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Gianluca Gazzoli, un anno dalla morte della mamma: il ricordo ‘felice’ sui social

(Adnkronos) – "Un anno fa perdevo la mia mamma. Se ci ripenso, mi sembra ancora un film, qualcosa che continuo a non credere possibile". Comincia così il lungo post condiviso da Gianluca Gazzoli per ricordare la sua mamma, Giovanna, morta un anno fa, il 2 settembre 2025.  Il conduttore radiofonico prova a fare un bilancio di questi ultimi 12 mesi: "Ho vissuto dolore e malinconia, ma anche momenti che hanno unito la nostra famiglia più di prima. Invece di pensare a quanto fosse ingiusto, mi hanno fatto sentire fortunato. Fa parte della vita, credo".  Gazzoli ammette di aver cercato di sfuggire al dolore: "Mi sono riempito di impegni per non pensarci. Non ho voluto rivedere foto, video, lettere, messaggi, luoghi. Le poche volte che l'ho fatto è stato così doloroso che non ci sono più tornato. Perchè dal mio umore dipendono altri umori". E ancora oggi, "non riesco a parlarne senza che la voce mi tremi, e mi capita di piangere all'improvviso, da solo".   "Eppure – aggiunge Gazzoli – non c'è stata una sola notte, in un anno, in cui non abbia pensato a lei prima di addormentarmi". Il conduttore apre il suo cuore e confessa: "Mi manca tutto: il suo profumo, la sua risata, le sue cazziate, poterla chiamare a notte fonda. Evitare certi momenti mi ha fatto sentire in colpa, come se rischiassi di dimenticare. Ho deciso invece che voglio ricordarla a tutti con il sorriso, perché lo merita". Poco prima della sua scomparsa, Gazzoli la intervistò nel suo podcast 'BSMT': "Ho scoperto qualcosa che non conoscevo: parlare un'ora con mia madre, senza distrazioni, della sua vita, e fissare quell'incontro per sempre. Quella chiacchierata non l'ho più rivista, ma so che è stata potente per tante persone che si sono ritrovate in Giovanna, mia mamma. Non nella sua malattia, ma nella sua storia, nella sua forza, nella sua voglia di vivere: è questo che ha segnato la mia vita da quando sono nato". E conclude: "Ho passato anni a parlare di ispirazione, e la mia più grande mi ha messo al mondo, insegnandomi ancora qualcosa di grande. Mi manchi mamma".  
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Report, Piervincenzi e Presutti all’assemblea della redazione: “Incontreremo i colleghi? Qui apposta”

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Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti sono appena arrivati via Teulada, dove sta per cominciare l’incontro-assemblea della redazione di ‘Report’. I due conduttori scelti dall’azienda per condurre la prossima stagione della trasmissione di inchiesta al posto di Sigfrido Ranucci, sono arrivati e si sono diretti velocemente verso i tornelli. Alla domanda dei cronisti se incontreranno i colleghi della redazione, Piervincenzi ha risposto: “Siamo qui apposta” (VIDEO). “Noi adesso andiamo in Rai per la prima volta per parlare con la direzione. Questo incontro era stato già programmato prima della nomina dei conduttori, per parlare del futuro di Report, cosa che sarebbe dovuta avvenire dunque prima e non adesso. Siamo qui per ascoltare cosa la Rai ci deve dire, noi ribadiamo ciò che abbiamo detto: se vengono nominati questi due conduttori, cioè se la Rai continua per la sua strada noi inviati, e siamo tanti, ci dimetteremo in blocco perché noi dobbiamo garantire l’indipendenza e l’autonomia della trasmissione che è fondamentale per portare avanti le nostre inchieste“, il commento di Giulia Innocenzi, arrivando insieme al gruppo di inviati di ‘Report’ all’incontro.  I due conduttori hanno incontrato ieri in Rai il direttore dell’approfondimento Paolo Corsini. L’incontro è seguito a quello che il direttore Corsini ha avuto nel primo pomeriggio con i due storici inviati della trasmissione, l’esterno Bernardo Iovene e l’interno Giulio Valesini. A quanto apprende l’Adnkronos, si sarebbe trattato di un incontro di “normale amministrazione” nelle interlocuzioni aziendali. Secondo quanto si apprende, la posizione dell’azienda al momento resta ferma: la Rai non avrebbe alcuna intenzione di rivedere la scelta dei conduttori, indicati venerdì scorso. L’incontro di oggi di Paolo Corsini con l’intera redazione del programma potrebbe rappresentare una svolta. Non resta che attendere.  
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US Open, oggi Alcaraz-Faria: orario, precedenti e dove vederla in tv

