Categorie
Adnkronos News

Droni non identificati sulla base Usa dove vivono Rubio e Hegseth, rafforzata sicurezza

(Adnkronos) – Droni non identificati sono stati avvistati sulla base dell'Esercito a Washington dove Marco Rubio e Pete Hegseth si sono trasferiti nei mesi scorsi a vivere per ragioni di sicurezza. Lo rivela oggi il Washington Post citando fonti informate che spiegano che non è stata determinata la provenienza dei droni, e che l'episodio però ha fatto rafforzare l'allarme per possibili minacce legate all'operazione Furia Epica che gli Usa, al fianco di Israele, hanno lanciato contro l'Iran il 28 febbraio scorso.   Secondo riferito da una delle fonti del Post, diversi droni sono stati avvistati a Fort Lesley J. McNair in una notte degli ultimi dieci giorni, provocando un rafforzamento delle misure di sicurezza e una riunione alla Casa Bianca per discutere come rispondere. Tra le opzioni valutate, quella di spostare il segretario di Stato e della Difesa, ma per il momento, fonti dell'amministrazione, riferiscono che i segretari non si sono trasferiti.  L'episodio avviene mentre gli Stati Uniti hanno diffuso l'allerta globale per tutte le sedi diplomatiche nel mondo e messo in lockdown diverse basi militari interne a causa di minacce. Questa settimane le basi McGuire-Dix-Lakehurst in New Jersey e MacDill in Florida, hanno innalzato il livello di allarme a Charlie, che indica un attacco o un pericolo possibile, livello inferiore solo al Delta, che scatta di fronte ad un attacco o alla sua previsione certa.  Interpellato dal Post, il portavoce del Pentagono non ha rilasciato commenti sull'avvistamento dei droni: "il dipartimento non può commentare i movimenti del segretario per ragioni di sicurezza e riferire questi movimenti è grandemente irresponsabile", ha detto Sean Parnell. Due volte questa settimana è scattato il lockdown alla base MacDill, sede dell'U.S Central Command, responsabile per le operazioni Usa contro l'Iran. L'Fbi sta indagando su un pacchetto sospetto il cui arrivo ha bloccato per ore lunedì il centro visitatori della base, e ieri un altro non specificato incidente ha fatto scattare per ore l'ordine di 'shelter-in-place', cioè di cercare riporo sul posto.   La base di Fort McNair ospita la National Defense University e alcuni dei vertici militari del Pentagono, e non, tradizionalmente, i suoi leader politici. Ma negli ultimi mesi un numero crescente di membri dell'amministrazione Trump si è trasferita a vivere, citando motivi di sicurezza, nella base che si trova ad una distanza conveniente dal centro politico della capitale. Hegseth vive nella residenza tradizionalmente riservato al vice capo dello staff dell'Esercito e Rubio in un'altra residenza poco distante.  Nell'area militare lungo l'Anacostia River viveva anche l'ormai ex segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem: già la scorsa estate i media americani scrivevano articoli polemici sul fatto che l'ex governatrice del South Dakota si fosse trasferita nell'ampia residenza rifersata all'ammiraglio capo della Guardia Costiera, tutto 'rent free', senza pagare l'affitto, circostanza poi contestata ad ottobre dalla portavoce di Noem che ha parlato di "un affitto in linea con i prezzi del mercato".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Turismo, Cangemi: “Se manca la mobilità viene meno”

(Adnkronos) – ''Da 25 anni sento parlare di destagionalizzazione, ma secondo me quello che abbiamo detto nel passato non è servito a nulla: mancavano proprio le basi per discutere di destagionalizzazione''. Va dritto al punto Lino Cangemi, presidente MasterGroup World e consigliere del direttivo nazionale Astoi Confindustria Viaggi, durante la due giorni della Fondazione Magna Grecia “Oltre il mare. I patrimoni per la continuità dell'offerta turistica”. “Turisticamente la Calabria è a trazione estiva – aggiunge – Quando si è capita l'importanza del turismo durante mesi invernali siamo arrivati tardi. Altre regioni, come la Puglia, sono intervenute ristrutturando tutto il possibile. Prima mancavano i collegamenti, ma il turismo è mobilità: se viene meno la mobilità viene meno il turismo. I nostri numeri estivi figli dei charter e non dei collegamenti che la Calabria deve avere. Più collegamenti ci sono e più persone hanno motivi per venire in Calabria''.  ''Altro aspetto fondamentale è lo storytelling – aggiunge – Il Palio di Siena esiste dalla fine del Cinquecento. Noi abbiamo la Varia di Palmi che è dello stesso secolo, ma la conosciamo solo noi. In ogni caso, credo che negli ultimi 25 anni ci sia stata una metamorfosi della politica verso il turismo. Cinque anni fa l'assessore al turismo non ne sapeva nulla, adesso è cambiata anche la qualità degli assessori. Prima il turista era il calabrese che andava fuori e tornava. Abbiamo capito tardi che non era così, poi abbiamo iniziato a mettere le persone giuste''.  Rispetto all'approccio per ottenere i migliori risultati, Cangemi ha puntualizzato che “il turismo è progettualità: come azienda stiamo lavorando al 2028 e il turismo deve essere progettato”. L'ultimo passaggio è sulla situazione in Medio Oriente. “Sicuramente ci saranno problemi con il carburante che potrebbero cambiare anche i contratti già siglati, ma per quanto riguarda le presenze l'Italia se ne gioverà, non so quanto la Grecia, ma il nostro Paese sicuramente sì'', continua. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Turismo, assessore Sport Calabria: “Il mare come strumento di crescita economica e sviluppo”

(Adnkronos) – ''Siamo a Scilla, in uno scenario meraviglioso, ma il titolo dell'evento di oggi 'Oltre il mare', vuol dire che il mare non è solo paesaggio ma anche strumento di crescita economica e sviluppo''. A parlare è l'assessore allo sport della Regione Calabria, Eulalia Micheli, intervenendo alla due giorni della Fondazione Magna Grecia “Oltre il mare. I patrimoni per la continuità dell'offerta turistica''.  ''In Calabria – aggiunge – e non ci avrebbe scommesso nessuno, siamo in linea con progetti del Pnrr. Certi, siamo stati colpiti dai recenti eventi naturali, che hanno messo in risalto fragilità dei nostri territori, ma abbiamo iniziato un percorso nella giusta direzione e continueremo su questa strada. La Calabria ha preso coscienza che bisogna collaborare, che il dialogo tra istituzioni è importante”. Per quanto riguarda i problemi dei collegamenti e l'assenza dell'Alta Velocità, Micheli ha sottolineato che “in passato sono state fatte scelte politiche sbagliate, adesso facciamo scelte giuste anche se non sempre facili, perché è questo il compito di chi governa''.  Rispetto alla destagionalizzazione del turismo anche grazie allo sport, l'assessore Micheli ha puntualizzato che “è un mondo importantissimo e che nel nostro territorio è fondamentale insieme alla scuola come strumento educativo. Quando alcuni mesi fa sono diventata assessore, ho trovato un settore poco valorizzato: pensate a quanti sport si possono fare in Calabria, dove c'è un connubio tra discipline estive e invernali che da solo sarebbe uno strumento di crescita economica incredibile. C'è bisogno di consapevolezza: Abbiamo pubblicato un bando di sostegno per associazioni, federazioni e comitati sportivi, perché la politica deve creare un calendario di eventi che renda il territorio attrattivo tutto l'anno”. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Al via Music@Mens 2026 per brani inediti sulla salute mentale

(Adnkronos) – Al via il concorso Music@Mens 2026 per brani inediti sulla salute mentale. E' aperto il bando per Music@Mens, il concorso al quale si può partecipare gratuitamente presentando fino al 31 luglio 2026 canzoni inedite che affrontino le tematiche dell'inclusione sociale e del pregiudizio in salute mentale. Il concorso è promosso nell'ambito della V Edizione del 'Festival della salute mentale Ro.mens per l'inclusione sociale contro il pregiudizio' in programma dall'1 al 10 ottobre 2026, organizzato dal Dipartimento di Salute mentale Asl Roma 2 in collaborazione con l'assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, che nelle passate edizioni ha già avuto il patrocinio della Rai. Il regolamento e le domande da compilare, con gli allegati richiesti, si possono scaricare dalla pagina (https://www.salutementale.net/musicamens-2026/), dove si possono ascoltare le canzoni vincitrici delle edizioni 2024 e 2025. I finalisti potranno presentare i propri brani esibendosi, anche con base musicale, nella serata di lunedì 5 ottobre 2026 al Teatro Tor Bella Monaca, dove verrà definita la classifica e ci sarà la proclamazione dei 3 vincitori. La premiazione dei primi 3 brani classificati si terrà, nell'ambito della Giornata mondiale della salute mentale, la mattina di sabato 10 ottobre 2026 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, con la consegna delle targhe, alla presenza prevista del sindaco di Roma. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Molestie, Kevin Spacey evita un nuovo processo: ha raggiunto un accordo con gli accusatori

(Adnkronos) –
