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Intesa San Paolo, maggioranza bulgara ad assemblea: 97% azionisti a favore Opas su Mps

(Adnkronos) –
Maggioranza bulgara per l’operazione di Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena. L’assemblea degli azionisti ha approvato con un consenso pressoché unanime la proposta all’unico punto all’ordine del giorno, relativa alla delega al consiglio di amministrazione per l’aumento di capitale a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulle azioni ordinarie Mps. I voti favorevoli sono stati 10.952.907.059, pari al 96,96025% delle azioni ordinarie rappresentate in assemblea. Un risultato che consegna al progetto un sostegno larghissimo da parte degli azionisti di Intesa. La delibera attribuisce al consiglio di amministrazione la facoltà, da esercitare entro il 10 settembre 2027, di aumentare il capitale sociale, in una o più volte, per un numero massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie. I nuovi titoli saranno emessi a un prezzo che verrà determinato in conformità alle disposizioni di legge e alla delega conferita al cda e saranno liberati mediante conferimento in natura, essendo destinati a servire l’offerta su Mps. L’operazione è quella annunciata da Intesa Sanpaolo lo scorso 8 giugno 2026 e riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il via libera dell’assemblea rappresenta quindi un passaggio decisivo sul fronte societario per la banca guidata da Intesa, che ora dispone della leva necessaria per procedere alla strutturazione dell’aumento di capitale funzionale all’Opas. Il dato del voto rafforza inoltre il mandato degli organi societari in vista dei prossimi passaggi dell’operazione, destinata a ridisegnare ulteriormente gli equilibri del settore bancario italiano. 
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Ricercamondo compie 10 anni e arriva nelle scuole secondarie di primo grado

(Adnkronos) – Ricercamondo compie 10 anni e per festeggiare questo importante anniversario, inaugura una nuova stagione di esperimenti dedicati alle scuole secondarie di primo grado. Un'estensione del progetto che nasce dalla volontà di coinvolgere ragazze e ragazzi in una fase significativa del loro percorso di crescita, quando iniziano a maturare interessi, aspirazioni e scelte per il futuro e sono chiamati a decidere quale scuola superiore risponde meglio alle loro passioni. Per gli studenti più grandi sono stati sviluppati quattro nuovi laboratori per un'esperienza immersiva nel mondo della ricerca scientifica, attraverso attività pratiche e sperimentali legate alla chimica del capello, alla conoscenza dei materiali e agli adesivi. Accompagnati da divulgatrici scientifiche formate e costantemente aggiornate, i partecipanti hanno l'opportunità di utilizzare strumenti professionali di laboratorio e conoscere da vicino il metodo scientifico, sviluppando curiosità, spirito critico e capacità di osservazione. (VIDEO) "Per il decimo anniversario del progetto abbiamo scelto di amplificarne l'impatto, estendendo i laboratori dalle scuole primarie alle secondarie di primo grado -spiega Giusi Viani, Head of Corporate Communications – Raggiungere le ragazze e i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni significa accompagnarli in un momento decisivo, quando iniziano a costruire il proprio futuro. Il nostro auspicio è che possano avvicinarsi alla scienza con curiosità e fiducia, scoprendo nel metodo scientifico uno strumento di conoscenza, crescita e inclusione. Loro rappresentano infatti il nostro futuro".  Lanciato in Italia nel 2016, Ricercamondo è diventato negli anni un punto di riferimento per la divulgazione scientifica nelle scuole, coinvolgendo oltre 19.000 studenti e più di 400 istituti su tutto il territorio nazionale. Nato con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle discipline STEM, il progetto propone esperienze didattiche basate sulla sperimentazione diretta, sulla collaborazione e sull'apprendimento attivo.  
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Caso Orlandi, Nuzzi: “In corso esami dei Ris di Roma su un flauto”

(Adnkronos) – Nuovo colpo di scena, con al centro un flauto, sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. "Stamattina nei laboratori del Ris dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma, si stanno aprendo dei pacchi, in uno dei quali è stato rinvenuto un flauto, che sarà sottoposto ad analisi genetiche. Per questo sono stati convocati i consulenti della difesa di Marco Accetti, l’ex fotografo e cineasta, oggi settantunenne, indagato nel nuovo procedimento della procura di Roma". Ad affermarlo Gianluigi Nuzzi, conduttore di “Dentro la notizia”, in un video pubblicato sui profili social della trasmissione, rendendo noto che sono in corso degli esami da parte dei Ris dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma su un flauto che potrebbe appartenere a Emanuela Orlandi.  "In queste ore i consulenti e i genetisti stanno verificando un flauto nel laboratorio dei Ris – conclude – Bisogna capire se è quello che era già stato indicato da Accetti o se si tratta di un nuovo flauto".   
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Edilizia, Marras (Acrobatica): “2025 anno complesso ma guardiamo avanti con responsabilità ed efficienza”