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Carlos Alcaraz torna in campo. Nella notte tra oggi, mercoledì 2 settembre, e domani, giovedì 3, il tennista spagnolo affronta il portoghese Jaime Faria – in diretta tv e streaming – nel secondo turno degli US Open 2026. All'esordio Alcaraz ha superato il russo Safiullin in tre set, mentre Faria ha battuto Brooksby imponendosi in cinque parziali.  La sfida tra Alcaraz e Faria è in programma giovedì 3 settembre non prima delle 2.30 ora italiana. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello degli US Open che sarà dunque il loro primo incontro.  Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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US Open, oggi Berrettini-Navone: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Torna in campo Matteo Berrettini. Oggi, mercoledì 2 settembre, il tennista azzurro sfida l'argentino Mariano Navone – in diretta tv e streaming – nel secondo turno degli US Open 2026. Berrettini arriva al match dopo la vittoria dell'esordio contro lo svizzero Stan Wawrinka, che ha battuto in tre set, mentre Navone è riuscito a eliminare Novak Djokovic in cinque set.  La sfida tra Berrettini e Navone è in programma oggi, mercoledì 2 settembre, non prima delle ore 21.15. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con Berrettini che conduce il parziale per 3-1.  Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go.  
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Svizzera, 40 colpi sparati al rave in modo casuale: aggressore ha agito da solo

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Oltre quaranta sono i colpi che il cittadino svizzero di 43 anni, arrestato in relazione all'attacco tra sabato e domenica al rave party di Aarau costato la vita alla 22enne italiana Maria Spinelli, ha sparato con un fucile d'assalto. Agendo da solo e ''sparando a caso'', come ha spiegato in conferenza stampa il responsabile delle indagini, Matthias Schildknech. "Secondo le informazioni in nostro possesso, l'autore del reato si è recato in auto al parcheggio situato vicino all'ippodromo di Aarau – ha spiegato Schildknech – Si è poi diretto al rave. Ha sparato più di 40 colpi con un fucile d'assalto, sparando indiscriminatamente sulla folla''. L'uomo fermato è un cittadino svizzero di 43 anni, non era noto alle forze dell'ordine, ha lasciato l'esercito del 2013 e risiede nel cantone del Giura. ''L'uomo si è costituito alla polizia cantonale del Giura e ha confessato il reato", ha detto Schildknecht, aggiungendo che "dall'auto dell'arrestato sono state sequestrate tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d'assalto AK-74''. Christoph Ruedi, procuratore capo della Procura di Lenzburg-Aarau, ha confermato che ''l'imputato è stato arrestato nel cantone del Giura dopo essersi costituito alla polizia cantonale del Giura. Ha dichiarato di soffrire di problemi di salute mentale da tempo". Ruedi ha aggiunto che "non vi è alcuna prova che l'imputato avesse complici o cospiratori". "Oggi possiamo affermare che questo attacco rientra nella categoria di un atto di violenza incontrollata. Possiamo farlo con un alto grado di certezza" e grazie a questo ''possiamo affermare con un altissimo grado di certezza che i pericoli associati a questa strage sono stati scongiurati'', ha dichiarato il comandante di polizia di Argovia Michael Leupold. Nella sparatoria sono state ferite cinque persone, ''due sono ancora ricoverate in ospedale'' mentre ''le persone che si trovavano nell'auto presa di mira dall'aggresore sono riuscite a fuggire, illese'', ha detto Schildknech. 
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El Shaarawy torna al Genoa 16 anni dopo l’addio

