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Mostre, da domani all’Adi Design Museum un secolo di Made in Italy in Fiera

(Adnkronos) – Attraverso manifesti, fotografie, poster e locandine, l’esposizione racconta oltre un secolo di storia industriale, economica e culturale del Paese, mostrando come la Fiera di Milano abbia accompagnato – e spesso anticipato – le trasformazioni del sistema produttivo italiano. Anche la scelta dell’ADI Design Museum, uno dei luoghi simbolo della cultura del progetto e del design italiano, rafforza il legame tra la storia della Fiera e le eccellenze creative e produttive che hanno contribuito a costruire nel tempo l’identità del Made in Italy. «La Fiera di Milano è da oltre un secolo uno dei luoghi in cui l’Italia mostra al mondo la propria capacità produttiva. Nei suoi padiglioni imprese, innovazione e creatività si incontrano contribuendo a costruire l’identità del Made in Italy. Con questa mostra apriamo al pubblico una parte del patrimonio custodito nel nostro Archivio Storico, restituendo alla città di Milano e al Paese documenti che raccontano come la Fiera abbia accompagnato lo sviluppo industriale, culturale e sociale italiano. Bisogna sempre preservare e valorizzare la nostra identità culturale che rappresenta l'essenza fondante del Made in Italy», afferma Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano. La mostra “Fiera Milano motore del Made in Italy” è visitabile gratuitamente dal 21 marzo al 15 aprile 2026 all’ADI Design Museum di Milano, tutti i giorni tranne il venerdì, dalle 10.30 alle 20.00. Sin dalla prima Campionaria del 1920, la Fiera è stata uno spazio privilegiato di incontro tra imprese, tecnologia e società. Nei padiglioni milanesi si sono incrociate per oltre un secolo le energie produttive del Paese, trasformando Milano in una delle principali vetrine internazionali dell’industria, del design e dell’ingegno italiano.  La mostra nasce dal lavoro di valorizzazione dell’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano, che custodisce oltre un chilometro lineare di documenti, fotografie, cataloghi, filmati e materiali grafici. Un patrimonio che non racconta soltanto la storia della Fiera, ma anche l’evoluzione dell’industria e della società italiana nel corso del Novecento. Il percorso espositivo guida i visitatori attraverso la storia della Fiera, dagli anni Venti fino ad oggi, mostrando come nei padiglioni milanesi si sia riflessa, decennio dopo decennio, l’evoluzione economica e sociale del Paese. Dalla prima Campionaria del 1920, inaugurata lungo i bastioni di Porta Venezia e subito capace di richiamare migliaia di visitatori, la Fiera si afferma come una vetrina privilegiata dell’Italia in trasformazione. I manifesti degli anni Trenta raccontano lo spirito del progresso con l’arrivo dei primi prototipi automobilistici e delle grandi scenografie industriali, mentre le immagini della ricostruzione postbellica testimoniano la capacità del quartiere espositivo di rinascere e tornare punto di riferimento per l’industria nazionale. C’è anche un episodio poco noto, ma molto affascinante: nel 1946 la Fiera ospita la stagione operistica del Teatro alla Scala, che era stato danneggiato dai bombardamenti. Con il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, la Fiera diventa il palcoscenico della modernità: elettrodomestici, nuovi materiali, televisione, innovazioni tecnologiche e progetti urbanistici – tra cui un vagone della nascente metropolitana milanese – segnano l’ingresso dell’Italia in una nuova stagione. Il percorso richiama alcune delle innovazioni e delle icone industriali che hanno segnato la storia del Paese – dalla presentazione della Fiat Balilla negli anni Trenta al Moplen nel 1957, il polipropilene inventato dal chimico Giulio Natta e destinato a rivoluzionare l’industria e la produzione di oggetti di uso quotidiano – offrendo uno spaccato di come il progresso industriale italiano si sia presentato al grande pubblico proprio nei padiglioni della Fiera. 
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Roma, coreografia contro Bologna. Ironia social: “Sembra un gatto”

