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Globe Soccer awards: Tare fra i possibili vincitori del premio ‘Best Sporting Director’

Globesoccer ha inserito il ds della Lazio Igli Tare fra i possibili vincitori del premio ‘Best Sporting Director’. La premiazione il prossimo 29 dicembre, a Dubai. Il ds della Lazio dovrà vedersela con Berta (A. Madrid), Abidal (Barcellona), Overmars (Ajax), Edwards (Liverpool).

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Nuovo San Siro, Inter e Milan sul parere di Palazzo Marino: “Recepita la nostra visione per avere uno stadio con standard di eccellenza”

«AC Milan e FC Internazionale Milano accolgono positivamente la notizia della approvazione dell’Ordine del Giorno da parte del Consiglio Comunale di Milano». Inizia così una nota congiunta di Milan e Inter in merito all’ok del Consiglio Comunale alla realizzazione del nuovo impianto. «Nel riconoscere il Pubblico Interesse alla “Proposta di Fattibilità Tecnico Economica” per la riqualificazione dell’area di San Siro presentato dai Club – prosegue il comunicato –, si apprezza come sia stata recepita la visione dei Club di offrire alla città di Milano un nuovo stadio con elevati standard di eccellenza e un nuovo distretto al servizio dei cittadini. I Club confidano che la Giunta Comunale recepisca l’assenso espresso dal Consiglio, risolvendo – nell’espressione del pubblico interesse che chiuderà questa fase istruttoria – tutti i temi fondamentali che ancora necessitano di essere chiariti per poter assicurare ai Club la fattibilità e sostenibilità economica del progetto, come la rifunzionalizzazione di parte del Meazza e le volumetrie accessorie correlate al nuovo stadio. AC Milan e FC Internazionale Milano continuano il percorso di confronto con tutti gli attori coinvolti, Istituzioni e cittadini, nella necessità di rispettare i tempi prospettati nella Proposta».

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Vincenzo Paparelli, 40 anni dopo una morte che oscurò il candore del calcio

Il 28 ottobre 1979 il calendario della Serie A prevede i derby di Milano e Roma. Alla vigilia l’attenzione è

inevitabilmente più focalizzata su Inter-Milan, che oppone la capolista nerazzurra contro i campioni in carica

rossoneri. Roma e Lazio sono più indietro in classifica: il Derby della Capitale non è ancora riuscito a ritagliarsi lo

spazio mediatico conquistato solo negli anni successivi. Vincenzo Paparelli, 33 anni, di professione meccanico, è

un uomo come tanti: marito, padre, tifoso della Lazio. È una domenica autunnale, piove. Una di quelle domeniche da dedicare alla famiglia. Poi, all’improvviso, esce uno sprazzo di sole e Vincenzo viene inesorabilmente attratto dall’idea di andare allo stadio a vedere il derby. Solita routine: si esce di casa, si arriva allo stadio, si entra, si trova un posto. E, nella lunga attesa che separa lui e la moglie dall’inizio della partita (in curva Nord non ci sono i posti numerati), dopo aver letto qualche pagina di giornale addenta il pasto frugale tipico dell’occasione: un panino con la frittata. Quelle attese erano fatte così: interminabilmente lunghe, noiosamente statiche, non ancora consumate dalla velocità zippata portata quarant’anni dopo dal mondo dominato dai cellulari. In quell’atmosfera quasi sospesa, impressionisticamente punteggiata da un boccone di cibo, una chiacchierata col vicino di posto occasionale e qualche sigaretta, dalla curva Sud parte un razzo che sorvola tutto il campo di gioco e chiude la sua traiettoria nel pieno viso di uno di quei tifosi che sta dribblando il tempo che lo separa dall’inizio della partita. Quel tifoso è proprio lui, Vincenzo Paparelli, che non ha nemmeno il tempo di capire che la partita della sua vita sta per finire così, diretta inflessibilmente da un arbitro che applica un regolamento incomprensibile. La scena è cruenta, il panico si diffonde velocemente. La moglie di Vincenzo,

Wanda, prova disperatamente a estrarre dall’occhio del marito quell’oggetto incandescente, che la ustiona. La corsa all’ospedale è inutile e disperata, consumata tra paura, preghiere e dolore. Paparelli non ce la fa, lasciando la famiglia da sola a combattere la guerra della vita, fattasi all’improvviso terribilmente difficile. 