(Adnkronos) – "Il bilancio 2025 riflette con trasparenza un anno particolarmente complesso per Acrobatica.  I risultati registrati non sono in linea con le aspettative che avevamo riposto nel nostro percorso di crescita e rappresentano per tutti noi un elemento di riflessione e, soprattutto, di responsabilità. Non intendiamo cercare giustificazioni, ma comprendere con lucidità le ragioni di quanto accaduto e trasformare questa fase nel punto di partenza di un nuovo percorso di sviluppo". Così Anna Marras, ceo di EdiliziAcrobatica spa.  "Le difficoltà che abbiamo affrontato sono il risultato di fattori esterni e interni – spiega – Da un lato, la fine degli straordinari incentivi che avevano sostenuto il mercato dell’edilizia, l’evoluzione del quadro normativo e il mutamento delle esigenze dei clienti hanno profondamente cambiato il settore; dall’altro, siamo consapevoli che alcune scelte compiute durante una fase di forte espansione hanno richiesto di essere riviste già nel secondo semestre del 2025, quando abbiamo iniziato a intervenire sulla struttura e sull’organizzazione del Gruppo per adeguarle a uno scenario profondamente diverso. Nella mia vita di donna e imprenditrice ho imparato che i momenti più complessi hanno valore solo se diventano occasioni per leggere meglio la realtà, correggere ciò che non funziona e ripartire con maggiore consapevolezza. È con questo principio che abbiamo chiuso il 2025 e affrontato il 2026: abbiamo scelto di non subire il cambiamento e siamo intervenuti per rafforzare l’azienda, recuperare efficienza e ritrovare con ancora maggiore rigore ciò che ha sempre reso Acrobatica forte".  "Abbiamo reagito con tempestività, mettendo in campo azioni correttive già operative: la chiusura di alcune business unit e di alcuni Point non più coerenti con gli obiettivi di redditività, la razionalizzazione della struttura, il contenimento dei costi, una più rigorosa allocazione delle risorse e una maggiore focalizzazione sulle attività capaci di generare valore – prosegue – Soprattutto, abbiamo riportato con ancora maggiore disciplina al centro della gestione quelle best practices che hanno accompagnato la crescita di Acrobatica nel tempo: attenzione ai numeri, controllo dei processi, responsabilità chiare, velocità di esecuzione, vicinanza al cliente e capacità di cogliere rapidamente le nuove esigenze del mercato. I primi risultati di questo percorso stanno già emergendo e confidiamo che gli effetti delle decisioni assunte e delle misure già implementate possano manifestarsi in maniera sempre più evidente nei prossimi esercizi".   "Stiamo rafforzando la guida operativa del Gruppo e coinvolgendo ancora di più tutte le reti che ne costituiscono l’ecosistema: collaboratori, struttura diretta, franchisee, partner e alleanze – afferma Marras – L’obiettivo è tornare a muoverci tutti nella stessa direzione, con priorità chiare, responsabilità condivise e maggiore disciplina nell’esecuzione. Allo stesso tempo, sarebbe un errore valutare la solidità di Acrobatica esclusivamente attraverso il risultato di un singolo esercizio. Il Gruppo conserva una presenza internazionale consolidata, una posizione di leadership in segmenti altamente specializzati, un marchio fortemente riconoscibile, un patrimonio di competenze unico nel settore e una rete di professionisti che rappresenta uno dei nostri principali vantaggi competitivi. Sono queste le fondamenta sulle quali abbiamo impostato il percorso di rilancio e sulle quali continuiamo a lavorare. Come amministratore delegato sento ogni giorno la responsabilità di guidare questo percorso con serietà, trasparenza e determinazione. E proprio perché conosco profondamente questa azienda, le sue persone, le sue competenze e la sua capacità di reagire al cambiamento, continuo a guardare al futuro con fiducia: non una fiducia ingenua, ma quella che nasce dalla consapevolezza di avere gli strumenti per trasformare una fase difficile in una nuova opportunità". 
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Tennis femminile in crisi finanziaria, il circuito Wta rischia la bancarotta