(Adnkronos) – Quella tra Roma e Bologna è stata una partita spettacolare in campo e fuori. Mentre i rossoblù si Italiano sono riusciti a strappare la qualificazione ai quarti di finale di Europa League trionfando all'Olimpico al termine di un spettacolare 4-3, i tifosi giallorossi hanno provato fino all'ultimo a spingere la propria squadra regalando una coreografia da brividi prima del fischio d'inizio. Che però si è esposta, sui social, ad alcuni facili sfottò. I tifosi della Roma hanno deciso di accogliere in campo le due squadre, in quella che molti consideravano la partita più importante dell'anno, con bandiere distribuite in tutto lo stadio Olimpico, sold out per l'occasione. La Curva Sud si è quindi colorata di giallo, rosso e bianco, colori alternati fino a creare, al centro, un lupo, simbolo della squadra. Ma se l'idea era ottima, la realizzazione, secondo qualcuno, lo è stata decisamente meno. Al centro della Curva Sud, invece che un lupo, in molti hanno visto un gatto, ironizzando su distanze sbagliate che hanno reso più 'magra' la sua figura. Ed ecco allora che l'ironia si è scatenata sui social.  Qualcuno ha preso la coreografia dell'Olimpica e ci ha affiancato il gatto dei Simpson, per far notare una presunta somiglianza, mentre qualcun altro ha postato il cane che sputa fuoco simbolo dell'Agip. Molti quindi i tweet di sfottò ai tifosi romanisti, che, in ogni caso, non hanno fatto mancare il loro supporto a una serata che, visto il risultato, non è andata come speravano.  
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Migranti, ambasciatore Balzaretti (Svizzera): “Ai minori non accompagnati accoglienza che diventa futuro”

(Adnkronos) – "Non solo protezione, ma percorsi concreti di crescita e autonomia": così l'ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, in occasione della  visita a Sicignano degli Alburni, nel progetto con Italia e Unhcr per rafforzare qualità e integrazione nei centri per minori non accompagnati. 
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Concluso congresso nazionale Snals-Confsal, confermata Elvira Serafini

(Adnkronos) – Si è concluso oggi il XIII Congresso Nazionale dello SNALS-Confsal, che ha visto numerosi interventi di rappresentanti delle istituzioni e organizzazioni sindacali e ha riunito oltre 1000 delegati, arrivati da ogni parte d’Italia, che hanno confermato Elvira Serafini alla guida del sindacato ed eletto la Segreteria generale e gli altri organi statutari per il prossimo quinquennio.  "Auspichiamo – ha commentato Serafini – che il Governo onori gli impegni presi, dando priorità all’Istruzione e alla Ricerca con investimenti adeguati e realizzi il miglioramento delle condizioni di lavoro e stipendiali di tutto il personale che lavora nelle nostre istituzioni educative e formative, vere leve della crescita sociale ed economica del Paese. Questo è l’appello che il nostro Congresso lancia alla politica. Viviamo un tempo complesso e in rapida trasformazione che tende a frammentare e dividere: noi rispondiamo alle nuove sfide con la forza dell’unità e con una piattaforma programmatica forte, capace di unire tutto il mondo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’Afam. Il nostro Congresso ha messo al centro chi ogni giorno tiene in piedi la scuola italiana, con professionalità, dedizione e senso dello Stato. Occorre partire dalla stabilità e dalla valorizzazione giuridica, professionale ed economica di tutto il personale che sostiene il sistema della conoscenza e di cui lo SNALS-Confsal rivendica la centralità nelle politiche nazionali.  Serafini, aggiunge, che “lo Snals punta a dare più dignità al lavoro anche attraverso lo stanziamento di risorse adeguate a superare i nodi strutturali che attraversano il sistema formativo italiano. Tra questi: il precariato “cronico”, l'autonomia differenziata, che rischia di ampliare divari territoriali già profondi; la sicurezza del personale e dei luoghi di lavoro, oltre all'impatto dell'intelligenza artificiale, che apre opportunità, ma anche interrogativi etici e professionali. È ineludibile difendere il potere d'acquisto, valorizzare le competenze, rilanciare la contrattazione come strumento di equità: questi sono i nostri obiettivi. La scuola non può essere trattata come un costo, ma come un investimento strategico”. I risultati – è stato sottolineato – sono stati conseguiti anche grazie al sostegno della Confsal, guidata dal Segretario generale Angelo Raffaele Margiotta, che ha sottolineato come "il gap tra gli stipendi del nostro personale e quelli dei colleghi degli altri paesi europei deve essere colmato e si deve porre fine all’emergenza salariale causata dall’inflazione che ha pesantemente eroso il potere d’acquisto. Dobbiamo governare sfide complesse, come l’intelligenza artificiale che va utilizzata come strumento di lavoro. In questa direzione lo Snals e la nostra Confederazione sono impegnati a dare il loro contributo affinchè l’impatto delle nuove tecnologie sulla conoscenza, sul mondo del lavoro e della produzione venga gestito con l’intelligenza 'umana'. Per affrontare le attuali criticità, acuite anche dalle crisi internazionali, serve un sindacato forte come lo Snals che, con la Confsal, è riuscito a costruire corrette relazioni sindacali e a rafforzare l’interlocuzione istituzionale in virtù del dialogo sociale".  Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha dichiarato: “La scuola finalmente torna ad essere protagonista, il dibattito è importante. Questo sta a significare che l’abbiamo rimessa al centro, prevedendo strumenti di welfare a favore di tutto il personale della conoscenza. Auspichiamo che si possa arrivare ad una chiusura rapida del terzo contratto”. Il dibattito sulle Tesi programmatiche ha fatto emergere contenuti e proposte che sono state portate a sintesi dalla mozione congressuale, approvata all’unanimità.  I lavori congressuali sono stati conclusi dalla replica del Segretario generale che, dopo aver ringraziato i delegati, i congressisti e i rappresentanti delle Istituzioni per aver arricchito l’assise, ha "ribadito con forza gli obiettivi dello Snals- Confsal, sindacato fondato su una lunga storia e lanciato verso il futuro". 
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Imprese: A2a presenta il primo indice misurazione stakeholder engagement su territori e business