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E' fatta per il ritorno di Stephan El Shaarawy al Genoa, 16 anni dopo l'addio. Dopo la chiusura della sessione estiva di mercato si punta ai giocatori svincolati e l'attaccante esterno era libero dopo aver lasciato la Roma. Per El Sha, a quanto apprende l'Adnkronos, un contratto di un anno più uno opzionale. Si attende solo l'annuncio ufficiale da parte del club rossoblu.  Il giocatore, classe 1992, nativo di Savona, ma cresciuto nel settore giovanile del Genoa, fino a debuttare in prima squadra nel 2008, dove a lanciarlo nel massimo campionato fu Gian Piero Gasperini, allora allenatore dei rossoblù, ha vestito anche le maglie di Padova, Milan, Monaco, Shanghai Shenhua e in ultimo la Roma, collezionando in giallorosso 348 presenze con 66 gol tra le due esperienze. In parallelo, spiccano anche 32 presenze e 7 gol nella Nazionale azzurra, dal 2021 al 2024. Al Genoa El Shaarawy ritroverà Daniele De Rossi, suo ex compagno di squadra e allenatore alla Roma, che sarà ora suo tecnico al Grifone. 
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Euro, il 21 settembre scade il termine per votare le nuove banconote

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Manca sempre meno alla chiusura del sondaggio per le nuove banconote. La Banca centrale europea ha selezionato dieci proposte per la sua 'riforma' agli euro, con le votazioni online che si concluderanno il prossimo 21 settembre. Lo scorso luglio sono state presentati i 'progetti' finali dei disegni finalisti. Il concorso per la scelta delle prossime banconote è ora nella sua fase finale: è stata la stessa presidente Christine Lagarde a lanciare il sondaggio che contribuirà, entro fine anno, al nuovo design che poi sarà sviluppato e testato prima di entrare effettivamente in produzione.  Ludwig van Beethoven sui 10 euro, Marie Curie sui 20 euro, Leonardo da Vinci sui 100 euro, ma anche un picchio muraiolo e un martin pescatore. I design si basano su due diversi temi ('Cultura europea' e 'Fiumi e uccelli') e solo uno di questi due sarà il protagonista della banconote del futuro. Le proposte sono state scelte tra oltre 1.200 candidature da parte di grafici, a 25 dei quali è stato chiesto di elaborare la propria proposta per uno o per i due temi. Una giuria indipendente da 21 esperti di discipline diverse ha selezionato le dieci proposte, che ora saranno al centro del nuovo sondaggio online aperto fino al 21 settembre 2026.  Un altro sondaggio, con le stesse domande, sarà condotto in parallelo da una società di ricerca indipendente presso un campione rappresentativo di cittadini dell’area dell’euro. La Bce pubblicherà un rapporto sui risultati di entrambi i sondaggi una volta selezionato il progetto finale. Le risposte del pubblico costituiscono un elemento fondamentale per assicurare l’inclusività perseguita dall’Eurosistema, consentendo di prestare ascolto alle opinioni dei cittadini di tutta Europa.  Ognuno può scegliere tra cinque opzioni (da "mi piace molto" a "non mi piace per niente") su ogni serie proposta, e non sulla singola banconota. In più viene chiesta la motivazione della propria scelta. Il questionario online è già attivo sul sito della Bce. L’immissione in circolazione delle nuove banconote è prevista negli anni successivi e le precedenti serie di banconote in euro manterranno il proprio valore e continueranno a circolare insieme alla nuova serie.  Sarà la prima riprogettazione completa delle banconote in euro dopo la loro emissione nel 2002. Le nuove banconote saranno dotate di caratteristiche di sicurezza nuove e più avanzate per agevolarne il riconoscimento e l’accessibilità, anche da parte delle persone con problemi visivi. La Bce vuole anche ridurre l’impronta ambientale delle banconote rendendole più resistenti all’usura e ricorrendo a materiali e processi di produzione più sostenibili.  
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Mostra Venezia, George Clooney: “Ho smesso di fare il regista, la famiglia è la mia priorità”