Kevin Spacey ha raggiunto un accordo extragiudiziale con i tre uomini che avevano intentato causa contro l'attore accusandolo di violenza sessuale, evitando così un processo civile a Londra previsto entro la fine dell'anno, come riporta 'Bbc'. Gli uomini sostenevano che Spacey li avesse molestati tra il 2000 e il 2013. I dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici.   Spacey, che ha sempre negato tutte le accuse, era già stato assolto nel 2023 da un processo penale nel Regno Unito per le denunce di alcuni uomini. Due di loro avevano poi avviato cause civili presso l’Alta Corte di Londra. Uno dei querelanti aveva già intentato una causa civile nel 2022, poi sospesa durante il processo penale. L’uomo, la cui identità è protetta dal tribunale, sostiene di aver "subito danni psichiatrici e altre perdite economiche" a causa della presunta aggressione, che sarebbe avvenuta nell’agosto 2008. Un altro ha affermato che Spacey lo avrebbe aggredito 12 volte tra il 2000 e il 2005. Il terzo querelante, Ruari Cannon, ha rinunciato all’anonimato e sostiene che Spacey lo avrebbe palpeggiato durante una festa nel 2013, mentre lui recitava in uno spettacolo all’Old Vic, teatro di cui Spacey era direttore artistico. Cannon ha raccontato la vicenza nella docu-serie di Channel 4 del 2024 'Spacey Unmasked', a cui l’attore ha risposto: "Ogni volta che mi è stato dato il tempo e un contesto adeguato per difendermi, le accuse non hanno retto all’esame e sono stato scagionato". Spacey era stato citato in giudizio anche a New York nel 2022 dall’attore Anthony Rapp per presunta aggressione sessuale, ma una giuria lo aveva ritenuto non responsabile. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

A2A presenta primo indice misurazione impatto stakeholder engagement su territori e business

(Adnkronos) – Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese.  È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari.  Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione.  Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità.   In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A.  “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”. 
—sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Farmaceutica, Alparone (Lombardia): “L’innovazione sceglie Milano”

(Adnkronos) – "Quando le aziende che fanno innovazione e ricerca, soprattutto nel campo farmaceutico, scelgono la Lombardia per la propria sede, c'è un motivo: è l'ecosistema lombardo, fatto di università, istituti clinici e istituzioni che permettono di trovare l'ambiente ideale in cui la loro competitività, anche a livello mondiale, trova la propria affermazione”. Così Marco Alparone, vice presidente e assessore al Bilancio e finanza della Regione Lombardia, partecipando a Milano all'inaugurazione dei nuovi uffici di Regeneron in Italia, con cui la farmaceutica biotech conferma la volontà di continuare a investire nel Paese nell'ambito della strategia di espansione internazionale avviata nel 2021.  Alparone evidenzia poi l'importanza del capitale umano "delle aziende con un forte valore di innovazione e di ricerca. Ci sono tantissimi giovani, spesso più donne che uomini – osserva – che hanno delle elevatissime competenze. Questi sono gli esempi di quel capitale umano che non va via. Sceglie Milano, la sceglie per rimanere e per investire il proprio talento", conclude Alparone. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

World Water Day, Sanpellegrino lancia Fonte

(Adnkronos) – In occasione del World Water Day, Sanpellegrino, parte di Nestlé Waters & Premium Beverages, lancia Fonte – acronimo di Futuro, Origine, Natura, Territorio ed Ecosistemi – un programma dedicato alla tutela dell’acqua, alla salvaguardia degli ecosistemi e alla valorizzazione dei territori in cui è presente. L’obiettivo è dare continuità al proprio impegno nelle comunità che ospitano le attività del Gruppo. Negli ultimi cinque anni Sanpellegrino ha investito complessivamente circa 30 milioni di euro per rafforzare la collaborazione e affrontare le sfide del futuro. “Fonte nasce con l’obiettivo di dare continuità e una visione di lungo periodo ai progetti che Sanpellegrino ha sviluppato negli anni a beneficio delle comunità locali, rafforzando al tempo stesso la collaborazione con istituzioni, associazioni e partner privati. Vogliamo proseguire nel percorso intrapreso, mettendo a sistema investimenti e iniziative e consolidando il nostro impegno con un ulteriore investimento di 40 milioni di euro entro il 2030 – ha dichiarato Ilenia Ruggeri, direttore generale Sanpellegrino – Siamo convinti che i progetti di successo nascano dalla condivisione di idee e dalla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Per questo adottiamo un approccio partecipato, che mette al centro ascolto, dialogo e confronto continui, con l’obiettivo di creare valore condiviso e duraturo per il territorio e le comunità”.  