(Adnkronos) – A2a presenta presso la sede di Assonime a Roma il primo indice di misurazione dello stakeholder engagement sui territori e sul business: il Engagement Value Index Report, nato con l'intento di misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. Con questo Report A2a ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. 
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Fiere: l’Archivio storico di Fondazione Fiera Milano in mostra all’Adi Design Museum

(Adnkronos) – "Fiera Milano motore del Made in Italy" è la mostra con cui Fondazione Fiera Milano racconta oltre un secolo di storia attraverso manifesti, fotografie, poster e locandine del suo archivio storico, in un percorso espositivo tra analogico e digitale. Aperta al pubblico dal 21 marzo 2026 all'Adi Design Museum del capoluogo lombardo, l'esposizione ripercorre non solo cento anni di Fiera di Milano, ma anche del Made in Italy. 
"https://cms.radiosei.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2026/03/Serviziograficato_MostraFieraMadeinItaly_Leanews_video-hd.mp4"—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Minori non accompagnati, Svizzera al fianco dell’Italia: l’ambasciatore svizzero Balzaretti in visita al centro di accoglienza di Sicignano degli Alburni

(Adnkronos) – Rafforzare accoglienza e protezione dei minori stranieri soli: la collaborazione tra Italia, Svizzera e UNHCR al centro della visita dell'ambasciatore Balzaretti nel centro di Sicignano degli Alburni, tra confronto con operatori e storie di integrazione. 
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Nascerà a Tor Sapienza a Roma ‘Finalmente Casa’, progetto innovativo di cohousing sociale

(Adnkronos) –
Offrire spazi abitativi a chi ne ha bisogno, ma anche favorire dialogo e inclusione. ‘Finalmente Casa!’ progetto innovativo di cohousing sociale, nasce dalla volontà di sviluppare a Tor Sapienza, periferia Est di Roma, nuove forme di convivenza e integrazione, ad opera della Comunità di Sant’Egidio, che da molti anni è presente in questo quartiere supportando i più fragili come anziani soli, famiglie in difficoltà e migranti giunti con i corridoi umanitari.  Un’ex area industriale di 2.400 metri quadri verrà recuperata e riconvertita in nuovi alloggi. A realizzare il progetto è Leonardo Maria Del Vecchio che questa mattina a Roma, nella sede di Sant’Egidio, ha incontrato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità. L’iniziativa non si limita a creare spazi abitativi, ma vuole costruire relazioni fra chi li abita offrendo così la possibilità di sviluppare nuove opportunità e percorsi di inclusione. “Ho voluto promuovere questo progetto nella periferia Est di Roma perché credo che, ancor più nei territori con una forte storia produttiva e un tessuto sociale diversificato come Tor Sapienza, possano nascere nuovi modelli di convivenza e integrazione”, sottolinea Leonardo Maria Del Vecchio dopo aver firmato il protocollo d’intesa con la Comunità di Sant’Egidio.   “L’incontro con la Comunità di Sant’Egidio, che da anni è presente in questo contesto con un impegno quotidiano accanto alle persone più fragili, mi ha aiutato a trasformare un desiderio in un progetto concreto”, spiega. “Non si tratta soltanto di recuperare uno spazio urbano, ma di dare vita a un luogo in cui abitare significhi anche costruire relazioni, opportunità e percorsi di riscatto”, precisa Del Vecchio. “Quando la filantropia diventa concreta e responsabile può contribuire a generare modelli in grado di unire accoglienza, dignità e futuro. L’ambizione è semplice: creare un luogo in cui la comunità cresca e nessuno resti indietro”, conclude. “A contatto da anni con tante diverse fragilità abbiamo capito in modo evidente l’importanza della casa per chi non ce l’ha o rischia di perderla. Ma casa significa anche e soprattutto spazio di condivisione con gli altri”, sottolinea il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. “Lo hanno sperimentato famiglie che fuggono dalle guerre, come chi giunge in Italia con i corridoi umanitari e ha sete di integrazione”, spiega. “Ma anche anziani che scelgono di restare in una casa per non finire in uno dei tanti istituti a loro riservati. Case non isole, perché c’è bisogno di comunicare, sviluppare rapporti, amicizie, relazioni con il quartiere”, precisa Impagliazzo. “Per questo siamo felici di avviare, con il sostegno e la collaborazione di Leonardo Maria Del Vecchio, questo nuovo progetto di cohousing sociale che sarà un’importante risorsa non solo per Tor Sapienza ma per tutta la città di Roma”, conclude il presidente della Comunità di Sant’Egidio. 
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Trump, attacco frontale alla Nato: “Codardi, ce ne ricorderemo”