(Adnkronos) – La Wta potrebbe trovarsi presto davanti a una delle crisi finanziarie più delicate della sua storia. A lanciare l'allarme è The Telegraph, secondo cui il circuito professionistico femminile rischierebbe di entrare in una situazione insostenibile già nel 2027. Le perdite previste per il 2026 si aggirano intorno ai 23 milioni di dollari, mentre la liquidità a disposizione della Wta sarebbe di circa 15 milioni. Numeri che fanno scattare il campanello d'allarme nel circuito: se una perdita di questa entità dovesse ripetersi anche nel 2027, il deficit complessivo arriverebbe a circa 46 milioni di dollari, pari a poco più di 40 milioni di euro. Ma il circuito Wta può fallire davvero? A pesare sui conti c'è anche la fine anticipata dell'accordo con l'Arabia Saudita per le Wta Finals di Riyadh. La rottura del contratto triennale avrebbe infatti contribuito in maniera significativa al deficit previsto per quest'anno. A questo punto, la responsabilità passa soprattutto nelle mani di Valerie Camillo, nuova presidente della Wta. La sua missione sarà trovare rapidamente nuove entrate e riportare in equilibrio i conti di un'organizzazione che, nel giro di pochi mesi, potrebbe trovarsi a fare i conti con una vera e propria emergenza finanziaria. Il 2027, in questo senso, potrebbe rappresentare un anno decisivo per il futuro del tennis femminile. 
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Ica Day, Schillaci: “Prevenire le infezioni è aumentare la sicurezza delle cure”

(Adnkronos) – “Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica, anche per il loro stretto legame con l’antimicrobico-resistenza. Prevenirle, come sappiamo, significa aumentare la sicurezza delle cure e proteggere i pazienti, intervenendo sui fattori di rischio in tutti i contesti assistenziali”. Così, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel messaggio di saluto inviato all’apertura dei lavori dell’Ica Day, iniziativa che ha riunito oggi a Palermo, al teatro Politeama, rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari, società scientifiche, università, enti di ricerca, imprese, startup innovative e stakeholder del sistema sanitario, con l’obiettivo di individuare strategie e soluzioni concrete per rafforzare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica). Su questo fronte, “il ministero della Salute si è impegnato su più livelli in questi ultimi anni – continua Schillaci – Abbiamo infatti rafforzato la sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza, che è fondamentale per conoscere l’andamento del fenomeno e orientare gli interventi di prevenzione e controllo, e abbiamo investito sulle competenze degli operatori sanitari attraverso il Piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere finanziato con i fondi Pnrr, che ha consentito di raggiungere, nei tempi previsti, il target di oltre 293 mila unità di personale formate”.  In questo percorso “un contributo importante può arrivare anche dall’innovazione – sottolinea il ministro – La disponibilità e l’utilizzo appropriato e mirato dei dati, l’interoperabilità dei sistemi e l’intelligenza artificiale possono aiutarci a individuare più rapidamente i rischi e a migliorare le decisioni cliniche e organizzative. La tecnologia, tuttavia, da sola non basta – osserva Schillaci – Servono competenze, organizzazioni capaci di utilizzarla efficacemente e una forte cultura della prevenzione e della sicurezza. Da questo punto di vista è particolarmente interessante la scelta” fatta, in occasione dell’Ica Day, “di mettere a confronto, anche attraverso un hackathon multidisciplinare, professionalità ed esperienze diverse per individuare soluzioni concrete ai bisogni delle organizzazioni sanitarie. La prevenzione del rischio infettivo – conclude – richiede la capacità di fare sistema, mettendo insieme Istituzioni, professionisti, ricerca e innovazione”. 
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Meloni su morte Charlie Kirk: “Ricordare non facendo prevalere odio”

(Adnkronos) – "Un anno fa veniva ucciso Charlie Kirk. Aveva appena 31 anni ed era, ancora una volta, in mezzo ai giovani, in un’università, a fare quello che aveva scelto di fare per tutta la sua vita pubblica: confrontarsi, discutere, difendere le proprie idee". Inizia così il post su X della premier Giorgia Meloni che ricorda il leader del movimento Turning Point Usa a un anno dall'omicidio.   "Charlie aveva fatto della fede, della libertà di parola e del confronto la propria cifra. Era un cristiano convinto, un marito, un padre, un ragazzo capace di parlare a una generazione intera senza sottrarsi mai al dibattito, anche con chi la pensava in modo opposto. È stato assassinato proprio mentre esercitava quella libertà", aggiunge la presidente del Consiglio. "A un anno di distanza – sottolinea – il modo migliore per ricordarlo è non lasciare che prevalga l’odio che ha cercato di zittirlo. Continuare a credere che le idee si affrontano con altre idee, che il dissenso non è un nemico da eliminare e che la fede può essere vissuta senza paura e senza vergogna". "Charlie Kirk non c’è più. Ma ciò per cui ha vissuto continua a parlare. E merita di essere ricordato", conclude Meloni. 
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Invictus Games, Uganda si ritira per rispetto nei confronti di Re Carlo: “Sostengo la monarchia”

