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Anche le figurine Panini a rischio cessione: gruppo Usa pronto ad acquistare il marchio modenese

 Ci stanno provando da un paio di anni, ma questa volta il traguardo è a un passo. Il gruppo Panini, la storica azienda sinonimo di figurine di calciatori e albi a fumetti, fondata negli anni Sessanta da una famiglia di Modena partita da una edicola a due passi da piazza Duomo, sta per passare in mani americane. L’operazione, non ancora confermata dagli interessati, è stata anticipata dal quotidiano La Gazzetta di Modena : un gruppo americano avrebbe vinto la concorrenza su un paio di rivali tra cui anche una società cinese e nei giorni scorsi ci sarebbe stato un incontro decisivo a Modena. La notizia non arriva inaspettata negli ambienti della finanza: da almeno due anni, la Panini è sul mercato. Ma non era mai stato trovato un acquirente a causa delle richieste economiche avanzate dalla proprietà, avendo fissato l’asticella attorno al miliardo di euro. Una valutazione che sarebbe giustificata dai numeri, crescenti negli anni, che hanno fatto del gruppo Panini la classica macchina macina utili: «Rende come un tango bond ma ha la solidità del bund tedesco», secondo la definizione di un manager che ha lavorato con una delle proprietà che si sono alternate da quando la famiglia fondatrice ha passato la mano negli anni Novanta.La Panini è una sorta di multinazionale tascabile: 450 sono i dipendenti in Italia, altri 700 sono sparsi in giro per il mondo, visto che i suoi prodotti sono venduti in 120 Paesi. Oltre 5 miliardi di figurine sono state distribuite nell’ultima stagione, con 30 collezioni solo in Italia su 400 a livello globale. Il 2018 ha fatto segnare un nuovo record storico per il giro d’affari: grazie al successo della collezione dei calciatori che hanno disputato il Mondiale in Russia, la società ha annunciato di aver superato per la prima volta il miliardo di euro di fatturato. Nonostante l’assenza della Nazionale. Perché quelle delle figurine è un business ciclico: negli anni pari con i Mondiali o gli Europei di calcio – i ricavi raddoppiano. È appena successo con l’edizione della coppa del Mondo in Russia. Per capirsi: nel 2017, anno dispari, il giro d’affari era stato "solo" di 536 milioni. Ma non c’è solo il calcio, per quanto sia predominante. Oltre agli album dei vari campionati nazionali, la Panini si è lanciata anche negli sport di squadra là dove sono popolari, come la pallavolo in Polonia. Un successo è stata la collezione dei mondiali di pallamano disputati due anni fa in Francia, dove l’handball sta insidiando il rugby. E sarebbe interessante capire come è andata la tiratura dell’album per il mondiale di calcio femminile appena disputato. Inoltre ci sono i fumetti: una parte marginale del fatturato, ma non per questo secondario, visto che pubblica le avventure di tutti gli eroi della Marvel e gli albi dei personaggi Disney. Ma allora se non è più controllata dalla famiglia Panini, chi vende? Al momento, la proprietà è in mano a un gruppo di manager guidato dall’amministratore delegato italo- argentino Aldo Hugo Sallustro, che ha rilevato la società nel 2016 da una cordata guidata dalla famiglia Merloni (già proprietaria dell’Indesit). Ma in passato sono passati anche Mondadori, De Agostini e il tycoon Robert Maxwell, l’unico che ci ha perso soldi. Ma aveva fatto l’errore di mandare manager che parlavano solo inglese. E con il dialetto emiliano avevano difficoltà.

la Repubblica

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FIGC, escluso il Palermo, il Venezia risale in serie B. Le nomine degli organi di Giustizia

Riammesso il Venezia in Serie B, escluso il Palermo per inadempienze. Visto il parere della CO.VI.SO.C., il Consiglio Federale ha respinto il ricorso della società siciliana e votato all’unanimità per la riammissione del club veneziano. Inoltre sono stati decisi anche riammissioni e ripescaggi in Lega Pro, dando il via libera per il prossimo campionato di Serie C a Virtusvecomp Verona, Fano, Paganese, Modena e Reggio Audace. Fuori Cerignola e Bisceglie.

“Aver definito l'organico dei campionati già oggi, 12 luglio, per la prima volta nella storia così in anticipo, è un evidente vantaggio. Ci dà la forza di poter aspirare a un'estate abbastanza tranquilla”: queste le parole pronunciate dal presidente della FIGC Gabriele Gravina nella conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio, sottolineando l'importanza delle nuove norme sulle iscrizioni e le ammissioni ai campionati. Eventuali ricorsi potranno estinguersi ampiamente prima dell'inizio dei campionati, evitando così l'impasse che si era venuto a creare lo scorso anno per la serie B. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione sul Chievo – ha affermato Gravina rispondendo ad una precisa domanda – come società è perfettamente in regola e ha rispettato tutti i parametri. Nel momento in cui dovessero pervenire alcune preclusioni in riferimento alla società Chievo, è chiaro che adotteremo tutti i provvedimenti utili per adempiere a un nostro dovere di rispetto delle regole”.