In un contesto segnato dalle sfide del cambiamento climatico e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, la tutela dell’acqua e della biodiversità richiede un impegno sempre più strutturato e condiviso. Un impegno che Sanpellegrino porta avanti da sempre con investimenti e iniziative concrete, come dimostra il conseguimento per tutti gli stabilimenti del gruppo della certificazione Aws (Alliance for Water Stewardship), uno standard internazionale che promuove una gestione sostenibile e condivisa dell’acqua, ne attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione di conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare e migliorare la qualità dell’acqua disponibile. Si tratta di un percorso avviato nel 2020 e rinnovato attraverso audit annuali che verificano il mantenimento degli alti standard richiesti dalla certificazione. Oltre alla gestione virtuosa della risorsa acqua Sanpellegrino è impegnato a realizzare progetti concreti per i territori e le comunità in cui opera come il progetto Oasi di Gabbianello a Barberino del Mugello (FI), il progetto Vaia in Valdisotto (SO) e il progetto di ricarica della falda acquifera del fiume Brenta a Carmignano di Brenta (PD). Nel Comune di Barberino di Mugello (FI), Sanpellegrino ha sostenuto la rigenerazione dell’Oasi di Gabbianello, riconosciuta come Area Naturale Protetta di Interesse Locale dalla Regione Toscana. Sono stati realizzati interventi di riqualificazione idrologica ed ecosistemica dell’area umida, estesa su circa 25 ettari di cui 8 ettari di stagni, con l’obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e rafforzare la biodiversità del territorio. In Valtellina, Sanpellegrino è impegnata nel ripristino di parte delle aree forestali colpite dalla tempesta Vaia nel 2018, che nel Comune di Valdisotto ha distrutto circa 115 ettari di foresta, in particolare nella zona di Cepina. L’iniziativa, sviluppata insieme al Comune di Valdisotto, al Consorzio Forestale Alta Valtellina e all’Università degli Studi di Milano, prevede interventi di bonifica, riforestazione, opere di bioingegneria del suolo e azioni di messa in sicurezza del territorio che permetteranno di ridurre il rischio di frane ed erosione e aumentare al contempo il valore del patrimonio forestale. Nel Comune di Carmignano di Brenta (Pd), Sanpellegrino si è impegnata nel progetto di ricarica della falda acquifera del Brenta, realizzato in collaborazione con il Consiglio di Bacino del Brenta, il Consorzio di Bonifica del Brenta ed Etifor. Sono stati realizzati due bacini artificiali che, nei periodi di maggiore disponibilità idrica, ricevono l’acqua dal fiume Brenta attraverso una roggia, favorendone l’infiltrazione nella falda sotterranea. Il sistema permetterà di ricaricare ogni anno circa 750.000 metri cubi di acqua, contribuendo a rafforzare la disponibilità della risorsa idrica per il territorio e a sostenere le attività agricole nei mesi estivi. Non solo. Attraverso Fonte, che prevede ulteriori 40 milioni di euro fino al 2030 di investimenti, in collaborazione con le istituzioni e le comunità locali, Sanpellegrino realizzerà ulteriori progetti come, ad esempio, il Progetto Paradiso a San Pellegrino Terme dove sgorga l’acqua S.Pellegrino e la realizzazione dell’impianto Nossana. A San Pellegrino Terme (Bg), l’azienda ha avviato il Progetto Paradiso, un intervento di riqualificazione ambientale e ricettiva della storica area Paradiso, su una superficie di circa 6 ettari che comprende un’area boscata e due edifici storici oggi in stato di abbandono. L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio architettonico esistente nel rispetto del paesaggio, utilizzando materiali naturali e soluzioni progettuali integrate con l’ambiente circostante.  Sanpellegrino ha poi avviato un altro importante progetto nella bergamasca per la realizzazione dell’impianto Nossana, un’opera pubblica che consentirà un approvvigionamento idrico costante a più di 300mila abitanti della provincia di Bergamo, anche in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti o di eventi atmosferici eccezionali. Una volta completato, l’impianto sarà donato da Sanpellegrino a Uniacque e sarà utilizzato a beneficio della collettività. 
—sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Combattenti russi in Europa, un rischio che non possiamo ignorare. Parla il ministro estone

(Adnkronos) – L’Europa deve evitare che chi ha partecipato alla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina possa entrare liberamente nello spazio Schengen. È questo il messaggio al centro dell’editoriale firmato dal ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, che lunedì sarà in visita ufficiale in Italia, e pubblicato da Eurofocus, il portale Adnkronos dedicato agli affari europei. Nel testo, il capo della diplomazia di Tallinn mette in guardia da un rischio che, a suo avviso, non è affatto teorico: la possibilità che migliaia di ex combattenti russi, una volta concluso il conflitto, possano spostarsi in Europa sfruttando il sistema dei visti Schengen. Tsahkna sottolinea come tra le forze mobilitate da Mosca vi siano non solo soldati regolari, ma anche ex detenuti liberati direttamente dalle colonie penali e inviati al fronte, insieme a individui reclutati con modalità coercitive o fortemente ideologizzati. Si tratta di persone con esperienza diretta nell’uso della violenza e in molti casi “indurite e segnate da contesti estremi”, che potrebbero rappresentare un problema di sicurezza se non adeguatamente monitorate. Dall’inizio dell’invasione su larga scala la Russia avrebbe mobilitato "oltre un milione di individui", creando così un bacino molto ampio di reduci con un profilo potenzialmente critico. L’editoriale richiama anche precedenti recenti. Il ritorno dei combattenti stranieri da Siria e Iraq, così come l’esperienza dei veterani delle guerre balcaniche, ha dimostrato come il rientro di persone con un passato bellico possa avere conseguenze durature in termini di sicurezza, inclusi legami con criminalità organizzata e reti estremiste. L’esperienza maturata in contesti di guerra, osserva Tsahkna, non si dissolve automaticamente una volta superati i confini. A rendere il quadro ancora più complesso è, secondo Tallinn, l’assenza di programmi credibili in Russia per la reintegrazione dei combattenti dopo la guerra. Senza percorsi di smobilitazione o supporto psicologico, molti reduci potrebbero trovarsi in una situazione di marginalità sociale ed economica. Un contesto che, unito agli incentivi economici ricevuti durante il conflitto, potrebbe spingerli a cercare opportunità all’estero, rendendo l’Europa una destinazione potenzialmente attrattiva. Questo scenario è collegato alla più ampia strategia russa di guerra ibrida. Disinformazione, cyber attacchi, uso di reti criminali e pressione sui flussi migratori fanno già parte degli strumenti utilizzati da Mosca. In questo quadro, gli ex combattenti potrebbero diventare una risorsa facilmente attivabile per operazioni di sabotaggio, intimidazione o destabilizzazione. Per questo, l’Estonia chiede una risposta a livello europeo. L’idea è quella di introdurre un divieto valido in tutto lo spazio Schengen per il rilascio di visti e permessi di soggiorno a chi ha preso parte alla guerra contro l’Ucraina. Una misura che dovrebbe poggiare su una maggiore condivisione delle informazioni tra Stati membri, una blacklist comune e un’applicazione uniforme delle regole. L’obiettivo non è colpire indiscriminatamente i cittadini russi, ma stabilire una responsabilità individuale chiara: partecipare a una guerra di aggressione, si legge nell’editoriale, non può essere considerato un fatto neutrale. Nel ragionamento del ministro estone, un ruolo centrale spetta anche all’Italia, indicata come uno dei principali punti di accesso allo spazio Schengen e come Paese chiave per la sicurezza europea. Un controllo più rigoroso sul rilascio dei visti, viene sottolineato, contribuirebbe non solo alla protezione nazionale ma alla sicurezza complessiva dell’area europea. Il punto finale dell’editoriale è netto: l’Europa si trova davanti a una decisione che non può essere rimandata. Agire ora, in modo coordinato, significa prevenire un rischio considerato prevedibile. Non farlo, avverte Tsahkna, significherebbe dover giustificare in futuro un’inerzia dalle possibili conseguenze gravi. L’obiettivo è mantenere l’Europa aperta a scambi culturali e relazioni legittime, ma chiusa a chi ha preso parte a uno dei conflitti più violenti nel continente dalla Seconda guerra mondiale. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Nordio all’Adnkronos: “Troppe fake su riforma. Bettini nostro miglior sponsor, gli piace ma vota No solo contro governo”

(Adnkronos) – Da un bilancio della campagna referendaria – arrivata ormai al rush finale – alla partecipazione al voto. Da "Bettini miglior sponsor per il Sì" ai due Csm come la "scissione dell'atomo" per smontare la "balla colossale" dell'aumento dei costi: il ministro della Giustizia Carlo Nordio a tutto campo in un'intervista all'Adnkronos alla vigilia del voto sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. "Guerra civile mediatica? Ci sono stati toni apocalittici da parte del 'no'. Io non cambierei niente anche se c'è stato qualche difetto di comunicazione". 