Quel giorno la tesi per la quale il mondo del calcio vive in un’isola felice, incontaminata dalle influenze della società, veniva clamorosamente sconfessata. Un atto scriteriato, che portava con se gli echi disordinati di un concetto improprio del tifo, risuonò violentemente dentro l’Olimpico di Roma, portando il clima che si respirava per le strade del Paese all’interno di uno stadio di calcio. In quegli anni l’Italia viveva i suoi tormenti dilaniata dalla lotta politica extraparlamentare che si consumava nella violenza spesso omicida degli anni di piombo. Vincenzo Paparelli morì in un luogo che avrebbe dovuto essere un sacrario della gioia di vivere proprio come giudici, politici, imprenditori e forze dell’ordine perivano nei luoghi dove quotidianamente si recavano per lavorare. Attività ordinarie potevano trasformarsi in tragedie senza la possibilità di poterle prevedere. “Quel razzo ha distrutto la mia famiglia” ha dichiarato recentemente al Corriere della Sera il figlio di Paparelli, Gabriele, la cui vita è stata segnata per sempre da quello sconvolgente episodio. Come sconvolgenti sono le scritte comparse negli anni successivi a Roma che, in un misto di stupidità e barbarie, rievocano quella morte: ”Leggere sui muri ‘10-100-1000 Paparelli’ è stata la maledizione della mia vita. Quando mi capita di vederle, corro a coprirle” il commento avvilito di Gabriele a quelle iscrizioni oscene. La cronaca esige che si parli anche di Giovanni Fiorillo, il diciottenne disoccupato che sparò quel razzo dalla curva Sud: rimase latitante per 14 mesi prima di costituirsi. Nel 1987 la Cassazione lo condannò definitivamente a sei anni e dieci mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale: aveva sempre giurato che quel giorno non aveva intenzione di uccidere nessuno. Ma dal 28 ottobre 1979 andare allo stadio non fu più la stessa cosa.

Corrieredellosport.it

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Glasgow, saluti romani durante il corteo verso Celtic Park

Si sono ritrovati verso le 17 a Merchant Squadre, nel cuore di Glasgow. Tre chilometri a piedi verso il tempio del Celtic Park sotto lo sguardo vigile della polizia scozzesi. Gli ultras della Lazio si sono segnalati, durante il corteo, per i saluti romani. Braccio teso alzato lungo Buchanan Street. I video sono stati registrati e pubblicati dallo Scottish Sun. A Glasgow c’è estrema attenzione sul tema razzismo e propaganda politica all’interno degli stadi. Altrettanto si può dire per l’Uefa e per la stessa Lazio, impegnata a combattere il fenomeno e decisa ad allontanare le “mele marce”. La Curva Nord dello stadio Olimpico sarà chiusa il 7 novembre in occasione della partita di ritorno con il Celtic a causa dei saluti fascisti di una ventina di tifosi, già identificati dalla Digos. Qualora si dovessero ripetere gesti stasera all’interno dello stadio di Glasgow, l’Olimpico rischierebbe una chiusura totale dell’Olimpico. Non è quello che meritano la maggioranza dei tifosi della Lazio e la società.

corrieredellosport.it

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Celtic-Lazio, ecco dove vedere il match di Europa League

Celtic-Lazio (giovedì 24 ottobre, ore 21:00) sarà trasmessa in chiaro. Il match infatti, sarà disponibile per i clienti Sky sul canale Sky Sport 1 e Sky calcio, ma sarà trasmesso anche da TV8.

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Pallone d’oro: non solo Messi e CR7, la sorpresa è Koulibaly

La sorpresa è Kalidou Koulibaly, le conferme quelle di Leo Messi e Cristiano Ronaldo, ma non solo: nelle 30 nomination per il Pallone d'Oro 2019, che France Football ha rivelato in serata, c'è più di mezzo Liverpool campione d'Europa (Salah, Alexander-Arnold, Alisson, Firmino, Mané, Van Dijk e Wijnaldum), ma non manca una spruzzata di Serie A: oltre all'immancabile CR7, la doppia candidatura di Matthijs de Ligt – in lizza anche per il trofeo Kopa, assegnato al miglior Under 21 del mondo – ma anche Handanovic e Szczesny, che sfidano mezzo mondo per il Trofeo Jashin di miglior portiere. Per il trofeo intitolato al leggendario portiere sovietico (grande novità del 2019), gli estremi difensori di Inter e Juve sfideranno i mostri sacri Neuer, Ter Stegen, Alisson, Kepa, Oblak, Lloris e Onana. La Juve è rappresentata anche nel Trofeo Kopa – miglior Under 21 del mondo – da Moise Kean, adesso gioca nell'Everton, ma ha guadagnato la nomination con la maglia bianconera. Per quanto riguarda le donne sono 20 le candidate al trofeo: non ci sono italiane, o calciatrici che militano nel campionato di Serie A. Fra i club domina il Lione, con sei candidate (Bronze, Marozsan, Bouhaddi, Henry, Hegerberg e Renard), poi ci sono il Wolfsburg con due (Ficsher e Harder) e l'Orlando Pride (Morgan e Marta), quindi il Real Madrid (le svedesi Asllani e Jakobsson). Gli Stati Uniti campioni del mondo 'schieranò Rapinoe, Morgan, Heat e Lavelle, l'Olanda tre candidate: Mertens, Van Veenendaal e Miedema, come la Francia (Bouhaddi, Henry e Renard). Il 2 dicembre verranno svelati i nomi dei quattro vincitori nel corso di una grande cerimonia che si svolgerà nel Théatre du Chatelet con Sandy Héribert e Didier Drogba a fare da cerimonieri. Mbappé è il detentore del Trofeo Kopa, Luka Modric del Pallone d'Oro maschile, Ada Hegerberg di quello femminile. Ilmessaggero.it