Elezioni componenti FIGC del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Femminile
Come previsto dal Regolamento della Divisione, si è provveduto ad eleggere all’unanimità i 4 rappresentanti in quota al Consiglio Federale in seno al Consiglio della DCF: Ludovica Mantovani, Moris Gasparri, Katia Serra e Renzo Ulivieri.

Nomine di competenza
Il Consiglio Federale, come previsto dal nuovo Codice di Giustizia Sportiva entrato in vigore lo scorso mese di giugno, ha ritenuto opportuno procedere alla nomina del Presidente della Corte Federale d’Appello, dei Presidenti di Sezione, dei Vice Presidenti di sezione della Corte Federale d’Appello (le nomine sono soggette a valutazione del possesso dei requisiti statutariamente previsti da parte della Commissione Federale di Garanzia).

Con riferimento alle funzioni apicali della stessa Corte, la Presidenza federale ha sollecitato la presentazione di candidature di soggetti in possesso di un curriculum caratterizzato da alta professionalità e specializzazione e rispondente ai requisiti richiesti dall’art. 35 dello Statuto federale, tenendo conto della obiettiva differenziazione tra soggetti apicali e componenti della Corte Federale d’Appello. Nel prossimo Consiglio federale, si provvederà pertanto alla nomina di tutti i componenti della Corte Federale di appello fermo restando le funzioni della Commissione federale di Garanzia.

Corte Federale d’Appello
Presidente – Mario Luigi Torsello (Presidente della I Sezione Consultiva del Consiglio di Stato)

Sezioni Giudicanti:
I Sezione – Presidente Mario Luigi Torsello, Vice Presidente Francesco Cardarelli (Prof. Ordinario di Diritto Pubblico Università del Foro Italico);
II Sezione – Presidente Paolo Cirillo (Pres. II Sezione Giursdizionale del Consiglio di Stato), Vice Presidente Salvatore Mezzacapo (Pres. Sezione I Quater del TAR del Lazio);
III Sezione – Presidente Gioacchino Natoli (già Pres. Corte d’Appello di Palermo e componente CSM), Vice Presidente Mauro Mazzoni (Avv. e Vice Pres. Ordine Avvocati di Roma);
IV Sezione – Presidente Avv. Carlo Sica (Avvocato Generale aggiunto, Avvocatura dello Stato), Vice Presidente Antonio Rinaudo (già Sostituto Procuratore della Repubblica della Procura di Torino)

Sezione Consultiva:
Presidente Claudio Zucchelli (Presidente della Sezione Consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato), Vice Presidente Mario Antonio Scino (Avvocato dello Stato e Capo Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidente del Consiglio dei Ministri)

Modifiche Regolamentari
Il Consiglio Federale ha approvato all’unanimità il nuovo Regolamento e le Norme di Funzionamento degli Organi Tecnici dell’AIA.

FIGC.IT

 

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”Ledesma Academy”, il comunicato: “Inizia una nuova avventura”

Comunicato CRISTIAN LEDESMA per la scuola calcio LEDESMA ACADEMY

Inizia per me una nuova avventura, un’avventura fatta di valori. 
Quelli che la mia famiglia ha trasmesso a me e io, con mia moglie, trasmetto ogni giorno ai miei figli: il rispetto, la voglia di imparare e di impegnarsi sempre, in ogni ambito della vita.
Per questo nasce la “Ledesma Academy” in collaborazione con il Green Club che sin da subito ha creduto in me, nella mia immagine e nel lavoro che ho prospettato.
Un ambiente sano e sereno, in una struttura all’avanguardia immersa nel verde con tutti i comfort fanno sì che si possa lavorare e soprattutto crescere nel migliore dei modi.
È un’avventura che mi stimola e che mi permetterà di mettermi in gioco, ancora una volta con il massimo impegno, con la mia presenza costante sui campi e la felicità di calcare il terreno verde, in maniera diversa ma con lo stesso identico impegno di sempre.

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UFFICIALE – Milan escluso dall’Europa League, Roma ai gironi e preliminari per il Torino

Il club rossonero è stato escluso dall'Europa League per il mancato rispetto dei paletti del Fair Play Finanziario relativi al pareggio di bilancio nel triennio 2015-2016-2017 e nel monitoraggio del periodo 2016-17-18. Di conseguenza, la Roma accede direttamente alla fase a gironi dell'Europa League, mentre il Torino accede alla fase preliminare.