Ministro Nordio, come cambierà la giustizia per i cittadini nel caso in cui vincesse il Sì al referendum?
 "Nel senso di una giustizia giusta: oggi il cittadino che viene giudicato in una Corte penale non sa che il suo giudice viene professionalmente e anche disciplinarmente valutato dal suo accusatore. Quando sedevo al Consiglio giudiziario di Venezia – organo periferico del Consiglio superiore della magistratura che dà in prima battuta le valutazioni dei magistrati – la mattina peroravo una causa davanti al giudice terzo imparziale e il pomeriggio io davo i voti a quel giudice cioè lo valutavo sul suo avanzamento, trasferimento. Questo perché le carriere sono unite, i pm danno i voti ai giudici e viceversa. Se il cittadino sapesse che il suo giudice è valutato professionalmente e anche disciplinarmente dal suo accusatore non sarebbe molto tranquillo…." 
La campagna referendaria è al rush finale, come la descriverebbe? Tornando indietro cambierebbe qualcosa?
 "Io avevo auspicato, sin dal primo momento, che la campagna elettorale fosse mantenuta nell'ambito dei contenuti. Non siamo stati noi a volerla politicizzare: il messaggio che Franceschini ha mandato alle Camere è stato chiarissimo, una chiamata alle armi dell'opposizione e della stessa magistratura per indebolire o addirittura abbattere il governo Meloni e purtroppo, come si temeva, (la campagna referendaria ndr) si è politicizzata e si sono accesi i toni degli uni e degli altri. Qualche volta sono andati, o siamo andati, sopra le righe: l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato estremamente propizio. Io l'ho seguito alla lettera, ho tenuto i toni più che bassi. Purtroppo non sempre è avvenuto lo stesso dall'altra parte perché, anche di recente, hanno detto che siamo addirittura dei banditi. Speriamo che almeno gli ultimi giorni si stemperi tutto e si vada alle urne sereni. 
Però non ha detto se, tornando indietro, cambierebbe qualcosa…
 "Non cambierei niente anche se probabilmente c'è stato qualche difetto di comunicazione. Faccio un esempio: quando ho citato le parole di un pubblico ministero che aveva detto che il Consiglio superiore della magistratura adottava metodi para-mafiosi, quella frase è stata attribuita a me, invece io avevo semplicemento citato il pm, come peraltro risulta dalla stampa di quattro anni fa. Ecco, forse quell'errore di citarlo non lo rifarei. 
Secondo lei in questa fase è scoppiata in Italia una sorta di guerra civile mediatica?
 "Guerra civile no, toni dannatamente accesi, toni apocalittici, perché addirittura hanno insinuato che volessimo sovvertire la Costituzione quando abbiamo seguito un procedimento di revisione che è previsto proprio dalla Costituzione, che è stata cambiata peraltro in questi anni varie volte. Quello che mi ferito di più è stato essere additato come un seguace di Licio Gelli o comunque accusato di voler attuare il disegno della P2 o addirittura di voler umiliare la magistratura. Dire che vuole umiliare la magistratura un ex magistrato, che ha per quarant'anni indossato la toga e che cinquant'anni fa ha rischiato la vita conducendo le indagini sulle Brigate Rosse, è una fake news abbastanza antipatica". 
Teme più l'astensionismo o il fronte del No?
 "Non temo il fronte del no, sarebbe una manifestazione di volontà popolare che va rispettata. Temo l'astensionismo nel senso che è una forma di rinuncia al diritto minimo della democrazia, mi duole sia in questo referendum sia durante le elezioni politiche o amministrative". 
La vittoria del Sì o del No con una percentuale rappresentativa di meno della metà della metà degli aventi diritto porrebbe un tema di legittimazione o sarebbe un ostacolo in caso vincesse il Sì nell'attuazione della riforma?
 "Delegittimazione no perché la procedura costituzionale è quella e non richiede il quorum proprio perché ritiene che l'importanza consista nella valutazione della maggioranza popolare. Da un punto di vista costituzionale e formale il problema non si pone, certo, più bassa è l'affluenza alle urne e più si dimostra un disinteresse del cittadino verso un argomento essenziale per la democrazia come è la giustizia e questo non va bene". 