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Cassazione, Lotito ottiene ragione sul superamento del 30% delle azioni

La Cassazione ha depositato oggi la sentenza n. 26793 con cui ha deciso nel merito il ricorso di Claudio Lotito dandogli ragione. La Cassazione ha, infatti, ritenuto legittimi la partecipazione e il voto espresso dal presidente della Lazio ai tempi in cui possedeva oltre il 30 % delle azioni della societa' calcistica. La sua legittimazione – nonostante il superamento della soglia azionaria – sta nell'aver lanciato un'offerta pubblica d'acquisto a ottobre 2006 cioe' prima dell'assemblea del 2007 oggetto di contestazione e sanzione da parte della Consob in cui Lotito aveva esercitato il voto per l'intera partecipazione azionaria. L'unica contestazione Consob non travolta dal superamento del termine di decadenza di 180 giorni per essere elevata dall'organo di controllo. Il superamento della soglia – che per l'esercizio in piu' occasioni del voto in assemblea, aveva determinato la sanzione complessiva di oltre mezzo milione di euro – si era determinato a seguito del patto parasociale con cui Lotito acquistava da Roberto Mezzaroma tramite la Lazio Events le azioni ordinarie in eccesso della Lazio Spa.

Il Sole 24 Ore Radiocor Plus

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Buu razzisti a Vieira, la Roma si scusa: “Mettiamo al bando i responsabili”

 Ancora razzismo negli stadi. Questa volta vittima della follia degli pseudo tifosi è Ronaldo Vieira, centrocampista della Sampdoria. Durante l'intervallo del match di questo pomeriggio tra i blucerchiati e la Roma, dal settore ospiti del Marassi si sono sentiti alcuni buu razzisti nei confronti del giocatore inglese, prontamente segnalati dal quarto uomo. 

Buu a Vieira, il comunicato della Roma

Al termine della partita il club giallorosso ha pubblicato un post sul proprio profilo Twitter in merito all'episodio: "L’AS Roma si scusa con Ronaldo Vieira per i buu razzisti subiti. La Società non tollera alcun genere di razzismo e supporterà le autorità nell'individuare e, conseguentemente, mettere al bando i responsabili degli insulti razzisti nei confronti del centrocampista". 

Buu a Vieira, il comunicato della Samp

Attraverso i social la Sampdoria ha applaudito alle scuse della Roma: "Grazie. Sempre uniti per un calcio migliore. #stopracism".

Il tweet di Vieira dopo i cori razzisti

"Il calcio oggi ha la responsabilità di punire e educare gli idioti negli stadi". Con questo post e alcune foto pubblicate sul suo profilo Instagram il centrocampista della Sampdoria Ronaldo Vieira è tornato sull'episodio degli ululati razzisti nei sui confronti avvenuti durante il match con la Roma che si è scusata via Twitter per i 'buu' al giocatore.

corrieredellosport.it

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Stadio Tor di Valle: ecco i nodi della Convenzione Urbanistica