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Champions in chiaro: accordo vicino Sky-Mediaset per i prossimi 2 anni, bocciato il ricorso Rai

La prossima Champions League e l'edizione 2020-21 non potrà essere trasmessa (per quanto riguarda le partite in chiaro) dalla Rai. Lo ha deciso il Tribunale di Milano, bocciando il ricorso d’urgenza dell’emittente pubblica. La Rai intendeva avvalersi di un'opzione che le avrebbe permesso di continuare trasmettere le partite del mercoledì e del martedì per i prossimi due anni, oltre alle fasi ad eliminazione diretta e la Supercoppa europea. Sky invece aveva condizionato il tutto all’eventualità di detenere pari diritti nel triennio rispetto al momento della firma. Dopo aver perso 3 gare di Serie A (finite a Dazn), ha dunque ritenuto cambiate le condizioni dell’accordo con la Rai. In attesa di un nuovo ricorso d’urgenza da parte dell'emittente pubblica, Sky ha aperto la trattativa con Mediaset, interessata a subentrare per la trasmissione dei match in chiaro della Champions League.

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Processo Cirio-Bombril, la Corte d’Appello riduce condanna a Cragnotti a 5 anni e tre mesi

Il 6 ottobre 2017 la Cassazione si era espressa con sentenza definitiva sul celebre Crac della Cirio. La Suprema Corte aveva confermato la condanna a quattro anni di reclusione per il banchiere Cesare Geronzi di cui tre sono coperti da indulto. Piazza Cavour aveva confermato quasi totalmente il verdetto del 10 aprile 2015 dalla Corte d’Appello di Roma. Per Sergio Cragnotti invece la Cassazione aveva disposto un nuovo processo in relazione al capo d’accusa più grave, la vicenda “Bombril”, azienda brasiliana acquistata dalla Cirio nel 1999 per 2000 milioni di dollari, per il quale l'imprenditore in secondo grado era stato condannato a sette anni di reclusione, diventati otto anni e otto mesi per gli altri reati contestati. Come riporta Il Tempo, ieri la Corte d'Appello ha ridotto la pena a 5 anni e 3 mesi; l'imputato ha compiuto 79 anni lo scorso 9 gennaio. 

GLP-Radiosei

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Dossier Alitalia, il M5S boccia Atlantia, la Lega non ci sta ma resta in silenzio

Dopo il vertice a Palazzo Chigi, con la presa di posizione dei Cinque Stelle sulla necessità di revocare la concessioni ad Autostrade, pare chiaro che anche la partita Alitalia, con il possibile ingresso di Atlantia, la Holding che controlla Autostrade per l'Italia, si fa tutta in salita. Dalla Lega trapela malumore su questa "nuova forzatura fatta da Di Maio". Perché, spiegano fonti parlamentari "siamo di fronte all'ennesimo no da parte dell'alleato di governo". La posizione adottata dal partito di Matteo Salvini è quella di non replicare alla linea dura del vicepremier grillino, che ha, di fatto, detto no anche al fatto che Atlantia possa investire in Alitalia. Fonti del movimento hanno fatto sapere che nel vertice di ieri a Palazzo Chigi "non si è parlato in alcun modo di far entrare Atlantia in Alitalia", anzi il Movimento "lo esclude, visto che vogliamo revocare le concessioni". La parola d'ordine dei leghisti è tacere. Ma qualcuno spiega che poi "su Alitalia la grana è di Maio. Tocca a lui trovare una soluzione, quindi dica piuttosto che cosa vuole fare". In risposta ai malumori del Carroccio, fonti pentastellate dicono all'Adnkronos: "Dispiace che la Lega si preoccupi più di Atlantia e della famiglia Benetton che delle vittime che persero la vita nella tragedia del ponte Morandi. Non capiamo questa battaglia a difesa di un’azienda privata. Il governo era stato chiaro sulla revoca della concessione, ora ci auguriamo che nessuno voglia rimangiarsi la parole davanti al dolore delle famiglie, a quasi un anno di distanza da quella terribile tragedia". ."Noi sulla revoca andiamo avanti come un treno – proseguono i 5 Stelle – Chi ha sbagliato deve pagare i suoi sbagli, non può restare impunito. Lo Stato non è più sordo né cieco davanti ai cittadini".

adnkronos.com

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Marathonbet, sottoscritta nuova partnership con il Siviglia

Marathonbet, bookmaker globale nel settore del betting online, è orgogliosa di annunciare un nuovo accordo biennale con il Siviglia FC, cinque volte campione dell’Europa League.

