nello studio osservazionale, che quindi non certifica in maniera definitiva un legame causa-effetto, le persone che hanno seguito la dieta DASH in maniera rigorosa hanno presentato avuto un rischio inferiore del 41% di sperimentare un declino cognitivo rispetto a coloro che non l'hanno seguita con disciplina. Il dato non ha sorpreso gli esperti.  
La dieta DASH si concentra su frutta e verdura, cereali integrali e proteine magre, limitando al contempo sodio, zucchero e grassi saturi. È stata sviluppata quasi 30 anni fa da ricercatori finanziati dal National Heart, Lung, and Blood Institute negli Stati Uniti. La ricerca dimostrò che l'adozione di questo stile alimentare abbassava la pressione sanguigna e talvolta anche il colesterolo – entrambi fattori di rischio per malattie cardiovascolari – con risultati notevolmente differenti rispetto alle persone che continuavano a seguire una dieta tipicamente americana. Negli anni, il regime alimentare è stato ulteriormente studiato e associato, ad esempio, a un miglioramento dei sintomi dell'asma e a una minore probabilità di calcoli renali. "La dieta è anche associata a livelli più bassi di infiammazione, che gioca un ruolo significativo nel deterioramento cognitivo", ha affermato Christopher Weber, direttore senior delle iniziative scientifiche globali presso l'Alzheimer's Association. "L'attenzione della dieta DASH a verdura, frutta secca e cereali integrali, con la parallela limitazione dell'assunzione di sodio e zucchero, è stata collegata a una pressione sanguigna più bassa. L'ipertensione è un fattore di rischio riconosciuto per la demenza", ha spiegato il professor Kjetil Bjornevik, autore dello studio e docente di epidemiologia e nutrizione presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health. La DASH "è anche ricca di antiossidanti e altri nutrienti che possono giovare alla salute del cervello", ha aggiunto. Come evidenzia il Washington Post, non solo la dieta DASH produce effetti positivi per il cervello. Un altro studio condotto nel marzo 2026 su 1.647 individui di mezza età e anziani ha rilevato che la dieta MIND – una combinazione della dieta DASH e della dieta mediterranea – è abbinata ad un declino più lento del volume totale di materia grigia: tale regime alimentare, in sostanza, potrebbe contribuire a ritardare l'invecchiamento strutturale del cervello.  Alcune diete prese in considerazione dallo studio pubblicato su JAMA Neurology sono state elaborate con finalità specifiche: controllo della glicemia, della pressione sanguigna o dell'infiammazione, ad esempio. In generale, ogni regime alimentare 'sano' può produrre effetti positivi sull'attività cerebrale a giudicare dai dati disponibili. 
Sebbene la dieta DASH sia stata associata al maggiore beneficio cognitivo, anche gli altri modelli alimentari hanno avuto effetti positivi. I partecipanti che hanno seguito questi altri piani alimentari avevano una probabilità inferiore dall'11 al 35% di segnalare un declino cognitivo rispetto a coloro che non hanno seguito gli stessi modelli alimentari con lo stesso rigore. "Ciò che è stato incoraggiante è stata la coerenza tra i diversi modelli alimentari", ha affermato Bjornevik. "Questo suggerisce che non esista un solo approccio giusto, differenti strategie alimentari possono avere effetti benefici sulla salute cognitiva", ha aggiunto.  Nello studio pubblicato su JAMA Neurology, le persone che hanno seguito più fedelmente questa dieta hanno avuto il rischio più basso di declino cognitivo, in particolare se hanno seguito il piano tra i 45 e i 54 anni. "Sebbene il declino cognitivo si manifesti in genere in età avanzata, i cambiamenti sottostanti nel cervello possono iniziare più di 20 anni prima che i sintomi diventino evidenti. La mezza età rappresenta una finestra critica per i fattori di rischio modificabili che influenzano la salute cognitiva in età avanzata", ha affermato Bjornevik. "Condizioni come l'ipertensione e il diabete si sviluppano e consolidano durante questo periodo: contrastarle con tempestività attraverso la dieta può contribuire a proteggere il cervello prima che si verifichino danni irreversibili".  Per chi è abituato a mangiare secondo altri criteri meno salutari, il passaggio alla dieta DASH può essere 'traumatico' per certi versi. "Invece di stravolgere l'intera dieta, è opportuno concentrarsi sul passaggio graduale a un maggiore consumo di verdura, pesce e cereali integrali, riducendo al contempo carni lavorate e bevande zuccherate", il suggerimento di Bjornevik. "Piccoli cambiamenti sostenibili nel tempo sono più realistici e hanno maggiori probabilità di essere mantenuti". Il primo step? Scegliere le noci come spuntino al posto di uno snack. La 'metamorfosi' passa anche per la limitazione – se non eliminazione – di alcol, bevande zuccherate e alimenti ricchi di grassi saturi. Il regime alimentare – e non è una sorpresa – funziona ancora meglio se abbinato ad un'attività fisica anche moderata: almeno 30 minuti quasi tutti i giorni della settimana per completare l'opera.  
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