La situazione internazionale, la guerra, secondo lei potrebbe avere dei riflessi anche sulla partecipazione al referendum?
 "Le guerre possono far diminuire l'interesse verso i problemi interni, ma non credo che avranno grosse influenze sulla partecipazione al referendum". 
Lei ha ribadito più volte che un'eventuale vittoria del No non avrebbe conseguenze né sul governo né sul parlamento. Una vittoria del Sì che conseguenze avrebbe sull'Associazione nazionale magistrati (Anm)?
 "La vittoria del Sì toglierebbe all'Anm l'aspetto patologico per il quale da centro di studio, di consultazione, di confronto culturale, è diventato – come tutti ammettono anche a sinistra – un centro di potere. Ma Io credo che la vittoria del Sì sarebbe utile anche all'Anm perché ritornerebbe alle sue origini. Il sorteggio (previsto dalla riforma ndr) eliminerà l'aspetto patologico perché non ci sarà più questo rapporto tra eletti ed elettori che ha condotto l'Associazione ad essere quello che qualcuno ha chiamato un 'poltronificio'". 
In caso di vittoria del Sì, l'intenzione con le leggi di attuazione – come ha anticipato la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è quella di prevedere per il Csm una incompatibilità, almeno per un periodo, per i politici. Secondo lei bisognerebbe intervenire anche sul tema delle porte girevoli in magistratura e sui magistrati che tornano ad indossare la toga dopo un periodo di politica?
 "In caso di vittoria del Sì la nostra parola d'ordine non sarà certo rappresaglia né umiliazione, ma sarà collaborazione. Il giorno stesso o il giorno dopo, penso a Palazzo Chigi o ovunque deciderà il presidente, apriremo un tavolo di confronto, di collaborazione con la magistratura, con l'avvocatura, con il mondo accademico per le leggi di attuazione che sono importanti quasi quanto la riforma costituzionale, naturalmente nell'ambito del perimetro fissato appunto del contenuto del referendum".  
E le porte girevoli?
 "La mia opinione personale è che un magistrato ha il diritto, se vuole, di entrare in politica perché è un cittadino come un altro, ma una volta entrato in politica non può rientrare in magistratura perché si è già schierato e quindi perderebbe l'impronta di imparzialità e di terzietà che ogni magistrato deve avere. Ci sono già delle proposte di legge, per esempio per consentire un rientro nell'ambito dell'avvocatura dello Stato o di altri settori non nell'ambito della magistratura ordinaria". 
Perché la riforma non ha previsto che l'Alta Corte disciplinare fosse presieduta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella?
 "Nell'Alta Corte disciplinare, proprio perché si tratta di una Corte giurisdizionale seppure di giurisdizione amministrativa, dove già siedono tre persone nominate dal Capo dello Stato, si è ritenuto per rispetto di lasciare fuori la più alta carica dello Stato da quello che è il momento più delicato della giurisdizione". 
Questi mesi sono stati tutti concentrati sull'appuntamento referendario. Da martedì quali altri provvedimenti sulla giustizia avranno una priorità?
 "Il mio obiettivo è intanto di attuare a pieno il vero codice Vassalli, voluto da un grande eroe della Resistenza quarant'anni fa e che è stato snaturato e non è stato accompagnato dalla sua soluzione naturale che era la separazione delle carriere: enfatizzare l'aspetto accusatorio, quindi liberale, del processo penale che ci allinei con tutte le grandi democrazie europee".  
Poi?  "Poi affronteremo il problema delle carceri – che ci sta sempre molto a cuore e che è stato un po' isolato in questi due mesi di concitazione – e attueremo, ma siamo già molto avanti, i piani del Pnrr perché la giustizia ha anche un forte impatto economico. Va dato atto anche alla magistratura, che abbiamo ridotto già di molto i tempi dei processi però dobbiamo ridurli ancora di più. Bisognerà inoltre portare a compimento la riforma sulla custodia cautelare: il 20% delle persone oggi in prigione non è stato condannato con una sentenza definitiva e per metà di queste persone la carcerazione si rivela poi ingiustificata. Questa riforma, quindi, non inciderebbe soltanto sul sovraffollamento carcerario – su cui lavoriamo anche in altre direzioni come la detenzione differenziata e gli accordi internazionali per far scontare all'estero le pene per i cittadini stranieri – ma inciderebbe anche sui diritti minimi dei cittadini. Interverremo di sicuro, sempre che vinca il Sì, altrimenti le riforme liberali saranno affossate e se ne riparlerà chissà quando". 