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George Clooney dice addio alla vita da regista. "Ho due bambini di 9 anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro. Un film da attore mi impegna per circa tre mesi; un film da regista, invece, è un lavoro che dura un anno intero e non lo posso più fare. È divertente essere tornato a fare l'attore, mi piace". Così l'attore hollywoodiano durante la conferenza stampa a Venezia 83 dove questa sera riceverà il Leone d'oro alla carriera.  Clooney ha poi spiegato come sono cambiate le sue priorità professionali: "Cosa mi spinge a scegliere un film? Moltissime cose. Il copione resta fondamentale, così come il regista. Oggi, però, la decisione dipende sempre di più dal 'dove' e dal 'quando'. Ho una vita personale e nuove priorità. Quando ero nel pieno della carriera, mi capitava di fare anche tre film all'anno; ora non più. Prenderci cura degli altri e della nostra vita fa parte del percorso, bisogna accettare il cambiamento". Il tema dell'età e del bilancio di una vita riecheggia anche nel suo film presentato lo scorso anno alla Mostra, 'Jay Kelly', in cui Clooney interpretava un attore che, in attesa di ricevere un premio, rifletteva sulle proprie scelte. A questo proposito, ha detto: "Ho 65 anni e a questa età tutto assume un velo di malinconia, persino quando mi lavo i denti. Però, allo stesso tempo, sono anche molto fortunato: ho una moglie che amo e due figli meravigliosi. La vita per me è bella. Nonostante ci siano tante cose che non vanno nel mondo e si abbia la tendenza a sentire il peso dei problemi, dobbiamo sempre ricordarci di festeggiare le tante, tantissime cose belle che abbiamo". Non mancano i progetti futuri, soprattutto con gli amici di sempre. Clooney ha confermato la volontà di tornare a lavorare con i suoi storici colleghi: "Con Brad (Pitt, ndr) e Matt (Damon, ndr) farei qualsiasi cosa. Non appena i nostri impegni lo permetteranno, torneremo a lavorare insieme". Infine, l'attore ha dedicato una riflessione a un tema a lui molto caro, il cambiamento climatico: "Siamo in un momento storico in cui persone potenti negano che la scienza sul cambiamento climatico sia reale. Ma prima o poi le cose dovranno cambiare. Io ho amici in due villaggi nel sud della Francia che hanno perso le loro case. Quest'estate eravamo a Como e anche lì ci sono stati incendi devastanti. Dobbiamo pensare a come aiutare queste persone. Sono ottimista: anche se la situazione è critica, prima o poi avremo governi che decideranno di affrontare seriamente la questione". George Clooney – durante la conferenza stampa a Venezia 83 – si è espresso in merito all'attuale situazione politica degli Stati Uniti: "Abbiamo attraversato altri momenti difficili e questo è uno di quelli. C’è un termine fantastico, 'kakistocracy', che indica un Paese governato dalle persone meno qualificate. Penso che forse in questo momento ci troviamo proprio in una cachistocrazia, ma ce la faremo".  E osserva: "Oggi c'è l’idea che la crudeltà sia alla base di tutto e che essere crudeli e scortesi faccia parte del divertimento. Dov'è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo". L'attore, che si dichiara ottimista di natura, confida nelle elezioni di novembre che "dovrebbero ristabilire un sistema di controlli e contrappesi" e ripone le sue speranze nelle presidenziale del 2028: "Se tutto va bene, torneremo in qualche modo alla normalità". "L'intelligenza artificiale diventerà una parte molto importante di questo settore, ma ci danneggerà in molti modi", ha detto Clooney. La star di Hollywood si è detta preoccupata per le complicazioni che l'Ia comporterà per gli attori. La preoccupazione c’è, ma l’ironia non gli manca mai: "Vorrei evitare di finire in una pubblicità di assorbenti vent’anni dopo la mia morte", conclude. 
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Caso Ranucci, fonti Dap: “Nessuna aggressione a Lavitola in carcere a Rebibbia”