Sessanta pagine, 31 articoli. Dopo un braccio di ferro durato tutta l'estate, l'offerta del Campidoglio ai privati che sognano l'affare Tor di Valle ora c'è, nero su bianco: come anticipato giovedì dal Messaggero, resta la «contestualità» di tutte le opere pubbliche, che dovranno essere pronte per l'apertura dell'impianto sportivo e del mega complesso di negozi, uffici e alberghi, con cubature che superano largamente i limiti del Piano regolatore. Fra i motivi per cui il Comune potrà annullare il contratto c'è proprio la «mancata realizzazione di ciascuna opera pubblica imputabile» ai privati, «nei tempi previsti dalla Convenzione» (10 anni) o la difformità delle opere rispetto a quelle previste e approvate. Vietata anche la trasformazione degli uffici in appartamenti. Pallotta e soci si dovrebbero fare carico per tre anni della manutenzione delle infrastrutture, a partire dalla data di consegna dei lavori (che dovranno essere collaudati). 
Pur tenendo il vincolo della «contestualità» tra opere private e pubbliche, a partire dal difficilissimo potenziamento della Roma-Lido, la bozza del Comune sembra rinviare i problemi, probabilmente alla prossima consiliatura. Nelle carte si legge infatti che si farà un check sullo stato di avanzamento dei lavori un anno prima del termine previsto. Quindi verosimilmente non prima del 2022-2023, ammesso che il progetto non si areni. A quel punto, se ci sarà uno scostamento non imputabile direttamente al soggetto proponente, si proverà a trovare una soluzione. Quale? Non è chiaro. La Regione Lazio, in un parere depositato questa estate, ha indicato alcune soluzioni temporanee. Per esempio l'aumento dei bus, ma pagato da chi? E in quale spazio, dato che l'Ostiense-Via del Mare, seppure unificata, ha margini molto ridotti per le corsie preferenziali? Insomma, sono ipotesi tutte da verificare. Anche perché il Politecnico di Torino ha già chiarito che pur con tutte le opere completate, il traffico andrebbe in tilt. Uno scenario «catastrofico». Quindi figuriamoci con i bus al posto della ferrovia potenziata a dovere.
LE PENALIPer il resto, sullo stadio resterà sempre il vincolo di impianto sportivo. L'As Roma, come già previsto nella delibera del 2017, sarà obbligata a sfruttarlo per almeno 30 anni. Altrimenti scatterebbe la «decadenza dei benefici connessi alla realizzazione degli impianti e la corresponsione di una somma commisurata al valore della trasformazione immobiliare». E ancora: se si arrivasse alla risoluzione per inadempimento, decadrebbero tutte le concessioni, il Campidoglio potrà chiedere i danni e acquisire «opere, manufatti ed impianti pubblici o di interesse pubblico». Nella bozza di convenzione si parla espressamente della vendita dei terreni dalla Eurnova di Parnasi, travolta dalle accuse di corruzione, alla TdV Real Estate di Pallotta. Questa è l'offerta del Comune. Ora i privati, che avrebbero voluto depennare la «contestualità», dovranno decidere se accettare o no.
Il Messaggero

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Il parere del Politecnico di Milano: “Ristrutturare San Siro per il calcio molto complicato, meglio destinarlo ad altre funzioni”

Ristrutturare lo stadio di San Siro “è molto complicato e difficile” ma “rifunzionalizzare” il Meazza, quindi destinarlo ad altro, “è possibile”. E’ questo in sintesi il pensiero del rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, che è intervenuto in commissione al Comune di Milano per parlare del nuovo stadio che Inter e Milan vorrebbero realizzare sull’area dove adesso si trova il Meazza, e di quali sono le possibilità di ristrutturazione della struttura attuale. Il Politecnico di Milano, come ha spiegato anche Resta di fronte ai consiglieri comunali, è advisor di Inter e Milan per lo sviluppo del masterplan del progetto del nuovo stadio. Secondo il rettore la ristrutturazione di San Siro sarebbe “complicata” perché “mancano i volumi, mancano le dotazioni per rendere accessibile lo stadio, mancano tutta una serie di interventi per la sicurezza che sarebbero completamente impattanti, al punto da stravolgere poi il concept del Meazza stesso – ha spiegato -. E soprattutto bisogna tener conto non solo dell’intervento ma anche dei costi di manutenzione, pensando anche al fine vita della struttura”. La via della riqualificazione di San Siro viene esclusa anche dalle squadre in quanto sarebbe onerosa e porterebbe allo stop dell’impianto per un periodo prolungato di tempo, rispetto invece alla scelta di costruire un nuovo stadio. Ma l’abbattimento di San Siro non sarebbe per forza necessario. Resta ha infatti parlato di “rifunzionalizzazione”, quindi di una nuova vita per il Meazza.

“Rifunzionalizzare lo stadio è possibile. Con la stessa determinazione con cui dico che San Siro fa fatica a diventare uno stadio in linea con gli standard europei, affermo che sarebbe assolutamente disonesto dire che non si possono trovare delle funzionalità – ha continuato -. Dire quali e quante secondo me è un esercizio bellissimo da fare, perché possono essere funzioni culturali, museali, commerciali o sportive, su cui in qualche maniera sono sicuro che il Comune di Milano, attraverso una serie di indicazioni, e le squadre troveranno una soluzione”. Quelle illustrate da Resta in commissione sono solo le prime considerazioni di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane e mesi.

calcioefinanza.it