(Adnkronos) –
L'Uganda si ritirerà dagli Invictus Games del Duca di Sussex per rispetto nei confronti di Re Carlo. Lo ha dichiarato il capo delle forze armate del Paese, in un contesto di divisioni causate dalle "sciocchezze di Harry e Meghan".  Il generale Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente ugandese Yoweri Museveni, ha fatto l'annuncio a sorpresa in un post su X, nel quale ha scritto: "Per non essere interpretati come contrari a Sua Maestà Re Carlo III del Regno Unito, che veneriamo profondamente, l'Uganda si ritira dagli Invictus Games. Non parteciperemo a nulla che non abbia l'approvazione di Sua Maestà." La tempistica del post suggerisce che potrebbe essere una risposta a una lettera ufficiale indirizzata ad alti funzionari governativi e militari del Regno Unito per conto di Carlo, in cui si ribadiva che il Duca e la Duchessa di Sussex non erano membri attivi della famiglia reale e non avrebbero utilizzato il loro titolo di Sua Altezza Reale.  Interpellato dal Times sulle motivazioni di tale decisione, Kainerugaba ha dichiarato: "Ci sono parti all'interno del Ministero della Difesa che appoggiano quella sciocchezza di Harry e Meghan. Ho dovuto stroncarla sul nascere. Io sostengo la monarchia. Punto".  La notizia sarà un duro colpo per Harry, che due mesi fa era al fianco del ministro della Difesa ugandese, Kiryowa Kiwanuka, a un evento degli Invictus Games a Londra per annunciare che la nazione dell'Africa orientale sarebbe stata il 26° paese a partecipare alla manifestazione polisportiva per militari feriti. In quell'occasione, Kiwanuka elogiò il presidente Museveni per la sua "leadership visionaria" e Kainerugaba, laureato a Sandhurst, per aver "sostenuto la partecipazione della nostra squadra", aggiungendo che il loro supporto "segna un nuovo capitolo per i nostri militari". La decisione di ritirarsi dai giochi potrebbe essere una conseguenza non intenzionale della lettera ufficiale, emessa lunedì da Lord Chamberlain Richard Benyon, su richiesta di Carlo, per chiarire la posizione dei Sussex dopo il loro ritorno nel Regno Unito due settimane fa. La lettera precisava che la coppia "non è più membro attivo della famiglia reale", che il loro lavoro di beneficenza "è una questione personale per entrambi e viene svolto a titolo privato" e che "la loro posizione è assimilabile a quella di cittadini privati con interessi commerciali e di beneficenza".  
—internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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L’Inter ‘compra’ un nuovo club satellite? L’idea di Oaktree per far crescere i nerazzurri

(Adnkronos) – Un secondo club europeo, per rendere più articolata la struttura sportiva dell'Inter e far crescere i giovani in un percorso lineare, con uno step successivo rispetto all'Under 23. Quella dei nerazzurri è un'idea, un’operazione ancora in fase esplorativa, ma che rientra nel progetto di Oaktree per accrescere il potenziale del club. La suggestione della proprietà – come apprende l'Adnkronos – è quella di individuare una società di dimensioni contenute, ma con margini di crescita e caratteristiche tali da poter entrare in maniera stabile nell’orbita Inter. Il nuovo club diventerebbe così un asset strategico, con una duplice funzione: da un lato offrire un ulteriore percorso di sviluppo ai giovani nerazzurri, dall’altro rappresentare una piattaforma per scoprire, far crescere e valorizzare nuovi talenti. Per generare valore nel tempo.  Il progetto potrebbe entrare nel vivo già nei prossimi mesi, anche se in viale della Liberazione non hanno ancora ben individuato un orizzonte temporale definito. Si guarda intanto al 2027: in questo modo, l’Inter potrebbe disporre del nuovo club già in vista del mercato estivo della prossima stagione, iniziando a sfruttarne le potenzialità. Non è un modello nuovo nel calcio europeo, dove la costruzione di una rete di squadre è ormai una strategia sempre più diffusa per gestire e valorizzare i calciatori. Il colosso City Football Group – giusto per guardare alle realtà più note – ha sviluppato una struttura internazionale attorno al Manchester City, con il Palermo tra le realtà coinvolte nel progetto. Un percorso simile è stato seguito da Red Bull, che utilizza il Salisburgo come piattaforma di sviluppo in orbita Lipsia. 
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Leonardo Ferragamo: ‘La nostra forza? I valori della famiglia’