La partnership con uno dei club di maggior successo degli ultimi decenni del calcio spagnolo vedrà Marathonbet diventare sia il Main Partner che il Main Sponsor della squadra della Liga dall’inizio della stagione 2019/20. Il logo Marathonbet apparirà sulla maglia ufficiale della squadra, nelle strutture ospitanti dello stadio Ramon Sanchez Pizjuan e sui backdrop delle interviste pre e post partita.

Come parte del nuovo accordo, i tifosi dei Sevillistas potranno attendersi contenuti, offerte ed esperienze esclusivi per l’intero corso della campagna 2019/20 da parte del bookmaker internazionale.

Il club vanta una storia illustre che include un titolo della Liga, cinque Coppe di Spagna, una Supercoppa Spagnola, una Supercoppa Europea, e si è inoltre classificato sesto nella Liga durante la stagione 2018/19.

Il Siviglia FC sta per entrare in una nuova era sotto la guida del nuovo allenatore Julen Lopetegui e del rientrato Direttore sportivo, Monchi, con l’auspicio di vincere l’Europa League per la sesta volta. calcioefinanza.it

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Olimpiadi invernali, il Cio ha deciso: sarà Milano-Cortina 2026!

Sono da poco passate le 18 e la festa può cominciare. Il presidente del Cio Thomas Bach apre la fatidica busta del “the winner is” e dall’involucro sbuca il nome di Cortina e Milano: battuta la candidatura di Stoccolma-Are! L’Italia per la quarta volta nella sua storia ospita i Giochi Olimpici: dopo quelle invernali di Cortina 1956 e Torino 2006 e quelle estive di Roma 1960. Una vittoria sofferta, ma anche una vittoria cercata. Non solo da una parte, ma da tutto un paese. Dal comitato olimpico italiano, dalle forze politiche, dagli atleti, ma anche da quelle federazioni che qui sono venute per fare lobbing, per convincere anche solo un candidato e che non saranno mai in gara nel 2026.

NUMERI 1 —   

L’Italia si è giocata tutto in questa presentazione e in questa candidatura. Il sorriso accattivante di Sofia (Goggia) e di Michela (Moioli) che sul palco del Cio come nella discesa coreana poco più di un anno fa, hanno messo da parte l’emozione per essere ancora numeri 1. Nel duetto bipartisan di Giuseppe Sala e di Luca Zaia, diversa fede politica ma uguale voglia di arrivare alla vittoria, per il proprio territorio, ma anche per un Paese che spera di rialzare la testa dopo tanto pessimismo. Sventola il tricolore a Losanna sopra il centro congressi che ha ospitato i lavori del Cio (quella di questo 24 giugno era la 134° sessione) e vent’anni dopo Seul, l’Italia è ancora scelta per ospitare i Giochi. Nel video emozionale che si è intervallato alle parole, si ascoltava “secondi a nessuno”. Quando si riesce a essere uniti e determinati per un unico obiettivo, che è sportivo, economico, politico e culturale. L’Italia sorride ha vinto una grande scommessa. Con orgoglio può rialzare la testa. Gazzetta.it

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Milan-Inter avanti decise: “Butteremo giù San Siro e faremo il nuovo stadio”

Addio San Siro. Almeno quello che gli italiani sono abituati a frequentare da decenni. Non si ferma l'iter del progetto comune Milan-Inter per abbandonare il "vecchio" Giuseppe Meazza e trasferirsi a pochi metri di distanza ma in un impianto moderno e al passo coi tempi. La conferma arriva da Losanna, direttamente dal presidente dei rossoneri (in compagnia dell'a.d. dei nerazzurri Alessandro Antonello): "Tutto procede. Faremo insieme un nuovo San Siro accanto al vecchio nella stessa area della concessione. Il vecchio verrà buttato giù e al suo posto ci saranno nuove costruzioni". Tempi non brevissimi comunque, come spiega lo stesso numero uno del Diavolo: "È una procedura complicatissima. Sarebbe bello che la cerimonia delle Olimpiadi (se questo pomeriggio Milano-Cortina verrà preferita ad Aare-Stoccolma, ndr) si facesse nel nuovo San Siro, ma non ne siamo certi".

LE PAROLE DI SALA

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Sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Sala, sindaco di Milano: "Nel nostro dossier garantiamo che San Siro continuerà a lavorare nel 2026, se poi vorremo fare un nuovo stadio, ne decideremo il destino. Ma al momento le cose stanno così: nel 2026 sarebbe quello il posto della cerimonia d'apertura dei Giochi". I programmi di Inter e Milan sul nuovo stadio, quindi, non avranno conseguenze sul dossier di candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026. "Il Comune di Milano è proprietario dello stadio e abbiamo un contratto a lungo termine con le due squadre – ha sottolineato Sala da Losanna – Nel caso decidano il prossimo anno di costruire un nuovo stadio, ci vorrà comunque del tempo". Gazzetta.it