Se vincesse il Sì su quali punti è fiducioso si possa trovare un accordo con la magistratura nell'attuazione della riforma?
 "Il primo punto riguarda i criteri del sorteggio, soprattutto del sorteggio tra magistrati dei due Csm. Il secondo aspetto, sul quale pure abbiamo sentito delle frottole, è quello della possibilità di ricorrere per Cassazione dopo la decisione definitiva dell'Alta Corte disciplinare: la legge non vieta affatto il ricorso per Cassazione, anzi è una cosa sulla quale discuteremo. Sarebbe un bene che l'ultima parola, anche sull'aspetto disciplinare, spettasse proprio alla magistratura per enfatizzare la sua indipendenza e la sua autonomia". 
A proposito del sorteggio come risponde a chi lo critica definendolo 'truccato' perché è diverso tra laici e togati?
 "Sono carte truccate quelle con le quali ci fanno queste obiezioni. La legge è chiarissima: per quanto riguarda la Corte disciplinare, il sorteggio avviene in un canestro di magistrati che abbiano almeno vent'anni di esperienza, c'è poi un piccolissimo gruppo di laici nominati dal parlamento: mentre oggi vi è una vera e propria interferenza politica perché i componenti del Csm vengono eletti sulla base dei rapporti di forza dei partiti, noi adottiamo invece il sorteggio e nella legge attuativa esporremo i criteri per comporre questo canestro". 
Ieri abbiamo raccolto una dichiarazione del conduttore Pierluigi Diaco che ha detto 'Io voto sì, il problema è che in Italia chi dichiara di votare no è un testimonial, chi dichiara di votare sì è un lacchè'. È vero che quelli che votano Sì hanno paura a dirlo?
 "Questo lo vedremo quando usciranno i risultati elettorali; è vero che le esperienze precedenti ci dimostrano che c'è una certa riluttanza tra gli elettori di centrodestra ad ammettere di votare centrodestra, mentre vi è quasi un orgoglio da parte di quelli di centrosinistra di dirsi di centrosinistra; ricordiamo benissimo alcuni sondaggi nei quali, ai tempi ancora di Berlusconi, si diceva che vinceva il centrosinistra e poi c'è stata la maggioranza quasi bulgara (per il centrodestra ndr). Io rispondo in un modo molto semplice: parleranno le urne". 
Come risponde alla critiche per la creazione di due Csm e a chi pone il problema di un aumento dei costi?
 "Questa è un'altra balla colossale perché parte dal presupposto che se noi sdoppiamo il Csm dovremmo mantenere i due Csm con la stessa struttura, in parte ipertrofica, che questo Consiglio ha adesso dove vi sono delle spese assolutamente ingiustificate. Queste spese saranno ridotte. Con due Csm faremo quello che accade con la fissione nucleare: rompiamo un atomo, lo spezziamo in due, ma la differenza dei due pesi è inferiore rispetto al peso iniziale. Ecco, noi spezzando i due Csm ridurremo addirittura il costo e il resto lo trasformeremo in efficienza". 
Il clima della campagna elettorale si è fatto rovente nelle ultime settimane, al corteo di sabato è stata bruciata una foto sua e di Meloni ed è arrivata la solidarietà anche dal fronte del No. Lo scontro e l'esito del referendum rischiano di avere risvolti di ordine pubblico?
 "Gli inglesi dicono 'wishful thinking' cioè pensare quello che si spera. Io penso che, come sempre accade dopo le elezioni, dopo l'atmosfera si calmerà. È quello che penso ed è anche quello che spero". 
Sono tanti quelli che le dicono 'la riforma è giusta, ma io voto No per principio?
 "Non solo sono tanti, ma ce n'è uno in particolare che io non ho il piacere di conoscere, ma che si è esposto molto ed è Bettini, uno dei fondatori del Partito democratico e, secondo me, il nostro migliore sponsor; moltissimi a sinistra dicono che voteranno Sì – Barbera, Ceccanti, e se ne aggiungono sempre di più – ma io chiamo sponsor non chi vota Sì, ma chi vota No: Bettini ha detto che questa riforma gli piace ma voterà No per dare una spallata al governo Meloni. Ecco, questa è la beata sincerità che a me fa piacere e lo ringrazio perché dimostra che il contenuto della riforma è un buon contenuto, condiviso da lui che vota no. Se poi votano No per dare un significato politico nella vana speranza di far cadere il governo allora, come ha detto la nostra presidente del consiglio, se vincesse il No, si terrebbero questa giustizia e anche questo governo". (di Davide Desario e Sara Di Sciullo) 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)