(Adnkronos) –
"La Nato è una tigre di carta senza gli Stati Uniti. Codardi". E' l'attacco frontale di Donald Trump alla Nato, sempre più nel mirino del presidente degli Stati Uniti. Trump ha sollecitato invano la partecipazione dei paesi dell'alleanza ad una coalizione internazionale per liberare lo Stretto di Hormuz, la 'via del petrolio' nel Golfo Persico bloccata dall'Iran, con effetti sul traffico di greggio e sui prezzi. L'appello del presidente degli Stati Uniti nei giorni scorsi non ha prodotto risultati. Trump non ha gradito e ha criticato aspramente i partner dell'alleanza atlantica. Oggi, con un post su Truth, l'affondo più duro. "Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta. Non hanno voluto unirsi alla battaglia per fermare l'Iran, potenza nucleare. Ora che il conflitto è vinto a livello militare, con rischi bassissimi per loro, si lamentano dei prezzi alti del petrolio che sono costretti a pagare. Non vogliono però aiutare per aprire lo Stretto di Hormuz, una manovra semplice a livello militare", afferma. La chiusura dello Stretto "è l'unica ragione alla base dei prezzi alti del petrolio. Sarebbe così semplice per loro, con così pochi rischi. Codardi, ce ne ricorderemo", la chiusura del messaggio durissimo. 
Il post non è propriamente in linea con le posizioni espresse da Trump nelle ore precedenti. Il presidente americano accusa i paesi della Nato perché non si sarebbero mobilitati contro l'Iran: in realtà, come ha detto il numero 1 della Casa Bianca nella giornata di giovedì, gli Stati Uniti non hanno informato nessun alleato dell'azione iniziata il 28 febbraio. "Volevamo sfruttare l'effetto sorpresa", ha detto Trump, che ora usa per la Nato la stessa definizione utilizzata più volte per l'Iran: "Paper Tiger", una tigre di carta che non fa paura a nessuno. Dopo il 'no' dei partner, il presidente ha modificato la propria posizione affermando che "gli Usa non hanno bisogno di nessuno". Ora, nel nuovo post, alla Nato viene rimproverata nuovamente la mancanza di disponibilità all'intervento. L'ira di Trump è aumentata dopo la posizione assunta da 6 paesi, Italia compresa, favorevoli al varo di un piano per garantire la navigazione nello stretto di Hormuz. Il documento è stato sottoscritto anche da Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone. Per l'Italia, qualsiasi eventuale intervento avverrebbe esclusivamente sotto l'egida delle Nazioni Unite. 
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McDonald’s Italia compie 40 anni, il primo ristorante a Roma in Piazza di Spagna