(Adnkronos) – Non risulta alcuna aggressione nel carcere di Rebibbia a Valter Lavitola, mandante reo confesso dell'attentato a Sigfrido
Ranucci dello scorso ottobre. E’ quanto si apprende da fonti del Dap rispetto ad indiscrezioni di stampa su una presunta aggressione da parte di detenuti. Lavitola – secondo le notizie diffuse questa mattina – sarebbe stato aggredito ieri a Rebibbia. “Abbiamo sentito il dottor Lavitola il quale riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse. Stiamo rivolgendo alla Procura della Repubblica una richiesta per ottenere contezza dell’esistenza e del contenuto della nota della polizia penitenziaria presso il carcere di Rebibbia relativa alla presunta aggressione subita. L’attuale detenzione di Lavitola in un reparto di alta sicurezza ove sono ristretti soggetti accusati o condannati per reati di mafia rende evidente che lo stesso è esposto ai medesimi pericoli per la propria incolumità che avrebbero causato la presunta aggressione. Pertanto, l’unico modo di accertare la verità è quello di affidarsi a quanto verificato dai pubblici ufficiali in servizio presso il carcere di Rebibbia”, aevano spiegato in una nota gli avvocati Sergio ed Arturo Cola, difensori di Lavitola. Secondo quanto emerso Lavitola sarebbe stato schiaffeggiato e sul caso la Procura avrebbe anche aperto un'inchiesta.  
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Dermatite atopica, Aifa estende rimborso di upadacitinib dai 12 anni di età

(Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di upadacitinib, inibitore orale e selettivo di Jak, per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti a partire dai 12 anni di età candidati alla terapia sistemica. Lo annuncia AbbVie in una nota in cui ricorda che la dermatite atopica “è una malattia infiammatoria cronica della pelle a decorso recidivante, caratterizzata da lesioni eczematose e da prurito persistente. Nell’adolescenza il carico di malattia si esprime ben oltre la dimensione cutanea”: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ripercussioni sulla vita scolastica, sportiva e relazionale, con un impatto significativo sulla qualità di vita del ragazzo e dell’intero nucleo familiare. “Ogni ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili è una notizia che riguarda prima di tutto i pazienti e le loro famiglie”, afferma Giovanni Pellacani, presidente Sidemast – Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse. “Oggi la dermatologia italiana dispone di strumenti che consentono di costruire percorsi realmente personalizzati, anche per i pazienti più giovani – continua -.Il messaggio che, come società scientifica, vogliamo far arrivare è che questi percorsi esistono e sono accessibili: rivolgersi ai centri specialistici di riferimento è il primo passo perché la persona giusta riceva la terapia giusta nel momento giusto”.  L’autorizzazione europea si basa su uno dei più ampi programmi registrativi condotti nella dermatite atopica, che ha valutato upadacitinib in monoterapia (Measure Up 1 e Measure Up 2) e in associazione a corticosteroidi topici (Ad Up) rispetto a placebo, in oltre 2.500 pazienti adulti e adolescenti con malattia da moderata a grave. “Con l’ampliamento delle opzioni terapeutiche a farmaci come upadacitinib – osserva Antonio Costanzo, vicepresidente Sidemast – oggi è possibile puntare a raggiungere simultaneamente una risoluzione completa o pressoché completa delle lesioni cutanee e un prurito minimo o nullo. Come per ogni terapia sistemica, il profilo di sicurezza è un aspetto fondamentale e, per upadacitinib, disponiamo di dati pubblicati di sicurezza a 6 anni, oltre che di un’ampia esperienza in real life”. In particolare, “nell’adolescente l’impatto della dermatite atopica non si misura solo sulla pelle”, sottolinea Cataldo Patruno, presidente Sidapa – Società italiana di dermatologia allergologica, professionale e ambientale. “La visibilità delle lesioni impatta molto negativamente sulla vita sociale e sull’immagine di sé in una fase della vita in cui ciò pesa moltissimo. Inoltre, il prurito incide sul sonno e sul rendimento scolastico. Gli obiettivi terapeutici – aggiunge – devono pertanto essere spostati in alto: bisogna puntare all’assenza di prurito e alla scomparsa delle lesioni con rapidità, perché ogni mese di malattia attiva in adolescenza è un mese che non torna”.  Aggiunge Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia: “L’innovazione terapeutica ha valore quando riesce a tradursi in un beneficio concreto per le persone. L’estensione della rimborsabilità di upadacitinib agli adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave rappresenta un importante passo avanti nella possibilità di rispondere ai bisogni di una popolazione particolarmente delicata, per la quale il controllo della malattia significa anche poter vivere pienamente la scuola, le relazioni e la quotidianità. È questo – conclude – il senso del nostro impegno nella ricerca: sviluppare soluzioni innovative capaci di fare la differenza nella vita dei pazienti”. 
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