(Adnkronos) – “L’intreccio fra gli imprenditori e i loro collaboratori è un valore fortissimo che abbiamo in Italia, forse più forte che altrove”. Lo ha detto all’Adnkronos Leonardo Ferragamo, presidente della Maison Salvatore Ferragamo, al Teatro La Fenice di Venezia, in occasione della presentazione di "Un passo alla volta", il cortometraggio scritto e interpretato dalla figlia Martina Ferragamo e diretto da Simone Coppo, nell’ambito dell’83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Nel cast, accanto a Martina Ferragamo, figurano Margherita Buy, Francesco Colella e Francesco Centorame. Il cortometraggio prende spunto dalla storia della famiglia Ferragamo e racconta il rapporto tra memoria, identità e appartenenza. Al centro della vicenda c’è Martina, attrice che arriva su un set per girare un film dedicato alla propria famiglia e al nonno Salvatore Ferragamo, il celebre “calzolaio delle stelle” di Hollywood. Nel corso delle riprese, però, il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile, fino a coinvolgere direttamente la protagonista nella storia familiare. “È proprio la passione che certi collaboratori mettono nel lavoro, l’allineamento alle ispirazioni e alle linee guida dell’imprenditore, a creare questo intreccio, questa amalgama straordinaria che rappresenta una forza propulsiva di tante aziende”, ha spiegato Leonardo Ferragamo, il quinto figlio del celebre stilista e calzaturiero Salvatore Ferragamo e di Wanda Miletti. Un valore che, secondo il presidente della Maison, si ritrova anche oggi nel modo di lavorare della famiglia. “È un significato a cui do molta importanza – ha sottolineato – e che ritroviamo oggi con piacere nel lavorare insieme a persone con cui ci sono allineamenti valoriali, oltre che aziendali”. Il secondo elemento indicato da Leonardo Ferragamo riguarda una scelta compiuta dal padre, Salvatore, quasi un secolo fa. “Dobbiamo dare importanza a quell’atto di coraggio che mio padre ebbe quando, nel 1926, decise di tornare l’anno dopo in Italia”, ha raccontato. Il patriarca Salvatore Ferragamo, dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti, scelse dunque di rientrare nel Paese d’origine. Una decisione che, secondo il figlio Leonardo, non fu dettata principalmente da ragioni economiche. “Pur appagato da un successo insperato e da sogni che stava raggiungendo, più ampi di quello che aveva immaginato, soffriva perché gli mancavano la cultura italiana, il valore dei sentimenti della famiglia e quello del lavoro artigiano”, ha spiegato. “Fu trascinato proprio da questi valori, dal desiderio di ritrovare questa cultura – ha aggiunto – più che dal calcolo economico, dal semplice fatto di trovare gli artigiani. Era qualcosa di molto più profondo”. Infine, per Leonardo Ferragamo, c’è il tema della trasmissione e dell'evoluzione dei valori familiari. “È un privilegio nascere con una storia, con dei valori, con degli esempi, ma è anche una responsabilità importantissima: evolverli continuativamente”, ha affermato. E proprio "Un passo alla volta" rappresenta, secondo Ferragamo, un esempio concreto di questa evoluzione. “Il fatto che una persona della terza generazione, mia figlia Martina, abbia avuto a cuore di raccontare in una maniera così moderna e diversa questa storia e che addirittura l'abbia trasmessa al suo fidanzato, Simone Coppo, che insieme a lei l'ha esaltata, è sintomatico di quanto queste belle storie debbano poter continuare nel tempo”. “Continuare nei valori, negli insegnamenti, negli esempi”, ha concluso Leonardo Ferragamo, sottolineando la responsabilità della famiglia: “Tutti noi abbiamo la responsabilità di continuare a farlo in modo instancabile”. (di Paolo Martini) 
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