(Adnkronos) – Era il 20 marzo 1986, quando McDonald’s faceva il suo ingresso in Italia con il primo ristorante a Roma, in Piazza di Spagna, che solo nel primo giorno di apertura ha accolto oltre 4.000 clienti. L’Italia dava il benvenuto a un nuovo protagonista della ristorazione, diventato poi parte integrante del tessuto economico e sociale nazionale. In occasione del quarantesimo anniversario dall’apertura del primo ristorante in Italia, McDonald’s presenta i risultati di uno studio a cura dell’istituto Althesys che quantifica l’impatto socioeconomico complessivo dell’azienda sul sistema Paese nel corso di questi quattro decenni: oltre 29 miliardi di euro di valore condiviso, circa una volta e mezza il valore della manovra finanziaria 2026. Un valore composto in larga parte da circa 10 miliardi di gettito fiscale generato e circa 11 miliardi di salari lordi versati lungo l’intera filiera. Nello stesso periodo, inoltre, McDonald’s ha generato circa 13 miliardi di acquisti da fornitori italiani. Il risultato di tutto questo è che oggi, ogni euro fatturato da McDonald’s Italia ne genera circa altri 3 che tornano al sistema Paese, dallo Stato, ai lavoratori, dalle famiglie alle altre imprese italiane, sotto varie forme. Questo impatto è cresciuto nel tempo: dal singolo ristorante aperto nel 1986, agli oltre 800 McDonald’s presenti oggi lungo tutta la Penisola, con più di 40.000 dipendenti, che diventano 53.000 considerando la filiera lunga, e un valore condiviso che nel 2025 ha superato i 2,5 miliardi. McDonald’s, infatti, ha continuato a credere e investire in Italia attraversando quattro decenni di profondi cambiamenti: dall’integrazione monetaria europea al rallentamento dell’economia, passando per l’emergenza demografica, la rivoluzione digitale, il periodo pandemico e la ripartenza. Nel corso del 2026 sono previste circa 60 nuove aperture, per un investimento totale di sistema pari a circa 300 milioni di euro, includendo anche gli interventi di riammodernamento dei ristoranti esistenti. Anche gli obiettivi futuri sono ambiziosi: si punta infatti a raggiungere 1.000 ristoranti entro il 2029, con un investimento totale di sistema stimato intorno a 1 miliardo di euro, tra nuove aperture e riammodernamenti (periodo 2026-2029). “Da quarant’anni McDonald’s cresce insieme al Paese. Siamo entrati nel mercato italiano con il desiderio di fare parte del suo tessuto economico e sociale, e oggi i risultati confermano che quell’impegno si è trasformato in valore reale, fatto di ricchezza redistribuita, posti di lavoro, filiere locali più forti, servizi e innovazione per milioni di clienti. I numeri raccontano il valore generato, ma a questo si affianca un valore che non si misura, rappresentato dalle storie, dalle relazioni e dalla fiducia costruite nel tempo con le nostre persone. Guardiamo ai prossimi anni con la stessa determinazione, pronti a continuare a investire nel futuro del Paese che ci ha accolti”, commenta Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald’s Italia. Nel corso del 2026 è previsto un calendario ricco di iniziative. I festeggiamenti iniziano oggi 20 marzo nel ristorante di Piazza di Spagna a Roma, nel medesimo giorno e luogo da dove tutto è cominciato. Si tiene oggi infatti, un evento dedicato a tutte le persone che lavorano in McDonald’s, vero cuore e leva del business del marchio, che in questi 40 anni hanno contribuito giorno dopo giorno a costruire l’azienda e a dare forma ai suoi valori, instaurando rapporti autentici con i consumatori e le comunità in cui operano. A questo appuntamento seguirà, per la prima volta, la partecipazione di McDonald’s alla Milano Design Week, dal 20 al 26 aprile, con 'Pool Ti sblocco un ricordo', un’esperienza immersiva e partecipativa a cura di Nicolas Ballario, che unisce gioco, tecnologia, design e arte, ripercorrendo la storia del brand tra immaginario collettivo e cultura visiva contemporanea. Per celebrare 40 anni di storia del brand e del Paese, attraverso voci, immagini, racconti sarà inoltre pubblicato un libro iconico dal titolo “Generazioni McDonald’s”, edito da Rizzoli. Le tappe principali di un percorso lungo 40 anni: 1986: McDonald’s apre il suo primo ristorante in Italia, a Roma in Piazza di Spagna. Sono oltre 4.000 i clienti nella sola prima giornata di apertura; 1994: apre il primo McDrive in Italia; 1996: con l’acquisizione di Burghy l’azienda amplia la sua rete sul territorio; 1999: Casa Ronald McDonald porta la sua missione in Italia, dando vita a progetti e strutture di accoglienza per i bambini e le loro famiglie in cura lontano da casa; 2000: il Crispy McBacon, il panino più amato in Italia, entra nel menu McDonald’s, un’esclusiva dei ristoranti italiani ancora oggi; 2005: McDonald’s lancia McCafé, lo spazio del bar all’italiana all’interno di McDonald’s; 2008: grazie alla prima collaborazione con i Consorzi di Tutela, con il Parmigiano Reggiano Dop, McDonald’s spinge l’acceleratore sul suo percorso di italianità; 2010: la svolta tecnologica. I ristoranti introducono progressivamente i chioschi digitali nelle loro sale.  
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